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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201302784/002, presentata in data 13 giugno 2013, avente per oggetto: "Sisport, una gestione favorita..?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Gallo. GALLO Stefano (Assessore) L'interpellanza presentata dal Consigliere D'Amico chiede conto di tre fattori: della tipologia di società in relazione alla convenzione, degli aspetti convenzionali dal punto di vista economico e dell'aspetto tributario ed edilizio per quanto riguarda i rapporti con il concessionario. Inizio con l'aspetto della concessione; cercherò di ricostruire l'iter che ha condotto all'assegnazione dell'impianto natatorio alla Sisport FIAT S.p.A. e proverò a chiarire i vari punti. Con deliberazione assunta dalla Giunta Comunale il 4 luglio 1977, veniva ceduto dalla FIAT S.p.A. al Comune di Torino il terreno sito in via Olivero, con una superficie di circa 9160 metri quadrati, iscritto a Catasto nella partita 47450. Con lo stesso, il terreno veniva ceduto alla FIAT in diritto di superficie, per la durata di venticinque anni, per consentire la realizzazione di una vasca olimpionica scoperta e dei servizi, con l'intesa che alla scadenza tutti gli impianti e le attrezzature sarebbero passati in proprietà alla Città senza compenso o indennizzi di sorta da corrispondere a FIAT. Il diritto in argomento è stato fissato in venticinque anni ed era scaduto il 26 settembre 2002. Dopodiché, la Sisport FIAT S.p.A. subentrò alla FIAT S.p.A. nei diritti e negli obblighi di quel rapporto concessorio e venne stipulata un'altra convenzione per diritto di utilizzo degli impianti in regime di concessione. Il 13 marzo 2003, a seguito di intese intercorse in ordine alla stipulazione della convenzione, la società Sisport FIAT ha richiesto di stipulare un accordo di durata di dieci anni, concordando con la Città gli interventi di ristrutturazione generale degli impianti, utili in particolare per la copertura della piscina olimpionica scoperta, per una spesa pari a 550.000,00 Euro, oltre IVA, per l'insieme delle opere da effettuare per il funzionamento dell'impianto piscina coperta e scoperta. Nella stessa proposta il concessionario ha richiesto che la Città si assumesse l'onere di fornire i materiali occorrenti alla copertura della piscina scoperta, oltre a un contributo per il pagamento delle utenze pari al 100% per i primi quattro anni di vigore della concessione e al 80% per gli anni successivi. Per contro, Sisport avrebbe messo a disposizione la vasca sotto copertura pressostatica per tre anni, poi concordatosi in quattro, alla Federazione Italiana Nuoto (FIN), senza alcun corrispettivo, per almeno trentaquattro ore settimanali nella stagione estiva, per l'attività agonistica. La suddetta società ha poi richiesto di concordare con la Città le tariffe che avrebbero regolato l'accesso, in quanto le vasche di dimensioni erano tali da non essere contemplate nell'allora vigente deliberazione delle tariffe. L'importo del canone annuo veniva fissato in Euro 1.900,00, IVA inclusa, in quanto l'impianto sportivo era adibito principalmente ad attività natatorie, senza locali rivolti ad attività commerciale, nonché in considerazione dei canoni che all'epoca la Città applicava a impianti similari. Le condizioni di cui sopra furono stabilite considerando che la copertura della piscina olimpica sopperiva alla mancanza di spazi acque idonei, allora chiusi per esigenze connesse alla realizzazione delle Olimpiadi invernali 2006, e che la copertura della piscina olimpica estiva risolveva il problema della contestuale demolizione della piscina olimpica di corso Sebastopoli n. 113. Pertanto, la Città ha ritenuto di fondamentale importanza la disponibilità offerta dalla Sisport di offrire gratuitamente gli spazi acqua per le attività agonistiche, valutate in un intervento economico, alle tariffe allora vigenti, in favore della Città, che veniva poi trasferita alla FIN per proseguire l'attività agonistica, per un importo di 150.000,00 Euro nel quadriennio. Considerando poi che la concessione era prossima alla scadenza (il 27 aprile 2013), con deliberazione di Giunta in data 23 aprile 2013, poi rettificata con successiva deliberazione in data 11 giugno 2013, veniva approvato il differimento del termine finale della concessione, per garantire un regolare svolgimento dell'attività natatoria presso l'impianto, nonché per garantire la custodia e la vigilanza per tutto il tempo necessario che l'attuale Amministrazione Comunale procedesse all'espletamento della procedura di affidamento del servizio, peraltro avviata con deliberazione n. mecc. 201302984. Alla luce di questo, per quanto riguarda il discorso del punto n. 1, relativo al tipo di società, si precisa che la Legge vigente riconosce ai soggetti che intendono svolgere attività sportiva dilettantistica la possibilità di costituirsi sotto forma di società di capitali senza fini di lucro. Pertanto, sia le società, che le associazioni che svolgono tale tipo di attività possano accedere ai contributi pubblici. La Legge che ha introdotto le modificazioni in argomento è la n. 289/2002, la Legge Finanziaria del 2003, che attraverso l'articolo 90, commi 17, 18 e seguenti ha introdotto la figura delle società sportive dilettantistiche, con godimento di tutti i privilegi che antecedentemente erano in prerogativa solo delle associazioni sportive. La Sisport FIAT ha prodotto alla Città, tra le altre cose, il proprio Statuto, dal quale si evince che la medesima non ha scopo di lucro e la conformità della sua costituzione alle previsioni normative. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti di edilizia sportiva, con la deliberazione del 2003 la Sisport assumeva l'onere di ristrutturare l'impianto natatorio esistente, in particolare per il funzionamento contemporaneo di entrambe le piscine, a partire dall'ottobre 2003, a seguito della programmata demolizione della piscina in corso Sebastopoli. Come si evince dall'allegato alla deliberazione, gli interventi inizialmente proposti da Sisport, per un importo di 550.000,00 Euro, più IVA, erano i seguenti: l'ampliamento dell'esistente ingresso dell'impianto coperto per il miglioramento della ricettività, per un'area di circa 67 metri quadrati. Il riordino e la sistemazione degli esistenti spogliatoi siti nel sottopiano dell'impianto coperto, lato corso Corsica, per 223 metri quadrati. La costruzione di nuovi locali spogliatoi con docce e servizi, da eseguire al piano vasca, per circa 160 metri quadrati. L'ampliamento del fabbricato al piano vasca, lato corso Corsica, per nuovi spogliatoi, docce e servizi e l'estensione di quelli previsti, per circa 100 metri quadrati. La realizzazione di un nuovo impianto doccia obbligatorio da realizzare alla piano vasca, lato corso Corsica, per l'accesso diretto in vasca dagli spogliatoi di corso Corsica. La realizzazione di un prefabbricato da adibire a locale magazzino, lato corso Corsica, da costruire in adiacenza al fabbricato esistente. La sistemazione dello spogliatoio, completo di docce e servizi, dell'area relativa per allenatori, sito al piano terra. Il rifacimento totale della pavimentazione del fondo della piscina olimpionica. Il potenziamento dell'impianto di produzione calore, con installazione di nuovo gruppo di scambiatori per acqua surriscaldata, di circa 1500 kilowatt. La formazione di una nuova rete d'acqua calda primaria. La realizzazione di un nuovo impianto automatico di clorazione; le opere per la predisposizione dell'ancoraggio della copertura pressostatica e la predisposizione degli impianti elettrici di alimentazione per l'illuminazione normale di emergenza della copertura pressostatica. Nel contempo, la Città si sarebbe fatta carico della fornitura dei materiali occorrenti alla copertura della piscina olimpionica scoperta e al necessario tunnel di collegamento con l'impianto. È importante evidenziare che la copertura della piscina era inizialmente pressostatica, ma il Decreto Ministeriale 18 marzo 1996, articolo 13, limitava la capienza solo a 50 persone. Quindi, al fine di aumentare la capienza, che per una piscina olimpionica è di 525 persona, cioè una persona ogni due metri quadrati, e di aumentare la potenzialità, la Città previde invece una copertura di tipo tensostatico, con archi portanti in legno lamellare. Questa fu la causa che fece aumentare il costo dell'intervento da 400.000,00 Euro a un costo di ulteriori 480.000,00 Euro, oltre agli altri interventi necessari dettati dagli Enti di controllo, i Vigili del Fuoco, l'ASL, la CPV e quant'altro. Sulla base di tali premesse, il contributo complessivo deliberato dalla Città risultò pari a 880.000,00 Euro. Occorre precisare che, come previsto nelle varie deliberazioni, il contributo complessivo era condizionato al preventivo parere del Settore Edilizia Sportiva, in relazione sia al profilo tecnico che a quello economico, con l'approvazione di una specifica determinazione di impegno di spesa. La determinazione fu fatta al 30 novembre 2004. Il Settore dell'Edilizia Sportiva, con i propri tecnici, ha controllato periodicamente l'avanzamento dei lavori sul sito durante la realizzazione e ha poi provveduto a consuntivare le opere che si possono così sommariamente elencare: la sistemazione e l'ampliamento dell'ingresso, la nuova area di piscina coperta, tribuna, destinata allo spettatore, la sistemazione e l'ampliamento degli spogliatoi, la costruzione del nuovo locale magazzino, la costruzione di nuovo impianti di illuminazione, il potenziamento dell'impianto di produzione calore, la costruzione della nuova cabina elettrica, le opere di variante in corso d'opera edile ed elettriche, la copertura della vasca olimpionica scoperta con una nuova struttura in legno lamellare a doppio telo in chiusura smontabile, nuova recinzione, nuova pavimentazione, realizzazione di tre impianti docce e sistemazione delle aree verdi. La liquidazione del contributo fu fatta in data 7 marzo 2005 ed è stato consegnato dalla società Sisport un fascicolo con copia di tutti gli ordinativi e di tutte le fatture relative a questi lavori. La verifica di questo intervento fu fatta dai tecnici del Settore dell'Edilizia Sportiva, con attenzione, per l'intero intervento di riqualificazione, in particolare dall'ingegnere Verchione, che tenuto conto dell'importanza di garantire il rispetto delle tempistiche di apertura dell'impianto all'utenza promessa dall'Amministrazione, dopo la demolizione della piscina in corso Sebastopoli, seguì personalmente tutta la vicenda. Conclusione. Sisport spese e documentò complessivamente 1.714.612,00 Euro, che fu peraltro un intervento più alto di circa 174.612,00 Euro, rispetto all'importo consuntivato in 1.540.000,00 Euro, riportato negli atti amministrativi, di cui circa 880.000,00 a carico dell'Amministrazione Comunale. Quindi, la spesa finale sostenuta da Sisport, al netto del contributo, fu di 834.612,00 Euro. In ultimo, per quanto riguarda gli aspetti relativi all'ICI e all'IMU, di competenza dell'Assessore Passoni, al di là della ricostruzione delle varie normative che regolano questo tipo di Settore, ci sono due motivi per cui l'immobile di via Olivero, di proprietà della Sisport FIAT, non è soggetto alla tassazione ICI e IMU. La prima è legata al fatto che l'immobile non appartiene al Demanio Comunale, cosa che peraltro viene posta nel Decreto Legislativo n. 504/92 come prerequisito per la concessione sui beni demaniali. La seconda, in quanto l'immobile in questione rientra nella fattispecie di esenzione di cui all'articolo 7 comma 1 lettera b) del Decreto Legislativo n. 504/92, che stabilisce l'esenzione dall'imposta per i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali E1, E9. L'impianto in questione è classificato nella categoria E9, quindi non è imponibile ai fini ICI e IMU. Concludo con un particolare relativo al prosieguo della gestione dell'impianto sportivo di via Olivero, dopo la riforma del Regolamento degli impianti sportivi, approvato dal Consiglio Comunale, nel mese di dicembre 2012, all'unanimità, tranne due astensioni, che introdusse nuovi elementi relativi alla valorizzazione delle concessioni degli impianti sportivi e alla modalità di relazione e approccio rispetto ai concessionari, per il prosieguo di questa gestione. Ricordo alcuni elementi essenziali: l'introduzione del Rendiconto di Gestione come modalità per poter certificare (in autocertificazione 445) la situazione dei costi e ricavi dei vari concessionari. L'introduzione di un limite più alto di un 10% delle garanzie fideiussorie per i lavori, che l'aggiudicatario del bando deve consegnare prima della sottoscrizione del contratto. Altri elementi sono la rivisitazione dell'impostazione del Regolamento, che prima prevedeva contributi lineari per discipline, mentre adesso prevede un contributo pari a fasce. Esse verranno determinate in base a un'analisi tecnico congiunta dei tecnici del Settore Sport e delle Circoscrizioni, ove applicabile. Questo al fine di poter, da un lato, salvaguardare lo sport inteso come attività benefica per i nostri cittadini; dall'altro, viste anche le esigenze di Bilancio di questa Amministrazione, per arrivare a un risparmio intorno al 20% nel medio periodo. Tale risparmio sarà ottenuto ridimensionando i contributi pubblici per i gestori che hanno diminuito l'attività sportiva e sociale, ma che mantengono quella a fini meno sportivi, mantenendo invece la contribuzione pubblica per i concessionari che dimostreranno, tramite le nuove procedure, di aver fatto un progetto sociale ampio, al fine di tutelare lo sport di base per tutti. Ricordo che la V Commissione sta esaminando una deliberazione proposta dalla Giunta Comunale, che prevede l'approvazione di un nuovo bando di esternalizzazione per l'impianto di via Olivero, proprio per mantenere il funzionamento di questa piscina, che è molto importante per le attività non solo agonistiche ma anche amatoriali di questa Città, introducendo però alcuni elementi di novità nel meccanismo che ho spiegato finora, al fine di realizzare gli obiettivi fissati dal Consiglio Comunale nella riforma che abbiamo approvato a dicembre. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Ringrazio l'Assessore per la puntualità della sua risposta. La motivazione di questa interpellanza nasceva da un'attenta lettura delle deliberazioni e della dinamica di questa concessione. Da una prima lettura degli atti risultava che qualunque cittadino torinese avrebbe potuto garantire una simile gestione, visto che la concessione di una piscina così importante, della durata di 10 anni, prevede - per i primi 4 anni - il 100% delle utenze a carico del Comune (riscaldamento dell'ambiente e dell'acqua), per una spesa importante di circa 1 milione di Euro; mentre per i successivi sei anni queste spese sono a carico del concessionario soltanto nella misura del 20%. Quindi, è molto semplice gestire in questo modo. Il dubbio nasceva da questi famosi 550.000,00 Euro con i quali la Sisport si impegnava a realizzare gli interventi sulla struttura. Inoltre, sempre dalla lettura delle deliberazioni, appariva anomalo che nell'arco di 15 giorni la Giunta concedesse alla Sisport due contributi, il primo di 400.000,00 e il secondo di 480.000,00 Euro, con un aumento del secondo contributo superiore al 100% rispetto al primo contributo. Un'alta anomalia riguarda soprattutto la deliberazione proposta dalla Giunta Comunale che prorogava di un anno la concessione della piscina alla Sisport. Deliberazione poi ritirata, grazie anche all'intervento di alcuni Consiglieri. L'allegato n. 1 di questo provvedimento contiene la lettera inviata dalla Sisport alla Città, con la quale la società attesta la famosa spesa di 550.000,00 Euro. Vi leggo la lettera: "Gentile dottoressa... con la presente Sisport FIAT attesta di aver eseguito i lavori di adeguamento e miglioria previsti dall'articolo 2 della concessione in oggetto". L'Assessore ha spiegato il modo in cui sono stati usati questi 550.000,00 Euro e ha spiegato anche, in maniera puntuale, come sono stati usati gli 840.000,00 Euro concessi alla Sisport dal Comune. Per adesso mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore, al quale chiedo se è possibile avere copia. Mi riservo di verificare, attraverso un accesso agli atti, tutte le giustificazioni addotte dalla Sisport per svolgere questi lavori. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Devo dire che, al di là del caso specifico, sono state presentate altre interpellanze in merito alla gestione degli impianti sportivi, sia dalla sottoscritta che dal Consigliere Liardo. Credo che alla fine i temi siano tre, che sono stati affrontati con il Regolamento del Consiglio. Il primo tema (che avevo sollevato - e continuo a sostenere - circa un anno fa presentando un'interpellanza sulla gestione della piscina Acquatica) riguarda i controlli da effettuare quando una concessione prevede, giustamente, l'abbattimento del canone a condizione che la concessione abbia una valenza sportiva e una ricaduta sul territorio. Per cui, da un lato, questi controlli devono accertare che l'aspetto dominante della concessione sia effettivamente una ricaduta sul territorio e non invece una ricaduta commerciale. Dall'altro lato, a fronte di un abbattimento del canone di concessione, riconosciuto previa presentazione di un piano economico di investimenti, i controlli devono verificare l'effettiva realizzazione di questi investimenti. In questo caso mi riferisco a quanto accaduto alla piscina Acquatica. In tal senso, spero che il Regolamento aiuti a risolvere tutti i casi sollevati sino a oggi, che riguardano vecchie concessioni. La responsabilità di queste concessioni ovviamente non riguarda l'Assessore Gallo, però mi sembra utile sollecitare l'Amministrazione a prestare la dovuta attenzione verso questi punti: controllare che l'attività commerciale non sia predominante e quindi che la concessione e l'abbattimento del canone siano corretti; che gli investimenti che il concessionario si impegna a realizzare vengano attuati, soprattutto gli investimenti che hanno una valenza sociale, prima di quelli che hanno una valenza prettamente commerciale. Ricordo che ci sono casi in cui questo è avvenuto; adesso non voglio fare l'elenco. L'ultimo tema riguarda la sensazione che la procedura prevista per le concessioni sia diversa a secondo dell'oggetto della concessione. Mi dispiace che il Consigliere Grimaldi non sia in Aula, perché ne abbiamo discusso durante una Commissione Ambiente. Ad esempio, quando si discuteva del caso del Valentino (mi rendo conto che sto un po' allargando la discussione, però penso sia fondamentale), si diceva che in alcuni casi si era proceduto in un certo modo con le concessioni, mentre quando si parla di sport, si parla di altri tipi di concessioni. Tra l'altro, quello che sto dicendo è confermato dal fatto che abbiamo Regolamenti diversi, evidentemente a seconda del tipo di concessione che viene data. In questo senso, penso che sarebbe opportuno fare una panoramica delle concessioni (al riguardo, mi sembra che il Consigliere Grimaldi fosse disponibile), per capire quantomeno se il metro utilizzato è lo stesso per tutte le concessioni, visto che stiamo pur sempre parlando del patrimonio della Città. Con questo, quindi, mi ritengo anch'io soddisfatta della risposta dell'Assessore. Mi auguro comunque che venga posta l'attenzione su questi due temi principali di cui dicevo all'inizio, quindi sui controlli, e che questi ultimi siano esercitati, perché altrimenti la concessione non ha più senso di esistere e perde la sua natura; questa è la ratio per cui stiamo dicendo che non li gestiamo direttamente noi, ma li diamo in concessione a qualcuno. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza generale è discussa. |