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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Marzo 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2013-01079
"PUBBLICITA' REGISTRI CIMITERIALI CITTA' DI TORINO SU SITO WWW.CIMITERITORINO.IT" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CURTO IN DATA 8 MARZO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201301079/002, presentata in
data 8 marzo 2013, avente per oggetto:

"Pubblicità registri cimiteriali Città di Torino su sito www.cimiteritorino.it"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La questione è sufficientemente complessa, ma è abbastanza chiara. Innanzitutto,
credo che vada espresso il rammarico dell'Amministrazione nei confronti di coloro
che, in relazione alla risonanza mediatica del tema, hanno manifestato disappunto per
aver trovato i dati dei loro defunti su un sito commerciale americano.
È evidente che la presenza dei nomi dei defunti in siti volti a finalità di lucro non
rientra né nelle finalità istituzionali, né negli intendimenti di questo Comune, mentre
è un obbligo dell'Amministrazione pubblicare i dati dei defunti.
L'articolo n. 32 del Regolamento Comunale, "Atti a disposizione del pubblico",
prevede che il Servizio Cimiteriale assicuri ai cittadini la più ampia informazione
sull'ubicazione dei defunti e sull'insieme delle attività di sepoltura (dai loculi,
all'interramento, alla cremazione).
Ovviamente, queste informazioni non possono che intendersi nella loro accezione più
ampia e non appaiono riducibili nell'ambito delle famiglie a ciò interessate. Infatti, la
Legge Regionale del Piemonte sulla dispersione ed affido delle ceneri prevede che
vada tutelato il senso comunitario della morte anche nei confronti di coloro che non
hanno scelto di essere sepolti al Cimitero (articolo n. 7 della Legge Regionale del
2007); questa indicazione è stata poi trasfusa nel nostro Regolamento Comunale, che,
all'articolo n. 40, dice: "I Servizi Cimiteriali provvedono alla realizzazione nel
Cimitero Monumentale di apposita segnaletica riportante i dati anagrafici dei defunti
cremati in Torino, le cui ceneri sono state disperse o affidate agli aventi titolo".
La Città di Torino, con deliberazione del marzo 2011 (ordinanza n. 87), è andata
ancora più in là, prevedendo non solo la pubblicità dei dati anagrafici dei defunti
come testimonianza del permanere dell'interesse della comunità verso ognuno dei
suoi componenti, ma anche che debbano essere costituite misure etiche di garanzia,
realizzando luoghi da offrire alla pietà dei visitatori dove si possa concretamente
continuare a pensare che ogni defunto di questa comunità rimane, insieme a tutti gli
altri, mantenendo la propria individualità di persona. Altresì, a testimonianza del
permanere del senso comunitario della morte, i cimiteri cittadini dovranno essere
conseguentemente attrezzati con dispositivi per la memoria virtuale, simili a quelli
già in uso nel Luogo del Ricordo realizzato presso il Cimitero Monumentale, ai sensi
della citata deliberazione del Consiglio Comunale.
Già a partire dal 2004, sulla scorta del Regolamento Comunale, l'Amministrazione
ha attivato il servizio di ricerca defunti presso i siti cimiteriali, i Totem. Dal 2009, i
dati dei defunti sepolti a Torino sono consultabili sul sito del Comune
(www.comune.torino.it/servizionline/cimiteri) e vengono costantemente aggiornati in
relazione all'operatività cimiteriale gestita da AFC. Sul sito si trova il nome del
defunto, dov'è ubicato, in quale anno è stato sepolto (in modo tale che si sappia
quando sarà necessario fare l'esumazione o l'estumulazione) ed il nome del coniuge,
che è il dato che ha comportato un po' di problemi; si inserisce anche il nome del
coniuge perché sono tanti i casi di omonimia, per cui molto spesso si rischia, se non
si ha anche questo riferimento, di fare delle operazioni sbagliate.
Nell'interpellanza si chiede perché non sia stato chiesto alle famiglie di firmare un
esplicito consenso alla pubblicazione dei dati e come ci si regola per coloro che siano
deceduti prima dell'entrata in vigore della Legge sulla privacy. Credo che la
questione sia da ricondurre all'insieme della problematica: come si è visto, il
trattamento e la diffusione operati sui dati anagrafici dei defunti rientrano tra le
finalità istituzionali del Servizio Cimiteriale, diversamente dai contesti commerciali,
dove invece ai singoli viene richiesto di aderire privatamente al trattamento ed alla
diffusione dei dati da parte di operatori privati. Questo discrimine è importante,
poiché, nel solco di una tradizione plurisecolare (che ha origine dalla Rivoluzione
Francese), la scomparsa di ogni persona è un evento che interessa l'intera comunità,
sia per motivi sanitari, sia - e, forse, ancora di più - per motivi etici.
Il nostro Ordinamento prevede un interesse pubblico su tutti i decessi e ogni
sepoltura deve essere identificabile con i dati del defunto. I cimiteri sono pubblici e
da più parti si ritiene che la memoria della comunità e la tutela del ricordo siano beni
comuni, che devono essere assicurati universalmente e non soltanto a coloro che
hanno i soldi per pagare.
Il Servizio Cimiteriale, custode della memoria della comunità e del ricordo, è quindi
tenuto alla registrazione di ogni movimento dei defunti, tanto in ingresso che in
uscita, cioè è come l'Anagrafe.
Altri ordinamenti, invece, in particolare quello americano, prevedono la completa
privatizzazione della morte, una volta escluse cause di giustizia. Si tratta di uno
scenario supercommerciale, dove il funerale, il destino del defunto e la tomba sono
affari che non interessano lo Stato, ma solo le famiglie e le imprese. Scenario che -
fortunatamente, penso - non è il nostro.
Ciò detto, nell'estate del 2012, avuta notizia della presenza di dati di defunti torinesi
in un sito commerciale americano, è stata rafforzata la protezione del sito comunale
da accessi automatici massivi, con l'introduzione di uno strumento di blocco quale il
sistema CAPTCHA e il blocco di consultazioni che pervengono ripetutamente da un
medesimo indirizzo in una determinata unità di tempo.
È stata formalizzata una richiesta di parere al Garante della privacy riguardo la liceità
di questo utilizzo.
È stato diramato sul nostro sito, www.cimiteritorino.it, uno specifico avviso nel quale
il Servizio Cimiteriale ribadiva la sua totale estraneità, assicurando che i dati dei
defunti conservati nella banca dati cimiteriale non erano mai stati ceduti a terzi.
A tale istanza il Garante non ha ancora risposto ed è evidente che la possibilità, per il
Comune, di adire per vie legali avverso il sito in questione dipende dalla ricognizione
normativa dell'Autorità preposta.
Sentito questa mattina, sembra che sia prossimo il fatto di ricevere una risposta al
riguardo.
Su questa base, abbiamo saputo che la Polizia Postale è già informata e sta già
attuando una serie di verifiche, in quanto la Società americana che ha utilizzato i dati
ha sede in Umbria, per cui la Polizia Postale umbra si è già messa in moto.
Ovviamente, a fronte del fatto che anche in altre città si sta affrontando lo stesso
argomento, nel momento in cui avremo una risposta da parte del Garante, che ci dice
che questa cosa non era possibile, ovviamente anche noi potremo adire a vie legali.
Il quadro della legislazione italiana ed europea, da qualche anno, mostra ampia enfasi
nella promozione, utilizzo e diffusione di dati pubblici, come dimostrano anche
recenti innovazioni in tema di normativa approvata dai Parlamenti e Governi europei.
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione è questo, anzi dovrebbe essere
portata a sistema.
In definitiva, ci si trova a contatto con una materia in evoluzione. Oggi, inserendo il
proprio nominativo in un motore di ricerca, si ha, come risultato, una miriade di
risposte, ove il nostro nominativo è incasellato in siti che propongono svariate offerte
commerciali; è un effetto proprio della rete, a cui, per il momento, sembra
impossibile sottrarsi.
Tuttavia, particolare attenzione è stata posta a non rendere il sito consultabile tramite
motori di ricerca, ma solo attraverso l'accesso al sito comunale, che viene rilanciato
da AFC. Ciò nonostante, il servizio di consultazione della banca dati cimiteriale
viene utilizzato diffusamente. Ogni giorno vengono, in media, consultate 2.200
pagine per la ricerca dei defunti, assolvendo a un fabbisogno informativo di gran
lunga superiore alle possibilità materiali degli Uffici Cimiteriali.
Mediamente, abbiamo 150 utenti che utilizzano il sito per discutere con AFC, per
avere informazioni sulla data dell'esumazione, per avere informazioni rispetto
all'ubicazione della sepoltura e quant'altro.
Nei collegamenti alla banca dati cimiteriale non solo vengono fornite informazioni
sull'ubicazione della sepoltura, ma l'accesso consente anche - come dicevo poc'anzi
-, a partire dalla ricerca di un proprio defunto, di comunicare direttamente e
comodamente con gli Uffici Cimiteriali per chiedere informazioni, segnalare disguidi
o risolvere problemi.
Moltissime richieste sono, inoltre, di correzione di qualche dato identificativo dei
propri cari, magari espresso in modo impreciso, come la data di morte e il nome di
battesimo del coniuge. Questo mi pare anche il segno di un apprezzamento
dell'iniziativa comunale.
Nella cosiddetta era di internet, credo che la miglior risposta agli utilizzi impropri da
parte dei soggetti privati non possa essere quella della soppressione o di una
limitazione, ma, anzi, il suo rafforzamento, assicurando ai cittadini che lo desiderano
- e la cosa sarebbe possibile con costi molti contenuti - la possibilità di
personalizzare il ricordo individuale dei propri cari, senza doversi sobbarcare le
onerose spese richieste da operatori interessati.
Tra l'altro, fino adesso, in realtà, noi abbiamo avuto cinque reclami. Che cosa può
essere capitato? Nel 2011 c'è stata questa iniziativa massiva da parte di questa
Società. Negli ultimi periodi, in realtà, non abbiamo più avuto reclami; dei cinque
reclami, quattro risalgono al primo semestre 2012 e le risposte formali rilasciate
dall'Ufficio, che evidenziano l'estraneità del Servizio Cimiteriale cittadino rispetto al
sito commerciale, non hanno provocato, al momento, alcuna ulteriore reazione.
Abbiamo, invece, il caso di una signora che ha posto il problema e che ha chiesto la
cancellazione dei dati; le si sono spiegate le stesse argomentazioni che si sono riferite
alle altre 4 persone che avevano presentato reclamo, cioè l'estraneità della Città e di
AFC, l'obbligatorietà, di fatto, alla tenuta del Registro cimiteriale ed alla pubblicità
dei dati, la diffusione di dati comunque non ritenuti sensibili dalla normativa e quindi
pubblicabili, ma i toni dell'interlocuzione della signora sono via via saliti, nonostante
un atteggiamento abbastanza educato e composto da parte degli Uffici. Le è stato
anche chiesto per quale motivazione volesse la cancellazione e a questo non c'è stata
risposta.
Per cui, oggi, in realtà, abbiamo un caso non risolto nel rapporto con una persona e,
allo stato attuale, è anche difficile pensare di risolverlo.
Resta inteso - credo sia già chiaro da quanto ho detto prima - che, nel momento in cui
il Garante ci darà una risposta sull'argomento, ovviamente, se potremo adire a vie
legali verso la Società che ne ha fatto uso, lo faremo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ringrazio il Vicesindaco per questa lunga risposta, che ha solo parzialmente chiarito
l'argomento, ma questo probabilmente era inevitabile, perché, da quanto ha detto il
Vicesindaco, è chiaro che il quadro è in evoluzione.
Comincio col dire che a me risultano ben più casi rispetto a quelli che sono stati
segnalati ad AFC. In particolare, la settimana scorsa c'è stato un nuovo caso
segnalato su "Specchio dei Tempi" de "La Stampa" di Torino; a seguito di questo,
abbiamo provato anche un po' a capire quante persone erano state interessate da
questi fatti e lo stesso "Specchio dei Tempi" ci ha segnalato che erano arrivate
diverse segnalazioni a mezzo lettera o a mezzo email da parte di cittadini torinesi.
Inoltre, devo dire che, già solo a me, che sono un normalissimo Consigliere
Comunale che si è occupato della questione e che ha presentato questa interpellanza,
sono arrivate numerose segnalazioni. Comunque, indipendente dal fatto che la
segnalazione sia fatta da uno o da molti cittadini, non cambia il merito della
questione - come immagino anche il Vicesindaco sottintendesse -, perché è chiaro
che stiamo parlando di un diritto individuale fondamentale, su cui la politica e
l'Amministrazione devono, probabilmente, elaborare nuove linee di indirizzo. Questa
è la prima delle questioni.
Presidente, per questa ragione chiedo, ovviamente, di approfondire l'interpellanza in
Commissione, soprattutto per l'apertura di una discussione in merito a quelli che
sono gli strumenti che fino ad oggi la Città di Torino si è data e per valutare se questi
strumenti non vadano implementati e trasformati alla luce anche di quella che è
l'evoluzione del fenomeno stesso. Quindi, questo è un primo punto.
Poi, esiste un secondo punto, che è quello riguardante la gestione di questa situazione
da parte delle strutture comunali e in particolare di AFC.
Non so se il caso della signora a cui fa riferimento il Vicesindaco sia lo stesso caso a
cui faccio riferimento io, ma ho avuto modo di leggere il carteggio scambiato fra
AFC e questa persona e devo dire, Vicesindaco, che se è vero che c'è stata una
cortesia da parte delle strutture di AFC, devo anche dire che, però, da parte delle
stesse c'è stata una considerazione delle questioni sollevate su questo punto
quantomeno contraddittoria.
Nel senso che si è partiti con un tono che faceva intendere che questo era normale
(quindi, non di estraneità di AFC dal comportamento speculativo del sito
www.inmiamemoria.com, ma sostanzialmente di informato consenso da parte di
AFC rispetto al comportamento di www.inmiamemoria.com) e si è giunti ad
un'evoluzione di AFC, che, di fronte alla posizione ferma da parte della persona in
questione sempre più allarmata, ha riscontrato e forse ha compreso che
probabilmente non era tutto così normale.
Da questo punto di vista, ringrazio il Vicesindaco dell'incipit del suo intervento oggi
qui in Consiglio Comunale, che è comunque di scuse da parte dell'Amministrazione
nei confronti delle persone coinvolte in un fatto che, come diceva lei, tocca anche gli
affetti più cari.
Su questo, però, non mi si è fugato un dubbio di fondo: io non ho capito qual è la
ricostruzione che l'Amministrazione dà di questi fatti, cioè se da parte della società
commerciale "inmiamemoria.com" vi sia stata una sottrazione forzata degli archivi in
possesso della Città di Torino e della AFC per uso commerciale, quindi una
sottrazione impropria, al limite del furto (perché, secondo le disposizioni di legge,
ciò che è di utilizzo da parte della Città di Torino per un obiettivo preciso, non lo è
rispetto allo sfruttamento commerciale), o se, invece, vi sia stata una messa a
disposizione, anche consapevole, da parte delle strutture della Città e soprattutto
della AFC, alla società in oggetto, che questa sia stata consapevole e disinteressata o
consapevole e interessata.
Io questa cosa non l'ho capita; poi, probabilmente, non è l'oggetto fondamentale
della discussione di oggi.
Poi c'è una terza e ultima cosa, che lei ha affrontato con molta precisione, che è il
comportamento rispetto all'interesse speculativo da parte di questa società italo-
americana, perché ha la testa in Italia e la pancia negli Stati Uniti, perché il server è
negli Stati Uniti.
Quindi, se ho capito bene, l'intenzione dell'Amministrazione è quella di aspettare la
pronuncia del parere chiesto al Garante sulla privacy, per poi valutare un'azione
legale nei confronti della società stessa.
È chiaro che, rispetto a questa cosa, molto cambia rispetto a quali sono stati i fatti: se
si è trattato di una sottrazione forzata da parte di questa società privata, immagino
che, indipendentemente dal pronunciamento del Garante per la privacy, sia
necessaria un'azione di tutela da parte dell'Ente; se, invece, c'è stata una cessione
volontaria remunerata o volontaria non remunerata da parte delle strutture comunali,
è chiaro che questa azione può andare soltanto a valle del pronunciamento del
Garante stesso.
Per questa ragione il punto precedente è fondamentale, risulta quindi dirimente.
Vicesindaco, io penso che per oggi possa bastare così.
Io la ringrazio, sottolineando, però, ancora una volta al Presidente la necessità, sia
sulla programmazione - quindi sugli indirizzi - che sulla valutazione dell'avvenuto,
di un approfondimento nelle due Commissioni competenti: per quanto riguarda gli
indirizzi, la I Commissione - immagino, poi, Presidente, facciamo una valutazione -,
che è forse la Commissione più adeguata rispetto alla questione; invece, per quanto
riguarda il tema di ciò che è avvenuto, la Commissione Controllo di Gestione, per
capire che cosa è successo rispetto a questi dati.
Presidente, mi permetta un ultimo passaggio riguardo all'immediato. Io invito il
Vicesindaco, almeno fino a quando non avremo disposizioni precise dal Garante
sulla privacy, a valutare se sospendere l'accessibilità diretta attraverso il sito della
Città di Torino e subordinarla ad una richiesta esplicita da parte degli eventuali
utenti; questo ci permetterebbe almeno di capire la natura dei soggetti che ne fanno
richiesta e, quindi, di poter individuare meglio se l'oggetto dell'interesse della ricerca
sia l'informazione legittima su quello che è un interesse pubblico (come diceva
prima il Vicesindaco) o se, invece, sia una volontà speculativa commerciale su quello
che, a quel punto, sarebbe chiaramente un interesse privato.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Ovviamente non vi è alcun problema per un approfondimento. Rispondo che non è
stata assolutamente concessa la possibilità, né sulla base di un costo, o per avere un
ricavo, né per dato di rapporti.
La cosa più probabile è che sia avvenuto un accesso alla fine del 2011, prima di
quelle cose che ho detto nel rispondere all'interpellanza, in cui, a fronte dei primi
casi per i quali si è verificata questa situazione, ovviamente, si è cercato di limitarne
l'accesso e di non avere più la possibilità di accedere massivamente alla banca.
Il problema della risposta del Garante rispetto all'azione legale dipende da quello che
dirà il Garante relativamente alla sensibilità o meno di questi dati. Allo stato attuale
non paiono così, per cui, in realtà, è difficile poter fare un'azione legale, che, tra
l'altro, è già in corso dal punto di vista della Polizia.
Anche perché questi dati, tolto il coniuge, in realtà noi li troviamo sulla dicitura nella
tomba, sia on-line, se parliamo del sito che c'è al Monumentale per tutte le
cremazioni, sia se passiamo dentro al cimitero, dove uno può rilevare nome e
cognome dalla lapide, che normalmente riporta nome, cognome, data di nascita e di
morte.
Io non ho alcun problema a chiudere il sito, però mi chiedo se abbia senso. Cioè, a
fronte del fatto che oggi i casi che magari hanno sentito e hanno parlato della
questione, io ho sentito molta gente che non sapeva assolutamente niente, cioè
parlava di questo perché l'aveva letto sul giornale, ma non ne era a conoscenza; ma i
casi di coloro che si sono rivolti a AFC sono questi, non ne riscontriamo di più.
Per cui, stante il fatto che il sito è utilizzato non massivamente, ma uno per uno, con
una media di 150 visite al giorno, io adesso eviterei, in questa fase, di sospendere
questo servizio, aspetterei di avere la risposta da parte del Garante, che, tra l'altro,
dovrebbe arrivare abbastanza in fretta.
Rifacciamo questa discussione in Commissione, perché, se noi fermiamo il sito, in
realtà non sarebbe più accessibile, per cui la gente non lo potrebbe neanche
richiedere. Poi, se qualcuno (quelli o altri) ha preso i dati, i dati ce li ha già. Credo
che la cosa, però, sia sostanzialmente in fase di esaurimento.
Per questa ragione io manterrei il sito. Ovviamente sono disponibile a parlarne e ad
assumere anche decisioni diverse.
Se i dati in mio possesso non fossero questi, valuterei anche questa ipotesi. Essendo
questi i dati in mio possesso, credo che sostanzialmente sia più ragionevole
percorrere la strada che indicavo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
C'è solo una cosa che vorrei chiedere a entrambi: questa interpellanza l'abbiamo
discussa più o meno per mezz'ora in Aula... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). In III? (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
La mandiamo per approfondimenti in III più I Commissione, ma per dirci qualcosa di
più di quello che ci siamo detti questa mattina? Certo!
Mi sembra di capire che i dati siano stati forniti.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Sì.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Manca qualcosa alla risposta all'interpellanza oppure no?

CURTO Michele
Mancano due fatti: uno, come diceva il Vicesindaco, è l'aggiornamento. Oggi il
Vicesindaco ha discusso l'interpellanza probabilmente perché considerava comunque
urgente dare una prima risposta - e di questo lo ringrazio -, ma ha detto: "Siamo in
attesa di fatti importanti".

LEVI Marta (Vicepresidente)
Quindi la mandiamo in Commissione, ma ci dirà il Vicesindaco quando è pronto a
discuterla, giusto?

CURTO Michele
Questa è la prima cosa, Presidente. La seconda è che mi sembra chiaro, dalle parole
del Vicesindaco, che è necessario un approfondimento di indirizzo per capire se gli
strumenti che in questo momento la Città ha - cioè il Regolamento cimiteriale, per
capirci - siano adeguati o se sia necessario un aggiornamento, di fronte all'avanzare
di quelle che sono le capacità tecnologiche e altro.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Va bene. L'interpellanza è rinviata in III più I Commissione. Il Vicesindaco
comunicherà al Presidente della Commissione quando sarà pronto, con gli ulteriori
dati, a discutere in Commissione.

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