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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Maggio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 14
INTERPELLANZA 2013-02048
"FALDA FALCHERA 2013: UN ALTRO ANNO DI PRESE IN GIRO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 6 MAGGIO 2013.
Interventi

PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201302048/002, presentata in
data 6 maggio 2013, avente per oggetto:

"Falda Falchera 2013: un altro anno di prese in giro"

PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Al di là del titolo (forse ingeneroso nei confronti non tanto di tutte le
Amministrazioni, ma quantomeno dell'Amministrazione che mi onoro di
rappresentare), vorrei ricordare al Consigliere che, in questo anno, non si è dormito o
riposato per quanto riguarda questo problema, anzi si è lavorato a lungo e si è
costruito il Tavolo tecnico che avevamo preannunciato proprio in questa sede, che ha
visto come coprotagonisti - in alcuni casi un po' assenti, devo essere sincero - la
Provincia di Torino e la Regione Piemonte (lo affermo sapendo di dirlo in una sede
ufficiale, ma sono anche pronto a controbattere a chi vorrà provare a smentirmi
rispetto a questa dichiarazione).
La Città non ha mai perso di vista il problema, ma ha continuato a lavorare sulle
informazioni da portare al Tavolo tecnico, anche quando il Tavolo tecnico (che,
come sapete, è coordinato dalla Regione Piemonte) non veniva convocato.
Finalmente, nelle ultime settimane c'è stata un'accelerazione rispetto ai lavori di
questo Tavolo tecnico, anche grazie all'importante contributo fornito da parte di
ARPA Piemonte; in questo va, invece, ringraziato l'Assessorato all'Ambiente della
Regione Piemonte, che, insieme ad ARPA e ad Idrodata, ha dato gli elementi tecnici
affinché le certificazioni - chiamiamole così - e gli eventuali interventi che la Città di
Torino stava immaginando venissero avvalorati da delle motivazioni e confortati
anche da valutazioni di natura tecnica specializzata. Come dicevo, abbiamo proposto
più soluzioni a questo Tavolo ed abbiamo anche messo a disposizione delle risorse,
sapendo perfettamente che questo non è un problema che si risolve né con le attuali
risorse che la Città di Torino potrebbe stanziare su questo tema, né, tanto meno, con
le sole risorse della Città di Torino anche in un ipotetico e fantasmagorico sogno di
Bilancio - che, forse, qualche notte vive l'Assessore Passoni - nel quale risultassero
infinite.
Questo è un grande problema con cause che vanno ad intersecarsi e - ahimè - a
peggiorare la singola situazione, ma voglio testimoniare e confermare anche con
forza il fatto che la Città, da questo punto di vista, c'è sempre stata, prova ne è il fatto
che, in questo momento, mentre noi discutiamo, i miei tecnici, insieme al personale
in staff del mio Assessorato, sono in via Tanaro per un attento monitoraggio dei fatti
accaduti questa notte. Come il Consigliere saprà, questa mattina la situazione è
particolarmente grave, vista anche la scelta (sulla quale può intervenire soltanto
un'ordinanza del Sindaco, con il quale in queste ore stiamo lavorando per arrivare ad
un'ordinanza specifica) di un contadino privato, proprietario di un terreno, di aprire
una bialera (ne ha tutto il diritto, se non interviene un'ordinanza a fermarlo); questa
notte è stata aperta questa bialera, che ha sicuramente contribuito a migliorare le
condizioni del suo campo, ma ha portato ad un innalzamento di 40 centimetri
dell'acqua nelle cantine delle case.
Visto e considerato che le cose vivono anche di banalità, segnalo che questa mattina
la causa non è l'immobilismo dell'Assessore Lubatti piuttosto che la mancata
convocazione del Tavolo da parte dell'Assessore Bonino, ma è dovuta al fatto che,
questa notte, è stata aperta una bialera in maniera incauta e, vista la situazione delle
ultime piogge (che non credo di dover descrivere), la situazione è degenerata e, in
questo momento, l'acqua rischia di raggiungere i contatori, tant'è che sul posto sono
presenti, oltre al personale dell'Assessorato (che ovviamente mi rappresenta, ma sta
sostanzialmente monitorando e cercando di capire quali sono le azioni immediate da
intraprendere), i tecnici dell'ASL, i Vigili Urbani ed il Corpo dei Vigili del Fuoco.
È quasi finito il tempo a mia disposizione, ma ritenevo che queste fossero
informazioni importanti e preziose da consegnare al Consigliere Bertola.
Per quanto riguarda invece la soluzione del problema o, comunque, come intendiamo
affrontarlo, il Consigliere deve sapere che siamo pronti per la realizzazione di un
pozzo d'ispezione, che è stato condiviso dal Comitato "Falda Falchera" ed abbiamo
informato anche la Circoscrizione competente; il progetto di questo pozzo è stato
modificato dai tecnici di ARPA e di Idrodata, che sono specializzati nel settore, e
grazie a questo pozzo pensiamo di raccogliere dati sufficienti (si tratta di un'idrovora
che verrà posizionata nel terreno e, quindi, dovrebbe anche aiutare ad alleviare il
problema, ma non a risolverlo).
È ovviamente in corso una discussione con la Regione Piemonte, con la Provincia di
Torino e con i Comitati di quartiere per capire come verrà gestito questo pozzo (chi
lo accenderà, chi lo spegnerà e a quale contatore verrà attaccato, quindi si tratta di
una questione molto gestionale che risparmio al Consigliere).
Tutte le cose che ho detto spero vadano ad avvalorare l'apertura del mio intervento,
quando ho definito ingeneroso l'oggetto dell'interpellanza, quantomeno nei confronti
del nostro Assessorato. Mi auguro invece che, insieme al Consigliere, attiveremo
tutti i canali possibili nei confronti degli altri Enti affinché il nostro stesso attivismo -
definiamolo così - su questo problema venga affiancato da altrettanta animazione e
volontà di risoluzione da parte della Provincia e della Regione; infatti, vorrei
sottolineare che il Comune di Torino - lo dico in maniera molto serena ed esplicita,
perché su tante questioni mi prendo la responsabilità di quello che non facciamo -,
senza la collaborazione degli Enti sovraordinati, non può risolvere questo problema.

PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per la risposta e mi dispiace che il titolo magari lo abbia un
po' irritato, ma non credo che sia ingeneroso; forse può essere ingeneroso rispetto
alla singola persona, ma non rispetto alle Istituzioni nel loro complesso, che devono
garantire a questi cittadini la possibilità di vivere nelle loro case (quelle per cui
hanno fatto i mutui e, indebitandosi, hanno comprato con fatica), perché questa è
veramente una presa in giro, nel senso che questa situazione ormai si trascina da
molti anni.
Posso capire che le Istituzioni abbiano i loro tempi, posso capire che, in questo
momento, non ci siano le risorse o non sia facile reperirle, però questa situazione si
trascina ormai da quasi una decina d'anni e credo che questa sia stata la prima
interpellanza che ho presentato quando sono diventato Consigliere Comunale,
perché, già allora, era un momento di emergenza e, già allora - si parla di 2 anni fa -,
mi fu detto che si sarebbe aperto un Tavolo per cominciare a discuterne. L'anno
scorso abbiamo presentato un'altra interpellanza e, di nuovo, dopo un anno si è
scoperto che, forse, il Tavolo non era neanche partito, perché non ci si era messi
d'accordo; quindi, si è perso un anno. Adesso, il Tavolo è partito, ma siamo al punto
che il problema deriva da un cittadino che ha aperto una bialera e, probabilmente, in
2 anni nessuno ha pensato di andare a dirgli che era il caso che non la aprisse o,
magari, di fare un'ordinanza - ma in precedenza, non adesso che ce ne siamo accorti
- per dirgli che non la doveva aprire.
Capisco tutte le difficoltà, ma siamo veramente di fronte alla debacle di uno Stato
che non riesce nemmeno a garantire le minime condizioni di vita e di sussistenza e
non mi riferisco ad una persona, ma, di fatto, ad un intero quartiere, perché questo
problema coinvolge diverse case della parte nuova della Falchera, quella più vicina
alla stazione Stura. Giustamente, questi cittadini telefonano (chi disperato, chi
incavolato) a tutte le Istituzioni, a tutti i Consiglieri Comunali e agli Assessori,
cercando qualcuno che li ascolti, perché non possono soltanto sentirsi dire che stiamo
lavorando. È giusto ricordare quello che si sta facendo e speriamo che si realizzi
questo pozzo; probabilmente - non lo so - quest'anno siamo stati sfortunati, ma,
prima o poi, nella statistica un anno particolarmente piovoso capita.
Già oggi l'acqua è ai livelli che, normalmente, raggiunge ad agosto, quando è piena
estate ed arriva il picco massimo; quindi, se adesso siamo a questo livello, c'è
veramente da chiedersi che cosa succederà quest'anno, in quanto c'è il rischio che,
magari, l'acqua salga anche oltre i livelli degli anni scorsi e ponga dei seri problemi
per quanto riguarda la stabilità di queste case, perché, a forza di avere l'acqua nelle
fondamenta e di pomparla via, magari con l'acqua si pompa via anche la sabbia ed il
terreno e non sarebbe una bella situazione.
Capisco che ognuno ci tenga, anche giustamente, a marcare le proprie responsabilità,
però, alla fine, il cittadino si rapporta con lo Stato e lo Stato deve dare qualche
risposta, senza rimpallarsi sempre la responsabilità tra un'Istituzione e l'altra.
Adesso andremo sicuramente a chiedere conto anche alla Regione ed all'Assessore
Bonino relativamente a quello che hanno fatto e a che cosa possono fare; siamo
anche a disposizione, se la Città di Torino non riesce a farsi ascoltare dalla Regione
per i rapporti istituzionali, ad andare noi, per conto dell'Amministrazione della Città
di Torino, a chiedere quanti sono i soldi, perché non ho sentito parlare di una
quantificazione e dei progetti (spero che almeno quello si sia riusciti ad elaborarlo).
Però bisogna dare qualche risposta e, secondo me, queste persone sono state fin
troppo civili ed urbane, perché sarei curioso di conoscere le nostre reazioni se
avessimo pagato per comprare un garage che è inutilizzabile per 6 mesi l'anno o per
stare in una casa con l'ascensore che è inutilizzabile perché l'acqua arriva al quadro
elettrico e si stacca tutto. La situazione è peggiore se, come purtroppo accade, in
qualche casa c'è un disabile o qualcuno che deve utilizzare l'ascensore per uscire; in
quella situazione che cosa fa? Sta chiuso in casa 6 mesi l'anno se non lo portano a
