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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Maggio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2013-01946
"APPLICAZIONE DEL DECRETO SVILUPPO ALLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA CITTADINA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 29 APRILE 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301946/002, presentata in
data 29 aprile 2013, avente per oggetto:

"Applicazione del Decreto Sviluppo alla Pianificazione Urbanistica Cittadina"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
L'interpellanza, in realtà, mi permette di fare una proposta, che è quella di rinviare in
Commissione, se è possibile, la discussione e l'articolazione del tema, perché
sicuramente ha degli aspetti tecnici e procedurali significativi, che possono essere
superficialmente trattati in Consiglio.
Per cui, se il Consigliere è d'accordo, propongo che venga rinviata in Commissione.
In effetti, la risposta generale che posso dare in merito alle richieste dei Consiglieri,
che chiedono se sia stata definita una georeferenziazione, una mappatura e una
pianificazione della localizzazione e dell'applicazione del Decreto Sviluppo, è che
non è possibile, perché questo va in contrasto con la ratio del Legislatore, che ha
definito, nell'articolo n. 5 della Legge n. 106, delle procedure in deroga che
permettono l'attivazione di permessi a costruire in deroga, appunto, in aree da
riqualificare.
Proprio per questo, per l'impossibilità, la non correttezza e la non congruità di una
pianificazione e localizzazione, secondo quanto disposto dalla Legge, era
indispensabile... La Legge prevede che le Regioni approvino, entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della Legge, una normativa specifica a livello regionale. In
realtà, preso atto che la Regione Piemonte, entro 120 giorni dall'entrata in vigore
della Legge, non ha provveduto a normare a livello regionale, abbiamo atteso la
Circolare del Presidente della Giunta Regionale del maggio 2012, che dava delle
prime indicazioni e, comunque, rinviava all'analisi dei Comuni l'applicazione del
Decreto.
Alla luce di questo e alla luce della cornice normativa definita dalla Legge e, poi,
ripresa dalla Circolare della Regione Piemonte, in Giunta abbiamo approvato, a
febbraio, una deliberazione che definisce alcuni criteri entro i quali è possibile che
venga presentata istanza per l'applicazione del Decreto Sviluppo.
Per definire questi criteri è stato indispensabile procedere ad un'analisi dell'impianto
urbanistico del Piano Regolatore Generale, che costituisce, naturalmente, l'elemento
base per ogni valutazione, soprattutto sul tema delle destinazioni compatibili e
complementari, e sulla base di questo sono stati definiti sostanzialmente dei motivi di
esclusione, proprio perché, tenendo conto dell'impianto normativo, non era possibile
definire in quali aree è applicabile, quanto piuttosto in quali aree e in quali situazioni
non è applicabile il Decreto Sviluppo.
Sono dei criteri molto tecnici, che entrano nel merito anche delle schede normative
del Piano Regolatore, per cui, se lei ritiene, approfondiamo la discussione in
Commissione, in modo da entrare nel merito ed articolare in modo più preciso e
tecnico la risposta.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la risposta e anche per la proposta di approfondire in
Commissione che mi sembra valida, quindi ovviamente chiediamo il rinvio in
Commissione dell'interpellanza.
Crediamo che il tema sia importante, perché il rischio è che questo strumento del
Decreto Sviluppo, che è stato pensato per la riqualificazione di aree degradate, venga
poi un po' stiracchiato, steso e tirato per essere applicato a qualunque operazione
immobiliare e commerciale si voglia fare in città, anche quelle che di riqualificazione
hanno poco o niente, perché, ovviamente, dà delle facilitazioni che, magari, possono
rendere più appetibile o più fattibile commercialmente l'operazione.
Per questo noi riteniamo sia importante che la Città, comunque, abbia una linea
politica. Capisco l'obiezione per cui non è possibile definire a priori le aree;
verificheremo poi nel dettaglio, magari in Commissione, tutte le questioni tecniche
per capire fino a dove si possa arrivare nel darsi delle limitazioni e fino a dove,
invece, non si deve, però è importante che ci sia una condivisione anche da parte del
Consiglio Comunale e, ovviamente, dell'Amministrazione su come gestire questa
situazione, proprio per evitare che poi magari finisca per favorire tanti interventi
puntuali, ma per perdere un po' di vista anche l'obiettivo completo e generale della
riqualificazione delle aree degradate della città.
In particolare, non ho capito se ci siano già delle istanze in corso o, comunque, se ci
siano già delle riflessioni a livello degli Uffici su alcune aree su cui sia possibile
magari applicare lo strumento. Quindi, questa era una delle domande
dell'interpellanza; non so se ci sia già qualche informazione in merito, altrimenti ne
discuteremo in Commissione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'Assessore aveva già chiesto in partenza se era possibile approfondire in
Commissione e si aspettava una risposta da parte sua in questo senso. Comunque, le
ho concesso anche di intervenire. L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma, non
essendo completata la discussione, l'argomento verrà approfondito in II
Commissione.

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