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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Febbraio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 29
MOZIONE 2013-00503
(MOZIONE N. 14/2013) "SITUAZIONE EX CSEA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CURTO, CENTILLO E PAOLINO IN DATA 1 FEBBRAIO 2013.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di mozione n. mecc. 201300503/002,
presentata dai Consiglieri Curto, Centillo e Paolino in data 1° febbraio 2013, avente
per oggetto:
"Situazione ex CSEA"
e della proposta di mozione n. mecc. 201300652/002, presentata dai Consiglieri
Curto, Centillo, Liardo, Appendino, Bertola, Grimaldi, Tricarico, Tronzano, Greco
Lucchina, Marrone e Sbriglio in data 8 febbraio 2013, avente per oggetto:
"Istituzione di una Commissione di inchiesta sulla ex CSEA ai sensi degli articoli 73
e 74 del Regolamento del Consiglio Comunale".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Avete tutti ricevuto l'ultimo emendamento alla proposta di mozione n. mecc.
201300503/002. Possiamo procedere quindi con la discussione.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Non mi dilungo, perché vedo che anche l'interesse è quello che è; poi, non vorrei
neanche dare appigli, perché so che qualcuno forse non gradisce quello che stiamo
per fare.
Vorrei veramente sollevare l'attenzione su un altro punto. Credo che ci sia un
elemento profondamente insoddisfacente nella discussione che abbiamo avuto in
questi giorni sul futuro di CSEA e riguarda il fatto che del futuro di CSEA e della
formazione professionale del Comune non si è parlato. Nel senso che, per quanto
riguarda i lavoratori, siamo di fronte a vari testi, proposte, eccetera, tra chi dice di
riassumerli e chi dice di valutare come riassumerli e ci gira intorno, ma nessuno si è
chiesto qual è il futuro della formazione professionale e quindi, se riassumiamo
queste persone, come le impieghiamo, come sfruttiamo le loro professionalità o che
servizio devono fornire.
Io credo che, per mettere il Consiglio Comunale in condizione di valutare che cosa
fare di questa situazione, mi sarei aspettato, in particolare dalla Giunta, una risposta
su quali sono i piani su questo tema. Quindi, se ha senso - vista la situazione che si è
creata, credo abbia senso - provare ad internalizzare questo servizio, portare dentro i
lavoratori e a rimettere in campo qualche cosa. Però, non si è parlato di come
pensiamo di farlo, se siano stati valutati i costi, le normative, eccetera, e si continua a
dire che valuteremo le normative e poi vedremo se si può. Ormai, questo ce lo siamo
detti 3-4 mesi fa, in attesa del rientro - che è avvenuto - nel Patto di Stabilità;
dovevamo arrivare qui sapendo già se le norme ci permettono o non ci permettono
questa riassunzione.
Quindi, forse, mi dispiace, perché la discussione, secondo me, sarebbe stata più utile,
se si fosse concentrata su quello e non sullo scrivere e riscrivere le virgole delle due
proposte di mozione, sia sulla parte relativa ai lavoratori, sia sulla parte relativa alla
Commissione di indagine. Ben venga la Commissione di indagine, è giusta ed è
importante chiarire; ci penserà la Magistratura, ma anche sul piano politico è
importante cercare di capire quello che è successo, come prescritto dal Regolamento,
senza fare nulla di più e nulla di meno.
Però, detto che spero ci sia la volontà unanime di capire non solo che cosa è
successo, ma anche come evitare che succeda di nuovo, credo che la discussione più
interessante sarebbe capire cosa fare nel futuro della formazione professionale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
In realtà, non l'avevo chiesta, ma va bene lo stesso; ne approfitto, così non
intervengo più dopo.
Volevo soltanto leggere l'emendamento che non è stato ammesso, in modo che i
Consiglieri lo sappiano e come raccomandazione quando i Capigruppo dovranno
entro 10 giorni istituire o liberare la deliberazione per la Commissione di indagine.
Quindi, l'emendamento chiedeva di aggiungere alla fine: "Alla Commissione di
indagine non potranno farne parte i Consiglieri Comunali che sono stati proclamati
alle elezioni del Consiglio Comunale del 2006 e che hanno fatto parte della Giunta
Comunale dal 2006".
Il motivo è molto semplice. Essendo un'accusa politica molto chiara da parte di
alcuni (poi, ovviamente, può non essere condivisa da altri), che la vicenda si è
sviluppata dal 2006-2007-2008 prevalentemente e questo Consiglio Comunale l'ha
ereditata, mi sembra corretto che chi faceva parte di quella Amministrazione non
possa fare parte della Commissione di indagine.
Peraltro, esistono molti Consiglieri presenti che non ne facevano parte e alcuni sono
tra i più attivi, come il Consigliere Liardo, il Consigliere Curto, il Consigliere
Marrone che non facevano parte della precedente tornata amministrativa, quindi non
mancheranno i Consiglieri di opposizione. Se poi ci saranno delle eccezioni, non mi
straccerò le vesti, però è chiaro che questo aspetto, per cui siano Consiglieri che non
avevano rapporti con il Consiglio e con la Giunta in quel periodo, mi sembra
corretto.
Lo lascio come raccomandazione, visto che l'emendamento non è stato accolto dal
Segretario Generale, anche se contesto la decisione.
Avrei potuto anche raccogliere 10 firme e presentarlo, però a me interessa l'esito e
non la polemica.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
La confusione che la maggioranza ha in Aula questa sera, su atti presentati da lei
stessa, probabilmente è la stessa confusione che ha sulla gestione passata e presente
di CSEA. Questa è la cosa che mi preoccupa di più.
Io dico che bisogna assolutamente intervenire, quindi non si può essere contrari a
delle mozioni con degli emendamenti comunque chiari, che finalmente impegnano
qualcuno a fare qualcosa, dopo milioni e milioni di parole dette. Speriamo che questo
sia un punto di partenza per cercare di trovare una soluzione reale e definitiva, che
possa porre fine ad un problema davvero serio.
Accenderei, però, i riflettori anche su un altro problema, invece, del tutto politico in
riferimento alla sua Giunta e alla sua maggioranza, Sindaco, perché la presenza in
Aula di una proposta di mozione, che chiede una Commissione di inchiesta
(l'indagine consiliare sarà fatta probabilmente alla fine della discussione), firmata
anche da membri della maggioranza che la sostengono, Sindaco, è quasi un
commissariamento vero e proprio da parte di chi ha gestito fino ad oggi questa
situazione. A me dispiace non vedere il Vicesindaco in Aula questa sera, perché lui
ci ha sempre messo la faccia; nel bene o nel male è una persona che in Commissione,
anche quando non sapeva cosa dire, ma per fare contenta la sua maggioranza, ci
metteva la faccia.
Sapere che c'è un tentativo di commissariamento da parte di Consiglieri del Partito
Democratico e di SEL, ad oggi, mi lascia anche un po' sorpreso.
È per questo che io non ho firmato la proposta mozione, perché ritengo che, in un
momento come questo, si debba ragionare in sedi politiche, non all'interno dell'Aula
del Consiglio Comunale.
Gli emendamenti proposti, che hanno come primo firmatario il Consigliere Lo
Russo, sono emendamenti che pesano come un salvagente, perché si tenta di
depoliticizzare quello che aveva un senso molto forte, ovvero una richiesta di
commissariamento a chi ha sempre gestito questo tipo di situazione. È per questo che
io, personalmente, su questi emendamenti non potrò che astenermi, perché non mi è
stata chiesta la firma (o meglio, mi è stata chiesta per la proposta di mozione, ma ho
rifiutato, e non mi è stata chiesta per gli emendamenti), nonostante siano tecnici; si è
provato a distogliere l'attenzione dal politico al tecnico, ma il senso rimane quello.
Domani mattina, se questa proposta di mozione verrà approvata, in un modo o
nell'altro, con o senza emendamento, avremo un Vicesindaco che ha la delega per
trattare l'argomento, che non potrà più trattare l'argomento, perché ci sarà una
Commissione del Consiglio Comunale, dopo un anno e mezzo di discussioni, che
andrà ad intervenire. È l'ennesima volta che il Consiglio Comunale interviene su
decisioni, azioni o comunque comportamenti della Giunta. Per questo, forse,
bisognerebbe aprire, secondo me, un discorso più politico; Sindaco, questo dovrà
farlo lei e in tempi brevi, anche per proseguire quello che è il mandato che gli elettori
torinesi ci hanno dato, ovvero mettere in piedi una squadra che possa guidare la Città
di Torino.
Quindi, secondo me, domani noi ci troveremo con un Vicesindaco commissariato e
io consiglio - mi dispiace non vedere qui il Vicesindaco Dealessandri, perché
gliel'avrei detto in faccia - non di fare un passo indietro, perché sono contrario ai
passi indietro, ma un passo di lato, fino a quando questa Commissione, che verrà
istituita questa sera, non esplicherà completamente il suo mandato, facendo una
relazione e dimostrando che tutte quelle accuse che sono state mosse all'interno delle
Commissioni saranno sciolte o confermate.
Però, ad oggi, secondo me, non ha più neanche senso confrontarci con un Assessore
di questa Giunta che viene delegittimato dalla sua stessa maggioranza.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Non voglio sprecare altro tempo a commentare quella che è stata la sovrapposizione
di tutti gli emendamenti e subemendamenti (alcuni presentati, o ritirati,
cronologicamente prima o dopo), solo per un motivo, perché tutta questa dinamica
non dipende dall'affare CSEA, non dipende dalla Commissione di indagine, non
dipende da nulla di tutto ciò; l'abbiamo già visto in altre deliberazioni e in altre
mozioni su argomenti completamente diversi: riguarda chiaramente il rimpasto di
Giunta, e andrà avanti finché il Sindaco Fassino non opererà questo rimpasto, perché,
in realtà, riguarda problemi di equilibri interni alla maggioranza e nient'altro (infatti,
i firmatari di tutte queste correzioni e controcorrezioni sono tutti della maggioranza).
Io, invece, preferisco rimanere sul tema, guardando anche all'effetto pratico degli atti
di indirizzo che stiamo andando a votare. Sono contento del fatto che, dopo
emendamenti, controemendamenti, subemendamenti, dopo una ritirata generale di
tutte queste incrostazioni successive, rimanga - questo bisogna sottolinearlo -
l'impegnativa dell'azione di responsabilità. Poi, magari, sarebbe anche giusto
indicare il nome giusto dell'amministratore e non invece un omonimo con il nome di
battesimo diverso, ma questo capisco che nella confusione possa essere avvenuto.
Oltre questa impegnativa, rimane quella importante di cercare di pensare a una futura
ricollocazione dei lavoratori CSEA. So che, adesso, sul tavolo ci sono, di fatto, due
proposte emendative differenti. Io posso anticipare che noi chiaramente voteremo
quella più garantista nei confronti di un impegno più netto possibile
dell'Amministrazione Comunale nei loro confronti.
Per concludere, mi fermo sulla Commissione di indagine. Noi possiamo scrivere
questo dispositivo dell'impegnativa stilisticamente come vogliamo, ma l'importante
è il risultato.
Io, da garantista, non pretendo - perché sarebbe un messaggio veramente sbagliato -
di esprimere il giudizio politico nell'atto e nel momento in cui chiediamo lo
strumento di indagine, perché sarebbe una modalità veramente di lavoro di tipo
inquisitorio, non di tipo invece di approfondimento. In realtà, io addirittura faccio un
passo in avanti: visto che è stato ribadito più volte che sarebbe una sovrapposizione
rispetto al lavoro della Magistratura, io, umilmente, per il ruolo che ho (perché, poi,
se passerà la proposta di mozione, sarà la deliberazione che verrà formulata dal
Presidente con la Conferenza dei Capigruppo ad entrare meglio nel dettaglio), lancio
solo una suggestione, cioè se Commissione di indagine sarà, l'oggetto non sia la
Commissione dei reati posti in essere eventualmente dal tale amministratore o dal
tale CdA, perché non è il nostro compito - l'ho già detto in Commissione, non siamo
investigatori, non siamo personale di Polizia, non siamo magistrati, non abbiamo
superato i concorsi per farlo e, se anche lo fossimo, non saremmo qui a fare questo -,
il problema invece è quello eventualmente di accertare - e non sto dicendo giudicare
o condannare - quale sia stato il flusso informativo, che, da un lato, arrivava e
perveniva da CSEA e dal Comune, per capire qual era il livello di conoscenza di
questa Amministrazione rispetto alle dinamiche che lì stavano maturando, che è un
oggetto sul quale verosimilmente la Magistratura non andrà ad indagare, perché, al
contrario, non è quello il loro compito e sarebbe addirittura sbagliato se lo andassero
a fare, perché non esiste una Magistratura politica, almeno così vogliamo sperare.
Quindi, in realtà, nel dare il nostro appoggio a questa opzione di istituzione della
Commissione di indagine, io vorrei solo un chiarimento preliminare, cioè, se si farà,
la finalità è quella di capire, nell'attività di controllo e di monitoraggio che
l'Amministrazione dovrà fare - dico Amministrazione in generale, perché la nostra
non è la scuola dei capri espiatori -, capire che cosa è andato storto, quando è andato
storto, se qualcosa è andato storto. Posto che, verosimilmente, qualcosa è andato
storto, altrimenti non finiva così, oggettivamente quello è il compito di
approfondimento e noi vorremmo che fosse chiaro fin dall'inizio che quella è la
volontà di approfondimento, semplicemente perché l'intenzione è quella di sottrarla a
una dinamica di resa dei conti - io qui lo dico da commento politico - interna ad una
maggioranza, perché non si vuole danneggiare un Vicesindaco per favorire la nomina
di un nuovo e differente Vicesindaco della stessa maggioranza. Mi permetto di dire
che questi sono affari vostri ed è giusto che li risolviate nelle sedi opportune, interne
alle sedi politiche di ciascun partito che compone questa maggioranza.
La volontà, se si istituisce un organo di quel tipo, è di effettuare i compiti
statutariamente previsti e capire cos'è successo; se qualcuno ha sbagliato, capire non
solo - badate bene - chi ha sbagliato, ma cosa è stato sbagliato, perché quantomeno la
volontà sarebbe, dalla relazione finale, anche magari il ricavare delle eventuali buone
prassi per il futuro, o prassi negative da evitare, o buone prassi da implementare.
In questo senso, in un'ottica di responsabilità sottratta alla becera dialettica politica
più tipica di un periodo elettorale che non di un problema fondamentale come quello
che stiamo andando ad affrontare, è questa la linea con la quale ci avviciniamo a
queste proposte di mozione così difficilmente articolate ed emendate.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Per l'ennesima volta quest'Aula si trova a discutere della questione CSEA
sull'ambito di due atti che puntano su questioni tra di loro sostanzialmente differenti.
Faccio prima riferimento alla proposta di mozione n. mecc. 201300503, che è quella
che potremmo definire: azione risarcitoria della Città/futuro dei dipendenti.
Su questa questione noi esprimiamo, ovviamente, un parere assolutamente
favorevole, al di là del fatto che l'ha sottoscritta il Vicecapogruppo del PD, Paolino,
e il Consigliere Centillo, nella versione originale, in particolar modo per segnalare il
fatto che occorre che la Città, nelle forme e nei modi che la Legge e le procedure
prevedono essere coerenti con l'impostazione normativa, avvii tutte le azioni atte a
tutelare sia il danno patrimoniale - questo sarà compito, ovviamente, del
procedimento giudiziario fallimentare -, sia anche il danno morale, connesso alla
vicenda CSEA e alla vicenda giudiziaria che sta in questi giorni dipanandosi.
Sono due profili completamente diversi dal punto di vista giuridico, ma intimamente
connessi da un punto di vista politico, perché è del tutto evidente che la Città, se i
fatti che apprendiamo dai giornali venissero acclarati in termini di colpevolezza,
avrebbe palesemente subito un danno ed è evidente che, in quelle sedi, occorrerebbe
che la Città si costituisse in azione di richiesta di risarcimento.
È ovvio che c'è anche un tema di danno di immagine e un danno morale, perché è
evidente che CSEA, nella forma in cui fu pensato, è un progetto che politicamente si
è dimostrato essere, oggettivamente, fallimentare e le responsabilità, però, se
vogliamo essere onesti intellettualmente, credo che vadano ripartite su tutti coloro
che assunsero le decisioni all'atto della costituzione di CSEA e magari scopriremo,
rileggendo le carte di quegli anni, che le responsabilità erano sostanzialmente diffuse.
Il Consigliere Bertola, astutamente, prova a buttare la palla rispetto al tema del futuro
della formazione professionale, ponendo l'accento su questo aspetto. Inviterei il
Consigliere Bertola a rileggersi la storia della formazione professionale in questo
Paese e anche in questa città e troverà certamente le risposte agli interrogativi che si
è posto, perché ha posto degli interrogativi, non ha proposto delle soluzioni. Se poi
avrà delle soluzioni da proporre, noi saremo qui - come sempre abbiamo fatto - a
recepire le soluzioni, qualora queste fossero condivise, che siano però ovviamente
soluzioni, non titoli di giornale o atti demagogici atti a catturare consenso, non si sa
bene di chi, ma siano proposte che stanno in un quadro normativo, che stanno in un
quadro finanziario e che stanno in un quadro di evoluzione di un settore, come quello
della formazione professionale, che a Torino ha visto la vicenda CSEA, ma ne ha
viste tante altre e la inviterei, da questo punto di vista, a verificare che cosa invece è
stato fatto in questi anni nell'ambito della formazione professionale.
La discussione che abbiamo avuto in III Commissione, quella svolta a porte chiuse,
si è concentrata fondamentalmente sulla questione dell'eventuale reintegro dei
dipendenti, ex dipendenti comunali, e del contenzioso attualmente in essere presso il
Tribunale del Lavoro di Torino, in ordine alla contesa sul diritto di essere reintegrati,
oppure no. Quella, a mio modo di vedere, è stata una discussione positiva, perché è
stata molto sul merito e molto in senso costruttivo, forse anche perché è stata svolta
in un clima meno condizionato dalla presenza esterna e quindi meno condizionato
dal dover dimostrare a chi era lì che si faceva il tribuno del popolo o che si faceva un
atto per catturare consenso. Forse, dovremmo anche ripensare alle modalità con cui
svolgiamo le Commissioni, perché, magari, fare un po' più Commissioni a porte
chiuse aiuterebbe a trovare delle soluzioni e aiuterebbe meno la tribuna politica.
Fatta questa valutazione, ricordo - perché ero presente in quella Commissione - che
la Giunta, nella persona dell'Assessore Passoni (Assessore con delega al Personale)
ha esplicitato quali potevano essere le criticità poste in essere dall'eventuale
approvazione del punto n. 3 dell'impegnativa e, in particolar modo, al fatto che la
Città si è costituita in giudizio su questa questione del reintegro dei lavoratori CSEA
e che c'è un tema di vincolo normativo relativamente ai parametri di finanza locale,
per cui siamo soggetti a controllo della Corte dei Conti, che prevede chiaramente il
rispetto, ancorché rientrati nel Patto di Stabilità, per quanto riguarda il Piano delle
assunzioni del 2013, i vincoli di carattere numerico rispetto alla pianta organica e i
vincoli di carattere finanziario rispetto al costo complessivo del personale.
In virtù di questi elementi, il punto n. 3 della proposta di mozione poteva essere
considerato in qualche modo superato dagli stessi estensori. Questo mi è parso essere
l'asse della discussione. Mi pare che la proposta emendativa, con primo firmatario il
Consigliere Cassiani, che è stata illustrata poc'anzi, possa andare a cogliere lo spirito
della questione, che provo brevemente a sintetizzare.
Noi abbiamo una situazione per cui abbiamo alcuni vincoli sul piano delle assunzioni
per il 2013. Questi vincoli, ci piaccia o non ci piaccia, ci sono. Io ho avuto il
privilegio e la fortuna, dopo la Commissione, di poter esplicitare queste cose ai
lavoratori che hanno presenziato alla seconda parte della Commissione. Come Partito
Democratico, crediamo fortemente che, nell'ottica delle priorità di future assunzioni
del Comune di Torino (di cui dovremmo discuterne quanto prima politicamente con
l'Assessore al Personale, Passoni, non fosse altro che per avere un quadro
complessivo, perché i temi di criticità sul piano del personale, Consigliere Bertola,
non sono solo sul piano della formazione professionale, ma sono su una pluralità di
settori di questa Amministrazione, che periodicamente investono l'organo di governo
e investono quest'Aula, a partire dai Servizi Sociali per passare ai Servizi Educativi e
per passare ai Servizi di Polizia Municipale), se non vogliamo essere amministratori
irresponsabili, è chiaro che questo ragionamento sul reintegro, a prescindere dal
giudizio che avrà il Tribunale del Lavoro, che è oggetto non di decisione politica, ma
ormai di decisione giuridico-giudiziaria, noi riteniamo che sia prioritario garantire il
rispetto dei patti.
Chi, anni fa, legittimamente ha sottoscritto degli accordi e ha accettato di essere, tra
virgolette, "esternalizzato" è oggi corretto che sia prioritariamente considerato nel
reintegro, anche qualora - e lo dico con grande chiarezza - il Tribunale del Lavoro
dovesse rigettare l'istanza dei lavoratori. Così abbiamo sgombrato il campo.
Questo non vuol dire - e saremmo ipocriti e saremmo demagoghi - che noi ci
impegniamo a riassorbire i dipendenti, perché saremmo ipocriti e demagoghi e non
terremmo conto delle reali condizioni occupazionali del Comune di Torino, dei reali
fabbisogni occupazionali del Comune di Torino e delle reali esigenze sulla pluralità
di servizi.
Perché io fra 15 giorni, sgombrato il piano mediatico e populista della vicenda
CSEA, non vorrei trovarmi di nuovo in quest'Aula a discutere - vedo l'Assessore
Tisi tra i banchi - del tema dei fabbisogni degli assistenti sociali e, magari, tra altri 15
giorni, a discutere del tema dei fabbisogni degli assistenti educativi, con le stesse
polemiche.
Allora, se vogliamo essere persone serie, queste cose devono rientrare in un quadro,
e questo quadro deve essere chiaramente gerarchizzato per priorità. Noi non abbiamo
difficoltà a dire che, per quanto ci riguarda, è prioritario il rispetto dei patti - fossero
anche politici e non contrattuali - con questi lavoratori, che anni fa andarono fuori,
ma nel rispetto dei vincoli normativi e di bilancio e nel rispetto di un quadro di
esigenze che questa Amministrazione ha e continuerà ad avere.
Per questa ragione io credo che lo spirito e il testo dell'emendamento, proposto dal
Consigliere Cassiani - primo firmatario -, che io ho peraltro anche sottoscritto, vada
esattamente a centrare questa cosa, altrimenti si fa populismo e demagogia. E noi al
populismo e alla demagogia non ci vogliamo prestare.
Per quanto riguarda, invece, la questione della proposta di mozione che istituisce la
Commissione di indagine, ritengo che sia stato utile il dibattito, perché negli
interventi delle forze di opposizione di questo Consiglio mi è parso evidente che
abbiamo fatto bene a presentare gli emendamenti che oggi trovate in Aula, proprio
per sgombrare il campo rispetto ad una sensazione che, confesso, quantomeno a me
personalmente era venuta, cioè che, utilizzando lo spirito positivo, che era quello di
fare chiarezza su una questione che (come dicevo in premessa) ha coinvolto il
Comune di Torino e su cui la Città di Torino deve fare chiarezza totale e piena, si
utilizzasse surrettiziamente tale questione per battaglie politiche che nulla avevano a
che vedere con l'accertamento di eventuali responsabilità amministrative.
Allora abbiamo fatto bene a proporre gli emendamenti che sono stati distribuiti
all'Aula, che riportano la questione dell'avvio della Commissione di indagine, e non
d'inchiesta, e si chiama Commissione di indagine e non d'inchiesta, perché, come
dice chiaramente il nostro Regolamento, svolge un'indagine e non un'inchiesta, che
invece di norma è pertinenza della Magistratura e comunque, già dal punto di vista
etimologico, presuppone una presunzione di colpevolezza.
Noi faremo un'indagine, ed è per questo che l'emendamento n. 1 propone di
modificare il titolo: si chiama Commissione di indagine.
Dal momento che, forse, rileggendo il testo dell'attuale versione della proposta di
mozione, c'era la possibilità che venisse capziosamente rilevata un'accusa politica
precostituita alla gestione politica, l'emendamento n. 2 riporta la questione nell'alveo
di quello che deve essere, cioè il dettato regolamentare - articolo 73 e articolo 74 -,
che fa esplicito riferimento a che cosa deve fare la Commissione di indagine, senza
precostituire ulteriori elementi, senza verificare a priori eventuali responsabilità per
permettere alla Commissione medesima di lavorare nell'assoluta tranquillità e senza
precostituzione di colpevolezza o di responsabilità.
Se poi, a valle dell'approvazione della proposta di mozione, nella discussione che
faremo nei prossimi giorni per la predisposizione della deliberazione che istituirà la
Commissione, emergesse in maniera chiara l'intento da parte di qualcuno di questo
Consiglio di utilizzare surrettiziamente l'istituto della Commissione di indagine per
fare battaglie politiche, io anticipo che personalmente non sarò d'accordo. Lo
anticipo, perché noi dobbiamo solo metterci d'accordo su questa questione, se
partiamo, e siamo i primi, perché questa Città non ha nulla da nascondere, e noi non
abbiamo nulla da nascondere. Se nell'atto della discussione che faremo, quando
scriveremo la deliberazione istitutiva, si coglieranno gli elementi che mi è parso di
cogliere negli interventi dei Consiglieri Ricca e Marrone, io anticipo che su questo
non ci troverete d'accordo.
Se, invece, lo spirito della deliberazione è quello dell'accertamento dei fatti e della
verifica di come si sono comportati i responsabili degli Uffici e dei Servizi, cioè il
testo dell'attuale emendamento, noi siamo i primi a voler fare totale chiarezza su
quanto è capitato in merito al Consorzio CSEA in questi anni.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per fatto personale, al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io inizio a pensare di non essere chiaro quando mi esprimo, o se no il Capogruppo Lo
Russo si è preparato l'intervento prima che io mi esprimessi, perché sinceramente io
ho voluto giustamente sottolineare che non c'è alcun intento inquisitorio - ho usato
anche il termine specifico -, bensì di accertamento dei fatti. Per cui lo voglio
rassicurare, ma di sicuro sono io che mi sono espresso male.
Poi chiaramente noi tutti siamo estremamente fiduciosi nel libero arbitrio e nell'alto
livello di consapevolezza che ogni cittadino torinese ha, per cui, una volta che la
Commissione avrà redatto la sua relazione con i fatti e i media avranno riportato il
risultato, a quel punto sono convinto che ogni torinese avrà gli strumenti per
comporre liberamente la propria opinione su quanto è avvenuto relativamente alla
questione CSEA.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Ovviamente, i temi che sono posti dalle due mozioni sono temi a cui siamo tutti
sensibili, sia il tema di favorire e promuovere una collocazione occupazionale dei
lavoratori di CSEA, che oggi guardano con preoccupazione alla loro vita, al loro
lavoro e al loro destino, sia quello di evitare che possano esserci ombre di qualsiasi
natura su questa vicenda, facendo in modo che tutto ciò che deve essere chiarito lo
sia.
Detto questo - che sono due obiettivi che non credo ci dividano -, circa la prima
questione, è evidente che c'è la disponibilità piena dell'Amministrazione ad
affrontare questo tema, anche facendosi carico in prima persona, entro il quadro delle
compatibilità finanziarie e normative che la Legge regola. Vorrei che questo fosse
chiaro a tutti. Entro questi vincoli, tutto ciò che si potrà fare, l'Amministrazione lo
farà, ma bisogna sapere che volgiamo in un quadro normativo e finanziario che
vincoli ne pone.
Quanto alla seconda questione, la Commissione di indagine, io penso che tutti
abbiamo interesse che nessuna ombra rimanga irrisolta. Segnalo che c'è un'indagine
della Magistratura e che, in un Paese democratico, tutto ciò che attiene ad una
funzione ispettiva di indagine di inchiesta viene affidato a un organo terzo, che
appunto è la Magistratura.
Il dar vita ad una Commissione di indagine composta da esponenti politici - perché
tali sono i Consiglieri Comunali - è naturalmente una prerogativa, un diritto che
questo Consiglio ha, sulla base del proprio Statuto, purché si abbia l'avvertenza di
avere consapevolezza di due aspetti: il primo è che i Consiglieri Comunali che qui
siedono, salvo che qualcuno sia dotato di questo per la specifica professionalità di
origine, non hanno più di tanto le competenze per compiere un accertamento minuto
di aspetti amministrativi che questa vicenda comporta, il che fa pensare che, quando
questa Commissione di indagine sarà composta, ciascuno dei Consiglieri cercherà
degli esperti di sostegno che lo aiuti a fare questo lavoro, rivolgendosi a persone
rispetto alle quali il Consiglio Comunale non ha alcuna possibilità di interlocuzione e
di controllo.
Quindi, in realtà, sarà una Commissione consiliare composta da Consiglieri e, in più,
da tanti consulenti - ogni Consigliere se li cercherà -, e questo desta qualche ragione
di preoccupazione sull'efficacia e sulla linearità di funzionamento della
Commissione.
Ma soprattutto io vorrei che non sfuggisse che una Commissione di indagine,
composta da uomini e donne che hanno appartenenze politiche, è priva di quella
caratteristica che è fondamentale per qualsiasi organo di indagine e d'inchiesta, cioè
la terzietà, l'imparzialità.
Io sono abituato a considerare sempre l'atteggiamento degli altri come un
atteggiamento fondato sulla buona fede, ma, per quanta buona fede ci sia, non c'è
dubbio che, quando questa Commissione di indagine inizierà a lavorare, coloro che
ne sono componenti, esprimendo delle parti politiche, che peraltro su queste vicende
si sono già espresse in questi mesi, avranno qualche difficoltà a dare vita ad un
esercizio imparziale. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Difatti, la mia è una contrarietà in generale e vi dico anche che la mia contrarietà
generale si è maturata sulla base di un'esperienza personale. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Certo, no, io per 3 anni sono stato rappresentato sui giornali italiani
come uno che aveva percepito delle tangenti per l'affare Telecom-Serbia, e chi ha
alimentato per 3 anni questa campagna è stata prima di tutto la Commissione
Parlamentare di indagine e alcuni membri di questa Commissione, i quali hanno
accreditato come vero un teste e un accusatore, che la Magistratura, nella sua
imparzialità, nella sua terzietà, ha dimostrato essere un truffatore, un calunniatore e
lo ha condannato. Questo perché in sede parlamentare prevaleva l'obiettivo politico,
e l'obiettivo politico era usare la Commissione di indagine come una clava contro un
avversario politico.
Attenzione, io dico solo di prestare attenzione a tutto questo. Stasera votiamo una
Commissione di indagine, si abbia chiaro che una Commissione di indagine richiede
a ciascuno di spogliarsi dell'obiettiva parzialità di parte che gli deriva dalla sua
appartenenza politica.
Io non sono così sicuro che sarà così, ma ho il dovere e sento, non come Sindaco,
bensì come componente di questo Consiglio, con la stessa titolarità di tutti gli altri, di
evocare questo rischio e questi problemi, perché questo problema c'è.
Quindi, non credo che sarà facile sottrarsi al rischio e alla tentazione di utilizzare
questa indagine come strumento di battaglia politica, al di là della buona fede di
ciascuno, anche perché in questi mesi questo Consiglio ha discusso e fuori da questo
Consiglio le forze politiche si sono già pronunciate e hanno già espresso una serie di
critiche e di opinioni. Ciascuno, nella Commissione di indagine, sarà portato ad
utilizzarla per asseverare le tesi che ha già sostenuto. Ho molti dubbi che tutto questo
possa essere efficace.
Nel corso della legislatura, il Parlamento ha dato vita a varie Commissioni di
indagine e di inchiesta; vi segnalo che tutte le Commissioni di inchiesta e di indagine
che il Parlamento ha messo in campo - salvo nel caso P2 -, dalla Federconsorzi in
avanti, tutte si sono chiuse con una relazione di maggioranza e una relazione di
minoranza, che non hanno risolto alcun problema e che hanno riproposto, in termini
politici, esattamente una dialettica di opinioni e di valutazioni. Mi fermo qui.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Dichiaro conclusa la discussione.
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