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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201302172/002, presentata in data 13 maggio 2013, avente per oggetto: "Inceneritore del Gerbido: già un incidente al secondo giorno di lavoro" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ringrazio gli interpellanti, perché, in realtà, ci permettono, mi permettono e permettono all'Amministrazione di svolgere alcuni chiarimenti, che spero possano essere utili anche a rassicurare; da questo punto di vista, chiedo una disponibilità ed un interessamento (che so non venir meno da parte degli stessi interpellanti) rispetto ad una serie di informazioni tutt'altro che corrette e coerenti con quanto sta accadendo. Confido nel senso di responsabilità del Consigliere Bertola, che, evidentemente, presentando questa interpellanza vuole giustamente condividere le informazioni corrette soprattutto rispetto a quanto è oggetto di rilevamento sull'impatto ambientale. Andiamo con ordine: i Consiglieri Bertola ed Appendino chiedono: "Chi abbia autorizzato l'avvio della fase di esercizio provvisorio dell'inceneritore del Gerbido e con quale atto"; l'autorizzazione integrata ambientale rilasciata a TRM nel 2006 e rinnovata, come richiede la normativa, nel febbraio 2012 costituisce autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell'impianto secondo le modalità e le prescrizioni che lì sono indicate. Per quanto riguarda il quesito "Quali siano state le cause, le dinamiche e le contromisure prese per quanto riguarda l'incidente del 2 maggio", anche in questo caso la risposta è puntuale; alle ore 18.00 circa si è verificato un blocco totale dell'impianto a causa della mancanza di tensione sulle sbarre di media tensione a 6,3 kilovolt per un'infiltrazione di acqua a contatto con le stesse. Ciò ha comportato l'apertura, per cortocircuito, dell'interruttore di alimentazione del trasformatore, che in quel momento alimentava entrambe le sbarre a 6,3 kilovolt, causando la disalimentazione totale dell'impianto. Preso atto che il ripristino non sarebbe potuto avvenire in tempi brevi, è stata attivata la procedura di spegnimento e messa in sicurezza dell'impianto nella sua totalità. I Consiglieri chiedono anche: "In particolare, in cosa consistano i sistemi di sicurezza che sono entrati in funzione, se questi sistemi di sicurezza permettano l'abbattimento efficace delle polveri e delle sostanze inquinanti contenute nei fumi della combustione dei rifiuti anche a filtro elettrico spento, oppure se tali sistemi provvedano, una volta disattivato il filtro elettrico per via del blackout, semplicemente a rigirare i fumi nella ciminiera e di lì nell'atmosfera, evitandone il passaggio nei filtri successivi al filtro elettrico, i quali si intaserebbero e si danneggerebbero per via delle polveri non filtrate dal filtro elettrico spento". Anche in questo caso la risposta è abbastanza puntuale: il generatore diesel di emergenza (che, in caso di mancanza di tensione, alimenta le utenze indispensabili alla corretta fermata della turbina, le luci di emergenza, oltre ad altre utenze indispensabili, ad esempio S.M.E. e deodorizzazione) si è avviato regolarmente. L'impianto è stato immediatamente portato a spegnimento, regolando la combustione con l'obiettivo di spegnere rapidamente il rifiuto presente in griglia; poco dopo è stato possibile avviare le operazioni di svuotamento della griglia dal rifiuto. Tale procedura è conforme a quanto prevede la normativa, che cito testualmente: "Nei casi di guasto il gestore riduce o arresta l'attività appena possibile, finché sia ristabilito il normale funzionamento". Poi gli interpellanti chiedono: "Quali siano le misurazioni effettuate dalle centraline di monitoraggio durante l'incidente, se esse contengano valori fuori norma di sostanze inquinanti e comunque se sia possibile averne copia"; naturalmente è possibile averne copia, non fosse altro perché i dati registrati dalle centraline di monitoraggio sono pubblicati sul sito www.sistemapiemonte.it/ambiente/srqa/consultadati.shtml (ho l'elenco anche cartaceo dei dati pubblicati sul sito, qualora il Consigliere ne facesse richiesta immediatamente dopo la discussione dell'interpellanza). Un funzionario della Direzione Ambiente ha analizzato i dati rilevati dalla centralina TRM di Beinasco nel giorno del guasto (quindi, il 2 maggio 2013) e si può osservare che (per quanto riguarda il PM10, il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana - come i Consiglieri sanno - è di 50 microgrammi/metro cubo) il valore limite giornaliero non è stato superato né il 2 maggio, né nei giorni immediatamente successivi, anche se - dico questo a beneficio di un'interlocuzione corretta -, in realtà, il 2 ed il 3 maggio sono stati registrati valori leggermente più alti rispetto ai giorni immediatamente precedenti e successivi. Ribadisco, comunque, che non è stato superato il valore né il 2 maggio, né nei giorni immediatamente successivi. Per quanto riguarda il PM 2,5 non esiste un valore limite giornaliero da rispettare, ma solo un valore annuale pari a 25 microgrammi/metro cubo; i valori registrati il 2 ed il 3 maggio sono in linea con i giorni precedenti e successivi. Per il biossido di azoto il valore limite orario per la protezione della salute umano è di 200 microgrammi/metro cubo e tale valore non è stato superato né il 2 maggio, né nei giorni immediatamente successivi. Il 2 maggio si è verificato uno dei più alti valori rispetto ai giorni immediatamente precedenti e successivi, sia come massima media oraria, che come media delle medie orarie, però, in ogni caso, non è stato superato il limite orario previsto dalla normativa. Per il benzene non esiste un valore limite giornaliero da rispettare, ma solo un valore annuale pari a 5 microgrammi/metro cubo; il valore medio registrato il 2 maggio è in linea rispetto ai valori dei giorni precedenti. In realtà, per un confronto mancano i dati relativi ai giorni successivi, ma naturalmente li condivideremo non appena li avremo. Per quanto riguarda il mercurio, elementare e gassoso, i valori rilevati (sia come massima media oraria, che come media delle medie orarie) sono sempre in linea con i valori dei giorni precedenti e successivi. Il monossido di azoto è l'unico parametro che segna un valore anomalo rispetto agli altri giorni, sia come media delle medie giornaliere, che come massima media oraria registrata alle ore 9.00; come i Consiglieri sanno, per questo parametro non esiste un valore limite di riferimento come concentrazione nell'aria per la protezione della salute umana. I Consiglieri chiedono ancora: "Se dunque l'Amministrazione abbia la certezza che i fumi emessi dall'inceneritore durante e dopo l'incidente non fossero nocivi per la salute dei cittadini e fossero pienamente in regola con i limiti di Legge"; lo spegnimento rapido perseguito dagli operatori della sala controllo ha consentito di ridurre al minimo il tempo di combustione dei rifiuti nel periodo immediatamente successivo al blackout e, conseguentemente, le emissioni connesse alla fase di spegnimento. Si richiama nuovamente il corretto comportamento degli operatori che hanno condotto l'attività coerentemente con le prescrizioni normative, come ho detto già precedentemente. Si segnala comunque che, in caso di guasto o malfunzionamento, la norma consente la possibilità di superare i limiti emissivi per un massimo di 60 ore annue. Naturalmente, ci auguriamo che ciò non avvenga. Infine, gli interpellanti chiedono: "Se l'impianto sia attualmente fermo o se sia ripreso l'esercizio provvisorio e, in tal caso, con quali garanzie affinché l'incidente non possa ripetersi"; alla data del 17 maggio l'impianto non è in marcia. Al fine di garantire che non si verifichi nuovamente analoga situazione, si è operato per rimuovere la causa del guasto e sono stati installati ulteriori sistemi di allerta ed allontanamento di eventuale acqua che dovesse raggiungere le sbarre di media tensione, che sono state all'origine del guasto oggetto dell'interpellanza. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la puntuale risposta, proprio perché, a fronte delle notizie che circolavano riguardanti questo incidente (che, devo dire anche con un po' di rammarico, non sono arrivate da TRM, ma da voci e, forse, in questi casi sarebbe opportuno che fosse il gestore dell'impianto a dare comunicazioni tempestive ed ufficiali sull'incidente), abbiamo ritenuto opportuno chiedere dei chiarimenti su quello che era successo, in quanto non ci risulta che a tutt'oggi esista una versione ufficiale dell'accaduto o, almeno, sia stata resa di pubblico dominio. Ho ascoltato la risposta dell'Assessore e, adesso, andremo sicuramente a verificare i dati e li analizzeremo meglio con i nostri esperti per capire che cosa è accaduto. Certamente, alcuni dubbi sull'impianto e su questo incidente restano e non sono soltanto i dubbi di principio, per cui va bene che magari l'inquinante resti sotto i limiti di Legge, ma, come ben sappiamo, crediamo che esistano altre tecnologie che prevedano di non bruciare proprio i rifiuti, per cui è troppo anche una particella di PM10, nel senso che esiste il modo di smaltirli senza bruciarli, magari anche recuperando la materia prima, e, quindi, in maniera più efficiente, sia ambientalmente che economicamente. Al di là del discorso generale, va bene l'autorizzazione integrata originale, ma ci deve essere qualcuno che il 30 aprile ha detto che si era pronti e che dal 1° maggio si sarebbe partiti, mentre il 2 maggio, cioè il secondo giorno, si è verificato un problema che non è piccolo; il fatto che piova sulle sbarre di tensione a 6.000 volt è piuttosto grave, se mi permette. Prima di avviare una macchina così complessa e pericolosa (perché, comunque, è un impianto industriale), sarebbe stato opportuno almeno controllare che non piovesse dove passa la corrente ad alta tensione. Capisco che, se non si prova a far funzionare le cose non si sa se funzionino, però ci ha un po' incuriosito anche questo elemento, perché non abbiamo capito bene se c'è stata una fretta eccessiva di mettere in servizio l'impianto o se era semplicemente tutto normale ed è normale che il secondo giorno si verifichi un fatto simile. Sicuramente, è venuto qualche dubbio su che cosa sta succedendo e come sta procedendo il lavoro. Per quanto riguarda l'incidente in sé, mi fa piacere sapere che sono state seguite le procedure e che quanto fatto è conforme alle norme di Legge, però non ho avuto risposta alla domanda fondamentale, cioè se veramente nel momento dell'incidente - come sostenuto in rete da alcuni siti ed alcune voci - i fumi vengono semplicemente presi e, invece di filtrarli, mandati nel camino e mandati fuori; visto che per diversi inquinanti sono stati riscontrati valori anomali e visto che non ho sentito una smentita, mi sembra di capire che, probabilmente, è così. Va bene che la procedura di emergenza lo preveda e che la Legge permetta di superare per 60 ore l'anno i limiti di emissione in caso di incidenti, però non è bello sapere che, se va via la luce (dato che il primo filtro per i fumi è elettrico e, quindi, senza corrente non funziona), i fumi vengano presi e buttati fuori nell'aria. Immagino che possano esserci state delle valutazioni sanitarie da parte di chi ha fatto la Legge e dice che, tutto sommato, 60 ore di fumi oltre i limiti non fanno così male, ma, onestamente, non lo trovo tanto sensato. Penso che i sistemi di emergenza dovrebbero essere tali per garantire che, anche se va via la corrente ed il filtro elettrico non funziona, questo benedetto generatore diesel alimenti anche il filtro elettrico, almeno per il tempo necessario a spegnere, e che, quindi, i filtri continuino a funzionare finché non si arrivi allo spegnimento. Ritengo che sarebbe una richiesta ragionevole. Approfondiremo questo aspetto, perché dalla risposta non ho capito se è così o meno, però, da quello che ho sentito, temo che la versione che abbiamo letto ed inserito nell'interpellanza (quella per cui i fumi vanno direttamente nell'atmosfera) sia quella esatta. Valuteremo le misurazioni e cercheremo di capire e di trovare riscontri; forse è il caso di approfondire la vicenda, magari discutendone fra un po' di tempo in Commissione, facendoci spiegare esattamente come funziona questa procedura e quali sono i sistemi tecnici. È necessario capirlo, anche perché, tra l'altro, apprendo adesso (come, peraltro, avevo letto) che l'impianto è fermo, ma, stando a quello che dicono le persone che abitano intorno all'inceneritore, si continuano a vedere i fumi che escono; immagino che si tratti di manutenzione ad impianto fermo, cioè sicuramente ci saranno delle spiegazioni per questi fumi che continuano ad uscire. Infatti, se l'impianto è fermo, non tratta i rifiuti (e mi fido che sia fermo e che non tratti i rifiuti), però si continuano a vedere i fumi - non so se sia suggestione o verità - e sarebbe perlomeno il caso che qualcuno ci spiegasse esattamente che cosa sta succedendo in questo impianto in questi giorni. Vi è già un clima di sfiducia legato alla posizione ed alla mancata condivisione della scelta di costruire l'inceneritore da parte della popolazione e anche da parte di qualche Comune intorno, per cui credo che sia necessario essere assolutamente chiari su tutto quello che succede; ritengo che chi è convinto della bontà dell'impianto dovrebbe a maggior ragione volerlo difendere, spiegando per filo e per segno ciò che accade e non cercando di nascondere questo genere di incidenti. Francamente, credo che quello che è successo, cioè il fatto che non ci siano state comunicazioni ufficiali e che la notizia sia dovuta uscire un po' sottobanco (e, quando abbiamo presentato l'interpellanza, magicamente dopo 2 giorni è comparsa sui giornali la comunicazione dell'incidente), faccia un po' pensare che, come si dice, se qualcuno ha qualcosa da nascondere, forse qualche problema c'è. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una replica, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Il fatto che qualcuno - come dice l'interpellante - voglia nascondere qualcosa, in particolare questo incidente, in realtà è smentito dai fatti, dalle comunicazioni ufficiali di TRM e, come tra l'altro ho già citato, anche da alcuni organi di stampa che hanno riportato esattamente l'accaduto. Per quanto riguarda invece la volontà di nascondere o tacere dati, ribadisco che questo è il primo impianto con impatto ambientale mai realizzato sicuramente in Italia (sinceramente non so in Europa e me ne scuso), che è accompagnato da un sistema di monitoraggio in tempo reale, che naturalmente è a completamento ed è assolutamente complementare (qualcuno potrebbe dire accessorio) rispetto ai sistemi di monitoraggio degli Enti preposti, in particolare ASL e ARPA. In queste settimane si è ultimato il sistema di monitoraggio tecnico dei fumi, che consentirà di avere in tempo reale una quantificazione delle emissioni, un dato rappresentato sul portale citato in precedenza in risposta all'interpellanza e citato anche nel sito del Comitato Locale di Controllo. Stiamo provvedendo all'installazione di alcuni totem informativi, che, in tempo reale, trasmetteranno e comunicheranno il dato alla popolazione (in particolare, per quanto riguarda la Città di Torino, nel territorio della Circoscrizione 2, presso la sede della Circoscrizione, e l'installazione dell'altro è in fase di definizione). C'è massima trasparenza ed è per questo motivo che, all'inizio, richiamavo l'attenzione dei Consiglieri (già sufficientemente attenti) sul fatto di trasferire le informazioni corrette; è giusto che tutti sappiano che il motivo principale per cui in questo momento l'impianto è spento è che, per la prima volta nella storia di un impianto industriale a livello europeo, si è deciso di attivare un sistema di monitoraggio della popolazione che non fosse ex post, cioè che non fosse successivo all'entrata in funzione ed al funzionamento a regime dell'impianto. Per un mese l'impianto verrà arrestato nel suo funzionamento per poter garantire la campionatura ed il monitoraggio della porzione di popolazione, che, grazie a questo importantissimo ed assolutamente innovativo sistema di monitoraggio che coinvolge tanti Enti e anche tante personalità del mondo scientifico, garantirà una corretta comparazione prima del funzionamento dell'impianto, durante il funzionamento dell'impianto e anche successivamente. Si tratta di una comparazione che caratterizzerà una porzione significativa dei residenti del luogo ed una porzione significativa dei residenti in altre aree della Città di Torino ed in altri Comuni contermini. Da parte dell'Amministrazione, della società TRM e, soprattutto, del Comitato Locale di Controllo (che, come i Consiglieri sanno, vigila sull'impianto stesso) c'è la piena trasparenza e, quindi, mi sento di poter rassicurare sul fatto che la trasparenza alla quale faceva appello il Consigliere Bertola è pienamente soddisfatta ad oggi. In realtà, le informazioni da me riferite sono reperibili (e lo erano già nei giorni scorsi) sui siti citati. Credo che valga la pena prendere atto complessivamente del fatto che c'è un sistema locale che si sta preoccupando di trasferire serenamente e con assoluta trasparenza tutte le informazioni che consentiranno alla popolazione, a noi Amministratori ed a tutti gli Amministratori interessati di poter rappresentare l'attenzione che il sistema locale sta ponendo su questo impianto. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perché? Non le ha risposto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). C'è qualche domanda a cui l'Assessore non ha risposto? La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio L'Assessore non ha risposto alla domanda su come funziona questo sistema di sicurezza, cioè, se quando parte la procedura di spegnimento con il generatore diesel, i filtri siano accesi o spenti. Poi, se volete... LEVI Marta (Vicepresidente) Va bene, allora... BERTOLA Vittorio In Commissione o anche per iscritto, come preferite. LEVI Marta (Vicepresidente) Considero l'interpellanza discussa per l'Aula ed invito il Consigliere Bertola a segnalare al Presidente della VI Commissione il punto in particolare che ritiene di voler approfondire. |