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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 17

Comunicazioni del Sindaco su "Sicurezza in cittą"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sono state presentate richieste di Comunicazioni da diversi Gruppi; per un accordo in seno alla Conferenza dei Capigruppo, devo dare lettura delle richieste in maniera esplicita e questo è corretto perché si tratta di richieste di approfondimento diverse con diverse sfumature.
La prima che leggo è a firma del Capogruppo Carossa. "Si chiede di relazionare, durante la seduta del Consiglio Comunale, convocata in data odierna, in merito alle ultime notizie riportate sui quotidiani, relativamente agli atti di violenza avvenuti nelle notti scorse e sulla eventuale formazione e convocazione del cosiddetto "Tavolo sulla sicurezza".
La seconda è a firma del Capogruppo Ghiglia. "Gentile Presidente, nei giorni passati la nostra città è stata teatro di troppi episodi di violenza, determinati da una escalation della criminalità, che non trova, purtroppo, argine nell'encomiabile impegno quotidiano delle forze dell'ordine e del Corpo di Polizia Municipale. Le carenze di organico delle forze dell'ordine non affrontate dal Ministro Amato e dal Governo di sinistra, che non hanno neppure assicurato la sostituzione dei pensionamenti ed il pessimo impiego del pur valente Corpo di Polizia Municipale, ridotto a compiti amministrativi anziché di controllo e repressione contro le violazioni dei regolamenti municipali e delle leggi, impongono un deciso cambiamento di rotta, che non si intravvede negli appelli del Sindaco Chiamparino a riunire propagandistici e inutili tavoli bipartisan dall'esclusivo effetto mediatico. A tale proposito, chiediamo che nella seduta odierna del Consiglio il Sindaco riferisca sugli urgenti e auspicabilmente concreti provvedimenti che intende assumere per fronteggiare l'emergenza criminalità a Torino".
La terza richiesta è stata presentata dai Consiglieri Angeleri e Scanderebech. "Per quasi sei mesi abbiamo chiesto al Sindaco un piano sulla sicurezza in città, per far fronte ai fenomeni di microcriminalità e spaccio, che si verificano continuamente in alcune zone della città. L'UDC ha presentato interpellanze, mozioni e numerose richieste di comunicazioni in Aula; molte sono state senza esito. Ora che, anche dopo l'intervento del Cardinale e di altri Gruppi dell'opposizione, l'attenzione del Sindaco pare essere concentrata su questo fenomeno, chiediamo che, già durante la seduta del Consiglio Comunale odierno, il Sindaco faccia una comunicazione urgente sulla sua posizione, sulla questione sicurezza e su ciò che l'Amministrazione intende fare per risolvere questo grave problema".
Infine, l'ultima richiesta di comunicazione è a firma del Capogruppo Cantore. "In relazione ai gravi fatti accaduti stamattina intorno alle ore 4.30 nella zona Crocetta, dove sono esplosi tre cassonetti della spazzatura, esplosione provocata da ordigni rudimentali, chiediamo una comunicazione urgente in Aula del Sindaco durante il Consiglio Comunale di oggi".
Prima di dare la parola al Sindaco, tengo a esprimere, a nome mio e a nome di tutto il Consiglio Comunale, la solidarietà alle forze dell'ordine, perché ci hanno comunicato che gli ordigni sono esplosi in una successione temporale diversa, probabilmente per cagionare ferite e danni alle forze dell'ordine sopraggiunte successivamente alla prima esplosione. Quindi, come il Consiglio Comunale ha fatto in altre circostanze, è corretto esprimere la nostra solidarietà alle forze dell'ordine.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo che, dall'inizio di questa tornata amministrativa, questa sia la sesta volta (forse anche la settima) che il Consiglio discute sulla sicurezza; da un lato, questo è un segno della sensibilità che vi è nella nostra città su questo tema e, dall'altro, è un segno dell'attenzione con la quale quest'Aula segue questo problema.
Inizio dalla richiesta del Consigliere Cantore, perché, se anche i due temi sono distinti, credo sia giusto cominciare dall'ultima richiesta.
Non conosciamo esattamente quali siano le forze o le motivazioni e non mi risulta che vi siano state rivendicazioni esplicite, tuttavia, tutti i segnali ci fanno pensare, data la notevole somiglianza di queste esplosioni ad altri episodi analoghi - ad esempio, quello avvenuto davanti alla caserma dei Carabinieri di Fossano, circa un anno fa, o i pacchi bomba recapitati in alcune Sezioni dei Vigili Urbani di San Salvario -, che ci sia un'azione eversiva, probabilmente di matrice anarchico-insurrezionalista; dico "probabilmente" perché non ho elementi certi per dirlo e non conosco le ipotesi investigative, che mi auguro possano smascherare al più presto gli autori di questi attentati. Penso che questi episodi non vadano trascurati, anzi, debbano rimanere alla nostra attenzione, anche alla luce di quanto l'indagine del Pubblico Ministero Bocassini di Milano ha rivelato per quanto riguarda una rete terroristica che stava per rinascere e che, probabilmente, non è stata ancora del tutto estirpata dal tessuto del nostro Paese.
Quindi, anche se forse non ci sono connessioni tra questi episodi, tuttavia sono tasselli di un mosaico che non va sottovalutato, che va visto con grande preoccupazione e contrastato con grande fermezza sul piano politico, che va perseguito senza alcun tentennamento, come stanno facendo gli organi inquirenti e le autorità di Polizia sul piano dell'investigazione e dell'individuazione dei responsabili e della loro punizione.
Come ha già fatto il Presidente Coppola, volevo esprimere il sostegno alle forze dell'ordine, che probabilmente erano l'obiettivo - per fortuna, mancato - di questa catena di attentati, e volevo anche cogliere questa occasione per rinnovare il ringraziamento per il loro impegno anche nel contrasto della rete terroristica, come si è visto nel caso della inchiesta milanese, che ha portato a successi preventivi molto significativi. Quindi, è assolutamente necessario non abbassare la guardia da nessun punto di vista e credo vi siano le condizioni di civiltà politica e democratica per impedire che queste frange eversive possano avere il sopravvento e danneggiare il tessuto democratico e civile del nostro Paese.
Per quanto riguarda le questioni della nostra città e del nostro territorio, visto che so che questo spesso è oggetto di polemica da parte di alcuni esponenti dell'opposizione, che invitano - come se, in questo modo, si risolvessero i problemi del terrorismo - alla chiusura dei centri sociali (così anticipo una replica), non ho difficoltà a dire che, come, da un lato, non abbiamo nessuna intenzione di iniziare delle guerre che rischierebbero di peggiorare il clima civile e democratico della nostra città, allo stesso tempo, mi dichiaro pronto ad accompagnare qualsiasi azione che le autorità inquirenti e di polizia ritenessero necessarie per raggiungere gli obiettivi che ho precisato prima, quindi a snidare e colpire definitivamente la rete di terrorismo e di complicità terroristiche che dovessero nascondersi nella nostra città, anche nel caso in cui vi fossero dietro i centri sociali.
Per quanto riguarda la questione centrale delle altre comunicazioni, i fatti di cui mi si dice (se non ho cattiva memoria) si riferiscono principalmente in questo ultimo weekend a due episodi: il primo era quello che in prima battuta era sembrato la bastonatura di un tossicodipendente, avvenuta nel Parco Stura, frutto di un episodio di "pattugliamento" (fra virgolette) non da parte dei Comitati del Parco Stura, ma, probabilmente, di alcune figure esterne a quella zona.
Alla luce di indagini più aggiornate, sembrerebbe, in realtà, esserci dietro il riflesso di contrasti fra spacciatori e consumatori, ma, in ogni caso, non spetta a me appurarlo. Questo è uno degli episodi che si sono verificati.
L'altro episodio è l'accoltellamento che, in prima battuta, sembrava per futili motivi, cioè, una lite dopo uno scontro in auto; ad indagine più approfondita - io dico quanto ho letto sui giornali, perché, ovviamente, io non ho i mattinali della Questura più aggiornati di quelli dei giornali -, sembrerebbe frutto anch'esso di una qualche forma di regolamento di conti all'interno di un mondo adiacente allo spaccio ed al traffico di droga o, comunque, di attività ai margini fra il lecito e l'illecito. Dico sembrerebbe perché - ripeto - riporto quanto ho avuto modo di leggere.
In ogni caso, si tratta di episodi che sono stati prontamente repressi: i responsabili sono stati fermati ed identificati e, nel caso di un ferimento di una certa gravità, vi è stato l'arresto, segno che le forze dell'ordine hanno una capacità di risposta molto pronta ed evidenzia il fatto che il territorio non sia fuori controllo e che i problemi esistenti sono oggetto di contrasto nel più efficace dei modi possibili.
So che sto dicendo cose che ho già ripetuto, naturalmente, ed anche che non trovano il consenso di una parte di quest'Aula, ma continuo a ritenere che non ci troviamo in una situazione di emergenza dal punto di vista della sicurezza e della criminalità, ma siamo di fronte ad una fisiologia (in alcuni casi, cruenta), tipica di tutte le aree metropolitane, che deve destare la giusta preoccupazione, ma non deve diventare oggetto di eccessiva spettacolarizzazione, perché, in questo modo, si rischia di rendere più difficile quell'attività faticosa, paziente e, spesso, determinante di controllo del territorio che è, poi, la vera chiave di volta.
Aggiungo, visto che nelle comunicazioni è richiesto, che il Parco Stura è un esempio di come, nel giro di pochi mesi e grazie alla collaborazione di una parte degli abitanti, si sia riusciti a dare un segnale molto significativo di attenzione, di contrasto di un fenomeno che stava assumendo proporzioni non più sostenibili e lo si sia, perlomeno, diradato. Ci auguriamo che sia stato disperso, ma temiamo diradato in altre parti della città che, tuttavia, ci preoccuperemo - uso il plurale non per nos maiestatis, ma perché credo di esprimere un orientamento comune a tutte le Istituzioni che più di me hanno responsabilità in materia di ordine pubblico, a cominciare dalla Prefettura e dalla Questura - di tentare di contrastare ulteriormente, consapevoli del fatto che il problema non solo si risolve in questo modo, ma anche del fatto che una sistematica azione di contrasto, oltre allo spostamento, può anche indurre ad una certa dispersione che, qualche effetto, comunque, di riduzione del fenomeno lo può avere.
Dato questo giudizio, vengo, quindi, alla questione. Ho lanciato la proposta - ed è un'altra delle richieste, se non sbaglio, del Consigliere Carossa, di delucidazione - di un tavolo di lavoro comune sulla sicurezza e contro le tossicodipendenze, per alcune ragioni molto semplici. La prima è che mi pare che accoglierebbe quello che è un sentire comune dei cittadini, che ritengono - salvo frange estreme - che il tema della sicurezza non solo non sia di parte, ma anche che l'uso di parte di questo tema sia scarsamente utile anche per i fini di chi lo fa. Non voglio essere polemico, altrimenti, mi sarebbe facile ricordare certi manifesti di una campagna elettorale di non molto tempo fa e ricordare come "chi di propaganda ferisce, di propaganda perisce", però - ripeto -, non è mia intenzione polemizzare.
La proposta, secondo me, serve prima di tutto a questo. Credo sarebbe un bel segnale all'opinione pubblica della città se, su questo tema, ci fosse la capacità di sedere attorno ad un tavolo, ad un luogo comune di lavoro, per tentare di vedere quali siano le proposte che si possono mettere in campo sia a livello locale, sia - e credo siano i destinatari principali - a livello nazionale, cioè, coinvolgendo il Parlamento ed il Governo.
Vengo alla ragione più di merito, perché il problema - credo che di questo bisogna esserne consapevoli - ha una dimensione ed una complessità tale per cui è illusorio che qualcuno pensi di avere la ricetta in mano. Per esempio, io ho sollevato la questione delle narcosale. So che per qualcuno viene ritenuta la soluzione; io ritengo che possa essere una proposta da provare a sperimentare, ma certamente è lontana mille miglia dal poter dare una risposta almeno ai tre quarti del problema della tossicodipendenza e dello spaccio. Potrebbe servire - come ho già avuto modo di dire, chiedo scusa se mi ripeto - ad offrire una possibilità di aggancio a chi ha deciso di uscire dal giro e vuole, quindi, trovare un appiglio, o anche a chi non ha deciso di uscire dal giro perché, magari, non è più in grado di farlo e nelle narcosale potrebbe trovare un modo per soddisfare la propria dipendenza, sperabilmente evitando di compiere quegli atti che, spesso, sono frutto della disperazione, ma che generano insicurezza ed offendono spesso le parti più deboli della popolazione, nel disperato tentativo di procurarsi la risorsa per la dose. Però, dobbiamo sapere che questo riguarderebbe una parte minima della popolazione tossicodipendente.
Si può ironizzare finché si vuole su una mia formulazione giornalistica che, ovviamente, essendo tale, deve essere evocativa, ma tutti sappiamo che esiste il consumatore (con macchina più o meno di lusso, non è indispensabile avere la BMW, si può avere anche una macchina di media cilindrata) che fa uso della sostanza semplicemente per rendere più divertente, dal suo punto di vista, la serata che si appresta a passare e si tratta della stragrande maggioranza. Sappiamo che questo rappresenta buona parte del traffico di stupefacenti, che coinvolge una larga parte - ahimè - della popolazione. Bisogna trovare il modo per contrastare questo traffico, perché, poi, genera lo spaccio, che, a sua volta, è catalizzatore di attività criminose più o meno consistenti, che ruotano attorno a questa attività.
Ho fatto questo racconto per dire che, secondo me, provare a mettere insieme proposte, idee e suggerimenti che, nell'accezione del dibattito pubblico tradizionale, hanno alcune connotazioni - scusate, tra virgolette - "di sinistra" (per esempio, le narcosale ed altro), o "di destra" - tra virgolette - (colpire il consumatore di sostanze stupefacenti in modo più rigoroso), forse potrebbe aiutare ad individuare soluzioni utili ad un problema che, indubbiamente, è di elevata complessità.
Questa è la seconda motivazione per la quale a me pare che il tavolo potrebbe essere utile. Inoltre, dato che molte forze politiche, anche dell'opposizione (penso all'UDC, che ha fatto anche una raccolta di firme, ad esempio - se non sbaglio -, per questo), hanno presentato veri e propri piani per la sicurezza.
Non avendo noi competenze amministrative specifiche che possano individuare il luogo in cui vi sia la possibilità di approfondire questi piani (come si fa per una qualsiasi discussione, una qualsiasi deliberazione settoriale), credo che avere un luogo che sia di carattere generale, come può essere la Conferenza dei Capigruppo, integrata da parlamentari o anche da rappresentanti politici che conoscano questa materia, mi sembra la strada per provare ad individuare delle proposte, delle soluzioni, anche soltanto per rendere più forte e sostenuta la richiesta al Parlamento ed al Governo affinché si facciano carico di alcune proposte.
Ad esempio, da tempo, abbiamo sottoposto ai parlamentari l'ipotesi di un disegno di legge che affrontasse il nuovo tema delle identità nascoste attraverso l'abrasione dei polpastrelli e mi risulta che i principali Gruppi abbiano depositato dei provvedimenti in questa direzione; ritengo che questa sarebbe un'ottima sede per esercitare una pressione, attraverso un'audizione dei parlamentari stessi, e far sentire l'esigenza che su questo argomento si acceleri, con qualche carattere di urgenza, nella discussione parlamentare.
Queste sono le motivazioni per le quali, circa 2 ore fa, ho inviato una lettera ai Capigruppo in cui li invito, per la seconda metà del pomeriggio di venerdì, ad un primo incontro preliminare, per approfondire - con chi è interessato - la tematica di questo lavoro. Ovviamente, è chiaro che esiste una sola condizione politica perché, almeno nella fase preliminare, questo lavoro possa partire: la partecipazione deve essere alternativa all'organizzazione di qualsivoglia ronda, passeggiata o Consiglio Comunale aperto sui luoghi dello spaccio, ovvero a qualsiasi iniziativa che, con le migliori intenzioni del mondo (perché non le metto in discussione), rischi, però, oggettivamente, di fornire l'alibi a chi, invece, non ha alcuna intenzione di attenersi ai metodi del dialogo e della convinzione e a coloro che, esplicitamente, teorizzano il "farsi giustizia da sé".
Da questo punto di vista, non posso che rinnovare la mia piena adesione e il mio pieno sostegno al messaggio, molto forte, che il Procuratore Maddalena ha voluto dare, respingendo in qualsiasi forma e annunciando la massima determinazione nel contrastare questo tipo di inversione nei parametri logici che governano la Giustizia nel nostro Paese e che devono continuare a governarla, perché il fatto che la Giustizia non possa essere appannaggio privato è uno dei capisaldi di qualsiasi Stato di Diritto e di qualsiasi Ordinamento democratico.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Alla fine del mio intervento, restituirò al Sindaco la lettera di invito, perché non parteciperemo ad alcun tavolo, soprattutto perché il suo è il tavolino a tre piedi del gioco delle campanelle o delle tre carte, per tentare, ancora una volta, di prendere in giro i torinesi, rispetto a tutto ciò che il Sindaco, la sua Giunta, il suo Governo, la sinistra monocolore italiana, regionale, provinciale e torinese non stanno facendo per quanto riguarda il tema della sicurezza e per contrastare la criminalità.
Tra l'altro, restituirò la lettera anche per un fatto di educazione formale da parte del Sindaco, perché non può, da una parte, auspicare un tavolo e, poi, dichiarare a "La Stampa" di Torino, non più tardi di 2 o 3 giorni fa, che: "...L'unico contributo del centrodestra è stato quello di strumentalizzare il problema, permettendo a qualche facinoroso di aumentare la tensione". Perché ci invita ad un tavolo, se parte da questa prevenzione e da questo preconcetto, anche ineducato e, mi consenta di dire, un po' "sbiffiard" (come avrebbe detto mia nonna)? Proprio il Sindaco ha il coraggio di dare lezioni sulla sicurezza al centrodestra!
In secondo luogo, quando parla di tossicodipendenze, visto che tutti i sociologi a Torino sono di sinistra, legga, si informi! Questo stereotipo Anni '70 dei suoi compagni con la sciarpona rossa e gli occhialini tondi, del consumatore di destra e di sinistra, farà parte della sua cultura politica, ma ci duole doverla informare che, oggi, la nuova eroina di sintesi e la cocaina costano appena 10 Euro a dose! Altro che macchina di lusso in contrapposizione alla droga dei poveri!
Cerchi di uscire un po' da questa mentalità, sinceramente obsoleta, stucchevole, assurda, inconsistente e insussistente, che fa dei suoi interventi di 20 minuti il solito "bla bla" imbarazzato di un Sindaco che non fa nulla per la sicurezza!
In terzo luogo, non siamo stati noi a dichiarare, due mesi fa, in quest'Aula, testualmente (tant'è che l'abbiamo scolpito sui nostri blog): "Torino è una città fin troppo sicura". È stato il Sindaco! E, allora, se lei ritiene che sia fin troppo sicura, questo tavolo può apparire come una lenza gettata dal pescatore con appeso il vermicello dell'ipocrisia, sperando che qualcuno abbocchi, perché lei, signor Sindaco (che non ha ottenuto nulla dal suo Governo, infatti, dopo due mesi, il Ministro Amato l'ha ricevuto, ma non ha ottenuto neanche un poliziotto in più per la nostra città, così come il recupero dei pensionamenti) possa socializzare l'eventuale sconfitta. Si è lamentato di aver fatto un tavolo, essersi presentato e di non aver ottenuto niente, ma come mai il Sindaco Iervolino e il Presidente della Regione Campania, Bassolino, sono riusciti ad ottenere più forze dell'ordine nella loro città? Evidentemente, è una questione di peso politico e di credibilità.
So che replicherà duramente, ma sinceramente non mi interessa, perché le sue dichiarazioni sulla sicurezza, ormai, sono talmente risibili, che i cittadini le hanno colte bene. Poi, lei potrà dire che, finché il Consigliere Ghiglia dice queste cose, è tranquillo, perché ripete sempre le solite frasi: è la terza volta, su sei, che cita il manifesto di Alleanza Nazionale. Si rinnovi un po'! È vero che è il Sindaco, che ha tanti impegni, ma legga, si informi, viva questa città di più senza la sua scorta, non soltanto quando la chiama l'Onorevole Marino, che, anima candida, si è accorto di avere gli spacciatori sotto casa! Chieda alle altre decine di migliaia di torinesi, che hanno gli spacciatori sotto casa tutti i giorni e non hanno il suo numero di telefono, come si trovano a vivere, oggi, in questa città.
Inoltre, per quanto riguarda la droga, perché il Sindaco non ricorda al Ministro Turco che è stata lui a raddoppiare, per decreto, la quantità di sostanze stupefacenti detenibili per uso personale, incrementando così lo spaccio della droga nelle nostre città? Ma che tavolo intende fare? Lo scopo di quel tavolo è di dire al Ministro Turco di tornare indietro rispetto a questi provvedimenti irresponsabili? Se lo scopo è questo, potremmo anche partecipare!
Concludo il mio intervento, anche se il Sindaco ha parlato per 20 minuti (nel dire niente, è sempre molto lungo), accennando alle Narcosalas. Esiste un articolo specifico della Legge Fini che punisce anche chi, in qualche modo, coadiuva l'apertura di luoghi in cui si socializzi la droga. Se lei dovesse provarci, dovremmo denunciarla, insieme all'altro grande sponsor delle Narcosalas, la terrorista Ronconi. Denunceremo tutti e due, perché non siete i nostri maītre à penser e perché questa è una proposta criminogena, che va respinta con risolutezza.
Quindi, nessun tavolo. La proposta finale è di convocare, a spese di ciascun Consigliere, il Consiglio Comunale di Torino davanti a Palazzo Chigi per pretendere più uomini e mezzi per la città. Non servono tavoli; servono forze dell'ordine, più controllo e sicurezza!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Naturalmente, i fatti di questi ultimi giorni (non solo di queste ultime notti) hanno testimoniato, se ce n'era ancora bisogno, che, purtroppo, questa città non è così sicura come il Sindaco ha detto e continua a dire (esattamente come ha ricordato il Consigliere Ghiglia).
Non è nemmeno così tremenda, ma non è assolutamente sicura.
Il mio intervento sarà abbastanza breve, perché ritengo - cercando di spogliarmi della mia veste di Consigliere Comunale - che le polemiche non servano. Da cittadino credo che, se davvero si vuole fare qualcosa, tutti insieme dobbiamo provare a farlo.
Sulla sicurezza dei nostri cittadini sono pronto a fare qualsiasi cosa.
Sicuramente il Sindaco non è d'accordo con me su tante cose: ad esempio, su quelle che vengono chiamate "ronde" - ma che io preferisco chiamare "passeggiate con i cittadini nei quartieri" - (da una parola all'altra le cose cambiano totalmente). Ne ho fatte molte a San Salvario, dove il problema degli spacciatori agli angoli delle strade esiste da anni, non solo da quando l'Onorevole Marino ha sollevato la questione. Credo che, pian piano, con queste passeggiate, a San Salvario sia migliorata la situazione (anche se, naturalmente, non è ancora tutto a posto). È anche merito della gente, di coloro che sono scesi in strada, in piazza.
Secondo me, i politici devono cercare di non strumentalizzare queste persone e di guidarle il più possibile; è per questo motivo che non concordo con il Sindaco, quando afferma che è sì necessario sedersi tutti attorno ad un tavolo, ma a determinate condizioni, perché io continuerò sempre a fare queste passeggiate con i cittadini, quando sarà il caso, perché le reputo utili.
Ripeto: per la sicurezza dei nostri cittadini sono pronto a fare qualsiasi cosa, anche a sedermi col diavolo, anche a sedermi con lei. Venerdì ci sarò, proprio per capire quali carte il Sindaco abbia in mano. Voglio proprio vedere se la sua proposta - mi auguro di no, visto che lei è il Sindaco di tutta la Città - è solo una proposta demagogica o di propaganda per i giornali. Mi auguro di no: in ogni caso, venerdì avremo occasione di verificare se c'è davvero la serietà di affrontare questo problema, che - come già il Sindaco ha ricordato, ma che voglio ricordare anch'io - non riguarda soltanto lo spaccio di droga o i clandestini, ma riguarda anche le baracche costruite lungo la Stura e molte altre situazioni che riguardano la sicurezza della nostra città e che vanno affrontate seriamente. Mi riferisco, ad esempio, anche ai centri sociali, dov'è necessario cercare di isolare sempre più chi mette bombe o chi, durante i cortei, lancia slogan scorretti, che inneggiano al terrorismo o che sbeffeggiano i morti di Nassirya. In questi cortei - mi permetto di dirlo senza polemica, essendo un dato oggettivo, di fatto - compaiono bandiere di partiti che - spero - venerdì siederanno a quel tavolo.
In quell'occasione, vedremo che cosa succederà, perché è giusto il discorso, che si sente provenire da più parti, secondo cui la sicurezza non ha colore politico, ma bisogna vedere come si affronta e se lo si vuole davvero affrontare in tutte le sue sfaccettature.
Per questi motivi, venerdì, mi siederò a quel tavolo, senza accettare, però - mi permetta, Signor Sindaco - alcun diktat: se, dopodomani, i cittadini di San Salvario o di qualche altra zona mi inviteranno a partecipare, con loro, ad una passeggiata nel loro quartiere, naturalmente ci andrò, come sempre ho fatto, e cercherò sempre, come sempre ho cercato, di stemperare gli animi. Questo l'ho sempre fatto e sempre cercherò di farlo.
Venerdì, vedremo se la sua è solo una proposta per "farsi ancor più bello", davanti alla stampa (bello lo è già: bravissimo e bellissimo), o se, invece, è davvero una proposta seria.
L'ha già accennato lei, ma anch'io voglio vedere se si riuscirà a coinvolgere maggiormente il Corpo della Polizia Municipale nel controllo coordinato con le altre forze dell'ordine della città e se, effettivamente, tutti insieme riusciremo a spingere in Parlamento affinché siano presentate quelle proposte di legge che, per esempio, già il giudice Padalino sta portando avanti, ricordando a tutti quanti che, quando la Lega Nord, la demonizzata Lega Nord proponeva le impronte digitali per chi entrasse in Italia, è stata tacciata di razzismo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ho letto con piacere la lettera inviataci oggi dal Sindaco, in cui sostiene - cito le sue parole - che la sicurezza non è di parte, ma riguarda tutti. Si tratta di un'affermazione che, in quest'Aula, più di Consigliere ha ribadito: noi per primi, a cominciare dal mese di luglio, quando, con diverse interpellanze e mozioni, sollecitammo, insieme ad altri Consiglieri di altri Gruppi, un dibattito sulla sicurezza.
All'epoca, presentammo una mozione che, poi, fu approvata da questo Consiglio nel mese di novembre; in ogni caso, abbiamo sempre cercato di mantenere un comportamento serio sul tema, proprio per evitare strumentalizzazioni.
Penso che gli atti parlino in questa direzione, tant'è che non abbiamo strumentalizzato nemmeno quanto lei stesso ha riconosciuto, cioè il fatto che il nostro Partito, proprio un mese fa, abbia intrapreso un percorso attraverso una petizione al Consiglio Comunale che - voglio segnalare - ha già raggiunto, in poche settimane, circa 2.500 firme. Si tratta sicuramente di un grande risultato (vista anche la scarsa attrezzatura di cui i partiti oggi dispongono). Tra l'altro, in quella petizione, come il Sindaco stesso riconosceva, ci sono alcune proposte estremamente concrete: questa è la dimostrazione evidente di non voler strumentalizzare un tema delicato, che non può essere considerato né di destra né di sinistra, ma che dev'essere considerato un problema che oggi, purtroppo, attanaglia i cittadini della nostra città.
La mozione, presentata a settembre ed approvata a novembre, ha avuto un suo esito positivo: in questo, devo riconoscere all'Assessore Borgogno di avere presentato in Commissione, mi pare un mese fa, una proposta di cui dovremmo dibattere. Rispetto a questo, la sua proposta mi pare da un lato accettabile, dall'altro curiosa, perché non si capisce se la sua proposta sia la stessa dell'Assessore Borgogno o se viaggi per altri versi. E' una domanda su cui, ovviamente, vorrei avere una risposta.
Per quanto riguarda il lavoro fatto in questi mesi, credo che la sollecitazione proveniente dal nostro Gruppo (ma anche da altri Gruppi di questo Consiglio Comunale), alla fine, però, le abbia fatto cambiare idea. Voglio soltanto ricordare che, nell'ultimo Consiglio del 2006 in cui abbiamo dibattuto di sicurezza, il Sindaco ci portò i dati - mi ricordo benissimo - di Torino e Napoli, sostenendo che, in confronto a Napoli, a Torino non c'era alcun tipo di problema e la situazione era rosea. Rispetto a questo, mi pare che qualche problema sia emerso nei mesi successivi e che non ci sia quella tranquillità e quella sicurezza che il Sindaco sosteneva esserci (come si evince anche dal fatto che il Sindaco, venerdì prossimo, voglia riunire la Conferenza dei Capigruppo insieme ai parlamentari, incontro che condivido e al quale il mio Gruppo parteciperà, perché, ovviamente, una richiesta di confronto non si rifiuta mai). Voglio anche fare l'esempio di chi, oggi, entra nel circolo vizioso della droga: prima, il Sindaco sosteneva che la situazione attuale non è più quella di un tempo, tuttavia, oggi, sono ancora molti coloro che, per passare una serata diversa, decidono di provare questa esperienza.
Questo aspetto ci deve far riflettere, perché probabilmente quanto detto dal Sindaco è vero, ma allo stesso tempo è deprimente; bisogna fare una riflessione sulla nostra cultura: questo è anche un dato culturale, è un dato che non attraversa solo il problema della sicurezza ed è un dato che deve essere affrontato complessivamente in tutti i suoi aspetti. Penso che su questo tutti abbiamo abbassato la guardia, anche da un punto di vista della politica amministrativa e, forse, ci dovrebbe essere una riflessione più attenta da parte di tutti i partiti.
Se su questo c'è da parte del Sindaco una volontà di intervento complessivo, anche da parte nostra ci sarà tutta la collaborazione, non dimenticando i fatti che, purtroppo, abbiamo vissuto proprio in quest'ultimo weekend, legati alle ore serali, agli incidenti e a quanto capita, nella stragrande maggioranza dei casi, a seguito della droga. Seguiremo, quindi da venerdì, con molta attenzione e con altrettanta serietà, le proposte ed il confronto che ci sarà; mi auguro che finalmente si possa giungere ad un dibattito serio e non ad una continua strumentalizzazione di cui sinceramente anche noi siamo stufi.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
A me sembra che il dibattito di questa sera sia stato utile, perché, se non ho inteso male, tutti i Gruppi Consiliari che fino ad ora hanno preso la parola hanno dichiarato, seppur con toni diversi e con accenti differenti (chi per vedere le carte, chi per mettere alla prova questa Amministrazione), di cogliere con interesse la proposta del Sindaco e probabilmente venerdì saremo tutti seduti intorno ad un tavolo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Può darsi, ma mi sembrava che dalla dichiarazione di ieri a quella in Conferenza dei Capigruppo a quella in Aula, ci fosse stato un cambiamento tale da avere, venerdì, anche la presenza del Capogruppo di Alleanza Nazionale.
A mio avviso, c'è stata una buona risposta, perché finalmente, forse per la prima volta, abbiamo sentito riconoscere che questa Amministrazione non ha mai abbassato la guardia sul tema della sicurezza; semmai, ha cercato a più riprese di contrastare quella, forse inevitabile, tendenza alle strumentalizzazioni che non aiutano a risolvere il problema della sicurezza e a questo proposito vorrei richiamare l'attenzione su di un aspetto che, purtroppo, deriva dalla mancata conoscenza della realtà.
Nei mesi scorsi, abbiamo constatato una situazione molto difficile nel Parco della Stura, dove la presenza di tossicodipendenti e il loro stazionamento aveva assunto livelli davvero preoccupanti. Per affrontare questa situazione, fin da giugno, l'Amministrazione si è impegnata (a tal proposito, vorrei ringraziare soprattutto l'Assessore Borgogno, insieme agli Assessori Curti e Tricarico) con tutte le energie a disposizione e con tutti i mezzi, seppur limitati, cercando di affrontare il problema con serietà e oggi commetteremmo un grave errore se non riconoscessimo che la situazione è cambiata, anche se non è ancora risolta, non solo grazie all'impegno della Giunta, dei Vigili Urbani, dell'Assessore Borgogno e di altri Assessori che hanno prontamente immaginato degli interventi di riqualificazione, ma anche grazie all'intervento dei cittadini che, secondo me, bisogna ringraziare, laddove hanno saputo per primi prendere le distanze da ogni strumentalizzazione e per primi hanno saputo manifestare una presenza civile sul territorio. La situazione è cambiata ed è la dimostrazione che, se si interviene con una pluralità di strumenti (dall'impegno civile alla progettazione, alla riqualificazione, alla presenza delle forze di pubblica sicurezza), è possibile fare qualcosa.
Concludo il mio intervento con una preoccupazione: ora che la situazione in parte è cambiata, non vorrei che da parte di qualche forza politica o di qualche movimento ci fosse la volontà di strumentalizzare una situazione che è in via di soluzione o comunque di significativo miglioramento. Questo sarebbe un gesto davvero irresponsabile nei confronti di quei cittadini che per moltissime sere e per moltissimi pomeriggi hanno presidiato civilmente il territorio, cercando di prendere le distanze da ogni forma di violenza privata. L'appello che rivolgo in quest'Aula a tutte le forze politiche è quello di rispettare questi cittadini e di valorizzare ancora di più la loro composta e civile presa di impegno nei confronti di un territorio che ha vissuto e che, in parte, continua a vivere una situazione davvero difficile.
Per questa ragione, considero il dialogo di questa sera ed il confronto avvenuto in Aula utile, perché mi sembra che tutti abbiano, seppur con toni diversi, preso le distanze da ogni strumentalizzazione; pertanto, l'invito e l'auspicio che avanzo in questa sede è che alle parole seguano i fatti: sarebbe davvero preoccupante se, anche laddove si è riusciti, pur con difficoltà, a dare un segnale di possibile soluzione, ci fosse poi un intervento della politica che, anziché aiutare, cercasse, per fini di basso consenso, di complicare il clima e di riportare l'orologio mesi indietro.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Abbiamo presentato questa richiesta di comunicazioni a causa dei tre ordigni rudimentali esplosi questa notte nella zona centrale della città. Per il momento, nessuno ha rivendicato questo gesto, ma la nostra preoccupazione è che, a fronte di una situazione della sicurezza di cui parlerò più avanti, possa insorgere il preoccupante fenomeno del terrorismo o della violenza anarchico-insurrezionale; questa nostra preoccupazione è motivata dal fatto che gli esperti della Polizia sostengono che gli ordigni siano riconducibili a questa appartenenza politica. In questi giorni c'è stato l'anniversario di una morte e quindi ci potrebbe essere un collegamento, anche se non voglio enfatizzare nulla e nemmeno creare allarmismo, ma la nostra era una preoccupazione legittima di fronte ad un fatto accaduto questa notte e alla necessità di avere un chiarimento.
Parteciperemo al tavolo di venerdì; riteniamo che ogni occasione sia buona per confrontare idee e proposte e per riflettere su questa situazione torinese che non ha bisogno di allarmismi, ma nemmeno di sottovalutazioni, nel senso che dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo fare più fatti e meno parole. Per cui ritengo che queste comunicazioni in Aula, questa sera, a differenza delle altre, abbiano avuto una valenza maggiore, più importante e più costruttiva.
Devo dire che da parte nostra è iniziata un'opera silenziosa: siamo stati tra gli organizzatori di quella grande manifestazione del 18 settembre in Via Cigna e, senza averla strumentalizzata, ci è parsa una manifestazione civile di cittadini che non si fanno giustizia da soli.
Il Consigliere Tronzano, più volte, ha avanzato proposte sulla funzionalità e il riordino dei Vigili Urbani. Ci è parso di fare un'opposizione che, quando era il caso, diceva che le cose non andavano, avanzava delle proposte e, come l'Assessore Borgogno sa, diceva che non eravamo convinti delle ipotesi che ci stavate sottoponendo. Le anticipo, quindi, che venerdì ci presenteremo, signor Sindaco, con delle proposte e penso che questo sia il modo migliore per approcciare, perché questo tavolo non deve essere né precostituito (non lo riteniamo un tavolo di "inciucio") e nemmeno tale da togliere le responsabilità.
Siamo, infatti, tutti consapevoli che, dopo venerdì, ognuno di noi avrà sempre lo stesso ruolo, all'interno di questa Città, però ci pare importante confrontarci in questa occasione e vedere se, da questo incontro, ci sarà una vera volontà di continuare affinché su questo tema delicato (dove basta che soffi sul fuoco non solo una forza politica, ma anche un organo di informazione, perché venga ingigantito e non si abbiano più i termini della realtà) ci sia un serio confronto. Ci presenteremo, quindi, con delle proposte; riproporremo quelle avanzate sul Corpo dei Vigili Urbani e ne avanzeremo anche altre.
Una proposta, però, vorrei avanzarla già questa sera: vorremmo che il Ministro Amato venisse a Torino. Questo nulla toglie all'incisività del suo lavoro in questi mesi, ma facciamo, se mi permette, il banale ragionamento secondo il quale è meglio prevenire che intervenire quando le situazioni sono gonfiate.
Non mi rivolgo tanto al problema della sicurezza, ma a quello, che è ancora in nuce, di una possibile ripresa di attentati o di terrorismo.
Riterrei opportuno che il Ministro Amato (che è andato in Campania, risolvendo, secondo me, dei problemi, essendo persona capace e buon servitore dello Stato, e lo dico a livello personale, senza voler impegnare il mio partito e il mio Gruppo Consiliare), se si dovessero riscontrare in questi giorni elementi più concreti, venisse a Torino prima e non dopo, per sanare delle situazioni.
Questo è lo spirito col quale approcciamo questo tema e con il quale parteciperemo alla riunione di venerdì.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Spero che venerdì non sia presente al tavolo comune l'Onorevole Borghezio le cui passeggiate sono note non per lo spirito pacifico e costruttivo, come quello delineato dal Consigliere Carossa, al quale riconosco la serietà dei comportamenti. Spero che non ci sia, perché, trattandosi di un tavolo aperto, qualche problema sulla sua partecipazione a quel tavolo me lo porrei. Ricordo, infatti, che le sue passeggiate sono state causa di gravi situazioni per le quali lo stesso Onorevole Borghezio è stato sottoposto a un procedimento penale per tentato omicidio.
Questa era la premessa, che non vuole essere fatta con spirito polemico. Mi auguro che il tavolo di venerdì sia veramente costruttivo, che non si parli di ronde, ma di un problema serio, di un bene quale è la sicurezza, che appartiene a tutti i cittadini.
Al di là delle ricette che ognuno propone, queste devono essere democratiche e devono fare i conti con questioni di ordine pubblico che fanno capo alle forze dell'ordine e non ai singoli cittadini.
Per quanto riguarda le polemiche di questi giorni sulla proposta del Sindaco relativa alle narcosale, gli suggerirei di chiamarle in un altro modo. Signor Sindaco, non parlerei di narcosale, ma di strutture di tipo sanitario che possano accogliere queste persone per l'assunzione delle sostanze stupefacenti di cui fanno uso. Il termine narcosale spaventa un po' i cittadini, mentre credo che, invece, l'utilizzo di luoghi sociali come luoghi sanitari nei quartieri possa essere adatto a controllare questo problema: non parlo della somministrazione, ma dell'assunzione di sostanze stupefacenti, anche attraverso il controllo della Sanità Pubblica. Ritengo che questo sia un modo serio, che non spaventa i cittadini, di affrontare il problema dell'assunzione delle sostanze stupefacenti.
Sindaco, venerdì, al tavolo comune ci saremo, perché ritengo che la proposta sia giusta. L'importante è che, come diceva lei stesso, non si parli di ronde e di metodi poco consoni alle regole della convivenza civile. Credo che i cittadini debbano essere tutelati e coinvolti. Propongo anche che, all'interno della discussione, siano coinvolti i cittadini che fanno parte di comitati che in questi giorni si sono organizzati e ritengo che anche i loro rappresentanti vadano coinvolti nel tavolo del Comitato della Sicurezza Pubblica, in modo da farli uscire da questo clima di strumentalizzazione irresponsabile.
In questa Sala ho visto e sentito interventi diversi: quelli dei Consiglieri Angeleri e Cantore sono stati di un certo tipo, altri sono andati in altre direzioni, quindi, credo che voler strumentalizzare per forza questo problema stia gettando benzina sul fuoco e sia un atto irresponsabile, perché questo tema non si affronta così, ma con il massimo di collaborazione e con il riconoscimento di quanto le Istituzioni a Torino (e, in particolare, il nostro Comune) stiano facendo su questa partita, che non è soltanto di tipo sociale, ma anche di ordine pubblico e che fa capo al Ministero degli Interni (e lo ripeto ogni volta che facciamo questo tipo di discussione).
Signor Sindaco, quindi non chiamiamo queste strutture narcosale, ma luoghi sanitari dove si può distribuire la droga in maniera controllata, anche proponendo a queste persone formule di recupero sociale. Credo, infatti, che, tra i tanti, qualcuno disponibile ad un recupero sociale ci possa essere, perché queste persone sono anche vittime di un processo molto più forte di loro e credo che i massimi responsabili di questa situazione siano i trafficanti.
Non sento mai parlare di chi dirige le fila del traffico della droga, che costituisce il problema fondamentale, perché i tossicodipendenti sono vittime di un problema più alto di loro, ma anche i pusher lo sono e chi organizza queste persone, in tanti casi disperate, che svolgono questo lavoro, perché anche quello ahimè è un lavoro, disperato, che produce morte, ma è un lavoro. Chi organizza il traffico della droga è il massimo responsabile di questa situazione e credo che anche le forze dell'ordine debbano alzare il tiro della repressione su costoro.
Spero, quindi, che si crei un clima costruttivo all'interno del Consiglio Comunale per arrivare, perlomeno, a ridimensionare il problema che stiamo vivendo in questi giorni.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Buquicchio.

BUQUICCHIO Andrea
Pur essendo il Consigliere Gallo Domenico un comunista e io un liberale, nelle sue parole ho trovato alcuni elementi che mi sento di condividere, innanzitutto per quanto riguarda il problema della competenza dell'ordine pubblico.
Sapete come la pensa il partito che rappresento, quindi, non sto a ripeterlo, ma un ente come il Comune ha responsabilità limitate, rispetto all'utilizzo delle forze dell'ordine preposte a un determinato compito, quindi, può fare un pressing sui livelli istituzionali competenti. Lo fa, lo farà e sicuramente noi premeremo affinché lo faccia ancor di più.
Quello che, invece, un ente, come il Comune, può scegliere di fare (ed è una scelta politica), è di investire (come abbiamo detto tante altre volte), se ritiene, di più in quella che è la sua competenza specifica: il Corpo dei Vigili Urbani, migliorandone non la qualità del servizio, che sicuramente è encomiabile, ma, magari, investendo in un implemento quantitativo, e soprattutto, dotandolo di strumenti maggiori. Penso che questo il Comune possa farlo e noi siamo d'accordo che lo faccia.
Per quanto riguarda, invece, il problema della tossicodipendenza, il Consigliere Gallo Domenico mi ha anticipato, nel senso che anche io non chiamerei questa struttura narcosale, ma presidi di supporto ai tossicodipendenti che, ricordiamoci, prima ancora di essere individui che violano la legge, in alcuni aspetti (lo dico probabilmente da medico), sono dei malati e come tali non possono essere abbandonati.
Così come nessuno di noi - e non è un pensiero della sinistra, perché se il contrario fosse un pensiero della destra, sarebbe molto grave -, né di destra, né di sinistra, abbandonerebbe sul marciapiede una prostituta affetta da AIDS, contratto nell'esercizio della sua professione. Il tossicodipendente ha bisogno di essere aiutato ed esistono dei percorsi, che rientrano nel Sistema Sanitario Nazionale, che portano a favorire una volontà di recupero. Però, questo non basta, perché non è sufficientemente preservato l'elemento della privacy, perché, comunque, c'è da vincere tutta una serie di pregiudizi relativamente a quei luoghi.
Nell'emergenza, a colui che, in astinenza, compie un furto, magari anche un omicidio, per procurarsi la dose di cui ha bisogno per un elemento di sopravvivenza (valutata tale in termini soggettivi in quel momento), se qualcuno fornisce uno strumento per riuscire a superare quel momento di criticità, inteso come elemento straordinario di criticità, ben venga! Ma è ovvio che tutto questo va inserito nell'ambito di un sistema di servizio sanitario, non può prescindere da quello e, sicuramente, deve fare i conti con una serie di aspetti giuridici che sono da approfondire.
La sensibilità espressa da questa Amministrazione nei confronti di questo problema riceve, da parte mia personale, un plauso. Non ne farei una questione eticamente sensibile. È un problema, secondo me, di doveroso intervento nei confronti di chi si ritiene debba essere aiutato innanzitutto sul piano della salute. Il tossicodipendente, ricordatevi, innanzitutto è un malato e se lo mettiamo in condizione di avviare un percorso di recupero, avremo ottenuto un doppio risultato: avremo restituito a lui la salute e avremo ottenuto un criminale in meno.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Noi raccogliamo l'invito formulatoci oggi, signor Sindaco, e saremo presenti venerdì alla riunione da lei convocata. Mesi fa si era iniziato un percorso analogo, anche relativamente alla gestione dell'emergenza su "Tossic Park" e crediamo - anche grazie alla disponibilità dimostrata dall'Assessore Borgogno - che da quel percorso siano arrivati dei frutti. Riteniamo altrettanto più utile percorrere la strada dei tavoli istituzionali, come quello che si svolgerà venerdì, che non quella degli esponenti politici che partecipano alle ronde, che è, se vogliamo, anche un fenomeno sociologico e, probabilmente, di perdita di credibilità della politica stessa.
Auspichiamo che questo tavolo possa funzionare davvero, avviando una collaborazione tra le diverse forze politiche, nella consapevolezza delle diverse risposte che ogni forza politica può contribuire a dare sul tema della sicurezza, che è sicuramente un bene comune, ma che vede, molto spesso, forze politiche proporre soluzioni alternative nella legittima democrazia.
Crediamo, come diceva il Sindaco, che la soluzione della somministrazione controllata e delle narcosale non possa essere la soluzione del problema, ma che sia uno degli aspetti che questo tavolo potrebbe affrontare. È stato citato il caso della Svizzera. Ancora ieri, un'inchiesta riportata su un organo di informazione nazionale, riprendeva i dati significativi che quella sperimentazione ha prodotto negli ultimi 10 anni, sia relativamente alla drastica riduzione dei fenomeni criminali collegati al reperimento delle sostanze, sia rispetto alla possibilità di recupero di circa il 61% dei tossicodipendenti, o dei disperati, nell'arco degli ultimi 10 anni.
Concludendo, è evidente che ci troviamo anche di fronte al fallimento di una legge (la Fini-Giovanardi), che aveva come obiettivo dichiarato quello di diminuire e di ridurre il consumo e lo spaccio delle sostanze stupefacenti, ma che ha, invece, prodotto il risultato opposto, spostando sempre più persone verso le droghe pesanti. È, infatti, un dato significativo quello della drastica riduzione dei prezzi - come riportato dagli organi di informazione - delle sostanze quali, ad esempio, la cocaina e l'eroina, e, quindi, condividiamo con lei la necessità che si intervenga sul livello nazionale, a cominciare da questa legge, che sul piano delle libertà personali è fortemente repressiva e sul piano dell'ordine pubblico e delle risposte ai fenomeni di cui in oggetto, non ha prodotto alcun risultato positivo.

CALGARO Marco (Consigliere Anziano)
La parola al Consigliere Silvestrini.

SILVESTRINI Maria Teresa
Ho chiesto la parola, perché avevo alcuni punti da chiarire. Intanto ringrazio il Sindaco perché, tutte le volte che in Consiglio Comunale si è discusso l'argomento della sicurezza, le sue osservazioni sono sempre state molto equilibrate. Anche oggi abbiamo sentito - considerazione che condivido pienamente - che la questione è assolutamente complessa: non possiamo pensare di risolvere il problema della sicurezza con delle facili ricette.
Sono particolarmente interessata a capire meglio come si configuri il fenomeno nel suo complesso e, per questo motivo, lunedì scorso avevo presentato una proposta di mozione in cui chiedevo che la Città aggiornasse l'Osservatorio sulla sicurezza che era stato fatto precedentemente anche con la Prefettura. Secondo me, questo potrebbe essere già uno strumento per poter, in qualche modo, capire meglio i diversi aspetti di un fenomeno che, probabilmente, è in cambiamento e che, quindi, è importante per noi conoscere.
Inoltre, volevo comunicare al Sindaco e al Consiglio Comunale che ho pensato che fosse doveroso, da parte della IV Commissione, mettere in campo alcune sedute per affrontare i temi delle tossicodipendenze, invitando alcune persone che, nel tempo, si sono occupate di questo problema. La IV Commissione lavora e cerca di portare un suo contributo al dibattito di quest'Aula attraverso due sedute che si terranno il 15 e il 29 marzo, cosa che ho anche già precedentemente comunicato al Sindaco, invitandolo.
Questa settimana la IV Commissione affronterà un altro tema che io, forse a livello intuitivo, trovo collegato, cioè quello della violenza e del bullismo nelle scuole, su cui il Sindaco aveva chiesto come mai non fossero mai state fatte interrogazioni o chiesto approfondimenti. Penso che sia importante renderci conto di come il deterioramento del clima della convivenza civile nella nostra città, che passa attraverso moltissimi sintomi che sui giornali abbiamo potuto verificare, debba essere contrastato anche con strumenti che sono di natura culturale, attraverso modelli di educazione alla legalità, che devono essere portati nelle nostre scuole per impedire che si generino modelli di comportamento errato.
Permettetemi di dire un'ultima cosa. Dal punto di vista delle donne, la sicurezza ha connotati completamente opposti a quelli che in questo Consiglio vengono sempre discussi, perché il pericolo viene individuato nelle strade, nelle piazze, mentre, per le donne, il pericolo, molto spesso, è nelle case. Questo è un argomento che non è mai stato trattato in questo Consiglio, ma deve essere tenuto presente se si parla di sicurezza nella nostra città, dove le donne sono più della metà della popolazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Borgogno, per una precisazione.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
A me pare che il taglio e il clima della discussione di questa sera, finalmente, siano positivi e cioè, secondo il mio parere, lo spirito che dovrà animare la discussione che inizierà da venerdì abbia già preso vita. Credo che, se ci impegniamo in un percorso comune con l'obiettivo di cercare soluzioni concrete, seppure da posizioni diverse, qualcosa che renda più semplice e più sicura la vita dei cittadini torinesi, questo sia lo spirito giusto, anziché segnare il territorio per ricavarsi ognuno il proprio spazio.
Tuttavia, vorrei fare solo due precisazioni, che sono comunque dovute. Al Consigliere Angeleri dico che la I Commissione ha avviato un percorso di confronto che riguarda, in modo particolare, l'impiego della Polizia Municipale e come dovrà mutare (e in parte sta già mutando). È un lavoro che abbiamo iniziato condividendo un metodo che sta producendo risultati positivi, ma è cosa diversa da ciò che il Sindaco ha proposto. Ciò che il Sindaco ha proposto c'entra in relazione al fatto che si usa un metodo analogo, per quel che ho capito io, ma per cercare di rendere comune temi generali con una generale assunzione di responsabilità per tentare di affrontare e risolvere problemi che, appunto, non hanno né una coloritura di destra, né di sinistra e su cui è sbagliato e pericoloso fare semplificazioni.
Seconda precisazione, che va sempre sotto il capitolo "semplificazioni", a proposito di un'affermazione che ha fatto prima il Consigliere Carossa e che era contenuta, in parte, anche nella richiesta di comunicazioni del Consigliere Ghiglia: credo che dire che la Polizia Municipale di Torino - se qualcuno di voi ha letto "L'Espresso" della scorsa settimana, saprà che impiega all'esterno l'83% della sua consistenza mentre a Milano siamo attorno al 60% e a Roma siamo attorno al 50% - sia impegnata in compiti amministrativi sia falso, come abbiamo è stato detto più volte in Commissione e porta a due conseguenze entrambe pericolose... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi riferisco alla lettera. Prima conseguenza pericolosa: a scopo di polemica politica, appiattire il tema "sicurezza" a "impiego della Polizia Municipale" è un errore, perché il problema non è tutto lì.
Seconda semplificazione: in questi giorni al Parco Stura da 20 giorni c'è una postazione fissa della Polizia Municipale, attorno alle case di Via Scotellaro-Corso Giulio Cesare; proseguono quasi quotidianamente i controlli della Polizia Municipale con il personale GTT sulla linea 4; in quel territorio si sta sperimentando una cosa che abbiamo discusso in Commissione, ovvero la modularizzazione e il controllo del territorio di quella zona tra poliziotto di quartiere, carabiniere di quartiere, pattuglia "decoro" della Polizia Municipale.
Dire che questi sono compiti amministrativi, ovvero che non c'è un impiego della Polizia Municipale nel controllo del territorio, francamente, mi pare un'esagerazione; oltretutto, è un argomento - lo ha citato prima il Consigliere Cantore - che abbiamo discusso in Commissione e su cui stiamo facendo un lavoro comune, cioè, si è partiti da alcune condivisioni per andare avanti e fare alcune cose.
Inoltre, si rischia di banalizzare il ruolo della Polizia Municipale, che secondo me è insostituibile, in quelle funzioni di convivenza civile e di coesione sociale, che è proprio di chi, oltre a presidiare il territorio, fa applicare i regolamenti di Polizia Urbana. Tra l'altro, si tratta di compiti nei quali la Polizia Municipale è insostituibile: se non lo fa la Polizia Municipale, non lo fa nessuno.
Infine, se in questo spirito di lavoro comune, che abbiamo inaugurato lavorando insieme in Commissione, che io credo debba ispirare il lavoro che partirà da venerdì a quel tavolo - lo dico anche con una punta polemica -, ci aiutassero tutti, compresi gli organi di informazione cittadini, i quali sovente offrono una realtà distorta da una lente che distorce, per l'appunto, sarebbe meglio non per la destra o la sinistra, ma sarebbe meglio per la città! Il fatto nuovo che è accaduto in questi 15 giorni al Parco Stura è che, per fortuna, sia per effetto dell'azione delle forze di Polizia, sia per effetto dell'attività pacifica dei cittadini, sia per effetto dell'azione dell'Amministrazione, il fenomeno dello spaccio e del consumo di droga si è ridotto in modo drastico!
Riproporre al pubblico "Tossic Park", anche se lì Tossic Park non c'è più (se non in una minima percentuale), è un'operazione di disinformazione molto pesante e se, poi, il dibattito "ronde sì, ronde no" nasce su un elemento che non è veritiero, o su una realtà che non è quella, è ancora peggio.
Questo, poi, provoca un effetto di emulazione, perché, per esempio, nei giorni scorsi (non sapendo che, per fortuna, il problema si è un po' attenuato), l'Associazione dei Padri Separati (che non c'entra nulla) dichiarava che voleva presidiare Parco Stura - questo è successo prima della vicenda di giovedì sera e dopo che il fenomeno si è allontanato da quella zona -, oppure due associazioni di anziani (che, tempo fa, avevano chiesto il giubbotto dei nonni civici e alle quali è stato risposto che, se non c'erano dei progetti, non era possibile fornirli) chiedevano che venissero loro forniti i giubbotti dei nonni civici perché hanno volevano presidiare il Parco Stura!
Si tratta di episodi molto negativi, non per la destra o la sinistra, ma per chi abita lì e per la città nel suo insieme. Intendo dire che o, tutti insieme, ci si aiuta a spegnere un po' le luci su un palcoscenico, che, per fortuna, rispetto a prima è un po' meno occupato da fenomeni di disordine urbano, ma rischia di essere occupato più di prima dall'equivoco, dalla strumentalizzazione e dall'infiltrazione, oppure si rende un cattivo servizio alla città.
Ritengo, quindi, che dobbiamo svolgere il lavoro che abbiamo detto, proseguendo quel lavoro che abbiamo iniziato in Commissione e spero che venga un appello forte, affinché anche l'informazione cittadina sostenga questo lavoro e ne riconosca il valore.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Visto che il Consigliere Ghiglia non è presente, non corro il rischio di annoiarlo se parlo a lungo, ma non ne approfitto, anche perché avrò occasione di rispondergli in qualche suo "comizio" e, quindi, non in questa sede.
Devo, invece, fare una precisazione al Consigliere Carossa: quando parlo di ronde o passeggiate organizzate, faccio riferimento a quello che ho letto a bocca di un suo Collega di partito. Un conto è essere presente fra i cittadini e, nei limiti della funzione, quando vi siano le condizioni, lo faccio anch'io; altro conto è, invece, organizzare, come iniziativa politica, delle attività che possono dare copertura a chi ritiene che possa essere giusto o legittimo farsi giustizia da sé. Sono due cose molto diverse.
Per quel che riguarda l'intento del Tavolo, non ho nulla da aggiungere, anzi, sono totalmente d'accordo con quanto è stato detto da molti. Vorrei solo dire al Consigliere Angeleri che io non cambio opinione, l'ho anche detto: il Tavolo non nasce da un'emergenza sicurezza, ma dall'esigenza, che riportava anche adesso l'Assessore Borgogno, di servire, prima di ogni altra cosa, a dare un messaggio all'opinione pubblica e alla città (che va un po' nella direzione che diceva il Consigliere Cantore) che è necessario farsi carico di questo tema tutti insieme, al di là di ogni strumentalizzazione politica e di parte, il che non pregiudica, poi, la parte che ognuno di noi potrà fare in Parlamento o in Consiglio Comunale. Ribadisco, quindi, che il messaggio che credo debba essere rivolto all'opinione pubblica torinese è che questo sia un tema del quale bisogna farsene carico al di là di ogni strumentalizzazione di parte e di ogni strumentalizzazione propagandistica. Secondo me, questo è un messaggio forte, che non pregiudica l'autonomia di ogni forza politica e che può anche aiutare a risolvere qualche problema. Per cui ne discuteremo nel corso del Tavolo.
Non riprendo, quindi, alcune cose di merito.
Ho usato un termine giornalistico per farmi capire. Naturalmente, le proposte dovranno essere fatte con la compiutezza anche definitoria che devono avere.
Ringrazio il Consiglio, perché anche a me pare - come ha detto il Consigliere Cantore - che questa sera le comunicazioni e la discussione relativa possano aver fatto fare un passo avanti su un tema che a tutti sta a cuore, che è quello della sicurezza dei nostri cittadini.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Le comunicazioni sono concluse.
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