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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Marzo 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 11

Comunicazioni del Sindaco su: "Manifestazione NO TAV"
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il Consigliere Dell'Utri ha presentato una richiesta di comunicazioni al Sindaco, con
la quale chiede al Sindaco di relazionare in merito alle scelte condivise sul TAV in
Val Susa. Questa richiesta di comunicazioni è stata accordata.
I Consiglieri Marrone e Ambrogio hanno presentato una richiesta di comunicazioni
al Sindaco, in merito alla presenza del gonfalone della Città di Napoli e del Sindaco
di Napoli al corteo No TAV di sabato. Questa richiesta non è stata accordata nel
merito, ma rientra nell'argomento.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io non ho difficoltà ad intervenire, perché su questo tema sono intervenuto più volte
in questo Consiglio, esprimendo sempre un'opposizione netta e chiara, che ribadisco.
Ritengo che la realizzazione dell'alta velocità in Val di Susa sia un'opera strategica
per l'Italia, per il Piemonte e per Torino, perché non si tratta, come spesso si fa
credere, di un investimento di natura locale, ma di un investimento che fa parte di
una grande infrastruttura di carattere europeo, che costituisce uno degli assi di
sviluppo, di investimento e di mobilità intorno a cui l'Unione Europea ha pensato un
più alto tasso di crescita dell'economia del continente da qui ai prossimi anni.
Penso che per questo si debba proseguire, dando seguito peraltro agli accordi
internazionali che il nostro Paese ha sottoscritto con la Francia, sia in sede europea
sia in sede bilaterale. Inoltre, penso che la realizzazione del TAV in Val di Susa sia
tanto più possibile oggi, perché il tracciato che è oggetto degli investimenti oggi non
è il tracciato originario.
Grazie ad un lavoro prezioso, faticoso e - io penso - efficace, realizzato
dall'Osservatorio sul TAV, guidato dall'architetto Virano, il tracciato è stato
ridisegnato e ridefinito, accogliendo parte significativa delle istanze che venivano da
chi si opponeva a quella infrastruttura e dalla Valle. Che ci sia stato questo
accoglimento di significativa istanza è dimostrato dal fatto che alcuni Sindaci che
erano inizialmente contro quest'opera non lo sono più oggi, in ragione di un progetto
che è mutato. È un progetto che, accogliendo le istanze della Valle, si è fatto carico
di ridisegnare l'intervento in ragione tale da ridurre l'impatto sia di natura sociale che
di natura ambientale, rendendolo compatibile con la Valle e la sua vita quotidiana.
Quindi, per tutte queste ragioni, da parte mia viene riconfermato il sostegno a questa
infrastruttura.
Per quanto attiene alle posizioni delle forze politiche, questa è competenza del
Capogruppo del Gruppo del Partito Democratico, a cui appartengo; ma credo di poter
dire, anche da questo punto di vista, che questa posizione, che ho espresso come
Sindaco, corrisponde esattamente alla posizione che il Partito Democratico ha
assunto in sede nazionale, regionale e provinciale, ribadita ancora ieri da alcune
dichiarazioni, tra cui le dichiarazioni del segretario provinciale del PD.
Che alla manifestazione indetta sabato, o ad altre, decidano di partecipare singoli
esponenti di questa o quella forza politica, con proprie posizioni, diverse da quella
che esprime la forza politica a cui appartengono, fa parte dei diritti di libertà che la
Costituzione prevede per ciascuno.
Quindi, è una scelta personale, assolutamente libera, di cui prendere atto, purché si
renda chiaro che posizioni individuali diverse non rappresentano un mutamento di
scelta e di linea politica. Poi, uno ha il diritto di non condividerlo e anche di
manifestarlo.
Aggiungo anche che nella partecipazione di esponenti, di qualsiasi tipo, che vengono
da lontano rispetto a questo territorio, pesa secondo me un deficit di informazione
piuttosto alto, perché quando leggo certe dichiarazioni o interventi, mi accorgo che si
continua a parlare del TAV del 2004. Mi pare che ci sia l'assoluta non conoscenza
del fatto che dal 2004 a oggi, grazie al lavoro dell'Osservatorio, è continuata la fase
di dialogo con la Valle e più in generale con i tanti operatori. Sulla base di questa
strategia di ascolto, si è ridefinito il progetto in ragione tale da accogliere molte di
queste istanze. Di questo mi pare che nel dibattito politico e giornalistico nazionale si
continui a non tenere conto; c'è una rappresentazione che, secondo me, è spesso
astratta e disinformata di quelli che sono gli sviluppi di questa vicenda.
A questo si aggiunge (ma anche questo, per carità, è diritto legittimo di chi pensa di
gestirla così) che sulla vicenda TAV, in realtà, pesa spesso una lettura di natura
ideologica, che non ha nulla a che vedere né con la Val di Susa, né con l'opera. Un
pezzo del movimento No TAV è contro il TAV come simbolo di qualsiasi
infrastruttura e investimento, è un "no" a priori e ideologico, prescindendo che il
TAV si faccia in Val di Susa piuttosto che da un'altra parte. Non è un "no" sul
tracciato o sul merito dell'opera, è un "no" di principio contro le infrastrutture,
perché c'è (lettura che io non condivido e penso sia un arretramento culturale, ma è
legittimo anche culturalmente avere posizioni arretrate) chi pensa che qualsiasi
investimento infrastrutturale di grande scala sia un rischio in sé. Per cui qualsiasi
investimento è un rischio per la natura, per l'ambiente e per gli uomini.
