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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301115/002, presentata in data 11 marzo 2013, avente per oggetto: "Furti di rame, una piaga fuori controllo?" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Il personale del Nucleo Nomadi, durante l'attività di controllo del territorio, svolge, in via continuativa, dei monitoraggi finalizzati alla tutela del patrimonio cittadino, con particolare riguardo alle infrastrutture comunali. Tuttavia, molti dei reati richiamati nell'interpellanza sono stati perpetrati ai danni di siti privati, stabili, oppure aziende chiuse a seguito di cessata attività e, addirittura, spesso ubicate fuori dal territorio comunale. In ogni caso, nel corso del 2012 i servizi che sono stati svolti riguardo al tema hanno comportato il recupero e il sequestro di circa 10 tonnellate di rame, asportato impropriamente, con numerosi arresti e denunce in stato di libertà degli autori del fatto. Ad esempio, solo dall'inizio del 2013, i controlli, a volte effettuati anche su segnalazione di Uffici della Città, hanno consentito il recupero e il sequestro di 2 tonnellate di rame, con l'individuazione di 8 autori dei fatti, che sono stati tratti in arresto oppure indagati in stato di libertà. I campi nomadi presenti sul territorio cittadino sono oggetto di controlli quotidiani, da parte del Nucleo Nomadi, per contrastare i fenomeni contrari al decoro, tra cui l'accensione dei fuochi; vengono tutti segnalati all'Autorità Giudiziaria. Le segnalazioni per la presenza di fumi, che giungono quasi sempre alla Centrale Operativa della Polizia Municipale, a seconda della località su cui insistono, vengono verificate o dagli appartenenti al Nucleo Nomadi, o dalla Sezione della Circoscrizione. I roghi citati, di norma, sono costituiti da rifiuti urbani, perché l'accensione di fuochi, finalizzati alla separazione del rame dai cavi, ovviamente di provenienza illecita, comporta l'intervento dei Vigili del Fuoco per lo spegnimento, il recupero immediato del materiale rinvenuto da parte del Nucleo Nomadi e la successiva denuncia dell'Autorità Giudiziaria. Questo è quanto accade quando i roghi riguardano la separazione del rame dal cavo, quindi spegnimento del rogo da parte dei Vigili del Fuoco, intervento del Nucleo per il sequestro del materiale rinvenuto e immediata segnalazione all'autorità giudiziaria. Per quanto riguarda, invece, i cosiddetti "ferramiù", io personalmente ho incontrato una loro rappresentanza, cioè coloro che hanno chiesto di essere ricevuti, e sollevavano il problema delle autorizzazioni allo svolgimento della loro attività. Io ho chiarito loro che le autorizzazioni al commercio itinerante - che è quello che loro chiedevano -, quindi, in senso stretto, cioè l'acquisto di un bene per rivenderlo da parte di soggetti professionali, non possono essere considerate titolo che legittima la loro attività, in quanto è proprio un'attività di tipo diverso, cioè rinvenimento di materiali ferrosi per rivenderlo ad altre imprese. Ho specificato loro che la disciplina per la loro attività specifica va individuata nella Regione e, ovviamente, nella Provincia per la parte che riguarda la gestione dei materiali rinvenuti come rifiuti. Devo dire che loro hanno già iniziato ad interfacciarsi con la Provincia e con la Regione e, da quanto riportato da notizie di stampa e anche da altre sollecitazioni che ho richiesto personalmente, pare che la Regione abbia promesso loro di intervenire sulla legislazione vigente. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il problema dei furti di rame viene forse semplificato nelle chiacchiere da bar, ma, oggettivamente, si tratta effettivamente di un problema abbastanza complesso, proprio perché ci sono diversi aspetti. C'è un fenomeno preoccupante di furti di rame: molti riguardano aziende private, però - ovviamente, dal nostro punto di vista - fa ancora più scalpore il danno al patrimonio pubblico. Per cui, quando si legge di furti di rame a Torino Esposizioni o all'Istituto Colombatto, appena ristrutturato a spese pubbliche, facendo rimandare di mesi la riapertura della scuola, chiaramente, forse dovremmo trovare il modo di fermare questo fenomeno. La complessità del problema è data proprio dal fatto che, una volta che qualcuno ha rubato del metallo, è molto difficile distinguere quello rubato da quello, invece, regolarmente rinvenuto con attività di qualunque genere, di recupero di rifiuti o anche di compravendita di avanzi di materiale, tutto quello che si può fare. Per cui, di qui si arriva poi alla questione dei roghi nei campi. Detto che non tutti i roghi che ci sono nei campi nomadi servono a questo scopo, che non tutti coloro che abitano nei campi nomadi vivono facendo questi roghi, o si occupano di furti di rame e non tutti i furti di rame sono fatti da persone che stanno nei campi nomadi, però mi interessava capire - e la ringrazio per la risposta - che cosa succede e, quindi, qual è il tipo di monitoraggio che viene fatto, perché a noi Consiglieri Comunali arrivano continue segnalazioni del tipo: "Tutti i giorni da casa mia vedo il fumo nero che arriva da lì e non si vede mai nessuno che interviene, tutti i giorni va avanti". Mi piacerebbe anche capire quale sia l'entità quantitativa del fenomeno, quindi quanto spesso c'è stato questo intervento che ha verificato che si trattava di un furto di rame, o comunque di bruciatura di materiale di metallo per separarlo, eccetera, quindi per capire se succede una volta all'anno o una volta al giorno, per individuare il tipo di intervento che si può adottare. Poi, però, c'è l'atto relativo all'attività dei ferramiù, assolutamente legittima e anche utile, perché siamo tutti molto favorevoli al riciclaggio e al recupero dei materiali. Quindi, quella è un'attività che andrebbe facilitata, perché è utile dal punto di vista ambientale: il materiale ferroso invece di essere smaltito chissà come, o comunque sparso in giro per l'ambiente, viene recuperato e riutilizzato. Tra l'altro, questa attività può anche essere uno strumento di integrazione, nel senso che potrebbe garantire un reddito a coloro che provengo dall'etnia Rom, come qualunque altro tipo di lavoro, facilitandone l'integrazione. Proprio per questo, da una parte, bisognerebbe evitare delle regole che presumono che coloro che svolgono questa attività lo facciano illegalmente, bloccandogli la possibilità di lavorare. Dall'altra parte, però, si deve garantire che questa attività sia compatibile con l'ambiente e legale, garantendo la provenienza del materiale. Se ho ben capito, quest'ultima parte è di competenza della Regione e Provincia; quindi, vedremo cosa sta succedendo presso queste sedi. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Prima, rispondendo all'interpellanza, non ho detto che il caso citato nell'interpellanza è stato brillantemente risolto dal Nucleo Nomadi, perché coloro che hanno rubato del rame a Torino Esposizioni sono stati arrestati ed è stato recuperato tutto il materiale. Non l'ho detto perché non sembrasse troppo un vanto. Invece, per quanto riguarda il problema dei ferramiù, credo che la circolare della Provincia - che poi ha innescato tutta la protesta, che veniva da un irrigidimento della legislazione regionale - sia dovuta a una precisa richiesta da parte degli organi della Polizia di Stato (nella fattispecie, credo, la Polfer), proprio per cercare di arrivare alla radice del fenomeno, perché il problema - come giustamente diceva il Capogruppo Bertola - è avere una tracciabilità sicura della merce trattata. So che ci stanno provando, però è difficile trovare un equilibrio tra l'esigenza della tracciabilità e l'esigenza di far sì che questa gente possa avere un reddito sicuro, che ne favorisca anche l'integrazione. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |