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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 3 Giugno 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 15

Comunicazioni del Sindaco su: canoni mercato corso Racconigi".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
A questa richiesta di comunicazioni al Sindaco interviene l'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
La vicenda inerente il mercato di corso Racconigi si sviluppa su 2 binari paralleli,
però ugualmente entrambi molto complessi.
Il primo è il mancato pagamento dei canoni, stabiliti dalla concessione
dell'immobile; la seconda questione invece è quella delle fideiussioni, sottoscritte dal
Comune, a garanzia dei mutui chiesti dalla Cooperativa.
Esaminiamo la prima questione: canoni della concessione. La Convenzione viene
approvata nel 2001 (con deliberazione di Giunta Comunale n. 2810) alla Società
Cooperativa Consortile - Mercato Coperto di corso Racconigi (società a
responsabilità limitata) che affida la concessione dell'immobile, di proprietà
comunale, adibita a sede mercatale, per la durata di 30 anni e alle condizioni
specificate nello schema di Convenzione che viene approvato con il provvedimento
che citavo prima.
Questo atto viene stipulato il 30 maggio 2001. Il mercato è costituito da 39 stand
prevalentemente alimentari, ossia prevalentemente adibiti a macelleria.
Il canone viene stabilito in quella Convenzione in 25.882,00 Euro per i primi 10 anni,
con una rivalutazione Istat al 75%, per scomputare l'onere dei lavori, che vengono
assunti dalla Cooperativa, per completare tutta la riqualificazione del mercato.
Dall'undicesimo anno della Convenzione, il canone sarebbe stato quantificato in
186.440,00 Euro.
A inizio 2011 il Dirigente del Settore dei mercati opera una verifica generale sullo
stato dei pagamenti dei soggetti concessionari dei mercati coperti e non individua nel
bilancio della Divisione Commercio la previsione di quel canone di concessione;
nell'approfondire la questione, quindi, ipotizza che questi canoni siano attribuiti ad
altri capitoli di Bilancio, per esempio ad altre Divisioni, però la risposta delle altre
Divisioni è negativa. Quindi, il canone concessorio del mercato coperto Racconigi
non era iscritto a Bilancio; viene iscritto a Bilancio nel 2013 e non nel 2011 e nel
2012, per una sorta di prudenza amministrativa, chiamiamola così, dal momento che
se fosse stato iscritto senza un piano di rientro certo, avremmo causato un residuo
attivo senza però una concreta possibilità di incasso. In sostanza, abbiamo atteso
l'esito della trattativa.
Ritorniamo a quello che dicevo prima, ossia a quando il Dirigente del Settore
Mercati fa questa verifica sullo stato di pagamento dei soggetti concessionari dei
mercati coperti. Non appena si scopre che non è nel Bilancio della Direzione
Commercio, viene convocato d'urgenza il CdA della Cooperativa, il quale si dichiara
non a conoscenza del fatto di dover corrispondere un canone e comunica le gravi
difficoltà economiche in cui versa il mercato.
La Città chiede la presentazione di un piano di rientro e inizia una complessa
trattativa per risolvere la questione in maniera soddisfacente per entrambe le parti.
Questa trattativa si comporta di comunicazioni scritte, lettere, e-mail, telefonate,
diversi incontri tutte con i rappresentanti della Cooperativa.
In ogni occasione, quindi, sia per iscritto che a voce, durante gli incontri e le riunioni,
viene ribadita l'importanza di presentare un adeguato piano di rientro del debito e
viene rappresentata la pericolosità delle conseguenze del perdurare di una tale
situazione debitoria che avrebbe inevitabilmente - questo viene ribadito in tutti gli
incontri - portato al pronunciamento del decadimento della concessione.
A novembre del 2012 viene presentata, da parte della Cooperativa, una proposta di
piano di rientro di circa 50.000,00 Euro all'anno, in parte da computarsi al rientro del
debito, in parte per il pagamento annuale del canone. Questa proposta, però, viene
giudicata irricevibile, perché avrebbe continuato ad aggravare lo stato debitorio della
Cooperativa nei confronti della Città.
A seguito, quindi, della mancata accettazione del piano di rientro, gli Uffici
predispongono tutta una serie di atti conseguenti: notifica dell'intimazione a risolvere
tutto il debito, quindi notifica a versare complessivamente 625.000,00 Euro circa di
interessi e di utenze arretrate. Successivamente, viene chiesto da parte della
Cooperativa un incontro urgente, alla presenza anche del loro legale e del
Vicepresidente; incontro in cui ovviamente non viene corrisposto alcun versamento e
in cui si rappresentano sostanzialmente le difficoltà economiche in cui versa la
Cooperativa.
A marzo del 2013 viene notificata la comunicazione di avvio del procedimento di
decadenza, dando ulteriormente 15 giorni per l'eventuale presentazione di memoria a
difesa; viene notificato il provvedimento di decadenza a maggio del 2013 e
contestualmente si dà l'ordine di sgombero dei locali.
A fine maggio viene anche inviata una lettera alla Cassa di Risparmio di Savigliano
per l'escussione della fideiussione a garanzia del pagamento dei canoni, per un
importo di circa 50.000,00 Euro. Questa è la prima questione, quella che riguarda il
pagamento dei canoni.
Poi, c'è la seconda: la fideiussione, anzi sarebbe più corretto dire le fideiussioni,
perché la Città ha sottoscritto 3 fideiussioni, la prima il 26 marzo 2001, con
deliberazione di Consiglio Comunale, a garanzia del mutuo decennale in Lire
1.750.000.000, in Euro 903.000,00 circa, per il completamento della ricostruzione
dell'edificio (contratto tra la Cooperativa e la Cassa di Risparmio di Savigliano); la
seconda fideiussione il 5 ottobre 2004, anche questa con deliberazione di Consiglio
Comunale, per il prolungamento della durata della fideiussione, da 10 a 15 anni; la
terza il 25 luglio 2006, a garanzia di un mutuo ventennale di 1 milione e mezzo di
Euro circa, previa estinzione del precedente contratto di mutuo, sempre tra la
Cooperativa e la Cassa di Risparmio di Savigliano.
Pertanto, la Città potrebbe essere chiamata a rispondere del mutuo. Però, a questo
proposito, è opportuno sottolineare che la Città ha acquisito, a seguito dei lavori che
sono stati svolti dalla Cooperativa, le opere di riqualificazione che erano oggetto del
mutuo originario e che quindi costituiscono un arricchimento del proprio patrimonio.
Inoltre, per quello che riguarda il mutuo ventennale che estingue quello precedente,
bisogna sottolineare che sono state effettuate verifiche circa la rispondenza dei lavori
oggetto del mutuo - e quindi della fideiussione - e sono state conseguentemente
inviate delle segnalazioni ai competenti organi della Magistratura, perché risultano
delle incongruenze che si ritiene abbiano anche delle ripercussioni sull'efficacia della
garanzia fideiussoria.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessore Tedesco per aver ricostruito gli accadimenti su questa vicenda
degli ultimi anni, quelli da quando è Assessore; ciò rende giustizia al suo lavoro, ma
non dà una risposta vera, probabilmente perché non è in condizioni di darla, perché
anche a lei mancano le informazioni per fornirla o per qualche altro motivo non ha
potuto o inteso fornire risposte sul buco di oltre 10 anni, prima che questa
Amministrazione si accorgesse del mancato versamento di 10 anni di canone.
Parliamo di oltre mezzo milione di Euro dovuti alla Città, in un periodo in cui questa
Città ha compiuto la dolorosa scelta di uscire dal Patto di Stabilità.
Sono veramente scandalizzato dall'assenza in Aula, durante queste comunicazioni e
del conseguente dibattito, del Capogruppo e del Vicecapogruppo del maggiore
partito di maggioranza. Non so se sia un'assenza voluta per l'imbarazzo di
partecipare a questo dibattito o se invece sia semplicemente una prosecuzione del
menefreghismo e della negligenza.
Il mercato di corso Racconigi non è una qualunque area commerciale, è un tempio
delle passeggiate elettorali del Partito Democratico, perché non ricordiamo
un'elezione degli ultimi 10 anni in cui innumerevoli leader nazionali del Partito
Democratico non siano andati a farsi fotografare da tutti i media locali e non e a
stringere le mani al mercato di corso Racconigi.
Può rimanere un dubbio lecito il fatto che proprio in quel mercato la Città si sia
misteriosamente dimenticata di chiedere il versamento di oltre 10 anni di canoni? È
possibile che l'Amministrazione Comunale abbia sottoscritto (quindi con un atto non
omissivo, ma commissivo) delle fideiussioni per un valore di 2 milioni e mezzo di
Euro, l'ultima delle quali nel 2005, ossia dopo 4-5 anni che quella Cooperativa già
era morosa rispetto ai canoni di locazione?
Questo è, in realtà, l'ennesimo tassello vergognoso del "sistema Torino" che
evidentemente non si limita ai locali della movida, ma allunga i suoi tentacoli da
piovra anche addirittura nei mercati delle borgate popolari della Città.
Il fatto che non ci sia una risposta politica su questo elemento, che ricalca del tutto
parallelamente quello dei Murazzi, rispetto al quale c'è un'indagine della Procura,
non solo su questa vicenda scandalosa delle fideiussioni per lavori non eseguiti - e ha
fatto bene l'Assessore Tedesco a segnalarla alla Magistratura -, ma, guardando
all'interno di questa macchina amministrativa, "chi" ha omesso di chiedere il
versamento di questi canoni per oltre 10 anni, perché, se venisse approfondito che era
dolosa o colposa per grave negligenza, si tratterebbe di un'omissione dalla quale
potrebbe derivare un danno erariale, perché stiamo parlando di fondi pubblici dovuti.
Mentre al singolo esercente noi mandiamo SORIS o Equitalia se non paga, invece in
questa Città c'è chi può evitare di pagare mezzo milione di Euro per 10 anni e si vede
anche sottoscritte le fideiussioni per lavori che non compie.
Credo che, in realtà, questi quesiti meritino delle risposte, ma delle risposte precise
su chi ha sbagliato, anche perché - io lo dico - queste informazioni che mancano
devono costituire la base per quello che rivolgo come appello al nuovo Direttore
Generale: verificare chi ha sbagliato e, se è necessario, fare pulizia, in quanto questa
Città non si può più permettere che ci sia chi, amico o non amico, non paga.
Visto che dubito che ci siano dirigenti comunali che omettono misteriosamente
questo loro dovere per semplice dimenticanza, bisogna anche approfondire se c'è
stata qualche pressione politica. Ciò va approfondito, perché, se è così, va rilevato
agli occhi degli elettori, in quanto noi parliamo di vicende avvenute in anni in cui
questa Città era amministrata da persone che adesso guidano fondazioni bancarie e
da persone (che, in quegli anni, sono stati Assessori) che adesso guidano i maggiori
baracconi del post-olimpico, continuando a gestire, senza alcuna investitura
democratica, milioni di risorse pubbliche. Se sono le persone che hanno evitato di
esigere il pagamento di canoni dovuti e se veramente tutto ciò fosse avvenuto perché,
secondo le indiscrezioni, c'erano dei patti verbali di non pagamento, allora questi
sono reati ed i reati devono essere tracciati fino a chi se ne sia macchiato e se ne sia
reso responsabile e questa Città deve saperlo; auspico, quindi, che la Magistratura
faccia il suo corso.
Sinceramente non sono un inquirente, per cui non ho neanche il dovere di andare a
rendere edotta la Magistratura di questi dati, però concludo il mio intervento
ricordando che la Città ha uno strumento per fare chiarezza ed è la Commissione di
Indagine.
Proprio per evitare che questa vicenda, che nasce già male, prosegua peggio, con
bandierine e polemiche di fazione, rivolgo un appello al Presidente del Consiglio
Comunale affinché sia lui a proporre e ad essere il primo presentatore di una
deliberazione per l'istituzione di una Commissione di Indagine su questo tema,
perché, se la sua coscienza da scranno più alto di questa Sala non si scuote rispetto ad
informazioni così gravi, allora c'è un problema che riguarda tutta l'Istituzione. Lo
faccia lei, Presidente, così da non costringere una parte della minoranza e
dell'opposizione a fare una battaglia contro la maggioranza. Credo che fare chiarezza
sia interesse di tutti, in modo che si capisca chi è che ha fatto il suo dovere fino in
fondo e non merita di essere coinvolto nel fango rispetto a chi invece ha sbagliato,
perché chi ha sbagliato deve essere individuato e deve essere punito.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Sono abituato a non fare interpretazioni, ricostruzioni ed affermazioni senza avere le
prove e, in questo caso, devo dire che siamo solo all'inizio di questa vicenda.
Abbiamo ascoltato la ricostruzione dell'Assessore, però è veramente difficile sentire
questa ricostruzione e non chiedersi come sia possibile che, per 10 anni, chi di
dovere non si sia accorto che non veniva pagato il canone e come sia possibile che
questa stessa cooperativa per 10 anni non si sia posta il problema del canone che
avrebbe dovuto pagare. Poi, quando siamo andati a chiederglielo, ci ha detto che non
sapeva di dover pagare un canone, ma permettetemi di dire che ciò è abbastanza poco
credibile per chi abbia in concessione un impianto, un edificio o una qualunque
proprietà pubblica del Comune.
Per questo motivo credo che comunque questa vicenda non si possa chiudere in
questo modo. Intanto, è necessario capire se ci siano altri casi di questo tipo, perché a
questo punto, dopo la vicenda dei Murazzi e dopo questa vicenda, viene il dubbio
che ci possano essere anche altre strutture comunali per le quali non sono mai stati
versati i canoni e, magari, non sono neanche mai stati chiesti e tutto è passato in
cavalleria.
Poi, bisogna ottenere una risposta non soltanto su quello che è successo, ma anche su
come sia stato possibile. Vorremmo avere l'indicazione dei funzionari responsabili e
delle responsabilità che vi sono dietro, perché quello che è successo non è
accettabile. Concordo con il Consigliere Marrone sul fatto che non sia accettabile a
fronte del fatto che in questa Città ci sono tantissime attività commerciali, anche no
profit, che fanno fatica ad andare avanti, a pagare le tasse e anche semplicemente i
canoni che magari il Comune chiede per una stanza o, comunque, per un locale e,
chiaramente, venire a conoscenza dell'esistenza di situazioni di questo genere non
migliora il rapporto tra i cittadini e le Istituzioni, che, come sappiamo, è già
ampiamente in crisi.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Interverrò brevemente per puntualizzare e sottolineare degli aspetti. Nei mesi scorsi
ho sentito il Sindaco irritarsi quando, anticipandomi, il Consigliere Appendino - mi
dispiace doverla tirare in ballo - ha detto che qui c'era un "sistema Torino".
Ovviamente, il "sistema Torino" era ascrivibile alle precedenti Giunte (cioè quelle
prima dell'attuale) e non coinvolgeva direttamente il Sindaco, ma ho visto
un'irritazione molto palese da parte del Sindaco quando ha contestato questa
affermazione.
Nel frattempo sono accadute tante altre cose; vorrei elencarle in ordine cronologico:
ha avuto inizio la vicenda Martina, poi è stata la volta di una vicenda che non posso
neanche menzionare - è innominabile -, altrimenti rischio di finire subito sfiduciato
(ma voi sapete a che cosa alludo), dopodiché siamo passati attraverso i Murazzi e,
infine, siamo arrivati alla vicenda che stiamo dibattendo oggi.
A questo punto - scusatemi, ma lo dirò in maniera provocatoria -, devo fare i
complimenti all'Assessore Passoni, perché, in una situazione dove ci sono solo
determinate uscite e - a quanto pare - le entrate non esistono, devo ammettere che ha
fatto dei miracoli. Mi trovo vicino ad un Santo! Naturalmente, in quest'Aula si può
fare solo della gratuita ironia, in quanto non è possibile e non è immaginabile che
questo sia il "sistema Torino", lo voglio sottolineare.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Credo che sia evidente a tutti il fatto che vi sia stato un problema in relazione alla
riscossione del canone della concessione del mercato coperto di corso Racconigi.
Sottolineando che questa Amministrazione ha posto rimedio mettendo in atto tutte le
procedure necessarie a rientrare di quello che è dovuto o, comunque, del bene,
ritengo che non possa essere emesso un giudizio sommario sulle cause di questa
mancanza. Infatti, non c'è solamente l'omissione, c'è anche l'errore. Non sto dando
una valutazione, ma dico solamente che, secondo me, allo stato attuale non possiamo
dare un giudizio sommario di quelle che sono le cause di questa mancanza.
Noi ci siamo preoccupati, avendo un fascicolo sulla scrivania, di affrontare la
questione e di risolverla e, chiaramente, anche il Consiglio dovrà valutare eventuali
ulteriori approfondimenti.
Posso però dire qualcosa magari sullo sviluppo futuro della questione: questa
Amministrazione, cercando di tutelare i propri interessi e mantenendo le proprie
prerogative, tenterà di capire se esiste la possibilità di gestire la transizione;
chiaramente, è una strada tutta in salita e da verificare.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.

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