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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Marzo 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 26
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2013-00113
NUOVO REGOLAMENTO PER L'ASSEGNAZIONE E LA GESTIONE DEGLI ORTI URBANI.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201300113/002,
presentata dai Consiglieri Grimaldi, Levi, Alunno, Onofri, Nomis e Ventura in data
19 ottobre 2012, avente per oggetto:

"Nuovo Regolamento per l'assegnazione e la gestione degli orti urbani".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ora che c'è un'attenta presenza della maggioranza, con grande piacere posso
intervenire. In realtà, intervengo per dire un elemento fondamentale. Non si vuole
sottovalutare quella che è l'importanza di dare una rinfrescata al Regolamento degli
orti urbani, cercando di rilanciare anche un protagonismo della cittadinanza su questo
tema, infatti non c'è la volontà pregiudiziale di votare contro, anche se, in ogni caso,
al Consigliere Grimaldi, quando si vanta di essersi confrontato con il centrodestra, mi
preme ricordargli che il centrodestra è molto articolato, soprattutto negli ultimi
tempi.
Voglio solo sottolineare una criticità, che, in realtà, ha già anticipato il Consigliere
Liardo, ovvero il ruolo che viene dato alle Circoscrizioni. Non perché debba essere
negato un protagonismo delle Circoscrizioni, ma perché dev'essere impedita
l'assoluta discrezionalità delle Circoscrizioni, non solo nell'ambito del cambiamento
o della modifica, che sia integrazione o stravolgimento, del Regolamento, ma proprio
nel ruolo che il Regolamento ritaglia per le Circoscrizioni.
Anche perché, come tutti i Consiglieri che hanno avuto un'esperienza consiliare nelle
Circoscrizioni (noi, come Gruppo di Fratelli d'Italia, possiamo vantare la totalità dei
Consiglieri che arrivano dalle Circoscrizioni), sono favorevole e di sicuro non vedo
di cattivo occhio il coinvolgimento, anche in passaggi chiave, degli organi decentrati.
Il problema è la situazione torinese; non c'entra nel dettaglio, ma c'entra con i poteri
che poi vengono riconosciuti a questi organi, la situazione che attualmente vede non
solo la totalità dei Presidenti appartenere alla stessa coalizione politica, ma,
purtroppo, il clima di arroganza e di mancanza di rispetto nei confronti delle
minoranze consiliari, che, forse, anche per delle peculiarità caratteriali delle persone,
si è andato a determinare.
Io, senza dilungarmi, voglio solo ricordare a questa Sala, approfittando per lasciarne
memoria, che, in un'assemblea pubblica, la coordinatrice delle Presidenti ha
impedito di prendere la parola e di intervenire a ben tre Consiglieri Comunali della
minoranza che vi partecipavano e, di fronte alle loro civili insistenze, aveva
addirittura minacciato di farli scortare fuori dall'incontro pubblico dalla Polizia
Municipale.
Nella misura in cui esistono ancora dei soggetti che, probabilmente, pensano di
essere a capo di distretti dell'ex Unione Sovietica, invece che di Amministrazioni
decentrate della Città di Torino nel 2013 (ci tengo solo a sottolineare che su questo -
così lo ricordo anche in questa sede - abbiamo chiesto un intervento ufficiale di presa
di posizione anche della Conferenza Capigruppo e del Presidente del Consiglio
Comunale), di fronte a un clima politico di questo tipo e di fronte a persone che
scambiano il proprio territorio che amministrano di sommatoria di quartieri con un
feudo assoluto, ci spaventa l'idea che si dia il potere di decidere l'assegnazione a
delle Commissioni di valutazione (per carità, tecnica, però comunque predisposte
dalle Circoscrizioni). Tra l'altro, l'articolo 2 prevede: "con idoneo provvedimento",
quindi meramente tecnico e lasciato meramente in campo all'organo esecutivo, senza
alcuna partecipazione plurale dell'organismo consiliare e, soprattutto, anche la
Commissione di controllo per la gestione degli orti urbani risponde al medesimo
criterio, cioè completa discrezionalità delle Circoscrizioni, dei Presidenti e degli
organi esecutivi delle Circoscrizioni, senza alcun coinvolgimento delle minoranze.
