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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Luglio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 13

Comunicazioni del Vicepresidente su "richieste di comunicazioni al Sindaco su: scadenza contratto triennale con il fornitore del servizio sostitutivo mensa".
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Come da Ordine del Giorno, procediamo alla richiesta di comunicazioni al Sindaco
avente per oggetto: "Scadenza contratto triennale con il fornitore del servizio
sostitutivo mensa".
Ricordo che ogni Gruppo ha cinque minuti a disposizione per intervenire, poi ci sarà,
nel caso, la replica dell'Assessore.
La parola all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Inizierei con il dire che la convenzione Consip ha per oggetto solo buoni cartacei.
La gara della Città di Torino ha, invece, ad oggetto un sistema integrato di
erogazione pasti e rilevazione presenze dei dipendenti.
Inoltre, la Città ha appaltato un servizio per la durata di cinque anni con la formula
tre più due, previsto dal vigente Codice Appalti, quindi non è stato mai fatto un
rinnovo, ma è stata rinegoziata l'offerta economica per attivare l'opzione dei due
anni (quindi, dei più due).
La prosecuzione del servizio oltre la prima scadenza del 31/12/2011 era quindi
prevista tra le condizioni di gara ed era nota ai concorrenti, che su tale presupposto
hanno formulato l'offerta.
L'inserimento di tale clausola è espressamente consentito dalle Direttive Europee e
non costituisce una proroga.
Le motivazioni di tale previsione vanno ricondotte, oltre alla citata possibilità di
ottenere offerte vantaggiose dagli imprenditori, all'opportunità offerta
all'Amministrazione di interrompere il rapporto in caso di prestazione non del tutto
soddisfacente da parte dell'appaltatore, così da incentivare una perfetta esecuzione
delle prestazioni.
L'opzione per l'ulteriore biennio 2012-2013 è stata attivata dalla Città non di recente,
ma con una determina dirigenziale del 1° dicembre 2011, a seguito di una
rinegoziazione delle condizioni economiche di maggior favore per
l'Amministrazione.
In sede di gara, infatti, l'aggiudicatario aveva offerto uno sconto del 5,69% sul valore
nominale di Euro 7,20. In sede di rinegoziazione la ditta ha offerto dapprima uno
sconto del 6,50% sul valore nominale di Euro 7,20 per il periodo 1° gennaio 2012 -
31 marzo 2012 e, poi, del 7,50% per il successivo periodo dal 1° aprile 2012 al 31
dicembre 2013, consentendo di realizzare un risparmio annuo per la Città di circa
220.000 Euro.
Con l'entrata in vigore della Legge n. 135/2012, "disposizioni urgenti per la
revisione della spesa pubblica", che ha previsto l'obbligo di adeguamento del valore
nominale dei buoni pasto ad Euro 7,00 a decorrere dal 1° ottobre 2012, è stata infine
operata una nuova rinegoziazione. Pertanto, il prezzo al netto dell'IVA al 4% a pasto
pagato dalla Città risulta essere: per il periodo 1° gennaio 2009 - 31 dicembre 2011,
Euro 6,79; per il periodo 1° gennaio 2012 - 31 marzo 2012, Euro 6,53; per il periodo
1° aprile 2012 - 30 settembre 2012, Euro 6,40 e per il periodo dal 1° ottobre 2012 al
31 dicembre 2013, Euro 6,22.
Si rileva, infine, che la ditta affidataria ATI BuonChef ha sempre rinunciato
all'adeguamento Istat del prezzo; considerato che il prezzo di aggiudicazione risale al
1° febbraio 2009, ad oggi occorrerebbe riconoscere una maggiorazione di circa 8,7%.
Rispetto all'obbligo di adesione alla convenzione Consip, se ne rileva l'impossibilità
per i seguenti motivi: la nuova convenzione sarà operativa non prima del settembre
2013 e, in ogni caso, la convenzione ha per oggetto esclusivamente la fornitura di
buoni cartacei, che è altra cosa da quello che è stato a noi fornito.
Si rammenta, infatti, che il servizio mensa del Comune di Torino ha per oggetto
l'utilizzo del buono elettronico, la cosiddetta card, e non il tradizionale buono pasto
cartaceo.
Il dipendente comunale, in sintesi, non riceve i buoni cartacei, ma una tessera
magnetica, collegata al sistema di controllo delle presenze, che consente di
verificarne il corretto utilizzo, ad esempio non nei giorni di ferie e di malattia. Tale
sistema semplifica enormemente le operazioni di contabilizzazione e pagamento,
consentendo al Comune di Torino di risparmiare tempo e personale e ai fornitori di
fatturare ed incassare più celermente.
