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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 17 Giugno 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2013-02407
"SICUREZZA A BORDO DEI MEZZI GTT: CHE COSA FA L'AZIENDA?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 27 MAGGIO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201302407/002, presentata in
data 27 maggio 2013, avente per oggetto:

"Sicurezza a bordo dei mezzi GTT: che cosa fa l'azienda?"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Il tema della sicurezza a bordo dei mezzi di GTT è un tema particolarmente
attenzionato anche dall'opinione pubblica e dai mass-media.
Proprio nelle scorse settimane abbiamo voluto riunire, presso il nostro Assessorato, il
Corpo della Polizia Municipale - che, tra l'altro, ha partecipato con il suo massimo
vertice - e l'azienda direttamente, la GTT, con la presenza dell'amministratore
delegato e dei suoi dirigenti, per verificare quali possono essere le azioni da mettere
in campo per migliorare ulteriormente la sicurezza a bordo dei mezzi di GTT, visti
gli eventi ricordati anche dal Consigliere interpellante.
In particolare, dal gennaio 2013 sulla Linea 4 si sono verificate 14 situazioni di
aggressione agli assistenti alla clientela, 4 casi ai conducenti e 21 casi fra i
passeggeri, quindi, in effetti, un numero abbastanza importante.
Intanto fornisco un'informazione, di cui probabilmente il Consigliere è già a
conoscenza, ma è bene che rimanga a verbale: il sistema operativo SIS, che è a
disposizione del personale viaggiante, è collegato direttamente con la centrale della
Questura via interfono e, appena l'autista o comunque il personale a disposizione di
GTT, l'assistente alla clientela di GTT a bordo dovesse rilevare qualche situazione di
criticità, lo può immediatamente utilizzare, proprio per arrivare in maniera diretta e
avere un canale preferenziale immediato con la Questura per gli interventi delle
Forze dell'Ordine.
Inoltre, segnalo che il 50% del parco veicoli di GTT è dotato di videosorveglianza a
bordo e, come è già successo in altre occasioni, tutte le volte che vengono a
verificarsi degli spiacevoli accadimenti, come quelli di cui stiamo parlando, i filmati
possono essere utilizzati dalle Forze dell'Ordine, proprio per verificare come sono
andati i fatti e se vi sono delle responsabilità oggettive.
Rispetto al caso segnalato relativo alla Linea 13, il veicolo non era dotato di impianto
di videosorveglianza e, in particolare, non è previsto, anzi, è assolutamente vietato
che il conducente impedisca ai passeggeri di scendere dal mezzo pubblico. Una
questione analoga era stata oggetto anche di un'altra interpellanza, forse non
presentata dal Consigliere Bertola, nella quale un altro Consigliere chiedeva proprio
la possibilità di autorizzare l'autista - se non ricordo male, in quell'occasione
discutevamo di un caso di furto - a lasciare le porte chiuse fino all'arrivo delle Forze
dell'Ordine: abbiamo fatto anche una verifica legale e si configurerebbe addirittura
un sequestro di persona. Quindi, anche se ai più potrebbe sembrare di buonsenso - e
lo posso anche lasciare a verbale -, è assolutamente vietato e c'è una specifica
circolare che lo ricorda a tutto il personale viaggiante.
Per quanto riguarda la sicurezza del personale cliente GTT, voglio ricordare che c'è
un verbale di accordo sindacale, firmato nell'ottobre 2012, che prevede un
programma di monitoraggio del Progetto di sicurezza. Anche le singole aggressioni
negli ultimi mesi sono state affrontate proprio con le Organizzazioni Sindacali, per
mettere al riparo da queste aggressioni in particolare il personale che ha il dovere,
l'onore e l'onere di verificare se l'utente sia in possesso del biglietto.
Negli ultimi giorni, in particolare, sarà completata l'installazione delle telecamere di
videosorveglianza e, dopo gli incontri che abbiamo avuto in Assessorato - di cui ho
parlato all'inizio del mio intervento -, verrà attivata una specifica operazione "Linea
sicura", che ha l'obiettivo di rendere visibile anche la presenza delle Forze
dell'Ordine a bordo, quindi i controllori saranno accompagnati dalle Forze
dell'Ordine non solo in via sporadica, come già avviene oggi (tramite i Nuclei
Territoriali, già oggi il Corpo della Polizia Municipale segue alcuni controllori), ma
ci sarà un potenziamento.
