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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201301361/002, presentata dal Consigliere D'Amico in data 22 marzo 2013, avente per oggetto: "Nessuna ambiguità sulla Torino-Lione". della proposta di mozione n. mecc. 201301089/002, presentata dai Consiglieri Ambrogio e Marrone in data 8 marzo 2013, avente per oggetto: "Sostegno alla TAV: Torino-Lione sia inserita nelle linee programmatiche del prossimo Governo!". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201301836/002, presentata dai Consiglieri Paolino, Lo Russo, Ventura, Carretta e Viale in data 19 aprile 2013, avente per oggetto: "Sostegno all'Alta Velocità e al Trasporto Pubblico Locale". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Il dibattito è aperto. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Vorrei dire una cattiveria che la riguarda, Presidente: se i tempi per la convocazione di questo momento di incontro sulla Torino-Lione sono gli stessi per i quali ai Gruppi Consiliari vengono concessi i locali e il personale per lo svolgimento del proprio lavoro, allora ho fatto la scelta giusta, quella di metterla al voto oggi, ricordando ancora al Sindaco che, per quanto riguarda la situazione dei Gruppi, da quella Capigruppo nulla è cambiato. Dopodiché, entrando nel merito, questa proposta di ordine del giorno che tutti quanti avrete avuto modo di leggere, poi seguita da una proposta di mozione e un'altra proposta di ordine del giorno della maggioranza, vuole andare nella direzione di dare un segnale, soprattutto a tutte le persone che oggi sono occupate nel cantiere della TAV, che con il loro lavoro ogni giorno rischiano la vita lavorando all'interno di questo cantiere per colpa di un manipolo di una piccola minoranza di anarchici, come li chiamano loro, esponenti dei centri sociali, che si camuffano da cittadini che non vogliono quest'opera. Quindi, io ritengo che sia importante un segnale dato da quest'Aula, da questo Consiglio Comunale - che mi auguro vada nella direzione di accoglimento di questa proposta di ordine del giorno -, un segnale di sostegno a favore soprattutto dei lavoratori, perché in questo momento effettivamente stanno lavorando in condizioni non eccezionali. Dopodiché, sul merito dell'opera, credo che siamo tutti d'accordo, tranne la componente extraparlamentare di quest'Aula, nel ritenere che sia un'opera che debba essere realizzata, un'opera che il Piemonte non può permettersi di farsi sfuggire, perché, come ha ribadito anche lo stesso Sindaco Fassino, taglierebbe fuori il Piemonte da un forte centro di sviluppo. Quindi io chiedo che quest'Aula accolga con benevolenza questa proposta di ordine del giorno, votando a favore. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio In realtà, io credo che queste proposte di ordine del giorno non abbiano poi così bisogno di ulteriori presentazioni, perché le impegnative sono, tutto sommato, abbastanza simili. Al limite, credo che sottolineino (questo era l'unico elemento che mi aveva portato a porre l'ipotesi di un rinvio) la necessità di cercare di rafforzare il messaggio politico e sottrarla all'idea che ogni forza debba presentarne una propria per metterci sopra una bandierina, però credo che l'importante sia comunque che oggi venga approvato questo indirizzo politico. Nei pochi secondi che voglio ancora impegnare in questo intervento, voglio approfittare solo per sottolineare la gravità di un cambiamento di clima, perché noi abbiamo assistito, fino a poche settimane fa, ad una contrapposizione di piazza molto netta, molto forte, che in certi casi ha rasentato la guerriglia urbana, ma che interessava sempre dei momenti di mobilitazione di massa, per cui anche l'escalation rimaneva comunque inserita in un confronto di manifestazione. Invece, il salto di qualità a cui stiamo assistendo adesso è un cambiamento, dalla contrapposizione di massa e di mobilitazione di folla a, invece, un attacco di tipo premeditato, di sabotaggio, di attentato portato avanti da dei gruppi veramente individuali, cioè di piccole persone, che punta a distruggere le cose, o addirittura a ferire le persone e non a contestare politicamente un progetto. Questo è un salto di qualità di grande pericolosità, che deve destare un grande allarme e deve portare, a mio avviso (lo dico chiaramente, come esponente di una forza politica favorevole all'opera), a richiamare tutte le forze politiche, anche legittimamente e convintamente contrarie, a mantenere su un piano politico, per quanto di grande determinazione e di grande scontro - diciamolo pure -, anche da un punto di vista di mobilitazione, e non su un piano che può facilmente degenerare in una involuzione terroristica, perché poi bisogna anche chiamare le cose con il loro nome. Tra l'altro, credo che tale opzione non favorirebbe lo stesso movimento NO-TAV, ma andrebbe a delegittimarlo definitivamente in quelle contrapposizioni da strategia degli opposti estremismi, che di sicuro non favoriscono la partecipazione del cittadino a dinamiche che lo vedano favorevole o contrario, ma che di fatto vadano a sottrarre al dibattito politico queste dinamiche stesse. Quindi io ritengo che anche questo dibattito in Sala Rossa debba essere un momento in cui ogni forza politica si assume le proprie responsabilità, di favorevolezza o contrarietà all'opera, ma è anche un momento utile per - lo voglio dire esplicitamente - sottolineare qual è il confine della contrapposizione all'opera, una contrapposizione che può essere non violenta e portata avanti con gli strumenti che l'ordinamento politico e giuridico offrono, o che invece può degenerare nell'assecondazione culturale e nella legittimazione anche dei gesti più violenti, come quelli che hanno visto ultimamente vittima il cantiere, soprattutto - ricordiamolo ancora una volta - con grande preoccupazione per quei lavoratori onesti che, anche per portare a casa delle loro famiglie un salario, si trovano esposti ad un pericolo inaccettabile alla loro incolumità. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io intervengo perché credo che sia abbastanza importante che il Consiglio Comunale approvi una o più proposte di ordine del giorno sulla questione TAV. Ci sono tre documenti che nell'impegnativa e nella parte finale sono abbastanza simili; vi sono alcuni spunti polemici che probabilmente riprendono il momento in cui sono stati depositati, perché vedo che il documento firmato dai Consiglieri Ambrogio e Marrone è dell'8 marzo 2013, quindi, se non erro prima dell'attuale Governo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certamente, ma prima del... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora io credo che, se il Consigliere Ambrogio e il Consigliere Marrone ritirassero e togliessero la parte polemica nei confronti di Bersani, che ormai è fuori luogo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto, benissimo. Chiedo scusa, ma non mi è pervenuto. Mi scuso per aver chiesto di intervenire su qualcosa che già aveva fatto. Credo sia possibile che i documenti vengano votati tutti e tre da un'ampia maggioranza di questo Consiglio Comunale, e questo rappresenterebbe sicuramente un elemento di forza su tutta la materia. Io sono andato a vedermi quello che avevo detto nel luglio 2011, cioè due anni fa, quando, dicendo "un film già visto", avevo detto: "È ora che la parte più responsabile dei NO-TAV la smetta con i toni epocali ed apocalittici che incoraggiano gli strateghi della guerriglia permanente dentro e fuori la valle. Il necessario ed inevitabile passaggio di un treno in Val di Susa non è una diga che sommerge la valle". Sempre in quel periodo, oltre all'onorevole Esposito, ritenevo di dover sottolineare il pericolo di qualcosa già visto in passato, che partiva dall'attacco alle cose per arrivare all'attacco alle persone, per arrivare poi all'attacco a chi è favorevole; purtroppo questo si è verificato, si è verificato, per fortuna, in toni minori di come poteva essere, ma non per questo meno preoccupanti e purtroppo vede - ed è questo l'elemento che mi preoccupa - non la frangia violenta, cioè coloro che, in nome della NO-TAV della Val di Susa, alcuni anche della NO-TAV in assoluto, ne fanno il campo di ogni battaglia e usano il passaggio del treno in Val di Susa non come una critica per il passaggio in quel posto. In altri momenti ricorderete che ho criticato anche il governatore Burlando, perché in alcune dichiarazioni era contrario alla TAV in Val di Susa, ma non a quella del terzo valico e al passaggio in Liguria, quindi chiaramente con un po' di incoerenza; così come il governatore Vendola e anche il Sindaco De Magistris, che sono molto contrari alla TAV in Val di Susa, ma non sono così contrari alle TAV da altre parti. Però c'è chi chiaramente approfitta di questo argomento per fare una battaglia antagonista di tutti gli antagonismi del mondo. Sta alla parte più responsabile e contraria alla TAV della Val di Susa e dei movimenti NO-TAV ad evitare che questi siano egemoni o siano quelli che portino ad una battaglia. Ecco perché io continuo a dire che l'errore fondamentale oggi, che viene in qualche modo avallato anche da alcuni leader NO-TAV (che sicuramente sono lontani da un'ipotesi di violenza), è quello di ricorrere all'ultima spiaggia, come se, qualora la TAV venisse costruita in Val di Susa, sarebbe la fine del mondo e non ci sarebbe più nessuna possibilità, ammettendo quindi il sabotaggio, il boicottaggio e la lotta violenta, considerando qualsiasi strumento buono purché si fermi quella TAV. Ecco perché credo che oggi a Torino il Consiglio Comunale, pur mantenendo tre documenti diversi (io ne ho firmato uno e non gli altri due), ma smussandoli di quelle che possono essere le parti di polemica politica, che chiaramente, in qualche modo, arricchiscono anche il dibattito qui dentro e fuori - non è che ci si unifica, semplicemente si converge su alcuni punti -, ribadendo però nell'impegnativa la necessità di quest'opera e la sua importanza, possa far uscire da questa Sala Rossa sicuramente un buon messaggio. Ecco perché invito tutti coloro che condividono la strategia del Corridoio Est-Ovest che passi per la Val di Susa, nell'ambito della rete e tutto il resto, a votare tutti e tre i documenti, pur sapendo che dietro i tre documenti ci sono differenze che rimangono. Però, questa mi pare una cosa comune, indipendentemente dalle posizioni che poi abbiamo - peraltro, molte ci accomunano - per quanto riguarda l'attuale Governo. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Credo che questo dibattito arrivi in un momento molto delicato, per quanto riguarda la recrudescenza dell'azione eversiva dei gruppi anarco-insurrezionalisti che stanno, ovviamente, utilizzando la questione della TAV in maniera molto pericolosa, attraverso minacce, attraverso intimidazioni, in perfetto stile terroristico e, peraltro, replicando modelli che questo Paese - e anche questa Regione - ha già vissuto in anni passati e che vorremmo tutti quanti dimenticare. Per questa ragione è molto importante che le Istituzioni si facciano garanti della chiara e ferma determinazione rispetto ad un principio fondamentale, che è quello della tutela delle decisioni democraticamente assunte e della tutela della forza dello Stato nel poter far sì che queste decisioni democraticamente assunte possano svolgersi. Il secondo elemento di cui dobbiamo farci garanti è quello di non essere ostaggi di una minoranza, che in questo caso ha dimostrato di non essere capace di isolare frange violente ed estremiste e da cui, invece - soprattutto da parte di quegli amministratori che hanno sempre dimostrato posizioni critiche sul piano del merito politico, ma sempre attraverso metodi di lotta democratica, cioè attraverso le votazioni democratiche, attraverso le Istituzioni - ci saremmo aspettati un maggior livello di distacco rispetto a questi ultimi eventi, che invece hanno carattere tipicamente eversivo, ed è su questi eventi che noi dovremmo concentrare l'attenzione. Per cui questo atto, la cui discussione, peraltro, è stata avviata da un atto presentato dal Consigliere D'Amico a marzo, ovviamente acquisisce, nel momento in cui lo stiamo discutendo, un ulteriore significato politico, che, se vogliamo, rispetto ad una originaria impostazione, deve far assumere a tutti una grande chiarezza nelle posizioni, perché ne va dell'autorevolezza delle Istituzioni democratiche, ne va dell'autorevolezza anche della posizione politica che le forze politiche, che si sono anche recentemente confrontate alle elezioni, hanno rispetto a questo punto specifico della TAV in Val di Susa. Per queste ragioni, rispetto al merito delle proposte di mozione e di ordine del giorno, noi ci sentiamo di essere molto chiari rispetto al messaggio che, a valle delle votazioni di questi atti, deve uscire dalla Sala Rossa e del messaggio politico rispetto ad una determinazione forte nel far rilevare come questa opera sia strategica, ma che è ancora più importante, in questo momento, garantire la democraticità e la tutela dei lavoratori e di tutte le persone che in questo momento stanno collaborando a questa opera. Ci teniamo, però, a far emergere un ulteriore elemento, che non ci è parso di cogliere negli atti presentati dai Consiglieri delle forze di minoranza e che invece, a nostro modo di vedere, è determinante rispetto alle politiche di trasporto, e riguarda il Trasporto Pubblico Locale, che è una delle componenti fondamentali della mobilità sostenibile dei cittadini sul territorio e che risponde chiaramente a esigenze che sono diverse e complementari rispetto alle esigenze di trasporto ecologico e di trasporto veloce, alla base della realizzazione della Torino-Lione. Vorremmo mettere in evidenza - e auspichiamo che analogo atteggiamento vi sia dalle forze della minoranza consiliare nei confronti della proposta del Partito Democratico, peraltro sottoscritta anche dai Consiglieri dei Moderati - il fatto che occorre riportare il ragionamento in ordine all'esecuzione della Torino-Lione in un ambito che gli è proprio, cioè quello di un'opera che è essenziale per la connessione ad alta velocità del territorio torinese, ma che da sola, isolata da un contesto in cui c'è una complementarietà di rete di Trasporto Pubblico Locale, rischia di essere la classica cattedrale nel deserto. Allora, per togliere questa ambiguità ad un dibattito che è capzioso e specioso, perché oramai è diventato un dibattito sui modelli di sviluppo e non è più un dibattito sul merito dell'infrastruttura, noi auspichiamo che le forze della minoranza consiliare possano convergere sul testo della proposta di ordine del giorno, peraltro integrata con l'emendamento del Consigliere Mangone, che giustamente ha fatto rilevare che la rete del Trasporto Pubblico Locale non riguarda solamente i cittadini della Città di Torino, ma anche i cittadini che vivono in Val di Susa e che ivi risiedono, perché queste due cose, cioè finanziamento e investimento nella TAV e finanziamento e investimento nel Trasporto Pubblico Locale, sono cose che devono marciare insieme. Allora auspichiamo che anche i Consiglieri della minoranza consiliare possano votare la proposta di ordine del giorno proposta dal PD, che richiama e cerca di far tornare una priorità politica sicuramente a chi compete, certamente la Regione Piemonte, il Governo regionale che gestisce i fondi del Trasporto Pubblico Locale, li amministra e nell'ambito della proprie politiche di bilancio decide quali poste di fondi mettere sul Trasporto Pubblico Locale, noi siamo sicuri che i Consiglieri del centrodestra che siedono in questa Sala, in Sala Rossa, saranno con noi nel sostenere l'auspicio che la Regione Piemonte possa repentinamente ripristinare anche i fondi sul Trasporto Pubblico Locale. Pertanto, anticipo ovviamente che, in quest'ottica, attendiamo una chiara pronuncia anche da parte del centrodestra. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Il mio intervento non sarà lunghissimo e sarà più che altro per sottolineare alcune questioni legate all'attenzione che necessariamente dobbiamo porre al fenomeno della legalità. Volevo rispondere al Capogruppo Lo Russo dicendo che, con questa proposta di mozione che loro hanno presentato, successiva a quella del Consigliere D'Amico (che, tra l'altro, ringrazio per aver riportato all'attenzione il tema), si dimostrano ancora una volta specialisti nella controdeduzione, anche dove da controdedurre non c'è, nel senso che come Regione Piemonte ci siamo assolutamente impegnati, sin dall'inizio, per dare seguito al Sistema Ferroviario Metropolitano e il Sistema Ferroviario Metropolitano credo che sia un'innovazione assoluta, voluta anche dalla Regione, oltre che dalla Città; e il fenomeno dei trasporti pubblici, quindi i tagli a cui adesso sono soggetti gli Enti Locali, Regione e Comune di Torino, sicuramente non sono una delle competenze specifiche della Regione, nel senso che anche la Regione subisce questi tagli, come tutti quanti sappiamo. Pertanto, oggettivamente, adesso leggerò di nuovo la proposta di mozione, ma per quanto riguarda - mi pare che sia - l'ultimo punto, cioè quello che dice di ritornare ad avere attenzione sul Trasporto Pubblico Locale, ribadisco che, per quanto riguarda il PdL, per quanto riguarda la maggioranza in Regione di centrodestra, mai è venuta meno questa attenzione. Quindi vedremo se votarla, perché non vorrei che fosse una controdeduzione che speciosamente ci faccia passare come colpevoli, o faccia passare il centrodestra, in maggioranza in Regione, come colpevole di una situazione della quale colpevoli non siamo. Corridoio 5, il sistema valico Nord-Sud, che passa anche attraverso la Liguria e arriva fino in Svizzera, è assolutamente prioritario; asse strategico, logistica, Sistema Ferroviario Metropolitano. Insomma, tutte queste considerazioni fanno parte di un sistema di sviluppo assolutamente necessario per il Piemonte, per Torino e, in particolare, per la Valle di Susa. Io continuo a non capire - se non per oggettive polemiche strumentali, perché non riesco a dare altre valutazioni - gli abitanti della Valle di Susa, che ancora continuano a non volere quest'opera strategica, sapendo che la maggior parte di quest'opera è e continuerà ad essere in galleria, che ha avuto il consenso dei Sindaci, che è stata oggetto di Tavoli, con più anni, anche di lustri di attenzione sul tema, pertanto non riesco veramente a comprendere il perché vogliano far morire una Valle. Perché io sono convinto e sono certo, dopo aver letto tutto quello che abbiamo letto su questa opera strategica, che senza quell'opera la Val di Susa rischia di non avere neanche più la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, quando invece ce n'è tanto bisogno in quella Valle, purtroppo soggetta, negli ultimi anni, ad una deindustrializzazione molto marcata. Detto questo, spero e credo che nessuno debba ancora sottolineare quanto sia importante questa opera strategica come la Torino-Lione, il Corridoio 5. Sottolineiamo ancora una volta che sicuramente voteremo favorevolmente alla proposta di ordine del giorno del Consigliere D'Amico e, immagino, anche alla proposta di mozione che è stata presentata dal Gruppo Fratelli d'Italia, per la quale voteremo positivamente; valuteremo come votare per la proposta di ordine del giorno del PD, in particolare sull'ultimo punto che riguarda il Trasporto Pubblico Locale. Voglio concludere l'intervento dicendo una cosa in particolare che voglio rimanga a verbale, per quello che può servire, ma credo che in questo momento tutto serva per dare attenzione ad un tema che sta scappando di mano anche a coloro che hanno costruito la protesta contro la Torino-Lione: io voglio dare la solidarietà ai lavoratori, in particolare ai lavoratori, anche ultimamente soggetti singoli di minacce, non soltanto verbali, ma anche fisiche, e questo si è potuto leggere recentemente anche sui giornali. Quindi, solidarietà ai lavoratori, solidarietà con grande coraggio e con grande forza alle forze dell'ordine che presidiano ancora oggi quei territori e che, grazie alla loro azione, consentono di poter continuare a scavare e di poter continuare nell'opera, e poi anche ai Sindaci di quella Valle che si sono dimostrati favorevoli sin da subito, o successivamente alle valutazioni che sono state fatte anche dal Tavolo, dall'Osservatorio presieduto dal dottor Virano; quindi, anche i Sindaci meritano la nostra solidarietà e la nostra attenzione con grande forza. Pertanto, queste parole, che rimangono a verbale, ma che credo che siano importanti, perché io lo ripeto sempre, le parole sono pietre; e lo dico anche a coloro che creano e continuano a sobillare artatamente un certo tipo di protesta che le parole sono pietre. Quindi, su questo cerchiamo tutti di fare un passo indietro, cerchiamo tutti di ragionare e cerchiamo tutti di capire che quell'opera è stata approvata da tutti gli Organi, dall'Europa fino ai Comuni più piccoli, da tutti gli Organi democratici del nostro panorama nazionale ed internazionale. Pertanto, credo che sia un'opera ormai indirizzata nella realizzazione. Qualunque parola di troppo, qualunque atteggiamento, qualunque atto troppo acceso, potrebbe portare a situazioni molto più negative di quelle che si sono già verificate con la bomba carta, che lo stesso Procuratore della Repubblica ha definito un atto non terroristico, ma sicuramente atto a creare terrore. Quindi, chiedo veramente, a tutti coloro che oggi manifestano contro quest'opera, di misurare le loro parole. Continuo a manifestare grande solidarietà ai lavoratori, alle forze dell'ordine e ai Sindaci che a quell'opera sono stati favorevoli. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ovviamente le aggressioni ai lavoratori non si possono considerare espressione di dissenso, ma gesti violenti che devono essere condannati, anche da forze come la nostra che da anni partecipa al movimento per contrastare quest'opera in Val di Susa. Ci si deve assumere la responsabilità nel minimizzare questi gesti, tollerando l'intimidazione come arma di contrapposizione al confronto delle idee. Dall'altra, però, lo dico pacatamente al Consigliere Tronzano, se è vero che le parole sono pietre e le pietre sono pietre verso i lavoratori, forse bisognerebbe smettere, ogni volta che c'è una contrapposizione così alta, di chiedere di militarizzare la Valle. Su questo, mentre voi continuate a chiedere a noi che abbiamo una posizione chiara sulla non violenza, non vedo mai da parte delle opposizioni un gesto chiaro contro la militarizzazione della Valle come unico strumento di contrasto a quella che è una contrapposizione ormai ventennale in quella zona del nostro Paese. Devo dire la verità, ringrazio il Partito Democratico, perché vedo finalmente delle posizioni nuove. Prima e non ultima la posizione del Sindaco di Firenze, che - da parte di un'area grande, mi pare, del Partito Democratico, come quella dei renziani - dice che quest'opera è fuori scala, fuori tempo massimo e, in fondo, un po' inutile nella vicenda storica di questo Paese. Quindi, ringrazio il Partito Democratico, come ringrazio esponenti autorevoli come Renzi, come Civati, che almeno pongono alcune riflessioni, che da anni, tra l'altro, vi mettiamo in campo, cioè quella dell'analizzare il tema dello spostamento delle merci su gomma e su ferro. Sindaco, io non ho avuto ancora nessuna risposta da Virano, come aveva invocato lei lo scorso anno, sul fatto di mettere in fase 1 tutto il vero tema del collo di bottiglia di questa Città. Si dice che parte delle opere della Città saranno in fase 1 e intanto nessuno mette in discussione il tema della prima fase del tunnel non geognostico, ma del tunnel di base, che continua ad essere in fase 1. Due. Non mi pare che ci sia grande riflessione sul tema integrato del TPL, nessuna riflessione interessante sul Trasporto Pubblico Locale e sull'infrastrutturazione di Ferrovie dello Stato. La prossima settimana discuteremo di una interpellanza generale su un tema rilevante, visto che stiamo parlando del Passante ferroviario della Città di Torino. Abbiamo investito più di un miliardo di Euro su quel Passante, e quanti della Città di Torino? Cinquecento, 600 milioni di Euro? Benissimo. Metà delle stazioni ferroviarie non sono state fatte (sto parlando di Dora e di Zapata). Poi abbiamo le stazioni realizzate, che Ferrovie dello Stato e la nostra Città considerano finite, ma sono dei deserti urbani, come Stura e Rebaudengo. Non per caso, la scorsa settimana, la Commissione è dovuta ritornare a piedi in questa Città, perché non si vendono neanche i biglietti in quelle infrastrutture. Allora, questo tema potrà essere affrontato dalla Città di Torino senza che venga strumentalizzato? Cioè, in questa società conviene - certo che conviene - il treno iperveloce e non conviene tutto il resto del Trasporto Pubblico Locale? Forse anche per questo il Trasporto Pubblico Locale viene finanziato con soldi pubblici? Per questo il secondo ringraziamento al Partito Democratico, per quel punto all'ordine del giorno, cioè che finalmente si rende conto che se si vuole sostenere la TAV, forse bisogna sostenere tutto il resto: vuol dire meno 38% sul Trasporto Locale ipotizzato dalla Regione, vuol dire esattamente dirci come sta oggi il trasporto delle merci e dirci anche le contraddizioni di un sistema che oggi raddoppia il tunnel di base del Fréjus, raddoppiando prossimamente... è sempre comodo citare i dati dell'Osservatorio, quasi mai comodo dire che cosa dicono la Francia e l'Italia sul trasporto delle merci su gomma. Dicono esattamente che nei prossimi anni triplicherà quel trasporto. A parte questa bella routine che ogni tanto mettiamo in campo di dirci chi sta da una parte e dall'altra, forse quelli che credono veramente nella svolta ecologista del trasporto delle merci anche su ferro, dovrebbero iniziare a interrogarsi sul fatto che dopo quello che lo scorso anno si è sentito in quella bellissima discussione in Regione fra i Sindaci, la Giunta Cota e la Giunta Fassino, non è successo niente. Voi lo sapete che dallo scorso anno sui cinque temi lanciati dai Sindaci della Val Susa, compreso il mio già compagno di partito Antonio Ferrentino, niente si è mosso. Niente. Quindi, cosa succede? Che ogni volta si piange sull'escalation della violenza, si rimprovera ovviamente la non capacità del movimento (figuratevi se noi non lo diciamo) di eliminare dal campo le offensive violente, ma non si fa niente per risolvere alla base quello che è un contrasto di idee, basato su dati che continuano a non essere accertati. Spero che prima o poi la politica, invece di fare grandi pubblicazioni, dia delle risposte sia alla Val di Susa che al Nord Italia. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Innanzitutto segnalo il cambio anche di terminologia, forse di presa d'atto da parte del Partito Democratico, per voce del suo Capogruppo, che dice che la Regione gestisce i soldi del Trasporto Pubblico Locale e finalmente smette di dire menzogne affermando che invece è la Regione che non versa i soldi. Perché sul Trasporto Pubblico Locale la Regione ha subito un taglio di circa 120 milioni di Euro, che chiaramente porta a una gestione minore di risorse, in quanto questi soldi non ci sono. Consigliere Grimaldi, a Renzi piace il TAV, piace l'alta velocità, gli piace vedere che la sua città si riempie di turisti che scendono dal Frecciarossa e da Italo. Quindi, probabilmente parla perché ha la lingua in bocca, durante la presentazione di un libro, perché probabilmente non riesce più a stare zitto e molto spesso si trova a dire cose assolutamente inesatte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A Vendola piace la Napoli-Bari, quindi è chiacchierone tanto quanto Renzi, perché poi gli piace andare a Roma con il Frecciarossa. Detto questo, sono tendenzialmente d'accordo con i vari ordini del giorno, ma quello del Partito Democratico manca di un pizzico di onestà intellettuale. Signor Sindaco, lei sa perfettamente, essendo a capo di una Giunta, che se da Roma non arrivano i soldi, si fa fatica a chiudere il Bilancio. Come lei sa perfettamente, anche la Giunta Regionale ha lo stesso problema. Quindi, più che invitare la Regione Piemonte a ripristinare risorse di cui non è padrona, perché al momento in cui arrivano le risorse, le gira, io chiedo al Sindaco, insieme al Presidente Cota, di andare a battere cassa a Roma, per fare in modo che tutti quei soldi che ci spettano per ripristinare il Trasporto Pubblico Locale tornino a casa. Se il Sindaco avrà il coraggio di spalleggiare chi oggi sta facendo di tutto per fare in modo che anche il centesimo possa tornare a casa, sicuramente potremmo avere, in una fase di governo di questo tipo, più risultati. Ripeto, è un discorso di onestà intellettuale. Quindi, adesso proporrò (non vedo in Aula il Capogruppo del Partito Democratico) all'Aula un piccolo emendamento che chiede un impegno in questa direzione. Ovvero che il Comune si affianchi alla Regione in un'azione che ha già avviato, ovvero cercare di ripristinare i soldi per il Trasporto Pubblico Locale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Devo dire che non ho nessun entusiasmo per questo tipo di dibattito, nel senso che avrei partecipato volentieri a un dibattito in cui si fosse analizzata l'utilità dell'opera, mettendo da una parte il suo costo e dall'altra i benefici attesi e presunti, e si fosse discusso se questa opera serve veramente, o se magari questi soldi non sarebbero meglio investiti (come noi riteniamo) proprio in quel Trasporto Pubblico Locale di cui si parla. Francamente trovo anche un po' ridicolo dire che investire i soldi nel TAV non è in contraddizione con l'investirli nel Trasporto Pubblico Locale, perché i soldi sono quelli, quindi se vengono spesi una parte, poi chiaramente non ce n'è per spenderli dall'altra. Purtroppo, devo dire che questa cosa non è mai avvenuta nei dibattiti a cui io ho assistito in sede politica, come non è mai avvenuta nei dibattiti precedenti; ne abbiamo fatto uno credo uguale solo due mesi fa. Invece, mi sembra che si sia parlato un po' di qualunque cosa, ma alla fine al punto - che è quello che, secondo noi, dimostra la sostanziale inutilità di quest'opera, cioè di mettere da una parte i costi e dall'altra benefici - non è arrivato nessuno. Quindi, a questo punto noi ribadiamo che voteremo contro tutti e tre gli ordini del giorno e speriamo che prima o poi la politica, invece di fare questi... non so neanche bene come chiamarli, cominci veramente a prendere in mano le carte di quest'opera, a studiarsele e ad arrivare ad analizzarle, magari anche con un po' di competenza, con l'aiuto di persone esperte, concludendo, come è evidente a chiunque abbia esaminato il progetto, che quest'opera è sostanzialmente inutile. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Non è la prima volta che discutiamo di queste vicende. Ovviamente, la discussione di oggi è sollecitata dall'aggressione al cantiere, perpetrata nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana, con un'azione che è stata giustamente definita, dal Ministro e dalle Autorità di Polizia, un'azione di tipo paramilitare. Non voglio ritornare su un dibattito di ordine generale che abbiamo fatto altre volte. Il mio pensiero è noto. Vorrei però insistere su un punto. L'aggressione di tipo paramilitare che è stata messa in essere la scorsa settimana, e che per puro caso non ha prodotto delle vittime, stante che in quell'aggressione sono state lanciate ottanta bottiglie molotov, durante la notte, è la conferma di un aspetto che, secondo me, è stato sottovalutato troppo a lungo, se non addirittura sottaciuto. Cioè, il fatto che sia intervenuta una modificazione significativa nella composizione e nella qualità del movimento NO-TAV. Nonostante ci si sia sforzati di dire questo per tempo, si continua a dare una rappresentazione del movimento NO-TAV che non con risponde più a quello che il movimento è divenuto. Soprattutto, è il sistema dei media nazionali che non coglie questa differenza. Non la coglie perché si continua ad ignorare un aspetto che sta a monte di questa vicenda, ma che è decisivo per capire perché è cambiato il movimento: cioè il fatto che il progetto del TAV su cui si sta lavorando oggi non è il progetto del 2004. Nel 2004 il progetto originale del TAV aveva caratteristiche di forte impatto ambientale, sociale e territoriale, che ha suscitato in Valle un movimento di contestazione e di opposizione molto largo. Proprio per raccogliere le istanze del movimento, si mise in piedi l'Osservatorio sul TAV, guidato dall'architetto Virano, che dal 2006 ad oggi ha riformulato interamente il progetto, che ha un livello di impatto sociale e ambientale molto più basso di quello precedente. Tanto è vero che una parte dei Sindaci che era contraria all'opera nel progetto originario, oggi non lo è più. Nel corso di questo periodo si è determinato un mutamento non solo del progetto, ma anche della qualità del movimento e della sua composizione, perché si è ridotto il consenso che questo movimento di contestazione al progetto aveva in Valle, perché il progetto è cambiato. Ma sul movimento originario si è sovrapposto un movimento di segno diverso, caratterizzato da un antagonismo di natura ideologica-politica, con una forte presenza di gruppi estremisti e di gruppi riferiti al mondo dei centri sociali, che ha dato al movimento una piega diversa, di carattere radicalmente antagonista, ma in termini ideologici. Non è in discussione più quella TAV, è in discussione... Sarei grato al Consigliere Grimaldi se... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico delle cose dopo aver sentito il dibattito; se poi a lei non va bene, si riapre la discussione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico quello che è successo, almeno per come l'ho letto, perché i manifesti che inneggiavano a chi ha sparato a un carabiniere davanti al Quirinale è la prova provata del carattere antagonista e insurrezionale di chi ha fatto quel manifesto e di un pezzo di quel movimento. Questo nel 2004 non c'era. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non dico che ci sia da meravigliarsi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Consigliere Grimaldi, per favore. SINDACO ...Io ho detto un'altra cosa. Ho detto che il movimento originario ha subito una torsione, avvenuta, non a caso, in relazione al mutamento del progetto. Nel momento in cui il progetto si è fatto carico di raccogliere una serie di istanze della Valle, al punto che - sottolineo - ci sono Sindaci che contestavano il primo progetto e non contestano questo, il movimento di contestazione ha cambiato natura. Nel senso che nella Valle continua a persistere naturalmente un movimento che contesta l'opera, perché ovviamente quello c'era, c'è, ma è di minori dimensioni. Ma su di esso si è innestato, con una sovrapposizione politica e organizzativa, un movimento di tipo antagonistico ed estremistico, che è quello che ha dato luogo ai manifesti che inneggiano a chi spara ai Carabinieri e all'aggressione della scorsa settimana, nel corso della quale, ripeto, sono state lanciate ottanta bottiglie molotov, nel giro di due ore. E se non ci è scappato il morto, è soltanto proprio per un caso fortuito. Credo che noi abbiamo il dovere di vedere questo, perché se è così, attenzione che questo cambia radicalmente il segno della discussione. Io ricordo, perché ho vissuto (avendo un po' più di anni) anche questa stagione, che quando a un certo punto il terrorismo colpì in modo duro questa Città, c'era qualcuno che spiegava che se avessimo cambiato la Legge sull'equo canone, il terrorismo sarebbe sparito. Io dicevo che questo non era vero, perché quelli volevano fare la rivoluzione, l'insurrezione, non cambiare la legge sull'equo canone. Quelli che hanno buttato delle bombe molotov in Val di Susa non sono interessati a una discussione sul nodo ferroviario di Torino, l'imbuto, il non imbuto, la Torino- Caselle. Non gliene frega assolutamente niente. Allora distinguiamo i piani. A quelli non interessa una discussione di merito su come organizziamo il sistema ferroviario. Il TAV è diventato il simbolo ideologico di una battaglia di principio contro una grande opera considerata, sulla base di una lettura che io non condivido affatto, ma che naturalmente esiste, secondo cui qualsiasi grande opera è di per sé un danno, un rischio, una espropriazione del popolo e via di questo passo. Io dico che se è così, ci sono due piani di discussione nettamente distinti. Un piano è la discussione che noi possiamo fare in qualsiasi sede sul sistema dei trasporti e la sua organizzazione, il rapporto tra il TAV e il resto del sistema ferroviario, tra il Trasporto Pubblico Locale e ad alta velocità, tra il trasporto merci e il trasporto persone: tutte discussioni legittime; ma questo è solo un piano della discussione. Altro piano è quello che in Val di Susa si è prodotto negli ultimi mesi, e quello che ancora si può produrre, che è un tipo di contesto politico del tutto diverso rispetto al quale io credo che qualsiasi persona che abbia coscienza democratica non può che avere un atteggiamento solo, quello di respingere nel modo più netto e più assoluto qualsiasi forma di intimidazione, di ricorso alla violenza e di drammatizzazione dei problemi, a vantaggio del fatto che la convivenza civile in Val di Susa possa essere tutelata e salvaguardata. Per queste ragioni, io condivido l'ordine del giorno predisposto dal Gruppo del Partito Democratico; non so se sia firmato anche dalle altre forze di centrosinistra. Ritengo, inoltre, che siano condivisibili anche i contenuti degli altri ordini del giorno che sono all'esame del Consiglio Comunale. |