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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta deliberazione n. mecc. 201301523/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 5 aprile 2013, avente per oggetto: "Ricognizione e razionalizzazione degli enti partecipati dalla Città - Articolo 9 Decreto Legge n. 95/2012 convertito in Legge n. 35/2012". e della proposta di mozione n. mecc. 201303055/002, presentata dai Consiglieri Altamura, Appendino, Lo Russo, Grimaldi, Ventura e Nomis in data 26 giugno 2103, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201301523/064) 'Ricognizione e razionalizzazione degli enti partecipati dalla Città - Articolo 9 decreto legge 95/2012 convertito in legge 135/2012'". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 14/06/2013 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. È stato presentato un emendamento da parte della Giunta. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Avendo discusso ampiamente l'argomento nelle Commissioni, ricordo solo lo spirito della deliberazione, perché in parte la discussione che abbiamo fatto è accolta nella proposta di mozione di accompagnamento. Sulla base della Legge del 6 luglio 2012, che è in vigore dal 7 luglio, l'Amministrazione doveva necessariamente fare una ricognizione e dare un'applicazione alla cosiddetta Legge sulla "spending". È stato un lavoro credo apprezzato dalla Commissione, perché ci ha permesso di fare una ricognizione dell'insieme degli Enti no profit. La proposta di deliberazione li suddivide in quattro categorie: da una parte quelle che gestiscono funzioni fondamentali amministrative, in cui la partecipazione della Città è giustificata da interesse pubblico, non esclusa da nessuna norma di Legge; per cui, non ci sono problemi se li vogliono mantenere da parte. Poi, abbiamo l'elenco di tutti gli Enti no profit che gestiscono la parte assistenziale, che la spending non disciplina, per cui le Amministrazioni possono fare ciò che vogliono. Il terzo elenco, invece, è riferito a quegli enti che svolgono attività che non sono a carico delle finanze pubbliche; cioè non rientrano nella nostra responsabilità, in quanto noi aderiamo ma sono finanziati, sostanzialmente, da Enti esterni. Poi c'è l'ultimo elenco, che è stato anche modificato - ed è per questo che è stato presentato un emendamento, frutto di questa discussione di Commissione -, in cui gli organismi sono quattordici, sempre no profit, che esercitano funzioni fondamentali o amministrative e ricevono contributi a carico delle finanze comunali. La Legge dispone che (non la contribuzione per servizi, una tantum dovuta a richieste) il contributo o la quota associativa fissa di ogni anno deve essere ridotta del 20%. Per cui, la proposta di deliberazione fa questa operazione, con un risparmio, da questo punto di vista, di 216.230 Euro. In Commissione si è svolta questa discussione. Molti Consiglieri hanno chiesto perché la Giunta non usa questa deliberazione per arrivare a un dato di riorganizzazione. Il sottoscritto ha risposto che per fare una riorganizzazione è necessario, a seconda dell'organismo di cui discutiamo, parlare con molti altri soci, in alcuni casi, di discutere all'interno dell'organizzazione, che non riguarda solo la responsabilità di chi ha il settore delle partecipazioni, che da due anni prova anche a svolgere una funzione di coordinamento generale rispetto all'insieme degli Enti sia profit che no profit. Per cui si è detto che adesso la ricognizione è fatta, per cui la Giunta può esercitarsi sull'argomento delle possibili ed eventuali riorganizzazioni. Questa è l'indicazione che poi viene data dalla proposta di mozione, che sostanzialmente dice alla Giunta che sarà necessario produrre nel tempo possibilità riorganizzative. Questo ci permette, ovviamente, di dare una risposta intanto all'applicazione della Legge, di offrire al Consiglio Comunale un quadro di che cos'è il no profit, suddiviso nelle quattro categorie che ho detto (avevo dimenticato di indicare le culturali), demandando a successivi progetti riorganizzativi. Questa proposta di deliberazione permette anche di procedere sulle società: penso al CSI, di cui è necessario rinnovare la convenzione che sta scadendo. Inoltre, consente, nei prossimi giorni, di affrontare la seconda parte, che è la spending, in rapporto invece alle aziende profit. Questa sarà la prossima deliberazione che dovrà essere rappresentata sull'argomento. Con questo, ringrazio il presidente della Commissione e tutti i partecipanti per il lavoro svolto in Commissione su una deliberazione abbastanza semplice, ma nel suo insieme anche abbastanza complessa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Ribadisco a verbale quello che ho detto più volte al Vicesindaco, anche in Commissione. Mi spiace che non ci sia l'Assessore Braccialarghe, perché molti degli enti in oggetto riguardano anche lui direttamente e, tra l'altro, l'Assessore non ha mai partecipato a una seduta di Commissione; quindi, penso che sia comunque un peccato per i lavori della Commissione. Recependo e comprendendo che questa proposta di deliberazione è il primo atto e un'implementazione di una normativa a livello nazionale, allo stesso modo - come ho avuto modo di dire in Commissione - la Legge ci chiede, effettivamente, di fare una cosa, ma non ci impone di fare solo quello. Le mie perplessità (in tal senso, la mozione di accompagnamento in parte le colmano) sono proprio dovute al fatto che se è vero che la normativa ci impone di tagliare un minimo del 20%, è vero d'altra parte che la Giunta poteva prendersi carico innanzitutto di fare un lavoro, a mio avviso, più puntuale e più politico. Come ho avuto modo di dire in Commissione, prendo atto del lavoro di ricognizione che è stato fatto ed è stato fatto molto bene, gli allegati sono ben comprensibili e sicuramente è un punto di partenza; però, è un punto di partenza. Cioè la normativa ci dice un minimo del 20%; allora, penso che dovrebbero essere fatte delle valutazioni politiche per entrare nel dettaglio di quegli allegati, per entrare nel dettaglio dei singoli soggetti e (questa è l'altra criticità che io ho espresso più volte in Commissione) arrivare a dare un taglio lineare su tutti gli enti non sia il modo più corretto di procedere. Se si fa una valutazione politica e si entra nel merito dei singoli enti, a mio avviso potrebbe venir fuori (ne sono abbastanza certa) che, in realtà, tagliare tutti gli enti con la stessa percentuale non sia il modo corretto di fare un intervento di razionalizzazione. Un'analisi più puntuale porterebbe, a mio avviso (poi la faremo entrando nel merito della mozione di accompagnamento), a verificare che magari per alcuni enti è opportuno tagliare il 100% e per altri enti, invece, è opportuno tagliare lo 0%, mantenendo, comunque, quella soglia definita dalla normativa del 20% totale come taglio minimo. In tal senso, quindi, rendendomi pur conto delle difficoltà, anche delle tempistiche per poter redigere questa deliberazione e del lavoro che è stato fatto, abbiamo deciso di presentare questa mozione, che è stata anche condivisa con la Presidenza della Commissione, dove si chiede di fare questo secondo passo, che prevede, innanzitutto, un'analisi di costi/benefici dei soggetti che sono oggetto di questa ricognizione. Un'analisi che però, evidentemente, non si limita agli oneri finanziari, intesi come ha fatto l'ANCI, cioè ai singoli contributi erogati, perché (altra perplessità che ho sollevato in Commissione) è evidente che l'ANCI e la normativa dice chiaramente "oneri finanziari"; o meglio, non chiaramente oneri finanziari, però è altrettanto evidente che la Città, come altri Enti, avrebbe tranquillamente potuto interpretare quegli oneri finanziari in modo più ampio e quindi non riferirsi solo ai contributi erogati, ma andare a intaccare anche tutti i costi di gestione diretti e indiretti, che hanno un impatto molto più ampio sulla Città, rispetto alla semplice erogazione del contributo. Quindi, in tal senso la proposta di mozione di accompagnamento chiede innanzitutto di fare un'analisi di costi e benefici di tutti questi soggetti, costi che, ovviamente, non si limitano ai contributi, ma ai costi di gestione di questi enti per la Città e anche per gli altri soggetti coinvolti nel finanziamento di questi enti. In secondo luogo, chiede di presentare una prossima nuova deliberazione, dove effettivamente, in seguito a questa analisi, verificare i costi di gestione, tutti i costi a carico della Città, che non siano solo i contributi e vi vada a fare un intervento di razionalizzazione, frutto di un'analisi politica, anche su quelli. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Condivido l'intervento del Consigliere Appendino. Solo due brevi considerazioni. Intanto, questa proposta di deliberazione arriva in ritardo e anch'io esprimo le mie perplessità rispetto al taglio orizzontale sul Bilancio 2013, che è pari solo a 216.230 Euro. Questo lo dico perché il Consigliere Appendino ha già fatto riferimento alla famosa nota dell'ANCI, ma il tema, evidentemente, è la distinzione che si fa rispetto agli Enti che non sono stati tagliati. Questo lo dico perché, probabilmente, fa molta più impressione valutare non l'allegato 4, che è quello che ha subito i tagli orizzontali di cui parlo, ma gli altri. Perché leggere, in termini di contribuzione, più di 16 milioni di Euro alla Fondazione Teatro Regio, 4,5 milioni di Euro alla Fondazione Teatro Stabile fa comunque una certa impressione. Mi riferisco al fatto che, evidentemente, si va a distinguere tra gli organismi che non gestiscono funzioni fondamentali amministrative, tra quelli esclusi perché gestiscono servizi socio-assistenziali, per gli organismi che non ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche. Insomma, quello che voglio dire è che probabilmente è il momento di fare una riflessione più completa: cioè, il Comune deve ancora essere il soggetto che eroga servizi, o deve essere colui che cerca il migliore ente che deve offrire al cittadino i servizi al miglior costo? Probabilmente è questo il tema che ci dobbiamo porre in Consiglio Comunale ed è questo che ci porterà ad applicare effettivamente la spending review. Condivido, in ultima analisi, la mozione di accompagnamento presentata in Commissione e condivisa, che in ultima analisi ho deciso di non firmare, perché si dà comunque consequenzialità al discorso della razionalizzazione, nel dar seguito alla spending review vera e propria, con l'auspicio che la Giunta ne tenga veramente conto. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il Vicesindaco intende rispondere? DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) È vero, siamo un po' in ritardo, ma rispetto alle altre situazioni no, nel senso che a me non pare che il resto del Paese, anche molto vicino a noi, abbia fatto qualcosa di meglio. Io accetto tutte le critiche, però la deliberazione è stata tre mesi in Consiglio, dal 5 aprile; ci abbiamo messo meno tempo a farla. Questo lo dico non per salvaguardare il lavoro del sottoscritto, ma per salvaguardare il lavoro degli Uffici. Ma poi c'è un altro problema invece più di merito. Noi continuiamo a usare, certe volte, parole, linguaggi senza aver messo a fuoco davvero le situazioni. In realtà, noi abbiamo ridotto, nei profit, più del 20% i costi di gestione, dappertutto. Ma siamo ben oltre il 20% in molte situazioni. Nel no profit siamo ben oltre a questo. Noi siamo di fronte a situazioni dove, in realtà, non abbiamo la possibilità di remunerare i Consiglieri d'Amministrazione, che pure sono datori di lavoro, che io considero una cosa assolutamente ingiusta. Per cui, non ci sono più, sostanzialmente, i costi di gestione. Anche in questo caso bisogna che ci riflettiamo un po' sopra e forse dobbiamo dire al Legislatore di rivedere qualche situazione. Perché in questo modo non credo che saremo in grado di tenere molte situazioni. Per cui - Consigliere Appendino - se ci riferiamo ai costi di gestione, il problema non c'è, perché li abbiamo già ridotti prima e di gran lunga. Se ci riferiamo, invece, al costo puro, prendiamo il CSI, così tutti sappiamo di che cosa stiamo parlando: se noi riduciamo del 20% abbiamo ridotto il fatturato, però siamo passati da fatturati, tra Provincia, Comune e Regione, da 170 milioni di Euro a 110 milioni di Euro. Per cui, in realtà, si toglie in rapporto al fatto che le risorse pubbliche non sono più in grado di pagarsi quello di cui avrebbero sostanzialmente bisogno. E questo ancora è un altro discorso. Ma attenzione a dire che tagliamo comunque il 20%, perché per tagliare il 20%, tolti i costi di gestione, vuol dire fare un contratto che riduca i costi del lavoro del 20%, perché altrimenti è inapplicabile. Basta che ci capiamo, se no discutiamo di cose assolutamente importanti e giuste, senza metterle a fuoco. Il vero problema che voi sollevate - e che io considero assolutamente corretto - è quello di pensare alle riorganizzazioni, cioè vedere se possibile fare le stesse cose dell'insieme degli enti, unificandoli assieme, dando più mission, oppure cancellando certe mission. Questo è un lavoro, però, molto più complesso, perché ognuna di queste situazioni ha una propria identità, svolge un proprio ruolo, ha uno Statuto dedicato. Nella proposta di mozione c'è scritto "nuova deliberazione": io non penso che sarà la nuova deliberazione, ma credo che se si vuole fare quel tipo di lavoro, bisognerà fare tante deliberazioni per mettere mano a questo problema. Credo che questo sia un discorso serio da fare, un discorso necessario, a cui ovviamente questa deliberazione non è in grado di rispondere, ma sicuramente - come ho detto più volte in Commissione - apre la strada. Per cui, penso che ci sia un lavoro ulteriore da fare e a partire anche da oggi, avendo almeno cognizione dei problemi, ognuno può tentare di esercitarsi su questo argomento e poi vedere di proporre riorganizzazioni e possibilmente condividerle, sapendo che nella maggior parte dei casi dobbiamo condividerle non solo in quest'Aula, ma anche con le Compagnie, le Fondazioni e, molto spesso, con le altre Istituzioni locali presenti. Grazie, però, per i contributi. |