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LEVI Marta (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 2013023560/002, presentata dal Presidente e dai Vicepresidenti del Consiglio Comunale in data 31 maggio 2013, avente per oggetto: "Regolamento del Consiglio Comunale. Modifiche". LEVI Marta (Vicepresidente) Riprendiamo l'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 13, presentato dal Consigliere Bertola, recita: LEVI Marta (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 13: Presenti 23, favorevoli 21, contrari 2. L'emendamento n. 13 è approvato. LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento all'emendamento n. 14 presentato dal Consigliere Curto. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano In analogia a quanto ho proposto poc'anzi in ordine alla questione dell'abbigliamento, su cui non c'è stato l'accordo, per cui ovviamente, anche in ottica di quanto chiedeva la Collega Levi-Montalcini, andrà ripresa quanto prima la discussione in Conferenza dei Capigruppo; anche in questo caso eviterei, onestamente, di far discutere l'Aula in merito agli inni da suonare prima delle sedute di Consiglio Comunale, perché ritengo questa discussione un po' complessa da gestire. La questione attiene ovviamente a un tema di protocollo, che l'eventuale approvazione del subemendamento all'emendamento n. 14 introdurrebbe in chiave di apertura della seduta del Consiglio Comunale; io invito gli estensori dei due emendamenti, fatti salvi ovviamente gli interventi che legittimamente potranno fare in sede di illustrazione, a rinunciare alla votazione dei loro emendamenti: il subemendamento presentato dal Consigliere Curto all'emendamento presentato dal Consigliere Marrone e l'emendamento presentato dal Consigliere Marrone. Questo perché credo che non vi sia nessuno in quest'Aula, certamente non da parte nostra, che è aprioristicamente contrario nel merito a questi due inni, che sono tra di loro assolutamente compatibili e da noi pienamente sostenuti. Ma attenendosi a un tema protocollare, introducendo una obbligatorietà per come è stato formulato il testo degli emendamenti, produrrebbe un appesantimento molto forte della procedura di avvio dei Consigli Comunali, che ha una dinamica che non sempre è quella della solennità connessa all'appello nominale, ma che avverrebbe sempre, per come è stato formulato l'emendamento. Forse, anche in questo caso, varrebbe la pena riprendere una discussione un po' più generale sul tema di come, ad esempio, in seno alle commemorazioni ufficiali in Sala Rossa, possano essere suonati l'Inno nazionale e l'Inno dell'Unione Europea, dando solennità alla questione, invece di renderla una modalità ordinaria di apertura del Consiglio Comunale. Per queste ragioni, auspico che gli estensori degli emendamenti soprassedessero non tanto alla discussione, quanto piuttosto alla votazione dei medesimi emendamenti. LEVI Marta (Vicepresidente) Segnalo che l'unico che ha - come si dice in questi casi - il pallino in mano è il Consigliere Marrone, perché se ritira l'emendamento, decade automaticamente il subemendamento e non viceversa. Visto e considerato che c'è una richiesta di ritirare gli emendamenti, chiedo all'estensore se ha intenzione di ritirare... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, sull'ordine dei lavori è appena intervenuto il Capogruppo Lo Russo, chiedendo di ritirare l'emendamento. Possiamo sapere se intende ritirare l'emendamento? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ma sarebbe interessante sapere se intende ritirare l'emendamento; siccome l'opinione che conta in questo caso è quella del Consigliere Marrone, più della sua. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io non condivido questo modo per cui si arriva in Aula dopo una lunga trafila e poi si decide di tornare indietro perché stiamo facendo una brutta figura. Non è assolutamente vero. Peraltro, se sulla questione dell'emendamento dell'abbigliamento uno poteva dire che riguardava l'Aula, il fatto di aprire la seduta dopo l'appello nominale con l'Inno europeo e l'Inno italiano, ha un significato simbolico di federalismo europeo e di identità nazionale, nell'ambito del federalismo europeo, che è molto forte. Per cui, mi stupisce che la questione venga banalizzata. Io non sono d'accordo con questa banalizzazione; quindi, invito il Consigliere Marrone a mantenere l'emendamento e ognuno si assuma la propria responsabilità. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Di sicuro il centrosinistra, anche su questo tema, ha le idee \"chiare e unitarie\". Questo è l'unico elemento utile. Io rispondo negativamente all'invito del Capogruppo Lo Russo, per un motivo molto semplice. Forse non ha capito bene lo spirito della proposta, o forse abbiamo una concezione diversa della solennità del Consiglio Comunale, ma l'idea è che proprio perché il Consiglio Comunale è una realtà viva, dinamica e perpetua nel tempo e non è collegata a un momento storico del passato da commemorare, proprio per questo è anche solenne. Altrimenti togliamo il vessillo tricolore presente in Aula, e lo mettiamo, insieme al vessillo della Città, della Regione Piemonte e dell'Unione Europea, solo nei momenti solenni. È sempre presente perché è solenne la Sala Rossa dove si svolge il Consiglio Comunale. Quindi, se è questa la preoccupazione del Capogruppo Lo Russo, ritengo che sia velocemente e facilmente fugata. Se il timore è quello di un appesantimento dei lavori della seduta, credo che qualora venga approvato questo emendamento al Regolamento del Consiglio Comunale, l'Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Capigruppo abbiano tutta l'esperienza e il buonsenso di far suonare solo il ritornello, o un estratto, piuttosto che tutto l'Inno. Io mi limito anche ripetere questo elemento. Se il problema è il fatto che la Sala Rossa non riesca ad avere un contegno solenne quando inizia la seduta, allora vorrebbe dire che dovremmo rinunciare a tutti i minuti di silenzio, o a tutti i momenti di rispetto che tributiamo a chi è mancato tra gli ex Consiglieri o le grandi personalità dello Stato. Non mi sembra che questo avvenga. Voglio sottolineare un altro elemento. Se il timore è di innescare un dibattito che ponga una questione fondamentale anche di appartenenza nazionale, a prescindere dalle divisioni politiche, su un tema come l'Inno nazionale, direi che già la conformazione delle proposte fuga questo timore, a differenza del dibattito sul codice di abbigliamento, perché abbiamo un emendamento che viene da destra, con un subemendamento che lo integra, invece di contestarlo, peraltro anche ben accetto, che viene da sinistra. Questo a me sembra un ottimo segnale di unità sui simboli, anche sui valori simbolici delle nostre appartenenze, che possano essere europea, nazionale, anche locale, senza essere in contraddizione tra loro, perché sono anche delle appartenenze che si integrano. Per cui, sinceramente, questi timori io non li vedo. Quindi, insieme alla Collega Ambrogio, mantengo la votazione di questo emendamento, che chiede di suonare l'Inno di Mameli (il Canto degli Italiani) prima della seduta del Consiglio Comunale. Io rispetto le indicazioni che i singoli Capigruppo daranno sulla votazione, mi limito solo a sottolineare un elemento, soprattutto al centrosinistra: durante i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità nazionale, incentrati su Torino prima capitale italiana, ricordo che in tutto il centrosinistra, in particolare nel Partito Democratico, in quell'occasione c'è stata una grande esibizione di patriottismo e devozione ai simboli nazionali. Visto che quello era un momento in cui c'era anche una forte contrapposizione politica con la Lega Nord su questi temi simbolici, non vorrei che quella fosse stata un'operazione un po' strumentale legata a quel particolare contesto storico e politico. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La prego di concludere. MARRONE Maurizio Io invito ogni Consigliere, in particolare quelli del centrosinistra, a riflettere sul fatto che questo tema viene posto non in modo polemico, lo dimostra il dialogo anche in termini di subemendamento della proposta stessa e anche il fatto che non ritengo che l'orgoglio nazionale e l'adesione a questi simboli debbano avere dei periodi di alta e periodi di bassa. Altrimenti, oggettivamente, perdono anche un po' di serietà e insieme a essi perdono serietà l'Istituzione e i Consiglieri eletti nell'Istituzione stessa, che dovrebbero sempre fungere da monito di questi simboli nei confronti della cittadinanza. Per cui, insieme alla Collega Ambrogio, mantengo questo emendamento, nella speranza che possa unire invece di dividere, anche perché una bocciatura potrebbe anche influire sul voto finale. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Eravamo abituati alle larghe intese PD - PdL. Queste sono larghissime intese Fratelli d'Italia - SEL. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Io non ho capito se il Consigliere Marrone intende integrare il subemendamento presentato dal Consigliere Curto con il suo emendamento, votando quindi un testo coordinato. Se il Consigliere Marrone può precisare a verbale questo passaggio, perché se ho capito bene il Consigliere ha detto di trovarsi d'accordo con il subemendamento al suo emendamento; quindi, immagino voglia riformulare l'emendamento n. 14 facendo suo il subemendamento. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola la Consigliere Curto. CURTO Michele Il nostro subemendamento chiaramente prende atto dell'esistenza di un emendamento. Visto che abbiamo affrontato questa discussione in Conferenza dei Capigruppo, devo dire che se il Consigliere Marrone non avesse presentato l'emendamento n. 14 probabilmente non avrei sentito la necessità di chiedere l'esecuzione dell'Inno d'Italia e dell'Inno dell'Unione Europea, non perché abbia qualcosa in contrario, ma perché credo siano sufficienti i richiami all'unità nazionale e all'unità federale europea attraverso l'esposizione dei simboli rappresentati dalle bandiere. Preso atto dell'emendamento del Consigliere Marrone, ho ritenuto di integrarlo con il subemendamento, che riguarda L'Inno alla Gioia dell'Unione Europea, perché penso che il Consiglio Comunale (adesso non voglio fare un ragionamento storico-politico) esprima la sua collocazione naturale; una collocazione che sta nel solco dell'unità nazionale, in particolare a Torino, e della speranza - a me piace citarla così - europea. Rispetto al discorso del Consigliere Lo Russo sull'integrazione fra il subemendamento e l'emendamento n. 14, prima che si esprima il Consigliere Marrone, ci tenevo a ricordare che il subemendamento parla di un estratto dell'Inno alla Gioia, mentre invece l'emendamento sull'Inno di Mameli non lo fa. Nel caso in cui il Consigliere Marrone si pronunciasse a favore di un'integrazione, mi sembra ragionevole prevedere la riproduzione dell'estratto dei due inni. Inoltre, per ragioni di carattere politico, suggerisco di prevedere una riproduzione solo della melodia dei due inni, senza la parte cantata, come si fa in altre sedi. Ovviamente, nel caso in cui l'emendamento venga approvato. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Non ho capito il parere tecnico degli Uffici sull'Inno d'Italia, in quanto l'emendamento del Consigliere Marrone dice: "Dispone l'esecuzione dell'Inno nazionale Il Canto degli Italiani". Arrivo al punto. "Proposta di Legge: Adozione dell'Inno Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli, di Beccalossi, Frassinetti, Maria Rosa Rossi, Santelli". Visto che ad oggi sul sito della Presidenza della Repubblica l'Inno nazionale viene ancora denominato Inno di Mameli e non essendo ancora Il Canto degli Italiani... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Così dice. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, lo dice la Presidenza della Repubblica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, è quello che ho letto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho detto che il sito della Presidenza della Repubblica nomina l'Inno nazionale come Inno di Mameli. Quindi, se stiamo parlando della stessa proposta di Legge, che non è ancora definitiva, stando alla Presidenza della Repubblica, chiedo semplicemente di non scrivere Il Canto degli Italiani, ma di scrivere l'Inno di Mameli, perché si tratta di una proposta di Legge che non è ancora stata adottata e la Presidenza della Repubblica non l'ha ancora fatta propria. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non ho mai abusato degli interventi, tranne recentemente, quando si sono calpestati alcuni diritti in quest'Aula ed ho ritenuto ciò intollerabile. Per quanto riguarda la durata, è pacifico che quando si suona l'Inno di Mameli, in qualsiasi manifestazione si faccia la prima parte. Sono cresciuto con messa e Inno di Mameli, colonie e oratori, quindi, dal momento che, alzando gli occhi, abbiamo il crocifisso, la messa possiamo evitarcela. Dello stesso l'Inno alla Gioia, francamente, in questo momento, non so quanto sia lungo il pezzo finale, ma credo sia molto più lungo del pezzo normalmente recitato, per cui si suona un frammento. Volevo far notare che il punto è il significato di avere l'Inno Nazionale, per cui, sono d'accordo con il Consigliere Grimaldi che si possa togliere "Il Canto degli Italiani", anche il giorno in cui la Lega mettesse "Va' pensiero" al suo posto, però questo è futuribile. L'Inno non è dell'Unione Europea, ma del Consiglio d'Europa del 1972, poi fatto proprio dall'Unione Europea. Si tratta, quindi, di un concetto molto più ampio per quanto riguarda l'Europa, perché fu adottato dal Consiglio d'Europa che raccoglie molti Stati. Ritengo che se perdessimo pochi minuti per dare un tono di solennità e per ricordarci, in nome del federalismo, del mondialismo e dell'internazionalismo, che siamo inseriti non solo dentro la Pianura Padana, ma in un mondo più ampio, non sarebbe male. Inoltre, dico alla mia parte politica e, forse, ai "Grillini" (che sono più recenti) che quando, per la prima volta, il Partito Comunista, nel 1973 o 1974, fece a Torino i manifesti del 25 Aprile, con molto verde e molto bianco e non più solo rosso o il bordino strisciato, fu uno scandalo. Oggi, quarant'anni dopo, più o meno, la bandiera italiana è il simbolo del Partito; all'epoca, sarebbe stata una bestemmia e, sicuramente, all'epoca, era esposta in tutti i modi. L'inno italiano è sempre stato considerato come un qualche cosa che piace alla destra e non alla sinistra e il fatto che sia assolutamente antistorico non è vero... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...tant'è vero che ci sono voluti i Presidenti della Repubblica a ricordare ai nostri calciatori di cantarlo. Credo, inoltre, che non sia assolutamente una diminuzione per alcuno il fatto che si ricordi che questo Consiglio Comunale è inserito in una nazione e in un contesto europeo che ne fa una cornice politica alta. Qualche volta ce lo dimentichiamo, ciò va bene anche per ricordarcelo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Sul merito delle proposte, confesso di essere un po' a disagio, perché è evidente che ci sia una condivisione di massima della necessità di rispettare l'Istituzione e di dare una sacralità al Consiglio Comunale, però, questo mi fa un po' sorridere, perché, per dare sacralità al Consiglio Comunale, basterebbe, alle volte, stare in Aula composti, seduti e possibilmente rispettare i Regolamenti, senza avere, con una retorica che è degna... (è retorica, come dice la parola stessa), l'esigenza di suonare alcunché. Basterebbe che i Consiglieri Comunali, che sono stati eletti dal popolo per stare in Sala Rossa durante il Consiglio Comunale, si comportassero adeguatamente. Questo sarebbe sufficiente per dare solennità alle sedute del Consiglio Comunale, senza inni nazionali o inni europei. Trovo un po' stucchevole, e confesso di essere a disagio, il dibattito di questa sera su questo punto, perché fossimo un Consiglio Comunale che ha dimostrato compostezza, attenzione all'Istituzione, senso dell'Istituzione e senso della solennità, che ha anche quest'Aula (che ha tutt'intorno i padri della Patria italiana), lo capirei, invece siamo un Consiglio Comunale in cui, periodicamente, la minoranza, che propone l'emendamento, neanche risponde all'appello, altro che solennità del Consiglio Comunale, e il comportamento non sempre è propriamente urbano e consono. Sicuramente, l'elemento dell'inno dà solennità, però penso che il comportamento di ciascuno di noi sia la prima cartina di tornasole su cui ciascuno, personalmente e come forza politica, sia misurato, sulla base del senso della sacralità laica che ha il mandato elettivo. Per questa ragione, ovviamente, auspico che i due emendamenti (l'emendamento congiunto e l'emendamento riformulato) non trovino accoglimento e che, piuttosto, a partire dal primo estensore, il Consigliere Marrone (che peraltro è uno dei pochi che si comporta sempre in maniera assolutamente adeguata e consona al decoro di quest'Aula), tutti i Consiglieri Comunali si sentano un po' più partecipi del senso della sacralità laica che in quest'Aula, anche quest'oggi, è stata largamente invocata e che, purtroppo, alle volte, non sempre viene rispettata dai comportamenti dei singoli. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio All'inizio, questo dibattito era, secondo me, semplicemente un po' triste, perché, pur portando il massimo rispetto ai simboli dell'unità nazionale, all'inno e alla bandiera per cui sono morte milioni di persone, credo fosse più che altro una discussione in cui si tentasse un po' di strumentalizzare e fare a gara a chi dimostrava più attaccamento ai simboli nazionali. Anch'io credo che invece l'attaccamento ai simboli nazionali e alla Costituzione vada dimostrato con i fatti e quindi che sia inutile suonare l'inno nazionale, l'inno europeo, o quello che vogliamo suonare all'inizio, se poi la seduta si svolge continuamente in un clima di gente che va, che viene, che chiacchiera, che fa capannelli, che schiaccia bottoni, senza neanche sapere cosa sta votando e credo che, oltretutto, i valori che dovremmo, innanzitutto, portare avanti come Consiglio Comunale, in un periodo storico come questo, siano tutto il resto della Costituzione, quindi non soltanto l'inno nazionale, ma i diritti delle persone e i valori di unità e fratellanza. Credo che, in questo momento, sia il caso di lasciare perdere questa proposta. Il nostro voto sarà sicuramente contrario e credo che semmai qualcosa di buono possa venire da questo dibattito, sia una riflessione su come ci si comporta in Consiglio Comunale e su come ognuno di noi possa fare al meglio il proprio dovere, cercando di fare sempre il massimo per la cittadinanza. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Condivido gli interventi precedenti, in particolare ovviamente quello del Consigliere Bertola, ma anche del Consigliere Lo Russo che mi hanno anticipato. Infatti, non penso assolutamente che oggi serva fasto e pompa per dare importanza a quest'Aula. Anzi, penso che se l'obiettivo è quello di riavvicinarsi alla cittadinanza e portare le istanze, ciò non avvenga tramite la solennità data da un inno e quindi da fasto e pompa, bensì da come ognuno di noi oggi interpreta il suo ruolo e come ognuno di noi si pone in quest'Aula. Ovviamente, non intendo assolutamente dire che i Consiglieri che hanno proposto l'emendamento non si comportino in tal senso, però ritengo che quello che dovrebbe fare il Consiglio sia un gesto di vicinanza verso i cittadini, di maggiore serietà e di importanza del lavoro svolto e non è assolutamente tramite, a mio avviso, il suonare un inno che questo si risolve. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Confermo il mantenimento dell'emendamento, con il recepimento delle proposte costruttive che sono state avanzate, e quindi il fatto di mettere l'"estratto" anche per l'Inno di Mameli e specificare che è di Mameli. Al Consigliere Grimaldi vorrei limitarmi a dire che "Il Canto degli Italiani" è il titolo di quell'inno, perché il fatto di dire "l'Inno di Mameli", se Mameli ha scritto più inni (di questo non ne sono a conoscenza), potrebbe creare qualche difficoltà. Approfitto per dare questa conferma e fare solo un piccolo commento. Se il Consigliere Lo Russo fa il suo mestiere (pur con manovre evasive e argomentazioni che non stanno in piedi, con tutto il suo armamentario che conosciamo), ossia cerca di bocciare una proposta che proviene dalla minoranza (per quanto abbia poi un'opera di subemendamento anche da una forza di maggioranza), io sono basito, non tanto dal rifiuto dei "Grillini" su questo tema (che sono una forza che cerca di scimmiottare la sinistra radicale e quindi anche di recuperare lo spazio che la sinistra radicale un po' più matura si lascia invece alle spalle), ma dalle argomentazioni allucinanti. Il Consigliere Lo Russo (il centrosinistra), almeno, dice che non serve aggiungere solennità e che bisogna tenere l'inno per i momenti più solenni; mentre, il fatto che si dica che, visto che l'inno è un elemento di solennità e visto che la Sala Rossa fa schifo, l'obiettivo non è cercare di innalzare il livello medio della Sala Rossa, ma è di non inserire elementi di solennità ad un Consesso che non lo merita, mi induce a suggerirvi di dimettervi e a invitarvi a proporre di convocare il Consiglio Comunale a Basse di Stura, a fare come volete, ma a non venirci a prendere in giro dicendo, come motivazione, che è un inno, perché quello è l'Inno Nazionale. Nel dibattito votate quello che vi pare, ma un minimo di rispetto, per l'inno e per tutte le persone che sono morte (non so se recitandolo o, quantomeno, per quella bandiera che l'inno rappresenta), almeno nel dibattito, in futuro, provate a dimostrarlo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Chiederei di aiutare la Presidenza a condurre questa fase delicata dei lavori e a cercare di arrivare ad una soluzione. Consigliere Marrone, l'emendamento viene rimodulato, togliendo "Il Canto degli Italiani"? La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano A me è parso di capire, seguendo il dibattito, che il subemendamento del Consigliere Curto viene recepito dall'estensore dell'emendamento. Pertanto, mi pare evidente che voteremo il testo coordinato, con l'ulteriore aggiunta, modifica, barra, quello che è, in maniera tale che si proceda alla votazione degli inni nella loro definizione. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Voteremmo, quindi, - i due estensori mi confermino - l'emendamento così formulato: "Dopo aver dichiarato aperta la seduta, il Presidente dispone l'esecuzione di un estratto dell'Inno Nazionale e di un estratto dell'Inno dell'Unione Europea, Inno alla Gioia". Su richiesta del Consigliere Curto, ma chiedo anche al Consigliere Marrone, inseriamo... L'emendamento, quindi, verrebbe così: "Dopo aver dichiarato aperta la seduta, il Presidente dispone l'esecuzione di un estratto della melodia dell'Inno Nazionale e di un estratto della melodia dell'Inno dell'Unione Europea, Inno alla Gioia". Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 14: astenuti 2, favorevoli 10, contrari 21. L'emendamento n. 14 è respinto. Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 15, presentato dal Consigliere Bertola. Il parere tecnico è favorevole. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il senso di questo emendamento è di affrontare una situazione piuttosto spiacevole che, purtroppo, si è già verificata un certo numero di volte il lunedì e anche in occasione di sedute straordinarie. Il Consiglio Comunale, infatti, magari inizia con la trattazione delle interpellanze, mentre sono ancora in corso delle Commissioni Consiliari, per cui i Gruppi che non hanno troppi Consiglieri si trovano a dover scegliere se rimanere a seguire lo svolgimento della Commissione o andare in Aula a rispondere alle interpellanze che hanno presentato. Per questo motivo, ci sembra logico che, come peraltro spesso detto anche in Conferenza dei Capigruppo, una volta aperti i lavori delle sedute del Consiglio Comunale, non si svolgano Commissioni Consiliari parallele e quindi che, al momento dell'apertura della seduta, la Presidenza (la persona che presiede la seduta), si accerti che siano terminati i lavori delle Commissioni Consiliari, oppure attenda il termine delle Commissioni Consiliari o chieda al Presidente di terminarli, prima di dare il via alla discussione in Aula e alla seduta vera e propria del Consiglio Comunale. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Intervengo per sollevare un problema che formalmente ho già sollevato una volta. I Consiglieri Comunali che presentano documenti e sono chiamati ad illustrarli o a discuterli in Commissioni in cui non sono iscritti, non hanno diritto al permesso. Questo fa sì che io prossimamente sarò convocato in Conferenza dei Capigruppo per una mia deliberazione, ma non so se sarò presente. Dopodiché, è chiaro che le soluzioni sono due: o la seduta viene fatta fuori orario di servizio del Consigliere convocato o, altrimenti, credo sia leso un diritto del Consigliere. Penso che se, come Comune, non si è in grado di risolvere questo, occorre porre la questione al Prefetto e alle vie istituzionali, perché a me è capitato diverse volte di fare, come tutti, i salti mortali per dare meno disturbo possibile sul luogo di lavoro, soprattutto quando ci sono turni e non si tratta di appuntamenti fissi, ma, nello stesso tempo, vi è questa limitazione di non poter partecipare a Commissioni di cui non si fa parte anche quando si dovrebbe avere il diritto di intervenire. Lo pongo perché mi pare che, più o meno, sia lo stesso argomento. Dopodiché, condivido l'osservazione e l'emendamento del Consigliere Bertola, perché, da sempre, le Commissioni non si convocavano quando c'era il Consiglio Comunale. La doppia seduta per la discussione delle interpellanze è stata un'evoluzione per molte questioni ed ha creato questo inconveniente, ma è chiaro che il principio, se era valido (e lo è stato per decenni), in qualche modo deve essere ristabilito. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La ringrazio per aver rispettato i tempi. La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Condivido l'emendamento del Consigliere Bertola; mi sembra un'incongruenza, in quanto, spesso e volentieri - volentieri non tanto -, vi è già una sovrapposizione delle riunioni di Commissione, ed il fatto di sovrapporre le interpellanze del lunedì mattina ad una Commissione è veramente assurdo, anche perché, magari, la Commissione è presieduta o, comunque, vi partecipa lo stesso Consigliere che ha anche un'interpellanza in Aula. Credo che sia necessario correggere questo tiro, anzi, mi sembra che all'inizio della tornata amministrativa il lunedì mattina non fossero programmate le Commissioni, mentre poi, per necessità diverse, sono state inserite. Ritengo comunque che sia assolutamente da rivedere questa formulazione e, quindi, voterò a favore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Tra l'altro, prendo atto di quanto diceva il Consigliere Viale: al momento, per sanare una cosa di questo tipo, evidentemente non in Conferenza dei Capigruppo, c'è l'istituto della sostituzione. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano È chiaro che la questione posta dal Consigliere Bertola è di grande rilevanza, perché l'istituto di sindacato ispettivo costituito dalle interpellanze in Aula va assolutamente preservato e salvaguardato, così come devono essere salvaguardate le prerogative dei Consiglieri. Per questa ragione, la nostra calendarizzazione dei lavori prevede l'assenza completa di qualunque attività del Consiglio Comunale (sia di carattere assembleare, che di carattere di Commissione) in concomitanza con la discussione delle interpellanze in Aula, salvo eccezionalità, che, peraltro, vengono verificate, caso per caso, in seno alla Conferenza dei Capigruppo e che in quella sede trovano discussione; è poi il Presidente che concede l'eventuale disponibilità o meno all'autorizzazione di sedute straordinarie di Commissione il lunedì mattina. Pertanto, questa eventualità si sarà verificata in qualche caso e, negli ultimi due anni, i casi sono stati meno di dieci. Il fatto di normare ed inserire nel Regolamento una previsione di questo tipo renderebbe sostanzialmente impossibile una discussione in qualunque seduta di Commissione durante la trattazione delle interpellanze. In realtà, Consigliere Bertola, eviterei di spostare la discussione tra maggioranza e minoranza, in quanto, quando vengono concesse le sedute straordinarie, di norma è perché sono provvedimenti straordinari e questo mi pare abbastanza evidente ed è andata così; in caso di proposte di deliberazione particolarmente delicate, queste sono state liberate per l'Aula il lunedì mattina per la seduta del pomeriggio in circostanze veramente eccezionali. Ovviamente, questi casi eccezionali sono stati discussi e le Commissioni sono state concesse dal Presidente, proprio stante il carattere di eccezionalità. Consigliere Bertola, eviterei di spostare la discussione, che comunque la maggioranza ha l'obbligo di fare in seno alla Conferenza dei Capigruppo, dalla questione relativa all'eccezionalità o meno delle Commissioni alla calendarizzazione delle interpellanze, perché, nei casi in cui si verificasse l'assoluta eccezionalità necessaria alla convocazione di Commissioni straordinarie il lunedì mattina, evidentemente sarà cura del Presidente o degli Assessori governare la questione delle interpellanze (in maniera tale da consentire l'eccezionalità della convocazione e, nel contempo, non presenziando alle interpellanze, di fatto impedendo il diritto di sindacato ispettivo ai Consiglieri) comunicandolo per tempo e, quindi, uscendo dai canoni regolamentari, che fanno decadere le deliberazioni iscritte nell'Ordine del Giorno. Per questa ragione, che spero di aver spiegato in maniera comprensibile, chiedo al Consigliere Bertola di soprassedere anche su questa questione. Nel caso accadessero questi casi, piuttosto verifichiamo se il Presidente abusa della prerogativa relativa alla concessione di Commissioni straordinarie. Consigliere Bertola, tenga presente che la concessione di Commissioni straordinarie è un tema che attiene alla specificità che lei pone, cioè la contemporaneità delle interpellanze, ma è molto più generale e, come ricorderà lei stesso nel corso dell'ultima Conferenza dei Capigruppo a fronte di una richiesta avanzata dal Consigliere Carbonero relativamente ad una seduta di Commissione Controllo di Gestione da svolgersi non nel suo orario, alle volte occorre una certa flessibilità. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Le chiedo di concludere il suo intervento. LO RUSSO Stefano L'irrigidimento di questa questione proposto dal suo emendamento forse non consentirebbe alla Conferenza dei Capigruppo di avere la discrezionalità e la flessibilità di valutazione, che poi aiuta il Presidente, a cui comunque compete l'ultima decisione. Per questa ragione e, ovviamente, per evitare che l'emendamento venga respinto, se possibile, le chiedo di ritirarlo. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando Utilizzo ancora qualche secondo che non ho consumato prima. A me sembra che, dall'inizio dell'anno (se non da prima), tutti i sacrosanti lunedì alle ore 9.00 c'è una Commissione. Se il Capogruppo Lo Russo ne ha contate dieci negli ultimi due anni, forse gli è sfuggito il palinsesto, ma è così. Ormai è prassi. Mi va benissimo l'emergenza, perché siamo qui anche per questo, ma, se andate a controllare il calendario, tutte le sante settimane c'è una Commissione il lunedì mattina, fatto che non avveniva l'anno scorso, ma che è diventato prassi quest'anno. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio In realtà, vorrei rassicurare il Capogruppo Lo Russo, nel senso che, se legge come è formulato l'emendamento, non c'è scritto che non si possono tenere Commissioni straordinarie e nemmeno che le Commissioni straordinarie devono terminare nel momento in cui è convocata l'apertura dell'adunanza. Dice semplicemente che ci deve essere una discussione o, comunque, una negoziazione tra il Presidente dell'adunanza ed il Presidente della Commissione ed è chiaro che la Commissione deve terminare nel più breve tempo possibile e questo può anche voler dire in mezz'ora o un'ora; non vi è comunque una limitazione rigida per quanto riguarda la durata. L'unica limitazione rigida che viene posta è che bisogna attendere il termine della Commissione Consiliare straordinaria per iniziare i lavori in Aula. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Quindi, l'emendamento rimane in votazione. Vi ricordo che il parere tecnico è favorevole. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 15: Favorevoli 9, astenuti 2, contrari 20. L'emendamento n. 15 è respinto. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio In conclusione di un lungo lavoro, perché la discussione a rate del nuovo Regolamento del Consiglio Comunale è durata tre settimane, vorrei esprimere il mio disappunto per il modo in cui noi saremo costretti a votare, in quanto esprimeremo un voto negativo. Nel senso che il Regolamento del Consiglio Comunale dovrebbe essere un atto condiviso, che tende a garantire tutti (maggioranza e minoranze e minoranze delle minoranze) e che tende a garantire soprattutto l'interesse del pubblico e dei cittadini allo svolgimento regolare di queste sedute, ma anche, nello specifico, alla possibilità di assistere a quello che succede e di commentare, cioè di esercitare il diritto che ogni cittadino ha di cronaca e di giudizio di quello che fanno i rappresentati eletti nel governare il bene comune. In realtà, quello che stiamo per votare oggi è un Regolamento che va ad attaccare, con una norma che ho definito proprio "ad gruppum" (anche se, ovviamente, non esiste questa espressione in latino), l'abitudine che ha il Movimento 5 Stelle di pubblicare i video del Consiglio Comunale; è un'abitudine per cui tutti dovrebbero ringraziare, perché permette ai cittadini di capire quello che succede all'interno dell'Aula, di interessarsi a che cosa succede all'interno dell'Aula, sentendosi anche un po' più vicini, e di combattere quel sentimento di disaffezione dalla politica, che invece si sta sempre più diffondendo. Credo che stiamo facendo un servizio importante attraverso la pubblicazione dei video delle nostre interpellanze, dei nostri atti e delle discussioni. Non si capisce veramente l'insistenza di alcuni Colleghi (con cui abbiamo lavorato benissimo in questi anni e che credo non possano rimproverarci nulla a questo proposito e che non possano tirare fuori un solo caso in cui il Movimento 5 Stelle abbia pubblicato dei video distorti, falsi o mendaci di questo Consiglio Comunale o che comunque non fossero pienamente utili a capire oggettivamente che cosa stesse succedendo) che, improvvisamente, si impuntano sul far passare una misura di questo genere, che comunque non sarà efficace, perché l'informazione non si ferma. Devo dire che è un approccio molto anacronistico; nonostante spesso a parole si dica di voler essere al passo con i tempi e di favorire l'uso dei nuovi media, poi di fatto si torna ad una legislazione ottocentesca, in cui la Città fa delle riprese ma non si possono usare e chi arriva qui non può fare neanche una fotografia. È veramente fuori dal tempo e fuori dal modo di comunicare che ormai vige. Credo che sarà soprattutto questo il motivo per cui, alla fine, questa disposizione non avrà alcun effetto pratico. Naturalmente, noi continueremo nella nostra logica di informazione, sulla base del Regolamento, però crediamo veramente che ci debba essere una riflessione da parte di chi fa il Consigliere Comunale sul fatto che questa dovrebbe essere una casa di vetro e dove chiunque viene dovrebbe avere il diritto di portarne fuori un pezzettino e, quindi, di comunicare anche al resto della comunità che cosa sta accadendo. Ritengo, quindi, che quello che stiamo facendo oggi sia veramente un disservizio ed un brutto affare innanzitutto nei confronti della democrazia. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Non condivido le valutazioni del Capogruppo Bertola e ritengo, avendo anche partecipato a stesure precedenti del Regolamento e soprattutto ad alcuni emendamenti importanti (soprattutto dal 2001 al 2006), che invece si sia fatto un gran lavoro e di questo bisogna darne atto alla Conferenza dei Capigruppo. Come ha detto lei stesso, è stato un lungo lavoro di cesello, fatto anche con un intervento specifico rispetto alla semplificazione del rapporto fra Sindaco e Giunta e, soprattutto, Giunta e Consiglio. Nella semplificazione ci sono migliori regole di ingaggio e c'è anche un rapporto diretto dell'Aula, ma non condivido la sua affermazione, perché noi, se lo vogliamo, possiamo portare ogni giorno fuori da quest'Aula un pezzo del nostro lavoro e non c'è bisogno di avere la macchina fotografica per farlo. Il pezzo del lavoro che facciamo è visibile, tutti i giorni, ai cittadini ed è nostro compito rappresentare questa Istituzione, esserne consci e sentire, tutti i giorni, il senso di responsabilità rispetto ai cittadini che ci hanno votato. Credo che il lavoro che è stato fatto sia molto importante; è migliorabile e, probabilmente, in futuro dovremo ancora intervenire su un punto che vedremo prossimamente, ma credo che sia stata fatta la parte più importante (che era necessario fare) di questo lavoro. Il lavoro complessivo di tutti i Capigruppo ci ha messo nella condizione di portare un testo emendato con punti significativi anche rispetto alla comunicazione e, da questo punto di vista, ritengo che il rapporto Consiglio-Giunta migliori grazie a questo Regolamento. Quindi, il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Vi sono altri interventi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, lei può intervenire solo se è in dissenso, perché ritengo che il Consigliere Altamura parlasse come delegato del Gruppo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lei può intervenire soltanto se è in dissenso rispetto alla posizione espressa dal Consigliere Altamura, delegato dal Capogruppo. La parola al Consigliere Viale; le ricordo che ha a disposizione due minuti. VIALE Silvio Cerco di storicizzare questo momento, perché questo Consiglio Comunale ha un Regolamento che, sostanzialmente, viene modificato in due punti. Il primo è il "question time", che viene chiamato così ma non lo è, perché è semplicemente un'interrogazione con urgenza ed ha tutt'altre caratteristiche; il secondo passa per vietare ogni tipo di immagine o fotografia in questo Consiglio, come se fosse un fortino, con un'immagine secondo me sbagliata. Se oggi non approvassimo questo Regolamento, non cambierebbe assolutamente nulla. Per dirla con le battute di alcuni Colleghi, domani non avremmo l'eco dei giornali, nei bar non parlerebbero di questo, la vita andrebbe avanti lo stesso e la nostra attività proseguirebbe nello stesso modo. Quindi, ritengo di non dover votare a favore di questo Regolamento; mi asterrò, proprio perché non condivido alcune di queste parti. Lo dico con molta franchezza: non cambia nulla, non toglie nulla al funzionamento di quest'Aula e mi dispiace che il Gruppo del PD ne faccia quasi una questione di fiducia. Credo che sia una delle poche volte in cui voterò in dissenso rispetto alle deliberazioni, non ho un tasso di deliberazioni ostili minore o maggiore degli altri Consiglieri e, soprattutto, non ho mai fatto mancare intenzionalmente il numero legale. Quindi, non sarà così neanche questa volta; c'è un quorum di ventisette voti a favore - di cui, astenendomi, non farò parte -, ma sono sicuro che, se questo Regolamento è il frutto del lavoro dei Capigruppo e dell'Aula (come è stato detto), non faticherà a trovare il consenso dell'opposizione, come dovrebbe essere. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Grazie anche per questa sua ultima scenetta. C'è qualcun altro che vuole... VIALE Silvio Presidente, "scenetta" non glielo consento... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Visto che... VIALE Silvio Sono state portate... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) La parola al Consigliere Berthier. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Visto che lei si è messo a riprendere in questo modo ed abbiamo chiesto ai Consiglieri che avevano intenzione di farlo, nel caso, di chiedere l'autorizzazione, mentre lei ha voluto fare questo... VIALE Silvio Ovviamente è stata chiesta, mi sembra evidente... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) "Scenetta" non è negativo, prenda un dizionario... VIALE Silvio Visto che, in quest'Aula, fra pale, nasi rossi... MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario) Alcune scenette nella tragedia greca erano... La parola al Consigliere Berthier. BERTHIER Ferdinando È un peccato… (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non si può parlare. È sorprendente, visto il grande interesse e la frenesia di sapere quanti voti ci sono in Aula anche da parte della minoranza, che nessuno ascolti. Comunque, in virtù anche di questo, siamo andati avanti per quasi sei mesi a discutere sul Regolamento e alcune cose che potevano essere marginali ma che potevano anche passare, altre anche più importanti e rilevanti oppure anche solo correzioni di immagine non sono passate e, guarda caso, molte sono partite dalla minoranza. Prima ho cercato di mettere non tanto il buonsenso, quanto il fatto di riuscire a conciliare per il prosieguo di questa votazione della deliberazione, però dichiaro che mi asterrò. |