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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301170/002, presentata in data 14 marzo 2013, avente per oggetto: "Fotografia sul contrassegno per persone con disabilità" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Oggi è la giornata del Consigliere Magliano. Per quanto riguarda questa interpellanza, vorrei segnalare che il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (che, tra l'altro, è un documento che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nell'agosto del 2012 con le relative modifiche) ha fatto entrare in vigore dal 15 settembre 2012 il nuovo contrassegno di sosta per i disabili. Questo nuovo contrassegno vale per tutti i Paesi membri dell'Unione Europea e fa riferimento ad un simbolo internazionale di accessibilità. La Città di Torino - lo segnalo sottovoce, anche perché la relazione con le associazioni disabili è sempre molto complicata - è una delle poche città d'Italia che ha cominciato da subito ad erogare questa nuova tipologia di contrassegno; dal 3 dicembre 2012 ha iniziato a rilasciare questo tipo di contrassegno ed è ormai prassi per l'Amministrazione usare il nuovo percorso amministrativo e non più quello utilizzato precedentemente. Sulla tematica che il Consigliere ha sottolineato, vorrei ricordare che, nel giugno 2012 (con un recall ancora successivo), il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato in particolare una raccomandazione sulle modalità di utilizzo e pubblicità dei dati che sono coperti da privacy, compresa l'immagine che viene richiamata nell'interpellanza, ma non solo, perché riguarda anche i dati anagrafici che devono essere riportati direttamente sul contrassegno. Il Consigliere sa che la tipologia del contrassegno, che prevede un fronte-retro (tanto per capirci), nella parte che viene esposta riporta soltanto il simbolo di accessibilità internazionale, per un riconoscimento immediato del disabile a bordo da parte delle Forze dell'Ordine, ma tutta la parte anagrafica e la parte che è richiamata anche dal Consigliere come più sensibile e delicata (compresa la fotografia), è sul retro del contrassegno, che non deve essere esposto direttamente, ma deve essere appoggiato sul cruscotto dell'autovettura. Sul tema che pone il Consigliere sono state fatte alcune verifiche non dalla Città di Torino, ma direttamente dai dirigenti e dai funzionari del Ministero, che hanno confermato che non sussistono elementi che violino la privacy, né alcun altro elemento che leda quello che è il diritto, sacrosanto e legittimo, alla riservatezza dei dati personali. Da questo punto di vista, metto a disposizione del Consigliere tutta la documentazione, compresa una copia della raccomandazione del Consiglio Europeo, che ho trovato particolarmente interessante. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Assessore, discutere con lei è così interessante che preferisco riunirle tutte in una volta sola. Al di là di questo, vorrei fare una piccola battuta: il nostro Paese è indietro su mille cose rispetto ai Regolamenti dell'Europa, ma siamo stati ligi sull'unico che comunque può mettere in una condizione imbarazzante; sono d'accordo con voi che bisogna rispettare la normativa europea, anche quando è assurda, perché la Legge è Legge, però spero che si concordi con me che il nome, il cognome, l'indirizzo ed il codice fiscale sono dati sufficienti per capire di quale soggetto si sta parlando. A me piacerebbe che si capisse anche che cosa vuol dire inserire l'immagine o la fotografia, perché non parliamo soltanto di disabilità fisiche e probabilmente, anche per quanto riguarda queste ultime, dopo un trauma alla testa inserire la fotografia non è proprio il massimo da questo punto di vista. Secondo me, è assolutamente lesivo mettere una fotografia di questo tipo, checché ne dicano l'Europa ed il Ministero; le segnalazioni che ho ricevuto provengono da genitori che non hanno piacere che il documento comprenda anche la fotografia, nonostante non debba essere esposta la parte in cui vi è la foto della persona o del bambino con disabilità che deve essere trasportato. Da questo punto di vista, mi sarei augurato che, invece, vi fosse la solita lentezza nell'applicazione dei Regolamenti e, in questo caso, forse una procedura di infrazione avrebbe potuto rendere contente tante persone, che non dovrebbero vedere su un contrassegno la fotografia del volto, magari sfigurato - purtroppo -, del proprio caro o del proprio congiunto. Da questo punto di vista, mi rendo conto che non si può fare diversamente, ma spero che l'Amministrazione, almeno sul sentire umano, concordi con me che il nome, il cognome, l'indirizzo ed il codice fiscale (se vogliamo anche il codice sanitario) possono essere sufficienti per non ricordare costantemente, quando si mette il contrassegno sul parabrezza, qual è l'entità del danno e della disabilità del proprio congiunto. Comunque, si tratta di una questione aberrante. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Vorrei condividere le parole del Consigliere rispetto all'imbarazzo che c'è stato nel momento in cui si è andati ad interpretare e a capire la norma per permettere che venisse applicata. Ricordo però al Consigliere un altro elemento, che lui stesso ha citato nella sua replica in occasione della discussione dell'interpellanza precedente: siamo in Italia e vi sono i casi di utilizzo di questi contrassegni direttamente con familiari che sono portatori di una qualche tipologia di disabilità e - ahimè - poi vi è l'utilizzo improprio verificato dalle Forze dell'Ordine; non cito il caso Torino, ma ultimamente in tutta l'Italia sono emersi numerosi casi di questo genere, che, probabilmente, in questo caso hanno portato il Legislatore europeo a dare tutti i segnali possibili per una maggiore interpretazione restrittiva della norma ed il massimo rispetto della norma. Lo dico perché credo che venga fatto nel rispetto che si deve alle persone realmente portatrici di handicap e realmente aventi diritto a questa tipologia di contrassegno. Detto questo, volevo solo testimoniare la condivisione del pensiero del Consigliere. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Richiamo entrambi, Assessore e Consigliere, perché non deve essere un dialogo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo comprendo, però non può essere un botta e risposta. Consigliere Magliano, le concedo la parola, ma non funziona così. MAGLIANO Silvio C'è solo un aspetto che non capisco (e mi scuso per non averlo chiesto subito): perché non abbiamo applicato lo stesso tipo di trattamento ai buoni taxi? Infatti, oggi i buoni taxi non riportano neanche più il nome dell'interessato, ma solo il codice fiscale, proprio per garantire una maggiore riservatezza. Quindi, per quanto riguarda la nostra normativa, togliamo nome e cognome e lasciamo solo il codice fiscale (ed è proprio uno dei servizi che offriamo per permettere a queste persone di muoversi) e, invece, sul permesso inseriamo anche la fotografia; mi sembra un'applicazione opposta su un servizio che è uguale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |