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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Giugno 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2012-05868
SOPPRESSIONE DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 28 DEL NUOVO REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CONTRATTI.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201205868/002,
presentata dai Consiglieri Viale, Cassiani e Carretta in data 2 ottobre 2012, avente
per oggetto:

"Soppressione del comma 2 dell'articolo 28 del nuovo
Regolamento per la disciplina dei contratti".

LEVI Marta (Vicepresidente)
Trattandosi di una proposta di deliberazione, i tempi sono di 10 minuti per
l'illustrazione da parte di un presentatore; per la discussione, 10 minuti per un
Consigliere per Gruppo e 5 minuti per gli altri.
Uno dei tre firmatari presenta questa proposta di deliberazione? (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). L'ho appena detto! Se state a sentire, mi fate una cortesia!
Ripeto, illustrazione di una proposta di deliberazione ha i seguenti tempi: un
presentatore 10 minuti. Per la discussione: un Consigliere per Gruppo 10 minuti e gli
altri Consiglieri 5 minuti.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Questa proposta di deliberazione si illustra da sola, perché elimina una serie di
precisazioni assolutamente inutili e ridondanti che snaturano la questione in oggetto,
perché, una volta che il Consiglio Comunale ha approvato che è sempre facoltà
dell'Amministrazione rifiutare proposte di sponsorizzazione, qualora si ravvisino
motivi di inopportunità, non c'è bisogno di precisazioni, perché la decisione di
accettare o meno alcune sponsorizzazioni dipende dalla sensibilità, dalla linea
politica e dall'indirizzo che dà il Consiglio Comunale.
Invece, mi pare che ci sia un elenco manifesto, la cui unica funzione è mettere una
bandiera, cioè dare un proclama molto restrittivo, sapendo che questo non verrà
rispettato, perché se il Comune di Torino lo fa rispettare per le proprie
sponsorizzazioni, non lo fa rispettare per tutte le iniziative alle quali partecipa il logo
della Città di Torino.
Recentemente alla Reggia di Venaria è stata inaugurata una mostra in cui il professor
Sgarbi ha illustrato un ottimo quadro del Caravaggio, "La fuga in Egitto"; la
prossima volta bisogna avvertirlo che non potrebbe esporre un quadro tipo "I bari" (è
un quadro del Caravaggio che si riferisce ovviamente al gioco d'azzardo), perché se
noi riteniamo che il gioco d'azzardo non deve essere in alcun modo pubblicizzato, in
qualunque sua forma, dal Totocalcio a tutto il resto, è chiaro che noi dobbiamo essere
coerenti e dobbiamo fare in modo che il logo della Città di Torino non sia presente in
queste cose.
Vi è poi un'altra questione molto banale: se voi leggete l'elenco degli argomenti,
troverete delle cose molto ambigue, perché quando si parla di materiale pornografico,
non capisco quale sia il materiale pornografico che può sponsorizzare. La rivista
pornografica che viene a sponsorizzare il Comune di Torino è possibile, ma
probabilmente sta al Sindaco decidere di respingerla, ammesso che ci sia, ma il
materiale a sfondo sessuale mi è molto oscuro, perché o si tratta di reati a sfondo
sessuale che hanno una connotazione abbastanza precisa (prostituzione,
pedopornografia e altre cose), o altrimenti il materiale a sfondo sessuale può essere
lo sponsor di una ditta che produce profilattici, che ovviamente, molto spesso, fanno
parte delle iniziative di un'Amministrazione. Anche in questo caso è un giudizio
politico.
Allora, io concludo dicendo che invito il Consiglio Comunale ad approvare la
proposta di deliberazione per tornare alla responsabilità politica degli atti del Sindaco
e degli Assessori e non soltanto sulla questione di un elenco a cui adeguarsi e poi
andare a discutere se davvero la proposta sia stata o meno all'interno di quell'elenco.
Banalmente, faccio notare che, per quanto riguarda la propaganda di messaggi di
natura politica, sindacale, filosofica o religiosa, per assurdo, ma non tanto per
assurdo, anche la manifestazione del 1° maggio o la processione del Corpus Domini
possono essere considerate manifestazioni di propaganda sindacale e religiosa, al di
là della religione, oppure l'adesione o l'invito del Sindaco a iniziative dei Testimoni
di Geova, per capirci.
Ecco perché io credo che, se noi dobbiamo assumere e scontrarci su questioni che ci
possono dividere, non possiamo sicuramente vincolarci ad un evento ipocrita,
abbastanza "da mutande", da mutande da mettere poi in giro per coprire le parti
intime, dove queste appaiano e ci siano, e rinunciare a priori a sponsorizzazioni alle
quali non abbiamo rinunciato in passato e alle quali altri non rinunciano.
Faccio due esempi e termino il mio intervento. Un esempio è la questione dell'alcol:
noi in questa deliberazione mettiamo i superalcolici; per quattro anni la stessa
deliberazione - sarà sfuggito a molti - indicava agli alcolici, quando è notorio che
gran parte delle iniziative di concerti, eccetera, sono sponsorizzate da alcolici, dalla
birra, e la Martini Rossi - per fare un nome - sponsorizzava contemporaneamente il
restauro della facciata della Città di Torino. L'altro esempio è la Lottomatica, quindi
il gioco d'azzardo: il gioco d'azzardo, dal Bingo a qualsiasi cosa, non è il tipo di
gioco d'azzardo che porta a dipendenza, ma la dipendenza e la patologia possono
venire da qualunque tipo di gioco d'azzardo, compreso il gioco delle bocce, se questo
viene fatto in modo compulsivo, scommettendo e, in qualche modo, passando e
perdendo tempo tutto il giorno.
Quindi, semplicemente perché si vuole essere i primi della classe, noi rischiamo
davvero di fare un elenco che non rispetteremo, che salva solo la coscienza e che ci
permetterà di dire a qualcuno: "Noi siamo contro, contro, contro" e in realtà poi ci
comportiamo normalmente.
Faccio notare che a Roma la Fondazione Parco della Musica - mi sembra si chiami
così - è sponsorizzata da Lottomatica, tant'è vero che chiunque passa al PalaEUR
vede enormemente scritto PalaLottomatica. Non credo che a Roma, perché la
PalaLottomatica scarica dei costi di quella struttura, ci sia maggior dipendenza che a
Torino, dove al nostro stadio la pubblicità per le scommesse compare solo quando
giocano le squadre di calcio ogni volta, perché nei nostri impianti, allo Stadio
Comunale (non mi riferisco allo Stadio della Juventus, che è di sua proprietà) noi non
abbiamo posto come condizione a chi lo usa di non mettere la pubblicità del gioco
d'azzardo.
Oggi alcune società di scommesse sponsorizzano le squadre di calcio. Peraltro, mi
pare che Lottomatica sponsorizzi il Milan, un'altra azienda sponsorizza la Juventus e
le principali amministrazioni sportive hanno società di scommesse. Per cui il nostro
stadio ha sempre la pubblicità, giusto o sbagliato che sia.
Il punto non è se sia giusto o sbagliato, il punto è che sta al Sindaco,
all'Amministrazione e al Consiglio Comunale decidere se la voglia o meno, ma è
sbagliato nascondersi ipocritamente dietro un elenco, che sappiamo che rimarrà carta
morta, o soltanto per andare a vedere ogni tanto se qualche Assessore l'abbia
rispettato, in uno dei pochi casi in cui ci arrivano soldi da qualcuno, che non siano
banche o assicurazioni.

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