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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Maggio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 23
INTERPELLANZA 2013-02180
"STAZIONE STURA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CARRETTA ED ALTRI IN DATA 14 MAGGIO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201302180/002,
presentata dai Consiglieri Carretta, Ventura, Cassiani, Liardo, Paolino, Onofri,
Genisio, Sbriglio, Porcino, Altamura, Centillo, Levi-Montalcini, D'Amico, Marrone,
Tronzano, Ricca, Bertola e Berthier in data 14 maggio 2013, avente per oggetto:

"Stazione Stura".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Ricordo soltanto quelli che sono i tempi di intervento: uno dei presentatori può
intervenire per un tempo di 3 minuti, poi l'Assessore Lubatti interverrà per la sua
risposta per un tempo di 5 minuti, poi un Consigliere per Gruppo potrà intervenire
per un tempo di 5 minuti e infine potrà concludere con la replica l'Assessore per lo
stesso tempo di 5 minuti.
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Ringrazio il Presidente, l'Assessore e soprattutto tutti i Consiglieri che hanno
sottoscritto questo atto a seguito del sopralluogo che abbiamo fatto con la II
Commissione, un atto che poi è diventato una interpellanza generale. Se ne parliamo
oggi, è solo per una questione di Regolamento: dovevano passare, se non sbaglio, 10
giorni dal momento in cui veniva depositato l'atto.
Stazione Stura, o meglio, quella che doveva essere Stazione Stura, o quello che ci
aspettavamo di trovare a Stazione Stura, rischia di diventare per tutti una situazione
imbarazzante o quantomeno complicata.
Il sopralluogo che avevamo messo in calendario era, in realtà, un sopralluogo
indirizzato ai parcheggi di interscambio di Stura, parcheggio Rebaudengo e, se non
sbaglio, c'era anche Piazza Sofia. Poi di lì, quasi per caso, il sopralluogo ha assunto
dei connotati diversi. Da lì ci siamo spostati - ricordo - con i Consiglieri che erano
quel giorno presenti. Perché? Perché alla fine il parcheggio di interscambio,
analizzato durante le nostre Commissioni, viene visto come un qualcosa di
omogeneo, che fa parte del servizio ferroviario, del servizio dei trasporti, della
mobilità e quindi di lì ci sembrava ovvio e scontato avvicinarci e verificare le
condizioni della Stazione Stura.
Arrivati in Stazione, ci siamo trovati di fronte a qualcosa che davvero non
immaginavamo. Innanzitutto la fase di avvicinamento è stata una corsa ad ostacoli,
più che un sopralluogo: abbiamo superato dei calcinacci, abbiamo spostato delle
transenne per arrivare alla Stazione, non abbiamo trovato la biglietteria.
Quindi, il nostro sopralluogo a Stazione Stura ha assunto nei connotati diversi,
almeno da quello che ci eravamo imposti all'inizio.
Naturalmente, quello che risulta da quel sopralluogo è chiaro, c'è un'interpellanza
generale, quindi il senso di imbarazzo che è stato provato da molti è chiaro, però io
sono convinto di un'altra cosa: in realtà, se c'è un'interpellanza generale, è anche
perché all'interno dei Consiglieri, di maggioranza e minoranza, si è fatta sempre più
largo la strada di una condivisione su una mobilità sostenibile che sia anche
alternativa ad altri tipi di mobilità, vuoi per ragioni ambientali (penso, per esempio,
alla mobilità privata) o vuoi anche per una oggettiva scarsità di risorse, che rischia di
compromettere altri progetti sicuramente più innovativi, sicuramente più
lungimiranti, come poteva essere quello della Metropolitana, almeno per adesso.
Quindi, c'è questa consapevolezza da parte dei Consiglieri.
Però è anche vero che Stazione Stura è anche qualcos'altro. Certo, c'è questa parte
che in un certo senso ci ha messo un po' in guardia, o almeno ci invita, o invitiamo
l'Assessore a fornirci delle risposte, però Stazione Stura fa parte di un contesto,
quello della Falchera, dove - è anche utile ricordarlo - c'è un Piano Città che fra un
po' porterà dei soldi nelle casse cittadine per portare avanti delle opere di
riqualificazione urbana.
