| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) A questa richiesta di comunicazioni al Sindaco interviene l'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) La vicenda inerente il mercato di corso Racconigi si sviluppa su 2 binari paralleli, però ugualmente entrambi molto complessi. Il primo è il mancato pagamento dei canoni, stabiliti dalla concessione dell'immobile; la seconda questione invece è quella delle fideiussioni, sottoscritte dal Comune, a garanzia dei mutui chiesti dalla Cooperativa. Esaminiamo la prima questione: canoni della concessione. La Convenzione viene approvata nel 2001 (con deliberazione di Giunta Comunale n. 2810) alla Società Cooperativa Consortile - Mercato Coperto di corso Racconigi (società a responsabilità limitata) che affida la concessione dell'immobile, di proprietà comunale, adibita a sede mercatale, per la durata di 30 anni e alle condizioni specificate nello schema di Convenzione che viene approvato con il provvedimento che citavo prima. Questo atto viene stipulato il 30 maggio 2001. Il mercato è costituito da 39 stand prevalentemente alimentari, ossia prevalentemente adibiti a macelleria. Il canone viene stabilito in quella Convenzione in 25.882,00 Euro per i primi 10 anni, con una rivalutazione Istat al 75%, per scomputare l'onere dei lavori, che vengono assunti dalla Cooperativa, per completare tutta la riqualificazione del mercato. Dall'undicesimo anno della Convenzione, il canone sarebbe stato quantificato in 186.440,00 Euro. A inizio 2011 il Dirigente del Settore dei mercati opera una verifica generale sullo stato dei pagamenti dei soggetti concessionari dei mercati coperti e non individua nel bilancio della Divisione Commercio la previsione di quel canone di concessione; nell'approfondire la questione, quindi, ipotizza che questi canoni siano attribuiti ad altri capitoli di Bilancio, per esempio ad altre Divisioni, però la risposta delle altre Divisioni è negativa. Quindi, il canone concessorio del mercato coperto Racconigi non era iscritto a Bilancio; viene iscritto a Bilancio nel 2013 e non nel 2011 e nel 2012, per una sorta di prudenza amministrativa, chiamiamola così, dal momento che se fosse stato iscritto senza un piano di rientro certo, avremmo causato un residuo attivo senza però una concreta possibilità di incasso. In sostanza, abbiamo atteso l'esito della trattativa. Ritorniamo a quello che dicevo prima, ossia a quando il Dirigente del Settore Mercati fa questa verifica sullo stato di pagamento dei soggetti concessionari dei mercati coperti. Non appena si scopre che non è nel Bilancio della Direzione Commercio, viene convocato d'urgenza il CdA della Cooperativa, il quale si dichiara non a conoscenza del fatto di dover corrispondere un canone e comunica le gravi difficoltà economiche in cui versa il mercato. La Città chiede la presentazione di un piano di rientro e inizia una complessa trattativa per risolvere la questione in maniera soddisfacente per entrambe le parti. Questa trattativa si comporta di comunicazioni scritte, lettere, e-mail, telefonate, diversi incontri tutte con i rappresentanti della Cooperativa. In ogni occasione, quindi, sia per iscritto che a voce, durante gli incontri e le riunioni, viene ribadita l'importanza di presentare un adeguato piano di rientro del debito e viene rappresentata la pericolosità delle conseguenze del perdurare di una tale situazione debitoria che avrebbe inevitabilmente - questo viene ribadito in tutti gli incontri - portato al pronunciamento del decadimento della concessione. A novembre del 2012 viene presentata, da parte della Cooperativa, una proposta di piano di rientro di circa 50.000,00 Euro all'anno, in parte da computarsi al rientro del debito, in parte per il pagamento annuale del canone. Questa proposta, però, viene giudicata irricevibile, perché avrebbe continuato ad aggravare lo stato debitorio della Cooperativa nei confronti della Città. A seguito, quindi, della mancata accettazione del piano di rientro, gli Uffici predispongono tutta una serie di atti conseguenti: notifica dell'intimazione a risolvere tutto il debito, quindi notifica a versare complessivamente 625.000,00 Euro circa di interessi e di utenze arretrate. Successivamente, viene chiesto da parte della Cooperativa un incontro urgente, alla presenza anche del loro legale e del Vicepresidente; incontro in cui ovviamente non viene corrisposto alcun versamento e in cui si rappresentano sostanzialmente le difficoltà economiche in cui versa la Cooperativa. A marzo del 2013 viene notificata la comunicazione di avvio del procedimento di decadenza, dando ulteriormente 15 giorni per l'eventuale presentazione di memoria a difesa; viene notificato il provvedimento di decadenza a maggio del 2013 e contestualmente si dà l'ordine di sgombero dei locali. A fine maggio viene anche inviata una lettera alla Cassa di Risparmio di Savigliano per l'escussione della fideiussione a garanzia del pagamento dei canoni, per un importo di circa 50.000,00 Euro. Questa è la prima questione, quella che riguarda il pagamento dei canoni. Poi, c'è la seconda: la fideiussione, anzi sarebbe più corretto dire le fideiussioni, perché la Città ha sottoscritto 3 fideiussioni, la prima il 26 marzo 2001, con deliberazione di Consiglio Comunale, a garanzia del mutuo decennale in Lire 1.750.000.000, in Euro 903.000,00 circa, per il completamento della ricostruzione dell'edificio (contratto tra la Cooperativa e la Cassa di Risparmio di Savigliano); la seconda fideiussione il 5 ottobre 2004, anche questa con deliberazione di Consiglio Comunale, per il prolungamento della durata della fideiussione, da 10 a 15 anni; la terza il 25 luglio 2006, a garanzia di un mutuo ventennale di 1 milione e mezzo di Euro circa, previa estinzione del precedente contratto di mutuo, sempre tra la Cooperativa e la Cassa di Risparmio di Savigliano. Pertanto, la Città potrebbe essere chiamata a rispondere del mutuo. Però, a questo proposito, è opportuno sottolineare che la Città ha acquisito, a seguito dei lavori che sono stati svolti dalla Cooperativa, le opere di riqualificazione che erano oggetto del mutuo originario e che quindi costituiscono un arricchimento del proprio patrimonio. Inoltre, per quello che riguarda il mutuo ventennale che estingue quello precedente, bisogna sottolineare che sono state effettuate verifiche circa la rispondenza dei lavori oggetto del mutuo - e quindi della fideiussione - e sono state conseguentemente inviate delle segnalazioni ai competenti organi della Magistratura, perché risultano delle incongruenze che si ritiene abbiano anche delle ripercussioni sull'efficacia della garanzia fideiussoria. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore Tedesco per aver ricostruito gli accadimenti su questa vicenda degli ultimi anni, quelli da quando è Assessore; ciò rende giustizia al suo lavoro, ma non dà una risposta vera, probabilmente perché non è in condizioni di darla, perché anche a lei mancano le informazioni per fornirla o per qualche altro motivo non ha potuto o inteso fornire risposte sul buco di oltre 10 anni, prima che questa Amministrazione si accorgesse del mancato versamento di 10 anni di canone. Parliamo di oltre mezzo milione di Euro dovuti alla Città, in un periodo in cui questa Città ha compiuto la dolorosa scelta di uscire dal Patto di Stabilità. Sono veramente scandalizzato dall'assenza in Aula, durante queste comunicazioni e del conseguente dibattito, del Capogruppo e del Vicecapogruppo del maggiore partito di maggioranza. Non so se sia un'assenza voluta per l'imbarazzo di partecipare a questo dibattito o se invece sia semplicemente una prosecuzione del menefreghismo e della negligenza. Il mercato di corso Racconigi non è una qualunque area commerciale, è un tempio delle passeggiate elettorali del Partito Democratico, perché non ricordiamo un'elezione degli ultimi 10 anni in cui innumerevoli leader nazionali del Partito Democratico non siano andati a farsi fotografare da tutti i media locali e non e a stringere le mani al mercato di corso Racconigi. Può rimanere un dubbio lecito il fatto che proprio in quel mercato la Città si sia misteriosamente dimenticata di chiedere il versamento di oltre 10 anni di canoni? È possibile che l'Amministrazione Comunale abbia sottoscritto (quindi con un atto non omissivo, ma commissivo) delle fideiussioni per un valore di 2 milioni e mezzo di Euro, l'ultima delle quali nel 2005, ossia dopo 4-5 anni che quella Cooperativa già era morosa rispetto ai canoni di locazione? Questo è, in realtà, l'ennesimo tassello vergognoso del "sistema Torino" che evidentemente non si limita ai locali della movida, ma allunga i suoi tentacoli da piovra anche addirittura nei mercati delle borgate popolari della Città. Il fatto che non ci sia una risposta politica su questo elemento, che ricalca del tutto parallelamente quello dei Murazzi, rispetto al quale c'è un'indagine della Procura, non solo su questa vicenda scandalosa delle fideiussioni per lavori non eseguiti - e ha fatto bene l'Assessore Tedesco a segnalarla alla Magistratura -, ma, guardando all'interno di questa macchina amministrativa, "chi" ha omesso di chiedere il versamento di questi canoni per oltre 10 anni, perché, se venisse approfondito che era dolosa o colposa per grave negligenza, si tratterebbe di un'omissione dalla quale potrebbe derivare un danno erariale, perché stiamo parlando di fondi pubblici dovuti. Mentre al singolo esercente noi mandiamo SORIS o Equitalia se non paga, invece in questa Città c'è chi può evitare di pagare mezzo milione di Euro per 10 anni e si vede anche sottoscritte le fideiussioni per lavori che non compie. Credo che, in realtà, questi quesiti meritino delle risposte, ma delle risposte precise su chi ha sbagliato, anche perché - io lo dico - queste informazioni che mancano devono costituire la base per quello che rivolgo come appello al nuovo Direttore Generale: verificare chi ha sbagliato e, se è necessario, fare pulizia, in quanto questa Città non si può più permettere che ci sia chi, amico o non amico, non paga. Visto che dubito che ci siano dirigenti comunali che omettono misteriosamente questo loro dovere per semplice dimenticanza, bisogna anche approfondire se c'è stata qualche pressione politica. Ciò va approfondito, perché, se è così, va rilevato agli occhi degli elettori, in quanto noi parliamo di vicende avvenute in anni in cui questa Città era amministrata da persone che adesso guidano fondazioni bancarie e da persone (che, in quegli anni, sono stati Assessori) che adesso guidano i maggiori baracconi del post-olimpico, continuando a gestire, senza alcuna investitura democratica, milioni di risorse pubbliche. Se sono le persone che hanno evitato di esigere il pagamento di canoni dovuti e se veramente tutto ciò fosse avvenuto perché, secondo le indiscrezioni, c'erano dei patti verbali di non pagamento, allora questi sono reati ed i reati devono essere tracciati fino a chi se ne sia macchiato e se ne sia reso responsabile e questa Città deve saperlo; auspico, quindi, che la Magistratura faccia il suo corso. Sinceramente non sono un inquirente, per cui non ho neanche il dovere di andare a rendere edotta la Magistratura di questi dati, però concludo il mio intervento ricordando che la Città ha uno strumento per fare chiarezza ed è la Commissione di Indagine. Proprio per evitare che questa vicenda, che nasce già male, prosegua peggio, con bandierine e polemiche di fazione, rivolgo un appello al Presidente del Consiglio Comunale affinché sia lui a proporre e ad essere il primo presentatore di una deliberazione per l'istituzione di una Commissione di Indagine su questo tema, perché, se la sua coscienza da scranno più alto di questa Sala non si scuote rispetto ad informazioni così gravi, allora c'è un problema che riguarda tutta l'Istituzione. Lo faccia lei, Presidente, così da non costringere una parte della minoranza e dell'opposizione a fare una battaglia contro la maggioranza. Credo che fare chiarezza sia interesse di tutti, in modo che si capisca chi è che ha fatto il suo dovere fino in fondo e non merita di essere coinvolto nel fango rispetto a chi invece ha sbagliato, perché chi ha sbagliato deve essere individuato e deve essere punito. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Sono abituato a non fare interpretazioni, ricostruzioni ed affermazioni senza avere le prove e, in questo caso, devo dire che siamo solo all'inizio di questa vicenda. Abbiamo ascoltato la ricostruzione dell'Assessore, però è veramente difficile sentire questa ricostruzione e non chiedersi come sia possibile che, per 10 anni, chi di dovere non si sia accorto che non veniva pagato il canone e come sia possibile che questa stessa cooperativa per 10 anni non si sia posta il problema del canone che avrebbe dovuto pagare. Poi, quando siamo andati a chiederglielo, ci ha detto che non sapeva di dover pagare un canone, ma permettetemi di dire che ciò è abbastanza poco credibile per chi abbia in concessione un impianto, un edificio o una qualunque proprietà pubblica del Comune. Per questo motivo credo che comunque questa vicenda non si possa chiudere in questo modo. Intanto, è necessario capire se ci siano altri casi di questo tipo, perché a questo punto, dopo la vicenda dei Murazzi e dopo questa vicenda, viene il dubbio che ci possano essere anche altre strutture comunali per le quali non sono mai stati versati i canoni e, magari, non sono neanche mai stati chiesti e tutto è passato in cavalleria. Poi, bisogna ottenere una risposta non soltanto su quello che è successo, ma anche su come sia stato possibile. Vorremmo avere l'indicazione dei funzionari responsabili e delle responsabilità che vi sono dietro, perché quello che è successo non è accettabile. Concordo con il Consigliere Marrone sul fatto che non sia accettabile a fronte del fatto che in questa Città ci sono tantissime attività commerciali, anche no profit, che fanno fatica ad andare avanti, a pagare le tasse e anche semplicemente i canoni che magari il Comune chiede per una stanza o, comunque, per un locale e, chiaramente, venire a conoscenza dell'esistenza di situazioni di questo genere non migliora il rapporto tra i cittadini e le Istituzioni, che, come sappiamo, è già ampiamente in crisi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Interverrò brevemente per puntualizzare e sottolineare degli aspetti. Nei mesi scorsi ho sentito il Sindaco irritarsi quando, anticipandomi, il Consigliere Appendino - mi dispiace doverla tirare in ballo - ha detto che qui c'era un "sistema Torino". Ovviamente, il "sistema Torino" era ascrivibile alle precedenti Giunte (cioè quelle prima dell'attuale) e non coinvolgeva direttamente il Sindaco, ma ho visto un'irritazione molto palese da parte del Sindaco quando ha contestato questa affermazione. Nel frattempo sono accadute tante altre cose; vorrei elencarle in ordine cronologico: ha avuto inizio la vicenda Martina, poi è stata la volta di una vicenda che non posso neanche menzionare - è innominabile -, altrimenti rischio di finire subito sfiduciato (ma voi sapete a che cosa alludo), dopodiché siamo passati attraverso i Murazzi e, infine, siamo arrivati alla vicenda che stiamo dibattendo oggi. A questo punto - scusatemi, ma lo dirò in maniera provocatoria -, devo fare i complimenti all'Assessore Passoni, perché, in una situazione dove ci sono solo determinate uscite e - a quanto pare - le entrate non esistono, devo ammettere che ha fatto dei miracoli. Mi trovo vicino ad un Santo! Naturalmente, in quest'Aula si può fare solo della gratuita ironia, in quanto non è possibile e non è immaginabile che questo sia il "sistema Torino", lo voglio sottolineare. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Credo che sia evidente a tutti il fatto che vi sia stato un problema in relazione alla riscossione del canone della concessione del mercato coperto di corso Racconigi. Sottolineando che questa Amministrazione ha posto rimedio mettendo in atto tutte le procedure necessarie a rientrare di quello che è dovuto o, comunque, del bene, ritengo che non possa essere emesso un giudizio sommario sulle cause di questa mancanza. Infatti, non c'è solamente l'omissione, c'è anche l'errore. Non sto dando una valutazione, ma dico solamente che, secondo me, allo stato attuale non possiamo dare un giudizio sommario di quelle che sono le cause di questa mancanza. Noi ci siamo preoccupati, avendo un fascicolo sulla scrivania, di affrontare la questione e di risolverla e, chiaramente, anche il Consiglio dovrà valutare eventuali ulteriori approfondimenti. Posso però dire qualcosa magari sullo sviluppo futuro della questione: questa Amministrazione, cercando di tutelare i propri interessi e mantenendo le proprie prerogative, tenterà di capire se esiste la possibilità di gestire la transizione; chiaramente, è una strada tutta in salita e da verificare. LEVI Marta (Vicepresidente) Dichiaro concluse le comunicazioni. |