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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201206785/002, presentata dai Consiglieri Viale e Nomis in data 29 novembre 2012, avente per oggetto: "Sospensione di ogni iniziativa con San Pietroburgo". LEVI Marta (Vicepresidente) A questa proposta di mozione è stato presentato 1 emendamento dal Consigliere Genisio e 1 subemendamento dal Consigliere Viale, che assumerei direttamente nella mozione. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non entro nel merito della questione, perché è abbastanza nota e chi vuole si può leggere la mozione, ma voglio semplicemente puntualizzare che la mozione, nel testo iniziale, chiedeva di sospendere ogni iniziativa con San Pietroburgo. Nell'emendamento presentato dal Consigliere Genisio c'è scritto: "Non prendere nuove iniziative" (forse non sono queste le parole esatte). Nel mio subemendamento c'è scritto: "Non prendere nuove iniziative senza far presente la posizione contraria della Città"; è scritto diversamente ma si può mettere a posto. Questo salvaguarda la posizione contraria della Città, facendola presente ogni volta che organizziamo delle iniziative con San Pietroburgo, ma non blocca le iniziative, esattamente come accade, purtroppo o per fortuna, con tanti altri Paesi (dall'Arabia Saudita alla Cina, alla vecchia questione del Sudafrica, a Israele) per quanto riguarda i boicottaggi e altre iniziative di questo genere. In questo modo ogni volta si distinguono le iniziative nei confronti delle quali la Città fa presente la propria posizione contraria a quella Legge approvata dal Parlamento di San Pietroburgo, che peraltro sta diventando un'iniziativa anche del Parlamento della Federazione Russa e di altri Stati. Su questo argomento hanno approvato delle mozioni sia il Consiglio Comunale di Venezia, sia quello di Milano. Faccio presente che le mozioni del Consiglio Comunale non sono vincolanti, però Milano ha sospeso un gemellaggio e né Milano né Venezia hanno iniziative in corso o programmate, mentre la Città di Torino si trova in una situazione leggermente diversa. Accogliendo l'emendamento presentato dal Consigliere Genisio, subemendato dal sottoscritto, credo che la mozione perda il significato originario (si dovrà modificare anche l'oggetto), ma alla fine rappresenti una buona mediazione per una Città attenta a questi problemi, che utilizza questo strumento come pungolo nei confronti della comunità di San Pietroburgo. Quindi, le relazioni sono mantenute, ma ogni volta viene ribadita la posizione della Città di Torino e della Comunità internazionale - almeno quella europea, visto che analoghe posizioni sono state prese più volte in sede europea - nei confronti di questo revanscismo omofobo della Federazione Russa. LEVI Marta (Vicepresidente) Consigliere Viale, il suo subemendamento dice: "Non attivare nuove iniziative nell'ambito del rapporto bilaterale di collaborazione, senza far presente alle autorità di San Pietroburgo la contrarietà della Città di Torino alla Legge del Parlamento di San Pietroburgo del 29 febbraio 2012". Ho inteso bene? VIALE Silvio Esattamente come lo intendevo io, grazie. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Credo che il testo, con l'emendamento del Consigliere Genisio e il subemendamento del Consigliere Viale, possa essere un buon punto di sintesi. Volevo far presente al Consiglio una cosa che riguarda questa vicenda, ma che interessa in generale vicende analoghe. Quando si pone un problema di violazione o compressione dei diritti in qualche Paese, scatta spesso immediatamente la convinzione che un atteggiamento di tipo puramente sanzionatorio sia efficace. Se mi permettete, avendo per tantissimi anni fatto politica estera, vi garantisco che non è così. È esattamente vero il contrario, cioè meccanismi sanzionatori possono anche essere adottati, se non sono l'unico strumento con cui si interviene su una situazione che ha una criticità in termini di diritti, perché ogni meccanismo puramente sanzionatorio erige un muro, che rafforza unicamente i dispositivi di chi, al potere, ha adottato certe decisioni. E indebolisce, o certamente diminuisce