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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301969/002, presentata in data 30 aprile 2013, avente per oggetto: "Torino Jazz Festival" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Com'è noto, nell'ambito del Torino Jazz Festival, anche quest'anno, come l'anno scorso, si è teso a costituire un programma particolarmente interessante ed ampio; questo programma ha dato edizione a questo volume, che, ovviamente, è stato diffuso come il programma ufficiale della manifestazione, avendo cura - come credo si possa facilmente constatare, in occasione di ogni appuntamento - di rendere chiaro se l'appuntamento era gratuito, se era necessario avere una prenotazione, se era previsto o meno il pagamento di un biglietto o la consumazione - come in alcuni casi - di cena, di aperitivo, di bevande, eccetera. Quindi, rispetto alla trasparenza dell'operazione, in termini anche di comunicazione e di rendere edotto ciascun fruitore di questa manifestazione su quali erano i suoi diritti e le sue possibilità, credo vi sia poco da aggiungere. Una parte fondamentale organica del Festival Jazz è rappresentata dalla sezione Fringe, che, fin dall'inizio, ovviamente, abbiamo teso a costruire in relazione, ovviamente, ai locali della Città. L'anno scorso quest'operazione ha, sostanzialmente, occupato una relazione con i tanti locali che erano allora aperti, soprattutto nell'area dei Murazzi; quest'anno, come voi sapete, quei locali sono stati oggetto di intervento della Magistratura e, quindi, abbiamo cercato di coinvolgere altri locali. Perché questa parte è legata ai locali? Perché, ovviamente, le atmosfere di questo genere musicale, direi per antonomasia, sono anche possibili, più plausibili e più efficaci se ricondotte ad una dimensione più intima. Basta andare in alcuni quartieri famosi nel mondo per il jazz, penso ad alcuni quartieri francesi, in cui questo abbinamento tra l'esecuzione dal vivo di concerti o esibizioni di gruppi musicali e la permanenza in quei locali fa parte dell'atmosfera. Come ci siamo organizzati? Abbiamo chiesto ad un'Associazione di darci una mano per coinvolgere i locali, di anno in anno, in maniera tale che questa operazione fosse possibile. L'Associazione si chiama MAP (Music Art Performance); ci ha presentato un progetto anche quest'anno, in cui, ovviamente a loro cura, hanno individuato dei locali secondo alcuni criteri: dislocazione (perché voi sapete che noi siamo abbastanza affezionati a quest'idea di dare un luogo fisico a tutto il Torino Jazz Festival, quindi vogliamo, in qualche maniera, mantenere una localizzazione precisa); possesso dei requisiti di ampiezza per poter ospitare un numero adeguato di persone, visto che, poi, per noi è fondamentale che le persone partecipino; disponibilità ad una coproduzione, ovvero fatto 100 il costo dell'intera operazione del Fringe, noi diamo un contributo a quest'Associazione, ma richiediamo, ovviamente, che i locali partecipino, accollandosi una parte del costo, in un'operazione nella quale questo rapporto, credo positivo, tra pubblico e privato può innescare questa rosa di locali. Questo è esattamente quello che è avvenuto anche quest'anno e, quindi, questo è il meccanismo che abbiamo seguito, recependo questo progetto da parte di quest'Associazione e stabilendo un contributo a fronte di un contributo economico dei locali stessi coinvolti in questa operazione. In ultimo, nell'interpellanza viene chiesto quale sia il rapporto che intercorre tra la Città di Torino e il Jazz Club. In riferimento a questo, anche se non è di pertinenza diretta del mio Assessorato, mi è stato comunicato che il Jazz Club ha una concessione ventennale in vigore dall'anno 2007 e che, in relazione a questa convenzione, paga un canone annuo di 2.900,00 Euro. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ventura. VENTURA Giovanni Intervengo in parte, lasciando al Consigliere Paolino la possibilità di intervenire. Ringrazio l'Assessore per le risposte. Chiaramente, io non contestavo assolutamente il Jazz Festival, che è un evento importante e che credo che, comunque, abbia portato l'immagine della Città in giro per il mondo. Quanto volevo sottolineare è il fatto che attraverso i media e la comunicazione emergeva sempre il "totalmente gratuito" e questo ha creato qualche problema a chi arrivava da fuori. È vero, sul programma ci sono alcune indicazioni, però la comunicazione fatta dai giornali indicava il "totalmente gratuito" e questo ha creato un po' di problemi e ha tratto in inganno alcune persone che arrivavano da fuori. Quindi, se il prossimo anno dovesse continuare ad essere così, chiedo che venga data una comunicazione più attenta rispetto ai giornali. Per quanto riguarda l'Associazione MAP, non so chi sia e non discuto sulla sua capacità di trovare locali; però, credo che questa operazione sia compito della Città. La Città, visto che ha una Fondazione, deve fare un bando pubblico; dopodiché, chiederà ai locali che parteciperanno a questo bando di poter organizzare gli eventi. Se ci affidiamo ad altri, rischiamo sempre di lasciare qualcuno per strada. Per quanto riguarda il Jazz Club di Torino, a questo punto, Presidente, chiederei che questa vicenda venisse chiarita in I Commissione Patrimonio, perché il canone di 2.900,00 Euro all'anno per un locale pubblico, con un'attività pubblica, è un po' anomalo. Forse, queste cifre all'anno le facciamo pagare alle bocciofile, non lo so, ma neanche. Vent'anni, 2.900,00 Euro all'anno, per un locale del genere, pubblico e che fa ristorazione, mi sembra un po' ridicolo come canone. Però, non voglio discuterne adesso, perché prima vorrei approfondire la questione. Quindi, se è possibile portare questo punto in I Commissione gliene sarei grato. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per un'integrazione, al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Intervengo per una breve integrazione su questo punto. Nel ringraziare l'Assessore per la sua illustrazione, vorrei separare quella che è l'iniziativa, assolutamente condivisa e condivisibile, e anche l'impostazione, da quella che è una relazione con il mondo dell'imprenditoria, con chi ha attività commerciali, eccetera, che sicuramente è da chiarire, non da vessare, ma da chiarire, affinché nell'Amministrazione non ci siano mai ombre. Se una concessione viene data per vent'anni a quell'importo lì, vuol dire che ci dev'essere una forma di restituzione alla Città e il fatto che, durante il Jazz Festival, una persona per entrare dovesse pagare 35,00-38,00 Euro di menu fisso, per poter assistere ad uno spettacolo finanziato, in qualche modo, dalla Città di Torino, credo che non sia accettabile. Quindi, su questo dobbiamo assolutamente approfondire. Credo che l'Assessore, per la parte che gli compete, sarà con noi, anche se è una competenza del Patrimonio. Altra questione. È vero che nel programma c'è scritto questo, ma noi dobbiamo controllare che, dal programma stampato al programma realizzato, ci sia coerenza, perché io non sono così certo del fatto che quanto era scritto nel libretto sia stato, poi, realizzato compiutamente. Infatti, dalle informazioni che noi abbiamo, durante alcuni spettacoli la consumazione era obbligatoria. Quindi, bisogna fare molta attenzione nel momento in cui ci rapportiamo con il privato, perché dobbiamo fare in modo che tutto sia a regola d'arte e che non ci sia un altro privato che possa dire: "A saperlo, potevo farlo io". Quindi, su questo faremo molta attenzione. Il problema non è mettere in discussione l'iniziativa, che condividiamo, il cui spirito si ricollega con la volontà di far vivere questa città come luogo di eventi e di iniziative culturali, ma il problema è fare in modo che tutti rispettino le regole. Noi siamo molto preoccupati che, in questo caso, si verifichino situazioni che già in passato ci hanno lasciato molto perplessi. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve integrazione, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Ovviamente, distinguo anch'io le due questioni. Per quanto riguarda il canone, io non faccio altro che riferire quello che mi è stato detto. Per quanto riguarda, invece, la giusta attenzione, che vorrei avere anch'io, rispetto alla verifica della coerenza tra ciò che abbiamo, diciamo, promesso e l'effettivo andamento, a me personalmente non è arrivata alcuna segnalazione di discrasia; se, però, vi sono elementi di questo genere, mi farebbe piacere se mi fossero trasmessi, perché io stesso - ripeto, esattamente com'è stato detto - voglio mantenere un rapporto corretto tra ciò che viene proposto e l'effettivo andamento. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma non essendo concluso il dibattito, in particolare sul punto 3, viene inviata in I Commissione per gli approfondimenti. |