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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Febbraio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2013-00136
"PERMESSI SINDACALI ED ELETTORALI IN GTT" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 14 GENNAIO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201300136/002, presentata in
data 14 gennaio 2013, avente per oggetto:
"Permessi sindacali ed elettorali in GTT".

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Le tre questioni ruotano essenzialmente attorno ai permessi sindacali ed ai permessi,
previsti per Legge, per gli appuntamenti elettorali.
I permessi sindacali retribuiti trovano la loro fonte legislativa nella Legge n. 300,
meglio conosciuta come Statuto dei Lavoratori, che contiene espressi rinvii alla
contrattazione collettiva. Le fonti contrattuali per GTT sono contenute sia nella
contrattazione nazionale di categoria, che negli accordi aziendali (prima di ATM-
Satti e poi di GTT).
In applicazione della predetta contrattazione, su base annua GTT riconosce le
seguenti giornate di permesso sindacale retribuito: tra FILT-CGIL, FIT-CISL e
Uiltrasporti complessivamente 5.580, a FAISA-CISAL 700 e alla UGL Trasporti
648.
Sulla base dell'indicazione data di procedere ad una riduzione, il 6 dicembre 2011 ed
il 31 gennaio 2012 si sono fatti due accordi sia con CGIL, CISL e UIL, che con
FAISA-CISAL per una riduzione parziale del monte permessi retribuiti; invece, per
il momento, la trattativa con UGL non ha ancora portato ad alcun accordo che
contenga questi permessi. Questa è la situazione.
Per quanto riguarda la richiesta relativa alle verifiche vengono fatte da GTT per
assicurarsi che i dipendenti in permesso o distacco sindacale utilizzino il tempo
concessogli esclusivamente per attività sindacali interne e non per altre attività -
sindacali o meno -, bisogna segnalare che la Legge assicura alle Organizzazioni
Sindacali dei lavoratori un'ampia libertà ed è preclusa alle aziende ogni verifica in tal
senso; cioè sarebbe contro la norma, perché diventerebbe un'attività antisindacale,
tutelata dall'articolo 18.
In occasione delle elezioni regionali svoltesi nella primavera 2010 (quindi, ci
riferiamo all'ultimo appuntamento elettorale), i dipendenti GTT impegnati nei seggi
elettorali sono stati 1.250. La suddivisione dei dipendenti impegnati ai seggi in base
alle mansioni non è stata monitorata, in quanto la Legge assicura, dal punto di vista
del rapporto di lavoro, uguali tutele. È tuttavia possibile certificare che la
maggioranza dei 1.250 ha svolto mansioni di rappresentante di lista e non di
scrutatore; praticamente una minima parte erano scrutatori e in GTT non ce ne sono
molti di più rispetto alla media che potremmo trovare anche in Comune.
È prevedibile che, anche in occasione delle prossime elezioni politiche, sarà elevato
il numero dei dipendenti assenti dal lavoro perché impegnati nei seggi. Come in ogni
analoga precedente occasione, per le prossime elezioni GTT segnalerà la situazione
alla proprietà, all'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, ed alla Prefettura (ma
ribadisco che è già avvenuto nelle ultime situazioni); l'unico consiglio che ho dato -
ne ho parlato anche in quest'Aula - e che rinnovo è di contenere al massimo, per
quanto è possibile, i rappresentanti di lista da parte delle forze politiche e dei
movimenti che si presentano alle elezioni. In tal senso, già in occasione delle ultime
votazioni, GTT, senza negare il diritto, ha mandato una lettera non solo alle Autorità,
ma anche ai partiti ed ai movimenti, dicendo che, oltre un certo numero, si rischiava
di mettere seriamente in discussione il servizio. Ovviamente si fa di tutto per
mantenere il servizio, ma, oltre un certo livello di assenteismo durante quei giorni,
non è possibile provvedere; comunque, siccome si sa, viene tenuto tutto in
considerazione. Purtroppo GTT non può negare questi permessi, ma deve per forza
concederne la possibilità. Ovviamente, non è il caso di contenere quelli per gli
scrutatori, mentre le forze politiche possono far qualcosa per contenere i
rappresentanti di lista.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Noi abbiamo voluto sollevare la questione - ormai l'interpellanza è stata presentata
da qualche settimana - proprio in vista dell'appuntamento elettorale, cogliendo però
anche l'occasione per aprire il discorso più generale dei permessi sindacali e non
soltanto quello dei permessi elettorali.
Riguardo al problema dei permessi sindacali, effettivamente sono una quantità
notevole, perché, pur essendo GTT un'azienda di notevoli dimensioni, si tratta di
5.500 giornate; in maniera equivalente si può fare l'esempio di circa 25-30 persone
che, dal 1° gennaio al 31 dicembre, fanno attività sindacale senza mai fare un minuto
di lavoro effettivo nella mansione per cui sono stati assunti.
È chiaro che l'attività sindacale è importante, però, effettivamente, è un numero che
colpisce per l'importanza e anche perché, onestamente, non è chiaro come venga
ripartito tra i Sindacati e in base a quale criterio si sia deciso che i tre Sindacati
confederali ne hanno 5.500, mentre - se ho capito bene - gli altri due ne hanno 700;
non credo che sia proporzionale agli iscritti al Sindacato, perché mi risulta che, in
termini di numero di iscritti, gli equilibri non siano questi (almeno tra le 5
Organizzazioni riconosciute a livello nazionale). Quello che vorremmo capire è con
che criterio GTT decide di darne di più ad alcuni e di meno ad altri. Non so se vi sia
un verbale d'accordo (se ce lo può fornire, vedremo di capire), sarebbe però più
logico che i permessi fossero uguali per tutti o, comunque, proporzionali agli iscritti,
con una formula che garantisca equità di trattamento tra tutti i Sindacati. Poi, dal
punto di vista degli utenti, sarebbe più logico che fossero ridotti al minimo
necessario; naturalmente, non si vuole fare alcun tipo di attività contro i Sindacati,
però, onestamente, ci sono dei dubbi sul fatto che sia effettivamente necessaria tutta
questa quantità di permessi sindacali.
Quindi, chiedevamo appunto il controllo. Ci rendiamo conto che non è neanche bello
che il datore di lavoro vada a verificare che cosa fanno le persone in permesso
sindacale, però qualcuno dovrà pur controllare se questi veramente fanno attività
sindacale tutto il giorno, o se vanno a fare altre attività politiche o sindacali, o se
vanno semplicemente in giro per i fatti loro. Ci vuole, credo, un minimo di verifica
sul fatto che il permesso sindacale non diventi semplicemente la possibilità di fare
quello che si vuole durante la giornata.
Riguardo ai permessi elettorali siamo anche più preoccupati, proprio perché, in
occasione delle elezioni regionali, che abbiamo preso come esempio, perché sono
state le ultime elezioni con una copertura non solo del Comune di Torino, ma di tutta
la Provincia, c'era stato proprio questo avviso pubblico da parte di GTT in cui si
dichiarava che era impossibile mantenere il servizio a causa dell'elevato numero di
scrutatori e, soprattutto, rappresentanti di lista (parliamo di più di mille persone che
vanno a fare il rappresentante di lista).
Anche noi stiamo cercando rappresentanti di lista come Movimento 5 Stelle;
abbiamo chiesto a chiunque sia simpatizzante e voglia darsi disponibile e siamo
arrivati - mi risulta - a 20, 25, 30 al massimo segnalazioni di dipendenti GTT. Però,
sono arrivate perché sono persone veramente interessate, che simpatizzano e
vogliono contribuire.
Quanto, invece, ci risulta da esperienze di persone che sono dentro l'Azienda è che
sia il contrario, cioè che ci siano dipendenti che bussano alle porte di tutti i partiti, di
qualunque colore e tipo, semplicemente per poter avere poi la giornata di permesso
per questo compito. Quindi, sembra che queste giornate di permesso diventino anche
un po' un modo per aiutare certi dipendenti, fargli avere il "regalo", tra virgolette, di
una o due giornate in cui non si deve andare a lavorare e in cambio ottenere, magari,
una fedeltà o un riconoscimento nel momento della cabina elettorale.
In effetti, il fatto che ci siano più di mille, fa pensare che sia piuttosto strano questo
comportamento. Se la proporzione è questa, adesso io non so che percentuale di voti
prenderemo, però siamo - credo - una forza politica piuttosto significativa in questo
momento e abbiamo ricevuti 20-30 offerte.
Ovviamente, poi sta nella libertà del singolo decidere di fare il rappresentante di lista,
è un diritto di Legge e quindi chiaramente poi nessuno può sindacare.
