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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Aprile 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 13
INTERPELLANZA 2013-01388
"ASILI NIDO COMUNALI" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 25 MARZO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Possiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301388/002, presentata in
data 25 marzo 2013, avente per oggetto:

"Asili nido comunali"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Ringrazio il Consigliere Magliano. Come avevo anticipato, non sono riuscita ad
arrivare in Aula prima di mezzogiorno perché avevo un sopralluogo.
L'interpellanza, sostanzialmente, ci chiede di indicare quale sarà il fondo di
funzionamento messo a disposizione per i circoli dei servizi per l'infanzia, quindi in
particolare dei circoli nidi e delle scuole dell'infanzia.
Nella sua interpellanza, il Consigliere Magliano, nota come ci sia stata (come in
effetti c'è stata) una diminuzione del Fondo di funzionamento rispetto al 2011.
D'altra parte, sappiamo che nel 2012 ci sono state delle riduzioni molto consistenti
dei trasferimenti dei fondi destinati ai servizi per l'infanzia e, in modo particolare,
dei fondi destinati ai nidi, sia da parte del Ministero che da parte della Regione
Piemonte. In generale, c'è stata una diminuzione delle risorse messe a disposizione
da parte del Governo centrale all'Ente Locale. Quindi, in sintonia con le risorse
ridotte, abbiamo dovuto, nostro malgrado, ridurre questi Fondi di funzionamento.
Per il prossimo anno, le previsioni del Bilancio Provvisorio assegnano, ai Fondi di
funzionamento, 95.000 Euro per i nidi e 110.500 Euro per le materne, per un totale di
205.500 Euro. Quindi, pur non ritornando, al momento, allo stesso livello del 2011,
abbiamo messo a disposizione il doppio delle risorse che erano state previste per il
2012.
Per quanto riguarda invece l'orario, la previsione di indicare le motivazioni legate al
lavoro per poter anticipare, oppure posticipare, l'uscita dai servizi, naturalmente è
legata alle disposizioni di Legge, che prescrivono un tempo di permanenza massimo
presso i nidi.
Ricordiamoci che l'accesso al nido comincia all'età di 6 mesi, quindi questo servizio
va a beneficio non soltanto delle famiglie, ma soprattutto dei minori in tenerissima
età. Per cui, non è auspicabile che ci sia una permanenza che vada al di là dell'orario
dalle ore 7.30 alle ore 18.30; considerati i tempi di raggiungimento del servizio, per il
bambino significa 11-12 ore fuori casa.
Dall'altra parte c'è il tema dell'organizzazione delle risorse e del personale. Quindi,
siccome in questo caso soltanto una parte delle famiglie ha bisogno di questo
servizio, chiediamo che venga fatta una esplicita richiesta, perché questo ci consente
di organizzare meglio il personale. Cioè, alle ore 7.30 non facciamo venire il
personale necessario per tutti gli iscritti ai nidi, quando a quell'ora solo una parte
degli iscritti usufruisce di quel servizio.
Chi porta delle giustificazioni di lavoro può accedere alle ore 7.30, non ci sono
contingentamenti o altro. Tutti quelli che ne fanno richiesta, hanno la possibilità di
accedere, però ce lo devono dire in anticipo, per queste esigenze di organizzazione.
Inoltre, è anche un modo, come dicevo prima, per cercare di contenere queste
richieste, per evitare ai bimbi in tenerissima età di trascorrere anche dodici ore al
giorno fuori casa.
Per quanto riguarda altre eventuali situazioni che si possono verificare, come ad
esempio la malattia di un genitore solo, che abbia bisogno di terapie in questo orario,
in questo caso abbiamo dato indicazione - comunque i comitati di gestione si
regolano già in questo modo - di dare la possibilità di accedere all'orario anticipato, o
posticipato in uscita, anche se non è una espressa ragione di lavoro.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. Dal punto di vista dello scadenziario, quando
l'Assessore parla della situazione dei nidi e delle materne nel 2011, si riferisce alla
cifra di 400.000 Euro, giusto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. Poi
questa cifra scende a 110.500 Euro, giusto? (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Quindi, per il 2013 l'Assessore prevede 95.000 Euro più 110.000
Euro. Ma quando parliamo del 2013 stiamo parlando del periodo che va da settembre
a giugno, perché noi abbiamo i nidi e le materne che viaggiano per anno scolastico,
mentre il nostro Bilancio si riferisce all'anno solare.
Quindi, quando l'Assessore dice 95.000 e 110.500 Euro, stiamo parlando del 2013-
2014?

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Ovviamente, quando parliamo di Bilancio parliamo dell'anno solare, quindi del
tempo di esercizio del Bilancio, cioè gennaio-dicembre. Queste somme sono gli
importi dell'esercizio di Bilancio 2013, che tradotto in anno educativo significa da
gennaio a luglio (agosto con le modalità del servizio estivo) e poi da settembre a
dicembre. Quindi, le risorse sono duplicate rispetto al 2012.

MAGLIANO Silvio
Mi riservo di fare un approfondimento su questo primo dato. Invece, sul tema
dell'orario ho verificato che in questo momento il Regolamento materne a
disposizione della cittadinanza parla di giustificazione per motivi familiari. Quindi è
previsto per le scuole materne, ma non è previsto per i nidi. Questo è il concetto che
ho inserito nell'interpellanza.
Al di là delle giuste riflessioni che ogni persona può fare, nel senso che si può
pensare che uno si fa i figli e se li educa, o che siano troppe 12 ore, secondo me, per
cultura personale, spetta alla famiglia decidere se questo sia giusto o sbagliato. Visto
che in questo momento una famiglia non può chiedere di usufruire di questo servizio
per motivi familiari, salvo la malattia (meno male che l'Amministrazione riconosce
delle eccezioni), la mia interpellanza chiede proprio se è possibile ragionare sul fatto
che se una famiglia mette al mondo più di un figlio, lo fa evidentemente per se
stessa, ma è anche un valore aggiunto per la nostra Città, non un motivo per non
usufruire di questa estensione dell'orario.
Quindi, vorrei capire se sarà possibile estendere il servizio in orario prolungato (sia
per i nidi che per le materne) anche per motivi di ordine familiare, cioè nel caso una
famiglia abbia più di un bambino, oppure se questo è escluso a priori. Ma mi pare di
capire che non è possibile.
Chiedo scusa al Presidente se sto interloquendo con l'Assessore per avere un
approfondimento, perché questo giudizio potrebbe rappresentare un segnale forte in
merito alla concezione che questa Amministrazione ha della famiglia, con la
doverosa premessa che le interpretazioni possono essere diverse, per cui uno può
pensare che avere più figli comporta il problema di farli seguire più spesso da
persone diverse dai genitori, ma credo dal punto di vista morale, la scelta di far
vivere, o no, questa condizione ai propri figli spetti alle famiglie, non
all'Amministrazione.
Se invece è un problema di costi, mi rendo conto che si tratta di un problema di
allocazione delle risorse, perché la condizione economico-finanziaria e i mancati
trasferimenti sono ineludibili e li conosciamo bene.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Pellerino.

PELLERINO Mariagrazia (Assessore)
Io credo che questa Amministrazione Comunale, come quelle che l'hanno preceduta,
metta a disposizione delle famiglie questi servizi proprio perché ritiene che i bimbi e
le bimbe innanzitutto ne abbiano diritto, proprio perché attraverso questi servizi si
raggiunge una formazione che serve anche a irrobustire il bambino e la bambina nel
successivo percorso formativo. Credo che questo convincimento sia molto forte in
questa Città, tanto che Torino vanta dei servizi educativi per l'infanzia che sono
considerati da sempre di prim'ordine.
Ne approfitto per dire al Consigliere che nonostante cospicui tagli di risorse, proprio
sui servizi per l'infanzia, che arrivano non soltanto dal Governo centrale, ma anche
dalla Regione Piemonte, noi abbiamo mantenuto inalterata la nostra offerta di servizi,
naturalmente modificando in parte le modalità di erogazione, ma comunque
mantenendo questi servizi all'interno di un sistema integrato.
Fatta questa premessa, credo che sia ragionevole prevedere che l'accesso al servizio
anticipato, o posticipato, debba essere messo in relazione alle necessità e agli
impedimenti dei genitori di risolvere altrimenti queste loro esigenze. Credo che
questo sia un principio di buonsenso.
Quindi, noi non abbiamo escluso ai genitori l'accesso al servizio nido anticipato;
abbiamo semplicemente richiesto di indicarci le ragioni di lavoro che determinano
questo impedimento, perché non deve essere una scelta arrivare alle 7.30,
evidentemente deve esserci un impedimento.
Come dicevo prima, dovremmo avere un po' di sensibilità sul fatto che un bimbo, in
tenerissima età, stia fuori casa dalle ore 7.30 alle ore 17.30, perché, nel momento in
cui si chiede alla Città di svolgere un servizio educativo nei confronti di questi bimbi
e non semplicemente un servizio di badanza, o di assistenza, credo che la Città, se
non ci sono impedimenti da parte dei genitori, debba anche tenere in considerazione
qual è il modo migliore per offrire a questi bimbi un servizio che sia davvero
educativo e non si trasformi in un parcheggio.
Detto questo, credo che il fatto che le famiglie abbiano più di un figlio sia
considerato da questa Città un valore aggiunto, tanto che nel Regolamento per
l'accesso a questi servizi è una condizione premiale avere più di un figlio. Per cui,
credo che tutte queste considerazioni siano in sintonia con quelli che sono i nostri
Regolamenti di accesso.
Come dicevo prima, questa possibilità per chi lavora c'è. È chiaro che c'è un
Regolamento dei servizi diverso tra nidi e scuole dell'infanzia, che è più che
giustificato dalle diverse modalità con cui questi servizi vengono resi: dai rapporti
numerici necessari tra l'educatore del nido e il bimbo, rispetto al rapporto numerico
che viene richiesto tra insegnante e bambino nella scuola dell'infanzia.
Altra motivazione risiede nel fatto che parliamo di bimbi che hanno età diverse (0-3
anni, in un caso); quindi, bambini che hanno anche una fragilità, che hanno anche la
necessità di stare con le loro famiglie, anche da un punto di vista di una educazione
equilibrata, perché un'educazione equilibrata non può avvenire tutta all'interno del
servizio educativo, ma dovrà essere contemperata anche all'interno della famiglia.
Ritengo che queste siano le ragioni. Dopo di ciò, nessuno ha avuto dei problemi
rispetto a questo aspetto, infatti - come ho detto prima - se le esigenze sono quelle di
cura, già oggi i comitati di gestione dei nidi autorizzano l'accesso anticipato o
posticipato.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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