Cogliamo l'occasione per lanciare oggi questo progetto, a beneficio anche degli
organi di stampa, che hanno parlato più volte di questo argomento: questo progetto,
che si chiama "Linea sicura", darà la percezione di maggiore sicurezza a bordo, da
un lato, e soprattutto metterà in sicurezza il personale che lavora sui nostri mezzi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Questo è chiaramente un tema che sta molto a
cuore a chi prende regolarmente i mezzi pubblici, anche perché effettivamente c'è la
sensazione che, in particolare in alcune parti della città, ci sia un problema di
sicurezza sui mezzi pubblici, per cui anche chi usa il mezzo, magari regolarmente,
ma non è che passa tutta la giornata su un mezzo pubblico, però, tempo qualche
mese, prima o poi vede uno di questi episodi. Questo, chiaramente, non depone a
favore dell'utilizzo del mezzo pubblico e, in generale, della sensazione di sicurezza
dei cittadini di Torino.
In particolare, il problema è capire come si possa intervenire efficacemente in queste
situazioni, perché se uno legge i racconti (uno di questi è quello che ho riportato
nell'interpellanza, citato in una lettera pubblicata su "Specchio dei tempi"; l'altro
riguarda l'aggressione di cui hanno parlato i giornali), si convince che alla fine questi
aggressori scappano tranquillamente e nessuno li prende mai più.
Io capisco che non si possano tenere chiuse le porte, perché sarebbe un sequestro di
persona, però in qualche modo deve essere possibile garantire un intervento rapido
delle Forze dell'Ordine. In particolare, nel caso raccontato sul giornale, le vittime
dell'aggressione hanno dichiarato che l'autista si era sostanzialmente disinteressato,
non aveva nemmeno attivato il canale con la Questura. È comprensibile che gli
autisti dei mezzi pubblici non abbiano voglia di intromettersi in una rissa, dato che
non sono agenti di Pubblica Sicurezza, con il rischio magari di prendersi un cazzotto
o una coltellata. Però, se ci fosse perlomeno la regola di pigiare il bottone e avvertire
le Forze dell'Ordine, sperando che nei paraggi ci sia una volante che possa
intervenire alla fermata successiva e si riesca, per una volta, a catturare qualcuno di
questi aggressori, credo che sarebbe una cosa buona. Quindi, forse su questo aspetto
andrebbe fatta un po' più di riflessione.
In particolare, mi ha colpito scoprire che i sindacati l'hanno chiesto da mesi, ma in
sostanza l'Azienda non si è mai mossa, se non dopo quest'ultima aggressione,
convocando i sindacati il giorno dopo. Per carità, anche l'Amministrazione spesso si
muove solo se c'è un'emergenza, però anche questo non è piacevole da scoprire.
Quindi, ben venga se adesso ci sono tavoli, discussioni e così via; anche se purtroppo
ci è voluto un episodio veramente grave (come questa aggressione a tre persone sulla
Linea 4,) per muovere le cose. Però, ci vorrebbe un po' di attenzione sistematica e
non soltanto l'intervento quando c'è l'emergenza sui giornali. Quindi, forse
lavorando sotto traccia, si riesce a migliorare la situazione.
In particolare, l'installazione delle videocamere sui mezzi ovviamente è importante,
però sappiamo tutti che la visione delle immagini che riprendono il volto di un
aggressore non ne garantiscono la cattura. Anzi, quasi sempre queste immagini non
sono utili a identificare l'aggressore.
Per cui, quello che bisognerebbe migliorare è proprio la possibilità di un intervento
in tempo reale, attraverso un coordinamento con la Questura, che garantisca un
intervento veloce almeno sulle linee calde.
A questo punto aspettiamo di vedere se la situazione migliora con questo nuovo
progetto che prevede la presenza di un agente di Polizia Municipale; però, credo che
ogni tanto dovremmo ritrovarci per discutere di questo problema e capire come sta
andando la situazione, perché i numeri sono preoccupanti e quindi bisogna senz'altro
fare qualcosa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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