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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201300404/002, presentata in data 28 gennaio 2013, avente per oggetto: "Torino Jazz Festival: la solita improvvisazione" LEVI Marta (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe. BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore) Rispondo in questa sede, come ho già avuto modo di fare più volte su analoghi argomenti anche in sedi diverse, sempre nello stesso modo. Rispetto al fatto che si definisce il Torino Jazz Festival "la solita improvvisazione", mi verrebbe da dire con una battuta che spero che anche l'improvvisazione di quest'anno venga bene come quella dell'anno scorso. Abbiamo nominato il direttore artistico della seconda edizione del Torino Jazz Festival seguendo il criterio di individuare una persona di chiarissima fama; è sufficiente consultare il curriculum del dottor Stefano Zenni per rendersi conto che, a mio parere, parliamo di uno dei maggiori conoscitori italiani di questo genere musicale. Per rispondere al terzo quesito, nella ricerca del direttore artistico siamo partiti da 3 elementi precisi; il primo era di non rivolgersi ad un musicista, perché fare un festival jazz, con l'ambizione con cui noi vorremmo che si realizzasse anche questa edizione, significa non affidarsi ad una sola concezione di questo genere musicale (visto che ogni musicista ha ovviamente una sua idea precisa di che cosa è il jazz e di come debba essere impostato un festival) e, quindi, noi volevamo sottrarci a questo meccanismo. Per quanto riguarda il secondo elemento, volevamo evitare di trovare organizzatori o agenti, che pur frequentano il mondo del jazz, perché, ovviamente, avrebbero rappresentato la loro scuderia, i loro artisti e le persone con cui entrano in relazione. Quindi, il profilo che cercavamo era soprattutto quello di una persona che per qualità, requisiti e storia personale avesse un'indubbia fama in questo genere musicale ed avesse dei rapporti utili a farci conseguire quella che, fin dall'inizio, è stata la nostra idea, ovvero non solo la realizzazione - come è ovvio - in un festival di un cartellone importante dal punto di vista degli ospiti musicali, bensì molto di più, un viaggio dentro questo mondo, fatto anche di letteratura legata al mondo del jazz, fatto di cinema legato al mondo del jazz, fatto di gusti legati al mondo del jazz e, non ultimo, anche di una proposta di carattere educativo rispetto alla formazione intorno a questo genere musicale. Da questo punto di vista, il profilo di un docente universitario di tale fama, con tutte le esperienze pregresse (voglio solo ricordare che credo che una delle opere più vendute sulla storia del jazz sia quella del professor Zenni), ritengo ci faccia fare questo salto di qualità. Sempre in termini di procedura, l'individuazione del direttore artistico è stata determinata, su mia proposta, da parte del nuovo Comitato direttivo della Fondazione per le attività culturali. Si tratta di un incarico con un contratto di consulenza, com'è tipico per casi di questo genere. Rispetto alla seconda questione posta, ovvero a quanto ammonti la cifra netta corrisposta al nuovo direttore, anche in questa sede vorrei sottrarmi dal rendere pubblico un dato di questa natura, che ritengo sensibile; essendo la Fondazione assolutamente disponibile, in caso di richiesta di accertamento agli atti forniremo anche questi elementi, ovviamente richiamando la massima riservatezza, così come è previsto dalla Legge. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Appendino. APPENDINO Chiara Intanto, vorrei fare una piccola premessa: al di là del punto n. 3, sul quale abbiamo discusso (tra l'altro, mi sento di dire, casualmente) giovedì in Commissione Controllo di Gestione, non mi risulta che lei avesse già fornito delle risposte ai quesiti posti nell'interpellanza; quindi, sinceramente non mi sembra di chiederle di ripetere delle cose. Inoltre, visto che ha voluto un po' provocare, io invece mi auguro che si possa migliorare rispetto all'anno scorso, perché ben venga se lei si ritiene soddisfatto del risultato, ma, anche se lo fosse al 100%, come Assessore e come rappresentante della Città dovrebbe quantomeno aspirare a fare sempre un po' meglio; ovviamente dipende da dove si parte. Auspico che sarà meglio di quanto è accaduto l'anno scorso e non entro nel merito di quello che è successo l'anno scorso, perché non è oggetto dell'interpellanza. Ripeterò quanto ho già detto in Commissione giovedì e, quindi, non mi dilungherò. Innanzitutto, se non può fornire quel dato in questa sede, faremo l'accesso agli atti e, se si tratta di un dato sensibile - come diceva l'Assessore -, ovviamente a nostra volta non lo diffonderemo, però, per quanto ci riguarda, vogliamo avere informazioni in tal senso. Per quanto riguarda la nomina, come è successo anche in altri casi, non metto in dubbio le qualità del soggetto che è stato nominato, ma metto in dubbio la procedura. Infatti, metto in dubbio la procedura - e, in questo senso, parlo di improvvisazione - perché, se la prassi è sempre stata quella di nominare i direttori in questo modo, rimango dell'idea che sarebbe più opportuno, che sarebbe meglio per la Città e che sarebbe anche più trasparente - probabilmente permetterebbe anche di non sollevare polemiche o, comunque, di non mettere in difficoltà il soggetto che viene nominato - procedere con delle call pubbliche. Tutti i requisiti di cui lei ha parlato (quindi non essere musicista, avere una fama indubbia, eccetera) si possono tranquillamente mettere in un bando - o chiamiamolo come vogliamo - e fare una call pubblica. Lo affermo perché ci sono casi - come ha detto l'Assessore, se non sbaglio, in Commissione per quanto riguarda la vicenda di MITO - in cui ci si ritrova a nominare continuamente gli stessi soggetti; ben venga, perché, probabilmente, è anche una questione di merito ed è il frutto del grande lavoro svolto, però credo che, trattandosi comunque di una nomina importante e di una Città che vuol essere trasparente, si potrebbe fare anche in questi casi un bando pubblico o una call pubblica e ciò non potrebbe che apportare dei contributi migliori. Per carità, magari ci sarà solo un soggetto e parteciperà solo quel soggetto, che verrà nominato, però, sinceramente, non vedo perché non si possa intraprendere un'altra strada, mentre invece (e per questo motivo parlo di improvvisazione, come ho avuto modo di dire anche per quanto riguarda altri eventi con il dottor Garbarini in sede di Commissione Controllo di Gestione - ma lei, Assessore, non era presente - parlando di affidamenti diretti) mi sembra che si tenda sempre a giustificare tutto con l'improvvisazione e l'urgenza; sicuramente ci può stare in certi casi, però, se si parla di grandi eventi ed eventi ripetuti (come, ad esempio, il Jazz Festival), ritengo che si potrebbe tranquillamente programmare ed intraprendere strade più lunghe e più onerose per gli Uffici (me ne rendo conto), però, a mio avviso, in certi casi potrebbero portare a risultati migliori. LEVI Marta (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |