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PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201302048/002, presentata in data 6 maggio 2013, avente per oggetto: "Falda Falchera 2013: un altro anno di prese in giro" PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Al di là del titolo (forse ingeneroso nei confronti non tanto di tutte le Amministrazioni, ma quantomeno dell'Amministrazione che mi onoro di rappresentare), vorrei ricordare al Consigliere che, in questo anno, non si è dormito o riposato per quanto riguarda questo problema, anzi si è lavorato a lungo e si è costruito il Tavolo tecnico che avevamo preannunciato proprio in questa sede, che ha visto come coprotagonisti - in alcuni casi un po' assenti, devo essere sincero - la Provincia di Torino e la Regione Piemonte (lo affermo sapendo di dirlo in una sede ufficiale, ma sono anche pronto a controbattere a chi vorrà provare a smentirmi rispetto a questa dichiarazione). La Città non ha mai perso di vista il problema, ma ha continuato a lavorare sulle informazioni da portare al Tavolo tecnico, anche quando il Tavolo tecnico (che, come sapete, è coordinato dalla Regione Piemonte) non veniva convocato. Finalmente, nelle ultime settimane c'è stata un'accelerazione rispetto ai lavori di questo Tavolo tecnico, anche grazie all'importante contributo fornito da parte di ARPA Piemonte; in questo va, invece, ringraziato l'Assessorato all'Ambiente della Regione Piemonte, che, insieme ad ARPA e ad Idrodata, ha dato gli elementi tecnici affinché le certificazioni - chiamiamole così - e gli eventuali interventi che la Città di Torino stava immaginando venissero avvalorati da delle motivazioni e confortati anche da valutazioni di natura tecnica specializzata. Come dicevo, abbiamo proposto più soluzioni a questo Tavolo ed abbiamo anche messo a disposizione delle risorse, sapendo perfettamente che questo non è un problema che si risolve né con le attuali risorse che la Città di Torino potrebbe stanziare su questo tema, né, tanto meno, con le sole risorse della Città di Torino anche in un ipotetico e fantasmagorico sogno di Bilancio - che, forse, qualche notte vive l'Assessore Passoni - nel quale risultassero infinite. Questo è un grande problema con cause che vanno ad intersecarsi e - ahimè - a peggiorare la singola situazione, ma voglio testimoniare e confermare anche con forza il fatto che la Città, da questo punto di vista, c'è sempre stata, prova ne è il fatto che, in questo momento, mentre noi discutiamo, i miei tecnici, insieme al personale in staff del mio Assessorato, sono in via Tanaro per un attento monitoraggio dei fatti accaduti questa notte. Come il Consigliere saprà, questa mattina la situazione è particolarmente grave, vista anche la scelta (sulla quale può intervenire soltanto un'ordinanza del Sindaco, con il quale in queste ore stiamo lavorando per arrivare ad un'ordinanza specifica) di un contadino privato, proprietario di un terreno, di aprire una bialera (ne ha tutto il diritto, se non interviene un'ordinanza a fermarlo); questa notte è stata aperta questa bialera, che ha sicuramente contribuito a migliorare le condizioni del suo campo, ma ha portato ad un innalzamento di 40 centimetri dell'acqua nelle cantine delle case. Visto e considerato che le cose vivono anche di banalità, segnalo che questa mattina la causa non è l'immobilismo dell'Assessore Lubatti piuttosto che la mancata convocazione del Tavolo da parte dell'Assessore Bonino, ma è dovuta al fatto che, questa notte, è stata aperta una bialera in maniera incauta e, vista la situazione delle ultime piogge (che non credo di dover descrivere), la situazione è degenerata e, in questo momento, l'acqua rischia di raggiungere i contatori, tant'è che sul posto sono presenti, oltre al personale dell'Assessorato (che ovviamente mi rappresenta, ma sta sostanzialmente monitorando e cercando di capire quali sono le azioni immediate da intraprendere), i tecnici dell'ASL, i Vigili Urbani ed il Corpo dei Vigili del Fuoco. È quasi finito il tempo a mia disposizione, ma ritenevo che queste fossero informazioni importanti e preziose da consegnare al Consigliere Bertola. Per quanto riguarda invece la soluzione del problema o, comunque, come intendiamo affrontarlo, il Consigliere deve sapere che siamo pronti per la realizzazione di un pozzo d'ispezione, che è stato condiviso dal Comitato "Falda Falchera" ed abbiamo informato anche la Circoscrizione competente; il progetto di questo pozzo è stato modificato dai tecnici di ARPA e di Idrodata, che sono specializzati nel settore, e grazie a questo pozzo pensiamo di raccogliere dati sufficienti (si tratta di un'idrovora che verrà posizionata nel terreno e, quindi, dovrebbe anche aiutare ad alleviare il problema, ma non a risolverlo). È ovviamente