la possibilità d'azione di chi invece si oppone a quella violazione del diritto. Faccio un esempio molto concreto, che deriva da una delle varie esperienze che ho fatto. Per anni ho dovuto gestire il dossier turco, per conto del Governo italiano; uno dei problemi che si era posto, anni fa, con i rapporti con la Turchia era che la Turchia aveva nel suo assetto normativo una serie di norme incompatibili con gli standard del diritto europeo. Per cui, stante che la Turchia ha un regime di associazione all'Unione Europea, si poneva un problema, perché qualsiasi Paese che abbia un legame di associazione o di adesione all'Unione Europea, è tenuto al rispetto degli standard dell'Unione stessa. Il problema, come potete ben capire, era molto complesso, trattandosi non di un piccolo, marginale Paese, ma della Turchia. C'è stata una lunga discussione in sede europea e una conclusione di questa discussione (la cui delicatezza richiese la partecipazione dei primi Ministri, nonché dei Ministri degli Esteri), fu di mettere in campo ogni azione di moral suasion, di pressione, di condizionamento, di relazione con la Turchia, ma non di adottare meccanismi sanzionatori. Il risultato è stato che con la strategia molto forte di moral suasion, la Turchia negli ultimi anni ha modificato molte di quelle norme, compresa la sospensione moratoria sulla pena di morte, che determinavano quella criticità. Vale anche in questo caso. Non c'è nessun dubbio che noi - almeno credo che sia così, certamente per me è così - non possiamo condividere, in nessun modo, qualsiasi misura legislativa che sia discriminatoria nei confronti dell'orientamento sessuale di una persona; quindi, la contrarietà a quel provvedimento è, per quello che mi riguarda, assolutamente non solo scontata, ma ovvia. Penso che dobbiamo anche mettere in campo delle iniziative che manifestino in modo esplicito questo nostro orientamento ai nostri interlocutori, in particolare a quegli interlocutori istituzionali con cui abbiamo rapporti, come ad esempio le autorità di San Pietroburgo. Io l'ho già fatto e mi propongo di farlo ulteriormente, reso più forte dalla mozione che adesso approveremo. Ma un conto è mettere in campo ogni iniziativa che faciliti e favorisca il superamento di quel provvedimento, che noi consideriamo sbagliato; altra cosa è adottare misure che alla fine indeboliscono chi, in quel paese, sta facendo una lotta per superare le discriminazioni. Arrivo alla conclusione. Qualche settimana fa, ho ricevuto una richiesta da un'istituzione di San Pietroburgo che si occupa di ragazzi, di una tournée del Teatro Ragazzi di Torino in San Pietroburgo. Al mio interlocutore ho fatto presente che, fermo restando la nostra disponibilità, però era in corso un dibattito nel Consiglio Comunale di Torino su un provvedimento legislativo che noi non condividiamo. Il mio interlocutore ha risposto che comprendeva e condivideva le ragioni che si manifestavano in questa Sala, ma chiedeva di non adottare nessun provvedimento di isolamento, perché questo avrebbe reso assolutamente più difficile condurre una battaglia contro quelle discriminazioni. Per questa ragione penso che la mozione, nel nuovo dispositivo proposto dai Consiglieri Genisio e Viale, abbia un senso e sia un punto di sintesi che può unificarci tutti, che esprime una netta contrarietà nei confronti di quel provvedimento legislativo, ne chiede la rimozione e impegna questa Città a battersi in ogni sede, a partire dalle relazioni che il Sindaco intrattiene con le autorità di quella città, rendendo esplicito il nostro orientamento e mettendo in campo un'iniziativa che possa favorire il superamento di una misura di discriminazione. Con queste ragioni, penso che questa proposta di mozione, emendata con l'emendamento presentato dal Consigliere Genisio e il subemendamento presentato dal Consigliere Viale, possa essere votata da tutti. LEVI Marta (Vicepresidente) Vi chiedo un attimo di attenzione. Il subemendamento presentato dal Consigliere Viale dice: "Non attivare nuove iniziative nell'ambito dell'accordo bilaterale di collaborazione, senza far presente alle autorità di San Pietroburgo la contrarietà della Città