Se l'umanità avesse pensato questo dal tempo di Adamo ed Eva ad oggi, non avrebbe
mai compiuto i progressi che ha compiuto. Guardare ogni investimento, ogni
trasformazione, ogni intervento come un rischio in sé a priori, secondo me è una
lettura ideologica, che rispetto, ma che assolutamente non condivido e che mi sembra
sia un arretramento culturale.
Cosa diversa, ogni volta che si realizza un intervento, è adottare anche un principio
di precauzione. Ma questa è un'altra cosa. Il principio di precauzione si adotta per
assumere tutte le precauzioni per fare un intervento, no per impedirlo. E noi non
siamo di fronte a chi invoca un principio di precauzione per fare meglio l'opera.
Siamo di fronte a chi invoca il rifiuto dell'opera. Ripeto, è una posizione legittima,
ma assolutamente da me non condivisa, perché credo che rappresenterebbe un danno
per la nostra terra e per il nostro Paese rifiutare un investimento che ha un rilievo
significativo per lo sviluppo economico, sociale e anche per la creazione di lavoro
(visto che di questo tema si parla continuamente) nella nostra comunità.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere D'Amico.

D'AMICO Angelo
Ringrazio il Sindaco. Oggi riscontriamo, qualora ce ne fosse bisogno, la coerenza del
Sindaco in merito alla vicenda del TAV Torino-Lione. Il Sindaco ha esordito il suo
intervento dicendo che non ha nessuna difficoltà nell'esprimere il suo parere, che tra
l'altro già conosciamo. Peccato però che questa difficoltà ce l'abbiano gli esponenti
del maggior partito di maggioranza di quest'Aula: mi riferisco al Partito
Democratico.
Per cui, venerdì pomeriggio, a fronte di queste sue comunicazioni, ho pensato di
presentare un ordine del giorno che facesse chiarezza sotto questo aspetto, dando la
possibilità a tutti quanti di esprimersi in maniera coerente. Purtroppo il Capogruppo
Lo Russo e il Capogruppo Curto non mi hanno concesso questa possibilità, votando
contro alla discussione in Aula, oggi, di questo ordine del giorno, che andava
esattamente nella direzione delle parole espresse dal Sindaco fino a questo momento.
Quindi, mentre denoto una coerenza da parte del Sindaco, non denoto invece una
coerenza da parte dei Consiglieri del Partito Democratico, che pare abbiano paura a
discutere di questa vicenda.
Proprio per questo motivo oggi è stato richiamato il mio ordine del giorno in
Commissione. Io, subito dopo la discussione di queste comunicazioni, chiederò di
fare un'inversione dell'ordine dei lavori, affinché questo ordine del giorno possa
essere discusso e votato oggi. Mi aspetto il voto favorevole da parte del Sindaco.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ambrogio.

AMBROGIO Paola
Sindaco, oggi abbiamo chiesto queste comunicazioni perché io e il Consigliere
Marrone riteniamo che ci sia bisogno di chiarezza rispetto a un'opera che lei ha
definito giustamente strategica e fondamentale per la nostra Città e per la nostra
Regione, sottolineandone molto spesso l'importanza durante la campagna elettorale.
Quindi, ci riteniamo soddisfatti del fatto che oggi abbia riconfermato questa sua
posizione.
Però la necessità di trasparenza nasce dal fatto che la sua non può essere solo una
posizione personale, ma deve essere la posizione di Piero Fassino come Sindaco,
come maggioranza di questa Città. La trasparenza è necessaria proprio perché alla
manifestazione che c'è stata in questi giorni ha partecipato anche qualcuno della sua
maggioranza, con posizioni che non sono esattamente quelle che lei ha espresso in
quest'Aula.
Sono contenta che qualche suo Collega si sia espresso pubblicamente anche sugli
organi di stampa rispetto a quelli che contestano l'opera, però lei o qualcuno della
sua maggioranza si dovrà esprimere. Io attendo intanto una dichiarazione del
Capogruppo del PD, ma anche delle altre forze che stanno dall'altra parte, perché la
trasparenza è necessaria per tutti.
Peraltro, già parecchio tempo fa, abbiamo presentato una mozione, che aspettiamo di
discutere in Aula, che potrà porre fine a queste discussioni, chiarendo una volta per
tutte che l'intera maggioranza di questa Amministrazione, così come buona parte
della minoranza, sono assolutamente favorevoli alla realizzazione di quest'opera.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio il Sindaco per aver ribadito, per l'ennesima volta, quello che ormai penso
sia fondamentale per il Piemonte, ovvero che il TAV si deve fare, perché è un'opera
strategica, che porterebbe lavoro e sviluppo a una Regione che oggi è davvero in
difficoltà.
Mi fa strano, però, vedere che non è chiaro per tutti. Io sono un po' in imbarazzo
quando vedo esponenti di un partito che a livello nazionale dice che l'opera si deve
fare, che poi vanno a manifestare contro. Parlo di parlamentari di altre Regioni; come
giustamente ha detto il Sindaco a mezzo stampa, probabilmente chi viene da lontano
dovrebbe informarsi un pochino di più.
Un'altra cosa che mi mette un po' in imbarazzo è sapere che ci sono due Sindaci, di
due città molto lontane, che vengono in Piemonte a insegnarci che l'alta velocità è
un'opera che non si deve fare, quando sono i primi a essere favorevoli alla Napoli-
Bari. Mi riferisco proprio ai Sindaci di Napoli e di Bari.
Se io fossi il rappresentante di un partito che sostiene quel Sindaco, mi farei delle
domande; allo stesso modo, se fosse un Consigliere di maggioranza a non essere
favorevole all'opera, mi chiederei cosa ci rimane ancora a fare in questa
maggioranza, per la quale, sia a livello regionale che nazionale, il TAV rimane un
punto fondamentale.
Io invito il Sindaco a farsi portavoce di questa richiesta: smettiamo di rincorrere
movimenti che (come ha detto giustamente il Sindaco) sono contro a priori, che sono
gli stessi movimenti che si erano messi a fare le barricate quando Cavour voleva fare
il tunnel del Fréjus, che oggi è fondamentale per i collegamenti internazionali di
Torino, sia commerciali che di persone.
Questo, secondo me, è importante, anche perché adesso scopriamo che questi
movimenti misurano l'apertura della galleria con il metro. Per questo dico smettiamo
di rincorrere chi è contro a priori e iniziamo a ragionare sul merito di un opera che è
cambiata tantissimo.
Chi manifesta contro quest'opera dovrebbe rendersi conto che il dissenso portato
avanti fino a oggi aveva lo scopo di far sì che l'opera che oggi ci ritroviamo fosse
completamente diversa, a esclusivo beneficio del territorio piemontese.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Presidente, intervengo perché voglio che rimanga a verbale, ancora una volta, la
posizione del PdL. È veramente curioso e imbarazzante che dopo ventidue anni (dal
1991 al 2013) siamo ancora qui a discutere se sia un bene o un male fare un'opera
fondamentale per l'Italia, per l'Europa, per i cittadini della Val Susa e per
l'occupazione.
Dispiace, inoltre, essere qui per le posizioni ideologiche di una parte della
maggioranza, che ancora oggi, avendo ottenuto una vittoria risicata alle elezioni
politiche, sta inseguendo, nonostante tutto, un Governo con alcune forze che sono
contrarie a uno dei temi fondamentali di qualunque programma di forze politiche
responsabili.
Questo è un altro elemento di rammarico, perché l'Osservatorio (a cui va il nostro
ringraziamento per il lavoro fatto, oltre naturalmente alle forze dell'ordine che
presidiano per mantenere la legalità e il rispetto delle decisioni degli organi
istituzionali europei e italiani che hanno approvato il Treno ad Alta Capacità, TAC,
per il Corridoio 5) ha fatto un lavoro importante, soprattutto sulla salute pubblica,
che è stata assolutamente approfondita in tutti i suoi dettagli e aspetti, che è quello
che interessa a tutti noi, che abbiamo a cuore la salute delle popolazioni della Valle.
Quindi, oggi siamo certi che non vi sono pericoli sulla salute pubblica.
Sull'occupazione abbiamo valutato che, ancora una volta, un'opera di questo genere
darebbe grandissimi benefici.
Nonostante quello che pensano SEL e alcuni esponenti grillini, facciamo notare che
la democrazia indiretta ci impedisce di mettere continuamente in discussione
un'opera che è stata approvata a grandissima maggioranza dagli organi che
rappresentano il popolo.
Inoltre, il fatto che il Sindaco di Bari, Emiliano, insieme al Presidente della Puglia,
Vendola, siano esponenti Sì TAV per la Napoli-Bari, che mi risulta costi 5,1 miliardi
di Euro, circa il doppio rispetto al costo del TAV Torino-Lione, mi porta a
condividere quanto diceva giustamente il Sindaco, che ringrazio per le parole
espresse su questo tema. Pertanto, mi sembra assolutamente improprio che persone
che vivono in territori così lontani dal nostro si permettano di valutare il grande
lavoro di condivisione e di collegialità, anche con le popolazioni locali e i Sindaci,
che si svolge in Piemonte.
Ricordo a tutti che i Sindaci sono ufficiali di Governo, che violare le leggi è un reato,
che i Sindaci devono rispettare le leggi e che partecipano alle manifestazioni anche
come rappresentanti del Governo. Pertanto, De Magistris, o chi per lui, il gonfalone
della Città di Napoli, o di qualunque altra città, in una manifestazione indetta contro
le leggi approvate dallo Stato, sono oggettivamente sinonimo di inopportunità,
quantomeno, se non di illegalità.
Per concludere il mio intervento, invito il Sindaco, come Presidente regionale
dell'ANCI, a scrivere una nota al Presidente Delrio, affinché censuri perlomeno il
comportamento di questi Sindaci che hanno partecipato, addirittura con il gonfalone,
a una manifestazione, a mio giudizio, illegale e sicuramente inopportuna, viste le
decisioni che tutti gli organismi nazionali e internazionali hanno preso.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Tutti sappiamo che la vicenda TAV ha avuto un impatto nazionale e, come tale, non
vorrei che venisse messa in gioco, anche se può essere paradossale (lo dico in tempi
non sospetti), per questioni di livello nazionale; ossia, non vorrei che attraverso
alcuni componenti del Partito Democratico, si cercasse di allacciare dei rapporti per
quanto concerne la formazione del Governo, proprio mettendo in gioco questa
vicenda.
Questa considerazione può sembrare banale, però non è casuale che tanti del Partito
Democratico ultimamente abbiano avuto una riconversione rispetto a questo
problema. Non vorrei che questa riconversione da parte di taluni del Partito
Democratico possa essere giustificata facendo passare che la formazione di questo
Governo sia una questione di vitale importanza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Brevemente, perché non voglio ripetermi su quanto già dichiarato dai miei Colleghi
di Gruppo. Ringrazio il Consigliere Dell'Utri per questa richiesta di Comunicazioni,
perché ci hanno permesso di ascoltare, per l'ennesima volta, le parole rassicuranti del
Sindaco in merito alla definizione dell'opera strategica del TAV, definita da lui
stesso una priorità e anche un investimento che sicuramente non è di natura locale.
Però, Sindaco, lei non può parlare a nome del Partito Democratico e basta. Lei deve
parlare a nome di questa maggioranza consiliare che la sostiene e all'interno della
sua maggioranza deve fare chiarezza. Ed è per questo che, a mio modo di vedere, in
correlazione con questa richiesta di comunicazioni, ci dovrebbe essere una richiesta
di estromissione dalla maggioranza consiliare di chi quest'opera non la vuole.
Questa è l'unica cosa che mi sento di dire, pur ringraziandola delle parole che oggi
ha voluto riferirci in Aula.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Sarò molto breve, anche perché più volte è intervenuto il Consigliere Bertola, che ha
espresso chiaramente la nostra posizione sul TAV, che ovviamente anche oggi non
cambia.
Però vorrei spendere due parole, anche perché sinceramente il Sindaco ha speso
buona parte del suo intervento per attaccare tutti coloro che sostengono che l'opera
sia inutile, dicendo che il movimento No TAV, il Movimento 5 Stelle o, comunque,
chiunque abbia messo in discussione quest'opera, abbiano una posizione
pregiudizialmente contraria e prettamente ideologica.
Invece, io mi permetto di dire (ovviamente ognuno rimane della sua opinione) che, a
mio avviso, chi fino a oggi ha considerato un dogma questa grande opera, e quindi ha
avuto un approccio ideologico, non siamo noi, ma siete voi, signor Sindaco. Proprio
perché in questo momento di scarsità di risorse, che non devo neanche descrivere, la
mobilità a mio avviso non deve essere ad alta velocità, ma deve basarsi su tre
principi chiave. Cioè deve essere sostenibile, efficiente e deve essere per tutti, signor
Sindaco. Quindi, a mio avviso, quest'opera non rappresenta quei tre criteri.
Vorrei anche precisare che in realtà non essendo proprio una posizione ideologica e
preconfezionata, la posizione che emerge è frutto di un'analisi dei costi/benefici,
ovviamente in senso lato. Quindi, rimando al mittente le accuse del Sindaco.
Concludo dicendo che sono ben contenta, e dico per fortuna, che all'interno del Pd
sembra essersi magicamente aperta una breccia, mettendo oggi in discussione quello
che fino a ieri era considerato un dogma.
Io, sinceramente, non credo alla grande unità che il Sindaco ha dichiarato oggi, e che
altri Consiglieri prima di me hanno definito inesistente. Quindi, mi auguro, non per il
bene del PD, né del Movimento 5 Stelle, ma per il bene del Paese, che la linea del
Sindaco non domini o comunque non prevalga all'interno del PD e che si possa
finalmente porre la parola fine a un'opera che (a nostro avviso, ma non è più solo una
parte poco consistente del Paese che lo pensa, perché lo dicono i numeri) è inutile e
costosa.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Faccio solo due brevissime puntualizzazioni rispetto all'intervento della mia Collega
Ambrogio. Noi in realtà siamo già abbastanza abituati al fatto che nel Gruppo SEL
esistano due Capigruppo: c'è il Capogruppo Curto, che in Sala Rossa non dice una
parola sul tema, non prende posizione nei confronti del Sindaco, che rivendica
l'opera; poi evidentemente il Capogruppo Curto ha un gemello malvagio che invece
va in Valle a protestare nello spezzone peraltro dei centri sociali.
Però, in realtà, io voglio soffermarmi solo su un punto veloce. Spesso si è ripetuto
che il nostro territorio è un laboratorio per il centrosinistra, che anticipa le dinamiche
nazionali. Penso che lo sia anche questa volta, però non credo che questa volta possa
far piacere al Sindaco Fassino, perché in realtà, al di là della schizofrenia di Sinistra
Ecologia e Libertà, che ormai non è una notizia, siamo abituati, forse il Sindaco non
sa che in Conferenza dei Capigruppo la sua maggioranza si è divisa esattamente in
due. Infatti, alla nostra richiesta di discutere oggi un ordine del giorno che ponesse
questa Sala a un voto con un assunzione di responsabilità, l'opposizione si è mostrata
unita nel chiedere questa discussione, il PD invece l'ha rifiutata, insieme a Sinistra
Ecologia e Libertà, che evidentemente vuole tener fuori da questa Sala una posizione
che la costringerebbe a uscire da una maggioranza e dalle comode poltrone di velluto
che stanno in quella parte di Sala.
Devo anche dire che purtroppo la votazione è finita con lo scarto di un solo voto, che
oggi ci impedirà di discutere questo ordine del giorno e più in generale il tema, e
purtroppo è mancato anche per l'assenza del Movimento 5 Stelle, che in
quell'occasione non era presente in Conferenza dei Capigruppo. Però,
oggettivamente, la maggioranza di centrosinistra si è separata.
Il tema non è SEL, il tema è il PD, perché abbiamo un Presidente della Comunità
Montana che scende in piazza contro la grande opera, una candidata alle primarie,
come la Puppato, che scende in piazza contro la grande opera, e abbiamo il vostro
futuro candidato premier, Renzi, che evidentemente non smania per questa grande
opera. Per cui, se questo centrosinistra riuscirà a confermare le sue divisioni
sull'opera, quest'opera strategica per lo sviluppo del Nordovest verrà affossata
proprio per le vostre contraddizioni.
Se ciò avverrà, ci chiediamo se il Sindaco ribadirà anche in quelle sedi la centralità di
quest'opera e si farà portavoce di questo territorio e del suo sviluppo, o delle
dinamiche interne al Partito Democratico.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Segnalando che le poltrone di velluto sono scomode su entrambi i lati della Sala, do
la parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Io ascolto sempre con piacere il dibattito sul TAV in Sala Rossa, anche se mi sembra
di non particolare originalità; ma se tale deve essere, facciamolo pure.
Era il 2000, io avevo vent'anni, quando a Torino si consumò il vertice Italia-Francia.
Allora c'era un Governo di centrosinistra, il Presidente del Consiglio era Massimo
D'Alema, e ricordo che davanti al Palazzo Reale, con gli studenti di questa città, ci
preparavamo a quello che poi sarebbe stato uno dei fatti costitutivi dell'Unione
Europea, cioè il vertice di Nizza, e chiedevamo un'Europa più coraggiosa. Ma quel
giorno si discuteva anche dell'alta velocità Torino-Lione.
Quel giorno arrivò prima la delegazione italiana, con un'auto blindata da cui
scendeva il Presidente D'Alema, poi un'altra auto blindata da cui scendeva il
Ministro delle Infrastrutture, Burlando, e poi arrivò la delegazione francese, con due
auto blindate e due pullman. Mi sorpresi nel chiedermi chi ci fosse dentro quei
pullman, oltre al Presidente di Stato francese e al Ministro dei Trasporti, cioè ai
nostri omologhi.
I francesi si erano portati dietro tutti i Sindaci interessati dalla loro parte di tracciato.
I francesi stavano costruendo quel rapporto con i territori, che poi ha determinato un
cambio incredibile, per cui da vent'anni in Francia si ragiona in un certo modo di
modelli trasportistici, mentre in Italia ci troviamo un'opposizione sociale, politica e
culturale molto forte in Val di Susa.
Allora, o i cittadini della Val di Susa sono geneticamente tarati per rompere le
scatole, o la politica prende atto che c'è una sconfitta da parte della capacità di
governo dei nostri cittadini.
Alla fine di quel vertice fu firmata una dichiarazione (anche in Francia si sta
evolvendo la discussione), in cui si diceva che entro il 2015 il traffico merci sulla
linea Torino-Lione sarebbe raddoppiato. Invece, ad oggi, il traffico merci su quella
linea ferroviaria è di 9,4 tonnellate. Siamo a meno della metà di quello che era il
traffico merci di allora e a un terzo rispetto a quello che era il traffico merci di due
anni fa.
Io penso che si possa discutere di tutto, ma bisogna avere la capacità di non
prescindere dai dati scientifici. Se prescindessimo dal confronto scientifico,
probabilmente saremmo ancora al tempo di Adamo ed Eva, e non ci saremmo
evoluti.
Ma che cos'è il TAV? È una linea passeggeri? No, non sarà una linea passeggeri.
Cerchiamo almeno di capire di che cosa stiamo parlando. Il guadagno di tempo della
nuova linea, secondo il progetto di RFI (poi non si capisce qual è) sarebbe di 60
minuti. Un'ora e 40 minuti contro 2 ore e 40 minuti. Per questo modesto risultato,
Italia e Francia dovrebbero spendere 40 miliardi di Euro.
Allora il TAV è una linea strategica? No, non è neanche una linea strategica. Dovete
sapere che il 90% del traffico internazionale avviene via mare, perché è molto più
economico. Noi abbiamo un problema molto più contingente: il porto di Genova, in
questo momento, non è adeguato per l'attracco delle nuove navi container, che sono
in grado di trasportare 8.000 container e 103 treni. Forse queste sarebbero le priorità.
