| Interventi |
LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301111/002, presentata in data 11 marzo 2013, avente per oggetto: "Nuova occupazione anarchica diventa hotel per zingari?" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessore) Per quanto riguarda i punti nn. 1, 2 e 3, l'immobile non è di proprietà della Città ed è da tempo occupato da appartenenti all'area antagonista. Lo stabile è composto da un piano fuori terra e tutto lo spazio che è fortemente degradato è delimitato da un muro perimetrale. Abbiamo fatto numerosi sopralluoghi e abbiamo verificato che in via continuativa non risultano occupazioni recenti ad opera di appartenenti all'etnia Rom. Però, la situazione è nota e l'edificio di via Modena, angolo corso Palermo, è stato inserito nell'elenco degli stabili cittadini occupati il cui monitoraggio è - come bene il Capogruppo Marrone sa - sempre demandato per competenza specifica alle Forze di Polizia Statali. I Servizi Sociali non sono al corrente dell'identità, né di eventuali percorsi di assistenza in capo agli occupanti. Ripeto, questo è principalmente dovuto al fatto che non si tratta di occupazione continuativa. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessore per la risposta, che dà delle conferme a quelle che sono le segnalazioni che pervengono dai cittadini. Questa occupazione si è autodefinita, sulla scorta di tante altre, occupazione abitativa; in realtà, però, rispetto ad altre occupazioni - sulle quali non è questa la sede di esprimere un giudizio -, che oggettivamente destinano degli immobili pubblici, spesso caduti in abbandono, alle legittime esigenze abitative di persone che sono in emergenza abitativa (quindi, in mezzo ad una strada, senza altri ricoveri e, magari, addirittura avendo diritto all'assistenza statale sul fronte dell'emergenza abitativa), come confermano tutte le fonti, questa occupazione non ha nulla a che vedere con tutto ciò. Nel senso che, in realtà, è stata presa dal solito giro, umano e politico - se così lo vogliamo chiamare -, dell'anarchia torinese, soprattutto di Torino Nord, che l'ha destinato ad una specie di parcheggio temporaneo di persone, che si avvicendano come in un porto di mare, per cui ogni tanto abbiamo comitive di punkabbestia, ogni tanto abbiamo comitive di nomadi: stanno un po' di tempo e poi se ne vanno, si danno il cambio. Il risultato è che adesso questo immobile è diventato anche una sede di feste: come si potrà vedere anche dalla lettera di un lettore de "La Stampa", pubblicata da "Specchio dei Tempi" in data odierna, nel weekend questa occupazione è stata sede di una specie di rave party. Questo, di fatto, toglie ogni velo dall'ipotetica destinazione sociale di questa occupazione, perché in realtà si tratta solo dell'ennesimo elemento di degrado e di disagio nei confronti dei cittadini residenti. Consapevoli del fatto che questo immobile non è di proprietà della Città, per cui non si può chiedere alla Città di richiederne formalmente lo sgombero, perché è di proprietà del demanio, quello che però chiediamo in questa sede all'Assessore e all'Amministrazione Comunale è di sollecitare in ogni sede opportuna - al Tavolo della Sicurezza o comunque in ogni momento di confronto con le Autorità statali competenti, come la Prefettura o la Questura - l'immediato sgombero, perché quello che noi rifiutiamo è che questa occupazione venga catalogata come un problema umanitario o sociale, perché in realtà si tratta di un mero problema di ordine pubblico e, come tale, i cittadini residenti della zona chiedono che venga trattato. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |