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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301051/002, presentata in data 7 marzo 2013, avente per oggetto: "Attività della Fondazione per la Cultura Onlus per il Torino Jazz Festival 2013" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Anche in questo caso, ovviamente, mi limiterò a rispondere ai quesiti proposti, spero, nella maniera più chiara possibile. Come voi sapete, in questo momento la Fondazione non ha ancora provveduto alla concreta attuazione della figura del Segretario Generale, pur avendolo individuato, ma non ancora contrattualizzato. Sulla base dello Statuto vigente, il Consiglio direttivo della Fondazione ha proceduto a conferire a me, in qualità di Vicepresidente, tutte le deleghe, per consentire di sottoscrivere tutti gli impegni necessari per attuare le diverse manifestazioni previste, secondo le regole che lo Statuto prevede. Quindi, in funzione di Vicepresidente, in questo periodo ho provveduto, di fatto, ad assolvere anche le funzioni che saranno assegnate concretamente al Segretario Generale. Con questo, credo di aver risposto anche al secondo quesito. Per quanto riguarda il terzo quesito, nel quale si chiede quale sia il costo totale dell'intero Festival e come sia finanziato, ribadisco qui quanto ho già avuto modo di dichiarare in sede di Commissione: il costo complessivo del Festival, inteso come costo diretto - e poi spiegherò per quale motivo -, quindi tutta la parte tecnica, ovviamente il pagamento degli artisti, tutta la fonica, tutti i servizi acclusi a una manifestazione di questo genere, è complessivamente di 900.000,00 Euro. Di questi 900.000,00 Euro, 715.000,00 Euro sono stati, anche in questo caso, reperiti con gli sponsor dell'iniziativa. A latere - e io ritengo che sia corretto così - dei costi diretti di questa manifestazione, vi sono poi 220.000,00 Euro di investimento in promozione del Festival, che ovviamente è promozione della Città, unitamente ad una manifestazione di questo genere. Questi soldi rientrano nei capitoli di spesa affidati ordinariamente al mio Assessorato per provvedere alla promozione della Città. Come voi ricorderete, la delega che mi è stata attribuita è di Cultura, Turismo e Promozione della Città di Torino. Quindi, al di là di alcune campagne di carattere generale, credo che la promozione della Città di Torino si faccia concretamente promuovendo le attività e le manifestazioni che si tengono a Torino durante l'anno, quindi credo che sia giusto considerare questo costo un costo indiretto e non riferito esclusivamente al Festival. Voglio essere ancora più chiaro: ove anche non ci fosse stato il Festival, quella somma sarebbe stata utilizzata nell'ambito dei progetti di promozione della Città su altre manifestazioni o comunque sarebbe stata destinata - come dice il titolo - a promuovere l'immagine della nostra Città. Per quanto riguarda il quarto punto, ovviamente il direttore artistico del Festival è stato indicato dal Comitato Direttivo della Fondazione con una propria deliberazione. Il contratto relativo a questa posizione è stato sottoscritto da me, proprio in quanto delegato, da parte del Consiglio, a formalizzare gli atti. Ovviamente, anche in questo caso non ritengo opportuno fornire in seduta pubblica dati relativi al suo guadagno - diciamo così - rispetto al suo compenso pattuito. Anche in questo caso, con la pratica dell'accesso agli atti, con tutti gli elementi di riservatezza connessi a tale procedura, sarà possibile entrare in possesso anche di questa informazione. Per quanto riguarda la nomina del direttore artistico, credo che in questo caso si debba procedere ad una identificazione concreta da parte del Consiglio Direttivo. A mio avviso, sarebbe impossibile gestire una procedura di bando; vorrei sapere come si potrebbe fare un bando, nella ricerca di un direttore artistico di una manifestazione come questa, quali sono i presupposti, quali sono i requisiti che si dovrebbero iscrivere nel bando, quante sarebbero le domande che giungerebbero da parte di musicisti, organizzatori, eccetera. A questo proposito vorrei precisare che, fin dall'inizio di questa avventura (che, però, mi pare che, nonostante tutto, si stia svolgendo anche quest'anno in maniera assolutamente favorevole), io ho pensato che il direttore artistico di questo Festival non potesse essere un musicista, perché, se lo fosse, rappresenterebbe la sua opinione della musica jazz; non potesse essere un organizzatore musicale, perché ogni organizzatore musicale ha, ovviamente, i suoi punti di riferimento e rischia di escluderne altri. Non potesse essere un agente che lavora nel settore, perché avrebbe ovviamente il suo portafoglio artisti. Abbiamo cercato - e io credo che con Stefano Zenni l'abbiamo finalmente trovata - una persona di assoluta autorevolezza. Vorrei ricordare a tutti che oggi Stefano Zenni è considerato, probabilmente, uno dei principali conoscitori di jazz, sicuramente italiani, ma anche a livello mondiale, una persona terza, rispetto a questi indirizzi, in grado, insieme a noi, di caratterizzare questo Festival in maniera molto positiva. Per quanto riguarda il modo in cui si sia riusciti a fare il Festival in assenza di organico riferito, oltre ad avere Stefano Zenni, abbiamo provveduto anche ad avere, per le parti organizzative, un contratto di collaborazione con Claudio Merlo, che ormai nella Città è un punto di riferimento certissimo per tutti gli aspetti organizzativi (basta pensare che Claudio Merlo è il professionista che sta seguendo la Città fin dalla nascita di "Settembre Musica", quindi in tutte le edizioni di quel Festival, che per complessità organizzativa non è seconda a nessuno), così come abbiamo provveduto a fare dei contratti di collaborazione professionale per le singole manifestazioni, per esempio per il direttore di produzione, che, a norma di Legge, è necessario avere soprattutto per aprire i cantieri relativi al posizionamento dei palchi e a tutte le normative di sicurezza che giustamente siamo tenuti e impegnati a seguire. Infine, per quanto riguarda l'ultima domanda, al sesto punto, come ho già detto in Commissione - e lo ribadisco anche in questa sede -, gli elementi di valutazione di questo evento, dal punto di vista turistico, per fortuna quest'anno saranno oggettivi, perché, dal punto di vista del turismo tradizionale (quindi dell'occupazione delle stanze alberghiere, dei bed and breakfast e di tutte le strutture di accoglienza), come il Consigliere ricorderà, a partire dall'aprile dell'anno scorso, secondo trimestre dell'anno 2012, è stata avviata la tassa di soggiorno. Questo ci consentirà di avere dei dati sufficientemente analitici e certi, per poter fare un paragone tra i dati dell'affluenza turistica nel periodo considerato del Festival dell'anno scorso contro i dati dell'affluenza turistica di quest'anno. Sarà una semplice comparazione: finalmente, mele con mele e non mele con pere. Quindi, dal punto di vista dell'accoglienza alberghiera e turistica, avremo la possibilità di avere un dato di raffronto assolutamente utile. In più, siccome ho già detto più di una volta - e basta girare per la città in questi giorni per rendersene conto - che apparentemente tantissime persone vengono a Torino anche per una giornata (ovviamente vi è un turismo che non si ferma solo nei nostri alberghi durante la notte), proprio per questo motivo, siccome vogliamo fare le cose seriamente e dal momento che riteniamo che il "Festival Jazz" sia una bella iniziativa da far crescere e da tutelare, quest'anno, insieme alla "Fondazione Fitzcarraldo", abbiamo commissionato un'indagine, che è in corso nei giorni del "Festival Jazz" con un questionario, che cerca, ovviamente su base statistica (ripeto, come voi sapete, la "Fondazione Fitzcarraldo" agisce in questo settore con una strumentazione ormai acclarata, tant'è che è la Fondazione che viene utilizzata anche dalla Camera di Commercio per tutte le analisi sulle iniziative), non solo di raccogliere delle valutazioni qualitative sul Festival, ma anche di capire quante persone sono percentualmente venute a Torino per il "Festival Jazz", quante persone sono venute attratte da quale tipo di comunicazione, in modo tale che tutti questi dati possano portarci - io credo su una base scientifica - a poter far crescere bene questa iniziativa. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Molti di questi punti, in realtà, sono stati discussi, perché effettivamente nel frattempo si è svolta una Commissione. Però oggi ho appreso, di fatto, due notizie: la prima è che, dalle sue parole, mi sembra di aver capito che è stato individuato il Segretario Generale (mi sembra di capire che sia stato individuato e non contrattualizzato). Vorrei sapere con quale criterio sia stato individuato, chi sarà effettivamente il Segretario Generale, se sia stato definito anche già lo stipendio e con quale criterio. La seconda novità è che finalmente anche lei parla di costi di promozione legati ai costi dell'evento. Io avevo già avuto modo di discutere con lei in Commissione in tal senso. Non so come faccia lei a considerarli costi indiretti, quando, a mio avviso, sono costi ancora più diretti degli altri, perché effettivamente, se la Città non li avesse spesi nella promozione di questo evento, li avrebbe spesi per la cultura o per la promozione di altri eventi locali, magari non grandi eventi come il Jazz Festival, ma sarebbero comunque state delle risorse a disposizione della Città. Trattandosi di risorse che erano a disposizione della Città, del Bilancio della Città, e quindi non provenienti da quelle famose sponsorizzazioni, c'era la totale discrezionalità, da parte della Città, di decidere come investirli o come spenderli. Questo mi sembra evidente. Allora, più costi diretti di questi, dove c'è una scelta politica di spenderli in tale evento, sinceramente mi chiedo quali possano essere. Allora, Assessore, al di là delle idee che abbiamo sul Jazz Festival, che sono evidentemente diverse, smettiamo anche di dire che il Festival alla Città è costato 200.000,00 Euro, perché a questo punto sono 900.000,00 Euro, meno 700.000,00 Euro di sponsor, rimangono 200.000,00 Euro a carico della Città, più 220.000,00 Euro di comunicazione. Poi non voglio parlare del capitolo "sponsor", su cui si potrebbe aprire tutta un'altra discussione. Quindi, alla fine, di fatto, si tratta di 400.000,00 Euro che la Città decide di investire su tale evento. Ora, io ho forti perplessità e aspetto - ma lei aveva già dato disponibilità in tal senso - di discutere a evento chiuso, ovviamente in Commissione, relativamente a quanto è avvenuto e quali sono stati i flussi effettivi. Sono contenta che quest'anno avremo dei dati più certi su cui potremo effettivamente discutere. Rimango anche perplessa nel sentire l'Assessore che chiede a me come si possa fare un bando per trovare un direttore artistico. La domanda la faccio io a lei. Certo che si può! Perché non si può? È una scelta. Si può tranquillamente fare un bando. Si può tranquillamente fare una chiamata di interesse e verificare se c'è qualcuno, in base a dei requisiti, che comunque si vorrebbe proporre. Ribadisco che non metto assolutamente in discussione la qualità del soggetto che è stato scelto, ma sinceramente mi sembra impensabile che su tutto il territorio, nazionale e internazionale, possa esistere solo una persona con i requisiti che lei ha in mente. Se lei ha in mente dei requisiti, ben venga, pubblichiamoli; magari ci sarà qualcun altro che mostrerà interesse; tra l'altro, a mio avviso, sarebbe opportuno fare questo per l'interesse della Città intera e anche per l'interesse dell'evento. Non voglio assolutamente mettere in discussione, in questa sede, la qualità di Zenni, però sinceramente, se si vuole andare verso la trasparenza e se si vuole, in qualche modo, coinvolgere il più possibile il territorio e dare rilevanza a questo evento, non capisco (e quindi, sinceramente, non capisco perché lei rivolga a me la domanda, io gliela ribalto) quali siano gli impedimenti, se non la volontà, di muoversi, in qualche modo, con un bando o una richiesta di manifestazione di interesse, che può essere. A mio avviso, si può tranquillamente trovare la forma, se c'è la volontà di farlo. Ad ogni modo, riprenderemo la discussione in Commissione per il futuro Jazz Festival, che immagino, dalle sue parole, comunque ci sarà anche nel 2014. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |