Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 1 Luglio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 16
INTERPELLANZA 2013-02940
"ARTICOLO 2 DEL REGOLAMENTO COMUNALE N. 347 'INDIRIZZI PER LA NOMINA, LA DESIGNAZIONE E LA REVOCA DEI RAPPRESENTANTI DELLA CITT? PRESSO ENTI, AZIENDE ED ISTITUZIONI'" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CASSIANI ED ALTRI IN DATA 20 GIUGNO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza generale n. mecc.
201302940/002, presentata in data 20 giugno 2013, avente per oggetto:

"Articolo 2 del Regolamento Comunale n. 347 'Indirizzi per la nomina, la
designazione e la revoca dei rappresentanti della Città presso enti, aziende ed
istituzioni'"

e dell'interpellanza generale n. mecc. 201302953/002, presentata in data 20 giugno
2013, avente per oggetto:

"Nomina del dottor Walter Ceresa quale Presidente GTT S.p.A."

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Visto che il Regolamento concede questa possibilità, i presentatori intendono
illustrare le interpellanze generali? No. Di conseguenza, interverrà il Sindaco e, come
concordato e previsto dal Regolamento, ogni Consigliere avrà la facoltà di
intervenire per 5 minuti e uno dei presentatori per Gruppo per 10 minuti.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Per quanto riguarda l'interpellanza presentata dal Consigliere Cassiani relativa alla
posizione dell'Amministratore Delegato di GTT, Barbieri, fornirò le risposte che
interloquiscono con i quesiti posti. Ho il dovere di premettere - risulterà anche dal
testo che leggerò - e sottolineare che si tratta di una materia particolarmente
complessa, perché è oggetto di interventi normativi successivi e in molti punti che
riguardano la vicenda di cui ci stiamo occupando non mancano sovrapposizioni di
natura normativa e, spesso, anche aporie e contraddizioni tra il testo. In ogni caso, ci
si è sforzati di andare ad una lettura di tutte le fonti normative necessarie per poter
fornire le risposte più esaurienti e, al tempo stesso, poter mettere l'Amministrazione
nelle condizioni di decidere con cognizione di causa e nel rispetto della Legge.
L'interpellanza pone un primo punto: quali sono state le indicazioni
dell'Amministrazione Comunale al Consiglio di Amministrazione di GTT anche alla
luce del disposto legislativo della cosiddetta spending review e, in particolare,
dell'articolo 9, comma 2, del Disegno Legislativo n. 30, quello che stabilisce le
incompatibilità tra attività professionali ed i vertici di aziende pubbliche.
Al riguardo si evidenzia che il Decreto Legislativo n. 39, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale dell'aprile di quest'anno, attua la delega contenuta nei commi 49 e 50
dell'articolo della Legge 2012 relativa all'attività di anticorruzione ed introduce
alcune tipologie di inconferibilità ed incompatibilità di incarichi presso le Pubbliche
Amministrazioni e presso gli enti privati di diritto pubblico, collegando al mancato
rispetto delle norme le sanzioni della nullità e della decadenza declinate negli articoli
nn. 17, 18 e 19.
In particolare, con riguardo all'articolo n. 9 del Decreto Legislativo n. 39, cioè della
Legge anticorruzione, va rilevato che la norma pone, tra l'altro, un'incompatibilità
tra incarichi di Presidente ed Amministratore Delegato negli Enti di diritto privato in
controllo pubblico e lo svolgimento in proprio di un'attività professionale regolata,
finanziata o retribuita dall'Amministrazione conferente l'incarico. In altri termini, la
disposizione prevede che, se un soggetto svolge un'attività professionale regolata,
finanziata o retribuita dall'Amministrazione che deve procedere alla nomina, non si
può fare la sua nomina, perché scatta un meccanismo di incompatibilità.
Non è il caso in questione, perché il dottor Barbieri non ha svolto un'attività
professionale regolata, finanziata o retribuita dall'Amministrazione Comunale, che
era l'Ente conferente il suo incarico di Amministratore Delegato; quindi, da questo
punto di vista, non sussiste un elemento di incompatibilità.
Peraltro, i nostri Uffici, a prescindere dall'oggetto dell'interpellanza, hanno ritenuto
di approfondire la problematica relativa all'interpretazione dell'articolo n. 7, comma
2, con particolare riferimento alla lettera d), laddove tale disposizione non consente,
quantomeno in base ad una lettura rigorosa, il rinnovo degli incarichi agli
Amministratori uscenti. Faccio riferimento all'articolo n. 7, comma 2, laddove si dice
che i Presidenti o Amministratori Delegati di società di diritto privato in controllo
pubblico non possono essere rinnovati se non dopo una clausola di raffreddamento
che veda intercorrere un tempo di non incarico di un anno tra un incarico e l'altro.
Questa norma ha dato luogo ad un dibattito interpretativo piuttosto ampio, perché, in
realtà, risulta incongruo dal punto di vista sostanziale che un'Amministrazione che
dispone di un Amministratore Delegato, a prescindere dal merito e dalla valutazione
della sua capacità e della sua efficacia, sia obbligata a non rinnovarlo per un semplice
fatto di decorrenza dei termini. Nei giorni scorsi, questa questione è stata sollevata
alla Camera dei Deputati, in Commissione Affari Costituzionali, ed il Ministro per la
Pubblica Amministrazione ha riconosciuto la complessità della materia e la difficoltà
a darne una corretta interpretazione, impegnandosi ad effettuare un approfondimento
giuridico sull'argomento.
A sua volta, anche l'ANCI ha sollevato la questione, a nome di molti Comuni che
hanno società di diritto privato in controllo pubblico in cui devono essere nominati
degli Amministratori, ed ha sottolineato l'obiezione di un'incongruità rispetto
all'obiettivo sostanziale di garantire alle società continuità amministrativa ed
efficienza di guida e di gestione.
Questo tema è stato risolto nei giorni scorsi da CiVIT, cioè l'autorità indipendente
preposta all'applicazione delle norme anticorruzione, che con delibera n. 48/2013,
pubblicata nei giorni scorsi, ha reso nota un'interpretazione che appare di buonsenso
e logica, ovvero che non sia rinnovabile un Amministratore Delegato o un Presidente
di società di diritto privato in controllo pubblico, nel senso di non consentire che una
persona possa fare per tre anni l'Amministratore dell'azienda dei trasporti e, esaurito
quel termine, passare immediatamente all'azienda per la raccolta dei rifiuti e, poi, ad
un'altra azienda, magari che si occupa dell'erogazione dell'acqua o del gas, in una
continuità di incarichi che radicherebbe una posizione al di là di qualsiasi corretta
valutazione di esigenze amministrative. CiVIT ritiene invece che questa norma che
prevede una clausola di raffreddamento tra un incarico e l'altro non sia applicabile al
rinnovo dell'Amministratore o del Presidente della stessa società, il che appare di
buonsenso. Ritengo che il tema sia stato risolto dall'Autorità indipendente.
Questi erano i due quesiti principali che attenevano all'applicazione legislativa del
Decreto Legislativo n. 39.
Nell'interpellanza il Consigliere Cassiani ha sollevato un altro punto, relativo al
Regolamento Comunale, che, in particolare, riguarda la questione se si ritiene che la
nomina del dottor Barbieri ad Amministratore Delegato di GTT non sia in contrasto
con quanto stabilito dall'articolo n. 2 del citato Regolamento Comunale n. 347,
considerato che, nel quinquennio 2009-2013, il dottor Barbieri ha svolto con
regolarità, per decisione del Consiglio di Amministrazione della stessa società,
incarichi di consulenza professionale retribuita da GTT. A norma dell'articolo n. 2,
comma 1, lettera e) del nostro Regolamento sussiste un'incompatibilità per coloro i
quali siano in rapporto di dipendenza, partecipazione o collaborazione contrattuale o
professionale con l'Ente cui si riferisce la nomina, con una dizione più ampia e più
precisa di quella utilizzata dal Legislatore nazionale nel Decreto Legislativo n. 39.
Per cui, una volta che si acclari una siffatta situazione di incompatibilità, è possibile
procedere alla nomina dell'Amministratore ed al rinnovo dell'Amministratore
Delegato solo se l'Amministratore Delegato stesso rinuncia all'incarico già ricoperto
e rispetto al quale si ravvisa un'incompatibilità.
Infine, per quanto riguarda il quesito se tale consulenza sia stata confermata o
revocata dal Consiglio di Amministrazione di GTT, occorre precisare che la
consulenza oggetto dell'interpellanza aveva la durata di due anni a partire dal 1°
agosto 2010, con possibilità di rinnovo tacito per ulteriori dodici mesi (ed è avvenuto
automaticamente).
Con riferimento al punto successivo dell'interpellanza, quali sono stati, se conosciuti,
i risultati dell'incarico di consulenza per scouting finanziario e quali partner
finanziari ed industriali sono stati individuati durante il quinquennio di consulenza
2009-2013; si evidenzia che l'incarico è stato revocato a far data dal 27 giugno 2013
e, pertanto, allo stato non sussiste una situazione di incompatibilità.
L'irregolare incasso dei corrispettivi da parte degli Enti ha comportato, in un
momento in cui gli istituti finanziari mal volentieri concedono fidi ad aziende a totale
partecipazione pubblica, un incremento delle linee di fido pari a 100 milioni di Euro
nel 2012 per GTT. Tali affidamenti sono stati concessi a GTT grazie alla stabilità
della gestione ed ai risultati conseguiti nei bilanci di esercizio 2010-2012. Se ritenete,
si può entrare nel merito più specifico di questi risultati, ma vorrei segnalare che, a
detta di chiunque si occupi di Trasporto Pubblico Locale in Italia, GTT è tra le
aziende che hanno la migliore situazione finanziaria in questo panorama e questo va
certamente ascritto al merito di chi ha guidato l'azienda.
Segnalo (soltanto per dare un dato sull'efficacia dell'azione condotta
dall'Amministratore Delegato in sede soprattutto finanziaria, oltre che nella gestione
dell'azienda) che l'utile netto di GTT è passato da 523.000 Euro nel 2010 a
5.882.000 Euro nel 2012; il significativo incremento di dieci volte dell'utile netto in
due anni mi pare testimoni della capacità e della bontà di gestione che l'azienda ha
conosciuto con l'attuale Amministratore Delegato.
Infine, per quanto riguarda l'interrogativo posto nell'interpellanza ("Quali siano gli
atti e/o provvedimenti che l'Amministrazione Comunale intende assumere al fine di
ottemperare a quanto previsto dal Regolamento n. 347, compresa la convocazione
dell'assemblea societaria di GTT S.p.A. e l'eventuale e conseguente revoca della
nomina dell'Amministratore Delegato così come previsto e sancito dal succitato
Regolamento"), tenuto conto che i decreti di nomina dell'Amministratore Delegato e
del Presidente, proprio a causa di questi approfondimenti, non sono stati emanati nei
termini dei dieci giorni dalla designazione, si ritiene che, non appena la procedura
potrà avere corso attraverso il provvedimento di nomina (ex articolo 2449), si potrà
procedere alle nomine nelle sedi opportune ed alla determinazione dei compensi in
ossequio all'art. n. 1, comma 725, della Legge Finanziaria ed alle ulteriori normative
in vigore.
In particolare, queste normative prevedono che l'Amministratore Delegato di una
società come GTT percepisca un compenso di 53.000 Euro onnicomprensivi, oltre
alla previsione di un'indennità di risultato (nel caso di produzione di utili e del
raggiungimento degli obiettivi assegnati) in misura non superiore al doppio del
compenso onnicomprensivo. È, quindi, escluso che un Amministratore Delegato,
chiunque esso sia, di GTT possa vedere da parte della nostra Amministrazione altro
riconoscimento economico, se non quello di cui ho appena parlato.
Spero in questo modo di aver dato al Consigliere Cassiani ed al Consiglio tutte le
spiegazioni del caso e mi auguro che questa questione ci consenta di poter arrivare,
nei prossimi giorni, a decisioni utili a garantire la certezza di guida ad un'azienda
che, come sappiamo per le decisioni assunte in questo Consiglio Comunale, è
impegnata in operazioni significative ed importanti per la vita dell'azienda stessa
(quali la dismissione dei parcheggi e l'avvio delle procedure per la dismissione del
49% della società); tutto ciò richiede che si garantisca all'azienda una guida sicura e
solida, in ragione tale da gestire al meglio questi passaggi importanti per l'azienda
stessa e per la Città.
Per quanto riguarda il Presidente Ceresa, viene da un percorso personale di
imprenditore nel settore industriale e negli ultimi anni ha ricoperto l'incarico di
Presidente di IREN Energia; per esplicita valutazione di tutti coloro che sono entrati
in contatto con il Presidente Ceresa durante questo triennio di incarico in una Società
Partecipata della Città, tutti hanno fatto stato di una competenza e di una capacità che
hanno consentito di riconoscerlo nel suo ruolo di Presidente. È in virtù di questa
capacità e di questa esperienza che a me è parso utile, nel momento in cui si è dovuto
procedere al mutamento del Presidente di GTT (a seguito, anche lì, dell'applicazione
del Decreto Legislativo n. 39), ricorrere alle sue competenze.
Successivamente a questa designazione, in un'interpellanza, il Consigliere Curto ha
sollevato una serie di questioni relative ad una vicenda di natura privata di Walter
Ceresa; in particolare il suo accesso ad una procedura di condono fiscale per depositi
esteri, quello che comunemente è stato chiamato il provvedimento di condono
attraverso lo scudo fiscale. Naturalmente, è stata mia premura richiedere alla dottor
Ceresa informazioni per poterle riferire al Consiglio Comunale, pur tenendo conto
del fatto che un'Amministrazione Comunale non ha poteri di natura ispettiva su
materie che esulano del tutto dalle sue competenze, ma, evidentemente, nella mia
responsabilità ho chiesto notizie ed ho ricevuto la lettera di cui vi darò lettura e che
chiarisce quali sono i termini della questione. "Al fine di ulteriormente chiarire la
mia posizione, già illustrata nel corso dell'audizione che ho avuto con i Capigruppo
il 18 giugno, vorrei rappresentarle quanto segue.
1) Lo scudo fiscale che ho utilizzato per la regolarizzazione delle disponibilità estere
è relativo alla regolarizzazione di polizze assicurative costituite con il versamento del
premio pari alle giacenze dei conti correnti, già detenute tramite mandato fiduciario
da soggetti di diritto estero, esistenti in allora, di cui una già riscattata nel maggio del
2012 e confluita nel conto corrente a me direttamente intestato (che sarà indicato,
come previsto dalla Legge, nella dichiarazione Modello Unico del 2013 relativo ai
redditi del 2012, quadro RV), oltre ad una partecipazione in una società uruguaiana
intestataria di una porzione di terreno.
La SOFIR, Società Fiduciaria e di Revisione, intermediario autorizzato che ha sede a
Bologna ed uffici a Milano ed alla quale mi sono rivolto per aderire allo scudo fiscale
- ricordo che per aderire allo scudo fiscale la Legge prevedeva l'obbligo di avvalersi
di società fiduciarie - verificò che l'oggetto dello scudo fosse assolutamente lecito e
corretto e liquidò le relative imposte, che pagai regolarmente.
2) Le disponibilità finanziarie sopradescritte sono riferibili ai miei genitori e, in
particolare, si posizionano nella loro costituzione all'estero temporalmente ad
un'epoca anteriore alla morte di mio padre, avvenuta nel novembre del 1989. Da quel
momento non sono state incrementate da apporti eseguiti né da me, né da altri
soggetti riferibili alla mia famiglia.
3) Riconfermo che tali disponibilità non hanno minimamente riferimento con la
vicenda pubblicata nel marzo 2012 relativa alla società di intermediazione fiduciaria,
la SOFIR, alla quale io e la mia famiglia siamo completamente estranei. In quella
occasione ho anche provveduto, tramite il mio legale, a richiedere alle Procure di
Bologna, Rimini e Genova, che avevano avviato indagini sull'attività della società
fiduciaria, se risultavano iscrizioni di reato che mi riguardassero; la risposta fu
negativa in tutte e tre le sedi". A questa lettera sono allegate le dichiarazioni delle
Procure citate.
4) La stessa SOFIR mi comunicò di essere stata oggetto di una verifica da parte della
Banca d'Italia, che verificò, fra le altre, anche la mia pratica, sulla quale non fu
mosso alcun rilievo, né, ad oggi, ne sono stati mossi.
Esattamente uguale alla mia è la posizione di mio fratello.
In ultimo, vorrei precisare, visto che è stata oggetto di richiesta di chiarimenti nel
corso dell'audizione, che la società Itca - la società che fu costituita dal padre, che
era imprenditore nel settore della componentistica auto, uno dei più grandi gruppi
che operava nell'indotto torinese -, della quale sono stato amministratore unico dalla
morte di mio padre fino alla cessione del 2005, non fu mai sottoposta ad alcuna
procedura concorsuale ed i creditori furono oggetto di una transizione stragiudiziale
da parte dell'acquirente, che, oggi, risulta incorporato nel gruppo FIAT.
Sono ovviamente a disposizione per eventuali chiarimenti e mi dichiaro ovviamente
disponibile a formare la documentazione patrimoniale, così come prevista dal
Regolamento Comunale, nei termini dallo stesso previsti. A questa lettera sono
allegate le dichiarazioni che fanno stato delle affermazioni che sono contenute nella
lettera.
Ripeto che, trattandosi di una vicenda di natura privata, su cui l'Amministrazione
Comunale non ha compiti di natura ispettiva (e, in ogni caso, è una materia che è del
tutto estranea alle nostre responsabilità ed alle nostre funzioni), che, per come è stata
descritta, si è svolta nell'applicazione delle Leggi dello Stato e, al di là della vicenda,
conoscendo il dottor Ceresa come una persona che ha esperienza e capacità nella
gestione di società (come ha dimostrato come Presidente della società IREN
Energia), ritengo che queste spiegazioni ci consentano di mantenere in ogni caso la
conferma della nomina a Presidente di GTT, fermo restando che per tutto ciò che
attiene alle vicende private non possiamo che prendere atto delle dichiarazioni
rilasciate e della documentazione che è stata fornita all'Amministrazione Comunale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Vorrei ringraziare il Sindaco per la cautela, il rispetto e l'attenzione prestati alla
questione che ho sollevato insieme a molti altri Colleghi e che quest'oggi ci ha
portato a discutere in Aula prima di procedere alla nomina. Questo è un segnale di
attenzione e di rispetto che ho molto apprezzato nei confronti di una vicenda che,
come ha spiegato giustamente il Sindaco, è particolarmente complessa anche dal
punto di vista giuridico-amministrativo. Non ripeterò quanto è già nella mia
interpellanza e, a questo punto, ringrazio anche il dottor Penasso per l'autorevole
parere che, in qualche modo, mi è stato fornito rispetto alle questioni che avevo
posto.
Vorrei sottolineare due questioni, non tanto per quanto riguarda il Decreto
Legislativo (sul quale si è espresso il Sindaco), ma in modo particolare rispetto al
Regolamento n. 347 sugli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei
rappresentanti della Città presso enti, aziende ed istituzioni, approvato dal Consiglio
Comunale in data 22 dicembre 2011 ed entrato in vigore l'8 gennaio 2012 (quindi,
circa un anno e cinque mesi fa). Il Regolamento cita il predetto punto 2.1.e, che
riguarda coloro che hanno impedimenti alla nomina o alla designazione e che "siano
in qualsiasi modo in rapporto di dipendenza, partecipazione o collaborazione
contrattuale o professionale con l'Ente, azienda o istituzione cui si riferisce la
nomina o designazione", e, quindi, la nostra normativa è più stringente rispetto a
quella dello Stato; infatti, noi non diciamo che il rapporto di consulenza,
collaborazione o dipendenza debba essere della Città di Torino, ma facciamo
riferimento all'ente a cui la nomina si riferisce. I punti 2.2 e 2.3 dicono qualcosa di
ancora più interessante: "Il sopraggiungere in corso di mandato di una causa
d'incandidabilità indicata dal precedente paragrafo 2.1.a comporta la revoca della
relativa nomina o designazione ai sensi e per gli effetti dell'articolo 58 (…)" e che:
"Ove l'interessato abbia taciuto l'esistenza di una preesistente causa di impedimento
alla nomina o designazione, il Sindaco - previa contestazione e concessione di un
termine a difesa (…) - revoca in danno dell'interessato la precedente nomina (…)".
Ritengo che queste condizioni non si siano verificate per il dottor Barbieri, tant'è che
dalla data dell'8 gennaio 2012 a quella in cui il dottor Barbieri ha dichiarato la
propria disponibilità a ricoprire il ruolo di Consigliere e, quindi, di Amministratore
Delegato della società GTT è passato un anno esatto e, secondo me, già in quel
momento, sia l'Amministrazione Comunale che il dottor Barbieri avrebbero dovuto
rendersi conto dell'esistenza di una precedente causa di impedimento, perché a
quell'epoca, cioè nel 2012, il dottor Barbieri racchiudeva in sé sia le competenze
dell'Amministratore Delegato - e, quindi, i poteri conferitigli -, che quella
consulenza professionale di cui il Sindaco ha parlato e che - lo apprendo solo oggi - è
stata revocata in data 27 giugno; di questo me ne compiaccio, perché in questo modo
possiamo sicuramente ottemperare a quanto previsto dalla Legge.
Aggiungo inoltre: in quel momento, in qualche modo avrebbe dovuto essere revocato
il dottor Barbieri dal suo ruolo? E chiedo se, dal punto di vista dell'opportunità
politica, oggi sia il caso di nominare una persona che avrebbe dovuto essere revocata
già un anno e mezzo fa. Queste domande le rivolgo a me stesso, perché me ne sono
reso conto solo in questi giorni leggendo con attenzione il Regolamento, e soprattutto
all'Amministrazione, perché, anche per quanto riguarda la designazione successiva,
il Sindaco, come giustamente prevede la normativa, ha scritto ai Capigruppo
indicando la volontà di procedere a quelle nomine. Nella dichiarazione del 18
gennaio 2013 con una formulazione che non è prevista dal Regolamento, al punto 5)
si dice (e il dottor Barbieri ha sottoscritto la dichiarazione): "Di non avere rapporti
economici o professionali, di dipendenza, partecipazione o collaborazione
contrattuale con l'ente, l'istituzione o l'azienda per cui è candidato", quindi GTT, e
poi c'è una parentesi, che non trovo assolutamente nel Regolamento, che dice: "Ad
eccezione che si tratti di un rappresentante uscente".
Credo che questa normativa non abbia alcun riscontro rispetto al nostro Regolamento
e, se c'è un'eccezione, non capisco come mai la Segreteria Generale, il Servizio
Giunta e l'Ufficio Nomine l'abbiano in qualche modo indicata nella dichiarazione di
disponibilità, perché questa dichiarazione di disponibilità non è assolutamente
confacente con quanto previsto dal Regolamento. Qual è la ratio di questo
Regolamento? Quello di impedire a chi ha un rapporto professionale di diventare
l'Amministratore Delegato, ma anche il Consigliere di un ente presso il quale ha un
rapporto di dipendenza o, in questo caso, di consulenza professionale.
Ritengo che vi siano le condizioni per rifare un supplemento di indagine e di
approfondimento rispetto a tutto il Regolamento nomine e non soltanto al punto
2.1.e.
Devo dire che all'epoca della presentazione della mia interpellanza non avevo fatto
questo tipo di parallelo rispetto ai punti 2.2 e 2.3, che ritengo siano assolutamente da
tenere in considerazione, perché, già un anno e mezzo fa, avremmo dovuto procedere
con la revoca e valutare se un Amministratore revocato potesse essere, in qualche
modo, non solo rinominato, ma avere la possibilità di dichiarare la propria
disponibilità a ricoprire un ruolo per il quale lui stesso dichiara di non avere alcun
tipo di rapporto (cosa che, invece, sappiamo che all'epoca aveva).
Detto questo, il fatto che si tratti di un rappresentante uscente è un'eccezione che
ritengo non abbia alcun motivo di esistere. Chiedo fin d'ora agli Uffici che venga
espunta per il futuro, perché non è in linea con quanto abbiamo stabilito nella
votazione del 22 dicembre 2011. A quell'epoca, volevamo in qualche modo impedire
che Amministratori Delegati e Consiglieri avessero un qualsiasi rapporto, in quanto
volevamo che le persone che la Città nomina nelle nostre Partecipate fossero
svincolate da ogni interesse e da ogni rapporto professionale che le legava in un
rapporto controllore/controllato, che forse non era lo scopo che si prefiggeva questo
Regolamento.
Apprezzo le risposte del Sindaco e chiedo al Sindaco stesso, alla Segreteria Generale,
agli Uffici del Servizio Giunta e all'Ufficio Nomine di fare un supplemento di
indagine prima di procedere anche solo alla nomina del dottor Barbieri quale
Amministratore Delegato.
Preso atto del fatto che la consulenza - lo abbiamo stabilito e sono d'accordo con il
Sindaco - è ormai in qualche modo decaduta o è stata revocata anche per i mesi a
venire, in ogni caso si valuti attentamente se sia opportuno alla luce di questi due
articoli e di quello che il Regolamento vuole dire in modo chiarissimo, perché,
secondo me, il sopraggiungere in corso di mandato di questo Regolamento faceva
decadere dal suo ruolo ipso jure l'Amministratore Delegato, che aveva sia quella
delega che una consulenza professionale. Quindi, dall'8 gennaio 2012 si trovava in
una situazione di palese incompatibilità secondo il mio modestissimo avviso e mi
auguro che gli Uffici (che sono più autorevoli e competenti di me ed hanno avuto più
tempo per studiare) possano in qualche modo smentire quanto io leggo, così come
legge qualsiasi Consigliere Comunale. Questo è quello che sentivo di dover dire.
Ringrazio gli Uffici per il lavoro che hanno svolto e credo che vada dato atto anche
alla Segreteria Generale di aver svolto un lavoro importante, che può esserci utile
anche per le future nomine, perché, ovviamente, il lavoro del Consiglio Comunale
non si ferma qui, né tanto meno l'applicazione del Regolamento n. 347.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
A differenza del Consigliere Cassiani, che ha posto una questione di carattere
giuridico (anche in punto di diritto rispetto ad un Regolamento che - lo ricordo -
avevamo costruito insieme al Consigliere Musy e che aveva uno spirito politico
prima che giuridico e che, poi, è stato votato all'unanimità, ma è stato discusso da
questo Consiglio Comunale), l'interpellanza che ho presentato con tredici Colleghi
intende porre un problema di carattere diverso.
Si tratta di un problema che, prima di tutto, è fiduciario, di fiducia, di costruzione
della relazione di un rapporto di fiducia con quello che sarà il nostro rappresentante
nella principale azienda controllata dalla Città di Torino (uso il termine "sarà" anche
perché è chiaro l'indirizzo di dismissione di una parte di quell'azienda che sta
prendendo l'Amministrazione ed è chiaro che, in virtù di quell'indirizzo, certamente
il Presidente resterà il nostro rappresentante in quell'azienda stessa), ma è anche di
carattere politico, cioè di opportunità politica; Sindaco, era questo l'interrogativo che
le ponevamo. Chiaramente non lo ponevamo solo a lei, ma la invitavamo a fare un
approfondimento di indagine, cioè una valutazione. Sindaco, la ringrazio di aver
valorizzato questa richiesta del Consiglio Comunale aspettando la giornata di oggi
per procedere ad una nomina che sta attendendo ormai da molto tempo.
Prima di passare alla trattazione e dopo averle riconosciuto questo, le voglio
riconoscere anche un'altra cosa, il convincimento da parte mia - e credo anche da
parte degli altri Colleghi che hanno sottoscritto l'interpellanza - che quell'avviso di
nomina che è previsto dal Regolamento non la vedeva a conoscenza dei fatti che
riguardavano Walter Ceresa e dell'oggetto degli articoli de "Il Fatto Quotidiano" e
del "Corriere della Sera", ma soprattutto dell'indagine ispettiva da parte dell'UIF,
l'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia; si tratta di un organismo
indipendente che ha il compito, indipendentemente dal merito giudiziario, di
approfondire e segnalare situazioni specifiche. Questo glielo dico anche perché sono
convinto che, ad oggi, abbiamo fatto tutto il necessario, sia da parte del Consiglio
Comunale, che da parte sua, Sindaco; da qui in poi, però, arriveranno le scelte,
perché, come è noto, le nomine non stanno in capo al Consiglio Comunale, ma al
Sindaco della Città di Torino, che dovrebbe esercitarle, lo dice la Legge ed il
buonsenso, a partire da una scelta di opportunità politica e da un convincimento di
rapporto fiduciario.
Sindaco, oggi non posso fare altro (insieme agli altri Colleghi) che metterla
sull'avviso, darle degli elementi ed aggiungere possibilità alla valutazione che farà
da domani.
In virtù delle cose che emergevano e dalle risposte che ci ha dato in Conferenza dei
Capigruppo, devo dire che il dottor Ceresa - come i Colleghi sanno - sul punto non
ha risposto, se non dicendo che aveva avuto accesso allo scudo fiscale. Ho cercato di
recuperare la documentazione e nel farlo ho sentito l'Onorevole Lannutti, che aveva
portato il caso al Parlamento della Repubblica; ho avuto modo di approfondire con
lui le fonti che avevano portato anche alle indagini giornalistiche e, quindi, ho avuto
a mia disposizione quel documento dell'Unità di Informazione Finanziaria della
Banca d'Italia. Vorrei precisare ai Colleghi che l'indagine dell'UIF non riguardava lo
scudo fiscale, perché - lo dico anche al Consigliere Tronzano - è previsto dalla
Legge. Il Consigliere Curto può avere un'opinione di carattere politico differente, ma
è previsto dalla Legge e, quindi, è accessibile a tutti nella piena legalità. Ma perché
lui si è rivolto alla SOFIR? Lo fa perché c'è un fatto: la SOFIR è una delle poche
fiduciarie in Italia che ha scudato capitali praticamente solo da Paesi a fiscalità
vantaggiosa: San Marino, Svizzera, Liechtenstein e Sud America; quindi, in primo
luogo si tratta di una parte particolare dello scudo fiscale. Inoltre, l'UIF dice che,
dall'analisi delle registrazioni dell'Archivio Unico Informatico della SOFIR relativo
al periodo 2009-2010, sono emerse anomalie di carattere sistemico nella tenuta ed
alimentazione dell'Archivio Unico Informatico.
L'Archivio Unico Informatico era quello strumento che serviva a capire o, almeno, a
registrare da dove arrivavano i capitali. Per la precisione, cita: "In particolare vi è
stato un non rispetto degli obblighi di registrazione nell'ipotesi di conferimento di
una pluralità di mandati da parte del medesimo soggetto"; ad esempio, l'UIF decide
proprio di scegliere i soggetti Walter Ceresa e Marco Ceresa e dice: "Ad esempio,
Walter Ceresa e Marco Ceresa a procedere alla registrazione di un solo rapporto
anziché dei singoli mandati". Questo significa che, se do mandato per diversi
capitali, scudati da diversi territori (che nel caso della SOFIR sono tutti a fiscalità
vantaggiosa, quindi paradisi fiscali, perché sono questo i Paesi di cui ho parlato),
vengono registrati nel rapporto unico informatico come un'unica registrazione e,
quindi, non è possibile capire quali sono i singoli oggetti.
Sindaco, già questo è un po' stridente rispetto a quello che lei diceva prima e che
veniva ricostruito nella lettera del dottor Ceresa, in cui dice: "Sono tutti fondi che
arrivano dalle disponibilità dei miei genitori"; insomma, si tratta di fondi vecchi. È
ancora più strano quello che viene riportato in seguito, perché si dice: "Nel
complesso, in relazione alla posizione di Ceresa Marco e Ceresa Walter, si evidenzia
la totale assenza di documentazione bancaria, ovvero societaria, giustificativa
dell'esistenza e della provenienza delle attività scudate di importo ingente e detenute
in Paesi a fiscalità privilegiata. Solo successivamente agli accertamenti ispettivi la
SOFIR - cioè il soggetto che avrebbe dovuto fare da filtro - ha provveduto a fornire,
con nota del 30 maggio 2011, la documentazione relativa all'adeguata verifica,
pervenendo alla conclusione di ritenere l'operazione come sospetta".
La SOFIR, una fiduciaria un po' particolare che si occupa solo di alcuni Paesi e lo fa
solo con alcuni clienti (per capirci, da Bisignani ad alcuni soggetti che le cronache
riportano in odor di altri ambienti), dice: "Mi avete segnalato che c'è qualcosa che
non va" ed effettivamente si accorge, un po' in ritardo, che l'operazione è sospetta ed
ammette: "Sì, effettivamente è sospetta". Che cosa chiede? Chiede la
documentazione ed arrivano due petizioni dalla Match Point e Gae Stars Stiftung,
entrambe fondazioni di famiglia con sede in Liechtenstein e riconducibili
rispettivamente a Ceresa Marco e Ceresa Walter.
In altri termini, che cosa vuol dire questo? Che la situazione viene ricostruita ex post
e non ex ante. Questo può essere non importante per la Legge italiana, può essere
non importante per l'organismo antifrode e può essere persino non importante per la
SOFIR, ma, Sindaco, per noi e per lei, che dobbiamo valutare la credibilità del
soggetto che mettiamo alla guida della principale azienda pubblica della Città, questo
invece è piuttosto importante, perché c'è un vecchio criterio, che era il vero ispiratore
di quel Regolamento che abbiamo scritto, che si chiama trasparenza.
In virtù di quella trasparenza, è con un atto che si fa ex ante (e non ex post, quando si
viene costretti) che si costruisce quel rapporto fiduciario e su quel rapporto fiduciario
si valuta l'opportunità politica.
Le segnalo ancora una cosa, Sindaco; non leggerò il documento, perché non è di
questo che dobbiamo discutere, ma volevo soltanto darle degli spunti di riflessione.
Le segnalo, per esempio, che i mandati che fanno riferimento all'Uruguay non
riguardano solo una società di capitali - come dice lui - detentore di un terreno, bensì
il mandato è un po' più complesso; c'è un mandato su una società di capitali, quella
uruguaiana appunto, e poi c'è un altro mandato avente ad oggetto "Finanziamento
infruttifero in 802.000 dollari, pari a 605.000 Euro, verso la società Costa Del Sur
SA Montevideo, Uruguay, oltre a liquidità per 60.000 Euro, a fronte del mandato,
eccetera, eccetera". In altri termini, si usa la società per giustificare su quella società
un'altra cosa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere il suo intervento.

CURTO Michele
Anche qui non vi è nulla di illegale, lo voglio precisare o, almeno, tocca ad altri
valutarlo. A me interessa valutare e soprattutto interessa aiutarla e metterle a
disposizione gli strumenti per valutare qual è la situazione patrimoniale, perché non è
un caso - questo lo voglio dire anche al dottor Ceresa attraverso questi microfoni -
che in Conferenza dei Capigruppo io abbia chiesto al dottor Ceresa, per aiutarci a
rasserenare il clima e per far venire meno quelle preoccupazioni (anche lì ex ante,
non ex post, non fra tre mesi, ma oggi), di fornirci quella situazione patrimoniale che
sarà obbligato a fornire. Anche in questo caso la cosa scritta in quella lettera non è
chiara da questo punto di vista, voglio segnalarglielo Sindaco e lo dichiaro a verbale,
così come lei, giustamente, ha voluto acquisire a verbale quella lettera.
Non mi sento di dire altro nel merito, anche perché credo che sia sufficiente. Ci tengo
però a dire alcune cose velocissime sul metodo e sull'opportunità politica. Viviamo
in un momento particolare in cui dobbiamo vivere il nostro mandato e far vivere le
persone a cui diamo mandato come se fossimo in una bottiglia di vetro, dobbiamo
rendere questo posto come una casa di vetro. Poi, dobbiamo fare in modo (e il
Sindaco ha ragione a ricordarcelo) che la casa di vetro funzioni, che i servizi vadano
avanti e che, quindi, si scelgano le persone migliori per fare quelle cose; non ho
dubbi che questa è la ragione che la ispira sempre nella scelta dei nostri
rappresentanti.
Devo però dire che, se a Roma un Ministro della Repubblica decide di rimettere il
proprio mandato in virtù della propria dichiarazione IMU e se questo mese la prima
pagina de "L'Espresso" è dedicata a quel tema (ed è un tema nella coscienza comune
soprattutto - Sindaco, lo dico - della nostra area culturale di riferimento), penso che
andrebbe fatto un approfondimento di valutazione politica e di opportunità politica.
Detto questo, come dicevo all'inizio - e mi avvio alla conclusione del mio intervento
-, la valutazione ultima è sua e, qualunque questa sarà, credo che sarà fatta
nell'interesse generale e, quindi, nell'interesse della Città e dei cittadini di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Signor Sindaco, questa maggioranza, ormai balcanizzata, la costringe a fare
l'"azzeccagarbugli", perché siamo arrivati a questo. Abbiamo l'avvocato della difesa,
abbiamo il PM dell'accusa (non si capisce se è ancora in fase di indagini preliminari,
da quello che emerge anche dall'intervento del Consigliere Curto), ma, a questo
punto, vorrei capire chi è il Giudice. Infatti, se questo è diventato un Tribunale, allora
sarebbe importante capire chi è il Giudice.
Sinceramente, ho poca voglia di attardarmi nelle requisitorie e contro-requisitorie dei
due fronti processuali in un processo che non esiste. Invece, vorrei provare a parlare
di politica e vorrei ricordare che non esiste un rapporto fiduciario tra il Consiglio ed i
nominati, mentre esistono due rapporti fiduciari tra il Consiglio ed il Sindaco e tra il
Sindaco ed i nominati.
Qual è la vera domanda politica? Alla luce di questi elementi (di due casi che sono
diversissimi tra loro e sui quali mi ha attarderò a breve), esiste ancora un rapporto
fiduciario tra il Sindaco ed i nominati? Dall'intervento del Sindaco sembra di capire
che la risposta sia affermativa.
La domanda è: alla luce del dibattito, esiste ancora un rapporto di fiducia tra il
Consiglio, soprattutto tra quella che - almeno formalmente - risulta essere ancora la
maggioranza di questa coalizione, ed il Sindaco che ne viene espresso? A mio modo
di vedere, no, perché stiamo discutendo due interpellanze generali in cui, con
argomentazioni e casi completamente diversi, si chiede al Sindaco di tornare sui suoi
passi; non sono firmate solo da un Consigliere, diciamo un giustiziere solitario (che
sia del PD o da un Pubblico Ministero mancato come può essere invece il
Consigliere Curto), ma si tratta di interpellanze generali sottoscritte da quote rilevanti
della sua maggioranza e da Partiti diversi (grandi o piccoli che siano). Sindaco,
praticamente è stata sottoscritta da due terzi del suo Gruppo Consiliare. Mi permetto
di aggiungere che è solo perché il limite minimo per presentare un'interpellanza
generale è di dodici Consiglieri, mentre chissà quanti hanno armato la mano dei
Colleghi e stanno ad assistere come al cinema, mangiando le patatine.
Però, qual è il problema nel merito, signor Sindaco? Quando si amministra, non ci si
può affidare ad una morale, almeno questo è il mio parere, perché la morale del
Consigliere Curto può essere diversa dalla sua, che comprensibilmente può essere
diversa dalla mia e da quella di chiunque altro.
Ricordo, con un ultimo inciso per il Consigliere Curto, che, per carità, posso anche
comprendere le sue istanze legalitarie e comprendo di meno quelle moralistiche - ma,
intendiamoci, quelle etiche sì -, però (mi ripeto rispetto ad un altro intervento
precedente) in qualunque processo, anche nelle società di pre-Stato di diritto e
addirittura nell'Inquisizione, tutto si svolgeva sempre con il contraddittorio. A mio
modo di vedere, al di là del merito, citare elementi, dati e fatti in assenza
dell'interessato del contraddittorio è lesivo di queste regole basilari (ma del gioco,
non di merito).
Nel merito, mi limito a dire che le regole vanno applicate, non vanno interpretate e
reinterpretate finché non ci danno ragione. Non funziona così. Non può funzionare
così.
Quando il Consigliere Cassiani, sfoggiando un latinismo, ha detto che la causa di
incompatibilità opera ipso iure, non l'ha fatto, credo, solo per sfoggiare la cultura
giuridica di cui ovviamente è più che padrone, ma in realtà ha indicato un elemento
che vorrei esplicitare. Cioè, questa causa di incompatibilità, quindi di decadenza,
opera senza che nessuno la debba valutare e pronunciare: opera e basta. È di per sé.
Infatti, nel Regolamento che citava il Consigliere Cassiani (che comunque - vorrei
ricordarlo - è stato deliberato da noi tutti, a dicembre; quindi, recentemente da questa
tornata amministrativa) dice una cosa molto precisa: "l'insorgere di una causa di
decadenza comporta la revoca". Non dà mandato al Sindaco di valutare la revoca: la
comporta. E il Sindaco è richiamato dal Regolamento solo a procedere
tempestivamente a una nuova nomina conforme alle cause di incompatibilità.
Quindi, vi state veramente approcciando nel modo sbagliato al caso Barbieri, forse
politicamente più comodo, ma giuridicamente errato; ne sono convinto, come il
Consigliere. Non si procede così. Di fatto, Barbieri è già decaduto. La sua nomina è
nulla. Non va valutata e, al limite, revocata. È nulla.
Diverso invece, credo, sia il caso dell'ingegner Ceresa, per cui io non mi sento
sinceramente di dire che sia improprio nominarlo in virtù dell'utilizzo di uno
strumento che era previsto da una normativa votata dal Parlamento della Repubblica.
Secondo me (se posso avanzare, ma non è colpa del nominato, bensì del nominante),
una grande inopportunità politica è il fatto che anche quella nomina sia inserita nel
risico che sta derivando da questa specie di guerra per bande che è diventato il suo
rimpasto di Giunta. Per cui, il Vicesindaco competente per le Società Partecipate del
Comune va a individuare un soggetto, che è di sicuro meritevole, che non mi sento di
mettere assolutamente in discussione, che però lascia libero un ruolo in un'altra
partecipata indiretta della Città, che molto probabilmente andrà a ricoprire lo stesso
Vicesindaco.
È successo più volte che il Sindaco mi abbia dato lezioni di liberismo; se adesso
penso che in IREN abbiamo un Presidente che è un ex Ministro della Repubblica e
un ex Rettore, e nel CdA della principale Partecipata di questo Gruppo anche
l'attuale Vicesindaco, mi viene da dire che siamo oltre la partitocrazia, siamo proprio
all'appropriazione indebita delle Partecipate da parte dei membri di Giunta. A questo
siamo arrivati.
Concludo da dove sono partito. Io credo che sia un po' comodo sfogare le
frustrazioni di un rimpasto di Giunta che evidentemente non sta procedendo come
deve nelle interpellanze generali. Perché, poi, prende in mezzo persone che
oggettivamente non c'entrano nulla, perché l'unica colpa che gli si può dare è quella
di essere destinatario di un rapporto di fiducia del Sindaco.
Se il vostro obiettivo è il Sindaco, cari Colleghi di maggioranza, ed è chiaro che sia
così, visto che siete bravi a studiare i Regolamenti, lo strumento giusto non è
l'interpellanza generale, ma la mozione di sfiducia, a cui poi seguono le elezioni. Se
voi davvero volete arrivare a questo, ritengo che sia questo lo strumento giusto e
dovreste assumervi anche la responsabilità politica di farlo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
A me sembra sempre un po' un teatro dell'assurdo quando vedo pezzi di
maggioranza attaccare le scelte del Sindaco, perché effettivamente ci sarebbero altre
sedi e altre modalità per tirare fuori questi dubbi, almeno voi che potete avere un
rapporto diretto prima che queste scelte vengono fatte.
Effettivamente le nomine suscitano dei problemi. In particolare, la vicenda
dell'Amministratore Delegato Barbieri è stata già segnalata e denunciata in tutte le
sedi negli ultimi due anni, da noi e anche da pezzi della maggioranza, perché
chiunque trova scandaloso il fatto che uno venga nominato Amministratore Delegato
di un'Azienda Partecipata e poi si faccia assegnare un'altra consulenza per integrare
il suo reddito. Per di più, se l'unico esito di questa consulenza è stato farsi concedere
un fido bancario migliore di quello precedente, per un'azienda al 100% di proprietà
pubblica, con un grande patrimonio immobiliare da dare in garanzia, francamente
non mi sembra un grandissimo risultato che meriti una retribuzione aggiuntiva di
quel tipo.
Meno scandalosa, forse, è la vicenda di Ceresa. Ciò che è scandaloso è lo scudo
fiscale che i partiti hanno votato allegramente. È chiaro che uno è libero di usufruire
legittimamente di una Legge dello Stato, però è sicuramente inopportuno che ad
amministrare una società pubblica venga nominata una persona che ha scudato una
quantità ingente di capitali, con tutti i dubbi che l'applicazione dello scudo fiscale, al
rientro dei capitali dall'estero, può sollevare. Per cui, credo che anche questa nomina
sia fortemente inopportuna e sarebbe meglio ripensarci, finché è possibile.
Però, credo che quando si parla di GTT si parla di un'azienda fortemente
politicizzata, che è direttamente sotto il controllo di questa maggioranza ormai da
dieci, vent'anni. È una delle aziende dove la partitocrazia esprime il suo meglio,
perché parliamo di un'azienda dove ogni volta che ci sono le elezioni, un migliaio di
autisti fanno i rappresentanti di lista di partiti vari, prevalentemente partiti della
maggioranza. Un'azienda che dà migliaia di giornate ogni anno extra ai sindacalisti
dei sindacati confederali, in aggiunta a quelle previste dalla Legge, per fare attività
sindacale, immagino assolutamente meritoria, ma che vengono sottratti a un servizio
che in realtà risente sempre di più della carenza di mezzi e di personale.
Quindi, parliamo di un'azienda che, comunque, ovunque se ne parli in città, viene
descritta come la sede di clientelismi, un'azienda che ha un rapporto tra i numeri dei
funzionari e il numero degli operativi fuori da ogni logica. Ricorda altre aziende
comunali che hanno fatto una fine ben triste; speriamo che GTT possa fare una fine
migliore.
Per cui, francamente, arrivare in questo contesto a sollevare il problema dello
stipendio del manager o della nomina dell'altro manager, tutti i manager comunque
con connessioni politiche, addirittura l'Amministratore Delegato è un ex senatore dei
Democratici di Sinistra, sembra veramente un po' assurdo. O si vuole moralizzare
GTT nel suo complesso, oppure sono soltanto logiche di lotta tra correnti interne alla
maggioranza, tra correnti sindacali, gruppi interni anche all'azienda e magari anche
legate effettivamente a questo rimpasto di Giunta.
Anche io mi associo alla considerazione che è veramente brutto, spero che non
accada, che il Sindaco e il Vicesindaco, che ha la delega alle Partecipate, nominino
qualcuno prendendolo da una posizione in IREN e mettendolo in una posizione di
GTT, per poi mettere il Vicesindaco in una posizione in IREN. Francamente è
veramente una cosa impresentabile. Non so con che faccia lo si possa fare,
specialmente nel momento in cui si è portata avanti per mesi la riforma della
governance di IREN, dicendo che era assolutamente necessaria per rimettere
l'azienda sul mercato, darle efficienza e sottrarla all'intromissione della politica.
Insomma, non capisco in che modo si possa sostenere una nomina di questo genere.
Quindi, credo sia meglio che il Consiglio Comunale si dedichi a qualcosa di più
produttivo per la città, auspicando che se il metro che la maggioranza vuole applicare
alle nomine del Sindaco è questo, per noi va benissimo, anche se ci vorrebbe molto
più rigore nelle nomine, però che venga applicato a tutte le nomine, non soltanto
quando si creano delle dinamiche di contrapposizione tra diversi gruppi della
maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Poche riflessioni, perché nel merito ho già risposto. La prima considerazione è
relativa all'intervento del Consigliere Curto. Anch'io penso che sia molto difficile
accettare che si possa fare una discussione di merito su questi temi senza
contraddittorio con chi è oggetto della discussione. Quindi, già questo mi pare
opinabile e discutibile.
La seconda cosa che a me pare, francamente, che vada al di là di qualsiasi possibilità
effettiva di valutazione da parte del Consiglio Comunale, è che la materia richiede
una conoscenza di merito di natura giuridica, normativa, fiscale, legale che non sta
nelle competenze di nessuno che è seduto qui dentro. Quindi, eviterei di imbarcarci
in discussioni su cui rischiamo poi di fare gli apprendisti stregoni. Stiamo a quelle
che sono le competenze del Consiglio Comunale, che attengono alle sue funzioni,
alle sue responsabilità e alle sue finalità. Non sta nelle competenze del Consiglio
Comunale esprimere valutazioni e giudizi sulla decisione di un singolo cittadino di
avvalersi di una Legge approvata dal Parlamento e di dare corso, secondo i criteri che
la Legge prevede, alle procedure che quella Legge consente.
Non avendo mai fatto un condono fiscale in tutta la mia vita, neanche per un
soppalco, non vorrei che il Consigliere Curto chiedesse a tutti i Consiglieri Comunali
e ai loro familiari di sapere se hanno fatto mai un condono fiscale, perché di questo
passo si va così. Ho l'impressione che ci mettiamo su una strada discutibile.
Quindi, francamente, credo che rischiamo di inoltrare il Consiglio Comunale in una
materia che non gli è propria e che, portata all'eccesso, rischia di produrre soltanto
ulteriori problemi.
Quanto alle considerazioni del Consigliere Marrone, finché le considerazioni sono di
merito, naturalmente le ascolto, cercando di capire; quando, invece, sono un processo
alle intenzioni, è meno fondato tutto questo.
Per esempio, svilire - come il Consigliere ha fatto - la nomina del professor Profumo
a Presidente IREN, mi sembra un errore, oltre che un processo alle intenzioni. Perché
il professor Profumo è stato un autorevolissimo Rettore del Politecnico di Torino,
Presidente del CNR, Ministro della Pubblica Istruzione, a un certo punto, prima che
maturasse la mia candidatura, candidato da tutto l'arco politico di questa Città, di
centrosinistra e di centrodestra, a fare il Sindaco di Torino, tutti lo volevano, e adesso
si scopre che se fa il Presidente IREN, invece, è soltanto una sinecura per fargli avere
un emolumento. Mi sembra un po' eccessivo. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
Era implicito, che piazzassimo un ex Ministro che... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Siccome conosco, e spero che lei conosca come me, il professor
Profumo, mi sono assunto la responsabilità di nominarlo perché penso che sarà un
Presidente vero e che, date le sue competenze, il sistema di relazioni che ha coltivato,
il modo con cui lui pratica gli incarichi che ha sempre ricoperto con grande dedizione
e scrupolo, sarà un Presidente non di facciata, non di campanello. Sarà un Presidente
effettivo, capace di rappresentare bene IREN e i suoi interessi come Presidente.
Quanto al fatto che in quel Consiglio d'Amministrazione io abbia deciso di nominare
l'attuale Vicesindaco, ricordo che quando si è discusso di IREN più volte in questa
sede, ivi compreso quando abbiamo discusso lo Statuto e le forme della governance,
da più parti si è sollecitata la necessità di un rapporto più organico tra la Città, come
principale azionista di questa società, e la società stessa. E decidere che sia parte del
Consiglio d'Amministrazione della società chi per anni ha seguito le attività di
IREN, da questa Amministrazione, con la responsabilità delle Partecipate, è un modo
per stabilire un rapporto molto più organico e permanente tra la Città, come azionista
principale di quella società, e la società medesima. Tutte le altre sono valutazioni.
Naturalmente il Consigliere è libero di farle, ma non hanno avuto alcuna influenza
sulla mia decisione.
Ringrazio naturalmente i Consiglieri per tutte le considerazioni che sono state fatte
nel corso del dibattito; naturalmente sarà mia cura cercare di tenerne conto per il
meglio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le interpellanze generali sono discusse.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)