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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Sono state presentate tre richieste di comunicazioni: la prima a firma del Consigliere Magliano, che recita: "Alla luce del grave episodio che ha recentemente coinvolto padre Mario Loi, da anni figura eminente nella nostra Città per il sostegno alle persone in difficoltà e la comunità che gestisce nella Circoscrizione 6; in ragione della situazione di precarietà economica che ha spinto padre Mario a un gesto plateale ed estremo, sono a chiederle urgenti comunicazioni del Sindaco nel prossimo Consiglio Comunale al fine di chiarire la vicenda, le ragioni e le intenzioni da parte della Città per la gestione della struttura attualmente in concessione all''Associazione Speranza Azzurra 2000'". Non sono state concesse le comunicazioni, ma il presentatore può fare un intervento di un minuto. La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Questo è un fatto che ho voluto portare ed è la prima volta, da quando sono stato eletto, che ho chiesto le comunicazioni urgenti, anche perché questa vicenda ha a che fare con una serie di interessamenti da parte della Città: innanzitutto un sopralluogo della Commissione, ma ancora prima una mia visita con l'Assessore Tisi in quel luogo. In quel luogo c'è una struttura che va avanti ormai da anni, per la quale, peraltro, è stato fatto un investimento anche dall'Unione Europea. C'erano tutte le condizioni, anche da parte del gestore di questa struttura, per porre la Città in condizione di mettere più di una realtà no-profit in quel luogo. Quindi, c'è stata tutta la buona volontà, da parte mia e da parte dell'Assessore, ma ad oggi il 31 marzo questa realtà verrà sgomberata da lì perché è finita la concessione, che è in proroga. Quindi, io mi appello, anche dal punto di vista del Patrimonio: qualcuno deve dire qualcosa, perché, a mio giudizio, una volta che queste persone, che sono lì e si occupano degli ultimi in quel quartiere lì, verranno mandate fuori, quella struttura verrà occupata e ci sarà di nuovo il problema di allontanare le persone che la occuperanno in modo indebito. Io spero - farò richiesta al Presidente della IV Commissione - di poter audire l'Assessore Passoni, l'Assessore Tisi e chi oggi gestisce quella realtà, perché è inaccettabile che una figura della nostra città, che da anni si occupa di tirar fuori i ragazzi dalla strada, attraverso arti marziali e tutta una serie di attività, affinché questi ragazzi possano entrare in un percorso di legalità, non venga considerata e arrivi addirittura a fare un gesto non conservativo. Quindi, ringrazio quantomeno della possibilità che mi ha dato di intervenire in questo minuto, però penso che, in un quartiere come la Falchera, anche se non si è targati in un certo modo - e io ravviso delle responsabilità del Presidente di quella Circoscrizione - ci debba essere un interesse da parte della Città, perché altrimenti vorrebbe dire buttare via una serie di investimenti fatti e una realtà sociale che lì esiste da anni. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla seconda comunicazione, a firma dei Consiglieri Centillo e Tricarico, che recita: "A seguito delle notizie relative alla sentenza del Giudice del Lavoro relativamente al reintegro degli ex dipendenti comunali dello CSEA, si chiede al Sindaco di darne comunicazione in Consiglio". Queste comunicazioni sono state concordate, accettate e interviene il Vicesindaco in merito. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Come il Consiglio sa, avendo visto le comunicazioni giornalistiche, venerdì scorso, dopo neanche mezz'ora, il Giudice ha letto sostanzialmente la sentenza per quanto riguarda il ricorso che era stato affrontato (sono almeno due gruppi, forse anche tre, che ricorrono al Giudice) per il reintegro dei dipendenti CSEA, già dipendenti del Comune di Torino al 1997, cioè nel momento in cui è stata fatta la cessione. La sentenza si muove sostanzialmente su tre questioni. Da una parte dice che accerta e dichiara il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle dipendenze del Comune con decorrenza al 24 aprile, per cui dice... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, del 2012. Sostanzialmente dice al Comune di Torino di disporre la loro effettiva riammissione in servizio. La seconda cosa che dice (si occupa di due casi personali, che lasciamo a sé) è che, da aprile 2012 all'entrata veramente in servizio, si deve corrispondere il pagamento sia dei salari, sia dei contributi previdenziali per la parte non coperta da cassa integrazione o per altri incassi fatti dai lavoratori per altre situazioni (ad esempio, alcuni hanno avuto dei lavori a tempo determinato). La sentenza definisce, inoltre, la liquidazione delle spese legali e fissa il termine in 60 giorni per il deposito della sentenza. A fronte di questa disposizione esecutiva da parte del Giudice, oggettivamente, da parte della Città di Torino, gli Uffici stanno pensando e predisponendo la possibilità di esecuzione, ancorché al momento non sia stata notificata la sentenza (come voi sapete, deve essere notificata). Per cui, si procederà all'esecuzione di quanto ho appena detto nei punti essenziali. Per quanto riguarda, invece, un punto interrogativo - oggi non si fa e non si dichiara nessun appello - da parte degli Uffici è necessario andare a vedere l'insieme delle motivazioni che comporta questa sentenza per dirimere il fatto se, letta la sentenza, non si faccia appello almeno su alcune questioni o su parte di esse. Per questa ragione, oggi si va verso un'assoluta applicazione della sentenza stessa, poi si rimanda un eventuale ricorso a fronte delle motivazioni che emergeranno. Ovviamente le motivazioni che si tratterà di andare a vedere sono tutte legate alla non contraddizione rispetto al fatto che si risolvano tutti i problemi con le altre questioni di Diritto Pubblico per la cui applicazione gli Uffici sono assolutamente chiamati in causa. LEVI Marta (Vicepresidente) Ricorderei a tutta l'Aula che sulle comunicazioni urgenti i tempi di intervento sono 5 minuti per Gruppo. La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Cercherò di essere brevissima, anche per consentire un'eventuale integrazione, in particolare al Consigliere Tricarico, che ha sottoscritto con me la richiesta di comunicazioni, e poi eventualmente agli altri Colleghi del Gruppo. Prendo atto con favore di quanto detto dal Vicesindaco rispetto all'immediata applicazione assoluta di quanto previsto dalla sentenza, che - come è stato detto - è una sentenza talmente rapida, che non può che indicare una volontà da parte del Giudice di assoluta chiarezza rispetto a cosa è andato prevedere, perché una sentenza che viene emessa dopo mezz'ora, evidentemente, è una sentenza che dimostra quanto sia importante e chiara la decisione che viene presa ed è immediatamente esecutiva. Quindi, ovviamente, non può che essere immediatamente applicata. In questo senso, ci tengo a dire questo: chiederei di non fare ricorso, è una cosa che noi abbiamo già più volte detto, anche in Commissione, quando avevamo chiesto di non arrivare a sentenza rispetto a quello che i lavoratori e le lavoratrici hanno chiesto, dal momento che si faceva riferimento ad un atto, una deliberazione di Giunta che era stata anche recentemente confermata rispetto alla garanzia che veniva data ai lavoratori per il reintegro. Quindi chiederei davvero di esprimersi per non fare ricorso. Per quanto riguarda il reintegro, ci tengo a dire, molto brevemente, che la qualità degli operatori e la professionalità degli operatori non possono essere considerate e non devono essere considerate zavorra per la Città. Si tratta di operatori estremamente qualificati, che, verificando i curricula e le esperienze, credo possano essere opportunamente inseriti in Settori attualmente con criticità e con difficoltà all'interno della Città (penso soprattutto al mondo del welfare e del sistema educativo). In questo senso, credo che questo impegno vada onorato, mettendo almeno un punto fermo rispetto ad una vicenda - e non voglio polemizzare - che rappresenta ancora una ferita aperta per questa città. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sarò brevissimo. Rispetto all'intervento del Vicesindaco, vorrei sottolineare due elementi, perché sinceramente non mi sento per nulla rassicurato. Il primo elemento è che, se una sentenza è provvisoriamente esecutiva, non è una facoltà, e quindi un merito, della Città dare esecuzione, è un obbligo giuridico. Per cui non è un qualcosa di cui dobbiamo ringraziare, lo ha deciso un Giudice del Lavoro. Se ci fosse stata una volontà di non arrivare alla sentenza e di adempiere volontariamente, come Amministrazione cittadina, a questa incombenza, si sarebbe recepita l'impegnativa originaria di una mozione che poi è stata votata da questa Sala Rossa, e non ci sarebbe stato bisogno di farselo dire da un magistrato. Il secondo elemento è che io, in realtà, sono ovviamente meno ottimista del Consigliere Centillo, perché è vero che il Vicesindaco non ha annunciato la volontà di fare ricorso, ma dire che si vogliono andare a verificare le motivazioni cela implicitamente la volontà di sondare la possibilità di esperire e vincere un ricorso. Perché, se c'è la volontà di non fare ricorso, non c'è bisogno di andare a vedere le motivazioni e ci si concentra sulla fattibilità di dare seguito a quello che è il pronunciamento del Giudice di primo grado. Io, sinceramente, voglio unirmi a quello che è l'auspicio del Consigliere Centillo e, in realtà, vorrei rafforzarlo, perché, visto che in passato questa Amministrazione non si è fatta scrupoli (penso all'annullamento del concorso per dirigenti) a trascinare la vicenda di procedimento amministrativo e giudiziario fino all'estrema conseguenza, fino all'estremo grado, tipo al Consiglio di Stato, sarebbe bello per i lavoratori ex CSEA, per il Consiglio Comunale, per la città, che questa Città non trascinasse anche la causa di lavoro dei lavoratori ex CSEA fino, addirittura, non so, alla Cassazione, fino a dove? Dico questo perché vorrei concludere anche con un altro elemento. Al momento la Città è costretta a dare seguito, rispetto ad un provvedimento provvisoriamente esecutivo, ma dobbiamo anche dirci che, se invece la Città valuta un ricorso, può chiedere la sospensione della provvisoria esecutività. Sarebbe il caso che questa Giunta lo dicesse chiaro e tondo, in sede di comunicazioni, se si vuole rinunciare a questa possibilità, cioè che dicesse sin da adesso, senza andare a vedere le motivazioni della sentenza, che non c'è la volontà politica di andare nella strada di un ricorso, che continui a negare, quindi, la possibilità di reintegro a questi lavoratori e cominciasse magari, quando sarà possibile, a dare delle risposte concrete sul "come" si integreranno e non sul "se". LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tricarico. TRICARICO Roberto Ringrazio il Vicesindaco per le sue dichiarazioni. Io penso che quest'Aula possa accogliere serenamente il dispositivo della sentenza, perché offre all'Amministrazione Comunale uno strumento per risolvere una questione che non sembrava avere altre possibilità all'interno dell'Ordinamento giuridico e della nostra Amministrazione. Il fatto che oggi ci sia una sentenza che obblighi l'Amministrazione Comunale a reimmettere nella propria pianta organica dei lavoratori, la cui professionalità è riconosciuta e, anzi, potrebbe essere valorizzata da un piano di assorbimento, che andrebbe a coprire eventuali postazioni risultanti carenti nell'Amministrazione Comunale, è un'opportunità. Quindi, io penso che noi dobbiamo uscire dalla contrapposizione politica, anzi, unire la volontà di tutto il Consiglio a sostenere l'Amministrazione nella predisposizione di questo piano. Penso che non bisogna andare a ricercare, nelle motivazioni, eventuali elementi per un ricorso, quanto piuttosto capire esattamente - come l'Amministrazione ha dichiarato di voler fare - come poter dare seguito da oggi a questa sentenza. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Alcune cose sono già state dette da altri Consiglieri. A me preme, però, sottolineare due punti di carattere più generale. Il primo. È chiaro che la sentenza è immediatamente esecutiva, quindi non posso che - se ho capito bene le parole del Vicesindaco - salutare con piacere una posizione che mi sembra leggermente diversa da quella che era emersa nelle prime ore subito dopo la sentenza, cioè una posizione di totale accoglimento del dispositivo della stessa e di trasformazione del dispositivo nell'unico atto accettabile da parte di questa Amministrazione, cioè nel procedere a riconoscere ai lavoratori oggetto del ricorso immediatamente il loro status di lavoratori. Io devo dire di più e lo suggerisco alla mia Amministrazione: io non aspetterei la sentenza che riguarda gli altri lavoratori, che hanno come unica differenza, invece di essersi rivolti ad un legale, di essersi rivolti ad un legale del sindacato. Io, comprendendo le ragioni che precedono il dispositivo della sentenza, ma che sono inequivocabili, provvederei immediatamente a colmare quello che è stato un vulnus profondo tra l'Amministrazione e i propri lavoratori. Io voglio sottolineare questa parola, di "propri", perché nella sentenza, almeno in quello che già conosciamo della sentenza del Giudice di Torino, viene detta una cosa che dovrebbe far riflettere quest'Aula e l'Amministrazione: noi abbiamo dei nostri lavoratori, che sono in capo alla Città di Torino dallo scorso 24 aprile, che retribuiremo per questo, tant'è vero che gli dobbiamo tutte le retribuzioni trascorse, e che abbiamo deciso - a questo punto non possiamo che definirla una decisione sbagliata - di non utilizzare. Allora, io non aspetterei un minuto di più per gli altri 13-14 lavoratori, quelli che sono, per gli altri lavoratori, perché sono risorse che riguardano il nostro Ente. Sono risorse che, peraltro, hanno un costo, ma soprattutto hanno uno straordinario valore e che quindi dovremmo immediatamente reinserire nella nostra disponibilità. Riguardo al secondo punto, vorrei chiedere al Vicesindaco, se lo riterrà, di replicare una maggiore precisazione, perché se considero legittimo, come tutti gli Enti e soprattutto come chiunque viene, tra virgolette, "condannato", il diritto a leggere le motivazioni della sentenza, mi auguro che dietro a questa formula - che è un po' di rito - non si nasconda la volontà di fare una differenza tra lavoratori e lavoratrici, di cercare delle sfumature, di differenziare tra una situazione ed un'altra. Sarebbe un fatto che, indipendentemente dalla sostenibilità giuridica, considererei politicamente sbagliato. È sbagliato, a mio parere, soprattutto per un'Amministrazione di centrosinistra, differenziare i lavoratori e il loro status. Sarebbe sbagliato cercare differenze tra quei lavoratori che sono vincitori di concorso e quelli che non lo sono, tra quei lavoratori che sono in una condizione piuttosto che in un'altra. La sentenza, da questo punto di vista, prima che una sentenza giuridicamente compiuta, lo è politicamente e da un punto di vista di diritto di quei lavoratori: sono lavoratori e lavoratrici della Città di Torino, quindi io eviterei di discutere questo fatto. Ma vorrei che questo atteggiamento politico più generale - e con questo concludo, Presidente - ispirasse la nostra Amministrazione in senso più generale. In queste ore si stanno moltiplicando le naturali preoccupazioni da parte di tutti quei ragazzi e quelle ragazze - uso quest'espressione generazionale, perché sono prevalentemente giovani - che, idonei vincitori di concorso, dopo aver aspettato per anni la possibilità che venisse riconosciuto il loro ruolo, cioè che venissero assunti da questa Amministrazione, aspettano