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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 10 Giugno 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2013-02327
"MODALIT? DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 3/2013, IN PARTICOLARE DELLE MODIFICHE APPORTATE ALL'ARTICOLO 13 COMMA 6 DELLA LEGGE REGIONALE 56/1977" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 22 MAGGIO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 201302327/002,
presentata in data 22 maggio 2013, avente per oggetto:

"Modalità di applicazione della Legge Regionale n. 3/2013, in particolare delle
modifiche apportate all'articolo 13 comma 6 della Legge Regionale n. 56/1977"

e dell'interpellanza n. mecc. 201302325/002, presentata in data 22 maggio 2013,
avente per oggetto:

"Modalità di applicazione della Legge Regionale n. 20/2009 e successive
modificazioni"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Le definizioni dei tipi di interventi edilizi di cui al comma 3 della Legge Regionale n.
56/77, così come modificata recentemente dalla Legge Regionale n. 3/2013, sono
rimaste invariate, salvo per quanto attiene alla definizione di ristrutturazione edilizia
e all'introduzione di una casistica, che è quella della sostituzione edilizia; non
risultano quindi modificate le definizioni di manutenzione straordinaria e di
ristrutturazione urbanistica.
Premesso questo, al comma 6 dell'articolo citato si specifica che le definizioni di cui
al comma 3 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei
Regolamenti edilizi. Quindi, considerando che la nuova definizione di
ristrutturazione edilizia ricomprende anche la demolizione e la ricostruzione con la
stessa volumetria e sagoma e che la sostituzione edilizia introdotta dalla Legge
Regionale del 2013 riguarda gli interventi da attuarsi mediante demolizione e
ricostruzione anche con diversa localizzazione nel lotto e con diversa sagoma, è
evidente la necessità di un approfondimento tecnico circa l'applicazione della norma
suddetta, perché apparirebbero in contrasto; in particolare, il comma 7, che era
previgente alle modifiche introdotte alla Legge Regionale del 2013, indica come aree
inedificabili quelle da salvaguardare per il pregio naturalistico e storico, quelle che
hanno caratteristiche negative dei terreni e le fasce di rispetto previste per Legge. Il
Piano Regolatore di Torino tratta le aree e gli immobili appartenenti alle prime due
tipologie (quindi, gli immobili tutelati e le aree geologicamente sensibili) con
appositi allegati tecnici alle schede normative, rispettivamente nell'allegato A e
nell'allegato B. In questi allegati vengono definite le limitazioni ed i tipi di
intervento per ciascuna classe di tutela storico-paesaggistica, che sono suddivise su
sei gruppi di edifici nella zona centrale storica e cinque gruppi esterni alla zona
centrale storica e quelli a rischio idrogeologico sono suddivisi in ventuno sottoclassi
geologiche.
Premesso questo, pur condividendo l'intento della norma regionale che è entrata in
vigore il 12 aprile 2013 e la riflessione illustrata nell'interpellanza circa la necessità
di semplificare la normativa, è evidente che necessitano di specifici approfondimenti
le problematiche applicative relative alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico
ed alla salvaguardia idrogeomorfologica.
Su questi aspetti la Città deve confrontarsi con la Regione Piemonte, in particolare
con gli Uffici dell'Urbanistica e dell'Assetto Idrogeologico competenti in materia,
che, a suo tempo, hanno validato ed approvato la Variante n. 100 di adeguamento al
PAI (Piano per l'Assetto Idrogeologico).
Condividendo la necessità di dare corso in modo adeguato a questa previsione, è
stato avviato un approfondimento sul tema con la Regione Piemonte, anche
valutando la disponibilità della stessa Regione ad integrare il testo normativo
esplicitandone il campo di applicazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Se l'Assessore risponde anche alla terza interpellanza, poi potrò concludere alla luce
di quanto mi risponderà.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
In attuazione dell'intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali dell'aprile 2009, sul
Bollettino Ufficiale della Regione è stata pubblicata la Legge Regionale 14 luglio
2009 sullo snellimento delle procedure in materia di edilizia e di urbanistica (il
cosiddetto Piano Casa), che è entrata in vigore il 31 luglio 2009.
Le finalità della Legge sono quelle di sostenere il rilancio dell'economia, attraverso
interventi edilizi per favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente dal
punto di vista della qualità architettonica e dell'efficienza energetica, nonché di
migliorare la sicurezza delle strutture e l'accessibilità degli edifici.
Successivamente, il 4 marzo 2011, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della
Regione Piemonte la Legge Regionale 2 marzo 2011 n. 1 che ha introdotto alcune
variazioni significative rispetto alla precedente Legge del 2009.
Con la Legge Regionale, infine, del 28 dicembre 2012, la n. 18, il termine per la
richiesta degli interventi in deroga è stato fissato alla data del 31 dicembre 2013.
Infine, l'ultimo articolo, l'articolo n. 86 della Legge del 25 marzo 2013 ha
recentemente introdotto ulteriori modifiche della Legge Regionale del 2009. Come è
evidente, quindi, c'è un'evoluzione continua della normativa.
Quindi, come segnalato nell'interpellanza, si sono riscontrati dei dubbi interpretativi
sull'applicazione delle nuove norme ed è in corso un approfondimento di concerto
tra gli Uffici dell'Edilizia Privata e gli Uffici della Direzione Urbanistica.
Al fine di permettere un'applicazione corretta, univoca ed omogenea da parte degli
Uffici dell'Edilizia Privata, il 9 maggio 2013 è stata inviata alla Direzione Regionale
per la Programmazione Strategica, Politiche Territoriali ed Edilizie una richiesta di
chiarimenti formale con particolare riferimento alla corretta interpretazione da dare
all'articolo n. 5 comma 4 della Legge Regionale, in merito all'ammissibilità degli
interventi di demolizione e ricostruzione su edifici ricadenti in aree individuate dal
vigente Piano Regolatore, che è stato adeguato al PAI, a seguito dell'approvazione
della Variante n. 100, in classe di pericolosità geomorfologica, che sono la 3B2 e la
3B3.
Per quanto riguarda i permessi di costruire rilasciati dall'entrata in vigore della
Legge Regionale del 2009 per gli interventi relativi all'articolo n. 3 (per
l'ampliamento di edifici residenziali uni e bifamiliari) e all'articolo n. 4 (per la
demolizione e ricostruzione), gli interventi richiesti sono stati complessivamente 37
ed i dinieghi sono stati 25.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta.
Come prima cosa, le chiedo se, gentilmente, come ha fatto lunedì scorso, può
fornirmi le note degli Uffici.
Per quanto riguarda l'argomento dell'interpellanza, io non sono ferratissimo in
materia, ma mi rendo conto che anche da parte sua ci sia stata una certa fatica nel
rispondere puntualmente a tutto, in quanto si tratta di questioni molto tecniche.
Non sono un professionista della materia, ma un po' ci ho studiato su, e la percezione
che ho è che questo Decreto Sviluppo (che, sappiamo bene, viene riproposto ogni
anno, perché l'edilizia è uno dei punti fondamentali dell'economia di un Paese e, se
va l'edilizia, è più facile che riparta un sistema - questo può essere condiviso o meno
-), abbia dato una serie di possibilità andando in deroga ad una serie di definizioni,
quindi la possibilità di costruzione, la possibilità di ristrutturazione e modifica degli
stabili già presenti.
La Regione, in un primo momento (poi è chiaro che c'è sempre il gioco delle parti),
non ha recepito subito, ma oggi ha fatto un quadro complessivo di quello che si può
fare e di quello che non si può fare. Riprendendo anche l'interpellanza di lunedì
scorso, presentata dai Consiglieri della Lega Nord, e quella presentata dal
Movimento 5 Stelle, la percezione che ho è che ci sia una volontà, non dico di non
applicare, ma di chiedere continui pareri e questa Città continua a perdere oneri di
urbanizzazione. Su ogni pratica, i funzionari di questa Città si fermano e fanno
approfondimenti. Addirittura - questo non glielo dico con esattezza, cioè il numero
della sentenza - alcuni funzionari dicono: "Noi, su questo, facciamo fatica ad
applicare la Legge Regionale, andate al TAR"; il TAR dà ragione al cittadino - sarà
mia cura fornirle tutti i riferimenti - e un nostro funzionario può dire: "Sì, ma tanto
noi, come Città, andremo in Consiglio di Stato".
La percezione che ho avuto, parlando anche con una serie di professionisti in
materia, è che si faccia di tutto per ostacolare qualsiasi tipo di iniziativa privata che
potrebbe permettere a questa Città, nel rispetto delle regole (ma mi pare che
qualcuno non voglia prendersi la responsabilità di dire che si può fare, perché magari
l'ha fatto la Regione, perché il Decreto Sviluppo l'ha fatto magari un Governo), di
incamerare risorse.
Questo non riesco a capirlo. Lei più volte, Assessore, nel suo intervento giustamente
diceva: "Sì, noi abbiamo fatto fin qui, ma stiamo chiedendo pareri alla Regione, c'è
bisogno di un approfondimento".
Oltretutto, sono norme ad hoc, che finiscono nel 2013, perché sono due anni che
questo Paese è inchiodato sul tema dell'edilizia. Non stiamo parlando di
cementificazione - me ne darà atto l'Assessore -, ma di prendere quello che c'è già,
rimetterlo a posto, ricostruirlo e modificarlo, non di spalmare tonnellate di cemento
sulla nostra città. Non stiamo parlando di questo. Stiamo parlando di dare la
possibilità, a chi oggi vuole spendere i soldi che ha, in tema di edilizia, di
ristrutturare, modificare, cambiare, nel rispetto delle regole, e noi continuiamo a dire
che c'è bisogno di fare verifiche.
Io sono solo un po' preoccupato ed evidentemente non ne faccio una responsabilità
politica, questo lo dico in premessa, quindi non dico che è l'Assessore che dà l'input
di dire: "Fermate tutto, non muoviamo niente, perché la Regione non ci ha detto
effettivamente come fare". Non so se sia un problema della Pubblica
Amministrazione nostra o se ci sia qualche motivo di frizione tra come la Legge
Regionale ha interpretato il Decreto Sviluppo e quanto noi... A quel punto, ci
dobbiamo adeguare.
Non so se i nostri funzionari o dirigenti si rendano conto che ogni bastoncino messo
fra le ruote, che non sia pesantemente di merito, ma solo di forma, relativo ad un
continuo procrastinare le procedure, fa incassare meno questa Città.
Lasciamo perdere l'imprenditore, che, magari, vuole fare la sua operazione e
ricavarne il giusto utile, però c'è anche il cittadino che, magari, ha dei soldi da
spendere e vuole ristrutturare un pezzo della sua proprietà. Comunque, la Città sta
perdendo risorse e queste risorse non verranno chieste ai nostri funzionari che hanno
detto che avevano bisogno di sentire il parere della Regione. Sembra quasi che si
debba sempre fare un confronto all'americana tra il Direttore della Regione e il
Direttore del nostro Comune.
Sono tutte risorse che, in un momento come questo, in cui vendiamo, svendiamo e
cerchiamo di razionalizzare, non incamereremo.
Quindi - ripeto - non è una responsabilità politica che attribuisco al nostro Assessore,
ci mancherebbe, poi si può essere d'accordo o meno sul fatto che l'edilizia sia una
colonna dell'economia di uno Stato, ma, da questo punto di vista, le chiedo,
Assessore, di cercare anche lei di ricevere il più possibile i professionisti che, magari,
le chiederanno un incontro, perché le daranno una visione delle cose diversa da
quella dei nostri burocrati, i quali, per non assumersi la responsabilità (perché il
clima che oggi c'è nel Paese è che, se firmi un atto, dopo 60 giorni rischi di trovarti a
discutere con un Giudice), rimandano e inchiodano qualsiasi tipo di iniziativa
privata. Da questo punto di vista, secondo me, non facciamo il bene di questa Città.
Si parla di milioni di Euro di incassi per la Città che sono fermi, non di 50, 100 o
200.
Allora, se è così, Assessore, evidentemente non posso ritenermi soddisfatto, perché,
giustamente, lei ha letto le risposte che mi ha dato, ma, alla fine, il concetto è che
bisogna fare verifiche con la Regione. Quindi, non c'è certezza del diritto da questo
punto di vista.
Spero che si convochi una Commissione dove sia possibile ascoltare i tecnici, gli
esperti dei partiti che hanno l'onore di sedere in Sala Rossa per trovare una
soluzione, perché siamo a giugno e a fine dicembre scade. Vuol dire che o si
riprorogherà, come pare che il Governo Letta voglia fare, oppure abbiamo perso una
serie di treni che portavano risorse al Comune.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
È evidente che le questioni sollevate dal Consigliere Magliano vanno affrontate con
la dovuta articolazione, perché non meritano una risposta tecnica, ma tutta politica,
anche se poi le questioni sono tecniche.
Vorrei solo sottolineare con forza il fatto che, da un lato, si condivide la necessità di
semplificare le procedure (perché non è vero che, avendo procedure complesse, si ha
maggiore qualità, non necessariamente; noi viviamo in un Paese che stratifica norme
e le cambia in itinere, per cui alla fine la produzione di carte per potersi adeguare alle
procedure è maggiore poi dell'interesse a valutare la qualità progettuale), nello stesso
tempo, però, è indispensabile, con delle norme che tendono alla semplificazione, ma
con delle ampiezze di ambiguità possibile applicativa, poter avere dei requisiti che
diano certezza del diritto agli operatori, che diano dei requisiti omogenei e, nello
stesso tempo, consentano di poter valutare che cosa si fa e perché si fa, perché è vero
che l'edilizia è un motore dell'economia e che la sostituzione nel tessuto consolidato
della città è un elemento di rigenerazione urbana - lo condivido pienamente -, è
evidente che noi però stiamo anche ipotecando la funzionalità della città. Faccio
degli esempi: la possibilità di derogare al Piano Urbanistico, dal produttivo al
commerciale, non è semplicemente una questione che sta all'edilizia e ai permessi
edilizi, sta alla funzione che si dà a interi pezzi di città, perché questo ovviamente ha
degli impatti sul commercio di prossimità, piuttosto che su altre funzioni, eccetera.
Quindi, proprio per questo noi abbiamo cercato di lavorare, non per rendere più
ostiche le norme in modo da impedire.
Io i professionisti li ricevo, i progetti si valutano, eccetera.
Comunque, rimando la questione in Commissione, perché credo che valga la pena
fare un approfondimento su questi temi, che stanno al funzionamento della Città, sia
dal punto di vista degli investimenti economici - sicuramente -, sia per quanto
riguarda le entrate della Città, che è altrettanto importante come obiettivo, ma anche
al senso delle operazioni che si fanno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, brevemente, al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Grazie, Assessore. Quindi, attendo quanto prima la possibilità di convocare questa
Commissione.
Vorrei dire solo un'ultima cosa - e credo che l'Assessore, per la sua cultura
democratica, la condivida -, cioè se una Legge italiana diventa Legge Regionale
nessun nostro funzionario può dire che per lui è incostituzionale e, quindi, non la
applica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. Sarà fatto, glieli segnalo.
Grazie.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento, nella sua genericità ed
importanza, verrà approfondito in Commissione, come per l'interpellanza
precedente.

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