| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201304010/002, presentata dai Consiglieri Marrone, Carbonero, Magliano, Paolino, Tronzano, Porcino, Cassiani, Moretti, Bertola, Curto, Sbriglio, Viale, Greco Lucchina, Liardo e D'Amico in data 3 settembre 2013, avente per oggetto: "Torino con Damasco, per fermare le bombe". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Come richiesto dai Consiglieri in Conferenza dei Capigruppo, iniziamo la discussione di questa proposta di ordine del giorno. Per cortesia, siccome l'argomento è importante e ci sono diversi emendamenti, per la precisione dodici. Gli emendamenti sono stati consegnati ai Gruppi. Possiamo iniziare la discussione di questo argomento. Dal momento che si tratta di un argomento delicato e che è importante capire i termini emendativi proposti, vi chiedo di fare un po' di silenzio e di ascoltare chi parla. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io voglio cominciare con un ringraziamento ai Capigruppo e anche ai Consiglieri, che, pur non essendo Capigruppo, hanno deciso di firmare e sottoscrivere questa proposta di ordine del giorno, consentendo la discussione in via d'urgenza, anche solo per un motivo, a prescindere dal dibattito che poi si assumerà nel merito, ed evidentemente per il motivo di evitare una brutta figura a Torino, che, nonostante un grande protagonismo in campo internazionale, con un grande numero di missioni diplomatiche, con un Dipartimento destinato ad occuparsi di queste politiche internazionali, con un grande protagonismo in questo settore, rischiava di rimanere inerte, senza neanche approfondire e discutere il tema, a fronte invece di quella che sembra essere una delle più grandi crisi internazionali che si sta affacciando non solo al Mediterraneo, ma penso di poter affermare davanti all'intero globo. Andando direttamente a discutere le impegnative di questo atto di indirizzo, perché sono state molte le proposte emendative, devo dire che, così come ho ringraziato la serietà dei Capigruppo e dei Consiglieri nel consentire la discussione, mi permetto di richiamare quantomeno chi ha aspettato veramente l'ultimo per presentare non uno o due emendamenti, peraltro già discussi in Capigruppo e in altre sedi, bensì per proporne a bizzeffe, in modo da rendere anche difficile la vita degli Uffici e complicare penso di l'avanzamento del dibattito. Però, entrando nel merito, io vorrei subito chiarire un dubbio su quello che è l'atteggiamento con il quale ci approcciamo al tema. L'atteggiamento dovrebbe essere evitare che questo sia un atto di indirizzo di quelli veramente balneari, cioè di quelli con cui il Consiglio si tiene occupato nell'attesa di andare a decidere gli atti amministrativi salienti che sono quelli della vita amministrativa comunale. Proprio per questo, la volontà nell'impegnativa è di non limitarsi solo ad un'espressione di una posizione della Città di Torino, che di sicuro già è meglio che un'assenza di posizione, quindi questo sarebbe già un obiettivo utile ed auspicabile, ma il tentativo quantomeno dell'impegnativa originaria è quello di intavolare delle iniziative istituzionali, nei limiti delle competenze che sono quelle della Città di Torino, che vadano anche ad esplicare in modo concreto quella che è la posizione, se verrà confermata, del Comune contro questo conflitto armato che si sta preparando. Io, cominciando a commentare anche qualche emendamento nel merito che ho visto, vorrei esortare tutti i Colleghi, visto che questa non è l'Assemblea dell'ONU, ad evitare di impegolarci in discussioni interne a quella che è la vicenda siriana, ovvero dire se hanno ragione i ribelli, se ha ragione Assad, quale fazione dei ribelli ha ragione nei confronti di quale altra, chi è stato ad usare le armi chimiche piuttosto che chi non è stato, non solo perché credo che nessuno qui abbia gli elementi per poter veramente affermare verità di questo tipo, ma soprattutto perché non è questa la competenza di questo organo. Non credo che il mondo chieda questo a noi. Io credo che invece la Città di Torino possa e debba affermare un principio sul quale credo che tutti possiamo concordare, cioè che le vicende interne di un popolo e di un Paese, che sia una transizione verso una maggiore democraticità, piuttosto che la difesa della propria sovranità, non possa essere affermata con un intervento bellico da parte di un altro Paese, soprattutto se avviene attraverso bombardamenti. Io credo che questo sia un principio sul quale, nel rispetto delle diversità di tutti gli schieramenti politici, si possa andare a convergere e ritengo più utile riuscire a discutere su questo tema e confrontarsi su questo tema e confrontarsi soprattutto su quali possono essere le misure utili che la Città può concretamente adottare - e illustrerò brevemente quali sono quelle proposte - piuttosto che - e lo dico esplicitamente, mi tocca farlo, rispetto ad emendamenti che ho visto presentati dal Consigliere Viale - andare a dire al Consiglio dell'ONU o al Tribunale Internazionale di deferire questo, quello, o chi, o tutti, perché c'è addirittura un emendamento che fa i nomi (Assad, le opposizioni, gli islamisti, la Jihad). Io chiedo veramente di non attardarci in queste discussioni, per non far decadere la serietà del dibattito. Ritengo che la serietà del dibattito debba partire dai principi (e in questo, per esempio, apprezzo anche altri emendamenti, invece, proposti da altre forze, anche della sinistra), per cui la Città invece esprime una contrarietà all'intervento militare. Che poi vada - e credo che queste siano le impegnative utili - a suggerire delle misure diplomatiche, per un intervento consapevole e anche costruttivo dell'Occidente, nelle sue varie articolazioni, che sia l'ONU, che sia l'Unione Europea, io ritengo che questo possa essere anche il compito di questo Consiglio Comunale nell'atto di indirizzo e di invito, ma non ritengo che, invece, debba attardarsi nell'intervenire e nel dividersi in fazioni rispetto alle vicende interne alla Siria e al conflitto civile che la sta dilaniando, pare con grandi nefandezze anche da entrambe le parti negli ultimi due anni. Per cui, io mi limito solo ad illustrare quelli che sono i tre punti, che sono impegnative e proposte. Il primo è chiaramente quello - l'ho già detto - di esprimere una contrarietà a questo intervento armato che, mi permetto di dire, gli Stati Uniti stanno assumendo oggettivamente in un grande clima di isolamento, con diverse parti in campo che assumono contrarietà, al di là degli schieramenti ideologici tradizionali. Senza parlare del Papa, da cui era anche normale e lecito attendersi l'appello, ma soffermandosi sulle parti che hanno raccolto quell'appello, che vanno da parti tradizionalmente laiche, o laiciste, come il Ministro degli Esteri Bonino, fino ad altri componenti dell'Esecutivo, che, invece, sono orgogliosamente cattolici e attraverso tutto l'arco costituzionale. Ricordiamo, anche in questa sede, la contrarietà di Israele, che di sicuro non è un alleato storico della Siria, ma che manifesta le preoccupazioni per un'ulteriore destabilizzazione senza controllo di quell'area. Ricordiamo la stessa posizione del Governo, che, oggettivamente, ha detto in più riprese che un intervento senza mandato ONU non sarebbe legale e ha addirittura espresso delle riserve in caso di presenza di mandato ONU, se non fosse altro anche per i rischi a cui esponiamo tutti i contingenti militari italiani già impegnati in teatri vicino a quello siriano. Io concludo soffermandomi sugli altri due punti dell'impegnativa, a cui noi proponenti teniamo particolarmente, però so che ci sono anche emendamenti che invece puntano all'abrogazione, per cui ci tengo a spiegarne le motivazioni. La volontà di proporre un gemellaggio tra le Città di Torino e di Damasco è (o era, dipende chiaramente se verrà approvata) un'iniziativa istituzionale che va, utilizzando gli strumenti del Comune, a far passare il messaggio per cui la vicinanza è alla cittadinanza e soprattutto a tutte quelle vittime, anche collaterali, che ci potranno essere rispetto ai bombardamenti che sono annunciati per la prossima settimana. È una facoltà del Comune deliberare un atto simile e aggiungo anche che potrebbe essere poi, al di là del conflitto che chiaramente riguarderà un momento storico particolare di questa fase storica, anche foriero di proficui scambi culturali anche in un futuro più lontano, dato che il Mediterraneo oggettivamente è alle nostre porte. Io, però, mi vorrei soffermare soprattutto sul terzo punto, che, per carità, non nascondo che possa sembrare un po' ardito, però è un punto che va a concretizzare la posizione della Città. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Marrone, la invito a concludere. MARRONE Maurizio Vado a concludere. Perché il fatto di offrire la possibilità, ai Consiglieri Comunali che lo desiderino, di partecipare ad una missione diplomatica, che, quindi, avvenga negli ambiti di tutte le missioni che la Città organizza, a nome della Città, ma - ho sottolineato - senza aggravi aggiuntivi e costi (che non sembri una vacanza dei Consiglieri in Siria, anche se sarebbe difficile configurarla come tale), ritengo che sarebbe un gesto molto forte, ma anche di grande serietà e anche una risposta a chi ritiene che il fatto che i Comuni adottino atti di indirizzo di questo tipo sia una ridicolaggine, sia un qualcosa di buffo e di darsi eccessive arie istituzionali. Soprattutto, avanzerebbe quello che è il fronte dell'intervento diplomatico e non militare, in quanto, oggettivamente, io non nascondo che, dal mio punto di vista, l'importanza di una scelta simile sarebbe come affermare anche agli Stati Uniti - riporto una battuta che ho trovato sul social network: forse, il fatto che Obama sappia che ci sono anche Consiglieri Comunali di Torino in Siria potrebbe essere quasi un incentivo all'azione militare che non, invece, una dissuasione, ma questa è solo una battuta - che ci sono non solo dei cittadini, ma dei rappresentanti eletti dal popolo italiano, quindi di uno Stato che partecipa all'Unione Europea e all'alleanza strategica NATO, che si trovano lì in missione istituzionale nel momento in cui delle potenze come gli Stati Uniti o la Francia arrivano a deliberare e a decidere di portare avanti un attacco militare o un bombardamento che noi riteniamo di non condividere. Sarebbe un gesto importante e coraggioso. Credo che nessun'altra Città per adesso lo abbia ancora adottato, per cui, siccome ci sono diversi emendamenti, ho visto in particolare del Movimento 5 Stelle... LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Marrone, sta usando il doppio del tempo che è consentito dal Regolamento. MARRONE Maurizio ...di SEL e Viale del PD, che, invece, propongono di abolirla, volevo illustrare in particolare questa, ribadendo l'importanza dal nostro punto di vista di mantenerla. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo, anche se un po' in ritardo, i tempi di intervento: uno dei presentatori ha a disposizione 5 minuti; un solo Consigliere per Gruppo ha 5 minuti; gli altri Consiglieri, 3 minuti. |