Abbiamo già analizzato in Commissione dove saranno i punti di ricaduta del Piano
Città, però, se volete, possiamo - lo chiedo ai Consiglieri - tranquillamente convocare
una nuova Commissione per valutare se il Piano Città comprenda anche delle opere
di sistemazione; naturalmente non parlo della Stazione in sé, che avrà altri
responsabili a capo, però anche la zona limitrofa che è comunque una zona che ha
creato più di qualche dubbio ai Consiglieri.
Il trasporto ferroviario metropolitano, per quanto mi riguarda, per le Commissioni
presiedute da me e dal Presidente Grimaldi, grazie anche all'apporto dell'Assessore
Lubatti, è diventato quasi un refrain, cioè noi siamo convinti della necessità di
puntare su un trasporto di questo tipo, ma ne siamo convinti per tanti motivi: come
dicevo prima, per motivi di impatto ambientale, ma anche perché è utile ripensare un
sistema di comunicazione che abbracci un'area più vasta e quindi che abbia delle
ricadute, tra virgolette, "rivoluzionarie" per quanto riguarda il sociale, l'apporto
economico...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Le ricordo i tempi.

CARRETTA Domenico
Sì, concludo velocemente, perché è un'interpellanza generale, quindi parlo -
immagino - a nome di tutti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci
mancherebbe, Consigliere. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sicuramente,
guardi, proprio il fatto di essere su banchi diversi, che abbiamo sfumature diverse, mi
rende solo più tranquillo e mi fa stare più sereno anche nelle mie valutazioni.
A parte questo, noi continuiamo a puntare su un servizio di trasporto che vada ad
abbracciare un'area un po' più vasta, però certo che, se ci ostiniamo a parlare di
trasporto ferroviario metropolitano e poi - e lo dico davvero senza problemi - quello
che doveva diventare il fiore all'occhiello, diventa il fiore in un occhio - più che
altro, quello che è l'ingresso a questo sistema ferroviario, allora è giusto accertare
quelle che sono le responsabilità.
A noi non interessa stare lì con il bilancino a vedere chi ha più responsabilità, noi
vogliamo capire di chi sono, la natura, vogliamo capire se sia possibile fare qualcosa
in tempi brevi per cercare di ovviare a quello che è effettivamente un obbrobrio,
anche da un punto di vista urbanistico, ma non solo, anche funzionale per gli utenti
del trasporto ferroviario metropolitano.
Quindi - dicevo - non ci interessa stare lì a misurare chi abbia più responsabilità,
quello che interessa - lo chiedo anche all'Assessore Lubatti, che adesso ci darà
naturalmente le indicazioni che abbiamo richiesto - è raggiungere un obiettivo.
Per fare questo, io immagino che anche il Presidente Grimaldi non abbia nulla in
contrario, cioè noi possiamo mettere a disposizione anche la nostra Commissione per
portare avanti un Tavolo non dico di monitoraggio, comunque per seguire quello che
sarà anche l'evolversi della situazione Stura, invitando - perché no - anche gli altri
soggetti che possono essere coinvolti: penso alla Regione, penso alle Ferrovie dello
Stato.
Noi abbiamo degli obiettivi, che sono quelli di portare a compimento un processo
che altrimenti ci risulterebbe interrotto.
Quindi, io ribadisco la mia disponibilità e, in maniera del tutto propositiva, chiedo
all'Assessore di illustrare le ragioni della situazione attuale di Stazione Stura.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Intervengo per avere l'altra faccia della medaglia, che comunque in qualche modo
converge su quello che diceva il Presidente Carretta, ovviamente con sfumature
diverse.
La visione, la versione che abbiamo avuto noi è che comunque quel parcheggio
sappiamo tutti che avrebbe avuto una ragione di esistere se ci fosse stata dietro una
Metropolitana con la M maiuscola, non una pseudo-metropolitana che sappiamo
benissimo che non serve a nulla.