di capire se la sentenza per i lavoratori CSEA è una sentenza che va a loro discapito. Da questo punto di vista, credo che per questa Amministrazione sia arrivato il momento di aprire quella che è la discussione sulla programmazione delle risorse strategiche e le sottolineo come strategiche, perché le risorse umane, i nostri lavoratori e le nostre lavoratrici e il rapporto che intratteniamo con loro, che non può essere un rapporto che consumiamo nelle aule di tribunale, è il principale valore su cui possiamo contare in un momento di crisi economica e di crisi delle disponibilità finanziarie di questo Ente. Per questa ragione io penso che ci sia una filosofia che deve ispirarci: noi non dobbiamo accettare, non dobbiamo permettere e non dobbiamo soprattutto agire per mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Non dobbiamo permettere e non dobbiamo agire perché questa sentenza, che è stato un nostro errore - un errore di valutazione chiarissimo, che l'altro giorno è stato scritto nero su bianco dal Tribunale di Torino -, diventi una frattura nei confronti di chi ha scommesso, ha studiato e ha anche vinto un concorso pubblico. Soprattutto, noi dobbiamo decidere - e lo dobbiamo fare con una discussione vera, autorevole, di prospettiva, che deve riguardare questo Consiglio Comunale - come gestiremo i nostri servizi nei prossimi anni e a quali lavoratori e a quali lavoratrici faremo riferimento. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Ormai è stato detto tutto in questo lasso di tempo e in tutti questi interventi, che hanno avuto un unico filo conduttore. Il filo conduttore è quello dell'interesse, da parte di chi mi ha preceduto - e io mi voglio aggiungere a loro - alla salvaguardia di vittime innocenti, come le ho sempre definite. Però, secondo me, stiamo facendo un errore di fondo, perché non c'era neanche bisogno di una sentenza, perché c'era un accordo ben preciso che il Comune di Torino cercava di disattendere l'anno scorso, perché c'è stato il problema dell'uscita dal Patto di Stabilità, però quest'anno si è rientrati. E allora, caro Sindaco, c'erano già state le prime avvisaglie che i lavoratori non avrebbero potuto essere integrati nell'organico del Comune. Questo è stato detto, non se lo sta inventando Enzo Liardo, caro Sindaco. Abbiamo aspettato una sentenza, mentre, in realtà, c'era un accordo ben preciso che parte da lontano. Io terminerei qui l'intervento. Volevo solo sottolineare questo aspetto, anche perché devo limitare un po' la mia enfasi, proprio per carica che ricopro di Presidente della Commissione. Di conseguenza, riterrei opportuno procedere, andare avanti e non perdere ulteriore tempo per quanto riguarda - se questo è il termine esatto da adottare - la riammissione del personale all'interno della macchina comunale, senza aspettare ancora eventuali sentenze o eventuali ricorsi. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Io non ho molto da aggiungere rispetto a quanto è stato detto, se non ricordare comunque che siamo contenti della sentenza e penso che ovviamente non ci debba essere discrezionalità nell'accoglierla. Certo è che è l'ennesima volta che il Comune di Torino si trova di fronte ad una sentenza e si muove in seguito ad una sentenza. Io mi chiedo come sia possibile che, in 10 anni di quello che è stato CSEA - e non apro il capitolo, anche perché sono certa che la Magistratura farà il suo corso, e lo farà anche la Commissione d'Inchiesta ed emergeranno, se ci sono ovviamente, delle responsabilità politiche -, non sia stato fatto nulla, non sia stato fatto un piano eventuale di riassunzione. Oltre a quanto è già stato detto, vorrei aggiungere un tema che sinora non è stato sollevato in Aula, e mi rivolgo al Vicesindaco: cioè, se oggi esprimo preoccupazione proprio per la capacità del Comune di Torino di riassumere queste persone, allo stesso modo (quindi ovviamente stiamo attendendo - e mi rendo conto che le state valutando - delle