| Interventi |
FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Procediamo con le comunicazioni richieste dai Consiglieri Centillo, Onofri, Genisio e Nomis, in relazione al contrasto alla violenza di genere. A questa comunicazione risponde l'Assessore Spinosa. Come Ufficio di Presidenza, avevamo richiamato l'importanza di procedere con le comunicazioni nella sede del Consiglio odierno. La parola all'Assessore Spinosa. SPINOSA Maria Cristina (Assessore) La richiesta di comunicazioni, sulla questione del contrasto alla violenza di genere, giunge in un momento di grande attenzione, finalmente, su questa tematica, anche in relazione ai lavori parlamentari in corso sulla ratifica della Convenzione di Istanbul. Centoventiquattro donne uccise da parte di mariti, fidanzati, ex, nel 2012, e già molte, troppe, nel 2013. Purtroppo, la lista si allunga spietatamente di giorno in giorno, di ora in ora. Gli impegni che la Città si è assunta in questi anni fin dal 1999, quando è stato istituito il Servizio Pari Opportunità, sono stati anche sollecitati da numerosi interventi della Comunità Internazionale e della Comunità Europea. Fra i più rilevanti, ricordo la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), che rappresenta il più importante strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia di diritti delle donne, e la Raccomandazione Generale n. 19, sempre della stessa Convenzione. Inoltre, è del dicembre 1993 la dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne; e ancora, le Raccomandazioni del Comitato dei Ministri agli Stati membri del Consiglio d'Europa; la Raccomandazione del 2002 sulla protezione delle donne dalla violenza e la Raccomandazione del 2007 sulle norme e i meccanismi per la parità tra le donne e gli uomini. È del 2011 la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, conosciuta come la Convenzione di Istanbul che, proprio in queste ore, il Parlamento Italiano si appresta a ratificare, così come dichiarato dal Ministro Josefa Idem, e che era stata già firmata dal precedente Ministro Fornero. Nel preambolo della Convenzione si dichiara che gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri firmatari della Convenzione condannano ogni forma di violenza sulle donne e la violenza domestica; riconoscono che il raggiungimento dell'uguaglianza di genere è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne; riconoscono che la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente disuguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione; riconoscono la natura strutturale della violenza contro le donne, in quanto basata sul genere, riconoscendo altresì che la violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini; riconoscono con profonda preoccupazione che le donne e le ragazze sono spesso esposte a gravi forme di violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio forzato, i delitti commessi in nome del cosiddetto onore e le mutilazioni genitali femminili, che costituiscono una grave violazione dei diritti umani delle donne e delle ragazze e il principale ostacolo del raggiungimento della parità tra i sessi; ancora, aspirano a creare un'Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica. Da anni, dunque, l'intera comunità internazionale ha assunto la consapevolezza che la violenza contro le donne affonda le sue radici nei fondamenti delle nostre società patriarcali, dove prevale ancora la dominazione e la discriminazione degli uomini nei confronti delle donne e la reale parità fra i generi è ancora una meta lontana. Come ha detto il Presidente della Camera Laura Boldrini lo scorso 22 maggio nel primo Audit Nazionale contro la violenza alle donne, voluto dal Ministro per le Pari Opportunità Josefa Idem, la violenza contro le donne non è un'emergenza, è una violenza stratificata che ha radici profonde, è un problema strutturale, dunque culturale. Ed è proprio a partire dalla consapevolezza che la violenza contro le donne ha profonde radici culturali che la Città di Torino, ormai da molti anni, ha deciso di mettere nella propria agenda politica le pari opportunità fra donna e uomo. Infatti, nel 1999, anche su sollecitazione delle Associazioni di Donne della città, è stato istituito il Servizio Pari Opportunità e Politiche di Genere per poter disporre di un ufficio dedicato a sviluppare e realizzare iniziative, attività ed eventi volti a sostenere e a favorire la crescita di una nuova cultura che promuova una reale parità fra donna e uomo, basata sul rispetto e sul riconoscimento di pari diritti e dignità. Quasi 15 anni di impegno da parte della Città di Torino attraverso il Servizio e in stretta e proficua collaborazione con altri Servizi della Città, con le numerose Associazioni attive nel nostro territorio e con altri Enti ed Istituzioni, utilizzando anche fondi europei e del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio. Innanzitutto, ritengo importante evidenziare le iniziative volte a gettare i cosiddetti semi di una nuova cultura di parità fra donne e uomini: attività di informazione, formazione e sensibilizzazione che hanno coinvolto in primis le ragazze ed i ragazzi delle scuole medie superiori in collaborazione con il Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino e che, negli anni, hanno coinvolto centinaia di studenti ed i loro docenti, con incontri in classe sulle diverse tematiche connesse alla parità ed alla violenza di genere, anche in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale. Nell'anno scolastico in corso sono stati realizzati 2 percorsi: uno chiamato: "Ingiustizie e discriminazioni di tutti i 'generi'? No, grazie" e l'altro: "È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio". Sempre in questo anno scolastico, nell'ambito del progetto europeo ETTS (ancora in corso e che terminerà nel 2014), la Città, in collaborazione con gli altri partner italiani e stranieri, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione ed informazione nelle scuole medie superiori sul grave fenomeno della tratta, con un momento pubblico al Teatro Carignano nel corso del quale le classi hanno presentato il proprio lavoro. La formazione e la sensibilizzazione non hanno coinvolto solo gli studenti. Infatti, ormai da anni, il Servizio Pari Opportunità propone e realizza moduli formativi sulla parità di genere in diversi ambiti. Ricordo i più significativi e recenti: i moduli sulle pari opportunità nel corso di formazione per operatori socio-sanitari e nel corso di formazione per assistenti educativi, organizzati dall'Agenzia Formativa SFEP; i moduli sulle pari opportunità proposti nel corso rivolto ai giovani immigrati, in collaborazione con l'Ufficio Servizio Civile - Giovani Immigrati; i moduli sulle pari opportunità realizzati nel corso rivolto alla formazione dei giovani in servizio civile nazionale, in collaborazione con l'Ufficio Servizio Civile del Servizio Gioventù; gli incontri di informazione per i volontari del Servizio "Giovani per Torino"; i moduli sulle pari opportunità nella formazione prevista nel Testo Unico sulla Sicurezza sui rischi psicosociali da stress lavoro correlato, in collaborazione con il Sistema Sicurezza e Pronto Intervento per i lavoratori e le lavoratrici del Comune; i moduli sulle pari opportunità nella formazione rivolta ai neoassunti organizzati dalle Risorse Umane. Infine, nell'ambito del progetto europeo "Lexop - Lex Operators. All together for women victims of intimate partner violence", concluso nel marzo del 2013, è stata realizzata una formazione congiunta sulla violenza contro le donne, rivolta agli operatori della Legge pubblici (Magistrati, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale) e privati (avvocati). Inoltre, il 12 ottobre 2012 si è svolta a Torino la Conferenza Internazionale prevista dal progetto con la partecipazione dei partner italiani ed europei, esperti italiani e stranieri e alla quale hanno preso parte numerose associazioni torinesi e singoli cittadini. L'informazione e la sensibilizzazione sulle pari opportunità e sulla violenza contro le donne sono state attuate anche attraverso numerose iniziative pubbliche rivolte alla cittadinanza, in particolare in occasione della Giornata internazionale della donna, che si celebra in tutto il mondo l'8 marzo, ed in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, che si celebra il 25 novembre. Non potendo ricordare tutte le iniziative svolte negli anni dalla Città, ricordo le più recenti: nel 2012, nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne, in questa Sala (presenti il Sindaco Fassino, il Presidente del Consiglio Comunale e la sottoscritta) è stata lanciata il 24 novembre la campagna "365 giorni no alla violenza contro le donne", sulla quale mi soffermerò più avanti. Il 25 novembre, al Teatro Vittoria si è svolto un momento di incontro aperto alla cittadinanza dal titolo: "Da Istanbul a Torino", durante il quale sono stati richiamati gli impegni che la Convenzione di Istanbul prevede per gli Stati membri e che è terminato con la proiezione di un filmato-documentario. Nel 2013, in occasione della Giornata internazionale della donna sono state organizzate numerose iniziative: in particolare, venerdì 1° marzo è stato presentato alla cittadinanza l'Osservatorio internazionale sulle vittime della violenza, di cui parlerò in seguito; sabato 2 marzo in Piazza Castello è stata allestita (in collaborazione con il Tavolo Juarez, Amnesty International e molte associazioni torinesi) la mostra "Zapatos rojos - Scarpe rosse", che ha riscontrato molto interesse da parte della cittadinanza e dei media nazionali e che ha portato nelle piazze la discussione ed il confronto sulla violenza contro le donne; venerdì 8 marzo, in questa Sala, Lorella Zanardo, giornalista e blogger, ha tenuto una conferenza sul tema "L'immagine della donna nella TV italiana", ovvero come la proposizione di un modello femminile unico e deumanizzato influenzi profondamente la vita delle donne italiane (la questione della pubblicità la affronterò più avanti). Inoltre, è di iniziativa consiliare la firma da parte della Città di Torino della Convenzione nazionale "No More!", promossa da associazioni di donne e realtà della società civile per fermare il femminicidio in Italia, chiedendo la ratifica immediata della Convenzione di Istanbul. La gravità ed il persistere della violenza contro le donne, che ha assunto dimensioni inaccettabili per una società democratica basata sul diritto e sull'uguaglianza e che si sta manifestando anche in forme nuove ed altrettanto allarmanti (ad esempio, il cyberstalking), devono vedere le Istituzioni impegnate anche in azioni ed interventi più strutturati. Per quanto riguarda Torino, ricordo che già nel 2000 la Città ha approvato la costituzione del Coordinamento cittadino contro la violenza alle donne, una rete permanente, interistituzionale e multidisciplinare, aperta alla partecipazione di Enti, Associazioni ed Organizzazioni, con l'ambizioso obiettivo di realizzare un raccordo permanente e sinergico fra le diverse realtà che sono impegnate nel contrasto e nella prevenzione della violenza contro le donne. Dal 2012 il Coordinamento, inizialmente cittadino, è stato allargato alle realtà provinciali, per un totale di oltre 50 soggetti aderenti, fra i quali si evidenziano, oltre a numerose Associazioni di donne, la Provincia, la Prefettura, il centro Demetra-Molinette e la Polizia Municipale. Il Coordinamento è stato ed è un importantissimo strumento e luogo di elaborazione di azioni, di progetti e di idee. Infatti, è con la collaborazione delle Associazioni e degli Enti che partecipano al Coordinamento che, in questi anni, sono stati realizzati progetti molto importanti e significativi, come, per esempio, molte delle iniziative di informazione e sensibilizzazione che ho richiamato prima. Ricordo, in particolare, la guida che riporta gli indirizzi dei centri e dei servizi per le donne, in particolare quelli che offrono strumenti ed interventi contro la violenza. Nell'ambito dei finanziamenti del Dipartimento Pari Opportunità per il progetto A.S.I.I.R. (Ampliamento Strategie di Implementazione ed Integrazione Reti contro la violenza di genere e stalking), progetto ancora in corso, in collaborazione con le Associazioni del Coordinamento stiamo riaggiornando la guida, strumento operativo molto utile. Infatti, il Coordinamento è suddiviso in gruppi di lavoro, sedi nelle quali è stato ed è possibile approfondire le diverse problematiche connesse con la disparità di genere e la violenza contro le donne, per individuare azioni comuni da attuare compatibilmente con le risorse disponibili. Per quanto riguarda le risorse, confido nelle parole del Ministro per le Pari Opportunità, Idem, pronunciate lo scorso 22 maggio nel primo audit nazionale contro la violenza alle donne da lei convocato: "Voglio aggiungere un punto che so essere oggetto di rilevanza assoluta: le risorse. Perché ci sono certo azioni a costo zero, ma non possiamo parlare di centri antiviolenza, di strumenti che necessitano di luoghi, formazione e risorse umane senza risorse economiche. Voglio sappiate che questo è un punto ben saldo nella mia mente". Mi auguro con forza che i Comuni, le Istituzioni più vicini ai cittadini ed alle cittadine, possano poter contare su risorse adeguate e certe per poter contrastare in modo adeguato e continuativo ogni forma di violenza contro le donne, pur consapevole del periodo di crisi economica che stiamo tutti vivendo. C'è un altro importante servizio che la Città svolge dal 2008, il numero di pubblica utilità 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che, attualmente, per Torino è gestito dai Servizi Sociali presso il Centro antiviolenza della Città. È superfluo sottolineare come un numero verde, accessibile gratuitamente dall'intero territorio nazionale e che fornisce ascolto e sostegno alle donne vittime di violenze e di stalking, sia uno strumento importantissimo, in quanto rappresenta un primo aggancio con le Istituzioni per poter avviare un percorso difficile e faticoso di liberazione dalle violenze subite. Fra gli strumenti strutturati ritengo importante evidenziare che la Città di Torino si è dotata del Comitato Unico di Garanzia (CUG), organismo previsto dalla Legge ed il cui Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale nel maggio del 2012, che ha funzioni consultive, propositive e di verifica. L'attività del CUG è rivolta alle dipendenti ed ai dipendenti dell'Amministrazione e non alla cittadinanza; nondimeno credo che rappresenti uno strumento importantissimo, perché un'Amministrazione può impegnarsi in modo efficace nel contrasto delle discriminazioni e delle violenze di genere... LEVI Marta (Vicepresidente) Invito l'Assessore ad avviarsi alla conclusione. SPINOSA Maria Cristina (Assessore) ...sul proprio territorio solo se la propria organizzazione per prima rispetta i diritti e contrasta ogni forma di discriminazione. Vi è il Piano triennale di azioni positive proposto dal CUG e sottoposto all'approvazione della Giunta, che rappresenta uno degli strumenti operativi per realizzare positivi cambiamenti organizzativi e culturali nella nostra Amministrazione. Anche la consulente di fiducia, introdotta negli ordinamenti dei Paesi membri dell'Europa al fine di garantire l'applicazione dei principi del Codice di Comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, rappresenta un altro importante tassello. Desidero ora ritornare sulla campagna "365 giorni no alla violenza contro le donne". Come dicevo, la campagna è stata lanciata da Torino in occasione del 25 novembre 2012, è rivolta in modo particolare agli uomini ed intende prendere avvio dalle Istituzioni, coinvolgendo in prima persona Sindaci e Sindache, invitandoli ed invitandole a diventare testimonial e a chiedere ai concittadini ed alle concittadine di divenire a loro volta testimonial. L'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), condividendo appieno gli obiettivi della campagna, ha invitato i Comuni ad aderire e stanno aderendo molte Città. Sulla home page del Comune è possibile visualizzare i messaggi video dei primi Sindaci che hanno aderito alla campagna. L'adesione alla campagna impegna i Sindaci ad approvare una Carta di intenti composta da 10 punti; fra i punti più significativi della Carta desidero mettere in evidenza: "Impegnarsi affinché sul proprio territorio siano operativi centri antiviolenza e case rifugio per donne vittime di violenza, avvalendosi anche della collaborazione e del sostegno di altri Enti ed Associazioni". Come sappiamo, la Legge Regionale n. 16/2009, istitutiva dei centri antiviolenza sul territorio regionale, non è ancora stata finanziata. Con i fondi messi a disposizione dal Dipartimento per le Pari Opportunità nell'ambito del progetto "Mariposas", sostegno ai centri antiviolenza (progetto ancora in corso e che terminerà nel 2014), Torino sta istituendo un centro antiviolenza, strumento indispensabile per la prevenzione e la protezione delle donne. "Promuovere e sostenere progetti volti al recupero degli uomini maltrattanti", questo è un punto molto importante ed innovativo della Carta di intenti, volto ad incidere sulla cultura della nostra società e, infatti, la campagna si rivolge soprattutto agli uomini. Torino, fin dalla sua costituzione, partecipa infatti al Tavolo per l'ascolto ed il trattamento dei maltrattanti, attivato dalla Provincia di Torino ed al quale partecipano Associazioni ed Istituzioni, con l'obiettivo di individuare interventi ed iniziative di prevenzione. "Inserire nei propri Regolamenti procedure che vietino l'utilizzo, anche da parte di soggetti privati, di messaggi pubblicitari che contengano immagini o frasi che offendano le donne o che istighino alla violenza contro le donne". Poi vi è l'Osservatorio Internazionale Vittime di Violenza, che è stato proposto nel 2012 a Volgograd nell'ambito del Forum internazionale, che si occupa di condizione femminile e violenza sulle donne ed è stato istituito nella nostra Città; opera con il valido supporto di un comitato scientifico composto da esperti, studiosi e ricercatori nel campo della vittimologia, della criminologia, della sociologia, dell'antropologia, del diritto e di altri contesti multidisciplinari, analizzando, sotto vari profili, la fenomenologia della violenza, le strategie di prevenzione e contrasto e l'assistenza ed il supporto della vittima. Sono già state effettuate delle ricerche sui costi sociali della violenza e pratiche virtuose tra le Città e gli Stati per consolidare le linee guida nel campo della lotta alla violenza. Nel marzo 2013 si è svolta a Torino una prima importante Tavola rotonda, che ha inaugurato una serie di appuntamenti tematici con esperti e studiosi sul tema "Prevenire la violenza, tutelare le vittime" e che ha illustrato gli scopi e le finalità dell'Osservatorio. Vorrei precisare che questo Osservatorio rientra perfettamente in quanto richiesto nell'articolo n. 11 della Convenzione di Istanbul, in cui parla della raccolta dati e della ricerca. Ho voluto citare questo esempio, ma avrei potuto farne molti altri, proprio per sottolineare quello che dicevo all'inizio di queste mie comunicazioni: non partiamo da zero. L'attività dell'Assessorato e dei suoi Settori si è sempre mosso con l'intento di fare rete con le realtà istituzionali e con l'associazionismo femminile, partendo dal principio che l'Ente Locale è un organo di coordinamento e di discussione delle politiche attive al contrasto della violenza e delle politiche di genere. Desidero concludere il mio intervento citando la Convenzione di Istanbul: "Creare un'Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica"; questo è l'impegno della nostra Città. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricordo che, trattandosi di comunicazioni, può intervenire un Consigliere per Gruppo per un massimo di 5 minuti. La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Vorrei ringraziare l'Ufficio di Presidenza, che ha voluto portare avanti la nostra richiesta, la Giunta, che ha fatto la comunicazione, e anche i Consiglieri e le Consigliere, che hanno ascoltato pazientemente questa relazione molto articolata. Vorrei ritornare brevemente sulla motivazione della nostra richiesta: oggi e domani al Parlamento si discute la Convenzione di Istanbul, su cui la nostra Città si è più volte espressa, anche chiedendo all'allora Ministro Fornero di firmare e, poi, chiedendo al Parlamento di ratificare. Questo è un momento estremamente importante per il Parlamento. Le parlamentari ci hanno chiesto di non considerare questo come un percorso chiuso all'interno della Camera e del Senato, ma ci hanno chiesto di sostenere con iniziative, laddove possibile, la discussione, facendo delle riflessioni su questo argomento. Per questo motivo abbiamo avanzato questa richiesta. Rinnovo i ringraziamenti e, domani, l'Associazionismo della Città farà una manifestazione davanti alla Prefettura a sostegno dell'iniziativa parlamentare, chiedendo al Prefetto un incontro per poter rappresentare con un gruppo di persone questa necessità. Quindi, c'è un problema molto grande, che è stato toccato anche dall'Assessore Spinosa, che riguarda le risorse, perché, se non vengono previste le risorse necessarie, non è possibile fare in modo che le azioni si sviluppino realmente; c'è un problema di cultura, di libertà e di dignità e la libertà e la dignità si possono salvaguardare, salvaguardando la propria vita, solo a condizione che le donne non siano sole. Quindi, questo è il nostro contributo alla discussione e ringrazio tutti per aver voluto ascoltarci pazientemente. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ritengo di dover intervenire in questo dibattito perché credo che sia di assoluta e vitale importanza per la nostra società. Credo che i fatti che, purtroppo, si verificano quotidianamente (non ultimo quello di ieri, che ha coinvolto addirittura una ragazza di 16 anni) non possano più essere sottovalutati. Penso che sia necessario partire dal concetto che occorre superare l'etimologia di matrimonio e patrimonio, come elemento di compito della madre e del padre - se andiamo a vedere l'etimologia delle 2 parole -, perché oggi non è sicuramente più attuale e, a mio giudizio, bisogna dare e continuare a dare - per questo motivo invito l'Assessore anche ad incidere sulle scuole elementari e sulle scuole medie - importanza al valore della famiglia. Far capire che cos'è una famiglia, la famiglia composta dall'uomo e dalla donna e, in questo caso, perdonatemi ma non è assolutamente un elemento di polemica, perché per i ragazzi che si apprestano a vivere la loro vita e ad intraprendere un percorso anche di futuri genitori è sicuramente fondamentale capire che cosa sia e quale responsabilità comporti essere coinvolti all'interno di una famiglia (costruirla, crearla e portarla avanti). Pertanto, ringrazio l'Ufficio di Presidenza per aver sollecitato il dibattito e, quindi, aver consentito questo tipo di relazione da parte dell'Assessore ed auspico realmente che si parta dalla scuola, perché credo che siano loro i veri destinatari del nostro messaggio, che finalmente possa consentire di entrare in una nuova fase della nostra vita sociale, in particolare italiana, cioè che porti realmente l'uomo a rispettare la donna, ma non tanto per quello che rappresenta all'interno della società, quanto perché colonna portante di tutto questo nostro mondo. Senza le donne, noi, come uomini, non riusciremmo ad essere completi e, allo stesso modo, le donne non sarebbero complete senza l'ausilio degli uomini. Credo che sia un fattore culturale da sviluppare con grande attenzione e con grande rispetto per entrambi i ruoli, che, in alcuni casi, sono anche diversi, ma sono complementari e di grande ausilio soprattutto per i nostri figli. Auguro un in bocca al lupo all'Assessore e su questo argomento le ricordo che l'opposizione sarà attenta valutatrice di quello che porterà avanti, perché ritengo che sia un tema di assoluta importanza e vitale per la nostra società. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Sarò molto breve; a parte che condivido l'idea di portare nelle scuole il messaggio; penso però che ciò debba avvenire nelle scuole di bambini molto piccoli, cioè dalla più tenera età. Continuo a ripetere che alle elementari sono già fin troppo grandi, perché certe posizioni di bullismo e di antagonismo tra i sessi nascono molto prima dei 6 anni. Quello che mi ha colpita dell'intervento del Consigliere Tronzano è il fatto di dividere l'intera umanità così drasticamente tra uomini e donne; siamo tutti esseri umani e ci dobbiamo rispettare tutti. Non è una questione di sesso, è una questione di essere esseri pensanti, che hanno una capacità di ragionare ed hanno l'obbligo di rispettarsi a vicenda. Questa divisione tra maschi e femmine è la più dannosa che possa esistere ed è quella che sta segnando, in maniera assolutamente negativa, la nostra società. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Questa discussione avviene in occasione dell'esame, da parte del Parlamento, della Convenzione di Istanbul, che è un documento di grande importanza e che stabilisce impegni significativi per i Paesi che vi aderiscono in materia di tutela delle donne, della loro soggettività e della loro personalità. Tuttavia, credo che una discussione come quella che stiamo facendo debba essere riferita non soltanto a questo passaggio parlamentare così importante, ma ad una situazione drammatica che investe anche la vita della nostra società. Le cronache di questi giorni e di queste settimane ci hanno riportato episodi particolarmente drammatici. Penso a Fabiana Liuzzi, la ragazza di Corigliano uccisa a coltellate e poi carbonizzata dal suo fidanzato - almeno è quello che si presume -, un dramma che si sarebbe consumato nelle scorse ore probabilmente al culmine di una lite. Il 10 maggio, cioè qualche giorno prima, a Vicenza una donna di 31 anni è stata vittima di un'aggressione consumata con il lancio sul suo volto di un acido corrosivo (episodio avvenuto dopo che questa donna era stata vittima di continue minacce anonime presso il suo domicilio). Il 4 maggio, cioè qualche giorno prima, è stato ritrovato il cadavere di Alessandra Iacullo, vittima