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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Aprile 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 11
INTERPELLANZA 2013-01116
"DIRITTO D'AUTORE E DIRITTO ALLO STUDIO: QUALE VIENE PRIMA?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 11 MARZO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301116/002, presentata in
data 11 marzo 2013, avente per oggetto:

"Diritto d'autore e diritto allo studio: quale viene prima?"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessore)
Forse risponderò un po' impropriamente. L'interpellanza riguarda quanto è accaduto
il 28 febbraio di quest'anno: il blitz è avvenuto da parte della Polizia Municipale, ma
su delega della Procura della Repubblica, quindi agivamo come Polizia Giudiziaria,
perché, a seguito degli accertamenti effettuati, era emerso che nei locali oggetto di
intervento venivano effettuate attività in contrasto con la normativa vigente in tema
di riproduzione dei testi.
Ho qui una nota dell'Assessore Pellerino che credo sia molto utile e interessante,
quindi ne do lettura: "L'oggetto della tutela della Legge n. 633 del 1941 sono le
opere dell'ingegno di carattere creativo, che appartengono quindi alla letteratura, alla
musica, all'architettura, eccetera.
Gli articoli nn. 68 e 181 comma ter consentono, con delle precise limitazioni, la
riproduzione, per uso personale, di opere dell'ingegno, effettuata mediante fotocopie,
xerocopie o sistema analogo. Queste riproduzioni sono consentite esclusivamente per
uso personale e nei limiti del 15% di ciascun volume, dietro corresponsione di un
compenso in forma forfettaria, la cui riscossione è demandata alla SIAE".
Quindi, guardiamo cosa è lecito fare: fotocopiare libri e riviste esclusivamente per
uso personale e nel limite del 15%, fatte salve le eccezioni per i libri fuori
commercio e di pubblico dominio; fotocopiare, per uso personale, anche oltre il 15%,
fino alla fotocopia integrale, esclusivamente nei casi previsti dalla Legge, quindi libri
e riviste di pubblico dominio, libri e riviste esistenti nelle biblioteche, rari e fuori
commercio; fotocopiare testi non coperti da tutela, quindi per esempio appunti di
professori, appunti di trascrizioni di lezioni, anche in forma di dispensa, però mai
pubblicati.
Le linee guida sulla riproduzione dei testi si basano su quanto previsto dalla
normativa in materia di diritto d'autore e dall'accordo definito tra SIAE e CRUI il 19
luglio 2007.
L'Assessorato per le Politiche Educative, nell'ambito del progetto "Torino Città
Universitaria", ha avviato da diversi mesi un intenso dibattito con il Centro Nexa del
Politecnico di Torino, in particolare con il professor Juan Carlos De Martin e con il
professor Federico Morando, che è l'attuale Presidente di "Creative Commons
Italia", per individuare metodi alternativi di fruizione di opere dell'ingegno e in
particolare tutto il materiale per lo studio e la didattica, sia in ambito di scuola
dell'obbligo, che per l'editoria universitaria.
Tra le varie attività di ricerca nel Centro Nexa, c'è un focus sul dominio open content
e open data: è in programma per il mese di maggio una conferenza-seminario sul
tema del libero accesso alla conoscenza, diritto d'autore, copyright e copyleft, con i
maggiori esperti e attori della questione in campo nazionale.
L'obiettivo è quello di sensibilizzare la comunità accademica, le case editrici e il
Governo nazionale sul tema del diritto allo studio e di come favorire l'accesso alla
conoscenza a tutti gli studenti capaci e meritevoli - ovviamente, anche privi di mezzi
-, come previsto dall'articolo 34 della Costituzione.
Il fatto che negli ultimi anni il diritto allo studio nella Regione Piemonte abbia subito
gravi tagli, non permettendo a tutti gli aventi diritto di ricevere la borsa di studio, ci
interroga urgentemente su come trovare forme alternative, senza però entrare in
contrasto con quella che è la normativa vigente, proprio per permettere a tutti gli
studenti l'accesso ai libri di testo.
Le potenzialità offerte dalla rete in questo campo sono enormi e l'utilizzo di nuove
licenze, come, per l'appunto, sembrano essere le licenze "creative commons",
possono permettere il libero scambio e la libera riproduzione di materiale didattico.
L'Università di Torino e il Politecnico, quindi, da diversi mesi sono attivi sul tema
del libero accesso.
Come si può vedere, il tema in generale è comunque molto complesso e la
legislazione nazionale segue delle direttive internazionali e comunitarie.
L'Assessorato alle Risorse Educative, nell'ambito del progetto "Scuola dei compiti",
per favorire il diritto allo studio ha richiesto ai due Atenei torinesi di poter utilizzare
borse part-time per far partecipare attivamente studenti universitari per i servizi della