linee di intervento nette che possano riassumere queste persone nell'immediato, come specifica la sentenza) io però ci tengo a precisare che questa preoccupazione, che abbiamo per queste 56 persone, vale proprio in generale per il Piano assunzioni 2013 del Comune di Torino. Sono perfettamente consapevole dei vincoli, sia in termini di risorse, sia in termini proprio di numero di teste, in cui il Comune si trova, per motivi svariati che non sto qui a elencare. Proprio a fronte di questo, come ho già avuto modo di dire più volte in Commissione, parlando con l'Assessore Passoni e con il Presidente Altamura, penso che bisognerebbe aprire al più presto una discussione su quali sono le priorità e su come si intende effettivamente intervenire su questo Piano assunzioni 2013. Perché oggi, giustamente, stiamo parlando del caso CSEA, per il quale non ci sono dubbi, perché è evidente che è stata imposta una sentenza (mi spiace che siamo sempre in situazione emergenziale e quella di oggi è una situazione emergenziale), e domani dobbiamo riassumere queste persone. Ma, a mio avviso, la discussione politica sul tema del personale andrebbe allargata anche su altri orizzonti. In tal senso, penso che ci vorrebbe da entrambe le parti (quindi mi metto anch'io in prima persona) la volontà politica, la trasparenza e la voglia di entrare nel merito. Per concludere (mi dispiace un po' per il tono polemico), visto che sono perfettamente consapevole dei vincoli entro cui agiamo, quindi sia il numero di teste, sia il numero di risorse, anche oggi per l'ennesima volta vi chiedo - visto che è in Aula, lo chiedo al Sindaco - come sia possibile che non sia stato fatto un passo indietro su certe tematiche. Sindaco, mi rivolgo a lei: mi rendo conto che non è riducendo lo stipendio del suo portavoce che si assumono 56 persone, ma quando intende muoversi in tal senso? C'è una città che è in ginocchio. Il Sindaco deve dare dei segnali. E non c'è solo il portavoce del Sindaco: ci sono le assunzione dei "Bassanini", c'è un concorso per dirigenti. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma il Sindaco deve dare un segnale netto alla città e alla persone che vivono momenti difficili. Questo ci aspettiamo dal Sindaco. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Aggiungo poche parole rispetto a quanto detto dal Vicecapogruppo Liardo, soltanto per chiedere alla Presidenza, e a nessun altro in questo caso, se in una Conferenza dei Capigruppo possiamo discutere sui criteri adottati dall'Ufficio Stampa per comunicare le notizie. Nel senso che non ho visto notizia di questa sentenza sul nostro sito, pertanto volevo capire se lei, Presidente, potesse calendarizzarla per discutere i criteri adottati, perché mi sembra alquanto strano che comunichiamo tutto, mentre le cose magari poco gradite, o sgradevoli, non vengono inserite all'interno del sito comunale, che, tra l'altro, è un organo di informazione assolutamente importante e lo sarebbe stato anche per i dipendenti che in questo caso sono interessati. LEVI Marta (Vicepresidente) La ringrazio, Consigliere Tronzano; me ne farò carico anche nei confronti del Presidente. La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Il 14 marzo, il comunicato stampa era nella home page del sito internet del Comune di Torino. Io l'ho letto lì; infatti, mi è stato confermato da altri. Si trovava nella parte bassa, nei comunicati della home page del Comune di Torino. Quindi la notizia c'era. Io sono ovviamente contento per i lavoratori e per la possibile soluzione. D'altra parte, come amministratore sono preoccupato e i Colleghi dovrebbero rendersene conto. Credo che a questo punto sia inevitabile che il Presidente della III Commissione, che è quella che si occupa del lavoro (non so insieme a chi), valuti la situazione del Comune di Torino per quanto riguarda il fatto che assunzioni - necessarie, utili, dovute - aggiuntive comportano un livello di spesa, e non basta tagliare - sono anche d'accordo - lo stipendio del portavoce del Sindaco per risolvere il problema. Questa è una prima questione. Per cui, credo che bisogna capire qual è la capacità del Comune di Torino quest'anno di assumere, perché altrimenti non andiamo da nessuna parte. Al Collega Curto dico che non ho problemi sul fatto che vengano assunti i lavoratori CSEA e anche tutti i lavoratori in attesa di [parola incomprensibile]. Dopodiché, non facciamo più le manifestazioni in mutande per la cultura e andiamo a vedere dove tagliare nel settore Assistenza, perché credo che lo sport di cambiare giacchetta ed espressione a seconda dell'interlocutore sia la prima cosa che, in modo trasparente, bisogna smettere di fare, perché altrimenti prendiamo tanti applausi di volta in volta, ma non prendiamo gli applausi della città. LEVI Marta (Vicepresidente) Se non ci sono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per quale motivo, scusi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per fatto personale su cosa? Non ha fatto riferimento al suo intervento, Consigliere Curto. Non esiste il fatto personale, non è stato insultato, ha detto una cosa nel suo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, per favore. La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Io non credo che le cose di cui discutiamo oggi, 18 marzo, fossero chiare ad aprile dell'anno scorso. Non lo erano per niente. Nel senso che ad aprile dell'anno scorso, ma anche alla fine del 2012, in assenza della certificazione sul Patto di Stabilità, qualsiasi discussione di questo tipo sarebbe stata impossibile. Secondo tema. Guardate che persino la sentenza su questo argomento non è così chiara e questo è uno dei tanti motivi per cui bisogna leggerla. All'inizio dice: \"prosecuzione del rapporto\" e nello stesso capoverso dice: \"disporre la loro effettiva riammissione\". La differenza è sostanziale. Prima si dice che si dà continuità sostanzialmente a una cosa vecchia (a una deliberazione e a un accordo che conosco bene, avendolo firmato io e avendolo proposto io alla Giunta) e poi si dice che c'è una riammissione, per cui c'è una nuova assunzione. Ovviamente, quando dico che bisogna leggere la sentenza (lo sottolineo in particolare per gli Uffici) mi riferisco al fatto che c'è questo problema da risolvere; cioè, io non ho detto che si fa la sospensiva, Consigliere Marrone. Non si richiede la sospensiva, per cui si va alla sua applicazione. Dopodiché, si vede nel merito che la situazione non sia contraddittoria con l'insieme; altrimenti il Consiglio può fare una deliberazione con la quale si assume ogni responsabilità. Non credo che sia possibile, se ci sono contraddizioni con altre situazioni. Per cui, cerchiamo di capirci, nel senso che a tutti piace dare le notizie positive, figuratevi a me che faccio anche l'Assessore al Lavoro. Io vorrei avere la possibilità di dare risposte non solo ai lavoratori CSEA, ma in primo luogo a quelli CSEA. In merito alla questione posta dal Consigliere Appendino e da altri, il problema è il rapporto tra questo e l'insieme della situazione. In rapporto a questo, gli Uffici del Personale stanno facendo i conti di quanti lavoratori teoricamente si potrebbero assumere. Poi bisogna fare i conti con il fatto che la Legge dice che devi dimostrare che, rispetto all'anno precedente, riduci. Ora, facile farlo sul 2012 rispetto al 2011; facilmente anche il 2013 rispetto al 2012, avendo avuto il blocco. Ma poi bisogna essere in grado di sommarlo per il 14, rispetto al 13: cosa più complessa. Inoltre bisogna avere le coperture finanziarie per affrontare il problema. Sappiamo quanti sono i lavoratori di CSEA, ma quanti di quelli che hanno fatto il concorso possiamo assumere, in rapporto alle esigenze dell'Amministrazione? Per fare questo - rispondo al Consigliere Appendino - bisognerebbe capire quali sono le indicazioni finanziarie del Governo per il 2013, perché oggi non c'è nessun Comune che riesce a fare un Bilancio senza avere le indicazioni finanziarie per il 2013. Per cui, da una parte gli Uffici stanno già lavorando dal punto di vista della programmazione. Per le altre situazioni ci sono cose che non dipendono da noi. Mi fermo qui, perché siamo andati ben oltre la questione di CSEA, che è sufficientemente complicata per queste ragioni, non per l'interpretazione della deliberazione in sé. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Siccome il Consigliere Appendino si è rivolto a me, dico solo poche cose in relazione alle sue sollecitazioni. Rispetto alle questioni CSEA, ha già detto il Vicesindaco; non credo si possa dire all'Amministrazione Comunale: "Perché avete atteso? Potevate farlo uno, due anni fa", perché si è lavorato per un lungo periodo (sul merito c'è addirittura una Commissione d'Indagine, che valuterà) per cercare di offrire una prospettiva a CSEA. Se noi avessimo deciso di assumere i suoi lavoratori, avrebbe voluto dire che ci rassegnavamo a considerare che non c'era nessuna possibilità di offrire una prospettiva a CSEA. Si fa oggi perché la vicenda ha avuto una certa evoluzione. D'altra parte, la sentenza arriva oggi perché c'è stata una certa evoluzione della vicenda CSEA. Seconda questione. Io vorrei dire al Consigliere Appendino, che spesso usa questo argomento, lo ha usato anche in campagna elettorale, che il dottor Giovannetti, che esercita la funzione di portavoce del Sindaco, percepisce esattamente lo stesso trattamento economico del suo predecessore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, siccome si è montata, mettendolo anche in rete, tutta una panna... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, esattamente lo stesso trattamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Invito il Consigliere Appendino (se vuole le fornisco i dati) a verificare le persone che hanno la stessa funzione e lo stesso incarico nei principali Enti comparabili alla Città di Torino: vedrà che i trattamenti sono analoghi o addirittura superiori. In terzo luogo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Stiamo parlando di questo tipo di funzione, poi parleremo anche di quell'altra. In terzo luogo, chiedo a tutti onestà intellettuale. "Onestà intellettuale" significa avere sempre cura di precisare che cos'è il costo lordo e che cos'è il percepito netto. Perché dire costantemente che una certa persona guadagna una certa cifra, assumendo il costo lordo, significa non sapere che, in realtà, percepisce il 55% di quella cifra. Quindi, anche questa cosa andrebbe detta, per onestà, perché nessun lavoratore della Fiat accetterebbe mai di leggere su un giornale che percepisce 3.500,00 Euro al mese, quando ne percepisce 1.600,00 o 1.700,00. Quindi, un conto è il costo di un lavoratore, di un dipendente, di un dirigente, altra cosa è quello che percepisce nettamente. Infine, essendo Giovannetti un giornalista, è inquadrato secondo il contratto dei giornalisti, esattamente come il predecessore di Giovannetti. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per fatto personale, al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Proporrò un'interpellanza e spero che venga il Sindaco a discutere in Aula sul merito del dottor... anzi, scusi, signor Giovannetti, così almeno abbiamo un confronto, perché non voglio rubare tempo all'Aula. Però, Sindaco, anzitutto ho sempre parlato di costo, e il costo per la Città è di 187.000,00 Euro all'anno, lo dice la deliberazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi scusi, io non l'ho interrotta. Mi lasci finire il mio discorso. Inoltre, il fatto che 187.000,00 Euro all'anno sia la stessa cifra percepita dal predecessore a me non interessa, perché per la mia forza politica è comunque troppo, perché a fronte di una città che è in ginocchio ritengo che bisognerebbe chiedere sacrifici anche a queste persone. Anzi, forse ancor di più a queste persone. LEVI Marta (Vicepresidente) Le comunicazioni sono terminate. |