E poi - termino -, anche in riferimento al fatto che il provvedimento di assegnazione
sia una deliberazione consiliare, vorrei limitarmi a dire che questo Regolamento
concede alle minoranze nelle Circoscrizioni un unico potere, per sorvegliare sulle
strane coincidenze che segnalava, a ragion veduta, anche il Consigliere Liardo,
ovvero quella strana combinazione di circostanze che vede sempre le stesse persone
o, aggiungo, spesso al di là della politica, sempre gli stessi amici degli amici degli
amici di quelli che amministrano le Circoscrizioni, ormai da decenni, ricoprire il
ruolo di assegnatari, con la possibilità anche di ricavare qualche soldino. Perché, poi,
noi abbiamo evocato tutto il lato poetico e romantico, e a me fa piacere che si dia
spazio anche al coinvolgimento di realtà che escludano il fine di lucro
completamente, però, visto che rimangono individui che magari vorranno anche
ricavare qualcosa dai prodotti che coltivano e, magari, anche associazioni che lo
potrebbero fare in forma più organizzata e più commerciale, io posso solo anticipare
che, di fronte ad un Regolamento di questo tipo, l'unico strumento di controllo che le
minoranze in Circoscrizione potranno adottare sarà quello degli emendamenti o,
addirittura, quello dell'ostruzionismo rispetto alle deliberazioni di assegnazione che
passeranno in Consiglio di Circoscrizione.
Altri strumenti di coinvolgimento e di controllo sulle valutazioni operate dai
Presidenti non ce ne sono.
Di fronte a questo punto nodale, perché in realtà è il cuore del Regolamento, cioè chi
deve provvedere alle assegnazioni e con quali modalità organizzative, non potete
pensare di incontrare un'approvazione da parte di quelle forze politiche che,
oggettivamente, non si ritrovano ad avere un minimo contrappeso in seno alla
Conferenza dei Presidenti e - lo ricordo per concludere - addirittura di fronte ad una
coordinatrice che non dimostra neanche il rispetto dovuto, per motivi consiliari,
statutari e mi viene da dire anche costituzionali, agli esponenti delle opposizioni.
Di fronte ad un quadro simile, purtroppo, forse potremmo dire che il Regolamento è
tecnicamente ineccepibile, però l'ambito politico al quale andremo ad applicarlo non
è forse maturo per un Regolamento così accentratore nelle mani dei Presidenti di
Circoscrizione e dei loro coordinatori.
Per cui, sottolineate questa eccezione e questa criticità, noi comunque non siamo
contrari all'impianto generale. Quindi, valuteremo, anche nell'ambito del dibattito
consiliare, quale sarà la dichiarazione di voto del Gruppo Fratelli d'Italia.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Chiedo scusa, ma io volevo solo intervenire perché condivido l'emendamento del
Consigliere Liardo, che, in questo caso, penso debba essere premiato.
Condivido il fatto che gli orti urbani possano benissimo essere affidati
completamente alle Circoscrizioni, quindi decentramento totale. Se c'è un motivo per
fare un Regolamento centrale, diciamo, è per avere un criterio omogeneo in tutte le
Circoscrizioni e salvaguardare delle possibilità per le Circoscrizioni che hanno meno
orti, tipo la 1 o altre.
Poi è chiaro che non mi scandalizza il fatto che per gli orti urbani siano sempre gli
stessi a fare domanda e che ci sia un po' di informazione tra alcuni e non altri.
Funziona così un po' per tutto.
Ecco perché trovo assolutamente non necessario che le Circoscrizioni possano
integrare il Regolamento che noi approviamo, perché, altrimenti, tanto valeva dire
alle Circoscrizioni di farsi il loro Regolamento. Non c'è un motivo per farlo.
Il Consigliere Grimaldi mi ha detto poco fa - e credo che sia vero - che, in realtà,
anche se noi facciamo il Regolamento, le Circoscrizioni possono comunque
integrarlo. Allora, il problema non sussiste.
A maggior ragione, è inutile prevedere questa possibilità, se già è possibile farlo,
perché delle due l'una: o non è possibile farlo, oppure se devono farlo devono
motivarlo abbastanza bene e quindi vale il Regolamento che facciamo noi; o se
davvero loro possono fare un Regolamento integrando il nostro, indipendentemente
da quell'emendamento, tanto vale togliere quel punto.
Ecco perché io condivido il fatto di togliere il punto 3, che prevede che le
Circoscrizioni possano integrare il Regolamento, perché, se possono già farlo, il
punto è inutile; se devono rispettare il nostro Regolamento, che lo rispettino.
Credo che non ci sia alcun motivo per mantenere quel punto. Cioè, non mi risulta
che, ad esempio, le Circoscrizioni abbiano la possibilità di integrare il Regolamento
sui dehors (di cui abbiamo discusso la scorsa volta parlando dei Murazzi) a proprio
piacimento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, a questo punto, non
votiamo il Regolamento. Se l'affidamento è delle Circoscrizioni e possono integrare
il Regolamento come preferiscono, tanto vale delegare gli orti urbani completamente
alle Circoscrizioni. Non capisco perché dobbiamo fare un Regolamento centralizzato.
Io sono favorevole all'eliminazione del punto. Altrimenti, se questa è la situazione, al
di là del fatto che è giusto che ci siano gli orti urbani, un Regolamento centralizzato
mi sembrerebbe abbastanza inutile o poco utile.
Se invece riteniamo che le Circoscrizioni, in passato, abbiano fatto delle gestioni con
dei Regolamenti che devono essere in qualche modo modificati, allora torniamo al
punto che ha senso il Regolamento centrale e non ha senso lasciare una certa libertà
per interpretazioni, diciamo, poco opportune e molte volte è possibile che siano
anche pilotate.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 1.
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Come promesso, mi accingo ad annoiarvi per qualche ora.
"Illustre Presidente del Consiglio Comunale, illustri Colleghi, che con me da molti
mesi ormai prendete parte alle sedute di quest'Aula, desidero rivolgermi a voi tutti
per sottoporre alla vostra attenzione quello che ritengo siano le priorità che ogni
Amministratore, sia esso seduto tra i banchi della maggioranza o tra quelli
dell'opposizione, deve avere ben chiaro nell'espletamento delle funzioni per le quali
è stato chiamato da parte dei cittadini torinesi, che lo hanno scelto per rappresentarli
in questa Sala.
Il ruolo di Consigliere di opposizione che attualmente ricopro è altrettanto importante
di quello della maggioranza. Chi siede in minoranza, infatti, ha il preciso compito di
vigilare sull'operato di chi amministra, di dare suggerimenti e anche aiuti, se è
necessario, nell'interesse della collettività tutta. Sono convinto, infatti, che solo
esprimendo una voce fuori dal coro, un dissenso, una controproposta, sia possibile
ottenere quello spazio e quel riconoscimento fondamentale per un confronto di idee
che è garanzia di libertà e democrazia.
È passato ormai un anno da quando ho iniziato qui con voi questa mia prima
esperienza da Consigliere Comunale di Torino e sono oltremodo convinto che
l'attuale maggioranza e l'attuale Giunta siano sempre più arroccate su posizioni che
non prevedono il confronto e che generano decisioni e scelte non solo non condivise,
ma sicuramente neanche utili o risolutive per i cittadini. Anzi, in molti casi
addirittura lesive della loro buona fede o dannose per la collettività intera.