Si consideri, inoltre, che la tessera magnetica è utilizzata anche per la rilevazione
delle presenze e che presso le scuole tale rilevazione è effettuata con lettore software
delle dita, con ulteriori vantaggi anche nella gestione del relativo personale. Tutte
queste funzionalità si intendono ricomprese e remunerate nel prezzo del pasto.
L'utilizzo del badge elettronico presenta, quindi, i seguenti vantaggi: è finalizzato al
controllo dei pasti e conseguentemente della spesa sostenuta dalla Città; consente di
non effettuare trattenute ai dipendenti sul valore del pasto; consente di contenere il
costo unitario del pasto a parità di qualità; inoltre, le serrate negli anni indette dai
ristoratori contro la svalutazione dei buoni cartacei non hanno mai messo in crisi
l'utilizzo del badge elettronico da parte dei dipendenti comunali, che hanno anzi
fruito regolarmente del servizio mensa anche quando i Colleghi di altre
Amministrazioni si sono visti rifiutare i buoni mensa.
Il servizio per il Comune è a pasto parametrale; per 7,00 Euro, dev'essere garantito
un pasto composto secondo un prefissato menu per tutta la durata del contratto.
Il servizio erogato a favore della Città comprende anche lo sviluppo del software
richiesto per la rilevazione delle presenze e questo tipo di servizio è ovviamente
oneroso ed è stato valutato in circa 250.000 Euro.
Il contratto della Città prevede inoltre l'obbligo per il gestore di installare, a proprie
spese, i terminali per la rilevazione presenze presso siti comunali che ne sono
sprovvisti. Nel corso della durata dell'appalto, infatti, sono stati installati, oltre ai
2.118 POS presso i locali convenzionati, 152 POS in varie sedi, tra cui scuole
materne, asili nido, biblioteche e impianti sportivi, che vengono utilizzati per la
rilevazione - come dicevo poc'anzi - delle presenze, sgravando i costi a carico della
Città di circa 1.000 Euro cadauno, quindi complessivamente 152.000 Euro.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Non risponderò lungamente all'Assessore, perché penso che questa vicenda avrebbe
meritato una discussione in Commissione e perché penso che il punto non sia tanto
tecnico, ma prevalentemente politico.
L'Assessore ci ha dato - mi verrebbe da dire - un'illustrazione da pieghevole
patinato, cioè ci ha spiegato come funziona il servizio. Fino a qui, devo dire, nulla in
contrario. Anzi, sicuramente il servizio elettronico può avere un livello di efficienza
migliore del servizio cartaceo. Non è questo l'oggetto della richiesta di
comunicazione, non è neanche questo il casus politico, che è diverso, che scaturisce
dalla lettera che ci arriva da Confindustria, perché che un pezzo di Confindustria ci
dica, sostanzialmente, di mandare a bando quel servizio, a partire da una piattaforma,
che è quella Consip, io lo trovo nel loro interesse e non nell'interesse generale della
Città.
Lei ce lo ha spiegato, ci ha raccontato il servizio, per carità, però cosa diversa è,
invece, dare una risposta all'unica vera grande domanda che il Consiglio le aveva
fatto già un anno fa e che io non vedo come non possa ripeterla esattamente uguale
un anno dopo. Cioè, è vero che l'affidamento del servizio prevedeva un tre più due
potenziale e che, quindi, nulla è stato violato nel rinnovarlo o prorogarlo (si può
usare il termine italiano che si preferisce), non c'è stata alcuna violazione, ma è
altrettanto vero che nulla avrebbe impedito alla nostra Amministrazione di mandare a
bando il servizio.
Vede Assessore, mentre oggi noi non abbiamo alcuna certezza di quanto avremmo
potuto risparmiare e se avremmo potuto risparmiare (lei sostiene questo), perché non
ci siamo tolti il dubbio, qualcuno giustamente ci fa notare che, in un'altra
piattaforma, che non è quella che noi scegliamo, la media della scontistica è
decisamente superiore. Noi abbiamo una scontistica che credo sia intorno al 6,5%; la
media delle gare fatte con l'altra piattaforma è una scontistica che arriva al 18, 15,
20%, cioè una scontistica decisamente superiore.
Nella sua trattazione scritta io non ho avuto modo di intravedere una risposta politica
a questo oggetto. Cioè, perché la Città di Torino decide di non mandare a bando, in
un momento come questo, un servizio come quello?
Stiamo parlando di un valore di gara, per parlare in termini commerciali, di 33
milioni di Euro e ogni singolo punto percentuale scontato vale una cifra molto
significativa nel Bilancio di questa Città. Se vuole gliela traduco in termini di servizi
o, meglio, di mancati servizi che noi non saremo in grado di erogare nella
discussione del Bilancio che faremo a settembre.
Per questo non capisco come lei, Assessore, oggi possa astenersi dal darci una
risposta politica su questo punto e si arrocchi dietro una descrizione del servizio. Non
riesco a capirlo e non posso che far notare questa cosa anche al Sindaco, perché c'è
un fatto di interesse generale che non riguarda il suo Settore e non riguarda il suo
Assessorato ed è quello dell'aspettativa che tutti i cittadini di questa città hanno
sull'ottimizzazione assoluta delle risorse e su quella faticosa, quotidiana e logorante
partita che tutti i giorni ci vede provare a risparmiare Euro su Euro.
Davanti a questa fatica che il Consiglio Comunale e, devo dire, anche la Giunta, anzi
soprattutto la Giunta, fanno e devono fare, mi chiedo come si possa dire
semplicemente che era nostra facoltà fare il più uno prima e il più due adesso.
Perché, esattamente come in altre occasioni - cosa che non sempre mi trova
d'accordo - utilizziamo il mercato come strumento per verificare l'economicità dei
nostri servizi, non capisco perché questa volta, prendendo tutte le garanzie del caso,
quindi garantendo che il servizio fosse esattamente quella cosa lì che volevamo noi,
non si sia fatta la stessa scelta.
Quindi, Assessore, rimarrà una macchia - lo voglio dire con chiarezza -; rimarrà un
pesante dubbio: avremmo potuto, utilizzando le prerogative del governo di questa
Città, risparmiare dei soldi? Dobbiamo sapere che ogni punto percentuale di
risparmio su quell'appalto sarebbero stati 330.000 Euro che avremmo potuto inserire
nel Bilancio della Città. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sicuramente
saremo certi, Sindaco, che non può essere che questo. Questo è certo. Noi abbiamo
un appalto, quello è e quello ci teniamo. Sappiamo che l'Università, che ha fatto un
appalto più piccolo del nostro, è andata in sconto e ha trovato una scontistica
superiore. È passata dal 13% al 18% di sconto. Ha portato via il 5%, perché, in un
momento come questo, è abbastanza interessante avere 33 milioni di Euro da
spendere sul mercato, quindi magari è possibile fare del risparmio. Noi non ci
toglieremo mai questo dubbio. Quel dubbio ce lo terremo per sempre, o - meglio -
fino a quando a dicembre, finalmente, scadrà questa vicenda e potremo finalmente
discutere di una gara d'appalto.
L'altra questione che volevo far presente riguarda il fatto che la discussione in
Consiglio Comunale è stata completamente assente e non c'è stata la possibilità di
coinvolgere le Commissioni. Già l'altra volta era stato segnalato questo fatto, ricordo
delle interpellanze di Colleghi dell'opposizione, e già l'altra volta c'era stata una
richiesta di comunicazioni in Aula e la risposta era stata identica.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Anch'io devo dire che è un po' un déjà vu, nel senso che - l'Assessore lo sa - questa
storia abbiamo cominciato ad affrontarla ad ottobre 2011. A mio avviso, come ho già
avuto modo di dire altre volte in questa Sala (perché mi sembra siano tre le
interpellanze che abbiamo fatto su questo tema), l'errore, mi permetto di dire - poi
ognuno fa le sue valutazioni - è stato allora, cioè è stato nel 2011, quando c'erano i
tre anni che andavano a chiudersi e, secondo me, in quel momento non si doveva
optare per l'opzione del più due, ma si doveva andare a gara e, da quanto mi risulta,
era possibile farlo.
Provo a ripercorrere un po' la storia, come ha fatto lei. Noi partiamo, comunque, da
una situazione iniziale, che è effetto di quel bando che, se non sbaglio, è stato fatto
nel 2008, (perché poi andiamo proprio indietro); nel 2008 è stata fatta questa gara, è
stata vinta, dove è stato concesso uno sconto del 5,70% - l'ha detto anche lei,
Assessore - e quindi si acquistava a 6,79 Euro. Poi, c'è stato un primo intervento - mi
ricordo che avevamo discusso anche di quello in questa Sala -, che ha portato a 6,53
Euro; un secondo intervento che ha abbassato a 6,40 Euro e adesso siamo a 6,22
Euro.
Non dico che non ci siano stati interventi ex post, però rimango dell'idea che, per
quanto lei dice che Consip sono buoni cartacei, l'errore sia stato fatto allora,
soprattutto anche per il riferimento che faceva il Consigliere Curto, riguardante il
caso dell'Università di Torino, dove, se non ricordo male, lo sconto era 16,95; poi, in
realtà, non è stato appaltato, ma era sempre lo stesso fornitore, RistoChef -
correggetemi voi se sbaglio -, da cui noi utilizziamo il servizio.
Anche lì, se non sbaglio, era un servizio elettronico, quindi con una carta elettronica,
non un buono cartaceo. Il valore nominale, se non ricordo male, era più alto rispetto
al nostro, 10 Euro rispetto a 7 Euro, quindi valori diversi. Mi rendo conto che, forse,
10 Euro sono più facilmente contrattabili rispetto a 7, ma ricordiamoci che qui
stiamo parlando del Comune di Torino, che ha più di 10.000 dipendenti, con un
valore - come ricordava anche il Consigliere Curto - di 33 milioni, sul triennio
ovviamente. Quindi, comunque, una cifra importante.
Ora, io penso sinceramente che ripercorrere i tre anni di storia non abbia senso,
perché, ormai, quel che è stato fatto, è stato fatto. Ribadisco che, secondo me,
l'errore, se si può definire errore - per me lo è -, è stato fatto allora, ma, se devo
guardare al futuro, al 31/12 andiamo a scadenza. Allora, io mi auguro non solo,
ovviamente, che si vada a gara, ma che lo strumento Consip (in particolare, dei
prezzi che vengono offerti dallo strumento Consip) possa essere utilizzato il più
possibile, non solo in questo caso, ma anche in altri casi, come strumento di
confronto per capire se stiamo acquistando bene o acquistando male.
Questo vale per questo caso specifico, ma anche per tanti altri; alla fine di una gara,
andare comunque a verificare qual è la tariffa di mercato (che, comunque, Consip ci
dà e ci dà accesso di avere) è un ottimo strumento, a mio avviso, di controllo che si
può esercitare, oltre al fatto che, nel frattempo, la normativa - mi correggerà
probabilmente anche lei, Assessore - è anche cambiata e quindi è praticamente
diventato un obbligo, se non erro.
Quindi, in tal senso, io mi auguro, innanzitutto, che si impari da questa esperienza,
perché, comunque, anche se ad oggi acquistiamo a 6,22 Euro, io rimango della mia
idea, perché, come diceva anche il Consigliere Curto, avendo approfondito un po' la
vicenda, a partire dal primo affidamento che è stato molto travagliato (perché, poi, se
recuperiamo tutte le determine di quella prima gara del 2008, era stato già allora
travagliato), il fatto di non aver voluto, a mio avviso, rimettere a gara ha portato un
acquisto non allo sconto che potevamo ottenere. Questa, ovviamente, è una mia
posizione e in tal senso mi auguro - non voglio ripetere ciò che ho già detto più volte
in quest'Aula - che per il futuro, innanzitutto, non si esercitino sempre le opzioni a
priori (o per motivi di mancanza di tempo, o perché ci si trova a ridosso della
scadenza per cui bisogna esercitare l'opzione perché è più semplice, magari, rispetto
ad indire una nuova gara) e, poi, che lo strumento Consip si utilizzi il più possibile.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Naturalmente, nel condividere le considerazioni che hanno fatto i Consiglieri che mi
hanno preceduto, voglio ancora specificare una cosa che, secondo me, è importante.
Assessore, a mio giudizio, gli Uffici non si parlano, oppure le buone pratiche, che noi
tanto sbandieriamo sui siti internet, eccetera, vengono applicate soltanto quando
conviene.
Ricordo di aver fatto, insieme al mio partito, una battaglia per migliorare la
concorrenza nelle mense degli asili scolastici. Questa battaglia ha portato,
finalmente, ad un ampliamento della possibilità di partecipare a queste gare, portando
uno sconto medio che prima era dello 0,9% ad uno sconto attuale, a seguito di gara
con concorrenza, di circa il 10%. Questo ha fatto sì, naturalmente, che
risparmiassimo tanti soldini, senza che venisse intaccata la qualità delle mense
scolastiche, questo lo voglio sottolineare.
Ha fatto risparmiare perché? Perché l'opposizione, la scorsa tornata amministrativa,
ha fatto una sua proposta seria e vera su questo tema e, dall'altra parte, all'interno di
questa Amministrazione, di questa Consiliatura, abbiamo assistito finalmente ad una
gara che ha visto aprirsi alla concorrenza e ha fatto in modo che il cartello di imprese
che dominava da vent'anni questo settore potesse essere finalmente, tra virgolette,
"disgregato" e comunque aperto ad altri operatori.
Questa è stata una cosa buona che abbiamo fatto e altrettanto dovevamo fare nella
ristorazione per i dipendenti, bastava copiare quella buona pratica, che è soltanto a
qualche passo da voi, ossia quella dell'Assessorato all'Istruzione. Non è stato fatto,
pertanto vuol dire o che gli Uffici non si parlano, o che le buone pratiche si utilizzano
soltanto in certi casi.
Approfitto della presenza dell'Assessore Pellerino per segnalare ancora una cosa.
Relativamente a questo bando, che è stato vinto, purtroppo abbiamo visto vincere
una sola impresa per nove lotti o due imprese per nove... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ecco, per nove lotti. Comunque, dalle informazioni che ho io, su
nove lotti soltanto un'impresa ha vinto, al massimo due, adesso non ricordo di
preciso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, in ogni caso, questo
tipo di situazione di vittoria soltanto di alcune imprese, cioè soltanto di un'impresa
rispetto a un tot di lotti, secondo me, in un'eventuale ipotesi che farete quando scadrà
nel 2013 questa attuale concessione, bisognerà inserire che la vittoria potrà avvenire
al massimo su tre lotti. Perché questo? Perché, in caso di fallimento dell'attuale
fornitore (che magari fornisce un numero di lotti molto più superiore rispetto ai tre
che io sto proponendo), si rischia di non poter fornire il servizio.
In più, secondo il mio giudizio naturalmente - ma questo non è un fatto
amministrativo, è un fatto politico -, si può consentire a più imprese di lavorare,
perché, purtroppo, in questo momento, ne abbiamo tanto bisogno.
Quindi, il mio suggerimento all'Assessore Spinosa e all'Assessore Pellerino, anche
se, Assessore Pellerino, ormai le cose sono già avviate e concluse, per la prossima
volta è non far vincere un'impresa per più di tre lotti.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Non essendoci altri Consiglieri che intendono intervenire, do la parola, per la replica,
all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
Intanto, pur essendo d'accordo su alcune questioni che sono state qui presentate, non
è possibile confrontare due servizi diversi. Il servizio Consip parla della fornitura di
buoni pasto cartacei; la nostra convenzione prevede, oltre al buono pasto, anche una
serie di servizi che ho elencato poc'anzi. Quindi, sono due questioni diverse.
Ma, al di là di questo, bisogna anche considerare che l'impegno contrattuale era
comunque di 5 anni. Quindi, avremmo dovuto andare avanti a fare una risoluzione
anticipata e il risarcimento sarebbe stato almeno intorno ai 20 milioni. Quindi,
intanto questa è una cosa da tenere in considerazione.
Il Settore, i Servizi hanno già pronto un nuovo capitolato e a settembre bandiranno il
nuovo bando: attualmente si prevede di predisporlo su quello che abbiamo fatto
finora, anche perché altrimenti si dovrà parlare di caricarsi i costi di tutta una nuova
organizzazione anche amministrativa.
Quindi, in previsione di questo nuovo bando, che presumibilmente uscirà a
settembre, propongo di portare questo argomento in Commissione per parlare delle
varie questioni, confrontare bene i servizi che dà l'attuale gestore con quelli che
potrebbe dare Consip e capire quali sarebbero i costi a cui andremmo incontro nella
riorganizzazione a livello amministrativo a cui dovremmo, ovviamente, forzatamente
andare incontro e di cui dovremmo farci carico.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Dichiariamo conclusa la richiesta di comunicazioni del Sindaco. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). No, perché poi non c'è la controreplica, Capogruppo.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Presidente, non è mia intenzione controreplicare. Vorrei soltanto capire, perché
l'Assessore ha fornito un dato, quello di 20 milioni di Euro, e non ho capito a cosa
faccia riferimento tale dato. Se l'Assessore ce lo potesse precisare, ci aiuterebbe.
Anche per il verbale.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Va bene. La parola all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Mariacristina (Assessore)
Il contratto è di 5 anni; se avessimo dovuto interrompere il contratto in corso,
avremmo dovuto comunque pagare delle penali, che indicativamente sarebbero
intorno ai 20 milioni per questo tipo di rescissione.
Mi sono comunque detta disponibile a parlare del prossimo bando per entrare nel
merito di una possibile riorganizzazione amministrativa e dei costi a cui dovremmo
andare incontro, perché la rilevazione delle presenze e tutto quello che riguarda la
parte amministrativa hanno comunque un costo, che gli Uffici hanno quantificato.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Bene. Dichiaro conclusa la comunicazione.

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