Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Giovedì 5 Settembre 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 35
ORDINE DEL GIORNO 2013-04010
"TORINO CON DAMASCO, PER FERMARE LE BOMBE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PAOLINO ED ALTRI IN DATA 3 SETTEMBRE 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201304010/002,
presentata dai Consiglieri Marrone, Carbonero, Magliano, Paolino, Tronzano,
Porcino, Cassiani, Moretti, Bertola, Curto, Sbriglio, Viale, Greco Lucchina, Liardo e
D'Amico in data 3 settembre 2013, avente per oggetto:

"Torino con Damasco, per fermare le bombe".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Come richiesto dai Consiglieri in Conferenza dei Capigruppo, iniziamo la
discussione di questa proposta di ordine del giorno.
Per cortesia, siccome l'argomento è importante e ci sono diversi emendamenti, per la
precisione dodici. Gli emendamenti sono stati consegnati ai Gruppi.
Possiamo iniziare la discussione di questo argomento. Dal momento che si tratta di
un argomento delicato e che è importante capire i termini emendativi proposti, vi
chiedo di fare un po' di silenzio e di ascoltare chi parla.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io voglio cominciare con un ringraziamento ai Capigruppo e anche ai Consiglieri,
che, pur non essendo Capigruppo, hanno deciso di firmare e sottoscrivere questa
proposta di ordine del giorno, consentendo la discussione in via d'urgenza, anche
solo per un motivo, a prescindere dal dibattito che poi si assumerà nel merito, ed
evidentemente per il motivo di evitare una brutta figura a Torino, che, nonostante un
grande protagonismo in campo internazionale, con un grande numero di missioni
diplomatiche, con un Dipartimento destinato ad occuparsi di queste politiche
internazionali, con un grande protagonismo in questo settore, rischiava di rimanere
inerte, senza neanche approfondire e discutere il tema, a fronte invece di quella che
sembra essere una delle più grandi crisi internazionali che si sta affacciando non solo
al Mediterraneo, ma penso di poter affermare davanti all'intero globo.
Andando direttamente a discutere le impegnative di questo atto di indirizzo, perché
sono state molte le proposte emendative, devo dire che, così come ho ringraziato la
serietà dei Capigruppo e dei Consiglieri nel consentire la discussione, mi permetto di
richiamare quantomeno chi ha aspettato veramente l'ultimo per presentare non uno o
due emendamenti, peraltro già discussi in Capigruppo e in altre sedi, bensì per
proporne a bizzeffe, in modo da rendere anche difficile la vita degli Uffici e
complicare penso di l'avanzamento del dibattito.
Però, entrando nel merito, io vorrei subito chiarire un dubbio su quello che è
l'atteggiamento con il quale ci approcciamo al tema. L'atteggiamento dovrebbe
essere evitare che questo sia un atto di indirizzo di quelli veramente balneari, cioè di
quelli con cui il Consiglio si tiene occupato nell'attesa di andare a decidere gli atti
amministrativi salienti che sono quelli della vita amministrativa comunale.
Proprio per questo, la volontà nell'impegnativa è di non limitarsi solo ad
un'espressione di una posizione della Città di Torino, che di sicuro già è meglio che
un'assenza di posizione, quindi questo sarebbe già un obiettivo utile ed auspicabile,
ma il tentativo quantomeno dell'impegnativa originaria è quello di intavolare delle
iniziative istituzionali, nei limiti delle competenze che sono quelle della Città di
Torino, che vadano anche ad esplicare in modo concreto quella che è la posizione, se
verrà confermata, del Comune contro questo conflitto armato che si sta preparando.
Io, cominciando a commentare anche qualche emendamento nel merito che ho visto,
vorrei esortare tutti i Colleghi, visto che questa non è l'Assemblea dell'ONU, ad
evitare di impegolarci in discussioni interne a quella che è la vicenda siriana, ovvero
dire se hanno ragione i ribelli, se ha ragione Assad, quale fazione dei ribelli ha
ragione nei confronti di quale altra, chi è stato ad usare le armi chimiche piuttosto
che chi non è stato, non solo perché credo che nessuno qui abbia gli elementi per
poter veramente affermare verità di questo tipo, ma soprattutto perché non è questa la
competenza di questo organo. Non credo che il mondo chieda questo a noi.
Io credo che invece la Città di Torino possa e debba affermare un principio sul quale
credo che tutti possiamo concordare, cioè che le vicende interne di un popolo e di un
Paese, che sia una transizione verso una maggiore democraticità, piuttosto che la
difesa della propria sovranità, non possa essere affermata con un intervento bellico
da parte di un altro Paese, soprattutto se avviene attraverso bombardamenti.
Io credo che questo sia un principio sul quale, nel rispetto delle diversità di tutti gli
schieramenti politici, si possa andare a convergere e ritengo più utile riuscire a
discutere su questo tema e confrontarsi su questo tema e confrontarsi soprattutto su
quali possono essere le misure utili che la Città può concretamente adottare - e
illustrerò brevemente quali sono quelle proposte - piuttosto che - e lo dico
esplicitamente, mi tocca farlo, rispetto ad emendamenti che ho visto presentati dal
Consigliere Viale - andare a dire al Consiglio dell'ONU o al Tribunale Internazionale
di deferire questo, quello, o chi, o tutti, perché c'è addirittura un emendamento che fa
i nomi (Assad, le opposizioni, gli islamisti, la Jihad). Io chiedo veramente di non
attardarci in queste discussioni, per non far decadere la serietà del dibattito.
Ritengo che la serietà del dibattito debba partire dai principi (e in questo, per
esempio, apprezzo anche altri emendamenti, invece, proposti da altre forze, anche
della sinistra), per cui la Città invece esprime una contrarietà all'intervento militare.
Che poi vada - e credo che queste siano le impegnative utili - a suggerire delle
misure diplomatiche, per un intervento consapevole e anche costruttivo
dell'Occidente, nelle sue varie articolazioni, che sia l'ONU, che sia l'Unione
Europea, io ritengo che questo possa essere anche il compito di questo Consiglio
Comunale nell'atto di indirizzo e di invito, ma non ritengo che, invece, debba
attardarsi nell'intervenire e nel dividersi in fazioni rispetto alle vicende interne alla
Siria e al conflitto civile che la sta dilaniando, pare con grandi nefandezze anche da
entrambe le parti negli ultimi due anni.
Per cui, io mi limito solo ad illustrare quelli che sono i tre punti, che sono
impegnative e proposte.
Il primo è chiaramente quello - l'ho già detto - di esprimere una contrarietà a questo
intervento armato che, mi permetto di dire, gli Stati Uniti stanno assumendo
oggettivamente in un grande clima di isolamento, con diverse parti in campo che
assumono contrarietà, al di là degli schieramenti ideologici tradizionali. Senza
parlare del Papa, da cui era anche normale e lecito attendersi l'appello, ma
soffermandosi sulle parti che hanno raccolto quell'appello, che vanno da parti
tradizionalmente laiche, o laiciste, come il Ministro degli Esteri Bonino, fino ad altri
componenti dell'Esecutivo, che, invece, sono orgogliosamente cattolici e attraverso
tutto l'arco costituzionale.
Ricordiamo, anche in questa sede, la contrarietà di Israele, che di sicuro non è un
alleato storico della Siria, ma che manifesta le preoccupazioni per un'ulteriore
destabilizzazione senza controllo di quell'area.
Ricordiamo la stessa posizione del Governo, che, oggettivamente, ha detto in più
riprese che un intervento senza mandato ONU non sarebbe legale e ha addirittura
espresso delle riserve in caso di presenza di mandato ONU, se non fosse altro anche
per i rischi a cui esponiamo tutti i contingenti militari italiani già impegnati in teatri
vicino a quello siriano.
Io concludo soffermandomi sugli altri due punti dell'impegnativa, a cui noi
proponenti teniamo particolarmente, però so che ci sono anche emendamenti che
invece puntano all'abrogazione, per cui ci tengo a spiegarne le motivazioni.
La volontà di proporre un gemellaggio tra le Città di Torino e di Damasco è (o era,
dipende chiaramente se verrà approvata) un'iniziativa istituzionale che va,
utilizzando gli strumenti del Comune, a far passare il messaggio per cui la vicinanza
è alla cittadinanza e soprattutto a tutte quelle vittime, anche collaterali, che ci
potranno essere rispetto ai bombardamenti che sono annunciati per la prossima
settimana.
È una facoltà del Comune deliberare un atto simile e aggiungo anche che potrebbe
essere poi, al di là del conflitto che chiaramente riguarderà un momento storico
particolare di questa fase storica, anche foriero di proficui scambi culturali anche in
un futuro più lontano, dato che il Mediterraneo oggettivamente è alle nostre porte.
Io, però, mi vorrei soffermare soprattutto sul terzo punto, che, per carità, non
nascondo che possa sembrare un po' ardito, però è un punto che va a concretizzare la
posizione della Città.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Marrone, la invito a concludere.

MARRONE Maurizio
Vado a concludere.
Perché il fatto di offrire la possibilità, ai Consiglieri Comunali che lo desiderino, di
partecipare ad una missione diplomatica, che, quindi, avvenga negli ambiti di tutte le
missioni che la Città organizza, a nome della Città, ma - ho sottolineato - senza
aggravi aggiuntivi e costi (che non sembri una vacanza dei Consiglieri in Siria, anche
se sarebbe difficile configurarla come tale), ritengo che sarebbe un gesto molto forte,
ma anche di grande serietà e anche una risposta a chi ritiene che il fatto che i Comuni
adottino atti di indirizzo di questo tipo sia una ridicolaggine, sia un qualcosa di buffo
e di darsi eccessive arie istituzionali.
Soprattutto, avanzerebbe quello che è il fronte dell'intervento diplomatico e non
militare, in quanto, oggettivamente, io non nascondo che, dal mio punto di vista,
l'importanza di una scelta simile sarebbe come affermare anche agli Stati Uniti -
riporto una battuta che ho trovato sul social network: forse, il fatto che Obama sappia
che ci sono anche Consiglieri Comunali di Torino in Siria potrebbe essere quasi un
incentivo all'azione militare che non, invece, una dissuasione, ma questa è solo una
battuta - che ci sono non solo dei cittadini, ma dei rappresentanti eletti dal popolo
italiano, quindi di uno Stato che partecipa all'Unione Europea e all'alleanza
strategica NATO, che si trovano lì in missione istituzionale nel momento in cui delle
potenze come gli Stati Uniti o la Francia arrivano a deliberare e a decidere di portare
avanti un attacco militare o un bombardamento che noi riteniamo di non condividere.
Sarebbe un gesto importante e coraggioso. Credo che nessun'altra Città per adesso lo
abbia ancora adottato, per cui, siccome ci sono diversi emendamenti, ho visto in
particolare del Movimento 5 Stelle...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Marrone, sta usando il doppio del tempo che è consentito dal
Regolamento.

MARRONE Maurizio
...di SEL e Viale del PD, che, invece, propongono di abolirla, volevo illustrare in
particolare questa, ribadendo l'importanza dal nostro punto di vista di mantenerla.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ricordo, anche se un po' in ritardo, i tempi di intervento: uno dei presentatori ha a
disposizione 5 minuti; un solo Consigliere per Gruppo ha 5 minuti; gli altri
Consiglieri, 3 minuti.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)