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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Maggio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 30

Comunicazioni del Sindaco su "contrasto alla violenza di genere".
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Procediamo con le comunicazioni richieste dai Consiglieri Centillo, Onofri, Genisio
e Nomis, in relazione al contrasto alla violenza di genere.
A questa comunicazione risponde l'Assessore Spinosa. Come Ufficio di Presidenza,
avevamo richiamato l'importanza di procedere con le comunicazioni nella sede del
Consiglio odierno.
La parola all'Assessore Spinosa.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
La richiesta di comunicazioni, sulla questione del contrasto alla violenza di genere,
giunge in un momento di grande attenzione, finalmente, su questa tematica, anche in
relazione ai lavori parlamentari in corso sulla ratifica della Convenzione di Istanbul.
Centoventiquattro donne uccise da parte di mariti, fidanzati, ex, nel 2012, e già
molte, troppe, nel 2013. Purtroppo, la lista si allunga spietatamente di giorno in
giorno, di ora in ora.
Gli impegni che la Città si è assunta in questi anni fin dal 1999, quando è stato
istituito il Servizio Pari Opportunità, sono stati anche sollecitati da numerosi
interventi della Comunità Internazionale e della Comunità Europea. Fra i più
rilevanti, ricordo la Convenzione delle Nazioni Unite del 1979 sull'eliminazione di
ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), che rappresenta il più
importante strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia di diritti
delle donne, e la Raccomandazione Generale n. 19, sempre della stessa Convenzione.
Inoltre, è del dicembre 1993 la dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione
della violenza contro le donne; e ancora, le Raccomandazioni del Comitato dei
Ministri agli Stati membri del Consiglio d'Europa; la Raccomandazione del 2002
sulla protezione delle donne dalla violenza e la Raccomandazione del 2007 sulle
norme e i meccanismi per la parità tra le donne e gli uomini.
È del 2011 la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro
la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, conosciuta come la
Convenzione di Istanbul che, proprio in queste ore, il Parlamento Italiano si appresta
a ratificare, così come dichiarato dal Ministro Josefa Idem, e che era stata già firmata
dal precedente Ministro Fornero.
Nel preambolo della Convenzione si dichiara che gli Stati membri del Consiglio
d'Europa e gli altri firmatari della Convenzione condannano ogni forma di violenza
sulle donne e la violenza domestica; riconoscono che il raggiungimento
dell'uguaglianza di genere è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le
donne; riconoscono che la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti
di forza storicamente disuguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle
donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la
loro piena emancipazione; riconoscono la natura strutturale della violenza contro le
donne, in quanto basata sul genere, riconoscendo altresì che la violenza contro le
donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono
costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini; riconoscono con profonda
preoccupazione che le donne e le ragazze sono spesso esposte a gravi forme di
violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio
forzato, i delitti commessi in nome del cosiddetto onore e le mutilazioni genitali
femminili, che costituiscono una grave violazione dei diritti umani delle donne e
delle ragazze e il principale ostacolo del raggiungimento della parità tra i sessi;
ancora, aspirano a creare un'Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla
violenza domestica.
Da anni, dunque, l'intera comunità internazionale ha assunto la consapevolezza che
la violenza contro le donne affonda le sue radici nei fondamenti delle nostre società
patriarcali, dove prevale ancora la dominazione e la discriminazione degli uomini nei
confronti delle donne e la reale parità fra i generi è ancora una meta lontana.
Come ha detto il Presidente della Camera Laura Boldrini lo scorso 22 maggio nel
primo Audit Nazionale contro la violenza alle donne, voluto dal Ministro per le Pari
Opportunità Josefa Idem, la violenza contro le donne non è un'emergenza, è una
violenza stratificata che ha radici profonde, è un problema strutturale, dunque
culturale.
Ed è proprio a partire dalla consapevolezza che la violenza contro le donne ha
profonde radici culturali che la Città di Torino, ormai da molti anni, ha deciso di
mettere nella propria agenda politica le pari opportunità fra donna e uomo.
Infatti, nel 1999, anche su sollecitazione delle Associazioni di Donne della città, è
stato istituito il Servizio Pari Opportunità e Politiche di Genere per poter disporre di
un ufficio dedicato a sviluppare e realizzare iniziative, attività ed eventi volti a
sostenere e a favorire la crescita di una nuova cultura che promuova una reale parità
fra donna e uomo, basata sul rispetto e sul riconoscimento di pari diritti e dignità.