braccia giù per le scale? Siamo a dei livelli allucinanti; francamente, non so come
definirli. A maggior ragione i cittadini si sentono beffati, perché, poi, durante le
occasioni pubbliche il Sindaco si vanta del Piano Città Torino Nord, di un
investimento di 10 milioni di Euro per fare il parco alla Falchera e per costruire altre
case popolari (si parla di centinaia di alloggi). A quanto mi risulta l'investimento del
Piano Città Torino Nord supera i 100 milioni di Euro ed è possibile che non si
trovino neanche 10.000,00 Euro per fare lo studio o per risolvere questo problema?
Che cosa facciamo? Costruiamo centinaia di palafitte sull'acqua, come chiesto
nell'interpellanza? C'è anche il rischio che, poi, le case che verranno costruite
saranno nella stessa situazione.
Francamente, sfugge completamente la logica di tutto questo. Anche il cittadino che
abita lì si chiede se, prima di fare il parco, non sarebbe opportuno mettere in
sicurezza le case e fare in modo che vi possano abitare tranquillamente, senza avere
paura che le case crollino. Questa, comunque, è la logica dell'Istituzione; possiamo
dire che è un altro Assessorato, è un'altra roba, è un altro fondo, ma il cittadino non
capisce queste logiche, perché vuole una risposta complessiva dalle Istituzioni.
La stessa cosa vale per gli sgravi fiscali ed approfitto del fatto che è presente in Aula
l'Assessore Passoni; di fatto, l'anno scorso sono stati promessi - e lo ritengo logico -
degli sgravi fiscali. Infatti, come si può chiedere ad una persona di pagare l'IMU per
un garage che non è utilizzabile ed è allagato 6 mesi l'anno? Se fossi il Sindaco mi
vergognerei di chiedere di pagare l'IMU su un box che non è utilizzabile 6 mesi
l'anno, al di là di quale sia la quota di responsabilità della Città, piuttosto che della
Regione o delle altre Istituzioni. Alla fine, però, ciò non si è concretizzato, ma
almeno quest'anno riusciremo a farlo? Non credo si tratti di una cifra che sposti il
Bilancio della Città di Torino; possiamo fare un'analisi, ma non credo che la cifra sia
superiore a qualche decina di migliaia di Euro (forse è anche inferiore). Questo, però,
rappresenterebbe un segno di vicinanza e aiuterebbe anche a coprire i costi che
queste persone sostengono (perché devono pompare l'acqua tutto l'anno e pagano
l'elettricità). È vero che, ogni tanto, arrivano i Vigili del Fuoco, però, di fatto, sono
stati abbandonati a gestirsi da soli anche i costi di questa situazione. Ritengo
doveroso che la Città, seguendo quanto previsto dalla Legge, riduca al minimo le
tasse su queste case; ad esempio, ci sono già delle riduzioni per i fabbricati inagibili.
Credo che, in quella direzione lì, forse qualcosa si potrebbe fare sfruttando le pieghe
della Legge; non lo so, ne parleremo con calma.
Quest'anno, visto che cerchiamo di gestire l'emergenza, evitiamo che questi 40
centimetri d'acqua diventino 60 o 80, perché poi diventa anche un problema di
sicurezza; nel frattempo, comunque, secondo me almeno qualche piccolo segnale va
dato. Quelle persone si sentono abbandonate dallo Stato (a ragione, visto quello che è
successo). Francamente, la famosa attenzione per le periferie forse bisogna
dimostrarla anche quando ci sono questi problemi e non soltanto quando si va in
periferia a farsi belli per un investimento che, oltretutto, il quartiere non ha chiesto.
Chiedo, comunque, di inviare questa interpellanza in Commissione per fare un
approfondimento sui piani tecnici e su che cosa vogliamo fare veramente.

PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Sono assolutamente disponibile ad andare in Commissione. Se il Consigliere è
d'accordo, potrei presentare quanto abbiamo portato al Tavolo tecnico in termini di
proposte progettuali e di realizzazione del pozzo (l'approfondimento con i piezometri
che sono stati acquistati e tutti i vari livelli tecnici).

PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento verrà approfondito in II
Commissione.
Ringrazio il Consigliere Bertola per l'approccio serio e determinato ad un problema
che riguarda tutti, ma vorrei precisare che, quando parla di Istituzioni, lui non è
esterno alle Istituzioni stesse con il suo ruolo di Consigliere di opposizione.

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