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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 1 Luglio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 17

Comunicazioni del Sindaco su "assegnazione insegnanti di sostegno".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Oggi sono state presentate due richieste di comunicazioni; come concordato, oggi
discuteremo una di queste richieste.
L'Assessore Passoni dovrebbe intervenire in relazione all'assegnazione del personale
aggiuntivo della figura degli insegnanti di sostegno nelle scuole della Città.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, l'Assessore aveva chiesto qualche
minuto per prepararsi; non appena arriverà, discuteremo questa comunicazione.
Ricordo anche che dopo il Consiglio sarà possibile incontrare una delegazione della
rappresentanza degli insegnanti di sostegno. Vedremo a che ora termineremo.
L'Assessore Passoni è rientrato.
(Brusio in Aula). Scusate, chiedo ai Colleghi se possono stare in silenzio, per
cortesia, visto che stiamo per trattare una comunicazione urgente e abbiamo anche
degli ospiti che stanno ascoltando. Se volete dare la percezione dell'attenzione,
bisogna stare almeno in silenzio.
Ricordo che la firma in calce alla comunicazione è del Consigliere Curto, a cui si è
aggiunta quella del Consigliere Cervetti.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Buongiorno all'Aula. La richiesta di comunicazioni fa riferimento ad un articolo
apparso sul quotidiano "La Stampa" del 29 giugno, relativamente ai problemi
inerenti al personale aggiuntivo - dice la comunicazione richiesta -, spettante al
Comune, degli insegnanti di sostegno delle scuole della città, sottolineando
ovviamente la particolare e delicata condizione di studenti diversamente abili o con
gravi disabilità, e si chiede di conoscere lo stato attuale della situazione e cosa si
intenda fare per garantire il servizio. In merito, premetto che l'Assessore Pellerino
aveva comunicato tempestivamente la sua impossibilità e assenza al Consiglio
Comunale di oggi, pertanto risponderò in sua surroga.
L'articolo dava conto di una situazione legata alla carenza di personale nel comparto
Servizi Educativi, che la Città ha gestito, tra le varie misure adottate nel corso
dell'anno scolastico 2012-2013, con un provvedimento naturalmente complesso nella
sua attuazione, ovvero sostanzialmente l'anno scorso circa 25 maestre di sostegno
della scuola dell'obbligo sono state ridestinate al servizio come insegnanti di
sostegno nelle scuole dell'infanzia e questa vicenda - per semplice cronistoria -
aveva generato anche un contenzioso di carattere giuslavoristico.
Andata a giudizio la vicenda, il Giudice ha ritenuto legittimo il provvedimento della
Città di attribuire queste risorse ai Servizi Educativi della Città Scuola dell'Infanzia,
con la precisazione del rispetto generale del principio dell'anzianità di servizio, cioè
sostanzialmente privilegiando, o svantaggiando, a seconda dei punti di vista, nel
rientro in servizio in Città di Torino, i soggetti lavoratori con minore anzianità di
servizio.
Questo ha comportato una modifica nel rapporto tra i trasferiti dell'anno precedente e
il personale impiegato, in quanto circa 11 risorse umane l'anno scorso sono state
modificate nell'attribuzione per effetto di questa sentenza.
Naturalmente, poi inquadrerò la vicenda sul quadro politico.
Successivamente i Servizi Educativi hanno comunicato - sostanzialmente lo hanno
fatto poche settimane fa - che circa 12 lavoratrici e lavoratori del Settore scuola
dell'obbligo, insegnanti di sostegno, che hanno un orario di lavoro di 22 ore e che
lavorano nelle scuole medie della Città, sarebbero state trasferite, con effetto anno
scolastico 2013/2014, alla medesima funzione in capo alla scuola dell'infanzia della
Città di Torino.
Naturalmente, questo ha generato un sentito dispiacimento da parte di alcuni istituti
scolastici. L'articolo cita una lettera della Scuola Media Statale Nievo-Matteotti,
pervenuta al Sindaco e all'Assessore all'Istruzione, che sostanzialmente raccontava e
spiegava, in modo complesso e articolato, le ragioni per le quali si chiedeva di
considerare le esigenze nella lettera rappresentate ed eventualmente di modificare le
decisioni assunte. La testata "La Stampa", in data 29 giugno, recepiva questa
comunicazione, inquadrando il tutto all'interno di un ragionamento più ampio
nell'ambito di un tema delicatissimo; proverò a svilupparlo.
La ragione per la quale la Città in questo momento è costretta ad operare rientri di
personale, riferito a funzioni coperte da personale educativo presso le scuole
dell'obbligo, attiene al fatto che, complessivamente, la dotazione organica e la pianta
organica effettivamente ricoperta dagli insegnanti di sostegno della scuola
dell'infanzia comunale non è interamente coperta, per effetto del turnover dei
pensionamenti e dell'indisponibilità al servizio.
La carenza di risorse, destinata originariamente e negli anni passati a reintegrare le
assenze con personale supplente, determina ovviamente la difficoltà a far fronte
ancora ciclicamente con queste risorse aggiuntive, ovvero il personale supplente,
tendenzialmente, viene destinato soltanto a prolungate assenze per maternità o per
impossibilità di espletare il servizio per infortunio o assenze malattia.
