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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 201302664/002, presentata in data 7 giugno 2013, avente per oggetto: "Indirizzi per procedere all'alienazione di GTT S.p.A.". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano La proposta di mozione sottoscritta dalla maggioranza attiene agli indirizzi relativi alle procedure di alienazione di GTT S.p.A. e si articola in una premessa, che provo a ripercorrere anche per sommi capi, di quello che è stato l'iter della vicenda dell'alienazione di GTT, a partire da quelle che sono state le ragioni per cui questa alienazione è arrivata all'attenzione della Sala Rossa nel corso dello scorso anno, cioè la fuoriuscita dal Patto di Stabilità e dai vincoli imposti dal Patto di Stabilità. Come ricorderete, quest'Aula è stata frequentemente ed intensamente impegnata nel discutere quali potessero essere le modalità con cui la Città, in virtù dello sforamento dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità interno, poteva rientrare. Tra queste modalità si è individuata, peraltro conformemente alla Legge, nelle procedure di dismissione del patrimonio mobiliare, una delle strade con cui era possibile rientrare. In virtù di questa partenza, cioè del rientro dell'indebitamento e del rispetto del Patto di Stabilità, quest'Aula ha autorizzato le gare per la cessione - ricordo - di TRM, di AMIAT, di SAGAT e di GTT. L'Amministrazione - di questo dobbiamo rendere plauso anche alla Giunta e agli Uffici, che, da questo punto di vista, hanno intensamente lavorato - ha concluso tre di queste quattro operazioni, consentendo - peraltro, in virtù anche della virtuosità delle politiche di bilancio del 2012, che hanno prodotto un contenimento sul fronte della spesa corrente, anche attraverso operazioni di taglio importante -, al 31/12, il rientro nel Patto di Stabilità. Come ben sappiamo - come peraltro ha illustrato l'Assessore Passoni, sia nella seduta della Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta venerdì, sia in molte altre sedi, in particolar modo in sedute di I Commissione, relativamente alle vicende che hanno riguardato il balletto sulla vicenda IMU, innescato dall'arrivo del nuovo Governo -, il 2013 è un altro anno (e speriamo l'ultimo) in cui la Città di Torino dovrà concorrere, a rispetto del vincolo nazionale del Patto di Stabilità, per la quota di 120 milioni; e ben sappiamo che, in virtù di un contesto normativo non mutato rispetto al 2012, questi 120 milioni di Euro sono recuperabili esclusivamente attraverso operazioni di contenimento di spesa corrente e operazioni di dismissione di patrimonio mobiliare e immobiliare. Non si ripercorrono le note vicende di come andò la gara di GTT, perché sono state oggetto della discussione di quest'Aula, direi, quasi innumerevoli volte. Oggi ci troviamo dinanzi all'esigenza di riprendere in mano il filo del ragionamento, per non perdere ulteriore tempo e mettere la Città nelle condizioni di poter raggiungere il target richiesto dalla normativa nazionale del rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità. È del tutto evidente che, sulla base di queste considerazioni introduttive, si è ragionato anche in virtù di una modalità di alienazione che potesse, nel contempo, tenere insieme le diverse esigenze, cioè quella della massimizzazione dall'entrata finanziaria e del totale e il più possibile forte controllo pubblico sul servizio del Trasporto Pubblico Locale. In virtù di questi elementi, nei primi mesi del 2013, ovvero del corrente anno, la Giunta ha elaborato un complesso ed articolato programma di dismissioni di GTT, che si articola in una sequenza di operazioni che prevedono lo scorporo del ramo Parcheggi, prodromico alla sua cessione e prevedono l'autorizzazione a GTT S.p.A. alla vendita di una piccola parte del patrimonio immobiliare, che, sulla base degli studi che sono stati presentati, peraltro non più tardi di venerdì mattina ultimo scorso, servono a rendere la società ulteriormente stabile, dal punto di vista economico- finanziario. Un terzo punto di questa complessa operazione - che naturalmente andrà verificato dal punto di vista fiscale, economico, patrimoniale e legale - prevede il conferimento degli immobili ritenuti strategici da parte della società in capo alla Città di Torino direttamente, in modo che in un successivo momento, al mutare delle condizioni anche di riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale della città, in virtù di nuove infrastrutture, in virtù di nuove linee e in virtù della riorganizzazione, la Città di Torino possa, eventualmente, avere in capo la disponibilità non solo teorica, ma anche patrimoniale di questi cespiti, per procedere eventualmente a riorganizzarli e a valorizzarli. Il quarto e ultimo punto riguarda l'autorizzazione a riprocedere all'alienazione delle quote del Trasporto Pubblico Locale, a valle di queste preliminari operazioni. Sono tutte operazioni che hanno: una genesi, e cioè l'esigenza di rimanere all'interno dei vincoli del Patto di Stabilità; un articolato percorso, di cui ovviamente noi non siamo in grado di prevedere l'esito ed evidentemente ci auguriamo - e speriamo che lo facciamo tutti in quest'Aula - che sia un esito positivo; una discussione per quello che riguarda la questione del Trasporto Pubblico Locale. È inutile negare - noi non ne facciamo mistero - che nella maggioranza consiliare ci sono opinioni diverse su quali sono le opportunità in ordine alla cessione delle quote di GTT: una parte significativa della maggioranza Consiliare è propensa ad impedire o comunque a ridurre al minimo le quote da mettere sul mercato; un'altra parte teorizza, invece, l'esigenza di mettere sul mercato quote abbondantemente superiori all'asticella della maggioranza pubblica. Ovviamente ci siamo fatti carico di proporre una mediazione all'attenzione dell'Aula. Questa mediazione è assolutamente in linea con quanto già deliberato da quest'Aula, ed è la ragione per cui ho riportato in premessa i riferimenti puntuali alla deliberazione del Consiglio Comunale del 18 giugno 2012; quindi nell'articolato nel testo prevediamo di dare mandato perché si avvii la cessione del 49%, consapevoli della difficoltà grande che avrà l'Amministrazione nel collocare sul mercato, a valori congrui, una quota di azienda siffatta e, ovviamente, rendendoci fin d'ora disponibili - e ci tengo a ribadire per la terza volta l'esigenza che abbiamo, cioè il rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità - a riprendere in mano questa discussione nel momento in cui l'avvio delle procedure di alienazione dei parcheggi, del patrimonio immobiliare e del TPL troverà corso nel prosieguo delle prossime settimane. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo a tutti i tempi della discussione sulle proposte di mozione: un Consigliere per Gruppo 5 minuti, gli altri Consiglieri 3 minuti. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Diciamo che in questa circostanza era lecito aspettarsi dal Capogruppo del PD la stessa onestà intellettuale dimostrata in Conferenza dei Capigruppo - questo sarà un brevissimo passaggio sul metodo -, cioè ammettere che in realtà questa non è una mozione di indirizzo d'Aula, ammettere che in realtà si tratta solo di dare una luce verde, un via libera alla strategia già predisposta nei palazzi della Giunta e dargli la foglia di fico di legittimazione della Sala Rossa in tempo, in fretta e furia, per l'Assemblea di GTT di domani, a cui la Giunta non sarebbe potuta andare proponendo questa macellazione della municipalizzata GTT, in quanto in questo momento, in cui stiamo intervenendo, la Giunta Fassino è vincolata da una proposta di mozione presentata dal Consigliere del PD Mangone, un cui passaggio, votato anche dalle forze di minoranza, impegnava la Giunta a non operare alcuno spacchettamento di GTT, perché questa è la vera realtà. Questa Giunta non ha il tempo di portare avanti una deliberazione di Consiglio, perché questa Giunta si è accorta, a metà anno, che a settembre - quindi tra 3 mesi - deve di nuovo tirare fuori una cifra milionaria - 40 milioni, se non erro - per rientrare di nuovo nel Patto di Stabilità. Questo dimostra, Sindaco Fassino, quello che avevamo già avuto modo di sostenere nella circostanza della votazione della proposta di deliberazione di dismissione di AMIAT e TRM, cioè che questa Giunta non ha una strategia sulle proprie partecipate, questa Giunta le sta usando solo come una specie di banca degli organi per reperire, di volta in volta, solo con tatticismi, senza alcuna visione complessiva strategica, le risorse necessarie a colmare, di volta in volta, quel debito immenso e record che attanaglia la Città di Torino, di volta in volta costretta, per evitare di nuovo di uscire dal Patto di Stabilità per il secondo anno nell'ambito del mandato. Allora, vedete, questa proposta di mozione è, in realtà, la proposta di deliberazione che quest'Aula non ha avuto il tempo e la volontà politica di portare avanti, ed è inaccoglibile, perché non tiene conto di un elemento fondamentale: la vendita fallimentare, portata avanti da questa Amministrazione di GTT in evidenza pubblica e poi in trattativa privata, per rendere più appetibile il boccone GTT, ha operato una modifica statutaria che di fatto priva la Città di Torino di un qualunque protagonismo di governance e, quindi, di controllo dell'erogazione del servizio pubblico. Per cui, in realtà, il fatto di venderla in un modo o nell'altro, con una percentuale piuttosto che un'altra, in realtà è veramente una foglia di fico, che evidentemente questa sinistra, la parte più radicale della coalizione di centrosinistra, per il mantenimento di un 51% formale, a discapito di uno Statuto che ormai ha privato la Città di un qualunque protagonismo, è evidentemente necessario solo da un punto di vista ideologico e propagandistico. Però, anche per anticipare quella che immagino sarà una dinamica d'Aula, io vorrei ricordare che questa non mozione, che in realtà è una deliberazione, non credo che sia casualmente strutturata in punti, perché io credo che - e metto sull'avviso anche le forze della sinistra più radicale in questo - assisteremo ad un teatrino ben annunciato, che darà il via libera alla Giunta Fassino di operare questo spacchettamento macelleria, in modo da vendere tutto quello che ha un valore patrimonialmente apprezzabile e cercare di salvare la ghirba a livello di Giunta, non a livello di finanze della Città, ancora quest'anno, di volta in volta con il fiato corto. Ma io posso mettere già sull'avviso le forze che sbandierano di continuo tutti i temi dei beni pubblici, dei servizi pubblici locali, dei beni comuni, che in realtà si tratta di un teatrino, perché la proposizione per punti della proposta di mozione - e io sono convinto che si accompagnerà ad una richiesta, dai banchi della maggioranza, di votazione per punti - consentirà alle forze liberal di questo centrosinistra di votare a favore di una dismissione maggioritaria delle quote GTT. E lo farà - e vado veramente ad aggiungere un peso in più sul piatto della bilancia - senza alcuna conseguenza pratica, perché un indirizzo di vendere più del 49% sarebbe in contrasto con la deliberazione già votata dal Consiglio e quindi del tutto privo di conseguenze pratiche. Questo per dire che, in realtà, questa proposta di mozione è una farsa a 360 gradi, che serve alle forze della sinistra più radicale per dire che è stato salvato il 51% formalmente pubblico, alle forze più liberali dello stesso centrosinistra per dire che in realtà si vincola a vendere di più, e l'unico effetto concreto sarà di dare il via libera ad una Giunta che si è comportata veramente senza dimostrare il minimo rispetto a questa Sala Rossa, senza illustrare un minimo di programmazione sul servizio, senza dimostrare un minimo di strategia, senza tirare fuori numeri, senza dare un dato; consentirà a questa Giunta di andare domani all'Assemblea di GTT e fare quello che vuole per quel che riguarda lo spacchettamento e la macelleria di tutto il patrimonio che ancora costituiva un minimo di valorizzazione di questa partecipata, che è GTT. Io ci tenevo ad intervenire all'inizio per anticipare questo elemento. Voglio fare ancora una volta il profeta: la sinistra radicale porterà a casa il fatto che comunque si salva il 51%; il centrosinistra più moderato si compatterà, facendo passare, invece, l'istanza che chiede di vendere di più; e la Giunta, a cui non frega assolutamente niente di tutte queste piccolezze, queste bandierine insignificanti che ogni forza politica cerca di piantare, andrà domani a fare quello che vuole del patrimonio della Città, dimostrando ancora una volta che una strategia non esiste, perché qui le partecipate vengono usate solo per patrimonializzare flussi di cassa e cercare di salvarsi da questa situazione finanziariamente insostenibile, senza alcun rispetto per il Trasporto Pubblico Locale, che tanto, secondo questo modello avanzato dalla maggioranza, viene visto soltanto come una rogna da scaricare sulla schiena della Regione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Naturalmente affronto questo intervento con sconforto e una certezza: non stiamo facendo il bene della nostra Città. Solitamente io sono per interventi positivi, ma in questo caso, signor Sindaco, realmente non vedo delle luci alle quali appigliarmi per cercare di ragionare in maniera concreta e produrre, all'interno del dibattito, qualcosa di positivo. Sicuramente abbiamo degli elementi distorsivi: abbiamo una ferita al Consiglio Comunale, che si è aperta nel momento in cui è stata presentata questa proposta di mozione, perché il 6 maggio 2013 abbiamo approvato una proposta di mozione a firma anche del Consigliere Mangone, ma, oltre a lui, anche dei Consiglieri Sbriglio, Genisio e altri Consiglieri della maggioranza, in cui si chiede di non spacchettare. In più, sempre - mi pare - il 6 maggio, è stata approvata una proposta di mozione del PdL in cui si è detto che, mantenendo salva la clausola sociale, cioè dell'occupazione, quindi garantendo ai dipendenti il proprio posto di lavoro, si doveva proseguire nella vendita e nella dismissione di patrimonio pubblico. Assessore Passoni, sembra quasi di essere tornati al 31 dicembre del 2012, tant'è che è evidente, è molto evidente il ritardo nel condurre questa discussione. Dei 119 milioni di Euro sappiamo già da 4 anni, questo è chiaro e ha ragione il Consigliere Lo Russo, speriamo che il 2014 sia l'anno zero, però sono oggettive, all'interno di questo percorso, l'assenza di una strategia e la confusione all'interno della quale la maggioranza si è barcamenata nel procedere alle dismissioni. Nella Commissione che abbiamo svolto due giorni fa, l'Assessore Passoni ha detto che la valutazione dello scorporo è legata ad una ragione di tempo, ma io ricordo a tutti i passaggi che abbiamo dovuto affrontare per arrivare, ad oggi, in piena emergenza: il 23 novembre 2011 GTT e tutte le altre partecipate che intendevamo vendere, che avremmo voluto vendere, vengono passate nella FCT Holding, al fine di procedere ad una loro valorizzazione. Il 18 giugno 2012 il Consiglio approva le linee per la procedura di evidenza pubblica. Il 22 novembre 2012 si modifica la governance. Quindi abbiamo già tre passaggi: ricordiamo il prestito ponte del 2011, dal quale poi è scaturita l'uscita dal Patto di Stabilità, un fallimento; il secondo passaggio, un ulteriore fallimento; il terzo passaggio, un'ulteriore modifica, a fronte di due fallimenti precedenti. Pertanto, questo non fa altro che evidenziare una completa assenza di strategia. Inoltre, allo spregio al Consiglio e a chi cerca, attraverso il proprio ruolo, di fare bene il proprio mestiere di Consigliere, anche se di opposizione, aggiungiamo la questione dell'assenza completa di dati a disposizione dei Consiglieri, signor Sindaco: questi sono stati completamente assenti. Noi ancora oggi non sappiamo perché scegliamo la via dello scorporo in 4 vendite, rispetto al mantenimento della deliberazione, ed eventualmente anche all'aggiunta di quote da dismettere, che avevamo iniziato nel 2012. Abbiamo una differenza sostanziale fra l'azione che abbiamo fatto su TRM e AMIAT, per le quali abbiamo dismesso congiuntamente insieme, e la questione di GTT. Quindi abbiamo una differenza fra la questione del ciclo dei rifiuti e la questione mobilità. Non vorrei essere falso profeta quando dico che probabilmente sul ciclo dei rifiuti tanto pagano i cittadini, mentre sulla questione della mobilità l'intervento del pubblico è sempre costante e, conseguentemente, probabilmente, questo, a seguito di un'azione materialista, prevale nella decisione finale delle vendite. Signor Sindaco, Assessore Passoni, io credo che questa sia una sconfitta vostra e anche di coloro che, all'interno di quest'Aula, credono fermamente che il processo di dismissioni, anche in quote superiori al 50%, sia un valore aggiunto per questa Città. Io credo che ci si sia piegati - e lo dico con assoluta serietà e onestà intellettuale - ad una minoranza all'interno della maggioranza, ci si sia piegati ad interessi sindacali e ci si sia piegati ad interessi elettorali. Secondo me, signor Sindaco, se lei avesse lasciato alla sua maggioranza la possibilità di votare serenamente, in piena scienza e coscienza, il voto di quest'Aula sarebbe stato sicuramente contrario a questa proposta di mozione. Aveva ragione lei, aveva ragione l'Assessore Passoni e avevamo ragione noi quando chiedevamo di andare avanti nella dismissione dell'80% - o anche di più - delle quote di GTT. Quindi, oggettivamente, Sindaco, io credo che questa sia una sconfitta soprattutto sua: lei si è piegato ad interessi di una piccola parte della maggioranza, che tra l'altro non rappresenta neanche la totalità della popolazione di quest'Aula. Noi siamo una democrazia rappresentativa, rappresentiamo dei cittadini; il voto di quest'Aula, se fosse stato in scienza e coscienza, sarebbe stato sicuramente contrario a questa proposta di mozione e avremmo assistito ad una vendita come avremmo voluto noi, cioè dell'80% e anche oltre. Io credo che alla fine, con questa mozione, si penalizzerà il Trasporto Pubblico Locale, perché il rischio, Sindaco, è che possa essere venduto a chi non fa del Trasporto Pubblico Locale il suo core business, ma fa, ad esempio, altre cose; ad esempio, fare treni è ben diverso da fare Trasporto Pubblico Locale e la mia preoccupazione è questa. Aumentare gli stalli di 25.000 strisce blu per consentire di vendere meglio i parcheggi, secondo me, penalizza ulteriormente i cittadini. Quindi, depotenziamo il Trasporto Pubblico Locale, potenziamo i parcheggi, facendoli pagare di più ai cittadini torinesi. Per tutte queste ragioni, insieme a quelle che i Colleghi evidenzieranno nel loro intervento, Sindaco, il PdL abbandonerà l'Aula, non voterà, non vuole partecipare coscientemente a questo sfregio al Consiglio Comunale e a questo reiterato cambio di rotta all'interno delle decisioni strategiche per questa Città. Abbandoneremo l'Aula, è la prima volta che lo facciamo, ma realmente non ci sentiamo assolutamente partecipi di questa proposta di mozione. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Io mi prendo anche la parte delle comunicazioni che non sono ancora state concesse, così provo magari a stuzzicare il Sindaco, perché voglio parlare anche dei 25.000 stalli in più che verranno inseriti e che andranno ulteriormente a mettere in difficoltà quel piccolo commercio che oggi vive ancora - quello che non è ancora stato ucciso dai centri commerciali - grazie alle strisce bianche, perché le persone hanno ancora la possibilità di andare a fare acquisti senza dover mettere 1,30 Euro, perché non ci sono più o non ci saranno più le zone a 1,00 Euro. Penalizzeremo le zone ospedaliere, andando a lucrare su tutte le persone che oggi purtroppo devono recarsi all'ospedale per più motivi: o per trovare i propri cari oppure per fare delle visite mediche. Andremo di nuovo a mettere le mani nelle tasche di chi, purtroppo, non può farne a meno. Queste sono operazioni sbagliate concettualmente, perché cerchiamo di ingrassare una struttura che oggi probabilmente potrebbe pagarsi da sola, se solo si avesse una visione un po' più ampia di quello che oggi è la GTT S.p.A.. È un'operazione non necessaria, perché noi - l'ha detto prima il Consigliere Tronzano - avevamo dato la possibilità a questa Amministrazione di fare un ragionamento su una dismissione quasi totale, arrivando quasi all'80%, ma dando la possibilità di mantenere una governance, di stare all'interno di una governance con un 20%, che avrebbe consentito innanzitutto di non avere dipendenti di serie A e dipendenti di serie B, perché oggi andiamo a privatizzare i parcheggi senza pensare a quali saranno le conseguenze per chi rimarrà nella parte del Trasporto Pubblico Locale come dipendente e chi non ne farà più parte, chiaramente con trattamenti diversi, così come abbiamo visto per la gestione degli asili. Questo è assolutamente inaccettabile! È un'operazione sbagliata perché noi andiamo a dismettere immobili nel momento peggiore del mercato immobiliare - parlo di quello nazionale -, andiamo a vendere delle strutture che oggi non hanno valore, perché oggi non compra nessuno. E non devo dire io che sono gli istituti che si occupano di vendite immobiliari che sconsigliano la vendita, perché in questo momento non c'è liquidità e gli affari li fa soltanto chi compra. Inoltre dico al Sindaco che, se proprio avesse voglia di vendere immobili, come Città di Torino deteniamo una quota nella società TOP, nella Fondazione TOP, che ha in pancia circa 30 milioni di Euro di immobili. Se proprio vogliamo vendere immobili, dismettiamo quelli, senza andare a toccare quelle che potrebbero essere quote importanti per le casse della Città. Se vogliamo vendere case, facciamolo davvero, senza operazioni di facciata. Noi abbiamo presentato un emendamento, che chiede la valutazione preventiva di quegli immobili, perché non vorremmo che fossero regalati, non sappiamo ancora bene a chi, però con una valutazione, affinché il reale valore non venga disatteso, non vengono svalutati e non ci sia danno erariale per la Città. Con questa operazione mettiamo a rischio i conti della Città, perché, se l'operazione non avesse le tempistiche che ci ha detto l'Assessore Passoni in sede di Commissione, rischieremmo di nuovo di uscire dal Patto di Stabilità; se non andassimo ad incamerare quei 40 milioni di Euro della dismissione della società parcheggi entro settembre, avremmo dei grossi problemi a rientrare nel Patto di Stabilità, mettendo di nuovo in difficoltà i cittadini torinesi, che hanno già pagato questa scelta scellerata di uscire fuori dal Patto di Stabilità nell'anno 2012 e i dipendenti se lo ricordano. Inoltre, Sindaco, tutto questo sembra esclusivamente una marchetta verso una piccolissima - ormai sempre più piccola - area della sua maggioranza, che è SEL, con la quale probabilmente non ha più nulla a che vedere, né a livello nazionale, né a livello locale, perché qualsiasi tipo di politica voi portiate avanti, loro vi mettono i bastoni tra le ruote. Questo è diventato inaccettabile. Noi abbiamo presentato due emendamenti sullo spacchettamento, con i quali chiediamo l'eliminazione di quel punto, affinché - ripeto - non ci siano dipendenti di serie A e dipendenti di serie B. Mi rivolgo a tutte le forze liberali di quest'Aula sull'80%, per andare oltre quella bandierina, perché ormai è diventata solo più una bandierina, perché, così come abbiamo cambiato lo Statuto, il 51% della Città è solamente formale, in quanto ormai chi andrà ad acquistare quel 49% governerà come se avesse l'80%. A questo punto, rivolgendomi a tutte le forze liberali, dico di votare quell'emendamento, che consentirebbe sicuramente di incassare quei soldi che sono necessari, che - come prima ci spiegava il Consigliere Lo Russo - sono fondamentali per le casse della Città e che ci possono permettere di vivere in serenità anche il 2014, perché non so cosa il Sindaco potrebbe vendere il prossimo anno, qualora ci trovassimo di nuovo in una situazione di questo tipo. LEVI Marta (Vicepresidente) La invito a chiudere, Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio In conclusione, è giusto dare anche la parola a chi lavora, e chi lavora sono i dipendenti della GTT, Sindaco. I dipendenti della GTT mi consegnano questa multa per avere disatteso, Sindaco, a tutti gli impegni presi in campagna elettorale, nei quali si parlava di mantenimento delle quote pubbliche nelle società. LEVI Marta (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio È importante che questo comunque lei se lo ricordi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CARBONERO Roberto (Inizio intervento fuori microfono) ...spacchettamento, signor Sindaco, questo l'aveva detto lei fin dall'inizio. LEVI Marta (Vicepresidente) No, scusi, Consigliere Carbonero, teoricamente almeno la parola viene concessa dal Presidente e viene richiesta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Era quello che stavo cercando di fare. RICCA Fabrizio Sindaco, dal momento che noi rappresentiamo i cittadini, dato che non avete avuto modo di consultarli, vogliamo dare modo... LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Ricca, per cortesia! Ha sforato, ha fatto lo show, basta! Grazie. La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Chiedo scusa Presidente, vorrei soltanto avere un chiarimento: vorrei sapere chi è la signorina che gira per l'Aula, se è accreditata, se ha la possibilità di fare foto in Aula. LEVI Marta (Vicepresidente) Le confesso che non lo so. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Buongiorno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi rendo conto. CURTO Michele Io non mando via nessuno, ci mancherebbe, però, Presidente, abbia pazienza... LEVI Marta (Vicepresidente) Grazie Consigliere Curto, lei ha ragione. Prego i giornalisti di stare nella parte a loro dedicata. La parola al Consigliere Greco Lucchina. Le ricordo che può intervenire per 3 minuti. GRECO LUCCHINA Paolo Più che una mozione di indirizzo, mi sembra che questa sia la mozione dell'incertezza, dell'incertezza totale. Lo dico perché - ormai è stato rilevato da altri Consiglieri - c'è la mancanza assoluta di riferimenti numerici proprio in merito alla dismissione di questi asset patrimoniali. È già stato ricordato, partiamo da un dato che è evidentemente la mozione approvata, presentata dal Consigliere Mangone, nella quale si chiedeva sostanzialmente di non procedere allo scorporo dei rami d'azienda; invece, a distanza di poco più di un mese, ci troviamo con dei punti di impegnativa che sono totalmente diversi. Sostanzialmente si dice che procediamo con la dismissione dei parcheggi; inoltre, apprendiamo da fonti giornalistiche che, per rendere più appetibili tali parcheggi, saranno aumentati di circa 25.000 unità e vorrei sapere a quali tariffe, perché, essendo questa una prerogativa del Consiglio Comunale, potevamo fare almeno un minimo di discussione preventiva in Commissione. Non abbiamo idea di quel che sarà - perché c'è un grosso punto interrogativo, un "vedremo" -, delle fibre ottiche e così pure dei cespiti, dei siti, dei depositi, che sostanzialmente necessiteranno, evidentemente, di varianti al Piano Regolatore, e quali destinazioni d'uso avranno. Ovviamente, però, il tema centrale è quello della cessione del TPL al 49%. Per noi questo è irrinunciabile, imprescindibile. Mi chiedo come non si faccia a pensare che è semplicemente più appetibile vendere la maggioranza del TPL, è una cosa talmente ovvia che mi risulta strano che veramente questa maggioranza non tenga conto di quelle che sono anche le necessità di singoli Consiglieri della maggioranza stessa. Vede, Sindaco, io credevo di aver visto in lei il più liberale dei Sindaci post- comunisti, mentre invece ho la netta sensazione, soprattutto in quest'ultimo periodo, che lei sia rimasto in qualche modo irretito, imbrigliato tra le maglie di questa maggioranza, che ormai è troppo slegata da quella che è la sua idea di Amministrazione. Lo dico perché ho avuto la netta sensazione, dai banchi della minoranza, che sia sceso troppe volte in soccorso del Capogruppo Lo Russo per cercare di sedare i malumori di alcuni dei Gruppi Consiliari che sostengono la sua maggioranza, ma anche di alcuni Consiglieri del suo Partito di riferimento. Allora mi chiedo, per esempio, come faccia a chiedere il voto favorevole su questa proposta di mozione ad un Gruppo così importante, per la sua maggioranza, come i Moderati, che, per stessa dichiarazione del suo leader, è evidentemente concentrato su una dismissione almeno dell'80% delle quote del TPL. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Greco Lucchina, la invito a concludere. GRECO LUCCHINA Paolo Sto concludendo. Sullo sfondo c'è una sola cosa, quello che ormai non appare più teorico ai più, ovvero un rimpasto di Giunta. Allora, Sindaco, lo faccia, avvii questa seconda fase, metta l'equilibrio all'interno della sua maggioranza e soprattutto torni, in questo modo, a parlare con tutti i Gruppi consiliari e con tutti i Consiglieri, discutendo anche su temi così strategici per la nostra Città. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ringrazio i tanti Consiglieri che ci hanno citato e forse ci hanno anche dato fin troppa responsabilità rispetto alla mediazione che vedete qui in campo. Molti Consiglieri, anche di questa maggioranza, riprendendo in qualche modo quello che era presente nelle linee di indirizzo del Sindaco, hanno, certo, messo al centro un oggetto, quello di una deliberazione con la quale chiediamo con forza alla Giunta di decidere quelle che sono le partecipazioni strategiche e quello che, in qualche modo, è un piano di riorganizzazione della governance, che chiediamo da tempo. Dall'altra parte, ci siamo impegnati in un'importante opera di contenimento dell'indebitamento, non solo al fine di rientrare nel Patto di Stabilità lo scorso anno, ma anche per quest'anno e per il prossimo, per quelli che sono gli adempimenti. Ma non solo. Noi abbiamo un indebitamento, che è fuori dai termini del Patto di Stabilità, che è legato alle nostre aziende e mi pare che oggi non sia emerso, cioè i debiti che abbiamo nei confronti di GTT, che la Regione ha nei confronti di GTT, ed è stata parte della discussione che noi abbiamo messo in campo. Per intenderci, io sono felice che finalmente la trattativa fatta dal Sindaco e dall'Assessore Lubatti con la Regione abbia portato i fondi FAS ad essere, in qualche modo, ridestinati all'estinzione dell'indebitamento verso GTT e che parte della discussione sul patrimonio di GTT andrà ad estinguere parte del debito che la Città ha nei confronti della stessa azienda. Credo che abbiamo fatto bene a gennaio - e lo dico al Sindaco - a non assegnare la gara che era in corso; se l'avessimo fatto, avremmo mantenuto i beni in una struttura in cui oggettivamente avremmo dovuto poi rispacchettarli in un secondo momento. Invece, in questo momento, dividiamo i due fondi, ne destiniamo uno immediatamente ad una valorizzazione che può effettuare GTT, ed è una valorizzazione che potrebbe andare fino ai 45 milioni di Euro, e teniamo da parte quel grande fondo, da più di 120 milioni di Euro, che nei prossimi anni continuerà ad essere gestito da GTT. Non solo. Guardate, noi abbiamo voluto mettere al centro i lavoratori, l'abbiamo fatto nelle clausole sociali della dismissione del 49%, ed è anche per questo che abbiamo chiesto alla maggioranza che non venisse dismesso l'80% e che venisse fatta un'attenta valutazione sui parcheggi. Credo che una delle oggettive analisi, che vengono dopo il possibile ampliamento degli stalli, è che l'azienda che rileverà per "enne" anni quei parcheggi, quella gestione dei parcheggi, di sicuro non solo utilizzerà la nostra forza lavoro, ma credo che, aumentandoli di 25.000 stalli, quindi dagli attuali 48.000 a 73.000, è possibile anche che, oltre alla salvaguardia dell'occupazione, ci siano addirittura nuove assunzioni. Certo, molti hanno detto che il passaggio da 9 milioni di Euro a 14 milioni di Euro di canone potrebbe farla sembrare soltanto un'operazione di spesa corrente. Non è così, lo sapete bene. Dismettiamo il 49% del TPL soprattutto per il rientro, in qualche modo, nei termini del Patto di Stabilità anche per quest'anno, i 120 milioni ricordati dal Consigliere Lo Russo. Credo che l'analisi che ci ha portato ad intraprendere di nuovo una trattativa sul 49% è che, è vero che è una trattativa che non ha più gli immobili, è vero che è una trattativa che non ha più le fibre e non ha più il ramo dei parcheggi, ma abbiamo davanti una società che ha meno debiti, proprio grazie a questa operazione, anche ricontrattando con lo Stato; per esempio è notizia della scorsa settimana che lo Stato ci ridarà quella quota proporzionale del TPL legata all'estensione della Linea 1, ed era da 4 anni che questo tipo di integrazione di fondi non era stata riaggiornata. Credo che la GTT, che inizierà questa operazione imprenditoriale di ricerca di un partner industriale, sia una GTT che continua a mantenere un controllo pubblico. Ai tanti che hanno detto che lo Statuto non conta niente, vorrei dire che nello Statuto c'è scritto che il Presidente di nomina della Città di Torino deve decidere in accordo con il Consiglio di Amministrazione e con l'amministratore delegato; ogni decisione in capo ai servizi, al lavoro, al piano industriale deve essere deciso in accordo con il Presidente e con i soci pubblici della società. Credo che questo sia un compromesso, un compromesso che speriamo nei prossimi mesi dia dei frutti anche in seno alla parte industriale e credo che rimanga valida quella che era una delle suggestioni che dicevamo qualche mese fa: noi siamo alla ricerca di un partner che valorizzi l'immenso investimento fatto, per esempio sul Passante ferroviario, e che renda effettivamente GTT, con le nostre linee forti, con la nostra Metropolitana e con il sistema su ferro di questa Città - come succede a Parigi, a Berlino e in altre capitali europee -, una grande azienda di trasporto pubblico, che gestisce il servizio integrato in tutta la provincia di Torino e non solo. |