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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201303007/002, presentata in data 25 giugno 2013, avente per oggetto: "Incidente all'inceneritore del Gerbido, il mistero continua" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Credo che questa interpellanza, insieme alle precedenti, ma anche a quelle che verranno, ci metteranno nelle condizioni di monitorare questa fase di avvio dell'impianto di termovalorizzazione del Gerbido, anche a seguito dei recenti fatti di cronaca che ci impongono, come Amministrazione, di vigilare su quanto sta accadendo. Innanzitutto, comunico formalmente al Consiglio Comunale che nel corso della giornata di oggi si svolgeranno alcune riunioni con l'ARPA e i settori competenti della Provincia, proprio al fine di approfondire il malfunzionamento che nei giorni scorsi ha portato a sottolineare alcune anomalie nell'avvio della combustione della Linea 1, che hanno indotto la società TRM ad optare per l'interruzione dell'attività dell'impianto, al fine di consentire il ripristino delle condizioni ottimali di funzionamento. Questo è quanto ci è stato formalmente comunicato. Naturalmente, a seguito di questa comunicazione formale, la stessa Amministrazione cittadina ha richiesto ulteriori approfondimenti, che ci auguriamo vengano esplicitati in modo esaustivo nel corso della giornata, a seguito di questa riunione. Tornando al secondo passaggio dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Bertola e Appendino, relativamente all'incidente dell'inceneritore del Gerbido del 2 maggio scorso, il Consigliere Bertola chiede, in particolare, se sia confermato il fatto che, durante l'incidente, i sistemi di monitoraggio degli agenti inquinanti, previsti all'interno dell'inceneritore, non abbiano funzionato e se il gestore dell'impianto sia in grado di spiegarne il motivo. Come è già stato detto qualche giorno fa, in sede di Commissione Consiliare, ribadisco che, a seguito del blackout, il Sistema di Monitoraggio delle Emissioni dell'impianto - il cosiddetto "SME" - non ha potuto misurare i valori emissivi degli inquinanti presenti nei fumi di combustione, in quanto non c'era una corretta alimentazione. Inoltre, il Consigliere Bertola chiede "come mai l'Amministrazione non fosse a conoscenza di questo fatto in data 27 maggio, quasi un mese dopo l'incidente, nel momento in cui il sottoscritto ha risposto alla precedente interpellanza" TRM, con una nota, conferma la correttezza di quanto affermato in risposta alla precedente interpellanza: il diesel di emergenza alimenta le utenze indispensabili alla corretta fermata dell'impianto; inoltre, alimenta anche il sistema di monitoraggio delle emissioni e l'impianto di deodorizzazione. Per quanto riguarda in particolare lo SME, data la sua estrema complessità, TRM precisa che l'alimentazione di emergenza è relativa alla porzione di utenze legate all'elettronica, che deve essere protetta per non danneggiare le apparecchiature. La parte che deve misurare i valori emissivi, invece, non ha alimentazione di emergenza. Tuttavia, TRM ricorda a questo proposito che, non appena si è verificato il blackout, sono state immediatamente attivate le procedure per lo spegnimento dell'impianto e quindi dell'alimentazione dei rifiuti. Inoltre, il Consigliere chiede se si ritenga corretto "che il gestore dell'impianto non solo non abbia fornito comunicazioni ufficiali e pubbliche sull'accaduto, se non dopo la presentazione della prima interpellanza, ma non abbia comunicato a nessuno il mancato funzionamento dei sistemi di monitoraggio, scoperto soltanto grazie al sopralluogo dell'ARPA e alla successiva denuncia". Anche in questo caso, TRM specifica di aver dato comunicazione ufficiale dell'accaduto agli Enti competenti, in particolare alla Provincia di Torino e all'Agenzia Regionale per l'Ambiente. Tra l'altro, proprio l'Agenzia Regionale per l'Ambiente ha continuamente accesso da remoto a tutti i dati dell'impianto, pertanto ha potuto accorgersi subito di quanto è accaduto. Il Consigliere Bertola chiede ancora "chi abbia fornito all'Amministrazione i dati sugli agenti inquinanti, esposti in risposta alla precedente interpellanza, e a quale centralina e a quale luogo fisico si riferissero". In questo caso, devo ribadire quanto già comunicato il 27 maggio scorso: nella precedente interpellanza venivano richiesti i dati relativi alle misurazioni effettuate dalle centraline di monitoraggio durante l'incidente - con ciò si intendono le centraline di misurazione della qualità dell'aria - e tali valori sono stati comunicati. Come riporta proprio il verbale della seduta del 27 maggio, in risposta all'interpellanza ho specificato che i dati esaminati erano quelli rilevati dalla centralina TRM di Beinasco, che sono, tra l'altro, disponibili pubblicamente sul sito www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml. Infine, il Consigliere chiede "se sia possibile avere una risposta chiara sul funzionamento dei sistemi di sicurezza dell'inceneritore in caso di mancanza di corrente e, in particolare, se questi sistemi di sicurezza permettano l'abbattimento efficace delle polveri e delle sostanze inquinanti contenute nei fumi della combustione dei rifiuti anche a filtro elettrico spento, oppure se tali sistemi provvedano, una volta disattivato il filtro elettrico per via del blackout, semplicemente a rigirare i fumi nella ciminiera e di lì nell'atmosfera, evitandone il passaggio nei filtri successivi al filtro elettrico, i quali si intaserebbero e si danneggerebbero per via delle polveri non filtrate dal filtro elettrico spento". I sistemi di sicurezza dell'impianto non modificano in alcun modo il percorso dei fumi di combustione, che passano lo stesso attraverso il sistema di trattamento dei fumi. Tuttavia, senza corrente elettrica - come è già stato dettagliato in Commissione Consiliare qualche giorno fa - le apparecchiature non funzionano, a parte il filtro a maniche, che comunque è un filtro in tessuto. In ogni caso, non si verificano problemi di intasamento. TRM ribadisce ancora una volta che, a seguito del blackout, sono state avviate le procedure di spegnimento dell'impianto. Infine, non tanto per dare puntuale risposta al Consigliere, quanto, piuttosto, per comunicare e condividere un'informazione che fa riferimento ad un provvedimento di differimento dei termini assegnati con diffida n. 85 da parte della Provincia di Torino, proprio sul punto la Provincia di Torino determina di prescrivere che la società TRM S.p.A. provveda ad adottare gli interventi atti a garantire che tutte e tre le linee dell'impianto di incenerimento siano gestite anche in condizioni di anomalo funzionamento dell'impianto, così come peraltro previsto dal progetto approvato. Inoltre, quanto prima, e comunque prima dell'inizio di qualsiasi operazione di incenerimento dei rifiuti, invita TRM a dotarsi di una procedura organizzativa, affinché, non appena si dovessero verificare condizioni anomale della gestione dell'impianto, quali casi di disfunzionamenti, guasti di dispositivi di depurazione, di misurazione o arresti, tecnicamente inevitabili, siano tempestivamente informate la Provincia di Torino e l'ARPA nei termini prescritti. Questa è una parte della prescrizione che, in data 9 luglio 2013, la Provincia di Torino ha trasferito alla società TRM, prescrizione e diffida alla quale naturalmente facciamo riferimento anche noi, come Amministrazione; ci uniamo non solo in termini di diffida, ma soprattutto in termini di accesso alle informazioni, motivo per cui l'Amministrazione è in attesa di avere una relazione tecnica su quanto accaduto ancora nei giorni scorsi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore Lavolta per questa nuova risposta a questa nuova interpellanza, che non avrebbe neanche dovuto esistere, però immagini il nostro sconcerto nell'aver fatto una prima interpellanza su questo incidente del 2 maggio, essere arrivati in Aula il 27 maggio e aver avuto tutte le risposte anche rassicuranti, fino a un certo punto, perché poi è venuto fuori che comunque, almeno su alcuni inquinanti, erano stati superati limiti di Legge, anche se poi la Legge permette di sforare per 60 ore l'anno, in caso di situazioni di emergenza, però scoprire poi dai giornali, qualche giorno dopo, che in realtà i sistemi di monitoraggio dell'inceneritore durante l'incidente non avevano funzionato e quindi non era stato rilevato un bel niente. È vero che poi, andando a rileggere, era stato specificato che si trattava dei dati della centralina di Beinasco, però questo non è tranquillizzante, nel senso che è vero che la centralina di Beinasco è una delle più vicine all'impianto, ma non è sotto l'impianto e non è neanche che tra l'impianto e la centralina di Beinasco non ci sia niente. Per cui, nel mezzo c'è una serie di luoghi frequentati, ci sono dei campi coltivati, ci sono degli allevamenti, c'è tutta una serie di luoghi dove comunque passano e stanno le persone, dove l'inquinamento è importante. Quindi non so se il fatto che ci sia stato un superamento a Beinasco voglia dire che vicino all'impianto, sotto il camino, dove non abbiamo avuto le misurazioni, in realtà i limiti siano stati sforati ben di più. Non lo sapremo mai, se l'impianto e il sistema di monitoraggio non hanno funzionato. Certo, il fatto che sia stata aperta un'inchiesta della Magistratura fa