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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 15 Aprile 2013 ore 18,00
Paragrafo n. 6
MOZIONE 2012-06785
(MOZIONE N. 23/2013) "SOSPENSIONE DI OGNI INIZIATIVA CON SAN PIETROBURGO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI VIALE E NOMIS IN DATA 29 NOVEMBRE 2012. [Testo coordinato]
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201206785/002, presentata
dai Consiglieri Viale e Nomis in data 29 novembre 2012, avente per oggetto:

"Sospensione di ogni iniziativa con San Pietroburgo".

LEVI Marta (Vicepresidente)
A questa proposta di mozione è stato presentato 1 emendamento dal Consigliere
Genisio e 1 subemendamento dal Consigliere Viale, che assumerei direttamente nella
mozione.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Non entro nel merito della questione, perché è abbastanza nota e chi vuole si può
leggere la mozione, ma voglio semplicemente puntualizzare che la mozione, nel testo
iniziale, chiedeva di sospendere ogni iniziativa con San Pietroburgo.
Nell'emendamento presentato dal Consigliere Genisio c'è scritto: "Non prendere
nuove iniziative" (forse non sono queste le parole esatte). Nel mio subemendamento
c'è scritto: "Non prendere nuove iniziative senza far presente la posizione contraria
della Città"; è scritto diversamente ma si può mettere a posto.
Questo salvaguarda la posizione contraria della Città, facendola presente ogni volta
che organizziamo delle iniziative con San Pietroburgo, ma non blocca le iniziative,
esattamente come accade, purtroppo o per fortuna, con tanti altri Paesi (dall'Arabia
Saudita alla Cina, alla vecchia questione del Sudafrica, a Israele) per quanto riguarda
i boicottaggi e altre iniziative di questo genere.
In questo modo ogni volta si distinguono le iniziative nei confronti delle quali la
Città fa presente la propria posizione contraria a quella Legge approvata dal
Parlamento di San Pietroburgo, che peraltro sta diventando un'iniziativa anche del
Parlamento della Federazione Russa e di altri Stati.
Su questo argomento hanno approvato delle mozioni sia il Consiglio Comunale di
Venezia, sia quello di Milano. Faccio presente che le mozioni del Consiglio
Comunale non sono vincolanti, però Milano ha sospeso un gemellaggio e né Milano
né Venezia hanno iniziative in corso o programmate, mentre la Città di Torino si
trova in una situazione leggermente diversa.
Accogliendo l'emendamento presentato dal Consigliere Genisio, subemendato dal
sottoscritto, credo che la mozione perda il significato originario (si dovrà modificare
anche l'oggetto), ma alla fine rappresenti una buona mediazione per una Città attenta
a questi problemi, che utilizza questo strumento come pungolo nei confronti della
comunità di San Pietroburgo. Quindi, le relazioni sono mantenute, ma ogni volta
viene ribadita la posizione della Città di Torino e della Comunità internazionale -
almeno quella europea, visto che analoghe posizioni sono state prese più volte in
sede europea - nei confronti di questo revanscismo omofobo della Federazione
Russa.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Viale, il suo subemendamento dice: "Non attivare nuove iniziative
nell'ambito del rapporto bilaterale di collaborazione, senza far presente alle autorità
di San Pietroburgo la contrarietà della Città di Torino alla Legge del Parlamento di
San Pietroburgo del 29 febbraio 2012". Ho inteso bene?

VIALE Silvio
Esattamente come lo intendevo io, grazie.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Credo che il testo, con l'emendamento del Consigliere Genisio e il subemendamento
del Consigliere Viale, possa essere un buon punto di sintesi.
Volevo far presente al Consiglio una cosa che riguarda questa vicenda, ma che
interessa in generale vicende analoghe. Quando si pone un problema di violazione o
compressione dei diritti in qualche Paese, scatta spesso immediatamente la
convinzione che un atteggiamento di tipo puramente sanzionatorio sia efficace.
Se mi permettete, avendo per tantissimi anni fatto politica estera, vi garantisco che
non è così. È esattamente vero il contrario, cioè meccanismi sanzionatori possono
anche essere adottati, se non sono l'unico strumento con cui si interviene su una
situazione che ha una criticità in termini di diritti, perché ogni meccanismo
puramente sanzionatorio erige un muro, che rafforza unicamente i dispositivi di chi,
al potere, ha adottato certe decisioni. E indebolisce, o certamente diminuisce la
possibilità d'azione di chi invece si oppone a quella violazione del diritto.
Faccio un esempio molto concreto, che deriva da una delle varie esperienze che ho
fatto. Per anni ho dovuto gestire il dossier turco, per conto del Governo italiano; uno
dei problemi che si era posto, anni fa, con i rapporti con la Turchia era che la Turchia
aveva nel suo assetto normativo una serie di norme incompatibili con gli standard del
diritto europeo. Per cui, stante che la Turchia ha un regime di associazione
all'Unione Europea, si poneva un problema, perché qualsiasi Paese che abbia un
legame di associazione o di adesione all'Unione Europea, è tenuto al rispetto degli
standard dell'Unione stessa.
Il problema, come potete ben capire, era molto complesso, trattandosi non di un
piccolo, marginale Paese, ma della Turchia. C'è stata una lunga discussione in sede
europea e una conclusione di questa discussione (la cui delicatezza richiese la
partecipazione dei primi Ministri, nonché dei Ministri degli Esteri), fu di mettere in
campo ogni azione di moral suasion, di pressione, di condizionamento, di relazione
con la Turchia, ma non di adottare meccanismi sanzionatori.
Il risultato è stato che con la strategia molto forte di moral suasion, la Turchia negli
ultimi anni ha modificato molte di quelle norme, compresa la sospensione moratoria
sulla pena di morte, che determinavano quella criticità.
Vale anche in questo caso. Non c'è nessun dubbio che noi - almeno credo che sia
così, certamente per me è così - non possiamo condividere, in nessun modo,
qualsiasi misura legislativa che sia discriminatoria nei confronti dell'orientamento
sessuale di una persona; quindi, la contrarietà a quel provvedimento è, per quello che
mi riguarda, assolutamente non solo scontata, ma ovvia. Penso che dobbiamo anche
mettere in campo delle iniziative che manifestino in modo esplicito questo nostro
orientamento ai nostri interlocutori, in particolare a quegli interlocutori istituzionali
con cui abbiamo rapporti, come ad esempio le autorità di San Pietroburgo. Io l'ho già
fatto e mi propongo di farlo ulteriormente, reso più forte dalla mozione che adesso
approveremo. Ma un conto è mettere in campo ogni iniziativa che faciliti e favorisca
il superamento di quel provvedimento, che noi consideriamo sbagliato; altra cosa è
adottare misure che alla fine indeboliscono chi, in quel paese, sta facendo una lotta
per superare le discriminazioni.
Arrivo alla conclusione. Qualche settimana fa, ho ricevuto una richiesta da
un'istituzione di San Pietroburgo che si occupa di ragazzi, di una tournée del Teatro
Ragazzi di Torino in San Pietroburgo. Al mio interlocutore ho fatto presente che,
fermo restando la nostra disponibilità, però era in corso un dibattito nel Consiglio
Comunale di Torino su un provvedimento legislativo che noi non condividiamo.
Il mio interlocutore ha risposto che comprendeva e condivideva le ragioni che si
manifestavano in questa Sala, ma chiedeva di non adottare nessun provvedimento di
isolamento, perché questo avrebbe reso assolutamente più difficile condurre una
battaglia contro quelle discriminazioni.
Per questa ragione penso che la mozione, nel nuovo dispositivo proposto dai
Consiglieri Genisio e Viale, abbia un senso e sia un punto di sintesi che può
unificarci tutti, che esprime una netta contrarietà nei confronti di quel provvedimento
legislativo, ne chiede la rimozione e impegna questa Città a battersi in ogni sede, a
partire dalle relazioni che il Sindaco intrattiene con le autorità di quella città,
rendendo esplicito il nostro orientamento e mettendo in campo un'iniziativa che
possa favorire il superamento di una misura di discriminazione.
Con queste ragioni, penso che questa proposta di mozione, emendata con
l'emendamento presentato dal Consigliere Genisio e il subemendamento presentato
dal Consigliere Viale, possa essere votata da tutti.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Vi chiedo un attimo di attenzione. Il subemendamento presentato dal Consigliere
Viale dice: "Non attivare nuove iniziative nell'ambito dell'accordo bilaterale di
collaborazione, senza far presente alle autorità di San Pietroburgo la contrarietà della
Città di Torino alla Legge". Si potrebbe lasciare questo testo e aggiungere
l'emendamento del Consigliere Genisio: "Promuovere, nell'ambito dell'accordo
bilaterale di collaborazione, ogni possibile iniziativa volta a rafforzare la cultura dei
diritti delle persone GLBT e il superamento della Legge attualmente in vigore". Non
sono in contrasto, sono due punti dell'impegnativa.
Consigliere Genisio, accoglie il subemendamento presentato dal Consigliere Viale?

GENISIO Domenica
Sì, sono d'accordo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io penso che se questa maggioranza avrà bisogno di una fase 2 per trovare unità, più
che una fase 2 politica, sarà la grammatica italiana, con l'uso della doppia negazione,
che può fornire un valido appiglio per portare avanti le argomentazioni.
Voglio spiegare il perché, perché anch'io abbraccio gli emendamenti, perché di fatto
negano la versione originaria della mozione, perché le parole in italiano hanno un
significato e perché partiamo da un'impegnativa originaria che dice di fare marcia
indietro rispetto alle iniziative già predisposte per il Patto bilaterale. Aggiungo che
quello di creare delle partnership con realtà internazionali che portassero un respiro
maggiore, un collegamento davvero intercontinentale, per certi versi, alla nostra
Città, era un elemento di buon operato da parte del Sindaco, che anche
dall'opposizione potevamo di sicuro riconoscere.
Si passa quindi dal fare marcia indietro e revocare iniziative che sono già state prese
in considerazione, come, ricordo, la mostra dell'Ermitage al centro di Torino (quindi
non stiamo parlando di bazzecole, ma di opportunità culturali veramente prive di
confronto), fino ad arrivare al primo emendamento del Consigliere Genisio che recita
di non attivarne di nuove. Inoltre, il paradosso è che il subemendamento del
Consigliere Viale va ad ammorbidire ulteriormente fino a contraddire l'impostazione
originaria. Il Consigliere Genisio, infatti, si limitava a dire di non attivare nuove
iniziative, mentre adesso dice: "No, no ne attiviamo di nuove, però ricordiamoci,
ogni volta, di dire che siamo contrari". Meraviglioso.
Partiamo, quindi, dal dire che si fa marcia indietro (ed è questa l'impegnativa che
sarà stata venduta politicamente all'associazionismo GLBT in cui si dice: "Basta
accordo bilaterale con Putin omofobo, marcia indietro!"), mentre adesso diventa
un'impegnativa ad andare avanti. Ottimo.
Posso annunciare il mio voto favorevole alla nuova forma emendativa e il mio voto,
invece, contrario alla versione definitiva della mozione, perché si tratta di una
contraddizione in termini, per cui seguo la logica della contraddizione.
Sono, però, rassicurato dal fatto che l'interesse culturale della Città a non
interrompere una partnership con una realtà feconda e ricca come quella della
Federazione Russa, almeno sia salvo.
Vogliamo, però, avere l'onestà intellettuale di dire all'associazionismo GLBT che
non stiamo votando la sospensione o la marcia indietro da quell'accordo bilaterale,
ma che stiamo votando l'impegnativa a proseguire, con l'unico correttivo -
permettetemi - che andremo a dire a Putin che il Consiglio Comunale di Torino non è
d'accordo con quella Legge?
Credo che lo Zar Putin se la caverà con un "rinforzo di cuscini" e credo anche che
riuscirà a dormirci sopra la notte. L'importante è che il percorso di collaborazione tra
Torino e San Pietroburgo e tra l'Italia e la Federazione Russa, sul fronte culturale…
Non solo condivido la prospettiva del fatto che gli isolazionismi culturali siano la
peggior risposta ad una non condivisione di misure legislative altrui, ma quando si
parla di isolare, dobbiamo capire chi si isola da chi. Non credo che San Pietroburgo
debba temere di isolarsi da Torino. Ritengo sia Torino a dover temere di isolarsi da
un'opportunità culturale come quella che San Pietroburgo, con l'Ermitage, può
invece offrire.
Sono, quindi, rassicurato dal fatto che l'impegnativa sia assolutamente disinnescata;
mi auguro soltanto che si abbia l'onestà intellettuale di dire a tutto quel mondo che si
è mobilitato (e ricordava il Consigliere Viale tutte le, tra virgolette, "conquiste" - dal
loro punto di vista - di altre Amministrazioni), che noi qui a Torino non stiamo
facendo questo. Stiamo addirittura dicendo: "Avanti con la collaborazione Torino-
San Pietroburgo".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Vorrei rispondere, brevemente, alle sollecitazioni del Consigliere Marrone.
Innanzitutto, domani mattina la Città avrà in audizione, in Commissione, i
rappresentanti e i promotori del Festival GLBT di Torino, per dare un senso e un
significato di quanto questa Città fa sulle tematiche omosessuali, da 28 anni, con
questo Festival che è il più importante d'Europa. Questo è il primo punto.
In secondo luogo, voglio dire al Consigliere Marrone che ritengo che sia proprio
questa la formulazione che dobbiamo adottare, ossia non spiegando che si chiudono i
rapporti con tutti quelli che non rispettano i diritti umani, oppure che hanno delle
preclusioni (in questo caso la Federazione Russa, ma anche altri Stati non rispettano
alcuni diritti per noi fondamentali), ma continuando a dialogare, pur ritenendo che
quei comportamenti siano da condannare. Credo che questo sia il vero atteggiamento.
Per me, votare questo dispositivo, è un fatto di coerenza. Non avrei votato l'iniziale
dispositivo proposto dal Consigliere Viale, proprio perché non voglio prendere in
giro quel mondo, con il quale quotidianamente ci confrontiamo e al quale dobbiamo
dire che è giusto che abbia quel tipo di atteggiamento. È evidente che loro debbano
portare avanti una battaglia che li tocca dal punto di vista dei diritti, personalmente, è
altrettanto giusto che la Città continui un'opera di dialogo nella fermezza delle
proprie opinioni, come quella che sta facendo. Il Sindaco, l'Assessore Braccialarghe
e quest'Aula sono a testimoniarlo.
Questo lo spiegheremo domani mattina, come abbiamo fatto durante la conferenza
stampa. Sono gli atti concreti che rendono questa Città vicina a quei mondi e a quelle
culture, non sicuramente le demagogie che possono venire da una parte o dall'altra o
le negazioni che possono arrivare attraverso questi atti.
Credo che avremmo fatto un grave danno ai torinesi e alla comunità GLBT di Torino
e anche al Museo di San Pietroburgo, se avessimo votato una mozione che cessa,
taglia e censura i rapporti con quel mondo che - come giustamente ha detto lei - è
fecondo anche dal punto di vista culturale; probabilmente, su questi diritti, dovranno
ancora fare passi avanti, così come ne hanno fatti altri Paesi, pur mantenendo una
posizione di fermezza, così come è stato nei confronti del Sudafrica (e il Sindaco ha
ricordato i rapporti con la Cina, la Turchia eccetera).
Non è che non esponiamo materiale proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese
all'interno dei nostri musei, perché non condividiamo quelle che sono le pesanti
repressioni che il Governo cinese ogni giorno perpetra sul proprio territorio. Questo
non significa che non ci siano rapporti, non ci siano le Ambasciate e le
rappresentanze diplomatiche.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Aggiungo alcune brevissime considerazioni a quanto detto dal Consigliere Cassiani
che, ovviamente, mi trova d'accordo.
Credo che questa formulazione raggiunga assolutamente un punto di equilibrio che ci
permetta di salvaguardare tutti gli aspetti positivi della collaborazione e anche la
nostra coerenza e la nostra ferma contrarietà ad una modalità e ad un approccio
Legislativo inquietante, pericoloso, antistorico e antiscientifico, perché il DSM 4, da
anni, ha tolto l'omosessualità dalle malattie, ma, in realtà, la Legge prevede che sia
considerata una malattia. Credo, quindi, che questo sia il primo punto che dobbiamo
smontare e voglio considerarlo positivamente in termini di ignoranza scientifica,
perché altrimenti è peggio e significa avere a che fare - cosa che temo possibile - con
una concezione culturale omofobica e antistorica che può contagiare negativamente
anche le nostre comunità.
Proprio perché il protocollo articolato (che riguarda San Pietroburgo e può riguardare
anche rapporti con altre Città) fa riferimento anche ad aspetti di tipo scientifico,
legati alla tutela e alla promozione della salute, deve vedere questo aspetto come un
aspetto sul quale sviluppare determinate iniziative.
Per questo chiederei al Sindaco, sia di valutare come cambiare i protocolli in essere,
aggiornandoli e migliorandoli, sia di dare un segnale, a cominciare dai prossimi
giorni. Il Consigliere Cassiani ricordava che domani saranno auditi gli organizzatori
del "Cinema gay", quindi credo che il primo appuntamento nel quale dobbiamo dire
che ripudiamo quel tipo di approccio sia il "Cinema gay", facendo riferimento alla
scelta di mantenere in essere le iniziative e di caratterizzarci per fare passi avanti in
questa direzione. Diciamo questo davanti alla comunità gay, e non solo, perché il
"Cinema gay" è un grande appuntamento che non riguarda solo la comunità gay ed è
il secondo al mondo per importanza.
Con lo scenario internazionale interessato da questo evento, credo possiamo prendere
posizione in modo autorevole.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
La discussione di oggi, secondo me, è un po' surreale, perché rispetto a quello che è
successo in Commissione, sembra di vedere un altro film. Su questo sono d'accordo
con il Consigliere Marrone.
Mi dispiace che non ci sia l'Assessore Spinosa in Aula, perché aveva preso una
posizione netta, a mio avviso, ed è un peccato che oggi non partecipi alla
discussione, mentre invece in Commissione era stata presente.
Intervengo solo per dichiarare che voteremo in modo contrario agli emendamenti
proposti, poiché, in Commissione, mi ero espressa in modo favorevole alla proposta.
Non ripeterò qui le osservazioni che ho fatto in Commissione. Volevo mettere a
verbale che mi dispiace e che è un peccato non sentire la voce dell'Assessore
Spinosa (e comprendo la presenza del Sindaco che giustamente ha le deleghe in
materia), visto che tutta la discussione che abbiamo fatto in Commissione Pari
Opportunità l'ha vista presente e si è svolta non tanto sull'aspetto, ribadisco,
commerciale, bensì su quello dei diritti su cui l'Assessore stesso ha le deleghe.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Devo replicare al Consigliere Marrone e al Consigliere Appendino. Potrei cavarmela
dicendo che l'obiettivo di far trovare un documento il più avanzato possibile, faccia
sì che uno compia un passo indietro. Ciò sarebbe politicamente corretto e non ci
sarebbe alcun errore.
Non dico solo questo; precedentemente, ho fatto un'affermazione in più. È chiaro
che ho presentato una mozione molto decisa e molto secca, perché molti di noi sono
stati presi in contropiede. Il giorno in cui c'è stata la firma del Patto, infatti,
quest'ultima è stata sottovalutata: io ero in Commissione, non ci ho pensato e non
pensavo ci fosse il Governatore di San Pietroburgo. In questo Comune avvengono
tante cose e devo ammettere che uno non sempre le segue, peraltro non sono neanche
Capogruppo, per cui gran parte di queste, molte volte, mi arrivano in seconda
mandata.
Il provvedimento è lo stesso: dire "sospendere ogni iniziativa", era il punto di
partenza per far capire a molti Consiglieri che la posizione era netta e decisa.
Credo che in questi mesi, da novembre in poi, ci sia stata la discussione in
Commissione più volte (perché abbiamo audito le associazioni GLBT
precedentemente) e si sia arrivati a maturare un'evoluzione del problema che è quella
che ritengo più corretta. Lo dico con molta franchezza, perché siamo di fronte ad una
questione grave, e chiaramente mi rivolgo soprattutto a chi ha una posizione analoga
alla mia di condanna e non a chi è a favorevole o condivide la posizione del
Parlamento di San Pietroburgo o della Federazione Russa (dell'Uganda non lo dico
nemmeno). Ritengo, infatti, che una cosa sia il boicottaggio che fu fatto nei confronti
del Sudafrica per una questione tipicamente razzista (ossia il fatto che i neri, e altri,
venissero discriminati in quanto razza) e un'altra cosa sia andare a discutere come, in
giro per il mondo, alcuni Paesi (e cito sempre l'Arabia Saudita) abbiano
discriminazioni nei confronti delle donne, degli omosessuali e tanti altri (e ci
aggiungo - lo dico al Consigliere Marrone, perché non faccio sconti a nessuno -
anche Cuba, fino a quando ha avuto una politica di quel tipo, e i Palestinesi).
Occorre, però, tener presente che una cosa è la posizione ferma, netta e l'agire nel
modo più utile per cercare di ottenere qualche cosa, un'altra è alzare un muro che
(sicuramente troverò alcune critiche dal mondo GLBT), alla fine, non porta a quel
tipo di posizione.
Concludo ricordando (per quanto riguarda la mia parte politica, me stesso) che
Emma Bonino, quando fu Ministro del Commercio Estero e guidò una delegazione in
Cina, fu anche allora criticata da molti che dissero: "Proprio lei va in Cina… il Tibet,
il Dalai Lama…" e via dicendo.
Però bisogna tener presente che quando si fa politica e ci si vuole impegnare nella
collettività, bisogna tenere presenti quali sono i punti fermi attorno; non basta alzare
una bandiera e sventolarla, perché questo lo si può fare in piazza, ma non si riesce ad
andare da nessun'altra parte.
Ecco perché credo che il testo del documento sia chiaro e sia una condanna. La
conclusione è meno forte dal punto di vista del precedente, per quanto riguarda
quell'aspetto, però è altrettanto chiara. Casualmente - l'ha fatto notare il Consigliere
Cassiani - tale documento coincide con l'inaugurazione del nostro Festival GLBT. Se
fossi… non dico il Sindaco, perché non chiedo a nessuno, però un bell'invito al
Sindaco di San Pietroburgo a partecipare al Festival GLBT lo farei. Ovviamente,
dico questo perché non sono il Sindaco. Se fossi il Sindaco, probabilmente, non lo
farei.
Mi ha sorpreso l'affermazione del Consigliere Cassiani sul fatto che non ospitiamo
materiale della Repubblica Popolare Cinese nei nostri musei. Questa mi giunge
nuova. Non so se ciò sia vero, però… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Avendo capito quello, mi è sembrato strano… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Ah, voleva dire il contrario. Ho mangiato alcune parole che ho
ascoltato. Va benissimo, è tutto chiaro. Mangio le parole a parlare, le mangio anche
ad ascoltare, quindi non c'è problema su questo.
Concludo questa parte e invito il Consiglio Comunale tutto a votare a favore, perché
l'aspetto fondamentale non è tanto il fatto che bloccheremo delle iniziative (perché la
mostra dell'Ermitage di San Pietroburgo nel centro di Torino è il posto migliore per
tutte le manifestazioni da fare in quel luogo), ma la posizione politica del Consiglio
Comunale che viene rappresentata.
Quindi, pur capendo la critica di chi ritiene che si poteva andare oltre, invito tutti a
votare, perché sarebbe un bel segnale se, sulla posizione che riguarda l'omofobia, il
Consiglio Comunale si trovasse in stragrande maggioranza a votare a favore.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Levi.

LEVI Marta
Volevo dire una parola al Sindaco e all'Assessore Braccialarghe, che non è in Aula,
ma che ha le deleghe della Cultura.
Avrei votato la mozione nella versione originale, così come l'aveva presentata il
Consigliere Viale. Ritengo, tuttavia, che l'emendamento che ha letto
precedentemente il Consigliere Genisio, ossia "promuovere, nell'ambito
dell'Accordo bilaterale, ogni possibile iniziativa volta a rafforzare la cultura dei
diritti LGBTI e il superamento della Legge attualmente in vigore a San Pietroburgo",
sia assolutamente qualificante ed è la ragione per cui sono disponibile a modificare e
a votare le modifiche alla mozione.
Vorrei però che l'impegno fosse reale da parte della Città di Torino e dell'Assessore
alla Cultura della Città di Torino, per proporre davvero a San Pietroburgo,
nell'ambito di questo Accordo bilaterale, iniziative contro le discriminazioni basate
sull'orientamento sessuale o l'identità di genere.
Quando verificheremo questa mozione (come è solito che il Consiglio Comunale
faccia), auspico, mi auguro, credo e spero che una serie di proposte siano state fatte
da parte della Città di Torino alla Città di San Pietroburgo.
Ci ritrovassimo in assenza di questo, avrebbe ragione il Consigliere Marrone a dire
avete… e poi avete fatto un gran passo indietro.
Non credo che la mozione, così come si propone di emendarla, sia un passo indietro,
potrebbe essere un passo avanti, purché si faccia quello che la mozione chiede.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Penso che l'emendamento del Consigliere Viale sia lo strumento giusto per restare
nelle questioni di cui parlava precedentemente il Sindaco. Vorrei, però, lasciare a
verbale di questo Consiglio Comunale alcune riflessioni proprio rispetto a quanto
diceva prima il Sindaco e che non mi convince fino in fondo.
Mi spiego. È vero quello che dice il Sindaco Fassino quando afferma che in questo
momento è necessario sostenere la società civile russa e aiutare quelle strutture,
quelle organizzazioni, anche statali, che sui diritti umani fanno una battaglia
quotidiana in Russia. Questo è un fatto.
Per anni mi sono occupato di questi temi; ho lavorato, per esempio, con la Città di
Voronezh, che è una delle più importanti Città della Russia occidentale, dove opera
un Gruppo molto importante, che è lo "Youth Human Rights Movement" e per anni
abbiamo costruito rapporti fra le Città italiane e le Istituzioni di quel territorio, a
supporto, per evitare la persecuzione locale nei confronti di queste organizzazioni dei
diritti umani.
C'è da dire, però, che questo lavoro deve avere uno sbocco e una progressione
tendenzialmente positiva. Noi, invece, ci ritroviamo in uno dei momenti più brutti e
più scuri rispetto ai diritti umani in Russia.
Il rapporto di "Human Rights Watch" per il 2012 fotografa tale anno come il
peggiore per i diritti umani in questo Paese; in questo momento, c'è stato un regresso
fortissimo anche soprattutto nella Regione di San Pietroburgo e, per questa ragione,
penso sarebbe necessario valutare, anche in termini simbolici (perché restiamo un
importante Comune, ma comunque una delle varie Città), la possibilità di
un'interruzione nei rapporti come segno concreto di discontinuità.
Per questa ragione sono favorevole a votare l'emendamento del Consigliere Viale,
come dicevo in premessa, ma chiedo che ci sia una verifica puntuale di questa
mozione presso il Consiglio Comunale.
Chiedo anche, signor Sindaco, che si costruiscano dei momenti di approfondimento
da questo punto di vista.
Chiedo, per esempio, che si costruisca un ragionamento parallelo con l'"Istituto
Italiano di Cultura" che in quella città ha, per esempio, una sede, perché ciò che non
è possibile fare nella Città di San Pietroburgo sui temi dei diritti LGBTI, magari è
possibile farlo all'interno delle nostre sedi diplomatiche, all'interno degli spazi
deputati alla cultura, perché si cerchino programmi di sostegno alla società civile di
quel territorio e si facciano delle scelte chiare.
Su questa falsariga ne propongo una, nella facoltà del Consiglio. Tre giorni fa moriva
Mikhail Beketov, un nome che probabilmente alla maggior parte di noi dice poco o
nulla. Mikhail Beketov è stato premio "Reporters Sans Frontières" di due anni fa; fu
colpito tre anni fa con un attacco vile, come 52 giornalisti russi che sono stati uccisi
negli ultimi anni.
Mikhail Beketov ha passato gli ultimi tre anni in un letto di ospedale con il volto
sfigurato. Si salvò da quell'attacco. È stato un reporter coraggioso nella difesa della
foresta di Khimki (che è una foresta a nord di Mosca), per impedirne la distruzione
nella costruzione di una superstrada fra Mosca e San Pietroburgo.
Noi, insieme a molti altri qui in Italia, avevamo proposto che Mikhail Beketov
potesse essere ospitato dalla Regione Piemonte per un intervento di mastoplastica
alla testa e ricostruzione del cranio che era stato violentemente devastato da
quell'attacco. La Regione Piemonte, nel passaggio dell'ultima Giunta, rifiutò
quell'intervento di assistenza. Beketov è morto tre giorni fa in circostanze
sconosciute; si dice, per un arresto cardiaco. È la cinquantaduesima vittima
silenziosa, più o meno (penso al noto caso di Anna Politkovskaja), di una guerra
silenziosa, quella dell'informazione indipendente in Russia.
Per segnare quella direzione, proporrò, nei prossimi giorni, al Consiglio Comunale di
Torino, di dare la cittadinanza onoraria al nuovo Presidente del Comitato per la
foresta di Khimki e credo che queste saranno le scelte che dimostreranno se quel
Protocollo d'Intesa può essere orientato nell'una o nell'altra direzione.

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