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LEVI Marta (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201205868/002, presentata dai Consiglieri Viale, Cassiani e Carretta in data 2 ottobre 2012, avente per oggetto: "Soppressione del comma 2 dell'articolo 28 del nuovo Regolamento per la disciplina dei contratti". LEVI Marta (Vicepresidente) Trattandosi di una proposta di deliberazione, i tempi sono di 10 minuti per l'illustrazione da parte di un presentatore; per la discussione, 10 minuti per un Consigliere per Gruppo e 5 minuti per gli altri. Uno dei tre firmatari presenta questa proposta di deliberazione? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho appena detto! Se state a sentire, mi fate una cortesia! Ripeto, illustrazione di una proposta di deliberazione ha i seguenti tempi: un presentatore 10 minuti. Per la discussione: un Consigliere per Gruppo 10 minuti e gli altri Consiglieri 5 minuti. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Questa proposta di deliberazione si illustra da sola, perché elimina una serie di precisazioni assolutamente inutili e ridondanti che snaturano la questione in oggetto, perché, una volta che il Consiglio Comunale ha approvato che è sempre facoltà dell'Amministrazione rifiutare proposte di sponsorizzazione, qualora si ravvisino motivi di inopportunità, non c'è bisogno di precisazioni, perché la decisione di accettare o meno alcune sponsorizzazioni dipende dalla sensibilità, dalla linea politica e dall'indirizzo che dà il Consiglio Comunale. Invece, mi pare che ci sia un elenco manifesto, la cui unica funzione è mettere una bandiera, cioè dare un proclama molto restrittivo, sapendo che questo non verrà rispettato, perché se il Comune di Torino lo fa rispettare per le proprie sponsorizzazioni, non lo fa rispettare per tutte le iniziative alle quali partecipa il logo della Città di Torino. Recentemente alla Reggia di Venaria è stata inaugurata una mostra in cui il professor Sgarbi ha illustrato un ottimo quadro del Caravaggio, "La fuga in Egitto"; la prossima volta bisogna avvertirlo che non potrebbe esporre un quadro tipo "I bari" (è un quadro del Caravaggio che si riferisce ovviamente al gioco d'azzardo), perché se noi riteniamo che il gioco d'azzardo non deve essere in alcun modo pubblicizzato, in qualunque sua forma, dal Totocalcio a tutto il resto, è chiaro che noi dobbiamo essere coerenti e dobbiamo fare in modo che il logo della Città di Torino non sia presente in queste cose. Vi è poi un'altra questione molto banale: se voi leggete l'elenco degli argomenti, troverete delle cose molto ambigue, perché quando si parla di materiale pornografico, non capisco quale sia il materiale pornografico che può sponsorizzare. La rivista pornografica che viene a sponsorizzare il Comune di Torino è possibile, ma probabilmente sta al Sindaco decidere di respingerla, ammesso che ci sia, ma il materiale a sfondo sessuale mi è molto oscuro, perché o si tratta di reati a sfondo sessuale che hanno una connotazione abbastanza precisa (prostituzione, pedopornografia e altre cose), o altrimenti il materiale a sfondo sessuale può essere lo sponsor di una ditta che produce profilattici, che ovviamente, molto spesso, fanno parte delle iniziative di un'Amministrazione. Anche in questo caso è un giudizio politico. Allora, io concludo dicendo che invito il Consiglio Comunale ad approvare la proposta di deliberazione per tornare alla responsabilità politica degli atti del Sindaco e degli Assessori e non soltanto sulla questione di un elenco a cui adeguarsi e poi andare a discutere se davvero la proposta sia stata o meno all'interno di quell'elenco. Banalmente, faccio notare che, per quanto riguarda la propaganda di messaggi di natura politica, sindacale, filosofica o religiosa, per assurdo, ma non tanto per assurdo, anche la manifestazione del 1° maggio o la processione del Corpus Domini possono essere considerate manifestazioni di propaganda sindacale e religiosa, al di là della religione, oppure l'adesione o l'invito del Sindaco a iniziative dei Testimoni di Geova, per capirci. Ecco perché io credo che, se noi dobbiamo assumere e scontrarci su questioni che ci possono dividere, non possiamo sicuramente vincolarci ad un evento ipocrita, abbastanza "da mutande", da mutande da mettere poi in giro per coprire le parti intime, dove queste appaiano e ci siano, e rinunciare a priori a sponsorizzazioni alle quali non abbiamo rinunciato in passato e alle quali altri non rinunciano. Faccio due esempi e termino il mio intervento. Un esempio è la questione dell'alcol: noi in questa deliberazione mettiamo i superalcolici; per quattro anni la stessa deliberazione - sarà sfuggito a molti - indicava agli alcolici, quando è notorio che gran parte delle iniziative di concerti, eccetera, sono sponsorizzate da alcolici, dalla birra, e la Martini Rossi - per fare un nome - sponsorizzava contemporaneamente il restauro della facciata della Città di Torino. L'altro esempio è la Lottomatica, quindi il gioco d'azzardo: il gioco d'azzardo, dal Bingo a qualsiasi cosa, non è il tipo di gioco d'azzardo che porta a dipendenza, ma la dipendenza e la patologia possono venire da qualunque tipo di gioco d'azzardo, compreso il gioco delle bocce, se questo viene fatto in modo compulsivo, scommettendo e, in qualche modo, passando e perdendo tempo tutto il giorno. Quindi, semplicemente perché si vuole essere i primi della classe, noi rischiamo davvero di fare un elenco che non rispetteremo, che salva solo la coscienza e che ci permetterà di dire a qualcuno: "Noi siamo contro, contro, contro" e in realtà poi ci comportiamo normalmente. Faccio notare che a Roma la Fondazione Parco della Musica - mi sembra si chiami così - è sponsorizzata da Lottomatica, tant'è vero che chiunque passa al PalaEUR vede enormemente scritto PalaLottomatica. Non credo che a Roma, perché la PalaLottomatica scarica dei costi di quella struttura, ci sia maggior dipendenza che a Torino, dove al nostro stadio la pubblicità per le scommesse compare solo quando giocano le squadre di calcio ogni volta, perché nei nostri impianti, allo Stadio Comunale (non mi riferisco allo Stadio della Juventus, che è di sua proprietà) noi non abbiamo posto come condizione a chi lo usa di non mettere la pubblicità del gioco d'azzardo. Oggi alcune società di scommesse sponsorizzano le squadre di calcio. Peraltro, mi pare che Lottomatica sponsorizzi il Milan, un'altra azienda sponsorizza la Juventus e le principali amministrazioni sportive hanno società di scommesse. Per cui il nostro stadio ha sempre la pubblicità, giusto o sbagliato che sia. Il punto non è se sia giusto o sbagliato, il punto è che sta al Sindaco, all'Amministrazione e al Consiglio Comunale decidere se la voglia o meno, ma è sbagliato nascondersi ipocritamente dietro un elenco, che sappiamo che rimarrà carta morta, o soltanto per andare a vedere ogni tanto se qualche Assessore l'abbia rispettato, in uno dei pochi casi in cui ci arrivano soldi da qualcuno, che non siano banche o assicurazioni. |