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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 29 Aprile 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2013-01051
"ATTIVITA' DELLA FONDAZIONE PER LA CULTURA ONLUS PER IL TORINO JAZZ FESTIVAL 2013" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 7 MARZO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301051/002, presentata in
data 7 marzo 2013, avente per oggetto:

"Attività della Fondazione per la Cultura Onlus per il Torino Jazz Festival 2013"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Anche in questo caso, ovviamente, mi limiterò a rispondere ai quesiti proposti, spero,
nella maniera più chiara possibile.
Come voi sapete, in questo momento la Fondazione non ha ancora provveduto alla
concreta attuazione della figura del Segretario Generale, pur avendolo individuato,
ma non ancora contrattualizzato.
Sulla base dello Statuto vigente, il Consiglio direttivo della Fondazione ha proceduto
a conferire a me, in qualità di Vicepresidente, tutte le deleghe, per consentire di
sottoscrivere tutti gli impegni necessari per attuare le diverse manifestazioni previste,
secondo le regole che lo Statuto prevede. Quindi, in funzione di Vicepresidente, in
questo periodo ho provveduto, di fatto, ad assolvere anche le funzioni che saranno
assegnate concretamente al Segretario Generale.
Con questo, credo di aver risposto anche al secondo quesito.
Per quanto riguarda il terzo quesito, nel quale si chiede quale sia il costo totale
dell'intero Festival e come sia finanziato, ribadisco qui quanto ho già avuto modo di
dichiarare in sede di Commissione: il costo complessivo del Festival, inteso come
costo diretto - e poi spiegherò per quale motivo -, quindi tutta la parte tecnica,
ovviamente il pagamento degli artisti, tutta la fonica, tutti i servizi acclusi a una
manifestazione di questo genere, è complessivamente di 900.000,00 Euro. Di questi
900.000,00 Euro, 715.000,00 Euro sono stati, anche in questo caso, reperiti con gli
sponsor dell'iniziativa.
A latere - e io ritengo che sia corretto così - dei costi diretti di questa manifestazione,
vi sono poi 220.000,00 Euro di investimento in promozione del Festival, che
ovviamente è promozione della Città, unitamente ad una manifestazione di questo
genere. Questi soldi rientrano nei capitoli di spesa affidati ordinariamente al mio
Assessorato per provvedere alla promozione della Città. Come voi ricorderete, la
delega che mi è stata attribuita è di Cultura, Turismo e Promozione della Città di
Torino.
Quindi, al di là di alcune campagne di carattere generale, credo che la promozione
della Città di Torino si faccia concretamente promuovendo le attività e le
manifestazioni che si tengono a Torino durante l'anno, quindi credo che sia giusto
considerare questo costo un costo indiretto e non riferito esclusivamente al Festival.
Voglio essere ancora più chiaro: ove anche non ci fosse stato il Festival, quella
somma sarebbe stata utilizzata nell'ambito dei progetti di promozione della Città su
altre manifestazioni o comunque sarebbe stata destinata - come dice il titolo - a
promuovere l'immagine della nostra Città.
Per quanto riguarda il quarto punto, ovviamente il direttore artistico del Festival è
stato indicato dal Comitato Direttivo della Fondazione con una propria deliberazione.
Il contratto relativo a questa posizione è stato sottoscritto da me, proprio in quanto
delegato, da parte del Consiglio, a formalizzare gli atti. Ovviamente, anche in questo
caso non ritengo opportuno fornire in seduta pubblica dati relativi al suo guadagno -
diciamo così - rispetto al suo compenso pattuito.
Anche in questo caso, con la pratica dell'accesso agli atti, con tutti gli elementi di
riservatezza connessi a tale procedura, sarà possibile entrare in possesso anche di
questa informazione.
Per quanto riguarda la nomina del direttore artistico, credo che in questo caso si
debba procedere ad una identificazione concreta da parte del Consiglio Direttivo. A
mio avviso, sarebbe impossibile gestire una procedura di bando; vorrei sapere come
si potrebbe fare un bando, nella ricerca di un direttore artistico di una manifestazione
come questa, quali sono i presupposti, quali sono i requisiti che si dovrebbero
iscrivere nel bando, quante sarebbero le domande che giungerebbero da parte di
musicisti, organizzatori, eccetera.
A questo proposito vorrei precisare che, fin dall'inizio di questa avventura (che, però,
mi pare che, nonostante tutto, si stia svolgendo anche quest'anno in maniera
assolutamente favorevole), io ho pensato che il direttore artistico di questo Festival
non potesse essere un musicista, perché, se lo fosse, rappresenterebbe la sua opinione
della musica jazz; non potesse essere un organizzatore musicale, perché ogni
organizzatore musicale ha, ovviamente, i suoi punti di riferimento e rischia di
escluderne altri. Non potesse essere un agente che lavora nel settore, perché avrebbe
ovviamente il suo portafoglio artisti.
Abbiamo cercato - e io credo che con Stefano Zenni l'abbiamo finalmente trovata -
una persona di assoluta autorevolezza. Vorrei ricordare a tutti che oggi Stefano Zenni
è considerato, probabilmente, uno dei principali conoscitori di jazz, sicuramente
italiani, ma anche a livello mondiale, una persona terza, rispetto a questi indirizzi, in
grado, insieme a noi, di caratterizzare questo Festival in maniera molto positiva.
Per quanto riguarda il modo in cui si sia riusciti a fare il Festival in assenza di
organico riferito, oltre ad avere Stefano Zenni, abbiamo provveduto anche ad avere,
per le parti organizzative, un contratto di collaborazione con Claudio Merlo, che
ormai nella Città è un punto di riferimento certissimo per tutti gli aspetti
organizzativi (basta pensare che Claudio Merlo è il professionista che sta seguendo la
Città fin dalla nascita di "Settembre Musica", quindi in tutte le edizioni di quel
Festival, che per complessità organizzativa non è seconda a nessuno), così come
abbiamo provveduto a fare dei contratti di collaborazione professionale per le singole
manifestazioni, per esempio per il direttore di produzione, che, a norma di Legge, è
necessario avere soprattutto per aprire i cantieri relativi al posizionamento dei palchi
e a tutte le normative di sicurezza che giustamente siamo tenuti e impegnati a
seguire.
Infine, per quanto riguarda l'ultima domanda, al sesto punto, come ho già detto in
Commissione - e lo ribadisco anche in questa sede -, gli elementi di valutazione di
questo evento, dal punto di vista turistico, per fortuna quest'anno saranno oggettivi,
perché, dal punto di vista del turismo tradizionale (quindi dell'occupazione delle
stanze alberghiere, dei bed and breakfast e di tutte le strutture di accoglienza), come
il Consigliere ricorderà, a partire dall'aprile dell'anno scorso, secondo trimestre
dell'anno 2012, è stata avviata la tassa di soggiorno. Questo ci consentirà di avere dei
dati sufficientemente analitici e certi, per poter fare un paragone tra i dati
dell'affluenza turistica nel periodo considerato del Festival dell'anno scorso contro i
dati dell'affluenza turistica di quest'anno.
Sarà una semplice comparazione: finalmente, mele con mele e non mele con pere.
Quindi, dal punto di vista dell'accoglienza alberghiera e turistica, avremo la
possibilità di avere un dato di raffronto assolutamente utile.
In più, siccome ho già detto più di una volta - e basta girare per la città in questi
giorni per rendersene conto - che apparentemente tantissime persone vengono a
Torino anche per una giornata (ovviamente vi è un turismo che non si ferma solo nei
nostri alberghi durante la notte), proprio per questo motivo, siccome vogliamo fare le
cose seriamente e dal momento che riteniamo che il "Festival Jazz" sia una bella
iniziativa da far crescere e da tutelare, quest'anno, insieme alla "Fondazione
Fitzcarraldo", abbiamo commissionato un'indagine, che è in corso nei giorni del
"Festival Jazz" con un questionario, che cerca, ovviamente su base statistica (ripeto,
come voi sapete, la "Fondazione Fitzcarraldo" agisce in questo settore con una
strumentazione ormai acclarata, tant'è che è la Fondazione che viene utilizzata anche
dalla Camera di Commercio per tutte le analisi sulle iniziative), non solo di
raccogliere delle valutazioni qualitative sul Festival, ma anche di capire quante
persone sono percentualmente venute a Torino per il "Festival Jazz", quante persone
sono venute attratte da quale tipo di comunicazione, in modo tale che tutti questi dati
possano portarci - io credo su una base scientifica - a poter far crescere bene questa
iniziativa.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Molti di questi punti, in realtà, sono stati discussi, perché effettivamente nel
frattempo si è svolta una Commissione. Però oggi ho appreso, di fatto, due notizie: la
prima è che, dalle sue parole, mi sembra di aver capito che è stato individuato il
Segretario Generale (mi sembra di capire che sia stato individuato e non
contrattualizzato). Vorrei sapere con quale criterio sia stato individuato, chi sarà
effettivamente il Segretario Generale, se sia stato definito anche già lo stipendio e
con quale criterio. La seconda novità è che finalmente anche lei parla di costi di
promozione legati ai costi dell'evento.
Io avevo già avuto modo di discutere con lei in Commissione in tal senso. Non so
come faccia lei a considerarli costi indiretti, quando, a mio avviso, sono costi ancora
più diretti degli altri, perché effettivamente, se la Città non li avesse spesi nella
promozione di questo evento, li avrebbe spesi per la cultura o per la promozione di
altri eventi locali, magari non grandi eventi come il Jazz Festival, ma sarebbero
comunque state delle risorse a disposizione della Città.
Trattandosi di risorse che erano a disposizione della Città, del Bilancio della Città, e
quindi non provenienti da quelle famose sponsorizzazioni, c'era la totale
discrezionalità, da parte della Città, di decidere come investirli o come spenderli.
Questo mi sembra evidente.
Allora, più costi diretti di questi, dove c'è una scelta politica di spenderli in tale
evento, sinceramente mi chiedo quali possano essere.
Allora, Assessore, al di là delle idee che abbiamo sul Jazz Festival, che sono
evidentemente diverse, smettiamo anche di dire che il Festival alla Città è costato
200.000,00 Euro, perché a questo punto sono 900.000,00 Euro, meno 700.000,00
Euro di sponsor, rimangono 200.000,00 Euro a carico della Città, più 220.000,00
Euro di comunicazione. Poi non voglio parlare del capitolo "sponsor", su cui si
potrebbe aprire tutta un'altra discussione. Quindi, alla fine, di fatto, si tratta di
400.000,00 Euro che la Città decide di investire su tale evento.
Ora, io ho forti perplessità e aspetto - ma lei aveva già dato disponibilità in tal senso -
di discutere a evento chiuso, ovviamente in Commissione, relativamente a quanto è
avvenuto e quali sono stati i flussi effettivi. Sono contenta che quest'anno avremo dei
dati più certi su cui potremo effettivamente discutere.
Rimango anche perplessa nel sentire l'Assessore che chiede a me come si possa fare
un bando per trovare un direttore artistico. La domanda la faccio io a lei. Certo che si
può! Perché non si può? È una scelta. Si può tranquillamente fare un bando. Si può
tranquillamente fare una chiamata di interesse e verificare se c'è qualcuno, in base a
dei requisiti, che comunque si vorrebbe proporre. Ribadisco che non metto
assolutamente in discussione la qualità del soggetto che è stato scelto, ma
sinceramente mi sembra impensabile che su tutto il territorio, nazionale e
internazionale, possa esistere solo una persona con i requisiti che lei ha in mente. Se
lei ha in mente dei requisiti, ben venga, pubblichiamoli; magari ci sarà qualcun altro
che mostrerà interesse; tra l'altro, a mio avviso, sarebbe opportuno fare questo per
l'interesse della Città intera e anche per l'interesse dell'evento.
Non voglio assolutamente mettere in discussione, in questa sede, la qualità di Zenni,
però sinceramente, se si vuole andare verso la trasparenza e se si vuole, in qualche
modo, coinvolgere il più possibile il territorio e dare rilevanza a questo evento, non
capisco (e quindi, sinceramente, non capisco perché lei rivolga a me la domanda, io
gliela ribalto) quali siano gli impedimenti, se non la volontà, di muoversi, in qualche
modo, con un bando o una richiesta di manifestazione di interesse, che può essere. A
mio avviso, si può tranquillamente trovare la forma, se c'è la volontà di farlo.
Ad ogni modo, riprenderemo la discussione in Commissione per il futuro Jazz
Festival, che immagino, dalle sue parole, comunque ci sarà anche nel 2014.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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