| Interventi |
LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301116/002, presentata in data 11 marzo 2013, avente per oggetto: "Diritto d'autore e diritto allo studio: quale viene prima?" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Forse risponderò un po' impropriamente. L'interpellanza riguarda quanto è accaduto il 28 febbraio di quest'anno: il blitz è avvenuto da parte della Polizia Municipale, ma su delega della Procura della Repubblica, quindi agivamo come Polizia Giudiziaria, perché, a seguito degli accertamenti effettuati, era emerso che nei locali oggetto di intervento venivano effettuate attività in contrasto con la normativa vigente in tema di riproduzione dei testi. Ho qui una nota dell'Assessore Pellerino che credo sia molto utile e interessante, quindi ne do lettura: "L'oggetto della tutela della Legge n. 633 del 1941 sono le opere dell'ingegno di carattere creativo, che appartengono quindi alla letteratura, alla musica, all'architettura, eccetera. Gli articoli nn. 68 e 181 comma ter consentono, con delle precise limitazioni, la riproduzione, per uso personale, di opere dell'ingegno, effettuata mediante fotocopie, xerocopie o sistema analogo. Queste riproduzioni sono consentite esclusivamente per uso personale e nei limiti del 15% di ciascun volume, dietro corresponsione di un compenso in forma forfettaria, la cui riscossione è demandata alla SIAE". Quindi, guardiamo cosa è lecito fare: fotocopiare libri e riviste esclusivamente per uso personale e nel limite del 15%, fatte salve le eccezioni per i libri fuori commercio e di pubblico dominio; fotocopiare, per uso personale, anche oltre il 15%, fino alla fotocopia integrale, esclusivamente nei casi previsti dalla Legge, quindi libri e riviste di pubblico dominio, libri e riviste esistenti nelle biblioteche, rari e fuori commercio; fotocopiare testi non coperti da tutela, quindi per esempio appunti di professori, appunti di trascrizioni di lezioni, anche in forma di dispensa, però mai pubblicati. Le linee guida sulla riproduzione dei testi si basano su quanto previsto dalla normativa in materia di diritto d'autore e dall'accordo definito tra SIAE e CRUI il 19 luglio 2007. L'Assessorato per le Politiche Educative, nell'ambito del progetto "Torino Città Universitaria", ha avviato da diversi mesi un intenso dibattito con il Centro Nexa del Politecnico di Torino, in particolare con il professor Juan Carlos De Martin e con il professor Federico Morando, che è l'attuale Presidente di "Creative Commons Italia", per individuare metodi alternativi di fruizione di opere dell'ingegno e in particolare tutto il materiale per lo studio e la didattica, sia in ambito di scuola dell'obbligo, che per l'editoria universitaria. Tra le varie attività di ricerca nel Centro Nexa, c'è un focus sul dominio open content e open data: è in programma per il mese di maggio una conferenza-seminario sul tema del libero accesso alla conoscenza, diritto d'autore, copyright e copyleft, con i maggiori esperti e attori della questione in campo nazionale. L'obiettivo è quello di sensibilizzare la comunità accademica, le case editrici e il Governo nazionale sul tema del diritto allo studio e di come favorire l'accesso alla conoscenza a tutti gli studenti capaci e meritevoli - ovviamente, anche privi di mezzi -, come previsto dall'articolo 34 della Costituzione. Il fatto che negli ultimi anni il diritto allo studio nella Regione Piemonte abbia subito gravi tagli, non permettendo a tutti gli aventi diritto di ricevere la borsa di studio, ci interroga urgentemente su come trovare forme alternative, senza però entrare in contrasto con quella che è la normativa vigente, proprio per permettere a tutti gli studenti l'accesso ai libri di testo. Le potenzialità offerte dalla rete in questo campo sono enormi e l'utilizzo di nuove licenze, come, per l'appunto, sembrano essere le licenze "creative commons", possono permettere il libero scambio e la libera riproduzione di materiale didattico. L'Università di Torino e il Politecnico, quindi, da diversi mesi sono attivi sul tema del libero accesso. Come si può vedere, il tema in generale è comunque molto complesso e la legislazione nazionale segue delle direttive internazionali e comunitarie. L'Assessorato alle Risorse Educative, nell'ambito del progetto "Scuola dei compiti", per favorire il diritto allo studio ha richiesto ai due Atenei torinesi di poter utilizzare borse part-time per far partecipare attivamente studenti universitari per i servizi della Città, e in questo modo cerca di dare il suo contributo per aiutare gli studenti universitari al successo formativo. I computer che verranno donati alle scuole dell'obbligo sono stati tutti ricondizionati con sistema operativo e applicativi open source proprio dagli studenti universitari del Politecnico. Inoltre, stiamo facendo un censimento su tutti i progetti virtuosi nel campo del libero accesso sul territorio nazionale, per provare ad avviare, anche sulle scuole della Città, un dibattito e una sensibilizzazione sul tema. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore Tedesco per la risposta e anche l'Assessore Pellerino per la risposta fornita in via indiretta, sapendo anche che l'Assessore Pellerino ha un passato all'Ente per il Diritto allo Studio, quindi è sicuramente interessata al tema. L'interpellanza nasce, però, dall'esigenza di capire meglio le ragioni e le motivazioni che vi sono dietro questo blitz, che ha suscitato un discreto scalpore, perché, se da una parte la Legge 633 sul diritto d'autore è una Legge dello Stato ed è giusto che venga applicata, dall'altra, in questo momento, agli occhi dei cittadini, degli studenti universitari, ma anche della cittadinanza in generale, di chi ha esaminato questa vicenda da fuori, ha fatto un po' specie che, con tutti i problemi di sicurezza che ci sono oggi a Torino, la priorità per la sicurezza cittadina fosse considerata un crackdown per la fotocopiatura dei testi universitari, anche se abbiamo capito che non dipendeva da una scelta del Comune, ma dalla Procura della Repubblica. Pertanto, ci interessava capire se, a livello istituzionale, il Comune di Torino avesse qualcosa da dire su questa vicenda. Quindi, va bene la quantità di progetti che il Comune cerca di portare avanti, però credo che ci vorrebbe un minimo di dialogo - anche a livello informale - con la Procura e con le Autorità Giudiziarie, anche perché, pur capendo l'obbligatorietà dell'azione penale, forse ci possono essere altre priorità. Anche perché, purtroppo, nel momento economico attuale, sappiamo tutti che molti studenti non possono permettersi di comprare i libri in originale. Questa è un'annosa vicenda che, probabilmente, si trascina da quando esiste l'università italiana o l'editoria universitaria, per cui da una parte abbiamo dei docenti che, giustamente, vogliono guadagnare dei soldi con i propri testi, che sono frutto del loro lavoro, dei loro studi, quindi meritatamente, però spesso arrivano a mezzi come richiedere l'esibizione di un testo originale - magari anche timbrandolo per evitare che poi possa essere passato a qualcun altro -per dimostrare che lo studente ha comprato il loro libro prima di poter fare l'esame. A fronte di comportamenti di questo genere, forse la Città dovrebbe cercare di collaborare con l'Ente per il Diritto allo Studio e con le altre Istituzioni, per riuscire a garantire l'accesso ai testi universitari anche in un momento così difficile. Capisco la difficoltà di fronte alla Legge, capisco anche la difficoltà di fare quello forse sarebbe più ovvio, cioè cercare di trovare dei fondi, magari, per facilitare il prestito di questi testi (che, peraltro, sarebbe compito dell'Ente Diritto allo Studio, che però, a sua volta, come sappiamo, ha una serie di problemi finanziari, ha difficoltà a finanziare le borse di studio e tutto quello che si può pensare), però su questa vicenda la Città potrebbe svolgere un'azione un po' più attiva. Per cui, va bene il dialogo con Nexa e con Juan Carlos De Martin, che peraltro conosco e frequento da molti anni, perché sul tema dell'open access abbiamo lavorato insieme (tra l'altro, adesso è appena stato nominato dal Ministro Profumo anche capo di una Commissione che si occuperà proprio del tema, quindi anche su questo, probabilmente, la Città potrà dare una mano), però forse il tema dell'open access potrebbe essere utilizzato dalla Città per fare un po' di pressione sugli Atenei, in modo che, a loro volta, spingano i docenti ad adottare queste licenze, le creative commons, queste modalità di distribuzione dei testi, come peraltro fanno già al MIT e in tutta una serie di grandi università straniere, però, anche qui, capisco che non sia competenza diretta. Forse, come Consiglio Comunale, potremmo studiare un atto di indirizzo, un ordine del giorno, per chiedere che ci sia anche una revisione della logica del diritto d'autore sui testi universitari e, quindi, invitare magari il Parlamento ad agire in merito. Magari su questo possiamo cercare di lavorare, discutendone in Commissione (non so bene in quale, penso in V Commissione). LEVI Marta (Vicepresidente) Sì, in V Commissione, magari con l'Assessore Pellerino e non con l'Assessore Tedesco. L'interpellanza è discussa. |