Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Aprile 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 39
ORDINE DEL GIORNO 2012-02972
"LEGGE 482/1999 - RICONOSCIMENTO DELLA LINGUA PIEMONTESE DA PARTE DELLO STATO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 6 GIUGNO 2012.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di ordine del giorno n. mecc.
201202972/002, presentata in data 6 giugno 2012, avente per oggetto:

"Legge 482/1999 - Riconoscimento della lingua piemontese da parte dello Stato"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Questa proposta di ordine del giorno giunge in Aula dopo un anno dalla
presentazione e sono contento che finalmente si possa discutere e votare.
Ovviamente, ognuno prenderà le scelte che ritiene opportune.
È una proposta di ordine del giorno molto semplice, che peraltro riprende un appello
che sta circolando per tutto il Piemonte, approvata da molti Comuni, grandi e piccoli,
governati da Giunte di ogni colore politico. Il dispositivo, di soli due righe, chiede al
prossimo Governo di inserire la lingua piemontese tra le lingue minoritarie tutelate ai
sensi della Legge n. 482, che è la Legge che recepisce in Italia le Direttive Europee
sulla tutela della diversità culturale.
In Italia, il tema della tutela delle lingue minoritarie è piuttosto difficile da trattare,
perché è sempre stato fortemente politicizzato, essendo stato associato a una
particolare forza politica del Nord Italia, che non è il Movimento 5 Stelle. Invece,
questo è un peccato, perché la lingua e la cultura piemontese sono un patrimonio
culturale millenario, fondamentale per l'identità della città di Torino; quindi,
meriterebbe una tutela.
La proposta di ordine del giorno cita una serie di atti dell'UNESCO, del Consiglio
d'Europa, eccetera, che dimostrano l'enorme importanza e interesse che gli altri
paesi nutrono verso il patrimonio linguistico dell'Italia, perché poche nazioni come
l'Italia hanno un così grande e variegato patrimonio linguistico all'interno del
proprio territorio.
Purtroppo, è un patrimonio che, da Nord a Sud, rischia di sparire molto velocemente,
perché il numero di persone che parlano come prima lingua il piemontese (ma
potrebbe essere il siciliano, il friulano, tutte le altre lingue locali dell'Italia) è
comunque in calo. Alcune sono messe meglio, altre sono messe peggio, ma tutte
tendono inesorabilmente verso l'estinzione.
Io credo che il Consiglio Comunale e le altre istituzioni del Piemonte abbiano il
dovere di preservare questa cultura e di evitare che si estingua nel giro di un paio di
generazioni, perché è quello che succederà se non riusciamo a introdurre alcune
forme di tutela.
Il primo passo che viene chiesto è il riconoscimento della lingua piemontese,
inserendola nell'elenco delle lingue tutelate dalla Legge Nazionale. Si tratta
ovviamente di un passo simbolico, però è importante. Per cui, vorremmo che, per una
volta, il Consiglio Comunale di Torino, invece di adeguarsi ai giudizi ideologici e ai
preconcetti di vario genere sulla cultura locale, votasse questo provvedimento per
tutelare una cultura che è anche quella di molti di noi.
Questo senza voler stilare nessun tipo di graduatoria, dicendo che il piemontese è
meglio o peggio del siciliano, del friulano o di tutte le altre lingue locali dell'Italia.
Semplicemente è la nostra lingua, sviluppatasi in questa città negli ultimi mille anni,
quindi merita di essere difesa da parte nostra.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Quando ho visto che il Movimento 5 Stelle, sollecitato da alcune e-mail, ha
presentato questa proposta di ordine del giorno, sono stato assolutamente contento,
perché significa che il riconoscimento della lingua piemontese è un'iniziativa
trasversale, chiesta dai piemontesi, esattamente come è avvenuto per altri dialetti che
sono stati trasformati in lingua: il dialetto napoletano, il dialetto bolognese e
tantissimi altri.
Si tratta di una questione di buonsenso, perché un dialetto si distingue da una lingua
per la grammatica, per la fonetica, per tutta una serie di cose. Volendo, posso
mandare una nota molto ben dettagliata sulla differenza tra un dialetto puro e una
lingua. Fortunatamente, il piemontese ricade in questo secondo caso, avendo tutte le
caratteristiche.
Molti schieramenti politici hanno presentato delle proposte di Legge per chiedere che
il piemontese venga riconosciuta come lingua. Il Consiglio Regionale del Piemonte
sta preparando una Legge che riconosca il piemontese come una lingua vera e
propria.
Adesso rimane soltanto il buonsenso di capire qual è la differenza tra un dialetto e
una lingua, ma sono sicuro che l'intelligenza dei componenti di quest'Aula sappia
arrivare alla differenza tra un dialetto senza grammatica e una lingua pura,
esattamente com'è stato fatto per tantissimi altri dialetti.
Sono contento che il documento sia stato presentato dal Movimento 5 Stelle, a
dimostrazione che la battaglia che la Lega Nord porta avanti da tempo non è una
battaglia di parte, ma è assolutamente trasversale, per tutti quelli che si riconoscono
(per adozione o per nascita) in una lingua che può essere bistrattata, com'è stato fatto
negli anni, ma rimane pur sempre una lingua.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Solo per annunciare la libertà di voto dei Consiglieri del Partito Democratico, nel
senso che questo è un tema su cui le sensibilità di ciascuno possono essere più o
meno accentuate.
Personalmente voterò a favore della proposta di ordine del giorno, ma ciascuno si
esprimerà secondo la propria opinione.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Il problema non è discutere del piemontese in questa Sala, dove Molino interveniva
in piemontese e allora si discuteva se si poteva parlare in piemontese in Consiglio
Comunale, perché oggi la lingua ufficiale è l'italiano e se uno parlasse in piemontese,
il Presidente lo caccerebbe esattamente come caccia me quando bevo una birra.
Il problema è un altro. Io non ho nulla contro il fatto che il piemontese sia diffuso,
venga utilizzato e lo si tuteli, tanto è vero che la Città di Torino fece lo Statuto della
Città in piemontese quando ero Consigliere Comunale; mi sembra che questa
iniziativa non sia stata più ripetuta nelle successive edizioni.
Io faccio parte di una di quelle generazioni che, pur avendo i parenti che mi hanno
parlato in piemontese sin da piccolo, non ha mai imparato il piemontese; lo capisco e
capisco anche in gran parte l'occitano, essendo di quelle parti, però oggi il fatto che
Papa Francesco dica di parlare piemontese non è un elemento, perché la Legge del
1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche (che per la nostra Regione prevede il
franco-provenzale, il walser, il tedesco e l'occitano), dispone che l'insegnamento sia
fatto nelle scuole elementari e nelle scuole superiori.
Io non so cosa succeda in Sardegna, dove il sardo è riconosciuto come lingua, ma il
giorno in cui decidessimo che in Piemonte e a Torino, mia figlia, piuttosto che i miei
nipoti dovranno imparare e studiare il piemontese nelle scuole elementari e nelle
scuole superiori, non credo che sarebbe un passo avanti dell'umanità.
Io non ho nulla contro la conservazione delle proprie tradizioni, anche di quelle
esclusive, però noto che spesso là dove la lingua d'origine è mantenuta come un
segno di discriminazione verso l'esterno, non porta a un'integrazione, ma all'esatto
contrario.
Ecco perché io non voterò questo ordine del giorno, non perché sia contrario in
assoluto, ma perché credo che dal 1981 ad oggi non siano mancati deputati e senatori
(e non mancheranno sicuramente adesso che si aggiunge un buon numero di
parlamentari del Movimento 5 Stelle) che hanno portato avanti questa battaglia in
Parlamento. Se il Parlamento, in questi trentadue anni, non l'ha fatto, nonostante le
sollecitazioni, ci sarà un motivo.
Dopodiché, per motivi anche professionali, molto spesso ho dei rapporti con i Sinti,
che come prima lingua parlano il piemontese, e sono contentissimo se un giorno la
loro lingua sarà diffusa tra tutti noi, però dubito che questo Consiglio Comunale sia
così favorevole che la lingua di un gruppo nomade...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Viale, la invito a chiudere.

VIALE Silvio
Quindi, io voterò contro questa proposta di ordine del giorno, ma invito gli altri a
votare a favore. Dopodiché, se davvero ci credete, sollecitate i vostri parlamentari a
presentare un progetto di Legge adeguato, non limitandosi però a presentarlo per
poter fare propaganda nelle valli, ma discutendolo e approvandolo. Mi riferisco
soprattutto a quelle forze politiche che hanno avuto responsabilità di Governo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di ordine
del giorno:
Presenti 32, astenuti 3, favorevoli 18, contrari 11.
La proposta di ordine del giorno è approvata.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)