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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Marzo 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2013-00113
NUOVO REGOLAMENTO PER L'ASSEGNAZIONE E LA GESTIONE DEGLI ORTI URBANI. Emendamento 1
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201300113/002,
presentata dai Consiglieri Grimaldi, Levi, Alunno, Onofri, Nomis e Ventura in data
19 ottobre 2012, avente per oggetto:

"Nuovo Regolamento per l'assegnazione e la gestione degli orti urbani".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. 1.
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Presidente, credo che, rispetto ad un argomento così importante come il Regolamento
per l'assegnazione e la gestione degli orti urbani, sia necessario andare ad esaminare
nel dettaglio quelle che saranno poi anche le modalità di assegnazione proprio di
questi orti e di questi terreni.
Allora, visto che le Circoscrizione sono state - bene o male - individuate come i
soggetti che dovranno andare a determinare poi gli assegnatari di questi orti, noi
chiediamo, però, che ci sia anche all'interno delle Circoscrizioni la partecipazione un
po' di tutti, quindi di maggioranza e minoranza, ma che le minoranze possano
esprimere le proprie posizioni, in modo tale che i territori siano rappresentati nella
loro interezza e che, quindi, tutti i cittadini possano esprimersi attraverso il loro
rappresentante in Circoscrizione. Noi tutti, come rappresentanti eletti nei vari
territori, dobbiamo essere un po' espressione della Città nella sua interezza su temi
così importanti, come, ad esempio, anche quello della movida, che abbiamo già
esaminato in altri contesti; anzi, ancora oggi è arrivata una segnalazione da parte dei
cittadini sul tema della movida molesta per chiederci di essere ascoltati.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La invito a concludere.

AMBROGIO Paola
Quindi, io chiedo anche al Presidente Grimaldi, che si è occupato di questo
Regolamento in Commissione, che siano ben chiari e che si vogliano ben
determinare quelli che saranno poi i poteri delle Circoscrizioni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, avrebbe potuto lasciare proseguire l'intervento del Consigliere Ambrogio,
che poteva usufruire di tre minuti, io posso intervenire per due minuti. Comunque, in
futuro...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Prego, Consigliere.

MARRONE Maurizio
Io voglio solo aggiungere un ulteriore elemento rispetto agli interventi dei
Consiglieri della minoranza che mi hanno preceduto: non voglio togliere nulla alle
loro argomentazioni, ovvero alla scelta di perseguire questa modalità di intervento
ostruzionistica come risposta ad un clima di oggettivo boicottaggio di quella che è
l'attività dell'opposizione, anche se il termine "boicottaggio" dà ancora un
intendimento di volontarietà politica, invece si tratta di semplice indifferenza nei
confronti di quella che è la propria capacità propositiva, ma soprattutto l'agibilità,
cioè la possibilità di essere messi nelle condizioni di esprimersi come minoranza
consiliare.
Però voglio rimanere sul merito. Per esempio, l'emendamento n. 1, proposto dal
Consigliere Grimaldi, dimostra che avevamo ragione rispetto ai nostri timori di
un'eccessiva discrezionalità delle Circoscrizioni, perché il senso di questo
Regolamento è quello di dettare una disciplina uniforme per tutta la Città, quindi per
tutti i quartieri e per tutto il territorio cittadino.
Visto che il proponente non lo ha illustrato, ne do lettura io, tanto è breve: "...nel
rispetto del medesimo. I Regolamenti di Circoscrizione esistenti dovranno essere
armonizzati al presente".
Per quanto il proponente affermi di andare incontro a quella che è stata l'istanza
proposta dal Vicecapogruppo Liardo, in ogni caso noi riteniamo - e siamo liberi di
ritenerlo - che non dia una garanzia adeguata, perché oggettivamente lascia aperta la
possibilità, per le Circoscrizioni che abbiano già formulato un proprio Regolamento,
di mantenere tutti gli elementi che rimangano in difformità, perché il concetto di
"armonizzazione" oggettivamente è molto vago, cioè che cosa intendiamo? Chi è che
dovrebbe vigilare su questa opera di armonizzazione? Se le Circoscrizioni
mantenessero un proprio Regolamento, quale sarebbe l'autorità deputata a richiamare
la Circoscrizione in dissenso rispetto a quelle che sono le previsioni del Regolamento
adottato - se questa deliberazione passerà - con il voto della Sala Rossa?
In particolare, sappiamo benissimo che, su competenze che spesso non sono
fondamentali, ma rappresentano il puntiglio, magari anche per agevolare delle
politiche clientelari sul proprio territorio, ci sono delle Presidenze di Circoscrizione
che vanno addirittura ad erigere le barricate e a difendere con le unghie e con i denti
quella che non è una prerogativa, ma spesso e volentieri è solo un privilegio
territoriale, per rimarcare non la propria non autonomia, bensì il proprio arbitrio, a
prescindere dalla linea di indirizzo del Consiglio Comunale.
In questo caso, il fatto di consentire alle Circoscrizioni di mantenere dei propri
Regolamenti va esattamente contro questa esigenza di armonizzazione. Un
emendamento sano avrebbe dovuto dire: "I precedenti eventuali Regolamenti
esistenti in materia devono ritenersi abrogati dall'entrata in vigore del presente".

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