in corso una discussione con la Regione Piemonte, con la Provincia di Torino e con i Comitati di quartiere per capire come verrà gestito questo pozzo (chi lo accenderà, chi lo spegnerà e a quale contatore verrà attaccato, quindi si tratta di una questione molto gestionale che risparmio al Consigliere). Tutte le cose che ho detto spero vadano ad avvalorare l'apertura del mio intervento, quando ho definito ingeneroso l'oggetto dell'interpellanza, quantomeno nei confronti del nostro Assessorato. Mi auguro invece che, insieme al Consigliere, attiveremo tutti i canali possibili nei confronti degli altri Enti affinché il nostro stesso attivismo - definiamolo così - su questo problema venga affiancato da altrettanta animazione e volontà di risoluzione da parte della Provincia e della Regione; infatti, vorrei sottolineare che il Comune di Torino - lo dico in maniera molto serena ed esplicita, perché su tante questioni mi prendo la responsabilità di quello che non facciamo -, senza la collaborazione degli Enti sovraordinati, non può risolvere questo problema. PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore per la risposta e mi dispiace che il titolo magari lo abbia un po' irritato, ma non credo che sia ingeneroso; forse può essere ingeneroso rispetto alla singola persona, ma non rispetto alle Istituzioni nel loro complesso, che devono garantire a questi cittadini la possibilità di vivere nelle loro case (quelle per cui hanno fatto i mutui e, indebitandosi, hanno comprato con fatica), perché questa è veramente una presa in giro, nel senso che questa situazione ormai si trascina da molti anni. Posso capire che le Istituzioni abbiano i loro tempi, posso capire che, in questo momento, non ci siano le risorse o non sia facile reperirle, però questa situazione si trascina ormai da quasi una decina d'anni e credo che questa sia stata la prima interpellanza che ho presentato quando sono diventato Consigliere Comunale, perché, già allora, era un momento di emergenza e, già allora - si parla di 2 anni fa -, mi fu detto che si sarebbe aperto un Tavolo per cominciare a discuterne. L'anno scorso abbiamo presentato un'altra interpellanza e, di nuovo, dopo un anno si è scoperto che, forse, il Tavolo non era neanche partito, perché non ci si era messi d'accordo; quindi, si è perso un anno. Adesso, il Tavolo è partito, ma siamo al punto che il problema deriva da un cittadino che ha aperto una bialera e, probabilmente, in 2 anni nessuno ha pensato di andare a dirgli che era il caso che non la aprisse o, magari, di fare un'ordinanza - ma in precedenza, non adesso che ce ne siamo accorti - per dirgli che non la doveva aprire. Capisco tutte le difficoltà, ma siamo veramente di fronte alla debacle di uno Stato che non riesce nemmeno a garantire le minime condizioni di vita e di sussistenza e non mi riferisco ad una persona, ma, di fatto, ad un intero quartiere, perché questo problema coinvolge diverse case della parte nuova della Falchera, quella più vicina alla stazione Stura. Giustamente, questi cittadini telefonano (chi disperato, chi incavolato) a tutte le Istituzioni, a tutti i Consiglieri Comunali e agli Assessori, cercando qualcuno che li ascolti, perché non possono soltanto sentirsi dire che stiamo lavorando. È giusto ricordare quello che si sta facendo e speriamo che si realizzi questo pozzo; probabilmente - non lo so - quest'anno siamo stati sfortunati, ma, prima o poi, nella statistica un anno particolarmente piovoso capita. Già oggi l'acqua è ai livelli che, normalmente, raggiunge ad agosto, quando è piena estate ed arriva il picco massimo; quindi, se adesso siamo a questo livello, c'è veramente da chiedersi che cosa succederà quest'anno, in quanto c'è il rischio che, magari, l'acqua salga anche oltre i livelli degli anni scorsi e ponga dei seri problemi per quanto riguarda la stabilità di queste case, perché, a forza di avere l'acqua nelle fondamenta e di pomparla via, magari con l'acqua si pompa via anche la sabbia ed il terreno e non sarebbe una bella situazione. Capisco che ognuno ci tenga, anche giustamente, a marcare le proprie responsabilità, però, alla fine, il cittadino si rapporta con lo Stato e lo Stato deve dare qualche risposta, senza rimpallarsi sempre la responsabilità tra un'Istituzione e l'altra. Adesso andremo sicuramente a chiedere conto anche alla Regione ed all'Assessore Bonino relativamente a quello che hanno fatto e a che cosa possono fare; siamo anche a disposizione, se la Città di Torino non riesce a farsi ascoltare dalla Regione per i rapporti istituzionali, ad andare noi, per conto dell'Amministrazione della Città di Torino, a chiedere quanti sono i soldi, perché non ho sentito parlare di una quantificazione e dei progetti (spero che almeno quello si sia riusciti ad elaborarlo). Però bisogna