di Torino alla Legge". Si potrebbe lasciare questo testo e aggiungere l'emendamento del Consigliere Genisio: "Promuovere, nell'ambito dell'accordo bilaterale di collaborazione, ogni possibile iniziativa volta a rafforzare la cultura dei diritti delle persone GLBT e il superamento della Legge attualmente in vigore". Non sono in contrasto, sono due punti dell'impegnativa. Consigliere Genisio, accoglie il subemendamento presentato dal Consigliere Viale? GENISIO Domenica Sì, sono d'accordo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Io penso che se questa maggioranza avrà bisogno di una fase 2 per trovare unità, più che una fase 2 politica, sarà la grammatica italiana, con l'uso della doppia negazione, che può fornire un valido appiglio per portare avanti le argomentazioni. Voglio spiegare il perché, perché anch'io abbraccio gli emendamenti, perché di fatto negano la versione originaria della mozione, perché le parole in italiano hanno un significato e perché partiamo da un'impegnativa originaria che dice di fare marcia indietro rispetto alle iniziative già predisposte per il Patto bilaterale. Aggiungo che quello di creare delle partnership con realtà internazionali che portassero un respiro maggiore, un collegamento davvero intercontinentale, per certi versi, alla nostra Città, era un elemento di buon operato da parte del Sindaco, che anche dall'opposizione potevamo di sicuro riconoscere. Si passa quindi dal fare marcia indietro e revocare iniziative che sono già state prese in considerazione, come, ricordo, la mostra dell'Ermitage al centro di Torino (quindi non stiamo parlando di bazzecole, ma di opportunità culturali veramente prive di confronto), fino ad arrivare al primo emendamento del Consigliere Genisio che recita di non attivarne di nuove. Inoltre, il paradosso è che il subemendamento del Consigliere Viale va ad ammorbidire ulteriormente fino a contraddire l'impostazione originaria. Il Consigliere Genisio, infatti, si limitava a dire di non attivare nuove iniziative, mentre adesso dice: "No, no ne attiviamo di nuove, però ricordiamoci, ogni volta, di dire che siamo contrari". Meraviglioso. Partiamo, quindi, dal dire che si fa marcia indietro (ed è questa l'impegnativa che sarà stata venduta politicamente all'associazionismo GLBT in cui si dice: "Basta accordo bilaterale con Putin omofobo, marcia indietro!"), mentre adesso diventa un'impegnativa ad andare avanti. Ottimo. Posso annunciare il mio voto favorevole alla nuova forma emendativa e il mio voto, invece, contrario alla versione definitiva della mozione, perché si tratta di una contraddizione in termini, per cui seguo la logica della contraddizione. Sono, però, rassicurato dal fatto che l'interesse culturale della Città a non interrompere una partnership con una realtà feconda e ricca come quella della Federazione Russa, almeno sia salvo. Vogliamo, però, avere l'onestà intellettuale di dire all'associazionismo GLBT che non stiamo votando la sospensione o la marcia indietro da quell'accordo bilaterale, ma che stiamo votando l'impegnativa a proseguire, con l'unico correttivo - permettetemi - che andremo a dire a Putin che il Consiglio Comunale di Torino non è d'accordo con quella Legge? Credo che lo Zar Putin se la caverà con un "rinforzo di cuscini" e credo anche che riuscirà a dormirci sopra la notte. L'importante è che il percorso di collaborazione tra Torino e San Pietroburgo e tra l'Italia e la Federazione Russa, sul fronte culturale… Non solo condivido la prospettiva del fatto che gli isolazionismi culturali siano la peggior risposta ad una non condivisione di misure legislative altrui, ma quando si parla di isolare, dobbiamo capire chi si isola da chi. Non credo che San Pietroburgo debba temere di isolarsi da Torino. Ritengo sia Torino a dover temere di isolarsi da un'opportunità culturale come quella che San Pietroburgo, con l'Ermitage, può invece offrire. Sono, quindi, rassicurato dal fatto che l'impegnativa sia assolutamente disinnescata; mi auguro soltanto che si abbia l'onestà intellettuale di dire a tutto quel mondo che si è mobilitato (e ricordava il Consigliere Viale tutte le, tra virgolette, "conquiste" - dal