Pertanto, strutturalmente si è pensato ad un sistema riorganizzativo che partisse dal
personale in pianta organica stabilmente.
C'è, però, una questione, che non è stata banalizzata dai Servizi Educativi della Città,
cioè il rapporto con la continuità educativa di questi soggetti, maestre nelle scuole (e
naturalmente questo è legato al tipo di servizio che le persone svolgevano; in
particolare la lettera della scuola "Nievo" recava alcuni elementi qualitativi per i
quali si richiedeva un ripensamento), e naturalmente il fatto che questa
determinazione non può che partire dal presupposto dell'anzianità di servizio,
pertanto senza andare a discriminare caso per caso, ma, come detto dalla sentenza,
secondo un criterio che è stato oggettivato.
È evidente che questo comporta una complessità e la Città non la sta sottovalutando.
Tuttavia, va premesso che tutta questa vicenda deve essere collocata dentro una
vicenda più ampia, su cui io penso sia opportuno che l'Aula sia resa edotta. Noi
siamo abituati ad intraprendere una discussione parcellizzando un tema (questo
accade sia per questa discussione che per tante altre discussioni), cioè il tema,
legittimo, assolutamente fondamentale, particolarmente sensibile e delicato degli
insegnanti di sostegno della scuola dell'obbligo è, in realtà, una vicenda che riguarda
più in generale il rapporto tra funzioni di sussidiarietà completate e compiute
dall'Ente Locale e il rapporto con lo Stato.
Purtroppo, bisogna raccontare la vicenda per come nacque. Ci sono stati anni - e lo
dico con un evidente tono di nostalgia rispetto a quegli anni - in cui il principio di
sussidiarietà degli Enti Locali poteva andare oltre il semplice principio di
sussidiarietà pura, cioè "deve fare l'Ente Locale tutto ciò che per Legge viene
attribuito ad un'altra funzione dello Stato". Allora il Comune di Torino in quegli
anni, in presenza di risorse crescenti, costanti e consistenti, aveva pensato,
correttamente - come dovrebbe fare correttamente oggi, se ne avesse la possibilità -,
di integrare le funzioni di sua banale sussidiarietà con funzioni di servizio
aggiuntivo, talvolta a miglioramento dei servizi che lo Stato avrebbe dovuto erogare.
Questa è un'attività che ha svolto la Città in tanti campi: potremmo parlare di
giustizia, potremmo parlare di educazione, potremmo parlare di assistenza e anche di
tanti altri campi migliorativi, forse anche di servizi indistinti e diffusi come l'igiene
ambientale e quant'altro, anche la cultura, che invece in questo momento sono messi
a duro repentaglio da una visione, direi, limitata e molto schiacciata della funzione
dell'Ente Locale da parte degli Organismi dello Stato.
Racconto questo perché, in realtà, la funzione degli insegnanti di sostegno nella
scuola dell'obbligo non è per Legge, come peraltro erroneamente indicato - mi
permetto di correggere la comunicazione -, un obbligo di funzione dell'Ente Locale,
ma è una funzione che l'Ente Locale si è accollata nel corso del tempo. In realtà, la
funzione degli insegnanti di sostegno nella scuola dell'obbligo è compito del MIUR,
cioè dell'istituzione statale.
La Città lo ha sempre garantito e lo ha fatto con una passione, una metodologia e
un'applicazione, anche da parte dei singoli lavoratori, che non hanno avuto pari nella
storia dei Servizi Educativi di questa Città e io di questo ringrazio gli operatori che se
ne sono fatti carico.
Oggi, però, siamo in una fase abbastanza più complicata, quella in cui talvolta noi
non siamo in grado di ricoprire funzioni proprie, cioè quelle di sussidiarietà esistente
e reale, cioè la garanzia che esistano Servizi Educativi di competenza comunale che
abbiano organici sufficienti, qualità del servizio sufficiente e, ovviamente, un
servizio che soddisfi l'utenza in maniera almeno pari a quello che è sempre stato in
questa città.
Allora, in questo contesto, l'Assessorato ha dovuto amaramente scegliere se
attribuire la vacanza di personale al proprio comparto di scuola non dell'obbligo, ma
dell'infanzia, che tuttavia è obbligo del Comune ricoprire, in quanto scuola del
Comune, rispetto alla scuola dell'integrazione del servizio statale, che in tempi
diversi si è sempre fatto e che ancora si fa con circa 80-90 risorse che la Città dà
ancora al servizio della scuola statale, ma lo fa con risorse proprie e attualmente non
è più in grado di farlo.
Questo punto di vista, questa questione affonda radici un po' più in là del caso
specifico e io insisto nel dire che la Giunta si farà carico di valutare se sarà possibile,
in particolare in specifici progetti formativi, andare ad individuare la conservazione e
la continuità del progetto formativo anche, al limite, trovando altre soluzioni in altri
settori, in altre situazioni, dove si pensava di coprire posti con le persone attualmente
trasferite. Faremo questo sforzo e lo faremo con le risorse che abbiamo disponibili.