Quasi 15 anni di impegno da parte della Città di Torino attraverso il Servizio e in
stretta e proficua collaborazione con altri Servizi della Città, con le numerose
Associazioni attive nel nostro territorio e con altri Enti ed Istituzioni, utilizzando
anche fondi europei e del Dipartimento Pari Opportunità presso la Presidenza del
Consiglio.
Innanzitutto, ritengo importante evidenziare le iniziative volte a gettare i cosiddetti
semi di una nuova cultura di parità fra donne e uomini: attività di informazione,
formazione e sensibilizzazione che hanno coinvolto in primis le ragazze ed i ragazzi
delle scuole medie superiori in collaborazione con il Centro Servizi Didattici della
Provincia di Torino e che, negli anni, hanno coinvolto centinaia di studenti ed i loro
docenti, con incontri in classe sulle diverse tematiche connesse alla parità ed alla
violenza di genere, anche in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale.
Nell'anno scolastico in corso sono stati realizzati 2 percorsi: uno chiamato:
"Ingiustizie e discriminazioni di tutti i 'generi'? No, grazie" e l'altro: "È più facile
spezzare un atomo che un pregiudizio".
Sempre in questo anno scolastico, nell'ambito del progetto europeo ETTS (ancora in
corso e che terminerà nel 2014), la Città, in collaborazione con gli altri partner
italiani e stranieri, ha realizzato iniziative di sensibilizzazione ed informazione nelle
scuole medie superiori sul grave fenomeno della tratta, con un momento pubblico al
Teatro Carignano nel corso del quale le classi hanno presentato il proprio lavoro.
La formazione e la sensibilizzazione non hanno coinvolto solo gli studenti. Infatti,
ormai da anni, il Servizio Pari Opportunità propone e realizza moduli formativi sulla
parità di genere in diversi ambiti. Ricordo i più significativi e recenti: i moduli sulle
pari opportunità nel corso di formazione per operatori socio-sanitari e nel corso di
formazione per assistenti educativi, organizzati dall'Agenzia Formativa SFEP; i
moduli sulle pari opportunità proposti nel corso rivolto ai giovani immigrati, in
collaborazione con l'Ufficio Servizio Civile - Giovani Immigrati; i moduli sulle pari
opportunità realizzati nel corso rivolto alla formazione dei giovani in servizio civile
nazionale, in collaborazione con l'Ufficio Servizio Civile del Servizio Gioventù; gli
incontri di informazione per i volontari del Servizio "Giovani per Torino"; i moduli
sulle pari opportunità nella formazione prevista nel Testo Unico sulla Sicurezza sui
rischi psicosociali da stress lavoro correlato, in collaborazione con il Sistema
Sicurezza e Pronto Intervento per i lavoratori e le lavoratrici del Comune; i moduli
sulle pari opportunità nella formazione rivolta ai neoassunti organizzati dalle Risorse
Umane. Infine, nell'ambito del progetto europeo "Lexop - Lex Operators. All
together for women victims of intimate partner violence", concluso nel marzo del
2013, è stata realizzata una formazione congiunta sulla violenza contro le donne,
rivolta agli operatori della Legge pubblici (Magistrati, Polizia, Carabinieri, Polizia
Municipale) e privati (avvocati). Inoltre, il 12 ottobre 2012 si è svolta a Torino la
Conferenza Internazionale prevista dal progetto con la partecipazione dei partner
italiani ed europei, esperti italiani e stranieri e alla quale hanno preso parte numerose
associazioni torinesi e singoli cittadini.
L'informazione e la sensibilizzazione sulle pari opportunità e sulla violenza contro le
donne sono state attuate anche attraverso numerose iniziative pubbliche rivolte alla
cittadinanza, in particolare in occasione della Giornata internazionale della donna,
che si celebra in tutto il mondo l'8 marzo, ed in occasione della Giornata
internazionale contro la violenza alle donne, che si celebra il 25 novembre. Non
potendo ricordare tutte le iniziative svolte negli anni dalla Città, ricordo le più
recenti: nel 2012, nella Giornata internazionale contro la violenza alle donne, in
questa Sala (presenti il Sindaco Fassino, il Presidente del Consiglio Comunale e la
sottoscritta) è stata lanciata il 24 novembre la campagna "365 giorni no alla violenza
contro le donne", sulla quale mi soffermerò più avanti. Il 25 novembre, al Teatro
Vittoria si è svolto un momento di incontro aperto alla cittadinanza dal titolo: "Da
Istanbul a Torino", durante il quale sono stati richiamati gli impegni che la
Convenzione di Istanbul prevede per gli Stati membri e che è terminato con la
proiezione di un filmato-documentario.