loro punto di vista - di altre Amministrazioni), che noi qui a Torino non stiamo facendo questo. Stiamo addirittura dicendo: "Avanti con la collaborazione Torino- San Pietroburgo". LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Vorrei rispondere, brevemente, alle sollecitazioni del Consigliere Marrone. Innanzitutto, domani mattina la Città avrà in audizione, in Commissione, i rappresentanti e i promotori del Festival GLBT di Torino, per dare un senso e un significato di quanto questa Città fa sulle tematiche omosessuali, da 28 anni, con questo Festival che è il più importante d'Europa. Questo è il primo punto. In secondo luogo, voglio dire al Consigliere Marrone che ritengo che sia proprio questa la formulazione che dobbiamo adottare, ossia non spiegando che si chiudono i rapporti con tutti quelli che non rispettano i diritti umani, oppure che hanno delle preclusioni (in questo caso la Federazione Russa, ma anche altri Stati non rispettano alcuni diritti per noi fondamentali), ma continuando a dialogare, pur ritenendo che quei comportamenti siano da condannare. Credo che questo sia il vero atteggiamento. Per me, votare questo dispositivo, è un fatto di coerenza. Non avrei votato l'iniziale dispositivo proposto dal Consigliere Viale, proprio perché non voglio prendere in giro quel mondo, con il quale quotidianamente ci confrontiamo e al quale dobbiamo dire che è giusto che abbia quel tipo di atteggiamento. È evidente che loro debbano portare avanti una battaglia che li tocca dal punto di vista dei diritti, personalmente, è altrettanto giusto che la Città continui un'opera di dialogo nella fermezza delle proprie opinioni, come quella che sta facendo. Il Sindaco, l'Assessore Braccialarghe e quest'Aula sono a testimoniarlo. Questo lo spiegheremo domani mattina, come abbiamo fatto durante la conferenza stampa. Sono gli atti concreti che rendono questa Città vicina a quei mondi e a quelle culture, non sicuramente le demagogie che possono venire da una parte o dall'altra o le negazioni che possono arrivare attraverso questi atti. Credo che avremmo fatto un grave danno ai torinesi e alla comunità GLBT di Torino e anche al Museo di San Pietroburgo, se avessimo votato una mozione che cessa, taglia e censura i rapporti con quel mondo che - come giustamente ha detto lei - è fecondo anche dal punto di vista culturale; probabilmente, su questi diritti, dovranno ancora fare passi avanti, così come ne hanno fatti altri Paesi, pur mantenendo una posizione di fermezza, così come è stato nei confronti del Sudafrica (e il Sindaco ha ricordato i rapporti con la Cina, la Turchia eccetera). Non è che non esponiamo materiale proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese all'interno dei nostri musei, perché non condividiamo quelle che sono le pesanti repressioni che il Governo cinese ogni giorno perpetra sul proprio territorio. Questo non significa che non ci siano rapporti, non ci siano le Ambasciate e le rappresentanze diplomatiche. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Aggiungo alcune brevissime considerazioni a quanto detto dal Consigliere Cassiani che, ovviamente, mi trova d'accordo. Credo che questa formulazione raggiunga assolutamente un punto di equilibrio che ci permetta di salvaguardare tutti gli aspetti positivi della collaborazione e anche la nostra coerenza e la nostra ferma contrarietà ad una modalità e ad un approccio Legislativo inquietante, pericoloso, antistorico e antiscientifico, perché il DSM 4, da anni, ha tolto l'omosessualità dalle malattie, ma, in realtà, la Legge prevede che sia considerata una malattia. Credo, quindi, che questo sia il primo punto che dobbiamo smontare e voglio considerarlo positivamente in termini di ignoranza scientifica, perché altrimenti è peggio e significa avere a che fare - cosa che temo possibile - con una concezione culturale omofobica e antistorica che può contagiare negativamente anche le nostre comunità. Proprio perché il protocollo articolato (che riguarda San Pietroburgo e può riguardare anche rapporti con altre Città) fa riferimento anche ad aspetti di tipo scientifico, legati alla tutela e alla promozione della salute, deve vedere questo aspetto come un aspetto sul quale sviluppare determinate iniziative. Per questo chiederei al Sindaco, sia di valutare come cambiare i protocolli in essere, aggiornandoli e migliorandoli, sia di dare un segnale, a cominciare dai prossimi giorni. Il Consigliere Cassiani ricordava che domani saranno auditi gli organizzatori del "Cinema gay", quindi credo che il primo appuntamento nel quale dobbiamo dire che ripudiamo quel tipo di approccio sia il "Cinema gay", facendo riferimento alla scelta di mantenere in essere le iniziative e di caratterizzarci per fare passi avanti in questa direzione. Diciamo questo davanti alla comunità gay, e non solo, perché il "Cinema gay" è un grande appuntamento che non riguarda solo la comunità gay ed è il secondo al mondo per importanza. Con lo scenario internazionale interessato da questo evento, credo possiamo prendere posizione in modo autorevole. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara La discussione di oggi, secondo me, è un po' surreale, perché rispetto a quello che è successo in Commissione, sembra di vedere un altro film. Su questo sono d'accordo con il Consigliere Marrone. Mi dispiace che non ci sia l'Assessore Spinosa in Aula, perché aveva preso una posizione netta, a mio avviso, ed è un peccato che oggi non partecipi alla discussione, mentre invece in Commissione era stata presente. Intervengo solo per dichiarare che voteremo in modo contrario agli emendamenti proposti, poiché, in Commissione, mi ero espressa in modo favorevole alla proposta. Non ripeterò qui le osservazioni che ho fatto in Commissione. Volevo mettere a verbale che mi dispiace e che è un peccato non sentire la voce dell'Assessore Spinosa (e comprendo la presenza del Sindaco che giustamente ha le deleghe in materia), visto che tutta la discussione che abbiamo fatto in Commissione Pari Opportunità l'ha vista presente e si è svolta non tanto sull'aspetto, ribadisco, commerciale, bensì su quello dei diritti su cui l'Assessore stesso ha le deleghe. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Devo replicare al Consigliere Marrone e al Consigliere Appendino. Potrei cavarmela dicendo che l'obiettivo di far trovare un documento il più avanzato possibile, faccia sì che uno compia un passo indietro. Ciò sarebbe politicamente corretto e non ci sarebbe alcun errore. Non dico solo questo; precedentemente, ho fatto un'affermazione in più. È chiaro che ho presentato una mozione molto decisa e molto secca, perché molti di noi sono stati presi in contropiede. Il giorno in cui c'è stata la firma del Patto, infatti, quest'ultima è stata sottovalutata: io ero in Commissione, non ci ho pensato e non pensavo ci fosse il Governatore di San Pietroburgo. In questo Comune avvengono tante cose e devo ammettere che uno non sempre le segue, peraltro non sono neanche Capogruppo, per cui gran parte di queste, molte volte, mi arrivano in seconda mandata. Il provvedimento è lo stesso: dire "sospendere ogni iniziativa", era il punto di partenza per far capire a molti Consiglieri che la posizione era netta e decisa. Credo che in questi mesi, da novembre in poi, ci sia stata la discussione in Commissione più volte (perché abbiamo audito le associazioni GLBT precedentemente) e si sia arrivati a maturare un'evoluzione del problema che è quella che ritengo più corretta. Lo dico con molta franchezza, perché siamo di fronte ad una questione grave, e chiaramente mi rivolgo soprattutto a chi ha una posizione analoga alla mia di condanna e non a chi è a favorevole o condivide la posizione del Parlamento di San Pietroburgo o della Federazione Russa (dell'Uganda non lo dico nemmeno). Ritengo, infatti, che una cosa sia il boicottaggio che fu fatto nei confronti del Sudafrica per una questione tipicamente razzista (ossia il fatto che i neri, e altri, venissero discriminati in quanto razza) e un'altra cosa sia andare a discutere come, in giro per il mondo, alcuni Paesi (e cito sempre l'Arabia Saudita) abbiano discriminazioni nei confronti delle donne, degli omosessuali e tanti altri (e ci aggiungo - lo dico al Consigliere Marrone, perché non faccio sconti a nessuno - anche Cuba, fino a quando ha avuto una politica di quel tipo, e i Palestinesi). Occorre, però, tener presente che una cosa è la posizione ferma, netta e l'agire nel modo più utile per cercare di ottenere qualche cosa, un'altra è alzare un muro che (sicuramente troverò alcune critiche dal mondo GLBT), alla fine, non porta a quel tipo di posizione. Concludo ricordando (per quanto riguarda la mia parte politica, me stesso) che Emma Bonino, quando fu Ministro del Commercio Estero e guidò una delegazione in Cina, fu anche allora criticata da molti che dissero: "Proprio lei va in Cina… il Tibet, il Dalai Lama…" e via dicendo. Però bisogna tener presente che quando si fa politica e ci si vuole impegnare nella collettività, bisogna tenere presenti quali sono i punti fermi attorno; non basta alzare una bandiera e sventolarla, perché questo lo si può fare in piazza, ma non si riesce ad andare da nessun'altra parte. Ecco perché credo che il testo del documento sia chiaro e sia una condanna. La conclusione è meno forte dal punto di vista del precedente, per quanto riguarda quell'aspetto, però è altrettanto chiara. Casualmente - l'ha fatto notare il Consigliere Cassiani - tale documento coincide con l'inaugurazione del nostro Festival GLBT. Se fossi… non dico il Sindaco, perché non chiedo a nessuno, però un bell'invito al Sindaco di San Pietroburgo a partecipare al Festival GLBT lo farei. Ovviamente, dico questo perché non sono il Sindaco. Se fossi il Sindaco, probabilmente, non lo farei. Mi ha sorpreso l'affermazione del Consigliere Cassiani sul fatto che non ospitiamo materiale della Repubblica Popolare Cinese nei nostri musei. Questa mi giunge nuova. Non so se ciò sia vero, però… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Avendo capito quello, mi è sembrato strano… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ah, voleva dire il contrario. Ho mangiato alcune parole che ho ascoltato. Va benissimo, è tutto chiaro. Mangio le parole a parlare, le mangio anche ad ascoltare, quindi non c'è problema su questo. Concludo questa parte e invito il Consiglio Comunale tutto a votare a favore, perché l'aspetto fondamentale non è tanto il fatto che bloccheremo delle iniziative (perché la mostra dell'Ermitage di San Pietroburgo nel centro di Torino è il posto migliore per tutte le manifestazioni da fare in quel luogo), ma la posizione politica del Consiglio Comunale che viene rappresentata. Quindi, pur capendo la critica di chi ritiene che si poteva andare oltre, invito tutti a votare, perché sarebbe un bel segnale se, sulla posizione che riguarda l'omofobia, il Consiglio Comunale si trovasse in stragrande maggioranza a votare a favore. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Levi. LEVI Marta Volevo dire una parola al Sindaco e all'Assessore Braccialarghe, che non è in Aula, ma che ha le deleghe della Cultura. Avrei votato la mozione nella versione originale, così come l'aveva presentata il Consigliere Viale. Ritengo, tuttavia, che l'emendamento che ha letto precedentemente il Consigliere Genisio, ossia "promuovere, nell'ambito dell'Accordo bilaterale, ogni possibile iniziativa volta a rafforzare la cultura dei diritti LGBTI e il superamento della Legge attualmente in vigore a San Pietroburgo", sia assolutamente qualificante ed è la ragione per cui sono disponibile a modificare e a votare le modifiche alla mozione. Vorrei però che l'impegno fosse reale da parte della Città di Torino e dell'Assessore alla Cultura della Città di Torino, per proporre davvero a San Pietroburgo, nell'ambito di questo Accordo bilaterale, iniziative contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o l'identità di genere. Quando verificheremo questa mozione (come è solito che il Consiglio Comunale faccia), auspico, mi auguro, credo e spero che una serie di proposte siano state fatte da parte della Città di Torino alla Città di San Pietroburgo. Ci ritrovassimo in assenza di questo, avrebbe ragione il Consigliere Marrone a dire avete… e poi avete fatto un gran passo indietro. Non credo che la mozione, così come si propone di emendarla, sia un passo indietro, potrebbe essere un passo avanti, purché si faccia quello che la mozione chiede. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Penso che l'emendamento del Consigliere Viale sia lo strumento giusto per restare nelle questioni di cui parlava precedentemente il Sindaco. Vorrei, però, lasciare a verbale di questo Consiglio Comunale alcune riflessioni proprio rispetto a quanto diceva prima il Sindaco e che non mi convince fino in fondo. Mi spiego. È vero quello che dice il Sindaco Fassino quando afferma che in questo momento è necessario sostenere la società civile russa e aiutare quelle strutture, quelle organizzazioni, anche statali, che sui diritti umani fanno una battaglia quotidiana in Russia. Questo è un fatto. Per anni mi sono occupato di questi temi; ho lavorato, per esempio, con la Città di Voronezh, che è una delle più importanti Città della Russia occidentale, dove opera un Gruppo molto importante, che è lo "Youth Human Rights Movement" e per anni abbiamo costruito rapporti fra le Città italiane e le Istituzioni di quel territorio, a supporto, per evitare la persecuzione locale nei confronti di queste organizzazioni dei diritti umani. C'è da dire, però, che questo lavoro deve avere uno sbocco e una progressione tendenzialmente positiva. Noi, invece, ci ritroviamo in uno dei momenti più brutti e più scuri rispetto ai diritti umani in Russia. Il rapporto di "Human Rights Watch" per il 2012 fotografa tale anno come il peggiore per i diritti umani in questo Paese; in questo momento, c'è stato un regresso fortissimo anche soprattutto nella Regione di San Pietroburgo e, per questa ragione, penso sarebbe necessario valutare, anche in termini simbolici (perché restiamo un importante Comune, ma comunque una delle varie Città), la possibilità di un'interruzione nei rapporti come segno concreto di discontinuità. Per questa ragione sono favorevole a votare l'emendamento del Consigliere Viale, come dicevo in premessa, ma chiedo che ci sia una verifica puntuale di questa mozione presso il Consiglio Comunale. Chiedo anche, signor Sindaco, che si costruiscano dei momenti di approfondimento da questo punto di vista. Chiedo, per esempio, che si costruisca un ragionamento parallelo con l'"Istituto Italiano di Cultura" che in quella città ha, per esempio, una sede, perché ciò che non è possibile fare nella Città di San Pietroburgo sui temi dei diritti LGBTI, magari è possibile farlo all'interno delle nostre sedi diplomatiche, all'interno degli spazi deputati alla cultura, perché si cerchino programmi di sostegno alla società civile di quel territorio e si facciano delle scelte chiare. Su questa falsariga ne propongo una, nella facoltà del Consiglio. Tre giorni fa moriva Mikhail Beketov, un nome che probabilmente alla maggior parte di noi dice poco o nulla. Mikhail Beketov è stato premio "Reporters Sans Frontières" di due anni fa; fu colpito tre anni fa con un attacco vile, come 52 giornalisti russi che sono stati uccisi negli ultimi anni. Mikhail Beketov ha passato gli ultimi tre anni in un letto di ospedale con il volto sfigurato. Si salvò da quell'attacco. È stato un reporter coraggioso nella difesa della foresta di Khimki (che è una foresta a nord di Mosca), per impedirne la distruzione nella costruzione di una superstrada fra Mosca e San Pietroburgo. Noi, insieme a molti altri qui in Italia, avevamo proposto che Mikhail Beketov potesse essere ospitato dalla Regione Piemonte per un intervento di mastoplastica alla testa e ricostruzione del cranio che era stato violentemente devastato da quell'attacco. La Regione Piemonte, nel passaggio dell'ultima Giunta, rifiutò quell'intervento di assistenza. Beketov è morto tre giorni fa in circostanze sconosciute; si dice, per un arresto cardiaco. È la cinquantaduesima vittima silenziosa, più o meno (penso al noto caso di Anna Politkovskaja), di una guerra silenziosa, quella dell'informazione indipendente in Russia. Per segnare quella direzione, proporrò, nei prossimi giorni, al Consiglio Comunale di Torino, di dare la cittadinanza onoraria al nuovo Presidente del Comitato per la foresta di Khimki e credo che queste saranno le scelte che dimostreranno se quel Protocollo d'Intesa può essere orientato nell'una o nell'altra direzione. |