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CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301578/002, presentata in data 8 aprile 2013, avente per oggetto: "Defunti torinesi: lapidi virtuali, lucro reale" CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Su tale materia, ho già risposto poche settimane fa ad un'interpellanza presentata dal Consigliere Curto. Rispondo cercando di sintetizzare essenzialmente le informazioni e rispondendo alle domande contenute nell'interpellanza del Consigliere Bertola. Le disposizioni di Legge a cui si fa riferimento sono essenzialmente 3: l'articolo n. 52 del D.P.R. 285/90 e l'articolo n. 53 sempre dello stesso D.P.R.; la Legge Regionale del 2007 articolo n. 7; il Regolamento Comunale, in particolare l'articolo n. 32 "Atti a disposizione del pubblico". Queste sono le fonti normative di riferimento rispetto a tale materia. In rapporto a questo, si può dire quanto segue. Secondo le disposizioni di Polizia Mortuaria, dev'essere tenuto un registro dei defunti sepolti o movimentati nei cimiteri. La Legge Regionale estende tale obbligo, prevedendo una pubblicità rafforzata, anche per i defunti non sepolti nei cimiteri, ma le cui ceneri sono andate in dispersione o in affido. Il Regolamento Comunale dispone che il Servizio Cimiteriale assicuri la più ampia informazione in ordine all'ubicazione dei defunti. La struttura informativa. Dal 2004, presso i cimiteri, è attivo un servizio di ricerca dei defunti utilizzato dai visitatori cimiteriali tramite 10 chioschi automatizzati (i "totem" che vediamo). Dal 2008, presso il "Luogo del ricordo" al Cimitero Monumentale è attivo un apposito chiosco, che riporta i nomi di tutti i defunti (che corrisponde alla Legge Regionale), conferiti nel cinerario, oppure dispersi in natura o affidati ai familiari, gestito dagli Uffici torinesi. Dal 2009, la ricerca dei defunti è anche online, sul sito www.comune.torino.it/servizionline/cimiteri/user.php. Le informazioni rese pubbliche sono semplici e non sensibili; consistono in quelle anagrafiche, utili ad individuare il defunto, evitando omonimie: nome e cognome del defunto, data di nascita e di morte, eventuale nome del coniuge e di ubicazione della sua sepoltura: cimitero, zona, numero di sepoltura, mappa. Quello che ha comportato maggiori problemi è il nome del coniuge, ma è quello che ci serve per evitare le omonimie, nel senso che le omonimie sono tante e con l'aggiunta del coniuge, in realtà, si riesce ad individuare il defunto che si sta ricercando, sia esso familiare, sia esso un amico o un'amica. La banca dati cimiteriale è di proprietà del Comune, risiede sul sito della Città e viene aggiornata secondo le movimentazioni operate dalla società AFC e registrate sul sistema di gestione informatica dei dati cimiteriali. Utilità sociale del defunto online. Dal momento della sua istituzione, il servizio di ricerca dei defunti online è stato utilizzato da migliaia di cittadini, che hanno potuto individuare le tombe dei loro defunti senza doversi mettere in coda presso gli Uffici. Più altre operazioni di informazione sulle esumazioni e quant'altro. Ad oggi, sono 154.762 le ricerche effettuate da casa e 11.000 quelle avvenute tramite telefono cellulare. Il collegamento online viene, inoltre, utilizzato per entrare in contatto con gli Uffici per le richieste di informazione e per le segnalazioni. Molti, ormai, sbrigano sostanzialmente tutte le pratiche tramite questo servizio. I fatti. Presumibilmente, tra il 19 e il 20 dicembre 2011, la banca dati cimiteriale viene fatta oggetto di una massiva approvazione di dati da parte di terzi. Immediatamente dopo, vengono attivate azioni per la tutela dei dati cimiteriali, introducendo l'obbligo della digitazione manuale del codice CAPTCHA (test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani), che dovrebbe costituire un ostacolo alle consultazioni automatizzate. Contestualmente, si avvia un'interlocuzione con l'Autorità Garante a Roma e il Difensore Civico presso il Consiglio Generale. Viene diramato un avviso sull'accaduto sul sito AFC, che dice: "I dati dei defunti e dei coniugi pubblicati sul sito della Città sono pubblici e servono ad informare i cittadini che vogliono cercare la tomba di un proprio caro". La Legge sulla privacy, n. 196/2003 articolo n. 24, prevede che i dati provenienti da pubblici registri possano essere trattati senza consenso. Ci è stato segnalato che privati hanno utilizzato a fini commerciali i dati dei defunti pubblicati online a scopo informativo del Comune di Torino. Questi signori, che hanno agito in diverse Città, hanno creato dei cimiteri virtuali, in cui a pagamento è possibile inviare una cartolina floreale o accendere un lumino, sempre sul sito ovviamente, non sulla sepoltura reale del defunto presso il cimitero. Per fare chiarezza, si è chiesto al Garante di verificare se sia legale acquisire i dati pubblici per utilizzarli in questo modo. Come Servizi Cimiteriali vogliamo ribadire ai cittadini, a nostra tutela ed estraneità, che i dati conservati nella banca dati cimiteriale non sono mai stati ceduti a terzi. Dopo il dicembre 2011, non si conoscono ulteriori azioni di questo genere. L'Autorità Garante dei dati personali, dopo una prima richiesta di ulteriori chiarimenti di fine ottobre 2012, non ha ancora fornito il proprio parere su quanto segnalato, nonostante i recenti solleciti. Mi sembra di poter dire, però, che dovremmo essere abbastanza vicini al fatto che il Garante ci dia un'indicazione. In merito all'ultimo quesito, in realtà noi non abbiamo ricevuto nessuna denuncia da parte dei cittadini. Abbiamo avuto 5 reclami sui 154.000, essenzialmente legati al fatto di aver ricevuto poi questa proposta di marketing da parte di questa Società americana, che ha sede legale in Umbria. Delle 5 contestazioni, alle quali l'Ufficio ha risposto formalmente evidenziando l'estraneità, 4 non hanno avuto per il momento alcuna ulteriore reazione. Abbiamo ancora un caso, invece, che si può dire non risolto nella contestazione, nel senso che la signora interessata ci chiede sostanzialmente di cancellare il nome, in particolare del padre, dal sito, senza però darci alcuna giustificazione o motivazione, né di ordine di sicurezza, né di altro tipo. Per cui, in realtà, non abbiamo alcuna denuncia; abbiamo ancora una contestazione da parte di una cittadina a cui non siamo ancora giunti ad una definizione. Ovviamente, se ci fosse una motivazione per procedere alla cancellazione, la si prenderebbe in considerazione e credo anche positivamente. Detto questo, quali sono le azioni? A fronte del fatto che c'è già un'azione legale da parte dell'Umbria, essendo lì la sede legale di questa Società, noi siamo in attesa di una risposta da parte del Garante (se è possibile o meno, se infrange la Legge o no) e, sulla base di questo, ovviamente, verificheremo se ci siano le condizioni per avviare anche noi una contestazione formale e un giudizio sul merito di questa che consideriamo comunque una violazione, che è successa a fine 2011. Per fortuna, avendo anche adottato quel criterio (non so se è quello o è un altro), in realtà, non abbiamo più avuto problemi. Ovviamente, per quanto mi concerne, teniamo sotto controllo la questione. A fronte, però, di questo grande utilizzo e del fatto che, alla fine, le persone che hanno chiesto chiarimenti o che hanno fatto una lieve contestazione sono 5 (di cui con 4 abbiamo sostanzialmente chiarito le posizioni, assolutamente soddisfatte da parte delle famiglie interessate), per il momento non abbiamo preso decisioni riguardo al fatto di sospendere l'anagrafe cimiteriale, così come è stata impostata nelle diverse fasi, cioè a partire dal 2004 fino ad arrivare, poi, al 2008 avendo il sito a disposizione di tutti i cittadini. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per la dettagliata risposta su questa materia, che devo dire ha suscitato parecchio scalpore in diverse persone, nel senso che sui giornali credo sia apparsa per quest'ultimo caso che lei citava, però, quando poi se n'è parlato in rete, moltissime persone sono andate a controllare e hanno visto apparire i nomi dei propri parenti defunti sia su questo sito americano sia sul sito del Comune e molti si sono chiesti: "Come mai? Io non ho mai dato l'autorizzazione. Perché questi dati sono lì? Io non ho piacere" e così via. È vero che la Legge stabilisce che questi dati siano pubblici, però il fatto che i dati siano pubblici non implica automaticamente che sia né obbligatorio né tanto meno legittimo necessariamente pubblicarli in maniera che siano accessibili a tutti. Banalmente, gli stessi dati anagrafici, tra cui ricadono anche questo genere di dati, non sono pubblici, nel senso che non è che io mi posso presentare all'Anagrafe e dire: "Dato che i dati anagrafici sono pubblici, datemi l'elenco di tutti i cittadini di Torino con il luogo e la data di nascita". C'è comunque una regolamentazione dell'accesso in base all'interesse che ha il cittadino che chiede l'accesso. In questo caso, credo che sarebbe opportuno, forse, introdurre nel nostro sistema una qualche forma o di opzione da parte della famiglia o, magari, anche solo di controllo un pochino più ristretto sull'accessibilità di questi dati, perché, se io adesso vado sul sito e provo ad inserire un nominativo, è vero che mi viene chiesto un controllo per verificare che io sono una persona, tramite quei meccanismi che si chiamano CAPTCHA per controllare che non sia un sistema automatizzato che prova ad inserire tutti i nomi per scaricarseli tutti, però, comunque, anche in quel modo, se io inserisco una frase, qualche lettera, eccetera, facilmente ottengo elenchi di centinaia e centinaia di defunti, che, a quel punto, potrei anche velocemente copiare, mettere sul mio sito e trattare in ogni modo. Allora, se lo scopo di pubblicare i dati dei morti è permettere di controllare che una determinata persona che si conosce sia viva o morta, sia sepolta qui e dove, potrebbe essere sufficiente chiedere, a chi vuole saperlo, di inserire il nome e la data di nascita, insomma verificare che conosca effettivamente la persona, quindi non elencando tutti quelli che si chiamano "Pippo" di cognome o tutti quelli con il cognome che inizia per "P", ma, se io conosco Mario Rossi nato a Torino il..., allora, a quel punto, posso sapere dal sistema se è morto, se è sepolto a Torino e dove. Quindi, credo che questa potrebbe essere una via di mezzo, che, permettendo di restituire un dato alla volta, renda praticamente impossibile anche questo genere di copiatura di massa dei dati, al di là delle volontà effettive dell'Amministrazione che, ovviamente, non erano quelle di permettere l'accesso all'intero elenco dei defunti torinesi. Dopodiché, capisco che, a questo punto, forse, sia meglio aspettare il parere del Garante, che è l'Autorità preposta a dirci come ci dobbiamo comportare (sperando di sollecitarlo un pochino, perché è un anno e mezzo che lo aspettiamo e, forse, sarebbe ora che arrivasse), però chiederei comunque che ci fosse una certa forma di restrizione sull'accessibilità di questi dati. Quindi, va bene pubblicarli, perché effettivamente sono un servizio anche previsto, però magari con un pochino più di controllo su chi vi accede ed evitando assolutamente forme di accesso di massa a liste di decine, centinaia di nomi. Il Vicesindaco, ad un certo punto, ha accennato al Regolamento e io, leggendo il Regolamento Cimiteriale, non ho trovato alcun accenno alle modalità di questa pubblicazione. Tra l'altro, avendo anche consultato alcuni pareri legali, credo che sia opportuno comunque che la Città abbia chiaramente, nel suo Regolamento, le modalità di pubblicazione di accesso a questi dati, anche perché, proprio dal punto di vista legale, non è detto che, senza un Regolamento con cui la Città stabilisce come si può accedere a questi dati, sia automaticamente legittimo pubblicarli senza alcun tipo di controllo. Per cui, credo che, a garanzia di tutti, sarebbe bene, comunque, mettere per iscritto, magari nel Regolamento, la modalità di accesso e di gestione di questi dati. CASSIANI Luca (Consigliere f.f. di Presidente) L'interpellanza è discussa. |