Quello su cui ci dichiariamo ovviamente d'accordo è l'idea di chiedere almeno ai
dipendenti GTT che faranno questo servizio di ridurre al minimo l'assenza dal
lavoro, magari di non prendere il giorno di riposo o, magari, se si riesce, di
dilazionarlo, non prendere tutti il giorno immediatamente successivo, e in generale
rinunciare ad alcune di queste prerogative offerte per Legge, proprio perché
l'obiettivo è che le persone possano esercitare una sincera voglia di dare una mano a
sostenere la propria forza politica di riferimento, quella in cui credono, però non
arrivare al punto di danneggiare i cittadini impedendo la normale circolazione dei
mezzi pubblici, perché, tra l'altro, rispetto all'ultima volta, come sappiamo, l'utenza
dei mezzi pubblici in questi due o tre anni è piuttosto aumentata, la gente dipende
sempre di più dai mezzi pubblici e sarebbe brutto che il lunedì e il martedì delle
elezioni non si riuscisse ad andare in giro con il pullman e che ci fossero le folle alle
fermate a causa di questo meccanismo dei rappresentanti di lista.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Per quanto riguarda l'impalcatura dei permessi sindacali, sarebbe utile se mi facesse
avere una richiesta degli accordi sindacali o la legislazione in materia, in modo tale
che io possa trasmetterla GTT ed avere una loro risposta.
Rammento solo al Consigliere Bertola che, in realtà, questo è il frutto, come poi si
vedrà dal documento, di una storia lunghissima, perché, ovviamente, è l'Azienda più
vecchia accanto a poche altre presenti sul nostro territorio.
Inoltre, c'è il problema molto delicato, di cui mi sono occupato più volte, anche
rispondendo ad interpellanze di altri Consiglieri, riguardante la proporzionalità. Il
problema nasce dal fatto che, intanto, le proporzionalità cambiano in continuazione
ed è per questo che io due anni fa ho chiesto, intervenendo anch'io sulle
Organizzazioni Sindacali, di poter sostanzialmente ridefinire un accordo che andasse
nel senso della riduzione. Contemporaneamente, però, ci sono le situazioni più
scoperte. Il problema è nella Legge, nel senso che la Legge ovviamente dà la
possibilità di rappresentanza a chi firma i contratti, perché questo non è solo un ruolo
di rappresentanza, è l'insieme dei permessi (per cui i Comitati, eccetera) e,
ovviamente, se io sono firmatario ho diritto a svolgere tutta una serie di attività che
vanno in quella direzione.
Anche per quanto riguarda il controllo, in realtà, fa parte di questa storia, nel senso
che, come ben si sa, sia le risorse economiche e i permessi sindacali, come permessi
di giornate di lavoro o di ore, non è detto che vengano distribuiti sempre alle stesse
persone, ma, essendo su giornate, possono essere distribuiti largamente. Per cui,
abbiamo le due fattispecie: una parte di persone che fa essenzialmente quello, ma
sono pochissime, e invece un numero molto ampio di delegati, infatti ne troviamo a
decine per ogni deposito (per cui centinaia e centinaia di delegati).
In realtà, questo non è possibile per nessuno, nel senso che la Legge, da questo punto
di vista - secondo me, giustamente - lascia l'autonomia, dopodiché è il Sindacato che
deve controllare.
Tra l'altro, come ben si sa, io ho fatto quello per molto tempo; per anni ho
distribuito, sulla base di una serie di criteri, permessi sindacali del Gruppo FIAT e,
poi, in alcuni casi, c'era ovviamente la persona che utilizzava il permesso non per
fare attività sindacale. Quando si scopriva, ovviamente spettava al Sindacato
intervenire e stabilire che magari non li avrebbe più utilizzati. Oppure, questa
situazione si ha in un determinato stabilimento.
Salvo in termini veramente generali, in realtà, non c'è possibilità di intervento, tanto
meno dev'essere l'Azienda a svolgere questa funzione, salvo che riscontri un
malcostume, allora, da questo punto di vista, l'Azienda può porre il problema.
Qualsiasi cosa faccia l'Azienda, anche solo dal punto di vista del controllo,
ovviamente è passibile non solo di denuncia, ma sarebbe anche condannata per
attività insindacali. Se mi fa avere la richiesta, potrò mettere assieme la
documentazione.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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