Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Marzo 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2007-01035
?A QUANDO L'AVVIO DEI LAVORI DEL LOTTO SUD DEL P.R.U. DI VIA IVREA?? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE SALINAS IN DATA 20 FEBBRAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701035/02, presentata in data 20 febbraio 2007, avente per oggetto:
"A quando l'avvio dei lavori del Lotto Sud del PRU di Via Ivrea?"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
La vicenda del Parco Sud della Stura, in particolare nel tratto compreso tra Corso Vercelli e Corso Giulio Cesare - come è noto e come viene richiamato dall'interpellanza - è complicato dalla presenza di attività economiche, quella più rilevante (ma non l'unica) era un'autodemolizione, che occupava gran parte dell'area. Ciò, peraltro, avveniva sulla base di una contrattualizzazione del rapporto, che, a suo tempo (ormai molti anni fa), intervenne con il Demanio, proprietario dell'area stessa (in ragione della sua origine di liberazione dell'alveo del fiume) e che fu messa a reddito attraverso un contratto, che, naturalmente, fu sempre onorato dall'autodemolitore (il quale, anzi, anche alla scadenza del contratto continuò a pagare al Demanio, proprio per costituire una situazione di fatto, che potesse avere giuridicamente qualche forza).
Come è richiamato, da tempo, abbiamo avviato un lavoro di accompagnamento in uscita di questa attività economica, offrendo tutti gli ausili e le collaborazioni possibili, anche con i Comuni dell'Area Metropolitana, che si erano offerti di mettere a disposizione degli spazi idonei ad ospitarla.
Non ripercorro la vicenda a partire dal 2001, semplicemente perché è contenuta in una nota che posso consegnare all'interpellante, così come nello specifico consegnerò una nota dell'Ufficio Tecnico del Settore Verde, che fornisce precisazioni sull'attività già svolta e quella prevista (di cui, comunque, dirò rapidamente).
Riprendendo soltanto i termini essenziali e più recenti della vicenda, richiamo come l'intesa di liberazione dell'area (naturalmente, garantita da un atto d'obbligo unilaterale, a sua volta garantito fideiussoriamente) ha fatto capo alla concessione di proroghe da parte della Provincia, che è titolata e competente in materia a svolgere la propria attività, altrimenti, fattualmente, non sarebbe stato possibile continuare l'attività e, quindi, in qualche misura, si sarebbe "strozzata" (concedetemi l'uso di questo termine) l'azienda, rendendo impossibile la ricollocazione, ovvero l'investimento necessario ad attrezzare le aree su cui trasferire l'attività stessa. Abbiamo, dunque, cercato, sempre d'intesa con la Provincia, di trovare una modalità che consentisse, ad un tempo, di avviare concretamente e di dare segnali inequivocabili e fattuali di una dismissione progressiva delle aree molto estese, storicamente occupate, e, al contempo, di rendere possibile, attraverso una graduazione nel tempo, un'azione volta alla ricerca di soluzioni idonee alla ricollocazione, che non pregiudicassero la continuità dell'attività aziendale.
Va detto che, rappresentato in questo modo, potrebbe sembrare tutto perfettamente lineare, mentre questa vicenda, naturalmente, si è svolta in modo molto più complicato, attraverso indubbie resistenze dei titolari di questa attività a trasferirsi, attraverso la ricerca di soluzioni che presentassero condizioni economiche particolarmente favorevoli per rendere più sostenibile l'operazione stessa. Vi è stata una prima proposta di collocazione nel territorio di Settimo (che è stata ritenuta troppo onerosa), poi è stata individuata - per la verità, in massima parte su iniziativa dell'azienda - una localizzazione idonea (peraltro, a questo punto, del tutto formalizzata, sia dal punto di vista patrimoniale, che dal punto di vista urbanistico, perché ci sono le concessioni e sono in corso i lavori di attrezzamento dell'area) nel Comune di Lombardore.
I fatti più recenti, dal punto di vista del trasferimento e, quindi, delle proroghe concesse e connesse alla gradualità di questo trasferimento, risalgono al 12 ottobre 2006, quando una richiesta della ditta Festa (questa è la denominazione) documentava l'avanzamento dei lavori del sito di Lombardore, ma motivava la necessità di un'ulteriore proroga per procedere all'ultimazione dei lavori e al successivo trasferimento dell'attività.
Dopo le apposite verifiche (leggerò gli ultimi passaggi di questa nota, che, naturalmente, consegnerò integralmente) presso il sito di Lombardore, effettuate con la Provincia e la Circoscrizione - nel senso che si è voluto constatare o, comunque, rendersi conto concretamente del fatto che non fosse una "sceneggiata" o una "grande favola" -, si è acconsentito al rilascio di una proroga di 6 mesi, mentre la precedente scadeva il 31/12/2006.
Questo è quanto posso dire sullo stato dell'arte autorizzativo. La Provincia, su questo argomento, ha sempre sostenuto la tesi dell'esigenza di tutelare, comunque, l'attività di questa azienda, che, nel tempo, nel sito di Corso Giulio Cesare, aveva messo in atto tutti gli interventi necessari volti a garantire le condizioni per l'esercizio (in senso lato, quindi dal punto di vista della sicurezza, dello smaltimento dei reflui e delle sostanze pericolose); a detta della Provincia era tutto assolutamente regolare e corrispondente alla normativa, per cui l'azienda si era mostrata determinata a condurre la propria attività in maniera corretta.
Esiste, però, questo elemento - che è fuori discussione - dell'incompatibilità con la realizzazione del parco; ci si è mossi in questo senso, anche prestando attenzione e, quindi, tutelando, in qualche misura, un'attività economica che garantiva l'occupazione ad un numero consistente di persone e che si svolgeva, dal punto di vista produttivo e industriale, in termini corretti (altra situazione, appunto, rispetto agli usi impropri e spesso semiabusivi o, comunque, largamente irregolari).
Vorrei concludere con un'osservazione del Settore Verde, che fornisce informazioni anche sui tempi di attivazione degli interventi: attraverso i fondi relativi alla manutenzione straordinaria olimpica (nel senso che rientravano nel grande "pacchetto" di risorse destinate ad interventi per rendere la città idonea ad ospitare l'evento), venne sistemata a verde una porzione di area di circa 5.000 metri quadrati, già dimessa, all'epoca, dalla ditta Stano; ciò per testimoniare che alcuni lavori (che sono minimali e parziali, perché sono di ripulitura e di inerbimento) sono iniziati concretamente.
Si dice che la superficie rimanente di 35.000 metri quadrati, essendo inerbita e servita da una viabilità sterrata di servizio, sarà oggetto di riqualificazione da parte del Settore, attraverso la predisposizione, entro l'autunno, non di un progetto, ma dell'avvio del cantiere, in relazione al fatto che si tratta di risorse (lo si dice subito dopo) già disponibili: cioè di fondi residui derivanti dal ribasso di gara relativo al Parco Nord. Sostanzialmente si tratta, per così dire, di economie di mutuo, quindi non richiedono una procedura complicata di reperimento di risorse.
Con queste risorse si sistemerà questa ulteriore porzione, fino ad estendere gradualmente il Parco soprattutto nella parte spondale, verso Ovest, quindi verso Corso Vercelli, bonificando dall'amianto alcuni piccoli immobili che erano stati realizzati utilizzando materiali (in particolare coperture e ondulati di copertura) contenenti amianto e quindi le procedure di bonifica devono essere quelle di legge, particolarmente rigorose. Riguarderà, quindi, sia le bonifiche, sia le sistemazioni dell'area. Parte in autunno e dovrebbe essere realizzato, al massimo, nell'arco di un semestre: con la prossima primavera, quindi, l'estensione verso Ovest dovrebbe essere realizzata.
Al contempo, nel giugno 2007 - ci auguriamo - dovrebbe essere dismessa l'ultima porzione utilizzata dall'attività di autodemolizione. Rimarrebbe esclusa soltanto la porzione verso Corso Giulio Cesare, su cui, nella convenzione, si era pattuito che lo svolgimento dell'attività commerciale si svolgesse fino al 2010, per mantenere una base su Torino, essendo l'attività di demolizione trasferita altrove, ma anche per consentire che queste attività commerciali possano essere rilocalizzate progressivamente, senza pregiudizio grave per l'attività dell'azienda.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Salinas.

SALINAS Francesco
Ringrazio l'Assessore Viano per la documentata risposta.
La ricollocazione di questa attività industriale, lontano dalle sponde dello Stura, obiettivamente, è un problema di una certa qual complessità, che si trascina da molti anni.
Per inquadrare correttamente il settore del territorio di cui stiamo parlando, vi informo che si tratta dell'area prospiciente l'oggi tristemente noto Parco Stura, quindi una parte integrante di una futura grande area verde che, in questi anni, l'Amministrazione Comunale sta faticosamente cercando di ricomporre e che è già riuscita a recuperare per quanto riguarda la sponda Nord, oggetto del PRU di Via Ivrea, in cui i lavori sono in via di ultimazione.
Ringrazio, quindi, l'Assessore, salutando - se mi è consentito nell'annotazione - con particolare favore il fatto che si sia fissato un termine certo per quest'ultima proroga di tempo e che, quindi, già all'inizio di quest'estate, sarà possibile verificare il definitivo trasloco dell'attività ed avviare i lavori per il recupero dell'area a parco.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)