dare qualche risposta e, secondo me, queste persone sono state fin troppo civili ed urbane, perché sarei curioso di conoscere le nostre reazioni se avessimo pagato per comprare un garage che è inutilizzabile per 6 mesi l'anno o per stare in una casa con l'ascensore che è inutilizzabile perché l'acqua arriva al quadro elettrico e si stacca tutto. La situazione è peggiore se, come purtroppo accade, in qualche casa c'è un disabile o qualcuno che deve utilizzare l'ascensore per uscire; in quella situazione che cosa fa? Sta chiuso in casa 6 mesi l'anno se non lo portano a braccia giù per le scale? Siamo a dei livelli allucinanti; francamente, non so come definirli. A maggior ragione i cittadini si sentono beffati, perché, poi, durante le occasioni pubbliche il Sindaco si vanta del Piano Città Torino Nord, di un investimento di 10 milioni di Euro per fare il parco alla Falchera e per costruire altre case popolari (si parla di centinaia di alloggi). A quanto mi risulta l'investimento del Piano Città Torino Nord supera i 100 milioni di Euro ed è possibile che non si trovino neanche 10.000,00 Euro per fare lo studio o per risolvere questo problema? Che cosa facciamo? Costruiamo centinaia di palafitte sull'acqua, come chiesto nell'interpellanza? C'è anche il rischio che, poi, le case che verranno costruite saranno nella stessa situazione. Francamente, sfugge completamente la logica di tutto questo. Anche il cittadino che abita lì si chiede se, prima di fare il parco, non sarebbe opportuno mettere in sicurezza le case e fare in modo che vi possano abitare tranquillamente, senza avere paura che le case crollino. Questa, comunque, è la logica dell'Istituzione; possiamo dire che è un altro Assessorato, è un'altra roba, è un altro fondo, ma il cittadino non capisce queste logiche, perché vuole una risposta complessiva dalle Istituzioni. La stessa cosa vale per gli sgravi fiscali ed approfitto del fatto che è presente in Aula l'Assessore Passoni; di fatto, l'anno scorso sono stati promessi - e lo ritengo logico - degli sgravi fiscali. Infatti, come si può chiedere ad una persona di pagare l'IMU per un garage che non è utilizzabile ed è allagato 6 mesi l'anno? Se fossi il Sindaco mi vergognerei di chiedere di pagare l'IMU su un box che non è utilizzabile 6 mesi l'anno, al di là di quale sia la quota di responsabilità della Città, piuttosto che della Regione o delle altre Istituzioni. Alla fine, però, ciò non si è concretizzato, ma almeno quest'anno riusciremo a farlo? Non credo si tratti di una cifra che sposti il Bilancio della Città di Torino; possiamo fare un'analisi, ma non credo che la cifra sia superiore a qualche decina di migliaia di Euro (forse è anche inferiore). Questo, però, rappresenterebbe un segno di vicinanza e aiuterebbe anche a coprire i costi che queste persone sostengono (perché devono pompare l'acqua tutto l'anno e pagano l'elettricità). È vero che, ogni tanto, arrivano i Vigili del Fuoco, però, di fatto, sono stati abbandonati a gestirsi da soli anche i costi di questa situazione. Ritengo doveroso che la Città, seguendo quanto previsto dalla Legge, riduca al minimo le tasse su queste case; ad esempio, ci sono già delle riduzioni per i fabbricati inagibili. Credo che, in quella direzione lì, forse qualcosa si potrebbe fare sfruttando le pieghe della Legge; non lo so, ne parleremo con calma. Quest'anno, visto che cerchiamo di gestire l'emergenza, evitiamo che questi 40 centimetri d'acqua diventino 60 o 80, perché poi diventa anche un problema di sicurezza; nel frattempo, comunque, secondo me almeno qualche piccolo segnale va dato. Quelle persone si sentono abbandonate dallo Stato (a ragione, visto quello che è successo). Francamente, la famosa attenzione per le periferie forse bisogna dimostrarla anche quando ci sono questi problemi e non soltanto quando si va in periferia a farsi belli per un investimento che, oltretutto, il quartiere non ha chiesto. Chiedo, comunque, di inviare questa interpellanza in Commissione per fare un approfondimento sui piani tecnici e su che cosa vogliamo fare veramente. PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Sono assolutamente disponibile ad andare in Commissione. Se il Consigliere è d'accordo, potrei presentare quanto abbiamo portato al Tavolo tecnico in termini di proposte progettuali e di realizzazione del pozzo (l'approfondimento con i piezometri che sono stati acquistati e tutti i vari livelli tecnici). PAOLINO Michele (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento verrà approfondito in II Commissione. Ringrazio il Consigliere Bertola per l'approccio serio e determinato ad un problema che riguarda tutti, ma vorrei precisare che, quando parla di Istituzioni, lui non è esterno alle Istituzioni stesse con il suo ruolo di Consigliere di opposizione. |