Senza andare troppo in là nel tempo, mi permetto di citare due esempi che spiegano
senza difficoltà perché Torino sia e continui ad essere ancora oggi la Città più
indebitata d'Italia.
Il caso della Continassa, dove abbiamo assistito al tentativo di svendere una cospicua
parte di città ai soliti noti e per di più ad una cifra veramente ridicola e insultante,
con il solo scopo di arrivare, in un'irrazionale corsa contro il tempo, a scongiurare
quello che sembrava un più che probabile commissariamento dell'Ente.
Per rimanere nella più stretta attualità, il caso Murazzi, che da oggi riempie le pagine
dei principali quotidiani: 330.000,00 Euro di mancata riscossione di canoni,
un'indagine in corso da parte della Procura e il tentativo, vista la gogna mediatica, di
ritirare una deliberazione dal voto dell'Aula utilizzando un cavillo procedurale
nascosto nelle pieghe del Regolamento.
Allora, Colleghi Consiglieri, se veramente volete rendervi utili alla città e ai cittadini,
bene, rimettete il mandato nelle mani dei torinesi, che la prossima volta sicuramente
vi lasceranno a casa".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
In ottica di trasparenza di rapporti, così come li ha definiti il Capogruppo del Partito
Democratico, Lo Russo, desidero anch'io fare una riflessione importante, perché
ritengo che, oggi, con questo atteggiamento da parte della maggioranza, in
particolare del Capogruppo Lo Russo, la minoranza si sia ricompattata e allora forse
è il caso che anch'io dica qualcosa.
"Illustre Presidente del Consiglio Comunale, illustri Colleghi, che con me da molti
mesi ormai prendete parte alle sedute dell'Aula, desidero rivolgermi a tutti voi per
sottoporre alla vostra attenzione quelle che ritengo siano le priorità che ogni
Amministratore - anche lei Presidente, quindi -, sia esso seduto tra i banchi della
maggioranza o tra quelli dell'opposizione, deve aver ben chiaro nell'espletamento
delle funzioni per le quali è stato chiamato da parte dei cittadini torinesi che lo hanno
scelto per rappresentarli in questa Sala".
Mi scuso, ma è la prima volta che lo leggo; non vedo bene, probabilmente ho
bisogno dell'oculista.
"Il ruolo di Consigliere di opposizione che attualmente ricopro è altrettanto
importante di quello della maggioranza. Chi siede in minoranza, infatti, ha il preciso
compito di vigilare sull'operato di chi amministra, di dare suggerimenti e anche aiuti,
se necessario, nell'interesse della collettività.
Sono convinto, infatti, che solo esprimendo una voce fuori dal coro, un dissenso, una
controproposta, sia possibile ottenere quello spazio e quel riconoscimento
fondamentale per un confronto di idee, che è garanzia di libertà e democrazia.
È passato ormai un anno da quando anch'io ho iniziato qui con voi questa mia prima
esperienza di Consigliere Comunale di Torino e sono oltremodo convinto che
l'attuale maggioranza e l'attuale Giunta siano sempre più arroccate su posizioni che
non prevedono il confronto e che generano decisioni e scelte non solo non condivise,
ma sicuramente neanche utili o risolutive per i cittadini. Anzi, in molti casi
addirittura lesive della loro buona fede o dannose per la collettività intera.
Senza andare troppo in là nel tempo, mi permetto di citare due esempi che spiegano
senza difficoltà perché Torino sia e continui ad essere ancora oggi la Città più
indebitata d'Italia. Il caso della Continassa - anch'io avevo votato contrariamente a
questa deliberazione - dove abbiamo assistito al tentativo di svendere una cospicua
parte di città ai soliti noti e per di più ad una cifra veramente ridicola e insultante,
con il solo scopo di arrivare, in un'irrazionale corsa contro il tempo, a scongiurare
quello che sembrava un più che probabile commissariamento dell'Ente".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Grazie, Consigliere.

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