Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Marzo 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 12

Comunicazioni del Presidente su "Richieste di comunicazioni al Sindaco su:
- situazione Associazione "Speranza azzurra 2000";
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sono state presentate tre richieste di comunicazioni: la prima a firma del Consigliere
Magliano, che recita: "Alla luce del grave episodio che ha recentemente coinvolto
padre Mario Loi, da anni figura eminente nella nostra Città per il sostegno alle
persone in difficoltà e la comunità che gestisce nella Circoscrizione 6; in ragione
della situazione di precarietà economica che ha spinto padre Mario a un gesto
plateale ed estremo, sono a chiederle urgenti comunicazioni del Sindaco nel
prossimo Consiglio Comunale al fine di chiarire la vicenda, le ragioni e le intenzioni
da parte della Città per la gestione della struttura attualmente in concessione
all''Associazione Speranza Azzurra 2000'".
Non sono state concesse le comunicazioni, ma il presentatore può fare un intervento
di un minuto.
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Questo è un fatto che ho voluto portare ed è la prima volta, da quando sono stato
eletto, che ho chiesto le comunicazioni urgenti, anche perché questa vicenda ha a che
fare con una serie di interessamenti da parte della Città: innanzitutto un sopralluogo
della Commissione, ma ancora prima una mia visita con l'Assessore Tisi in quel
luogo.
In quel luogo c'è una struttura che va avanti ormai da anni, per la quale, peraltro, è
stato fatto un investimento anche dall'Unione Europea.
C'erano tutte le condizioni, anche da parte del gestore di questa struttura, per porre la
Città in condizione di mettere più di una realtà no-profit in quel luogo. Quindi, c'è
stata tutta la buona volontà, da parte mia e da parte dell'Assessore, ma ad oggi il 31
marzo questa realtà verrà sgomberata da lì perché è finita la concessione, che è in
proroga.
Quindi, io mi appello, anche dal punto di vista del Patrimonio: qualcuno deve dire
qualcosa, perché, a mio giudizio, una volta che queste persone, che sono lì e si
occupano degli ultimi in quel quartiere lì, verranno mandate fuori, quella struttura
verrà occupata e ci sarà di nuovo il problema di allontanare le persone che la
occuperanno in modo indebito.
Io spero - farò richiesta al Presidente della IV Commissione - di poter audire
l'Assessore Passoni, l'Assessore Tisi e chi oggi gestisce quella realtà, perché è
inaccettabile che una figura della nostra città, che da anni si occupa di tirar fuori i
ragazzi dalla strada, attraverso arti marziali e tutta una serie di attività, affinché
questi ragazzi possano entrare in un percorso di legalità, non venga considerata e
arrivi addirittura a fare un gesto non conservativo.
Quindi, ringrazio quantomeno della possibilità che mi ha dato di intervenire in questo
minuto, però penso che, in un quartiere come la Falchera, anche se non si è targati in
un certo modo - e io ravviso delle responsabilità del Presidente di quella
Circoscrizione - ci debba essere un interesse da parte della Città, perché altrimenti
vorrebbe dire buttare via una serie di investimenti fatti e una realtà sociale che lì
esiste da anni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla seconda comunicazione, a firma dei Consiglieri Centillo e Tricarico,
che recita: "A seguito delle notizie relative alla sentenza del Giudice del Lavoro
relativamente al reintegro degli ex dipendenti comunali dello CSEA, si chiede al
Sindaco di darne comunicazione in Consiglio".
Queste comunicazioni sono state concordate, accettate e interviene il Vicesindaco in
merito.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Come il Consiglio sa, avendo visto le comunicazioni giornalistiche, venerdì scorso,
dopo neanche mezz'ora, il Giudice ha letto sostanzialmente la sentenza per quanto
riguarda il ricorso che era stato affrontato (sono almeno due gruppi, forse anche tre,
che ricorrono al Giudice) per il reintegro dei dipendenti CSEA, già dipendenti del
Comune di Torino al 1997, cioè nel momento in cui è stata fatta la cessione.
La sentenza si muove sostanzialmente su tre questioni. Da una parte dice che accerta
e dichiara il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro alle
dipendenze del Comune con decorrenza al 24 aprile, per cui dice... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sì, del 2012. Sostanzialmente dice al Comune di Torino di
disporre la loro effettiva riammissione in servizio.
La seconda cosa che dice (si occupa di due casi personali, che lasciamo a sé) è che,
da aprile 2012 all'entrata veramente in servizio, si deve corrispondere il pagamento
sia dei salari, sia dei contributi previdenziali per la parte non coperta da cassa
integrazione o per altri incassi fatti dai lavoratori per altre situazioni (ad esempio,
alcuni hanno avuto dei lavori a tempo determinato).
La sentenza definisce, inoltre, la liquidazione delle spese legali e fissa il termine in
60 giorni per il deposito della sentenza.
A fronte di questa disposizione esecutiva da parte del Giudice, oggettivamente, da
parte della Città di Torino, gli Uffici stanno pensando e predisponendo la possibilità
di esecuzione, ancorché al momento non sia stata notificata la sentenza (come voi
sapete, deve essere notificata). Per cui, si procederà all'esecuzione di quanto ho
appena detto nei punti essenziali.
Per quanto riguarda, invece, un punto interrogativo - oggi non si fa e non si dichiara
nessun appello - da parte degli Uffici è necessario andare a vedere l'insieme delle
motivazioni che comporta questa sentenza per dirimere il fatto se, letta la sentenza,
non si faccia appello almeno su alcune questioni o su parte di esse.
Per questa ragione, oggi si va verso un'assoluta applicazione della sentenza stessa,
poi si rimanda un eventuale ricorso a fronte delle motivazioni che emergeranno.
Ovviamente le motivazioni che si tratterà di andare a vedere sono tutte legate alla
non contraddizione rispetto al fatto che si risolvano tutti i problemi con le altre
questioni di Diritto Pubblico per la cui applicazione gli Uffici sono assolutamente
chiamati in causa.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ricorderei a tutta l'Aula che sulle comunicazioni urgenti i tempi di intervento sono 5
minuti per Gruppo.
La parola al Consigliere Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Cercherò di essere brevissima, anche per consentire un'eventuale integrazione, in
particolare al Consigliere Tricarico, che ha sottoscritto con me la richiesta di
comunicazioni, e poi eventualmente agli altri Colleghi del Gruppo.
Prendo atto con favore di quanto detto dal Vicesindaco rispetto all'immediata
applicazione assoluta di quanto previsto dalla sentenza, che - come è stato detto - è
una sentenza talmente rapida, che non può che indicare una volontà da parte del
Giudice di assoluta chiarezza rispetto a cosa è andato prevedere, perché una sentenza
che viene emessa dopo mezz'ora, evidentemente, è una sentenza che dimostra quanto
sia importante e chiara la decisione che viene presa ed è immediatamente esecutiva.
Quindi, ovviamente, non può che essere immediatamente applicata.
In questo senso, ci tengo a dire questo: chiederei di non fare ricorso, è una cosa che
noi abbiamo già più volte detto, anche in Commissione, quando avevamo chiesto di
non arrivare a sentenza rispetto a quello che i lavoratori e le lavoratrici hanno
chiesto, dal momento che si faceva riferimento ad un atto, una deliberazione di
Giunta che era stata anche recentemente confermata rispetto alla garanzia che veniva
data ai lavoratori per il reintegro. Quindi chiederei davvero di esprimersi per non fare
ricorso.
Per quanto riguarda il reintegro, ci tengo a dire, molto brevemente, che la qualità
degli operatori e la professionalità degli operatori non possono essere considerate e
non devono essere considerate zavorra per la Città. Si tratta di operatori
estremamente qualificati, che, verificando i curricula e le esperienze, credo possano
essere opportunamente inseriti in Settori attualmente con criticità e con difficoltà
all'interno della Città (penso soprattutto al mondo del welfare e del sistema
educativo).
In questo senso, credo che questo impegno vada onorato, mettendo almeno un punto
fermo rispetto ad una vicenda - e non voglio polemizzare - che rappresenta ancora
una ferita aperta per questa città.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sarò brevissimo. Rispetto all'intervento del Vicesindaco, vorrei sottolineare due
elementi, perché sinceramente non mi sento per nulla rassicurato.
Il primo elemento è che, se una sentenza è provvisoriamente esecutiva, non è una
facoltà, e quindi un merito, della Città dare esecuzione, è un obbligo giuridico. Per
cui non è un qualcosa di cui dobbiamo ringraziare, lo ha deciso un Giudice del
Lavoro.
Se ci fosse stata una volontà di non arrivare alla sentenza e di adempiere
volontariamente, come Amministrazione cittadina, a questa incombenza, si sarebbe
recepita l'impegnativa originaria di una mozione che poi è stata votata da questa Sala
Rossa, e non ci sarebbe stato bisogno di farselo dire da un magistrato.
Il secondo elemento è che io, in realtà, sono ovviamente meno ottimista del
Consigliere Centillo, perché è vero che il Vicesindaco non ha annunciato la volontà
di fare ricorso, ma dire che si vogliono andare a verificare le motivazioni cela
implicitamente la volontà di sondare la possibilità di esperire e vincere un ricorso.
Perché, se c'è la volontà di non fare ricorso, non c'è bisogno di andare a vedere le
motivazioni e ci si concentra sulla fattibilità di dare seguito a quello che è il
pronunciamento del Giudice di primo grado.
Io, sinceramente, voglio unirmi a quello che è l'auspicio del Consigliere Centillo e,
in realtà, vorrei rafforzarlo, perché, visto che in passato questa Amministrazione non
si è fatta scrupoli (penso all'annullamento del concorso per dirigenti) a trascinare la
vicenda di procedimento amministrativo e giudiziario fino all'estrema conseguenza,
fino all'estremo grado, tipo al Consiglio di Stato, sarebbe bello per i lavoratori ex
CSEA, per il Consiglio Comunale, per la città, che questa Città non trascinasse anche
la causa di lavoro dei lavoratori ex CSEA fino, addirittura, non so, alla Cassazione,
fino a dove?
Dico questo perché vorrei concludere anche con un altro elemento. Al momento la
Città è costretta a dare seguito, rispetto ad un provvedimento provvisoriamente
esecutivo, ma dobbiamo anche dirci che, se invece la Città valuta un ricorso, può
chiedere la sospensione della provvisoria esecutività.
Sarebbe il caso che questa Giunta lo dicesse chiaro e tondo, in sede di
comunicazioni, se si vuole rinunciare a questa possibilità, cioè che dicesse sin da
adesso, senza andare a vedere le motivazioni della sentenza, che non c'è la volontà
politica di andare nella strada di un ricorso, che continui a negare, quindi, la
possibilità di reintegro a questi lavoratori e cominciasse magari, quando sarà
possibile, a dare delle risposte concrete sul "come" si integreranno e non sul "se".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tricarico.

TRICARICO Roberto
Ringrazio il Vicesindaco per le sue dichiarazioni.
Io penso che quest'Aula possa accogliere serenamente il dispositivo della sentenza,
perché offre all'Amministrazione Comunale uno strumento per risolvere una
questione che non sembrava avere altre possibilità all'interno dell'Ordinamento
giuridico e della nostra Amministrazione. Il fatto che oggi ci sia una sentenza che
obblighi l'Amministrazione Comunale a reimmettere nella propria pianta organica
dei lavoratori, la cui professionalità è riconosciuta e, anzi, potrebbe essere valorizzata
da un piano di assorbimento, che andrebbe a coprire eventuali postazioni risultanti
carenti nell'Amministrazione Comunale, è un'opportunità.
Quindi, io penso che noi dobbiamo uscire dalla contrapposizione politica, anzi, unire
la volontà di tutto il Consiglio a sostenere l'Amministrazione nella predisposizione di
questo piano. Penso che non bisogna andare a ricercare, nelle motivazioni, eventuali
elementi per un ricorso, quanto piuttosto capire esattamente - come
l'Amministrazione ha dichiarato di voler fare - come poter dare seguito da oggi a
questa sentenza.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Alcune cose sono già state dette da altri Consiglieri. A me preme, però, sottolineare
due punti di carattere più generale.
Il primo. È chiaro che la sentenza è immediatamente esecutiva, quindi non posso che
- se ho capito bene le parole del Vicesindaco - salutare con piacere una posizione che
mi sembra leggermente diversa da quella che era emersa nelle prime ore subito dopo
la sentenza, cioè una posizione di totale accoglimento del dispositivo della stessa e di
trasformazione del dispositivo nell'unico atto accettabile da parte di questa
Amministrazione, cioè nel procedere a riconoscere ai lavoratori oggetto del ricorso
immediatamente il loro status di lavoratori.
Io devo dire di più e lo suggerisco alla mia Amministrazione: io non aspetterei la
sentenza che riguarda gli altri lavoratori, che hanno come unica differenza, invece di
essersi rivolti ad un legale, di essersi rivolti ad un legale del sindacato.
Io, comprendendo le ragioni che precedono il dispositivo della sentenza, ma che sono
inequivocabili, provvederei immediatamente a colmare quello che è stato un vulnus
profondo tra l'Amministrazione e i propri lavoratori. Io voglio sottolineare questa
parola, di "propri", perché nella sentenza, almeno in quello che già conosciamo della
sentenza del Giudice di Torino, viene detta una cosa che dovrebbe far riflettere
quest'Aula e l'Amministrazione: noi abbiamo dei nostri lavoratori, che sono in capo
alla Città di Torino dallo scorso 24 aprile, che retribuiremo per questo, tant'è vero
che gli dobbiamo tutte le retribuzioni trascorse, e che abbiamo deciso - a questo
punto non possiamo che definirla una decisione sbagliata - di non utilizzare.
Allora, io non aspetterei un minuto di più per gli altri 13-14 lavoratori, quelli che
sono, per gli altri lavoratori, perché sono risorse che riguardano il nostro Ente. Sono
risorse che, peraltro, hanno un costo, ma soprattutto hanno uno straordinario valore e
che quindi dovremmo immediatamente reinserire nella nostra disponibilità.
Riguardo al secondo punto, vorrei chiedere al Vicesindaco, se lo riterrà, di replicare
una maggiore precisazione, perché se considero legittimo, come tutti gli Enti e
soprattutto come chiunque viene, tra virgolette, "condannato", il diritto a leggere le
motivazioni della sentenza, mi auguro che dietro a questa formula - che è un po' di
rito - non si nasconda la volontà di fare una differenza tra lavoratori e lavoratrici, di
cercare delle sfumature, di differenziare tra una situazione ed un'altra. Sarebbe un
fatto che, indipendentemente dalla sostenibilità giuridica, considererei politicamente
sbagliato. È sbagliato, a mio parere, soprattutto per un'Amministrazione di
centrosinistra, differenziare i lavoratori e il loro status.
Sarebbe sbagliato cercare differenze tra quei lavoratori che sono vincitori di concorso
e quelli che non lo sono, tra quei lavoratori che sono in una condizione piuttosto che
in un'altra.
La sentenza, da questo punto di vista, prima che una sentenza giuridicamente
compiuta, lo è politicamente e da un punto di vista di diritto di quei lavoratori: sono
lavoratori e lavoratrici della Città di Torino, quindi io eviterei di discutere questo
fatto.
Ma vorrei che questo atteggiamento politico più generale - e con questo concludo,
Presidente - ispirasse la nostra Amministrazione in senso più generale.
In queste ore si stanno moltiplicando le naturali preoccupazioni da parte di tutti quei
ragazzi e quelle ragazze - uso quest'espressione generazionale, perché sono
prevalentemente giovani - che, idonei vincitori di concorso, dopo aver aspettato per
anni la possibilità che venisse riconosciuto il loro ruolo, cioè che venissero assunti da
questa Amministrazione, aspettano di capire se la sentenza per i lavoratori CSEA è
una sentenza che va a loro discapito.
Da questo punto di vista, credo che per questa Amministrazione sia arrivato il
momento di aprire quella che è la discussione sulla programmazione delle risorse
strategiche e le sottolineo come strategiche, perché le risorse umane, i nostri
lavoratori e le nostre lavoratrici e il rapporto che intratteniamo con loro, che non può
essere un rapporto che consumiamo nelle aule di tribunale, è il principale valore su
cui possiamo contare in un momento di crisi economica e di crisi delle disponibilità
finanziarie di questo Ente.
Per questa ragione io penso che ci sia una filosofia che deve ispirarci: noi non
dobbiamo accettare, non dobbiamo permettere e non dobbiamo soprattutto agire per
mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Non dobbiamo permettere e non dobbiamo
agire perché questa sentenza, che è stato un nostro errore - un errore di valutazione
chiarissimo, che l'altro giorno è stato scritto nero su bianco dal Tribunale di Torino -,
diventi una frattura nei confronti di chi ha scommesso, ha studiato e ha anche vinto
un concorso pubblico.
Soprattutto, noi dobbiamo decidere - e lo dobbiamo fare con una discussione vera,
autorevole, di prospettiva, che deve riguardare questo Consiglio Comunale - come
gestiremo i nostri servizi nei prossimi anni e a quali lavoratori e a quali lavoratrici
faremo riferimento.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Ormai è stato detto tutto in questo lasso di tempo e in tutti questi interventi, che
hanno avuto un unico filo conduttore. Il filo conduttore è quello dell'interesse, da
parte di chi mi ha preceduto - e io mi voglio aggiungere a loro - alla salvaguardia di
vittime innocenti, come le ho sempre definite.
Però, secondo me, stiamo facendo un errore di fondo, perché non c'era neanche
bisogno di una sentenza, perché c'era un accordo ben preciso che il Comune di
Torino cercava di disattendere l'anno scorso, perché c'è stato il problema dell'uscita
dal Patto di Stabilità, però quest'anno si è rientrati.
E allora, caro Sindaco, c'erano già state le prime avvisaglie che i lavoratori non
avrebbero potuto essere integrati nell'organico del Comune. Questo è stato detto, non
se lo sta inventando Enzo Liardo, caro Sindaco.
Abbiamo aspettato una sentenza, mentre, in realtà, c'era un accordo ben preciso che
parte da lontano.
Io terminerei qui l'intervento. Volevo solo sottolineare questo aspetto, anche perché
devo limitare un po' la mia enfasi, proprio per carica che ricopro di Presidente della
Commissione.
Di conseguenza, riterrei opportuno procedere, andare avanti e non perdere ulteriore
tempo per quanto riguarda - se questo è il termine esatto da adottare - la
riammissione del personale all'interno della macchina comunale, senza aspettare
ancora eventuali sentenze o eventuali ricorsi.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Io non ho molto da aggiungere rispetto a quanto è stato detto, se non ricordare
comunque che siamo contenti della sentenza e penso che ovviamente non ci debba
essere discrezionalità nell'accoglierla. Certo è che è l'ennesima volta che il Comune
di Torino si trova di fronte ad una sentenza e si muove in seguito ad una sentenza.
Io mi chiedo come sia possibile che, in 10 anni di quello che è stato CSEA - e non
apro il capitolo, anche perché sono certa che la Magistratura farà il suo corso, e lo
farà anche la Commissione d'Inchiesta ed emergeranno, se ci sono ovviamente, delle
responsabilità politiche -, non sia stato fatto nulla, non sia stato fatto un piano
eventuale di riassunzione.
Oltre a quanto è già stato detto, vorrei aggiungere un tema che sinora non è stato
sollevato in Aula, e mi rivolgo al Vicesindaco: cioè, se oggi esprimo preoccupazione
proprio per la capacità del Comune di Torino di riassumere queste persone, allo
stesso modo (quindi ovviamente stiamo attendendo - e mi rendo conto che le state
valutando - delle linee di intervento nette che possano riassumere queste persone
nell'immediato, come specifica la sentenza) io però ci tengo a precisare che questa
preoccupazione, che abbiamo per queste 56 persone, vale proprio in generale per il
Piano assunzioni 2013 del Comune di Torino. Sono perfettamente consapevole dei
vincoli, sia in termini di risorse, sia in termini proprio di numero di teste, in cui il
Comune si trova, per motivi svariati che non sto qui a elencare.
Proprio a fronte di questo, come ho già avuto modo di dire più volte in Commissione,
parlando con l'Assessore Passoni e con il Presidente Altamura, penso che
bisognerebbe aprire al più presto una discussione su quali sono le priorità e su come
si intende effettivamente intervenire su questo Piano assunzioni 2013. Perché oggi,
giustamente, stiamo parlando del caso CSEA, per il quale non ci sono dubbi, perché
è evidente che è stata imposta una sentenza (mi spiace che siamo sempre in
situazione emergenziale e quella di oggi è una situazione emergenziale), e domani
dobbiamo riassumere queste persone. Ma, a mio avviso, la discussione politica sul
tema del personale andrebbe allargata anche su altri orizzonti.
In tal senso, penso che ci vorrebbe da entrambe le parti (quindi mi metto anch'io in
prima persona) la volontà politica, la trasparenza e la voglia di entrare nel merito.
Per concludere (mi dispiace un po' per il tono polemico), visto che sono
perfettamente consapevole dei vincoli entro cui agiamo, quindi sia il numero di teste,
sia il numero di risorse, anche oggi per l'ennesima volta vi chiedo - visto che è in
Aula, lo chiedo al Sindaco - come sia possibile che non sia stato fatto un passo
indietro su certe tematiche.
Sindaco, mi rivolgo a lei: mi rendo conto che non è riducendo lo stipendio del suo
portavoce che si assumono 56 persone, ma quando intende muoversi in tal senso?
C'è una città che è in ginocchio.
Il Sindaco deve dare dei segnali. E non c'è solo il portavoce del Sindaco: ci sono le
assunzione dei "Bassanini", c'è un concorso per dirigenti. Siamo consapevoli delle
difficoltà, ma il Sindaco deve dare un segnale netto alla città e alla persone che
vivono momenti difficili. Questo ci aspettiamo dal Sindaco.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Aggiungo poche parole rispetto a quanto detto dal Vicecapogruppo Liardo, soltanto
per chiedere alla Presidenza, e a nessun altro in questo caso, se in una Conferenza dei
Capigruppo possiamo discutere sui criteri adottati dall'Ufficio Stampa per
comunicare le notizie.
Nel senso che non ho visto notizia di questa sentenza sul nostro sito, pertanto volevo
capire se lei, Presidente, potesse calendarizzarla per discutere i criteri adottati, perché
mi sembra alquanto strano che comunichiamo tutto, mentre le cose magari poco
gradite, o sgradevoli, non vengono inserite all'interno del sito comunale, che, tra
l'altro, è un organo di informazione assolutamente importante e lo sarebbe stato
anche per i dipendenti che in questo caso sono interessati.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La ringrazio, Consigliere Tronzano; me ne farò carico anche nei confronti del
Presidente.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Il 14 marzo, il comunicato stampa era nella home page del sito internet del Comune
di Torino. Io l'ho letto lì; infatti, mi è stato confermato da altri. Si trovava nella parte
bassa, nei comunicati della home page del Comune di Torino. Quindi la notizia c'era.
Io sono ovviamente contento per i lavoratori e per la possibile soluzione. D'altra
parte, come amministratore sono preoccupato e i Colleghi dovrebbero rendersene
conto. Credo che a questo punto sia inevitabile che il Presidente della III
Commissione, che è quella che si occupa del lavoro (non so insieme a chi), valuti la
situazione del Comune di Torino per quanto riguarda il fatto che assunzioni -
necessarie, utili, dovute - aggiuntive comportano un livello di spesa, e non basta
tagliare - sono anche d'accordo - lo stipendio del portavoce del Sindaco per risolvere
il problema. Questa è una prima questione. Per cui, credo che bisogna capire qual è
la capacità del Comune di Torino quest'anno di assumere, perché altrimenti non
andiamo da nessuna parte.
Al Collega Curto dico che non ho problemi sul fatto che vengano assunti i lavoratori
CSEA e anche tutti i lavoratori in attesa di [parola incomprensibile]. Dopodiché, non
facciamo più le manifestazioni in mutande per la cultura e andiamo a vedere dove
tagliare nel settore Assistenza, perché credo che lo sport di cambiare giacchetta ed
espressione a seconda dell'interlocutore sia la prima cosa che, in modo trasparente,
bisogna smettere di fare, perché altrimenti prendiamo tanti applausi di volta in volta,
ma non prendiamo gli applausi della città.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Se non ci sono... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per quale motivo, scusi?
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Per fatto personale su cosa? Non ha fatto
riferimento al suo intervento, Consigliere Curto. Non esiste il fatto personale, non è
stato insultato, ha detto una cosa nel suo intervento. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). No, per favore.
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Io non credo che le cose di cui discutiamo oggi, 18 marzo, fossero chiare ad aprile
dell'anno scorso. Non lo erano per niente. Nel senso che ad aprile dell'anno scorso,
ma anche alla fine del 2012, in assenza della certificazione sul Patto di Stabilità,
qualsiasi discussione di questo tipo sarebbe stata impossibile.
Secondo tema. Guardate che persino la sentenza su questo argomento non è così
chiara e questo è uno dei tanti motivi per cui bisogna leggerla. All'inizio dice:
\"prosecuzione del rapporto\" e nello stesso capoverso dice: \"disporre la loro effettiva
riammissione\". La differenza è sostanziale. Prima si dice che si dà continuità
sostanzialmente a una cosa vecchia (a una deliberazione e a un accordo che conosco
bene, avendolo firmato io e avendolo proposto io alla Giunta) e poi si dice che c'è
una riammissione, per cui c'è una nuova assunzione.
Ovviamente, quando dico che bisogna leggere la sentenza (lo sottolineo in
particolare per gli Uffici) mi riferisco al fatto che c'è questo problema da risolvere;
cioè, io non ho detto che si fa la sospensiva, Consigliere Marrone. Non si richiede la
sospensiva, per cui si va alla sua applicazione. Dopodiché, si vede nel merito che la
situazione non sia contraddittoria con l'insieme; altrimenti il Consiglio può fare una
deliberazione con la quale si assume ogni responsabilità. Non credo che sia possibile,
se ci sono contraddizioni con altre situazioni.
Per cui, cerchiamo di capirci, nel senso che a tutti piace dare le notizie positive,
figuratevi a me che faccio anche l'Assessore al Lavoro. Io vorrei avere la possibilità
di dare risposte non solo ai lavoratori CSEA, ma in primo luogo a quelli CSEA.
In merito alla questione posta dal Consigliere Appendino e da altri, il problema è il
rapporto tra questo e l'insieme della situazione. In rapporto a questo, gli Uffici del
Personale stanno facendo i conti di quanti lavoratori teoricamente si potrebbero
assumere.
Poi bisogna fare i conti con il fatto che la Legge dice che devi dimostrare che, rispetto
all'anno precedente, riduci. Ora, facile farlo sul 2012 rispetto al 2011; facilmente
anche il 2013 rispetto al 2012, avendo avuto il blocco. Ma poi bisogna essere in
grado di sommarlo per il 14, rispetto al 13: cosa più complessa.
Inoltre bisogna avere le coperture finanziarie per affrontare il problema. Sappiamo
quanti sono i lavoratori di CSEA, ma quanti di quelli che hanno fatto il concorso
possiamo assumere, in rapporto alle esigenze dell'Amministrazione? Per fare questo
- rispondo al Consigliere Appendino - bisognerebbe capire quali sono le indicazioni
finanziarie del Governo per il 2013, perché oggi non c'è nessun Comune che riesce a
fare un Bilancio senza avere le indicazioni finanziarie per il 2013.
Per cui, da una parte gli Uffici stanno già lavorando dal punto di vista della
programmazione. Per le altre situazioni ci sono cose che non dipendono da noi.
Mi fermo qui, perché siamo andati ben oltre la questione di CSEA, che è
sufficientemente complicata per queste ragioni, non per l'interpretazione della
deliberazione in sé.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Siccome il Consigliere Appendino si è rivolto a me, dico solo poche cose in relazione
alle sue sollecitazioni.
Rispetto alle questioni CSEA, ha già detto il Vicesindaco; non credo si possa dire
all'Amministrazione Comunale: "Perché avete atteso? Potevate farlo uno, due anni
fa", perché si è lavorato per un lungo periodo (sul merito c'è addirittura una
Commissione d'Indagine, che valuterà) per cercare di offrire una prospettiva a
CSEA. Se noi avessimo deciso di assumere i suoi lavoratori, avrebbe voluto dire che
ci rassegnavamo a considerare che non c'era nessuna possibilità di offrire una
prospettiva a CSEA. Si fa oggi perché la vicenda ha avuto una certa evoluzione.
D'altra parte, la sentenza arriva oggi perché c'è stata una certa evoluzione della
vicenda CSEA.
Seconda questione. Io vorrei dire al Consigliere Appendino, che spesso usa questo
argomento, lo ha usato anche in campagna elettorale, che il dottor Giovannetti, che
esercita la funzione di portavoce del Sindaco, percepisce esattamente lo stesso
trattamento economico del suo predecessore. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).
No, siccome si è montata, mettendolo anche in rete, tutta una panna...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, esattamente lo stesso
trattamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Invito il Consigliere Appendino (se vuole le fornisco i dati) a verificare le persone
che hanno la stessa funzione e lo stesso incarico nei principali Enti comparabili alla
Città di Torino: vedrà che i trattamenti sono analoghi o addirittura superiori.
In terzo luogo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Stiamo parlando di questo
tipo di funzione, poi parleremo anche di quell'altra.
In terzo luogo, chiedo a tutti onestà intellettuale. "Onestà intellettuale" significa
avere sempre cura di precisare che cos'è il costo lordo e che cos'è il percepito netto.
Perché dire costantemente che una certa persona guadagna una certa cifra,
assumendo il costo lordo, significa non sapere che, in realtà, percepisce il 55% di
quella cifra.
Quindi, anche questa cosa andrebbe detta, per onestà, perché nessun lavoratore della
Fiat accetterebbe mai di leggere su un giornale che percepisce 3.500,00 Euro al
mese, quando ne percepisce 1.600,00 o 1.700,00. Quindi, un conto è il costo di un
lavoratore, di un dipendente, di un dirigente, altra cosa è quello che percepisce
nettamente.
Infine, essendo Giovannetti un giornalista, è inquadrato secondo il contratto dei
giornalisti, esattamente come il predecessore di Giovannetti.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per fatto personale, al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Proporrò un'interpellanza e spero che venga il Sindaco a discutere in Aula sul merito
del dottor... anzi, scusi, signor Giovannetti, così almeno abbiamo un confronto,
perché non voglio rubare tempo all'Aula.
Però, Sindaco, anzitutto ho sempre parlato di costo, e il costo per la Città è di
187.000,00 Euro all'anno, lo dice la deliberazione. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Mi scusi, io non l'ho interrotta. Mi lasci finire il mio discorso.
Inoltre, il fatto che 187.000,00 Euro all'anno sia la stessa cifra percepita dal
predecessore a me non interessa, perché per la mia forza politica è comunque troppo,
perché a fronte di una città che è in ginocchio ritengo che bisognerebbe chiedere
sacrifici anche a queste persone. Anzi, forse ancor di più a queste persone.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Le comunicazioni sono terminate.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)