Tuttavia, deve essere chiaro - e non per una volontà politica, ma per
un'obbligatorietà che la Giunta deve compiere nel dare, ahimè, copertura ai suoi
Servizi, prima che ai Servizi che non sono coperti da altre Autorità dello Stato o altri
Servizi e funzioni che non vengono co-attribuite alla sussidiarietà, ma siano compito
dell'istruzione statale - che comunque sia, al netto di questo sforzo, ci sarà comunque
necessità, da parte del Comune, di andare a ricoprire figure di istruzione comunali
con personale comunale.
Questo cercheremo di farlo, per quanto possibile, con il minore impatto possibile,
con la massima considerazione possibile, anche, al limite, rivedendo gli indirizzi
assunti fin qui, ma naturalmente in un quadro di comprensione, da parte degli istanti
del Consiglio Comunale, di risorse che non sono quelle che esistevano.
Concludo il ragionamento dicendo che vorrei che, per una volta - Consigliere Curto e
Consigliere Cervetti - non ci fosse il dito puntato verso un comportamento
dell'Amministrazione, imputabile di essere sensibile o insensibile, o di aver creato in
questo modo una protesta o una sensibilità; vorrei che, per una volta, insieme alla
premessa alle comunicazioni o alle "dopo comunicazioni", ci fosse un'affermazione
un po' più ambiziosa, quella di dire: "Ma qualcuno in quest'Aula o in questa Città, o
chi fruisce dei Servizi, si sta ponendo il problema del fatto che le funzioni di
sussidiarietà degli Enti Locali non sono più attribuibili senza sacrifici enormi, senza
riorganizzazioni, senza sforzi sulle risorse, che non possono prescindere anche da
scelte coraggiose e difficili!?".
Allora, se noi continuiamo ad indicare la luna e ci guardiamo il dito, continueremo a
guardare i problemi senza affrontarli in termini strutturali.
Siccome la Città ribadisce che, in termini politici, vuole mantenere un elevato livello
di istruzione e di assistenza, anche nella scuola dell'obbligo, con servizi di personale
comunale qualificato e possibilmente rinnovato, per fare questo non ha molto
risultato andare ad indicarsi il dito sul caso specifico, occorre una battaglia vera
culturale perché le funzioni di sussidiarietà che abbiamo sempre svolto possano
essere fatte e, se riteniamo, qualitativamente superiori e importanti, anche con
l'apporto delle minoranze e delle forze delle maggioranze.
Diversamente, saremo un menù al ribasso in cui difficilmente daremo risposte, anche
se - ribadisco - faremo il possibile per guardare se nelle pieghe del Bilancio ci
saranno risorse tese a caratterizzare la permanenza di progetti educativi importanti,
dentro un contesto in cui la linea generale, però, resterà quella delineata nel
provvedimento sotto indicato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io ringrazio, non solo per forma, l'Assessore Passoni di essersi preso la
responsabilità di rispondere, non lasciando scivolare via il tempo o il tema e
consegnandolo all'assenza giustificata dell'Assessore Pellerino, ma ha voluto dare
una risposta a questa richiesta di comunicazione, anche perché poi il rischio è che le
cose vadano avanti e ci si perda l'argomento, soprattutto di fronte alla presenza che
le persone hanno voluto oggi esprimere qui e che io credo serva anche a tutti quanti
noi per riflettere su questa vicenda.
Assessore, soprattutto a noi che siamo in maggioranza e che quindi abbiamo
faticosamente il compito di far quadrare i conti, non tanto e non solo quelli
economici, ma soprattutto quelli sociali della Città, non sfugge il fatto che esiste un
tema grande, come lei diceva prima, cioè il tema della relazione fra i diversi livelli
dello Stato nella garanzia dei servizi e dei servizi essenziali. Sicuramente, da questo
punto di vista, esistono delle questioni su cui bisogna discutere.
È chiaro il fatto che, in capo all'Amministrazione Comunale, ci sia una parte
cospicua delle scuole dell'infanzia, delle materne: questo, per esempio, rappresenta
una particolarità che altre Città non hanno ed è un aggravio per il nostro welfare.
È chiaro che servizi e diritti - perché a me piace coniugarli con questo termine - che
dovrebbe garantire lo Stato, spesso, invece, sono stati garantiti negli anni attraverso il
Comune di Torino.
Tuttavia, vorrei fare due riflessioni. Innanzitutto, io credo che questo, anche nella
fatica a far quadrare le cifre complessive, sia ragione non solo di vanto, ma di
sostanza per la Città di Torino. Se è vero che i Comuni sono il piano terra
dell'architrave democratico, noi da Torino abbiamo il dovere di provare a costruire
modelli (così come è stato fatto tante volte nel passato) che provano ad indicare allo
Stato l'esigibilità di alcuni diritti che in questo momento non possono essere messi in
discussione. Credo che l'oggetto di cui stiamo discutendo oggi, più di qualunque
altro (per questo eviterei la schermaglia fra l'ovvio), più di molte altre cose di cui ci
troviamo spesso a discutere, o sopra qualunque altra cosa, è la rappresentazione di
questo.
Se lo Stato non è in grado di farsi garante non solo del diritto a quei bambini e a
quelle bambine di avere degli insegnanti, ma di avere degli insegnanti che sono stati
formati per fare quel lavoro e non per lavorare alle scuole materne e, di più, avere
sempre gli stessi insegnanti, perché la continuità educativa è un valore, io credo che
la Città di Torino debba essere supplente, da questo punto di vista, e non indulgente
rispetto alle responsabilità dello Stato.
In secondo luogo, come diceva anche lei, Assessore - e quindi gliene do atto, perché
non credo che ci sia una contrapposizione, ripeto, anzi -, esiste un fatto: noi ci
troviamo ad occuparci dell'interesse collettivo, ma spesso, nell'occuparci di questo
interesse collettivo, essendo la politica costruita sul consenso, rischiamo di non
ascoltare la voce di chi quel consenso non è in grado di portarlo. Rischiamo di
banalizzare il nostro ruolo in chi è in grado di reclamare i propri diritti legittimi
(penso ai lavoratori che oggi lo stanno facendo qui davanti), paradossalmente, senza
ascoltare con sufficiente attenzione chi invece quei diritti magari non è in grado di
farli valere.
Penso invece, al contrario, che la cifra della nostra capacità politica vada proprio
misurata in questo, nel ribaltare questo assioma, nel calcolare la nostra capacità di
garantire diritti e di garantire servizi, a partire proprio dai più deboli.
C'è una cosa che mi ha colpito moltissimo nell'articolo de "La Stampa" dell'altro
giorno, che riportava: "Alla Nievo-Matteotti, dove da sempre l'attenzione
all'integrazione è massima, c'è uno dei pochissimi casi italiani di una bimba di 12
anni che frequenta lezioni, legata ad un ventilatore che la tiene in vita giorno e
notte". È chiaro che, di fronte a quella storia, come le tante storie che ci portano a
parlare di questo argomento, io credo che noi dobbiamo avere la capacità di fermarci
un secondo. Non ho dubbi che noi avremo la capacità di fermarci un secondo, di
superare quella che è la logica fra maggioranza e opposizione, fra Consiglio
Comunale e Giunta e di trovare una soluzione che non può che partire dalle esigenze
primarie di una bimba come quella di cui si parla nell'articolo. E le esigenze primarie
non possono contemperare quella che è sicuramente una necessità, quella
dell'Amministrazione, di reperire risorse umane, prima che finanziarie, la necessità -
per carità - di far valere le regole per tutti, la necessità di far quadrare il cerchio.
Assessore, io credo che, in maniera subordinata a queste necessità, che ci vedono
faticare tutti i giorni, e questa volta ci vedranno faticare un po' di più, noi dobbiamo
avere la capacità di farci carico di questo e di altri casi.
In altri termini, Sindaco, Assessore, oggi abbiamo voluto sollevare questo tema con
questa richiesta di comunicazione, prima che con un'interpellanza che hanno
preparato i Consiglieri Genisio e Centillo, che sono competenti delle rispettive
Commissioni Consiliari e che invitiamo ad occuparsi del tema, insieme alla V
Commissione, perché il tempo scorre, Sindaco, bisogna intervenire adesso e, per certi
versi, bisogna anche dare una risposta. Quello che non possiamo fare è ribaltare
l'ordine di priorità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Genisio.

GENISIO Domenica
Io ho presentato, con altri Consiglieri, un'interpellanza proprio nell'ottica di andare
ad approfondire quali sono le competenze del Comune, le priorità che noi abbiamo e
l'attenzione ai giovani, che è uno dei capisaldi del programma del Sindaco.
Il titolo di questa interpellanza è molto provocatorio: "La Legge n. 104/92 è stata
abolita?". Potevo scrivere "è stata abrogata". Mi dispiace che l'Assessore Passoni
non ci sia, ma ovviamente non intendo discutere l'interpellanza ora, perché
logicamente non è il momento.
Ringrazio, perché il dibattito e l'attenzione sono molto cresciuti rispetto a quanto
pensavamo all'inizio dell'adunanza di oggi, ma voglio sottolineare che la Legge n.
104, all'articolo 13.3 dice che gli Enti Locali sono tenuti a fornire non un insegnante
di sostegno vero e proprio, che assicura lo Stato, ma un soggetto di supporto per le
attività di integrazione, animazione e sviluppo psico-fisico del bambino o del
ragazzo. È su questo punto che io mi vorrei soffermare e chiedo l'attenzione.
Ringrazio tutti Consiglieri che l'hanno sottoscritta e, con il Presidente Centillo, il
Presidente Cassiani e tutti gli altri, approfondiremo questo, perché, se è un compito
degli Enti Locali assicurare e garantire nelle scuole di primo e secondo grado e di
ogni ordine e grado un supporto, quindi non un intervento di sussidiarietà, come
prima ci ha detto l'Assessore Passoni, bensì un compito specifico, perché è inutile
che io ricordi qui che proprio la sottoscritta fece - firmarono anche altri e l'Aula lo
approvò - un ordine del giorno in cui chiedeva all'Amministrazione e al Sindaco di
intervenire pesantemente nei confronti dello Stato, perché lì noi sì che svolgiamo
compito di sussidiarietà, meno male che lo svolgiamo, è giusto che lo svolgiamo, ma
non è giusto che lo Stato non ci trasferisca quelle risorse. Noi non vogliamo che lo
Stato ci mandi il personale.
Io mi auguro che il Sindaco diventi Presidente dell'ANCI e come primo compito, tra
i primi compiti, oltre al problema welfare e al problema lavoro, le chiedo anche di
mettere in agenda l'attenzione all'educazione dei nostri ragazzi. So che lei è
sensibilissimo, ne ha fatto un caposaldo del programma, che io, con gli altri,
condivido pienamente, però non è pensabile che la Città di Torino investa circa 70
milioni di Euro ogni anno per garantire una qualità - e abbiamo tre sistemi di scuola
materna nella città - e poi, per effetto delle risorse che ci mancano, noi
abbandoniamo gli interventi che sono vitali per i bambini disabili. Questo non è
pensabile.
Esiste addirittura una Legge che prevede, per i bambini disabili o ciechi,
pluriminorati - e un bambino autistico è in quelle condizioni, non faccio il nome per
educazione e per privacy, è in quelle condizioni - c'è una Legge che dà dei
finanziamenti proprio per le persone che non sono ricoverate perché vengano aiutate.
E noi, oltre a togliere quello che è il punto di riferimento fortissimo per questi
bambini, che non si avvicinano con la massima serenità ad insegnanti nuovi,
interrompere un progetto ad un bambino di quinta elementare o di terza media vuol
dire impedirgli di realizzare se stesso.
Personalmente questa responsabilità non me la voglio prendere e credo che non se la
debba prendere alcuno in questa Città.
(Applausi dalla tribuna)

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusate, non è tanto appropriato applaudire in Aula. È bene ascoltare, mantenendo
però il silenzio.
Comprendiamo tutti, tant'è che vi abbiamo fatto partecipare, anzi, dopo saremo
disponibili per un incontro, per un confronto diretto.
Ricordo al Consigliere Centillo che il tempo a disposizione per Gruppo è di 5 minuti.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Quindi ho due minuti, giusto?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì.

CENTILLO Maria Lucia
Sarò velocissima, perché ritengo completamente condivisibili gli interventi dei
Consiglieri Curto e Genisio, che mi hanno preceduto. Io chiedo di sospendere il
provvedimento per poter definire la questione, sapendo che non possiamo andare
incontro ad una guerra dei poveri, perché di fatto scegliere tra il mantenimento di
questo servizio e lo spostamento in un altro Settore dei Servizi Educativi, mette in
atto la guerra dei poveri.
Ha detto molto bene il Consigliere Genisio: quei ragazzi e quelle ragazze hanno
bisogno di stabilità e di continuità; il danno che si farebbe con l'interruzione del
progetto pedagogico non ci può trovare assolutamente d'accordo.
Inoltre, visto che la Città si è dotata del disability manager, nella persona del
Direttore Generale, chiedo anche di affrontare tale questione non solo a livello
politico, ma innanzitutto a livello tecnico. Credo che su questo argomento siamo tutti
d'accordo; c'è un problema di risorse riconoscibilissimo, ma nelle priorità non
possiamo contrapporre il futuro dei bambini più piccoli, piuttosto che dei ragazzi che
hanno già avviato un loro percorso, perché il sostegno e il progetto pedagogico fa la
differenza per il futuro di quelle ragazze, di quei ragazzi e delle loro famiglie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
I temi, alla fine, sono due: il tema del rapporto tra Stato ed Enti Locali, perché questa
situazione la vediamo anche in molti altri Comuni, e il tema più ampio del personale.
Devo dire che oggi faccio un po' fatica a intervenire, perché mi vengono in mente gli
interventi che avevano fatto tutti in questa sede quando si parlava della vicenda
CSEA. Parto da quanto ha detto il Consigliere Curto, e mi associo: bisogna definire
gli obiettivi e dare delle priorità, e questo effettivamente spetta alla politica. Quindi,
auspico che questa discussione possa essere portata in Commissione; mi dispiace che
non ci sia il Presidente della I Commissione, Altamura.
Gia quando si parlava di CSEA avevo detto che sarebbe opportuno capire a 360°
qual è l'intenzione sul personale ed eventualmente dare degli indirizzi, perché se no -
come diceva correttamente il Consigliere Centillo - diventa una guerra tra poveri. A
me è pianto il cuore quando ho letto la vicenda di questa bambina, che non sto a
ricordare, perché l'abbiamo letta tutti, e mi chiedo anch'io come sia possibile che
oggi un Ente Locale o uno Stato (perché poi bisogna capire di chi è la responsabilità)
non sia in grado di garantire alle persone deboli - perché stiamo parlando di fasce
deboli, forse le più deboli - un percorso che gli permetta di usufruire dei diritti
fondamentali.
Piange il cuore a tutti, a me e penso anche ai Consiglieri che non sono intervenuti.
Quindi, sono contenta che sia stata sollevata la questione in quest'Aula, ma penso
che le comunicazioni non siano sufficienti. Per cui, ringrazio i Consiglieri Genisio e
Centillo che hanno firmato l'interpellanza, che spero venga approfondita in
Commissione, visto che si vuole affrontare il tema dal punto di vista tecnico. Inoltre,
trovo che sia grave, al di là delle giustificazioni, che l'Assessore Pellerino non sia
presente, perché è la seconda volta che l'Assessore Passoni fa l'Assessore alle
Risorse Educative. In ogni caso, l'Assessore Pellerino deve spiegare questa
situazione, assumendosi anche lei delle responsabilità politiche, come ha fatto in
questa sede l'Assessore al Personale.
Quindi, auspico ovviamente che si possa continuare la discussione, che venga
congelata la decisione e che si possa affrontare in Commissione in termini tecnici,
ovviamente con l'Assessore Pellerino, per capire quali sono i margini di manovra, in
una visione a 360°, altrimenti ho paura che fra tre settimane ci ritroviamo in
quest'Aula magari con un altro caso e alla fine l'analisi più ampia non viene mai
fatta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Devo dire che sul tema non ho voluto intervenire subito, ma intervengo volentieri ora
perché il Consigliere Curto ha citato nella sua interpellanza generale la parola
trasparenza e io sono molto d'accordo. Ma ora io cito la parola responsabilità.
Perché dico responsabilità? Perché noi Consiglieri Comunali (lo dico anche al
Sindaco e al Presidente del Consiglio) abbiamo la responsabilità nei confronti dei
cittadini di tutelare i loro legittimi e leciti interessi, ma al tempo stesso abbiamo la
responsabilità di dirgli la verità, ovvero di non promettere o di non fare azioni che
potrebbero illuderli, perché non potrebbero creare delle situazioni positive per loro.
Allora, con responsabilità e con onestà intellettuale, dico all'Assessore Passoni che
sul tavolo ci sono diverse questioni relative al personale: ci sono le graduatorie, i
famosi assistenti educativi, gli educatori delle scuole, gli insegnanti di sostegno, la
Polizia Municipale e i loro problemi. C'è un tema generale e vasto che non si può
affrontare esclusivamente con la presenza dell'Assessore Pellerino.
Presidente, lei deve farsi carico di discutere in Commissione (io ho fatto una richiesta
in Commissione di discutere sulle graduatorie), insieme all'Assessore Passoni, che è
l'Assessore al Personale, oltre agli Assessori competenti per materia, della questione
personale in generale. Altrimenti, ha ragione il Consigliere Appendino, rischiamo di
illudere della determinate categorie, creando astio o problemi all'interno di altre
categorie altrettanto meritevoli di attenzione.
Se vogliamo essere responsabili evitando di fare, ogni tanto, troppo spinto consenso
elettorale su determinate situazioni, potremmo, Presidente, ragionare su quello che le
ho detto: convocare una Commissione con il Presidente Altamura e con gli Assessori
competenti per materia per discutere finalmente in senso lato le possibilità che il
Comune ha nel 2013, perché al 30 settembre approveremo il Bilancio Preventivo di
questa Città.
Anch'io, come voi, spero il Sindaco Fassino diventi Presidente dell'ANCI, anche
perché il centrodestra non ha purtroppo i Comuni sufficienti per proporre un
Presidente, ma al tempo stesso il Sindaco Fassino si ricordi che all'interno del
dialogo con il Governo si smetta di procrastinare i Bilanci al 30 settembre, perché è
veramente un non senso. Tutti i cittadini di Torino continuano ad attendere delle
decisioni che, purtroppo (compresi gli sgravi fiscali, la TARSU, la TARES, tutto
quello che riguarda l'imposizione locale) arriveranno a fine anno su un Bilancio
Preventivo del 2013. Tutti questi problemi, Presidente, sono legati tra di loro in
maniera consequenziale.
Quindi, chiedo anche ai Consiglieri Comunali di essere responsabili su queste cose.
Non è una critica al Capogruppo Curto, perché lui è sempre attento ai problemi e io
gli riconoscono l'onestà intellettuale; ma, al tempo stesso, non posso negare che su
questo il PdL, oltre che essere forza di opposizione, perché ha perso le elezioni, ma
cercherà di vincerle nel prossimo futuro, deve anche farsi carico di essere in linea
con la volontà del Sindaco su come governare questa città. E allora non può dire
delle bugie alle ai cittadini. Bisogna affrontare il tema in maniera completa,
altrimenti rischiamo realmente (come diceva il Consigliere Centillo) la guerra fra
poveri. Ma questa è la cosa che diciamo da mo', come si dice al bar.
Quindi, Presidente, cerchiamo di impostare questo tipo di percorso, perché altrimenti
rischiamo veramente che vengono a prenderci non solo con i fischietti e gli striscioni,
ma anche con i forconi, che fa rima.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Ho seguito l'intervento del Consigliere Genisio, che invitava il Sindaco Fassino a
difendere le nostre ragioni se in futuro verrà nominato Presidente dell'ANCI. Io
voglio solo dire, per specificare alcune situazioni, che in tutti questi anni questa Città
è stata governata dal centrosinistra, e Torino si trova in una situazione debitoria come
nessun'altra Città, non potendo far fronte a nessun tipo di emergenza. È giusto che
queste cose i cittadini le sappiano.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è così, è inutile che diciamo di no,
perché 5,6 miliardi di Euro di debito ce l'ha solo Torino. Perciò, bisogna iniziare a
dire la verità alle persone. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'entra anche
questo, perché non possiamo assolutamente permetterci di sopperire a nessun tipo di
problema, neanche quello di chiudere le buche, che hanno già provocato la morte di
un anziano. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ridete pure. Questa è la
realtà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Raccolgo l'invito dei Consiglieri a convocare una Commissione, però stiamo
aspettando solo la presenza del Presidente di Commissione per verbalizzarlo.