Però la partenza era giusta. Quella Metropolitana che doveva partire da Rivoli,
doveva partire da lì, perfetto; parcheggio di interscambio, tutte le altre città ci hanno
insegnato, ma noi ovviamente abbiamo fatto una nuova cattedrale nel deserto.
È giusto che adesso si parli comunque di Metropolitana a livello di interscambio con
la ferrovia, perché è per porre un po' rimedio a questa situazione, perché 7 milioni di
Euro sono veramente uno spreco, considerato il fatto che - l'abbiamo visto tutti - è un
parcheggio completamente vuoto, inutilizzato e ovviamente, quando le cose partono
con un progetto assolutamente sbagliato, perché - ripeto - l'idea è giusta, l'hanno
fatto grandi metropoli in Italia, più o meno il concetto è giusto, ma non possiamo
pensare a Rivoli, che, come ho sempre detto, non è la capitale del mondo (non ho
mai capito la partenza a Rivoli); pensando al rapporto di interscambio che c'è tra
Torino e Milano, che è il più importante allora, sì, avrebbe avuto una ragione e
ovviamente i milanesi, o chi per essi, chi proveniva da quella bretella avrebbe
lasciato la macchina nell'interscambio.
Ovviamente bisogna cercare di sopperire, ed è per questo che stiamo trattando questa
interpellanza, proprio per andare in quella direzione, perché così com'è è assurdo.
Noi non siamo riusciti neanche a fare l'altro sopralluogo, proprio perché ci si è
trovati un po' spiazzati.
Comunque, pur con sfumature diverse - mi siano concesse, perché la realtà è quella -,
dico che è giusto che su questa questione bisogna avere una risposta, e anche
immediata, da parte dell'Assessore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non ho registrato per il momento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma lei
non risulta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, gentilmente, per gli
Uffici, a verbale bisogna rettificare che c'è anche il Consigliere Grimaldi che ha
firmato, perché qua non c'è scritto, io non l'ho letto. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). L'ha firmato, perfetto. Allora ha diritto ad intervenire come
presentatore.
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Guardi, Presidente, partirei dal sito della Città di Torino, dice: "Da domenica 9
dicembre, con la piena operatività del Passante di Torino, le Istituzioni hanno
annunciato l'entrata in funzione del nuovo Servizio Ferroviario Metropolitano".
Si dice anche: "Sei differenti rotabili dedicati completamente a questo nuovo
servizio, che colloca il capoluogo piemontese al pari di molte capitali europee come
Parigi, Berlino, Vienna, Praga. Benvenuto! Qui inizia l'avventura".
Come diceva il Consigliere Carretta, è iniziata un'avventura e, pensate, per fortuna
che non abbiamo visto turisti e non abbiamo visto cittadini torinesi in quel passaggio,
perché noi siamo arrivati in un parcheggio semideserto, che è quello di Stura, come
raccontavano i Consiglieri; poi abbiamo visto l'altro volto dell'Italia, perché a fianco
ad un parcheggio deserto a pagamento, c'è un parcheggio abusivo a 5 metri, a 10
metri - che prima non veniva citato -, che è l'esempio di quello che non funziona in
Italia, e forse, come diceva il Consigliere Carretta, questo deve essere uno degli
oggetti di discussione, cioè come mai l'intermodalità non funziona. Per esempio, se
ci sono 5 parcheggi limitrofi gratuiti, probabilmente anche l'utilità di quel sistema
inizia a venire meno.
Ma facciamo finta - come abbiamo fatto - di fare come i turisti, pensate a dei turisti
tedeschi, che magari leggono il sito della Città di Torino e dicono: "Bene, parcheggio
lì la macchina e prendo la mia metropolitana veloce".
Lo dico al Sindaco Fassino, in aggiunta a quello che diceva il Consigliere Carretta:
c'è un punto che è più politico, Sindaco, e il punto politico è che, dopo aver speso 1
miliardo e 200 milioni di Euro di soldi dell'Erario pubblico, e sto parlando di soldi
della Città di Torino per più di mezzo miliardo e di soldi tanto dello Stato e della
Regione, noi abbiamo ancora una situazione che, a differenza di quello che dice il
sito del Comune di Torino, non c'entra niente con la S-Bahn, non c'entra niente con
la RER.
Noi abbiamo 4 stazioni, di cui 2 non fatte - e stiamo parlando di Dora e Zapata - e ne
abbiamo 2, che sono Stura e Rebaudengo: una è difficilmente raggiungibile - che è
Rebaudengo -, l'altra è un deserto.
Allora, ci possiamo dire politicamente che questo è il punto? Possiamo dirlo alla
Regione? Possiamo dirlo alle Ferrovie dello Stato? Possiamo dirlo a noi stessi, che
abbiamo contribuito a questo sistema metropolitano ferroviario?
Ecco, se devo aggiungere qualcosa, ripartirei da qui, da un sistema che è costato
tantissimo, forse è un sistema che vediamo a qualche centinaio di metri dalla sua
soluzione, ma diciamoci che le persone che lo utilizzerebbero oggi non hanno
neanche la possibilità di comprarsi un biglietto.
Credo che questa sia l'immagine peggiore di un Paese che non solo ha avuto la
voglia di cambiare, ma che ha avuto la voglia di cambiare e che qualcuno, in qualche
modo, all'ultimo miglio non ha voglia di dare il suo contributo perché questo
cambiamento arrivi fino a destinazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Sono contento che oggi si possa portare un tema di questo tipo, perché da una mia
interpellanza nacque poi il sopralluogo che diede vita a questa interpellanza generale.
Io innanzitutto intendo informare chi ancora oggi non lo sapesse che il biglietto si
può fare a bordo dei treni. Questa è sicuramente una cosa importante, esattamente
come è stata data la possibilità di fare il biglietto a bordo sulla Linea 4, con una
piccola maggiorazione. Sul treno non si paga neanche la maggiorazione. Quindi,
questa è un'informativa per chi i mezzi pubblici in questa città non li prende.
(INTERVENTI FUORI MICROFONO). La mancanza di comunicazione, poi, penso
che sia anche da ricondurre all'Amministrazione Comunale, perché, se pensiamo che
si può parcheggiare all'interno del parcheggio Stura a 1 Euro al giorno e nessuno lo
sa, questo sicuramente può andare ad inficiare quelli che sono gli ingressi all'interno
del parcheggio stesso, perché io voglio ricordare che noi abbiamo costruito un
parcheggio spendendo milioni di Euro, un parcheggio utilizzato al 7%. Tre piani
chiusi costantemente, l'unico piano aperto è utilizzato al 30%.
L'Amministrazione Comunale non ha mai fatto niente affinché questo parcheggio si
riempisse, quando basta fare una campagna di sensibilizzazione per chi si appoggia
al vicino parcheggio del centro commerciale, spiegando anche la sicurezza di quello
che può voler dire lasciare la macchina in un parcheggio in struttura.
Sicuramente quello si può migliorare. Pensiamo gli accessi che sono stati visti
durante il sopralluogo alla Linea 4: sono accessi non sicuri, perché io immagino una
signora di sera, magari alle cinque del pomeriggio di dicembre, che parcheggia, deve
andare a prendere la Linea 4, in una situazione di assoluto deserto, perché non c'è
niente, neanche una telecamera a sorvegliare: questo crea sicuramente problemi di
sicurezza.
Io penso che il lavoro fatto con la Regione Piemonte sia stato un lavoro importante,
perché il trasporto metropolitano integrato sta aiutando i collegamenti tra nord e sud
della città, tanto che negli orari di punta - io poi in un momento successivo sono
andato a verificarlo personalmente -, in orari dove i pendolari prendono il treno, la
stazione comunque, minimamente, rispetto a quello che abbiamo avuto modo di
appurare, è utilizzata.
Quindi, probabilmente c'è da fare un lavoro di sensibilizzazione, c'è da fare un
lavoro di spinta verso l'utilizzo di un mezzo. Pensiamo che prendendo la Linea 4 da
Torino Stura a Porta Nuova ci impieghiamo 35 minuti, senza deviazioni di percorso;
con lo stesso treno, pagando lo stesso biglietto, noi abbiamo la possibilità di essere a
Porta Nuova in 5 minuti.
Quindi, l'invito che faccio all'Assessore, che ne ha le competenze, e al Sindaco, è
quello di cercare di avere un po' più di visione strategica verso quel parcheggio e
quella stazione, magari renderlo più visibile, fare campagne pubblicitarie affinché lo
stesso parcheggio possa essere più utilizzato e affinché anche il trasporto
metropolitano integrato possa avere un'affluenza maggiore, ripeto, a dispetto dei 35
minuti da Stura a Porta Nuova con la Linea 4, o dei 5 minuti da Stura a Porta Nuova
con il treno.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Il tema della stazione Stura è al centro della nostra attenzione dall'inizio del mandato
e con l'inizio del servizio ferroviario metropolitano il tema è diventato molto più
noto, ma comunque ancora importante, anche dal punto di vista della gravità della
situazione.
Dividiamo intanto la fruibilità e la conoscenza dell'utente finale della potenzialità del
parcheggio Stura e della relativa fermata, rispetto ai limiti infrastrutturali che oggi
quella stazione presenta. Partendo dagli ultimi, che forse sono un pochino più facili
da declinare, posso dirvi che la responsabilità diretta della gestione dell'infrastruttura
(quindi del locale viaggiatori da un lato, e del sottopasso dall'altro) ricade
direttamente sulla Regione Piemonte per quanto riguarda la gestione dell'esercizio
ferroviario, e sulle Ferrovie (in particolare su RFI) per la gestione dei fabbricati.
Su questo, il lavoro del Consiglio, in particolare attraverso l'interpellanza generale,
devo essere sincero, ha prodotto risultati che non eravamo ancora riusciti a ottenere.
Nonostante una costante e continua richiesta dell'Amministrazione da un lato alla
Regione, in maniera minore in questo caso, dall'altra a RFI per avere un crono-
programma sulla sistemazione finale del locale viaggiatori, della sistemazione delle
biglietterie, esattamente come è stato citato anche nel documento del Consiglio, non
c'eravamo ancora riusciti.
Ebbene, quando i tecnici di RFI sono stati informati della presenza di questa
interpellanza consiliare, è arrivato il cronoprogramma. Quindi, oggi posso dirvi,
perché ho ricevuto una comunicazione ufficiale, che la parte di sistemazione
infrastrutturale partirà con, finalmente, un affidamento definitivo dei lavori. A onor
del vero va ricordato che c'è stato il fallimento dell'impresa che aveva vinto
l'appalto diretto con RFI; inoltre, c'era stato un problema di procedura, perché c'è
stato un ricorso da parte del secondo aggiudicatario dei lavori che aveva richiesto e
ottenuto la sospensiva dell'assegnazione e della possibilità di cominciare con i lavori.
Detto questo, oggi siamo in grado di annunciare oggi che a fine luglio saranno
riaperti i cantieri per la sistemazione definitiva da un lato del locale viaggiatori e
della mesa in sicurezza del sottopasso, compresa la mancanza di biglietteria, che oggi
tutti possiamo testimoniare utilizzando la Stazione di Stura. Questo è un lato che
riguarda, però, l'infrastruttura, l'hardware.
Per quanto riguarda, invece, il parcheggio Stura GTT (è stato richiamato negli
interventi, quindi lasciatemi dire una parola, anche se vado leggermente fuori tema),
c'è un ragionamento che dobbiamo fare e condividere con l'area metropolitana,
perché il numero importante di utenti privati che utilizzano la Linea 4 per arrivare in
centro denota il fatto che una buona quantità di interscambio c'è già.
Il principio di interscambio di punti esterni alla Città, con utilizzo poi del mezzo
pubblico per arrivare in centro, è un messaggio che non posso dire sia passato al
100%. Lo dico utilizzando le parole del Consigliere Ricca: sicuramente si può fare di
più in termini di sensibilizzazione, eccetera; però c'è stata in questo una scelta
azzeccata della Regione Piemonte di individuare in Stura un altro punto di fermata
del servizio ferroviario metropolitano.
Vogliamo, però, dirci le cose come stanno dal punto di vista quotidiano, visto che
tutti abbiamo visitato quell'area e vediamo quotidianamente che cosa succede? La
gente in questo momento sta parcheggiando nel parcheggio del centro commerciale,
perché parcheggia gratuitamente, perché c'è una fermata del tram subito dopo, che
non è quella della Stazione Stura, e perché non c'è nessun controllo all'ingresso del
parcheggio.
Purtroppo questo è un circolo vizioso, perché più non si usa quel parcheggio, più c'è
la percezione che sia, per assurdo, più sicuro il parcheggio del centro commerciale
rispetto al parcheggio in struttura gestito da GTT, che per quanto poco facciamo
pagare e per quanto bene facciamo la comunicazione, è comunque un parcheggio a
pagamento, quindi non regge la concorrenza di un parcheggio libero.
Da questo punto di vista, qual è stata la scelta? Senza volerci concentrare e spendere
troppe energie, tempo e risorse economiche, visto che ce ne sono anche poche, su
azioni di comunicazione verso un'utenza che aveva già digerito il concetto
dell'interscambio, stiamo facendo un lavoro di pianificazione con l'Agenzia della
Mobilità Metropolitana per individuare in Stura un vero polo di interscambio della
mobilità nella città. Cioè, non banalmente soltanto le auto che andranno a Stura
parcheggiando probabilmente ancora nel centro commerciale. Posso anche dirvi che
io ho anche parlato con i responsabili del centro commerciale per capire se c'erano
dei mezzi con i quali "limitare", tra virgolette, questo uso improprio del parcheggio
d'interscambio; ma è evidente che non possiamo trovare un accordo con chi ha tutti i
vantaggi commerciali di avere persone che si avvicinano al proprio centro
commerciale, utilizzando quel parcheggio come un punto di interscambio.
Detto questo, abbiamo voluto alzare il livello della discussione e ragionare insieme
all'Agenzia per la Mobilità per individuare in Stura un vero punto della mobilità. Da
questo punto di vista, possiamo accogliere con grande favore la proposta che faceva
il Presidente Carretta, perché possiamo davvero individuare una Commissione
specifica, nella quale intanto invitiamo RFI e Regione, in maniera tale da chiedergli
conto degli impegni che adesso ufficialmente si sono presi per risolvere la situazione
che voi stessi avete avuto modo di vedere. Inoltre, per individuare in Stura maggiori
servizi rispetto a quelli che oggi vengono forniti; penso ad esempio a un grande
punto di interscambio con la mobilità interurbana dei mezzi pubblici.
Come stiamo ragionando nella zona sud, immaginando che Caio Mario possa
diventare un punto di attestamento per i pullman interurbani che arrivano in città da
Pinerolo, dalla Valchisone o da altre aree della zona sud della nostra Provincia, con
lo stesso obiettivo possiamo ragionare per la zona nord, perché allora a quel punto
vale la pena sfruttare le potenzialità (che ricordava il Consigliere Ricca) del servizio
ferroviario metropolitano, per uno spostamento in città con il mezzo ferroviario per
raggiungere Porta Susa e Porta Nuova.
Da questo punto di vista, ripeto, la disponibilità è totale, perché anche l'Agenzia sta
facendo un buon lavoro di pianificazione per arrivare a avere un piano da proporre,
che possa essere condiviso con la Città. La Città (lo dico, perché siamo nella sede più
alta dell'Istituzione cittadina) ha una responsabilità, che è quella di costruire e
rendere le infrastrutture a servizio di questo punto di interscambio fruibili. Quindi, ci
va il parcheggio, la svolta esatta, l'incrocio che venga calcolato in maniera puntuale
dal punto di vista dei flussi, delle tempistiche di rotazione dei semafori, eccetera.
Però la responsabilità diretta in questo caso sulle infrastrutture è quella che ho
provato, in maniera un po' confusa, a raccontarvi. Però, la Città deve continuare a
fare un'azione di pungolo, di stimolo nei confronti delle altre Istituzioni.
Confermo, nel chiudere il mio intervento, che la collaborazione Giunta-Consiglio
porterà, spero al più presto, alla risoluzione del problema.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ho firmato l'interpellanza con molto piacere. Prima di intervenire, ho voluto
ascoltare l'Assessore...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusate, probabilmente non avete capito o sentito quanto vi dicevo all'inizio. Prima
dell'intervento dell'Assessore sono intervenuti di diritto i Consiglieri firmatari
dell'interpellanza generale. Adesso intervengono gli altri Consiglieri Comunali, per
un tempo non superiore a cinque minuti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Come da quando? Da sempre. Ve l'ho anche detto.
È un'interpellanza generale, non è una comunicazione. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, se lei legge il comma 7 dell'articolo 63, lo spiega chiaramente.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Pur avendo firmato l'interpellanza, ho preferito ascoltare prima la risposta
dell'Assessore. Ho colto con molto piacere il fatto che la maggioranza abbia voluto
sollevare il tema firmando un'interpellanza generale. Questo racconto sembrava un
po' come se i Consiglieri fossero andati in un mondo inesplorato e avessero scoperto
la stazione ferroviaria.
Peraltro, nel dibattito ho sentito dire da un Consigliere che adesso da Stura si arriva a
Porta Nuova in cinque minuti, peccato che i treni del ferroviario metropolitano da
Stura non vanno a Porta Nuova, ma a Porta Susa e Lingotto. Per cui, effettivamente
credo che ci sia un problema di informazione e di utilizzo del mezzo da parte del
Consiglio Comunale.
Io a Stura ci sono passato un certo numero di volte negli scorsi mesi, andando a
Falchera per il problema della falda, però ho sempre visto la stazione in questo stato
di abbandono. Alle volte addirittura con i sottopassi allegati dall'acqua, perché il
problema della falda che hanno gli abitanti di Falchera ce l'ha anche la Stazione
Stura; quindi, si spera che anche su questo si riesca a intervenire.
Questa vicenda della Stazione Stura, secondo me, è un po' il simbolo del pastrocchio
del sistema dei trasporti torinese, perché l'idea di un servizio ferroviario
metropolitano è ovviamente ottima, però la realizzazione a Torino è stata un po' così,
tant'è vero che ci troviamo sostanzialmente con tre servizi forti (c'è una linea
metropolitana; la Linea 4 rifatta, con grande spesa, come metropolitana leggera; e il
ferroviario metropolitano), che però per molti tratti passano paralleli l'uno all'altro.
Per cui, a nord, il 4 e il ferroviario sono praticamente paralleli; a sud, addirittura da
Porta Nuova ci sono il 4, il ferroviario e la metropolitana in parallelo, a distanza di
poche centinaia di metri, per un lungo tratto. Per cui, forse anche la pianificazione di
tutto questo sistema è venuta fuori un po' così.
Questo si vede anche in termini di coincidenze. Infatti, alla stazione Stura c'è la
fermata sotterranea del tram dalla quale non è possibile andare al sottopasso della
stazione, ma bisogna risalire in superficie, fare cinque metri, passare dalla linea
invisibile che separa il dominio di GTT da quella delle Ferrovie, prendere un'altra
discesa e scendere nel sottopasso. Questo genere di piccoli errori di progettazione
sono quelli che fanno veramente la differenza tra impiegare venti secondi per passare
da un tram al treno o viceversa, e impiegare tre minuti, con un servizio nel complesso
molto più lento, molto meno efficiente, che alla fine attrae meno la gente.
È proprio su questo genere di piccoli particolari che si dovrebbe concentrare
l'attenzione, dato che se uno va a vedere la situazione delle altre stazioni, siamo
sempre più o meno nella stessa condizione. Anche Fossata-Rebaudengo è un deserto
e non è collegata sostanzialmente a niente; Dora, anche quando servirà, sarà forse nel
mezzo della rotonda, comunque non si capisce come interscambierà con le altre
stazioni; Zapata è esattamente a metà tra largo Orbassano e corso Unione Sovietica,
quindi la gente o si fa a piedi centinaia di metri o spunta nel nulla.
Quindi, rischiamo di nuovo di avere una serie di situazioni di questo genere, in cui di
fatto non c'è interscambio. A maggior ragione per i progetti, perché Lingotto
Stazione non è collegata alla Metropolitana che ferma più in là; addirittura, sul
prolungamento della Metropolitana verso Rivoli, il progetto prevede la
Metropolitana che attraversa la ferrovia a cinquecento metri dalla stazione di
Collegno, invece di avvicinarle per l'interscambio.
Per cui c'è tutto un problema di disegno, che francamente non è mai stato affrontato
decentemente. Quando ho chiesto la ragione della collocazione della stazione Zapata
in mezzo al nulla, alla fine mi è stato tranquillamente detto che prima o poi al posto
delle caserme faremo i palazzi, che avranno un grande valore grazie alla presenza del
trasporto ferroviario vicino. Però sarebbe utile ragionare non solo in termini di
riqualificazione urbanistica e di nuovi palazzi da costruire a vantaggio delle
operazioni immobiliari, ma anche in termini di efficienza dei trasporti per i cittadini
che li devono usare oggi.
In conclusione, vorrei dire però che per il Passante ferroviario abbiamo speso
probabilmente un miliardo e mezzo di Euro e altrettanti per la Metropolitana, e
diverse decine di milioni per la Linea 4, le infrastrutture, i parcheggi, eccetera.
Sarebbe il caso di spendere le decine di migliaia di Euro che rimangono per renderli
efficienti, perché purtroppo continuiamo a pensare in termini di grandi opere, per cui
l'importante è scavare, spendere un miliardo di Euro, creare tunnel. Poi, se alla fine
manca il pezzettino che serve a rendere funzionale il servizio, chi se ne frega. Però il
risultato è un servizio che nessuno usa, che è soltanto un enorme costo sulle spalle
dei contribuenti, un buco nero per le casse pubbliche e che alla fine non ha i vantaggi
desiderati per cui si è investito.
Per cui, è proprio sulla parte flessibile che bisogna ragionare, cioè sugli orari, sugli
interscambi, sul fatto che i servizi siano veramente integrati l'uno con l'altro. Il fatto
stesso che non si riesca ancora ad avere un biglietto unico (con il quale, scesi dal
pullman, si possa continuare la tratta rimanente con il treno) ammazza alla radice
l'utilizzabilità del servizio ferroviario. Questo vale per gli abbonamenti, ma riguarda
solo gli abbonati; però, finché non si avrà una vera integrazione tariffaria, per cui con
un biglietto solo sarà possibile usare qualunque mezzo di trasporto, il servizio
ferroviario sarà sempre un servizio di serie B, usato da qualcuno ma non da tutti.
In conclusione, credo che sarebbe il caso di smettere di continuare a pensare ai
grandi progetti (vedi il tunnel di Corso Grosseto) e magari investire quei soldi per
finire quello che abbiamo già iniziato, invece di lasciarlo a metà. Quindi, finire le
stazioni Dora e Zapata, comprare i treni per intensificare veramente il passaggio del
Passante ferroviario, per avere un treno veramente ogni pochi minuti, e finire la
copertura del Passante di corso Principe Oddone, visto che non sappiamo dove
prendere i soldi. In generale, usare questi soldi per organizzazione queste
infrastrutture e rendere veramente efficiente il servizio.

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