Ma cosa ci costa questo scherzetto che chiamiamo "TAV"? Ha veramente una
ricaduta sull'occupazione? Secondo i calcoli dell'Osservatorio, quindi del dottor
Virano, nei sette anni previsti dalla realizzazione del tratto internazionale,
dovrebbero essere assunti 1.020 dipendenti, a cui vanno aggiunte le reti tecnologiche,
portandoci a 2.340 dipendenti. Parliamo di 2500 persone, a fronte delle quali noi
spenderemo 16,5 miliardi di Euro. In altri termini, per ognuno di questi lavoratori,
noi faremmo un investimento di 6 milioni e mezzo di Euro. Mi sembra un
investimento significativo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Consigliere Curto, la invito a concludere.

CURTO Michele
Faccio notare a tutta l'Aula che per esempio nel grande investimento per il genoma
umano (quella straordinaria ricerca scientifica che ha decriptato la poesia dei nostri
corpi e ha consegnato alla scienza la conoscenza sull'infinitesimamente piccolo
dell'umano), per ogni Euro investito se ne sono ricavati 237,00 e, per ogni uomo
assunto, si sono creati 27 posti di lavoro stabili. L'errore più grande sarebbe non
cambiare idea, non aprire una riflessione.
Non è la contraddizione politica che mi spaventa, non mi ha mai spaventato; in
quest'Aula, ho sempre avuto una chiarezza di fondo su quello che è un progetto
sbagliato e insostenibile economicamente, politicamente e socialmente.
Credo però che oggi ci sia una possibilità politica che non vada sottovalutata, una
dialettica nuova all'interno del Partito Democratico, almeno spero, in quello che è il
più grande perimetro di confronto democratico del campo politico italiano e,
dall'altra parte, anche una rappresentanza nuova, diversa della sensibilità del Paese,
in capo sicuramente al Movimento 5 Stelle, ma non solo, perché c'è anche Sinistra
Ecologia Libertà.
Spero che questa occasione non venga mancata. Al Partito Democratico parlerò nelle
sedi proprie; al Movimento 5 Stelle invece voglio dire che non va sottovalutato il
processo democratico, che non si può perdere un'occasione come questa e che più
che di Commissioni d'Inchiesta, abbiamo bisogno di governi autorevoli di
cambiamento per dare al Paese quello di cui ha bisogno, ossia una visione del futuro.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo brevemente, perché l'intervento del Consigliere Curto mi ha convinto.
Mi ha convinto il fatto che il TAV per il Consigliere Curto non sia una priorità,
perché fosse stata una priorità, non sarebbe stato in questa maggioranza, nel senso
che nel programma del Sindaco e di questa maggioranza ci può stare una posizione
critica, ma non una posizione contraria.
Prendo atto che oggi con molto più coraggio, dopo gli eventi, questa posizione venga
manifestata, ma ciò non cambia molto, relativamente alle dinamiche
dell'Amministrazione torinese, perché il TAV non ci passa direttamente vicino.
Credo, però, che le argomentazioni che ha esposto, siano la dimostrazione di come la
sindrome di Burlando abbia colpito De Magistris ed Emiliano. Burlando, due anni fa,
diceva che la Torino-Lione non era molto necessaria, il Terzo Valico, invece,
fondamentale e il passaggio per Lione dalla Liguria auspicabile.
Oggi, non capisco bene, sulla base delle analisi del Consigliere Curto, a che cosa
serva la Napoli-Bari, se non a scambiarsi le mozzarelle di bufala ad alta velocità da
una parte all'altra, tra Napoli e Bari, in tempo reale, in modo che arrivino per la
colazione.
Perché se davvero i criteri economici sono quelli fondamentali, gran parte delle opere
di questo Paese non hanno una sicurezza, nemmeno la FIAT ha mai avuto questo
sviluppo, forse era meglio che facesse panettoni piuttosto che automobili.
Gli esempi di Cavour già fatti non sono così facili, nel senso che l'opera dissanguò
abbastanza le casse e ricordiamoci che, ai tempi di Cavour, il Frejus collegava la
Savoia, che era appena stata data alla Francia e che, quindi, non era nemmeno più
una nostra zona.
Credo che il problema sia lo sviluppo del Nord-Ovest e del Piemonte. Capisco che a
Bari e a Napoli, sulla questione, siano meno sensibili. Capisco che in Val di Susa
siano un po' strumentalmente preoccupati. Non capisco il fatto che i Piemontesi e i
cittadini di Torino vogliano continuare a far sì che la nostra economia dipenda
sempre più dall'asse Roma-Milano-Napoli e via dicendo.
Sono convinto che, in proposito, per l'Italia si possa discutere, che per l'asse della
pianura padana quest'opera serva e che per il Nord-Ovest e per il Piemonte lo sbocco
più moderno verso la Francia, dove passeranno anche i passeggeri (perché solo un
demente non farà passare i passeggeri in quel tunnel), sia fondamentale e necessario.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Il Sindaco ha spiegato, in apertura delle comunicazioni, e io ribadisco, che la
posizione del Partito Democratico a livello nazionale, regionale e locale è una, è
molto chiara ed è il sostegno alla realizzazione del TAV Torino-Lione.
Credo che in questo quadro la questione possa essere discussa nella misura in cui ci
sia onestà intellettuale da parte di chi la vuole discutere.
Il progetto, come ha detto il Sindaco, è molto differente rispetto alla famosa versione
Martinat che fu quella che, non dimentichiamo, originò il movimento No TAV in Val
Susa. Tale versione, ricordo a coloro che sono qui in quest'Aula, fu calata su quel
territorio in maniera brutale, attribuendo alla Regione Piemonte il compito di non
governo dell'infrastrutturazione della Val Susa, con un tracciato che tagliava fuori
Torino, passava per Settimo, Chivasso e tagliava in maniera brutale i territori dove
nacque il movimento No TAV, dove la risposta fu quella dell'Osservatorio
presieduto da Virano e dove iniziò quel lavoro di miglioramento del tracciato e di
concertazione territoriale che ha portato l'attuale tracciato del TAV. Quest'ultimo,
come ha detto il Sindaco Fassino, è significativamente differente rispetto al tracciato
originario e, purtroppo per i detrattori, smonta moltissime delle argomentazioni che
all'epoca erano degne di nota.
Sono convinto, anzi, che lo sforzo e la nascita del movimento No TAV sia stato utile
in quella fase storica e politica, perché, a partire da quella protesta legittima e
pacifica, furono portate quelle necessarie modifiche a un tracciato che oggi è
oggettivamente quello che impatta meno su quei territori.
Il TAV (come viene detto nel Piano Territoriale Provinciale e nel Piano di Sviluppo
della Val di Susa) è anche una grande occasione di sviluppo infrastrutturale per quel
territorio che vedrà nella stazione internazionale di Susa il suo baricentro e che porrà
un territorio, che naturalmente e storicamente è sempre stato un corridoio naturale tra
Italia e Francia, nella sua vocazione anche più turistica.
Tante volte quest'Aula ha affrontato il tema del TAV, alle volte con posizioni un po'
stucchevoli. Si tratta di un treno, non di una centrale termonucleare e non di un sito
di stoccaggio di rifiuti tossico-nocivi. È un treno.
Si tratta di uno strumento ecocompatibile che dovrebbe servire a spostare persone e
cose da un posto all'altro, in maniera rapida, efficiente e silenziosa, possibilmente
evitando di emettere CO2.
Quello che vedremo alla fine di questo lavoro, che speriamo vivamente possa
ripartire con grande celerità, sarà sostanzialmente un treno.
Di questo treno, in questi anni, si è detto molto in ordine al modello di sviluppo, a
quanto sia importante investire sulle grandi infrastrutture, o a quanto, invece, non lo
sia, ponendo il dibattito in una prospettiva, a nostro modo di vedere, sbagliata. Il
problema non è se investire sul TAV e non investire sulla rete del trasporto regionale
ferroviario; non è questo l'approccio giusto. Entrambe queste cose devono avere
investimenti adeguati, perché fanno parte di un sistema di trasporto e di mobilità
sostenibile che è sinergico e si compenetra per rispondere a esigenze diverse.
Purtroppo, alcuni esponenti del Partito Democratico (che forse non conoscono
benissimo le problematiche di questo territorio, che forse, giustamente, per ragioni
anche del tutto spiegabili, possono essere più lontani dal comprendere le reali
esigenze di questo territorio e che pongono la questione del TAV Torino-Lione in
antitesi rispetto alla necessità di investimenti sul Trasporto Pubblico Locale a scala
regionale), pongono la questione in maniera del tutto fuorviante.
Crediamo fortemente che occorra un'inversione netta di linea politica rispetto
all'impiego delle risorse, inoltre, che questo nostro territorio abbia esigenza di
investimenti forti e strutturali che migliorino significativamente l'efficienza del
Trasporto Pubblico Locale a scala regionale e che questo non vada letto, in alcun
modo, in antitesi rispetto ad un'infrastruttura come il TAV Torino-Lione che
necessariamente risponde a esigenze diverse del nostro territorio che non possono
essere messe in competizione con le altre.
Rispetto alla polemica politica - non voglio sottrarmi rispetto a questa vicenda -
esiste un principio democratico anche nel Partito Democratico nel quale di TAV si è
discusso molto e si discute ancora. Vivaddio siamo un partito che discute a
differenza di altri nei quali, invece, la discussione non avviene o, a nostro modo di
vedere, avviene non in maniera trasparente e democratica. Esiste un principio di
maggioranza ed è del tutto evidente che gli esponenti iscritti al Partito Democratico,
che ritengono quest'opera non strategica, abbiano l'onere e l'onore di condizionare la
linea del Partito Democratico per portarla sulle loro posizioni.
La linea del Partito Democratico, fin quando non avverrà questa eventualità, sarà
chiara e la linea del Partito Democratico è quella di essere favorevole al TAV.
Vorrei mandare un unico messaggio, una cartolina, un telegramma, come direbbe un
autorevole ex deputato del Partito Democratico, l'onorevole Merlo: "Invitiamo
caldamente gli esponenti politici locali, che hanno una dimensione locale della loro
iniziativa politica a occuparsi del loro territorio". Ovviamente, siamo disponibili ad
accogliere qualunque tipo di suggerimento, ma ribadiamo che, per la Città di Torino,
il TAV Torino-Lione è, e resta, una priorità strategica per il suo sviluppo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ricordo che il tempo per intervenire è di cinque minuti.
La parola al Consigliere Dell'Utri.

DELL'UTRI Michele
Anch'io ringrazio il Sindaco per la chiarezza di posizione in relazione al TAV e
anche il Capogruppo del PD per aver preso la stessa posizione, dal momento che per
noi è uno strumento assolutamente fondamentale, imprescindibile e corrispondeva a
uno degli elementi di accordo iniziale di rapporti e di alleanza vicendevole.
Sono contento, in generale, di questa posizione ferma. È chiaro che, da parte nostra,
riteniamo che gli interventi esterni - come ha detto anche il Sindaco - di esponenti
non piemontesi siano assolutamente parziali, a fronte di una conoscenza parziale del
problema.
Vorrei fare tre considerazioni generali. La prima è in relazione a ciò che ha detto il
Consigliere Curto sulla Francia, quando ha raccontato della delegazione francese a
Torino, dal momento che lì c'è un dato strutturalmente diverso. Quando un'opera
pubblica in Francia viene stabilita dal Governo, il primo passaggio di quest'opera,
progettata, consiste nel dare la stessa a un Tribunale che convoca le parti coinvolte
nelle quali passerà l'opera pubblica; le eventuali cause vengono fatte quindi prima e
c'è un tempo prestabilito in cui il procedimento si chiude.
Quando tutti hanno avuto un giudizio, l'opera inizia e nessuno può più assolutamente
dire nulla. Quindi, si tratta di un dato di fatto che, perché no, può essere un buon
incentivo anche per il Governo italiano in futuro. Il nostro sistema giuridico, però, e i
nostri procedimenti operativi sono diversi rispetto alla Francia.
Per quanto riguarda il secondo elemento sul TAV è di carattere generale, il
Consigliere Tronzano ha prima raccontato i 23 anni di TAV. Abbiamo 23 anni di
TAV a fronte di 2 miliardi e mezzo di investimento. C'è un Paese nel mondo che, in
meno di 2 anni, ha realizzato il MagLev (il treno a levitazione magnetica che collega
Shanghai a Pechino in pochissimo tempo, perché viaggia a 600 chilometri l'ora) e
che, ad oggi, ha investito e progettato di investire 30 miliardi, quindi un decimo del
tempo e 10 volte l'investimento progettato.
Tutto andrebbe bene se ci trovassimo ancora ai tempi del Granducato di Toscana o
del Regno Sardo-Piemontese. Il mercato mondiale, però, oggi ci mette in
concorrenza con dei colossi che da qui a breve, se continuiamo così, ci
schiacceranno.
Infine, qualcuno ha parlato di dogma. Il dogma di distruggere i dogmi è il più antico
del mondo; avviene, in maniera ciclica, ogni cinquant'anni. Guardate, però, che cosa
ha prodotto la storia con il dogma di distruggere dogmi.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non voglio riprendere alcun tema, però, siccome ho ascoltato qui una serie di
valutazioni di merito (sulle quali, adesso, non mi voglio soffermare) che richiedono
approfondimenti per capire se sono vere o meno, propongo ai Capigruppo di
promuovere un incontro di tutti i Consiglieri Comunali con l'architetto Virano.
So che avete fatto la Commissione, ma proporrei ai Capigruppo di promuovere un
incontro con tutti i Consiglieri, nel quale l'architetto Virano illustri il progetto,
eccetera. Dopodiché si discute e si ragiona, ma vorrei una discussione di merito.
Sono convinto dell'utilità di quest'opera, non per ragioni ideologiche, Consigliere
Appendino, ma di merito, che possono essere condivise o no.
Prima - controlli il verbale - non ho detto che tutti coloro che si oppongono all'opera
hanno un pregiudizio ideologico, ma che una parte di coloro che si oppongono
all'opera hanno un pregiudizio ideologico; ho detto anche che è un loro diritto,
intendiamoci bene, ma che non condivido.
Comunque, se vogliamo depurare la discussione da qualsiasi forma di
sovrapposizione di natura puramente politica o peggio, ideologica, facciamo un
incontro di tutti i Consiglieri Comunali con l'architetto Virano il quale illustrerà il
progetto, le caratteristiche, le modalità, i costi e i problemi, con una discussione di
merito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ho proposto un Consiglio
aperto, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Per me va benissimo, però mi pare che il Consiglio aperto sia una formula che non
consente ai Consiglieri di avere una discussione di merito e rischia di essere un posto
dove ciascuno fa un discorso di natura politica e ideologica (c'è chi è contro e chi è a
favore, per spiegare) quello e quell'altro.
Sono interessato ad una discussione di merito e quindi propongo ai Capigruppo (se
costoro ritengono di non dover assumere questa iniziativa, la assumerà il Sindaco), di
promuovere l'invito a tutti i Consiglieri ad un momento di confronto di merito,
dopodiché almeno ci saranno più elementi di valutazione, che poi ciascuno
considererà come ritiene.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Dichiaro concluse le comunicazioni.

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