Città, e in questo modo cerca di dare il suo contributo per aiutare gli studenti
universitari al successo formativo.
I computer che verranno donati alle scuole dell'obbligo sono stati tutti ricondizionati
con sistema operativo e applicativi open source proprio dagli studenti universitari del
Politecnico.
Inoltre, stiamo facendo un censimento su tutti i progetti virtuosi nel campo del libero
accesso sul territorio nazionale, per provare ad avviare, anche sulle scuole della Città,
un dibattito e una sensibilizzazione sul tema.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore Tedesco per la risposta e anche l'Assessore Pellerino per la
risposta fornita in via indiretta, sapendo anche che l'Assessore Pellerino ha un
passato all'Ente per il Diritto allo Studio, quindi è sicuramente interessata al tema.
L'interpellanza nasce, però, dall'esigenza di capire meglio le ragioni e le motivazioni
che vi sono dietro questo blitz, che ha suscitato un discreto scalpore, perché, se da
una parte la Legge 633 sul diritto d'autore è una Legge dello Stato ed è giusto che
venga applicata, dall'altra, in questo momento, agli occhi dei cittadini, degli studenti
universitari, ma anche della cittadinanza in generale, di chi ha esaminato questa
vicenda da fuori, ha fatto un po' specie che, con tutti i problemi di sicurezza che ci
sono oggi a Torino, la priorità per la sicurezza cittadina fosse considerata un
crackdown per la fotocopiatura dei testi universitari, anche se abbiamo capito che
non dipendeva da una scelta del Comune, ma dalla Procura della Repubblica.
Pertanto, ci interessava capire se, a livello istituzionale, il Comune di Torino avesse
qualcosa da dire su questa vicenda.
Quindi, va bene la quantità di progetti che il Comune cerca di portare avanti, però
credo che ci vorrebbe un minimo di dialogo - anche a livello informale - con la
Procura e con le Autorità Giudiziarie, anche perché, pur capendo l'obbligatorietà
dell'azione penale, forse ci possono essere altre priorità. Anche perché, purtroppo,
nel momento economico attuale, sappiamo tutti che molti studenti non possono
permettersi di comprare i libri in originale. Questa è un'annosa vicenda che,
probabilmente, si trascina da quando esiste l'università italiana o l'editoria
universitaria, per cui da una parte abbiamo dei docenti che, giustamente, vogliono
guadagnare dei soldi con i propri testi, che sono frutto del loro lavoro, dei loro studi,
quindi meritatamente, però spesso arrivano a mezzi come richiedere l'esibizione di
un testo originale - magari anche timbrandolo per evitare che poi possa essere
passato a qualcun altro -per dimostrare che lo studente ha comprato il loro libro
prima di poter fare l'esame.
A fronte di comportamenti di questo genere, forse la Città dovrebbe cercare di
collaborare con l'Ente per il Diritto allo Studio e con le altre Istituzioni, per riuscire a
garantire l'accesso ai testi universitari anche in un momento così difficile.
Capisco la difficoltà di fronte alla Legge, capisco anche la difficoltà di fare quello
forse sarebbe più ovvio, cioè cercare di trovare dei fondi, magari, per facilitare il
prestito di questi testi (che, peraltro, sarebbe compito dell'Ente Diritto allo Studio,
che però, a sua volta, come sappiamo, ha una serie di problemi finanziari, ha
difficoltà a finanziare le borse di studio e tutto quello che si può pensare), però su
questa vicenda la Città potrebbe svolgere un'azione un po' più attiva.
Per cui, va bene il dialogo con Nexa e con Juan Carlos De Martin, che peraltro
conosco e frequento da molti anni, perché sul tema dell'open access abbiamo
lavorato insieme (tra l'altro, adesso è appena stato nominato dal Ministro Profumo
anche capo di una Commissione che si occuperà proprio del tema, quindi anche su
questo, probabilmente, la Città potrà dare una mano), però forse il tema dell'open
access potrebbe essere utilizzato dalla Città per fare un po' di pressione sugli Atenei,
in modo che, a loro volta, spingano i docenti ad adottare queste licenze, le creative
commons, queste modalità di distribuzione dei testi, come peraltro fanno già al MIT
e in tutta una serie di grandi università straniere, però, anche qui, capisco che non sia
competenza diretta.
Forse, come Consiglio Comunale, potremmo studiare un atto di indirizzo, un ordine
del giorno, per chiedere che ci sia anche una revisione della logica del diritto
d'autore sui testi universitari e, quindi, invitare magari il Parlamento ad agire in
merito. Magari su questo possiamo cercare di lavorare, discutendone in
Commissione (non so bene in quale, penso in V Commissione).

LEVI Marta (Vicepresidente)
Sì, in V Commissione, magari con l'Assessore Pellerino e non con l'Assessore
Tedesco.
L'interpellanza è discussa.

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