di un omicidio avvenuto alle porte di Roma; si tratta di un omicidio particolarmente efferato, con modalità cruente e crudeli, e dalla dinamica del delitto gli inquirenti presumono che la persona che ha compiuto l'omicidio fosse nota alla vittima. Il 3 maggio, il giorno prima, a Castagneto Carducci, una ragazza di 19 anni, Ilaria Leone, è stata uccisa da un aggressore che aveva tentato di stuprarla. Sono episodi di questo mese di maggio nel nostro Paese. Le cronache riportano che, in questo stesso mese di maggio, in altre parti del mondo (in Europa ed in altri continenti) si sono consumati delitti non meno drammatici e, se risaliamo ai mesi precedenti, anche il nostro Paese è stato segnato da una sequenza di eventi particolarmente drammatici e luttuosi come quelli che ho appena ricordato. Non a caso è entrato nel lessico del dibattito politico e culturale un neologismo come femminicidio, che, fino a poco tempo fa, era una parola assolutamente sconosciuta. Quindi, il tema di un'azione di contrasto ad ogni forma di aggressione (prima di tutto fisica, ma anche psicologica o morale) nei confronti delle donne è questione che sta all'attenzione dell'agenda della politica e delle Istituzioni e credo che anche la nostra Città debba avere la consapevolezza che questo è un tema cruciale e che lo si deve affrontare con determinazione e mettendo in campo le iniziative che sono necessarie. Da questo punto di vista, l'ampia relazione che ha fornito l'Assessore Spinosa mi pare dia conto di un impegno non contingente e non da oggi che l'Amministrazione Comunale di questa Città profonde per mettere in campo programmi, iniziative, azioni e buone pratiche nella direzione della tutela delle donne, della loro personalità, della loro soggettività e dei loro diritti. In particolare, penso che, tra le tante iniziative che sono state ricordate, si sia mosso in questa direzione il lancio proprio a Torino dell'iniziativa "365 giorni no alla violenza contro le donne", che è partita dalla Città di Torino ed ha raccolto l'adesione dei Sindaci delle principali città italiane, dando luogo ad un programma di iniziative che si sta estendendo in tutto il Paese; allo stesso modo, penso che si sia mossa coerentemente con questa attenzione e con questa tensione a questo tema l'iniziativa (che abbiamo tenuto all'inizio di marzo di quest'anno, in occasione dell'8 marzo) di solidarietà con il movimento delle "scarpette rosse", che, come sapete, è il movimento che in Messico si batte contro i tanti episodi di femminicidio che sono stati consumati e che continuano ad essere consumati contro le donne della città di Ciudad Juarez. L'Assessore Spinosa ha illustrato un programma di iniziative molto ampio, che ha uno dei suoi focus principali in un'azione pedagogica-educativa rivolta ai giovani e credo che questo sia particolarmente significativo ed importante, perché molti degli episodi di violenza, di sopruso e di intimidazione e molti degli stessi episodi più drammatici di violenza fisica fino all'assassinio spesso sono consumati da uomini in giovane età, quando non addirittura da adolescenti. Credo che concentrare e mettere al centro di un programma di iniziative ampio come quello che è stato illustrato una particolare attenzione rivolta al mondo dell'adolescenza e dei giovani, affinché si affermi una cultura dell'uguaglianza, del rispetto, della tutela della dignità delle persone e, in primo luogo, della dignità delle donne, sia una delle condizioni per rendere efficace e proficua la nostra azione di contrasto ad ogni forma di sopruso nei confronti delle donne e per l'affermazione invece di una piena titolarità di diritti, di opportunità e di soggettività delle donne. Per questo motivo penso che il programma che ha presentato l'Assessore sia importante e significativo e, naturalmente, è aperto a tutti gli apporti che potranno venire, in particolare dalla Commissione Diritti e Pari Opportunità del Consiglio Comunale. Penso che su questa linea possiamo mettere in campo un'iniziativa che costituisca anche su questo terreno una caratterizzazione della nostra Città, consapevoli che, quanto più la nostra Città assumerà delle responsabilità e delle iniziative in questo campo, tanto più concorrerà ad analogo impegno che si potrà produrre sul piano nazionale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Dichiaro concluse le comunicazioni. |