Nel frattempo la parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Da una parte volevo fare una precisazione, perché chi ha illustrato l'interpellanza
riferita alla Legge 104, deve però precisare che la Legge n. 104, in realtà, non
prevede precisamente la funzione degli insegnanti di sostegno comunali nelle scuole
medie. Prevede l'assistenza e l'autonomia della comunicazione delle persone con
handicap fisici.
Su questo canale vorrei che l'Aula non dimenticasse il fatto che la Città stanzia ad
hoc dei fondi destinati al trasferimento alle scuole per finalizzare progetti ex Legge
n. 104, che sono oltre il personale attribuito alla funzione di assistenza all'handicap.
Quindi, sono due piani che sono importantissimi entrambi, ma quello della Legge n.
104, in realtà, si compie appieno con il dettato di cui alla Legge, che cita
sostanzialmente il fine generale dell'integrazione e dell'autonomia, ma
sostanzialmente lo si ottiene con un altro strumento.
Non vorrei che passasse una comunicazione errata, cioè che se la Città richiama il
personale di sostegno a funzioni comunali, questi progetti rimangono senza
insegnanti di sostegno. È successo l'anno scorso - credo che l'Aula ne sia a
conoscenza - per numeri doppi, cioè per 25 risorse nel 2012/2013; sicuramente, in
quel momento, anche con difficoltà, scompensi e cambiamenti organizzativi
repentini, dettati dal fatto che viviamo oggettivamente in condizione di assumere
scelte repentine. E questo non aiuta la programmazione, la comunicazione e anche la
comprensione reciproca dei problemi tra Città e personale, e spesso tra utenza e
Città. E di questo siamo ben consapevoli.
Ma dall'altra parte devo dire che è chiaro che man mano che la Città annota e
comunica il richiamo del personale, intavola con il MIUR la funzione necessaria a
reperire le risorse umane a copertura dei posti che sono scoperti per effetto del
richiamo del personale.
La Città non ha alcuna intenzione e non concorre in nessun modo a creare un
disservizio in quanto (parola incomprensibile) della risorsa. Se invece il problema è
la continuità formativa del progetto, allora andiamo a vedere caso per caso e in che
momento succede, perché l'anno scorso la sentenza invocata e prodotta dal Tribunale
del Lavoro, che ha tolto la discrezionalità nell'ordine di richiamo del personale, ma
ha attribuito la funzione comune al richiamo del personale in funzione, inversamente
proporzionale, all'anzianità di servizio in senso stretto. Pertanto, non possiamo essere
noi a scegliere quale progetto formativo continuare o meno, ma si va secondo ordine
di anzianità.
Allora, capite che da una parte si va dal Giudice e si ottiene un risultato, che di fatto
è controproducente agli effetti della gestione del problema, perché dobbiamo
rispettare un elenco di quel tipo, a prescindere dal fatto che l'insegnante avesse un
progetto in continuità o in partenza e che avesse un progetto più o meno delicato sul
punto dell'utenza. Qui ci siamo anche complicati la vita, da una parte strettamente
amministrativa. Massimo rispetto per chi ha presentato il ricorso e per la sentenza,
ma è oggettivo che questo complica l'ordine dell'intervento.
Seconda cosa: lavoriamo sul MIUR, perché si reintegrino le persone, naturalmente
nei posti perché non rimangono scoperti. Terzo: valutiamo, secondo le possibilità che
ci sono effettivamente, di andare eventualmente a integrare con risorse aggiuntive i
progetti di continuità. Questo possiamo fare.
Però, mi pare di capire che complessivamente la discussione - mi spiace incalzare il
Consiglio, però bisogna essere molto chiari - sia da concludere con una modalità
diversa. Non possiamo però eludere un tema, le risorse umane, le risorse
economiche, per andare oltre le mere funzioni di sussidiarietà, orizzontale o
verticale, del nostro Ente, che non ci sono più. Forse se orientassimo la risorsa della
protesta, della discussione e della dialettica, al fine di orientare in un buonsenso
esterno anche questa funzione, magari eviteremmo di far capire all'esterno che
questa è volontà politica, è solo discrezionalità. E non lo è.
Consigliere Liardo, non c'entra niente l'indebitamento della Città, perché le regole
della Legge Brunetta sul personale, le strette regole di ingaggio con cui possiamo
rimpiazzare le persone in pensione, il 40%, i limiti di assunzione, i limiti di costo,
non c'entrano con il debito assoluto di un Ente, sono solo parametri assoluti.
Allora, agiamo da lì per modificare i parametri, aggiungiamo risorse strutturali per
ristrutturare l'assistenza, ma non come margini del Patto di Stabilità, che non
servono a nulla, perché devi avere comunque i soldi da spendere.
Su questo, anziché un'interpellanza generale, massimo rispetto per l'Aula, si faccia
una bella mozione generale di indirizzo, dove si invoca non l'aiuto del Sindaco, forse
neo-Presidente dell'ANCI, ma una comunanza politica di indirizzo che ha a cuore
una sola cosa, non l'interesse legittimo di alcuni lavoratori, non l'interesse legittimo
di alcune utenze, ma l'interesse generale di garantire un servizio educativo dignitoso
a tutta la città.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ringrazio i Consiglieri che hanno sollevato la questione e l'Assessore che ha reso
evidente la complessità del problema.
Vado per punti, per non ripetere quello che ha detto bene l'Assessore Passoni. Prima
questione che credo non vada mai dimenticata, perché evita di portarci a fare
affermazioni che non corrispondono al vero, perché se c'è una Città in Italia che ha
dedicato attenzione all'infanzia questa è Torino. Questa è una caratteristica che non
nasce con questa Amministrazione, ma è di lungo periodo, che questa
Amministrazione intende onorare e continuare, e che ci vede avere, per esempio, i
più alti indici di offerta nel campo degli asili nido e delle scuole materne,
un'esperienza di lungo periodo nella scuola a tempo pieno, nei percorsi educativi e
pedagogici per ragazzi adolescenti, nell'attenzione ai disabili. Tutto questo fa parte
del patrimonio della cultura della storia della Città e non credo che nessuna forza
politica, né di maggioranza né di opposizione, voglia tornare indietro da questi
traguardi. Credo che ci sia uno sforzo comune e collettivo per garantire che Torino
continui a essere - lo dico anche alle persone che ci stanno seguendo in tribuna - una
città che dedica ai suoi figli, a partire dai più piccoli e da quelli che sono in
condizione di maggior disagio o sofferenza, la massima attenzione. E quindi questo
comporterà, come ha detto l'Assessore Passoni, che nelle scelte di allocazione delle
risorse nel nostro Bilancio, questa priorità si confermi.
Detto questo, penso che non possiamo non sapere una cosa che è stata detta in questa
Sala e che va richiamata, cioè che si sta chiedendo ai Comuni di farsi carico di
un'offerta di servizi che solo in parte rientra nelle nostre titolarità, per di più in un
quadro nel quale le risorse a disposizione dei Comuni costantemente si riducono.
L'ho detto più volte, il pubblico che sta in tribuna, che ci segue con attenzione, forse
queste cifre le conosce meno: il Comune di Torino riceveva nel 2010 dallo Stato 364
milioni di trasferimenti pubblici. Questa cifra si è ridotta in due anni a 112 milioni,
per effetto dei tagli che il Governo ha fatto sui trasferimenti dallo Stato agli Enti
Locali. Con le modifiche fatte alla spending review recentemente, che sono
ulteriormente peggiorative, segnalo che se non verranno corrette dal Parlamento
entro l'anno, noi, entro settembre, quando dovremo fare il Bilancio, ci troveremo in
una disponibilità di trasferimenti dallo Stato che sta sotto, abbondantemente, la cifra
dei 112 milioni del 2012.
Allora, non si fanno le nozze con i fichi secchi neanche governando una città. Se si
riducono costantemente le risorse a disposizione dei Comuni, poi non si può chiedere
ai Comuni di continuare a mantenere l'offerta inalterata, perché non è compatibile.
Per di più, in questo caso si chiede ai Comuni di farsi carico non solo di onorare i
propri servizi, ma anche di surrogare lo Stato. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ma come non è vero. Il personale di sostegno alla scuola media non
è di competenza della Città. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma come non
è così? Lo garantisco che è così. Se vogliamo fare una discussione sulle competenze
dei diversi livelli istituzionali, la facciamo.
Dopodiché, noi ce ne siamo fatti carico fin qui e nei limiti del possibile continueremo
a farcene carico, ma segnalo che il primo interlocutore verso cui rivolgere la protesta
non dovrebbe essere il Comune, che è l'unico che si fa carico di affrontare questi
servizi, ma sono altri livelli istituzionali assai più inadempienti rispetto a noi, che
sono gli stessi livelli istituzionali che sono inadempienti e per di più riducono le
risorse a noi che cerchiamo di adempiere. È un po' curioso che si protesta con gli
unici che cercano di occuparsi di un problema e si faccia finta di non vedere che ci
sono responsabilità ben più gravi di chi alle proprie responsabilità non ottempera.
Detto questo, è evidente che noi faremo il possibile per garantire che i servizi che
sono offerti alle persone che sono portatrici di disabilità, tanto più se bambini e
ragazzi, siano garantiti e lavoreremo perché sia così. Ma richiamo l'attenzione del
Consiglio sul fatto che una linea di costante e continua riduzione delle risorse a
disposizione degli Enti Locali rende sempre più complicato difficile mantenere
inalterata l'offerta e abbiamo fatto miracoli fino ad oggi. Perché, sostanzialmente,
l'insieme dei servizi che fin qui è stato assicurato alle persone che vivono a Torino è
stato garantito, ma se si continua a tagliare, questo ovviamente diventa sempre più
problematico.
Detto questo, siccome partiamo dalla convinzione che, come dice un bellissimo
proverbio, "dare un sorriso a un bambino vale un'intera vita", faremo di tutto perché
i bambini, tanto più se portatori di disabilità, questo sorriso continuino ad averlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego di registrare la richiesta formalizzata in quest'Aula di convocare la I
Commissione con gli Assessori competenti, in primis all'Assessore Passoni, ma
anche gli altri Assessori coinvolti nell'organizzazione del personale, possibilmente in
questo periodo, cioè prodromica alla discussione del Bilancio che inizierà alla fine di
questo mese e si protrarrà nel mese di settembre.
Ringrazio anche i componenti di Commissione presenti, che registrano quanto
richiesto.

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