Nel 2013, in occasione della Giornata internazionale della donna sono state
organizzate numerose iniziative: in particolare, venerdì 1° marzo è stato presentato
alla cittadinanza l'Osservatorio internazionale sulle vittime della violenza, di cui
parlerò in seguito; sabato 2 marzo in Piazza Castello è stata allestita (in
collaborazione con il Tavolo Juarez, Amnesty International e molte associazioni
torinesi) la mostra "Zapatos rojos - Scarpe rosse", che ha riscontrato molto interesse
da parte della cittadinanza e dei media nazionali e che ha portato nelle piazze la
discussione ed il confronto sulla violenza contro le donne; venerdì 8 marzo, in questa
Sala, Lorella Zanardo, giornalista e blogger, ha tenuto una conferenza sul tema
"L'immagine della donna nella TV italiana", ovvero come la proposizione di un
modello femminile unico e deumanizzato influenzi profondamente la vita delle
donne italiane (la questione della pubblicità la affronterò più avanti). Inoltre, è di
iniziativa consiliare la firma da parte della Città di Torino della Convenzione
nazionale "No More!", promossa da associazioni di donne e realtà della società civile
per fermare il femminicidio in Italia, chiedendo la ratifica immediata della
Convenzione di Istanbul.
La gravità ed il persistere della violenza contro le donne, che ha assunto dimensioni
inaccettabili per una società democratica basata sul diritto e sull'uguaglianza e che si
sta manifestando anche in forme nuove ed altrettanto allarmanti (ad esempio, il
cyberstalking), devono vedere le Istituzioni impegnate anche in azioni ed interventi
più strutturati. Per quanto riguarda Torino, ricordo che già nel 2000 la Città ha
approvato la costituzione del Coordinamento cittadino contro la violenza alle donne,
una rete permanente, interistituzionale e multidisciplinare, aperta alla partecipazione
di Enti, Associazioni ed Organizzazioni, con l'ambizioso obiettivo di realizzare un
raccordo permanente e sinergico fra le diverse realtà che sono impegnate nel
contrasto e nella prevenzione della violenza contro le donne. Dal 2012 il
Coordinamento, inizialmente cittadino, è stato allargato alle realtà provinciali, per un
totale di oltre 50 soggetti aderenti, fra i quali si evidenziano, oltre a numerose
Associazioni di donne, la Provincia, la Prefettura, il centro Demetra-Molinette e la
Polizia Municipale.
Il Coordinamento è stato ed è un importantissimo strumento e luogo di elaborazione
di azioni, di progetti e di idee. Infatti, è con la collaborazione delle Associazioni e
degli Enti che partecipano al Coordinamento che, in questi anni, sono stati realizzati
progetti molto importanti e significativi, come, per esempio, molte delle iniziative di
informazione e sensibilizzazione che ho richiamato prima. Ricordo, in particolare, la
guida che riporta gli indirizzi dei centri e dei servizi per le donne, in particolare
quelli che offrono strumenti ed interventi contro la violenza.
Nell'ambito dei finanziamenti del Dipartimento Pari Opportunità per il progetto
A.S.I.I.R. (Ampliamento Strategie di Implementazione ed Integrazione Reti contro la
violenza di genere e stalking), progetto ancora in corso, in collaborazione con le
Associazioni del Coordinamento stiamo riaggiornando la guida, strumento operativo
molto utile. Infatti, il Coordinamento è suddiviso in gruppi di lavoro, sedi nelle quali
è stato ed è possibile approfondire le diverse problematiche connesse con la disparità
di genere e la violenza contro le donne, per individuare azioni comuni da attuare
compatibilmente con le risorse disponibili.
Per quanto riguarda le risorse, confido nelle parole del Ministro per le Pari
Opportunità, Idem, pronunciate lo scorso 22 maggio nel primo audit nazionale contro
la violenza alle donne da lei convocato: "Voglio aggiungere un punto che so essere
oggetto di rilevanza assoluta: le risorse. Perché ci sono certo azioni a costo zero, ma
non possiamo parlare di centri antiviolenza, di strumenti che necessitano di luoghi,
formazione e risorse umane senza risorse economiche. Voglio sappiate che questo è
un punto ben saldo nella mia mente". Mi auguro con forza che i Comuni, le
Istituzioni più vicini ai cittadini ed alle cittadine, possano poter contare su risorse
adeguate e certe per poter contrastare in modo adeguato e continuativo ogni forma di
violenza contro le donne, pur consapevole del periodo di crisi economica che stiamo
tutti vivendo.
C'è un altro importante servizio che la Città svolge dal 2008, il numero di pubblica
utilità 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, che, attualmente,
per Torino è gestito dai Servizi Sociali presso il Centro antiviolenza della Città. È
superfluo sottolineare come un numero verde, accessibile gratuitamente dall'intero
territorio nazionale e che fornisce ascolto e sostegno alle donne vittime di violenze e
di stalking, sia uno strumento importantissimo, in quanto rappresenta un primo
aggancio con le Istituzioni per poter avviare un percorso difficile e faticoso di
liberazione dalle violenze subite.
Fra gli strumenti strutturati ritengo importante evidenziare che la Città di Torino si è
dotata del Comitato Unico di Garanzia (CUG), organismo previsto dalla Legge ed il
cui Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale nel maggio del 2012, che
ha funzioni consultive, propositive e di verifica. L'attività del CUG è rivolta alle
dipendenti ed ai dipendenti dell'Amministrazione e non alla cittadinanza; nondimeno
credo che rappresenti uno strumento importantissimo, perché un'Amministrazione
può impegnarsi in modo efficace nel contrasto delle discriminazioni e delle violenze
di genere...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Invito l'Assessore ad avviarsi alla conclusione.

SPINOSA Maria Cristina (Assessore)
...sul proprio territorio solo se la propria organizzazione per prima rispetta i diritti e
contrasta ogni forma di discriminazione. Vi è il Piano triennale di azioni positive
proposto dal CUG e sottoposto all'approvazione della Giunta, che rappresenta uno
degli strumenti operativi per realizzare positivi cambiamenti organizzativi e culturali
nella nostra Amministrazione. Anche la consulente di fiducia, introdotta negli
ordinamenti dei Paesi membri dell'Europa al fine di garantire l'applicazione dei
principi del Codice di Comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e
dei lavoratori, rappresenta un altro importante tassello.
Desidero ora ritornare sulla campagna "365 giorni no alla violenza contro le donne".
Come dicevo, la campagna è stata lanciata da Torino in occasione del 25 novembre
2012, è rivolta in modo particolare agli uomini ed intende prendere avvio dalle
Istituzioni, coinvolgendo in prima persona Sindaci e Sindache, invitandoli ed
invitandole a diventare testimonial e a chiedere ai concittadini ed alle concittadine di
divenire a loro volta testimonial. L'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani),
condividendo appieno gli obiettivi della campagna, ha invitato i Comuni ad aderire e
stanno aderendo molte Città. Sulla home page del Comune è possibile visualizzare i
messaggi video dei primi Sindaci che hanno aderito alla campagna.
L'adesione alla campagna impegna i Sindaci ad approvare una Carta di intenti
composta da 10 punti; fra i punti più significativi della Carta desidero mettere in
evidenza: "Impegnarsi affinché sul proprio territorio siano operativi centri
antiviolenza e case rifugio per donne vittime di violenza, avvalendosi anche della
collaborazione e del sostegno di altri Enti ed Associazioni". Come sappiamo, la
Legge Regionale n. 16/2009, istitutiva dei centri antiviolenza sul territorio regionale,
non è ancora stata finanziata. Con i fondi messi a disposizione dal Dipartimento per
le Pari Opportunità nell'ambito del progetto "Mariposas", sostegno ai centri
antiviolenza (progetto ancora in corso e che terminerà nel 2014), Torino sta
istituendo un centro antiviolenza, strumento indispensabile per la prevenzione e la
protezione delle donne.
"Promuovere e sostenere progetti volti al recupero degli uomini maltrattanti", questo
è un punto molto importante ed innovativo della Carta di intenti, volto ad incidere
sulla cultura della nostra società e, infatti, la campagna si rivolge soprattutto agli
uomini. Torino, fin dalla sua costituzione, partecipa infatti al Tavolo per l'ascolto ed
il trattamento dei maltrattanti, attivato dalla Provincia di Torino ed al quale
partecipano Associazioni ed Istituzioni, con l'obiettivo di individuare interventi ed
iniziative di prevenzione.
"Inserire nei propri Regolamenti procedure che vietino l'utilizzo, anche da parte di
soggetti privati, di messaggi pubblicitari che contengano immagini o frasi che
offendano le donne o che istighino alla violenza contro le donne".
Poi vi è l'Osservatorio Internazionale Vittime di Violenza, che è stato proposto nel
2012 a Volgograd nell'ambito del Forum internazionale, che si occupa di condizione
femminile e violenza sulle donne ed è stato istituito nella nostra Città; opera con il
valido supporto di un comitato scientifico composto da esperti, studiosi e ricercatori
nel campo della vittimologia, della criminologia, della sociologia, dell'antropologia,
del diritto e di altri contesti multidisciplinari, analizzando, sotto vari profili, la
fenomenologia della violenza, le strategie di prevenzione e contrasto e l'assistenza ed
il supporto della vittima.
Sono già state effettuate delle ricerche sui costi sociali della violenza e pratiche
virtuose tra le Città e gli Stati per consolidare le linee guida nel campo della lotta alla
violenza.
Nel marzo 2013 si è svolta a Torino una prima importante Tavola rotonda, che ha
inaugurato una serie di appuntamenti tematici con esperti e studiosi sul tema
"Prevenire la violenza, tutelare le vittime" e che ha illustrato gli scopi e le finalità
dell'Osservatorio. Vorrei precisare che questo Osservatorio rientra perfettamente in
quanto richiesto nell'articolo n. 11 della Convenzione di Istanbul, in cui parla della
raccolta dati e della ricerca. Ho voluto citare questo esempio, ma avrei potuto farne
molti altri, proprio per sottolineare quello che dicevo all'inizio di queste mie
comunicazioni: non partiamo da zero. L'attività dell'Assessorato e dei suoi Settori si
è sempre mosso con l'intento di fare rete con le realtà istituzionali e con
l'associazionismo femminile, partendo dal principio che l'Ente Locale è un organo di
coordinamento e di discussione delle politiche attive al contrasto della violenza e
delle politiche di genere.
Desidero concludere il mio intervento citando la Convenzione di Istanbul: "Creare
un'Europa libera dalla violenza contro le donne e dalla violenza domestica"; questo è
l'impegno della nostra Città.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ricordo che, trattandosi di comunicazioni, può intervenire un Consigliere per
Gruppo per un massimo di 5 minuti.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Vorrei ringraziare l'Ufficio di Presidenza, che ha voluto portare avanti la nostra
richiesta, la Giunta, che ha fatto la comunicazione, e anche i Consiglieri e le
Consigliere, che hanno ascoltato pazientemente questa relazione molto articolata.
Vorrei ritornare brevemente sulla motivazione della nostra richiesta: oggi e domani
al Parlamento si discute la Convenzione di Istanbul, su cui la nostra Città si è più
volte espressa, anche chiedendo all'allora Ministro Fornero di firmare e, poi,
chiedendo al Parlamento di ratificare. Questo è un momento estremamente
importante per il Parlamento. Le parlamentari ci hanno chiesto di non considerare
questo come un percorso chiuso all'interno della Camera e del Senato, ma ci hanno
chiesto di sostenere con iniziative, laddove possibile, la discussione, facendo delle
riflessioni su questo argomento.
Per questo motivo abbiamo avanzato questa richiesta. Rinnovo i ringraziamenti e,
domani, l'Associazionismo della Città farà una manifestazione davanti alla Prefettura
a sostegno dell'iniziativa parlamentare, chiedendo al Prefetto un incontro per poter
rappresentare con un gruppo di persone questa necessità.
Quindi, c'è un problema molto grande, che è stato toccato anche dall'Assessore
Spinosa, che riguarda le risorse, perché, se non vengono previste le risorse
necessarie, non è possibile fare in modo che le azioni si sviluppino realmente; c'è un
problema di cultura, di libertà e di dignità e la libertà e la dignità si possono
salvaguardare, salvaguardando la propria vita, solo a condizione che le donne non
siano sole. Quindi, questo è il nostro contributo alla discussione e ringrazio tutti per
aver voluto ascoltarci pazientemente.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ritengo di dover intervenire in questo dibattito perché credo che sia di assoluta e
vitale importanza per la nostra società. Credo che i fatti che, purtroppo, si verificano
quotidianamente (non ultimo quello di ieri, che ha coinvolto addirittura una ragazza
di 16 anni) non possano più essere sottovalutati.
Penso che sia necessario partire dal concetto che occorre superare l'etimologia di
matrimonio e patrimonio, come elemento di compito della madre e del padre - se
andiamo a vedere l'etimologia delle 2 parole -, perché oggi non è sicuramente più
attuale e, a mio giudizio, bisogna dare e continuare a dare - per questo motivo invito
l'Assessore anche ad incidere sulle scuole elementari e sulle scuole medie -
importanza al valore della famiglia. Far capire che cos'è una famiglia, la famiglia
composta dall'uomo e dalla donna e, in questo caso, perdonatemi ma non è
assolutamente un elemento di polemica, perché per i ragazzi che si apprestano a
vivere la loro vita e ad intraprendere un percorso anche di futuri genitori è
sicuramente fondamentale capire che cosa sia e quale responsabilità comporti essere
coinvolti all'interno di una famiglia (costruirla, crearla e portarla avanti).
Pertanto, ringrazio l'Ufficio di Presidenza per aver sollecitato il dibattito e, quindi,
aver consentito questo tipo di relazione da parte dell'Assessore ed auspico realmente
che si parta dalla scuola, perché credo che siano loro i veri destinatari del nostro
messaggio, che finalmente possa consentire di entrare in una nuova fase della nostra
vita sociale, in particolare italiana, cioè che porti realmente l'uomo a rispettare la
donna, ma non tanto per quello che rappresenta all'interno della società, quanto
perché colonna portante di tutto questo nostro mondo. Senza le donne, noi, come
uomini, non riusciremmo ad essere completi e, allo stesso modo, le donne non
sarebbero complete senza l'ausilio degli uomini.
Credo che sia un fattore culturale da sviluppare con grande attenzione e con grande
rispetto per entrambi i ruoli, che, in alcuni casi, sono anche diversi, ma sono
complementari e di grande ausilio soprattutto per i nostri figli. Auguro un in bocca al
lupo all'Assessore e su questo argomento le ricordo che l'opposizione sarà attenta
valutatrice di quello che porterà avanti, perché ritengo che sia un tema di assoluta
importanza e vitale per la nostra società.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Sarò molto breve; a parte che condivido l'idea di portare nelle scuole il messaggio;
penso però che ciò debba avvenire nelle scuole di bambini molto piccoli, cioè dalla
più tenera età. Continuo a ripetere che alle elementari sono già fin troppo grandi,
perché certe posizioni di bullismo e di antagonismo tra i sessi nascono molto prima
dei 6 anni.
Quello che mi ha colpita dell'intervento del Consigliere Tronzano è il fatto di
dividere l'intera umanità così drasticamente tra uomini e donne; siamo tutti esseri
umani e ci dobbiamo rispettare tutti. Non è una questione di sesso, è una questione di
essere esseri pensanti, che hanno una capacità di ragionare ed hanno l'obbligo di
rispettarsi a vicenda. Questa divisione tra maschi e femmine è la più dannosa che
possa esistere ed è quella che sta segnando, in maniera assolutamente negativa, la
nostra società.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Questa discussione avviene in occasione dell'esame, da parte del Parlamento, della
Convenzione di Istanbul, che è un documento di grande importanza e che stabilisce
impegni significativi per i Paesi che vi aderiscono in materia di tutela delle donne,
della loro soggettività e della loro personalità. Tuttavia, credo che una discussione
come quella che stiamo facendo debba essere riferita non soltanto a questo passaggio
parlamentare così importante, ma ad una situazione drammatica che investe anche la
vita della nostra società.
Le cronache di questi giorni e di queste settimane ci hanno riportato episodi
particolarmente drammatici. Penso a Fabiana Liuzzi, la ragazza di Corigliano uccisa
a coltellate e poi carbonizzata dal suo fidanzato - almeno è quello che si presume -,
un dramma che si sarebbe consumato nelle scorse ore probabilmente al culmine di
una lite. Il 10 maggio, cioè qualche giorno prima, a Vicenza una donna di 31 anni è
stata vittima di un'aggressione consumata con il lancio sul suo volto di un acido
corrosivo (episodio avvenuto dopo che questa donna era stata vittima di continue
minacce anonime presso il suo domicilio). Il 4 maggio, cioè qualche giorno prima, è
stato ritrovato il cadavere di Alessandra Iacullo, vittima di un omicidio avvenuto alle
porte di Roma; si tratta di un omicidio particolarmente efferato, con modalità cruente
e crudeli, e dalla dinamica del delitto gli inquirenti presumono che la persona che ha
compiuto l'omicidio fosse nota alla vittima. Il 3 maggio, il giorno prima, a
Castagneto Carducci, una ragazza di 19 anni, Ilaria Leone, è stata uccisa da un
aggressore che aveva tentato di stuprarla.
Sono episodi di questo mese di maggio nel nostro Paese. Le cronache riportano che,
in questo stesso mese di maggio, in altre parti del mondo (in Europa ed in altri
continenti) si sono consumati delitti non meno drammatici e, se risaliamo ai mesi
precedenti, anche il nostro Paese è stato segnato da una sequenza di eventi
particolarmente drammatici e luttuosi come quelli che ho appena ricordato.
Non a caso è entrato nel lessico del dibattito politico e culturale un neologismo come
femminicidio, che, fino a poco tempo fa, era una parola assolutamente sconosciuta.
Quindi, il tema di un'azione di contrasto ad ogni forma di aggressione (prima di tutto
fisica, ma anche psicologica o morale) nei confronti delle donne è questione che sta
all'attenzione dell'agenda della politica e delle Istituzioni e credo che anche la nostra
Città debba avere la consapevolezza che questo è un tema cruciale e che lo si deve
affrontare con determinazione e mettendo in campo le iniziative che sono necessarie.
Da questo punto di vista, l'ampia relazione che ha fornito l'Assessore Spinosa mi
pare dia conto di un impegno non contingente e non da oggi che l'Amministrazione
Comunale di questa Città profonde per mettere in campo programmi, iniziative,
azioni e buone pratiche nella direzione della tutela delle donne, della loro personalità,
della loro soggettività e dei loro diritti.
In particolare, penso che, tra le tante iniziative che sono state ricordate, si sia mosso
in questa direzione il lancio proprio a Torino dell'iniziativa "365 giorni no alla
violenza contro le donne", che è partita dalla Città di Torino ed ha raccolto
l'adesione dei Sindaci delle principali città italiane, dando luogo ad un programma di
iniziative che si sta estendendo in tutto il Paese; allo stesso modo, penso che si sia
mossa coerentemente con questa attenzione e con questa tensione a questo tema
l'iniziativa (che abbiamo tenuto all'inizio di marzo di quest'anno, in occasione dell'8
marzo) di solidarietà con il movimento delle "scarpette rosse", che, come sapete, è il
movimento che in Messico si batte contro i tanti episodi di femminicidio che sono
stati consumati e che continuano ad essere consumati contro le donne della città di
Ciudad Juarez.
L'Assessore Spinosa ha illustrato un programma di iniziative molto ampio, che ha
uno dei suoi focus principali in un'azione pedagogica-educativa rivolta ai giovani e
credo che questo sia particolarmente significativo ed importante, perché molti degli
episodi di violenza, di sopruso e di intimidazione e molti degli stessi episodi più
drammatici di violenza fisica fino all'assassinio spesso sono consumati da uomini in
giovane età, quando non addirittura da adolescenti.
Credo che concentrare e mettere al centro di un programma di iniziative ampio come
quello che è stato illustrato una particolare attenzione rivolta al mondo
dell'adolescenza e dei giovani, affinché si affermi una cultura dell'uguaglianza, del
rispetto, della tutela della dignità delle persone e, in primo luogo, della dignità delle
donne, sia una delle condizioni per rendere efficace e proficua la nostra azione di
contrasto ad ogni forma di sopruso nei confronti delle donne e per l'affermazione
invece di una piena titolarità di diritti, di opportunità e di soggettività delle donne.
Per questo motivo penso che il programma che ha presentato l'Assessore sia
importante e significativo e, naturalmente, è aperto a tutti gli apporti che potranno
venire, in particolare dalla Commissione Diritti e Pari Opportunità del Consiglio
Comunale. Penso che su questa linea possiamo mettere in campo un'iniziativa che
costituisca anche su questo terreno una caratterizzazione della nostra Città,
consapevoli che, quanto più la nostra Città assumerà delle responsabilità e delle
iniziative in questo campo, tanto più concorrerà ad analogo impegno che si potrà
produrre sul piano nazionale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.

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