pensare che forse non sia tutto esattamente a posto da questo punto di vista. Devo anche dire che noi abbiamo richiesto alla società TRM, con accesso agli atti, il verbale dell'ARPA di questa visita proprio del 27 maggio, in cui è stato rilevato questo problema, e la società TRM ci ha risposto che non abbiamo diritto di averlo perché, essendoci un'inchiesta in corso, loro non si ritengono autorizzati a fornirci questo documento. Quindi, a questo punto, adesso verificheremo se riusciremo ad avere questo verbale tramite i nostri Consiglieri Regionali, con un accesso diretto all'ARPA, però questo è un altro dei punti sollevati nell'interpellanza, cioè non è che ci sia questa grande collaborazione, da parte di TRM, nel far sì che la cittadinanza sia informata e sia tranquilla. Questo, secondo me, è un grosso errore mediatico, comunicativo e politico da parte di TRM e di tutta l'Amministrazione e di chi è favorevole all'inceneritore - e noi ovviamente non lo siamo -, nel senso che i cittadini hanno paura e hanno paura a ragion veduta, perché esiste tutta una serie di documentazioni sul fatto che questi impianti inquinino e quindi, ovviamente, sarebbe utile, innanzitutto a chi è favorevole all'inceneritore, il fatto di tranquillizzare regolarmente su tutto quello che succede, perché io posso anche arrivare a capire che possa succedere un malfunzionamento nella fase di test; è logico che un impianto così grosso può anche essere che, appena lo metti in funzione, ci sia qualcosa che non va subito nel verso giusto. Però, in una situazione positiva e di buona volontà, la società responsabile dell'impianto farebbe subito una comunicazione pubblica, e non soltanto una lettera nascosta in busta chiusa alla Provincia e alle Autorità competenti, per tranquillizzare tutta la cittadinanza. Invece, qui l'atteggiamento è che ci limitiamo a fare il minimo richiesto dalle Leggi e poi, solo quando comunque queste notizie si sanno - perché poi si sanno, perché comunque ovviamente attorno all'impianto c'è attenzione - e quando queste notizie escono fuori e magari il Movimento 5 Stelle le tira fuori e presenta un'interpellanza, eccetera, allora magicamente cominciano ad apparire le risposte di TRM sui giornali e così via. Noi siamo anche lieti di fare questo lavoro di pungolo, perché così anche chi è favorevole all'inceneritore credo apprezzerà il fatto che c'è qualcuno che controlla, stimola e verifica come viene messo in funzione questo impianto, però non dovrebbe essere così. Io vorrei che TRM - e di riflesso anche l'Amministrazione - fosse molto più trasparente verso tutto quello che succede. Apprezzo che l'Assessore ci tenga informati, rispondendo alle interpellanze in Aula, però è preoccupante che ci siano questi problemi e che di fronte al nuovo incidente della settimana scorsa, nessuno sappia ancora esattamente cosa sia successo. Tra l'altro, una delle domande dell'interpellanza sottolineava l'impressione che neanche l'Assessorato venga regolarmente informato da TRM, se non altro in queste situazioni. Noi non riusciamo a star dietro a questi fenomeni; dovremo presentare un'altra interpellanza (ma purtroppo c'è la pausa estiva del Consiglio Comunale) per sapere perché l'impianto si è di nuovo bloccato, dopo due o tre giorni che era stato rimesso in funzione. Sarebbe molto più semplice se TRM comunicasse tempestivamente, in modo trasparente, quello che succede in questo impianto, altrimenti non fa che aumentare le paure di chi è contrario a questo impianto per le conseguenze sulla salute. Io apprezzo che dopo due mesi e mezzo abbiamo finalmente capito come funzionano questi sistemi di emergenza, per cui anche se il filtro elettrico si spegne per il blackout, il filtro posteriore filtra lo stesso; però non ci dovrebbero volere due mesi e mezzo, due interpellanze e discussioni in Commissione Consiliare per avere delle notizie anche abbastanza banali. Per cui, a questo punto, non posso fare altro che rinviare la questione alla prossima interpellanza, confermando che noi continueremo a chiedere conto di tutto quello che succede in questo impianto. Ci auguriamo che prima o poi l'Amministrazione si ravveda e capisca che questi impianti sono inutili, perché al di là della questione inquinamento (tra l'altro la documentazione scientifica dimostra che l'inquinamento è significativo), ci sono metodi alternativi utilizzati in tutta l'Europa. Quindi, non si capisce perché continuiamo a puntare su questo sistema. Comunque, finché ci sarà un'Amministrazione che vuole tenere acceso questo impianto, noi continueremo a vigilare che vengano rispettate tutte le leggi e tutte le prescrizioni di sicurezza. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |