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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Maggio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 27
ORDINE DEL GIORNO 2013-01361
"NESSUNA AMBIGUITA' SULLA TORINO - LIONE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE D'AMICO IN DATA 22 MARZO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di ordine del giorno n. mecc.
201301361/002, presentata dal Consigliere D'Amico in data 22 marzo 2013, avente
per oggetto:

"Nessuna ambiguità sulla Torino-Lione".

della proposta di mozione n. mecc. 201301089/002, presentata dai Consiglieri
Ambrogio e Marrone in data 8 marzo 2013, avente per oggetto:

"Sostegno alla TAV: Torino-Lione sia inserita nelle linee programmatiche del
prossimo Governo!".

e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201301836/002, presentata dai
Consiglieri Paolino, Lo Russo, Ventura, Carretta e Viale in data 19 aprile 2013,
avente per oggetto:

"Sostegno all'Alta Velocità e al Trasporto Pubblico Locale".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il dibattito è aperto.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Vorrei dire una cattiveria che la riguarda, Presidente: se i tempi per la convocazione
di questo momento di incontro sulla Torino-Lione sono gli stessi per i quali ai
Gruppi Consiliari vengono concessi i locali e il personale per lo svolgimento del
proprio lavoro, allora ho fatto la scelta giusta, quella di metterla al voto oggi,
ricordando ancora al Sindaco che, per quanto riguarda la situazione dei Gruppi, da
quella Capigruppo nulla è cambiato.
Dopodiché, entrando nel merito, questa proposta di ordine del giorno che tutti quanti
avrete avuto modo di leggere, poi seguita da una proposta di mozione e un'altra
proposta di ordine del giorno della maggioranza, vuole andare nella direzione di dare
un segnale, soprattutto a tutte le persone che oggi sono occupate nel cantiere della
TAV, che con il loro lavoro ogni giorno rischiano la vita lavorando all'interno di
questo cantiere per colpa di un manipolo di una piccola minoranza di anarchici, come
li chiamano loro, esponenti dei centri sociali, che si camuffano da cittadini che non
vogliono quest'opera.
Quindi, io ritengo che sia importante un segnale dato da quest'Aula, da questo
Consiglio Comunale - che mi auguro vada nella direzione di accoglimento di questa
proposta di ordine del giorno -, un segnale di sostegno a favore soprattutto dei
lavoratori, perché in questo momento effettivamente stanno lavorando in condizioni
non eccezionali.
Dopodiché, sul merito dell'opera, credo che siamo tutti d'accordo, tranne la
componente extraparlamentare di quest'Aula, nel ritenere che sia un'opera che debba
essere realizzata, un'opera che il Piemonte non può permettersi di farsi sfuggire,
perché, come ha ribadito anche lo stesso Sindaco Fassino, taglierebbe fuori il
Piemonte da un forte centro di sviluppo.
Quindi io chiedo che quest'Aula accolga con benevolenza questa proposta di ordine
del giorno, votando a favore.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, io credo che queste proposte di ordine del giorno non abbiano poi così
bisogno di ulteriori presentazioni, perché le impegnative sono, tutto sommato,
abbastanza simili.
Al limite, credo che sottolineino (questo era l'unico elemento che mi aveva portato a
porre l'ipotesi di un rinvio) la necessità di cercare di rafforzare il messaggio politico
e sottrarla all'idea che ogni forza debba presentarne una propria per metterci sopra
una bandierina, però credo che l'importante sia comunque che oggi venga approvato
questo indirizzo politico.
Nei pochi secondi che voglio ancora impegnare in questo intervento, voglio
approfittare solo per sottolineare la gravità di un cambiamento di clima, perché noi
abbiamo assistito, fino a poche settimane fa, ad una contrapposizione di piazza molto
netta, molto forte, che in certi casi ha rasentato la guerriglia urbana, ma che
interessava sempre dei momenti di mobilitazione di massa, per cui anche l'escalation
rimaneva comunque inserita in un confronto di manifestazione.
Invece, il salto di qualità a cui stiamo assistendo adesso è un cambiamento, dalla
contrapposizione di massa e di mobilitazione di folla a, invece, un attacco di tipo
premeditato, di sabotaggio, di attentato portato avanti da dei gruppi veramente
individuali, cioè di piccole persone, che punta a distruggere le cose, o addirittura a
ferire le persone e non a contestare politicamente un progetto.
Questo è un salto di qualità di grande pericolosità, che deve destare un grande
allarme e deve portare, a mio avviso (lo dico chiaramente, come esponente di una
forza politica favorevole all'opera), a richiamare tutte le forze politiche, anche
legittimamente e convintamente contrarie, a mantenere su un piano politico, per
quanto di grande determinazione e di grande scontro - diciamolo pure -, anche da un
punto di vista di mobilitazione, e non su un piano che può facilmente degenerare in
una involuzione terroristica, perché poi bisogna anche chiamare le cose con il loro
nome.
Tra l'altro, credo che tale opzione non favorirebbe lo stesso movimento NO-TAV,
ma andrebbe a delegittimarlo definitivamente in quelle contrapposizioni da strategia
degli opposti estremismi, che di sicuro non favoriscono la partecipazione del
cittadino a dinamiche che lo vedano favorevole o contrario, ma che di fatto vadano a
sottrarre al dibattito politico queste dinamiche stesse.
Quindi io ritengo che anche questo dibattito in Sala Rossa debba essere un momento
in cui ogni forza politica si assume le proprie responsabilità, di favorevolezza o
contrarietà all'opera, ma è anche un momento utile per - lo voglio dire esplicitamente
- sottolineare qual è il confine della contrapposizione all'opera, una contrapposizione
che può essere non violenta e portata avanti con gli strumenti che l'ordinamento
politico e giuridico offrono, o che invece può degenerare nell'assecondazione
culturale e nella legittimazione anche dei gesti più violenti, come quelli che hanno
visto ultimamente vittima il cantiere, soprattutto - ricordiamolo ancora una volta -
con grande preoccupazione per quei lavoratori onesti che, anche per portare a casa
delle loro famiglie un salario, si trovano esposti ad un pericolo inaccettabile alla loro
incolumità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io intervengo perché credo che sia abbastanza importante che il Consiglio Comunale
approvi una o più proposte di ordine del giorno sulla questione TAV.
Ci sono tre documenti che nell'impegnativa e nella parte finale sono abbastanza
simili; vi sono alcuni spunti polemici che probabilmente riprendono il momento in
cui sono stati depositati, perché vedo che il documento firmato dai Consiglieri
Ambrogio e Marrone è dell'8 marzo 2013, quindi, se non erro prima dell'attuale
Governo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certamente, ma prima del...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora io credo che, se il Consigliere
Ambrogio e il Consigliere Marrone ritirassero e togliessero la parte polemica nei
confronti di Bersani, che ormai è fuori luogo... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Perfetto, benissimo. Chiedo scusa, ma non mi è pervenuto. Mi scuso
per aver chiesto di intervenire su qualcosa che già aveva fatto.
Credo sia possibile che i documenti vengano votati tutti e tre da un'ampia
maggioranza di questo Consiglio Comunale, e questo rappresenterebbe sicuramente
un elemento di forza su tutta la materia.
Io sono andato a vedermi quello che avevo detto nel luglio 2011, cioè due anni fa,
quando, dicendo "un film già visto", avevo detto: "È ora che la parte più responsabile
dei NO-TAV la smetta con i toni epocali ed apocalittici che incoraggiano gli
strateghi della guerriglia permanente dentro e fuori la valle. Il necessario ed
inevitabile passaggio di un treno in Val di Susa non è una diga che sommerge la
valle".
Sempre in quel periodo, oltre all'onorevole Esposito, ritenevo di dover sottolineare il
pericolo di qualcosa già visto in passato, che partiva dall'attacco alle cose per
arrivare all'attacco alle persone, per arrivare poi all'attacco a chi è favorevole;
purtroppo questo si è verificato, si è verificato, per fortuna, in toni minori di come
poteva essere, ma non per questo meno preoccupanti e purtroppo vede - ed è questo
l'elemento che mi preoccupa - non la frangia violenta, cioè coloro che, in nome della
NO-TAV della Val di Susa, alcuni anche della NO-TAV in assoluto, ne fanno il
campo di ogni battaglia e usano il passaggio del treno in Val di Susa non come una
critica per il passaggio in quel posto. In altri momenti ricorderete che ho criticato
anche il governatore Burlando, perché in alcune dichiarazioni era contrario alla TAV
in Val di Susa, ma non a quella del terzo valico e al passaggio in Liguria, quindi
chiaramente con un po' di incoerenza; così come il governatore Vendola e anche il
Sindaco De Magistris, che sono molto contrari alla TAV in Val di Susa, ma non sono
così contrari alle TAV da altre parti. Però c'è chi chiaramente approfitta di questo
argomento per fare una battaglia antagonista di tutti gli antagonismi del mondo. Sta
alla parte più responsabile e contraria alla TAV della Val di Susa e dei movimenti
NO-TAV ad evitare che questi siano egemoni o siano quelli che portino ad una
battaglia.
Ecco perché io continuo a dire che l'errore fondamentale oggi, che viene in qualche
modo avallato anche da alcuni leader NO-TAV (che sicuramente sono lontani da
un'ipotesi di violenza), è quello di ricorrere all'ultima spiaggia, come se, qualora la
TAV venisse costruita in Val di Susa, sarebbe la fine del mondo e non ci sarebbe più
nessuna possibilità, ammettendo quindi il sabotaggio, il boicottaggio e la lotta
violenta, considerando qualsiasi strumento buono purché si fermi quella TAV.
Ecco perché credo che oggi a Torino il Consiglio Comunale, pur mantenendo tre
documenti diversi (io ne ho firmato uno e non gli altri due), ma smussandoli di quelle
che possono essere le parti di polemica politica, che chiaramente, in qualche modo,
arricchiscono anche il dibattito qui dentro e fuori - non è che ci si unifica,
semplicemente si converge su alcuni punti -, ribadendo però nell'impegnativa la
necessità di quest'opera e la sua importanza, possa far uscire da questa Sala Rossa
sicuramente un buon messaggio.
Ecco perché invito tutti coloro che condividono la strategia del Corridoio Est-Ovest
che passi per la Val di Susa, nell'ambito della rete e tutto il resto, a votare tutti e tre i
documenti, pur sapendo che dietro i tre documenti ci sono differenze che rimangono.
Però, questa mi pare una cosa comune, indipendentemente dalle posizioni che poi
abbiamo - peraltro, molte ci accomunano - per quanto riguarda l'attuale Governo.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Credo che questo dibattito arrivi in un momento molto delicato, per quanto riguarda
la recrudescenza dell'azione eversiva dei gruppi anarco-insurrezionalisti che stanno,
ovviamente, utilizzando la questione della TAV in maniera molto pericolosa,
attraverso minacce, attraverso intimidazioni, in perfetto stile terroristico e, peraltro,
replicando modelli che questo Paese - e anche questa Regione - ha già vissuto in anni
passati e che vorremmo tutti quanti dimenticare.
Per questa ragione è molto importante che le Istituzioni si facciano garanti della
chiara e ferma determinazione rispetto ad un principio fondamentale, che è quello
della tutela delle decisioni democraticamente assunte e della tutela della forza dello
Stato nel poter far sì che queste decisioni democraticamente assunte possano
svolgersi.
Il secondo elemento di cui dobbiamo farci garanti è quello di non essere ostaggi di
una minoranza, che in questo caso ha dimostrato di non essere capace di isolare
frange violente ed estremiste e da cui, invece - soprattutto da parte di quegli
amministratori che hanno sempre dimostrato posizioni critiche sul piano del merito
politico, ma sempre attraverso metodi di lotta democratica, cioè attraverso le
votazioni democratiche, attraverso le Istituzioni - ci saremmo aspettati un maggior
livello di distacco rispetto a questi ultimi eventi, che invece hanno carattere
tipicamente eversivo, ed è su questi eventi che noi dovremmo concentrare
l'attenzione.
Per cui questo atto, la cui discussione, peraltro, è stata avviata da un atto presentato
dal Consigliere D'Amico a marzo, ovviamente acquisisce, nel momento in cui lo
stiamo discutendo, un ulteriore significato politico, che, se vogliamo, rispetto ad una
originaria impostazione, deve far assumere a tutti una grande chiarezza nelle
posizioni, perché ne va dell'autorevolezza delle Istituzioni democratiche, ne va
dell'autorevolezza anche della posizione politica che le forze politiche, che si sono
anche recentemente confrontate alle elezioni, hanno rispetto a questo punto specifico
della TAV in Val di Susa.
Per queste ragioni, rispetto al merito delle proposte di mozione e di ordine del
giorno, noi ci sentiamo di essere molto chiari rispetto al messaggio che, a valle delle
votazioni di questi atti, deve uscire dalla Sala Rossa e del messaggio politico rispetto
ad una determinazione forte nel far rilevare come questa opera sia strategica, ma che
è ancora più importante, in questo momento, garantire la democraticità e la tutela dei
lavoratori e di tutte le persone che in questo momento stanno collaborando a questa
opera.
Ci teniamo, però, a far emergere un ulteriore elemento, che non ci è parso di cogliere
negli atti presentati dai Consiglieri delle forze di minoranza e che invece, a nostro
modo di vedere, è determinante rispetto alle politiche di trasporto, e riguarda il
Trasporto Pubblico Locale, che è una delle componenti fondamentali della mobilità
sostenibile dei cittadini sul territorio e che risponde chiaramente a esigenze che sono
diverse e complementari rispetto alle esigenze di trasporto ecologico e di trasporto
veloce, alla base della realizzazione della Torino-Lione.
Vorremmo mettere in evidenza - e auspichiamo che analogo atteggiamento vi sia
dalle forze della minoranza consiliare nei confronti della proposta del Partito
Democratico, peraltro sottoscritta anche dai Consiglieri dei Moderati - il fatto che
occorre riportare il ragionamento in ordine all'esecuzione della Torino-Lione in un
ambito che gli è proprio, cioè quello di un'opera che è essenziale per la connessione
ad alta velocità del territorio torinese, ma che da sola, isolata da un contesto in cui
c'è una complementarietà di rete di Trasporto Pubblico Locale, rischia di essere la
classica cattedrale nel deserto.
Allora, per togliere questa ambiguità ad un dibattito che è capzioso e specioso,
perché oramai è diventato un dibattito sui modelli di sviluppo e non è più un dibattito
sul merito dell'infrastruttura, noi auspichiamo che le forze della minoranza consiliare
possano convergere sul testo della proposta di ordine del giorno, peraltro integrata
con l'emendamento del Consigliere Mangone, che giustamente ha fatto rilevare che
la rete del Trasporto Pubblico Locale non riguarda solamente i cittadini della Città di
Torino, ma anche i cittadini che vivono in Val di Susa e che ivi risiedono, perché
queste due cose, cioè finanziamento e investimento nella TAV e finanziamento e
investimento nel Trasporto Pubblico Locale, sono cose che devono marciare insieme.
Allora auspichiamo che anche i Consiglieri della minoranza consiliare possano
votare la proposta di ordine del giorno proposta dal PD, che richiama e cerca di far
tornare una priorità politica sicuramente a chi compete, certamente la Regione
Piemonte, il Governo regionale che gestisce i fondi del Trasporto Pubblico Locale, li
amministra e nell'ambito della proprie politiche di bilancio decide quali poste di
fondi mettere sul Trasporto Pubblico Locale, noi siamo sicuri che i Consiglieri del
centrodestra che siedono in questa Sala, in Sala Rossa, saranno con noi nel sostenere
l'auspicio che la Regione Piemonte possa repentinamente ripristinare anche i fondi
sul Trasporto Pubblico Locale.
Pertanto, anticipo ovviamente che, in quest'ottica, attendiamo una chiara pronuncia
anche da parte del centrodestra.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Il mio intervento non sarà lunghissimo e sarà più che altro per sottolineare alcune
questioni legate all'attenzione che necessariamente dobbiamo porre al fenomeno
della legalità.
Volevo rispondere al Capogruppo Lo Russo dicendo che, con questa proposta di
mozione che loro hanno presentato, successiva a quella del Consigliere D'Amico
(che, tra l'altro, ringrazio per aver riportato all'attenzione il tema), si dimostrano
ancora una volta specialisti nella controdeduzione, anche dove da controdedurre non
c'è, nel senso che come Regione Piemonte ci siamo assolutamente impegnati, sin
dall'inizio, per dare seguito al Sistema Ferroviario Metropolitano e il Sistema
Ferroviario Metropolitano credo che sia un'innovazione assoluta, voluta anche dalla
Regione, oltre che dalla Città; e il fenomeno dei trasporti pubblici, quindi i tagli a cui
adesso sono soggetti gli Enti Locali, Regione e Comune di Torino, sicuramente non
sono una delle competenze specifiche della Regione, nel senso che anche la Regione
subisce questi tagli, come tutti quanti sappiamo.
Pertanto, oggettivamente, adesso leggerò di nuovo la proposta di mozione, ma per
quanto riguarda - mi pare che sia - l'ultimo punto, cioè quello che dice di ritornare ad
avere attenzione sul Trasporto Pubblico Locale, ribadisco che, per quanto riguarda il
PdL, per quanto riguarda la maggioranza in Regione di centrodestra, mai è venuta
meno questa attenzione. Quindi vedremo se votarla, perché non vorrei che fosse una
controdeduzione che speciosamente ci faccia passare come colpevoli, o faccia
passare il centrodestra, in maggioranza in Regione, come colpevole di una situazione
della quale colpevoli non siamo.
Corridoio 5, il sistema valico Nord-Sud, che passa anche attraverso la Liguria e
arriva fino in Svizzera, è assolutamente prioritario; asse strategico, logistica, Sistema
Ferroviario Metropolitano. Insomma, tutte queste considerazioni fanno parte di un
sistema di sviluppo assolutamente necessario per il Piemonte, per Torino e, in
particolare, per la Valle di Susa.
Io continuo a non capire - se non per oggettive polemiche strumentali, perché non
riesco a dare altre valutazioni - gli abitanti della Valle di Susa, che ancora continuano
a non volere quest'opera strategica, sapendo che la maggior parte di quest'opera è e
continuerà ad essere in galleria, che ha avuto il consenso dei Sindaci, che è stata
oggetto di Tavoli, con più anni, anche di lustri di attenzione sul tema, pertanto non
riesco veramente a comprendere il perché vogliano far morire una Valle. Perché io
sono convinto e sono certo, dopo aver letto tutto quello che abbiamo letto su questa
opera strategica, che senza quell'opera la Val di Susa rischia di non avere neanche
più la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, quando invece ce n'è tanto bisogno
in quella Valle, purtroppo soggetta, negli ultimi anni, ad una deindustrializzazione
molto marcata.
Detto questo, spero e credo che nessuno debba ancora sottolineare quanto sia
importante questa opera strategica come la Torino-Lione, il Corridoio 5.
Sottolineiamo ancora una volta che sicuramente voteremo favorevolmente alla
proposta di ordine del giorno del Consigliere D'Amico e, immagino, anche alla
proposta di mozione che è stata presentata dal Gruppo Fratelli d'Italia, per la quale
voteremo positivamente; valuteremo come votare per la proposta di ordine del giorno
del PD, in particolare sull'ultimo punto che riguarda il Trasporto Pubblico Locale.
Voglio concludere l'intervento dicendo una cosa in particolare che voglio rimanga a
verbale, per quello che può servire, ma credo che in questo momento tutto serva per
dare attenzione ad un tema che sta scappando di mano anche a coloro che hanno
costruito la protesta contro la Torino-Lione: io voglio dare la solidarietà ai lavoratori,
in particolare ai lavoratori, anche ultimamente soggetti singoli di minacce, non
soltanto verbali, ma anche fisiche, e questo si è potuto leggere recentemente anche
sui giornali. Quindi, solidarietà ai lavoratori, solidarietà con grande coraggio e con
grande forza alle forze dell'ordine che presidiano ancora oggi quei territori e che,
grazie alla loro azione, consentono di poter continuare a scavare e di poter continuare
nell'opera, e poi anche ai Sindaci di quella Valle che si sono dimostrati favorevoli sin
da subito, o successivamente alle valutazioni che sono state fatte anche dal Tavolo,
dall'Osservatorio presieduto dal dottor Virano; quindi, anche i Sindaci meritano la
nostra solidarietà e la nostra attenzione con grande forza.
Pertanto, queste parole, che rimangono a verbale, ma che credo che siano importanti,
perché io lo ripeto sempre, le parole sono pietre; e lo dico anche a coloro che creano
e continuano a sobillare artatamente un certo tipo di protesta che le parole sono
pietre.
Quindi, su questo cerchiamo tutti di fare un passo indietro, cerchiamo tutti di
ragionare e cerchiamo tutti di capire che quell'opera è stata approvata da tutti gli
Organi, dall'Europa fino ai Comuni più piccoli, da tutti gli Organi democratici del
nostro panorama nazionale ed internazionale.
Pertanto, credo che sia un'opera ormai indirizzata nella realizzazione. Qualunque
parola di troppo, qualunque atteggiamento, qualunque atto troppo acceso, potrebbe
portare a situazioni molto più negative di quelle che si sono già verificate con la
bomba carta, che lo stesso Procuratore della Repubblica ha definito un atto non
terroristico, ma sicuramente atto a creare terrore.
Quindi, chiedo veramente, a tutti coloro che oggi manifestano contro quest'opera, di
misurare le loro parole. Continuo a manifestare grande solidarietà ai lavoratori, alle
forze dell'ordine e ai Sindaci che a quell'opera sono stati favorevoli.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Grimaldi.

GRIMALDI Marco
Ovviamente le aggressioni ai lavoratori non si possono considerare espressione di
dissenso, ma gesti violenti che devono essere condannati, anche da forze come la
nostra che da anni partecipa al movimento per contrastare quest'opera in Val di Susa.
Ci si deve assumere la responsabilità nel minimizzare questi gesti, tollerando
l'intimidazione come arma di contrapposizione al confronto delle idee.
Dall'altra, però, lo dico pacatamente al Consigliere Tronzano, se è vero che le parole
sono pietre e le pietre sono pietre verso i lavoratori, forse bisognerebbe smettere,
ogni volta che c'è una contrapposizione così alta, di chiedere di militarizzare la
Valle. Su questo, mentre voi continuate a chiedere a noi che abbiamo una posizione
chiara sulla non violenza, non vedo mai da parte delle opposizioni un gesto chiaro
contro la militarizzazione della Valle come unico strumento di contrasto a quella che
è una contrapposizione ormai ventennale in quella zona del nostro Paese.
Devo dire la verità, ringrazio il Partito Democratico, perché vedo finalmente delle
posizioni nuove. Prima e non ultima la posizione del Sindaco di Firenze, che - da
parte di un'area grande, mi pare, del Partito Democratico, come quella dei renziani -
dice che quest'opera è fuori scala, fuori tempo massimo e, in fondo, un po' inutile
nella vicenda storica di questo Paese.
Quindi, ringrazio il Partito Democratico, come ringrazio esponenti autorevoli come
Renzi, come Civati, che almeno pongono alcune riflessioni, che da anni, tra l'altro, vi
mettiamo in campo, cioè quella dell'analizzare il tema dello spostamento delle merci
su gomma e su ferro. Sindaco, io non ho avuto ancora nessuna risposta da Virano,
come aveva invocato lei lo scorso anno, sul fatto di mettere in fase 1 tutto il vero
tema del collo di bottiglia di questa Città. Si dice che parte delle opere della Città
saranno in fase 1 e intanto nessuno mette in discussione il tema della prima fase del
tunnel non geognostico, ma del tunnel di base, che continua ad essere in fase 1.
Due. Non mi pare che ci sia grande riflessione sul tema integrato del TPL, nessuna
riflessione interessante sul Trasporto Pubblico Locale e sull'infrastrutturazione di
Ferrovie dello Stato. La prossima settimana discuteremo di una interpellanza
generale su un tema rilevante, visto che stiamo parlando del Passante ferroviario
della Città di Torino. Abbiamo investito più di un miliardo di Euro su quel Passante,
e quanti della Città di Torino? Cinquecento, 600 milioni di Euro? Benissimo. Metà
delle stazioni ferroviarie non sono state fatte (sto parlando di Dora e di Zapata). Poi
abbiamo le stazioni realizzate, che Ferrovie dello Stato e la nostra Città considerano
finite, ma sono dei deserti urbani, come Stura e Rebaudengo. Non per caso, la scorsa
settimana, la Commissione è dovuta ritornare a piedi in questa Città, perché non si
vendono neanche i biglietti in quelle infrastrutture.
Allora, questo tema potrà essere affrontato dalla Città di Torino senza che venga
strumentalizzato? Cioè, in questa società conviene - certo che conviene - il treno
iperveloce e non conviene tutto il resto del Trasporto Pubblico Locale? Forse anche
per questo il Trasporto Pubblico Locale viene finanziato con soldi pubblici? Per
questo il secondo ringraziamento al Partito Democratico, per quel punto all'ordine
del giorno, cioè che finalmente si rende conto che se si vuole sostenere la TAV, forse
bisogna sostenere tutto il resto: vuol dire meno 38% sul Trasporto Locale ipotizzato
dalla Regione, vuol dire esattamente dirci come sta oggi il trasporto delle merci e
dirci anche le contraddizioni di un sistema che oggi raddoppia il tunnel di base del
Fréjus, raddoppiando prossimamente... è sempre comodo citare i dati
dell'Osservatorio, quasi mai comodo dire che cosa dicono la Francia e l'Italia sul
trasporto delle merci su gomma. Dicono esattamente che nei prossimi anni triplicherà
quel trasporto.
A parte questa bella routine che ogni tanto mettiamo in campo di dirci chi sta da una
parte e dall'altra, forse quelli che credono veramente nella svolta ecologista del
trasporto delle merci anche su ferro, dovrebbero iniziare a interrogarsi sul fatto che
dopo quello che lo scorso anno si è sentito in quella bellissima discussione in
Regione fra i Sindaci, la Giunta Cota e la Giunta Fassino, non è successo niente.
Voi lo sapete che dallo scorso anno sui cinque temi lanciati dai Sindaci della Val
Susa, compreso il mio già compagno di partito Antonio Ferrentino, niente si è mosso.
Niente.
Quindi, cosa succede? Che ogni volta si piange sull'escalation della violenza, si
rimprovera ovviamente la non capacità del movimento (figuratevi se noi non lo
diciamo) di eliminare dal campo le offensive violente, ma non si fa niente per
risolvere alla base quello che è un contrasto di idee, basato su dati che continuano a
non essere accertati.
Spero che prima o poi la politica, invece di fare grandi pubblicazioni, dia delle
risposte sia alla Val di Susa che al Nord Italia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Innanzitutto segnalo il cambio anche di terminologia, forse di presa d'atto da parte
del Partito Democratico, per voce del suo Capogruppo, che dice che la Regione
gestisce i soldi del Trasporto Pubblico Locale e finalmente smette di dire menzogne
affermando che invece è la Regione che non versa i soldi. Perché sul Trasporto
Pubblico Locale la Regione ha subito un taglio di circa 120 milioni di Euro, che
chiaramente porta a una gestione minore di risorse, in quanto questi soldi non ci
sono.
Consigliere Grimaldi, a Renzi piace il TAV, piace l'alta velocità, gli piace vedere
che la sua città si riempie di turisti che scendono dal Frecciarossa e da Italo. Quindi,
probabilmente parla perché ha la lingua in bocca, durante la presentazione di un
libro, perché probabilmente non riesce più a stare zitto e molto spesso si trova a dire
cose assolutamente inesatte. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A Vendola
piace la Napoli-Bari, quindi è chiacchierone tanto quanto Renzi, perché poi gli piace
andare a Roma con il Frecciarossa.
Detto questo, sono tendenzialmente d'accordo con i vari ordini del giorno, ma quello
del Partito Democratico manca di un pizzico di onestà intellettuale. Signor Sindaco,
lei sa perfettamente, essendo a capo di una Giunta, che se da Roma non arrivano i
soldi, si fa fatica a chiudere il Bilancio. Come lei sa perfettamente, anche la Giunta
Regionale ha lo stesso problema. Quindi, più che invitare la Regione Piemonte a
ripristinare risorse di cui non è padrona, perché al momento in cui arrivano le risorse,
le gira, io chiedo al Sindaco, insieme al Presidente Cota, di andare a battere cassa a
Roma, per fare in modo che tutti quei soldi che ci spettano per ripristinare il
Trasporto Pubblico Locale tornino a casa. Se il Sindaco avrà il coraggio di
spalleggiare chi oggi sta facendo di tutto per fare in modo che anche il centesimo
possa tornare a casa, sicuramente potremmo avere, in una fase di governo di questo
tipo, più risultati.
Ripeto, è un discorso di onestà intellettuale. Quindi, adesso proporrò (non vedo in
Aula il Capogruppo del Partito Democratico) all'Aula un piccolo emendamento che
chiede un impegno in questa direzione. Ovvero che il Comune si affianchi alla
Regione in un'azione che ha già avviato, ovvero cercare di ripristinare i soldi per il
Trasporto Pubblico Locale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Devo dire che non ho nessun entusiasmo per questo tipo di dibattito, nel senso che
avrei partecipato volentieri a un dibattito in cui si fosse analizzata l'utilità dell'opera,
mettendo da una parte il suo costo e dall'altra i benefici attesi e presunti, e si fosse
discusso se questa opera serve veramente, o se magari questi soldi non sarebbero
meglio investiti (come noi riteniamo) proprio in quel Trasporto Pubblico Locale di
cui si parla. Francamente trovo anche un po' ridicolo dire che investire i soldi nel
TAV non è in contraddizione con l'investirli nel Trasporto Pubblico Locale, perché i
soldi sono quelli, quindi se vengono spesi una parte, poi chiaramente non ce n'è per
spenderli dall'altra.
Purtroppo, devo dire che questa cosa non è mai avvenuta nei dibattiti a cui io ho
assistito in sede politica, come non è mai avvenuta nei dibattiti precedenti; ne
abbiamo fatto uno credo uguale solo due mesi fa. Invece, mi sembra che si sia parlato
un po' di qualunque cosa, ma alla fine al punto - che è quello che, secondo noi,
dimostra la sostanziale inutilità di quest'opera, cioè di mettere da una parte i costi e
dall'altra benefici - non è arrivato nessuno.
Quindi, a questo punto noi ribadiamo che voteremo contro tutti e tre gli ordini del
giorno e speriamo che prima o poi la politica, invece di fare questi... non so neanche
bene come chiamarli, cominci veramente a prendere in mano le carte di quest'opera,
a studiarsele e ad arrivare ad analizzarle, magari anche con un po' di competenza,
con l'aiuto di persone esperte, concludendo, come è evidente a chiunque abbia
esaminato il progetto, che quest'opera è sostanzialmente inutile.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non è la prima volta che discutiamo di queste vicende. Ovviamente, la discussione di
oggi è sollecitata dall'aggressione al cantiere, perpetrata nella notte tra mercoledì e
giovedì della scorsa settimana, con un'azione che è stata giustamente definita, dal
Ministro e dalle Autorità di Polizia, un'azione di tipo paramilitare.
Non voglio ritornare su un dibattito di ordine generale che abbiamo fatto altre volte.
Il mio pensiero è noto. Vorrei però insistere su un punto. L'aggressione di tipo
paramilitare che è stata messa in essere la scorsa settimana, e che per puro caso non
ha prodotto delle vittime, stante che in quell'aggressione sono state lanciate ottanta
bottiglie molotov, durante la notte, è la conferma di un aspetto che, secondo me, è
stato sottovalutato troppo a lungo, se non addirittura sottaciuto. Cioè, il fatto che sia
intervenuta una modificazione significativa nella composizione e nella qualità del
movimento NO-TAV.
Nonostante ci si sia sforzati di dire questo per tempo, si continua a dare una
rappresentazione del movimento NO-TAV che non con risponde più a quello che il
movimento è divenuto. Soprattutto, è il sistema dei media nazionali che non coglie
questa differenza. Non la coglie perché si continua ad ignorare un aspetto che sta a
monte di questa vicenda, ma che è decisivo per capire perché è cambiato il
movimento: cioè il fatto che il progetto del TAV su cui si sta lavorando oggi non è il
progetto del 2004.
Nel 2004 il progetto originale del TAV aveva caratteristiche di forte impatto
ambientale, sociale e territoriale, che ha suscitato in Valle un movimento di
contestazione e di opposizione molto largo. Proprio per raccogliere le istanze del
movimento, si mise in piedi l'Osservatorio sul TAV, guidato dall'architetto Virano,
che dal 2006 ad oggi ha riformulato interamente il progetto, che ha un livello di
impatto sociale e ambientale molto più basso di quello precedente. Tanto è vero che
una parte dei Sindaci che era contraria all'opera nel progetto originario, oggi non lo è
più.
Nel corso di questo periodo si è determinato un mutamento non solo del progetto, ma
anche della qualità del movimento e della sua composizione, perché si è ridotto il
consenso che questo movimento di contestazione al progetto aveva in Valle, perché il
progetto è cambiato. Ma sul movimento originario si è sovrapposto un movimento di
segno diverso, caratterizzato da un antagonismo di natura ideologica-politica, con
una forte presenza di gruppi estremisti e di gruppi riferiti al mondo dei centri sociali,
che ha dato al movimento una piega diversa, di carattere radicalmente antagonista,
ma in termini ideologici. Non è in discussione più quella TAV, è in discussione...
Sarei grato al Consigliere Grimaldi se... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io
dico delle cose dopo aver sentito il dibattito; se poi a lei non va bene, si riapre la
discussione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io dico quello che è successo,
almeno per come l'ho letto, perché i manifesti che inneggiavano a chi ha sparato a un
carabiniere davanti al Quirinale è la prova provata del carattere antagonista e
insurrezionale di chi ha fatto quel manifesto e di un pezzo di quel movimento.
Questo nel 2004 non c'era. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non dico che
ci sia da meravigliarsi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Consigliere Grimaldi, per favore.

SINDACO
...Io ho detto un'altra cosa. Ho detto che il movimento originario ha subito una
torsione, avvenuta, non a caso, in relazione al mutamento del progetto. Nel momento
in cui il progetto si è fatto carico di raccogliere una serie di istanze della Valle, al
punto che - sottolineo - ci sono Sindaci che contestavano il primo progetto e non
contestano questo, il movimento di contestazione ha cambiato natura. Nel senso che
nella Valle continua a persistere naturalmente un movimento che contesta l'opera,
perché ovviamente quello c'era, c'è, ma è di minori dimensioni. Ma su di esso si è
innestato, con una sovrapposizione politica e organizzativa, un movimento di tipo
antagonistico ed estremistico, che è quello che ha dato luogo ai manifesti che
inneggiano a chi spara ai Carabinieri e all'aggressione della scorsa settimana, nel
corso della quale, ripeto, sono state lanciate ottanta bottiglie molotov, nel giro di due
ore. E se non ci è scappato il morto, è soltanto proprio per un caso fortuito.
Credo che noi abbiamo il dovere di vedere questo, perché se è così, attenzione che
questo cambia radicalmente il segno della discussione.
Io ricordo, perché ho vissuto (avendo un po' più di anni) anche questa stagione, che
quando a un certo punto il terrorismo colpì in modo duro questa Città, c'era qualcuno
che spiegava che se avessimo cambiato la Legge sull'equo canone, il terrorismo
sarebbe sparito. Io dicevo che questo non era vero, perché quelli volevano fare la
rivoluzione, l'insurrezione, non cambiare la legge sull'equo canone.
Quelli che hanno buttato delle bombe molotov in Val di Susa non sono interessati a
una discussione sul nodo ferroviario di Torino, l'imbuto, il non imbuto, la Torino-
Caselle. Non gliene frega assolutamente niente. Allora distinguiamo i piani. A quelli
non interessa una discussione di merito su come organizziamo il sistema ferroviario.
Il TAV è diventato il simbolo ideologico di una battaglia di principio contro una
grande opera considerata, sulla base di una lettura che io non condivido affatto, ma
che naturalmente esiste, secondo cui qualsiasi grande opera è di per sé un danno, un
rischio, una espropriazione del popolo e via di questo passo.
Io dico che se è così, ci sono due piani di discussione nettamente distinti. Un piano è
la discussione che noi possiamo fare in qualsiasi sede sul sistema dei trasporti e la
sua organizzazione, il rapporto tra il TAV e il resto del sistema ferroviario, tra il
Trasporto Pubblico Locale e ad alta velocità, tra il trasporto merci e il trasporto
persone: tutte discussioni legittime; ma questo è solo un piano della discussione.
Altro piano è quello che in Val di Susa si è prodotto negli ultimi mesi, e quello che
ancora si può produrre, che è un tipo di contesto politico del tutto diverso rispetto al
quale io credo che qualsiasi persona che abbia coscienza democratica non può che
avere un atteggiamento solo, quello di respingere nel modo più netto e più assoluto
qualsiasi forma di intimidazione, di ricorso alla violenza e di drammatizzazione dei
problemi, a vantaggio del fatto che la convivenza civile in Val di Susa possa essere
tutelata e salvaguardata.
Per queste ragioni, io condivido l'ordine del giorno predisposto dal Gruppo del
Partito Democratico; non so se sia firmato anche dalle altre forze di centrosinistra.
Ritengo, inoltre, che siano condivisibili anche i contenuti degli altri ordini del giorno
che sono all'esame del Consiglio Comunale.

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