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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Febbraio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 27

Comunicazioni del Vice Presidente su "Ordine dei lavori" e MOZIONI M2001300503 ed M201300652.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Riprendiamo i lavori del Consiglio Comunale da dove li avevamo interrotti. Apriamo
la discussione della proposta di mozione n. mecc. 201300503/002, presentata dai
Consiglieri Curto, Centillo e Paolino in data 1° febbraio 2013, e della proposta di
mozione n. mecc. 201300652/002, presentata dai Consiglieri Curto, Centillo, Liardo,
Appendino, Bertola, Grimaldi, Tricarico, Tronzano, Greco Lucchina, Marrone e
Sbriglio in data 8 febbraio 2013. Vi ricordo che la discussione avverrà
congiuntamente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La discussione è
congiunta, visto e considerato che la seconda proposta di mozione è in Aula perché -
trattandosi dello stesso argomento - l'abbiamo considerata collegata alla prima.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Vorrei chiedere un'interpretazione autentica, nel senso che il Vicepresidente - se può
aspettare ancora un attimo, perché riguarda un suo momento di conduzione dell'Aula
- ha dichiarato l'apertura della discussione e poi è stato presentato un altro
emendamento. Vorrei capire se questo emendamento, di cui non conosco il
contenuto, si ritiene validamente presentato o meno, perché, fisicamente, non è
ancora protocollato ed è stato presentato agli Uffici quando il Vicepresidente aveva
già, da orologio, dichiarato... In realtà, non so neanche che cosa contenga questo
emendamento, ma, a scanso di dichiarazioni di strumentalità, vorrei capire se
l'emendamento che è stato presentato si può considerare regolarmente valido o
meno. Lo chiedo prima, così non si può dire che fosse...

LEVI Marta (Vicepresidente)
Vorrei sottolineare, come prima considerazione (se non ho visto male nella
confusione che c'era), che ho aperto la discussione e, in quel momento, mi sembra
che sia stato depositato l'emendamento.
Dopodiché, ricordo al Consigliere Marrone che il Presidente può anche decidere di
accogliere degli emendamenti presentati fuori termine, come previsto dal
Regolamento, alla fine del comma 1 dell'articolo 49: "Eccezionalmente, il Presidente
può consentire la presentazione di emendamenti dopo tali termini, anche in forma
verbale". Al momento non mi è arrivato nulla; quando arriveranno, vedremo quando
sono stati presentati e se li accetteremo oppure no. Quindi, vi faremo sapere se
eccezionalmente accetteremo questi emendamenti, ma, al momento, non avendo
ancora nulla sul tavolo, è complicato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, chiedo di sospendere il Consiglio Comunale fino a quando non saremo in
possesso dell'emendamento presentato dal Consigliere Cassiani.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Gli Uffici mi hanno comunicato che stanno riproducendo la copia di questo
emendamento, per cui possiamo procedere con l'illustrazione e la discussione dei 2
provvedimenti.
Vi sono interventi? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si tratta di una
discussione congiunta.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Vorrei intervenire sull'emendamento che ho depositato e del quale non ho una copia;
se possibile, chiederei di riaverlo, perché diventa difficile illustrarlo senza avere il
testo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho scritto. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Attenderò che venga accettato e, poi, interverrò.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Gli emendamenti ed i subemendamenti sono stati distribuiti. Sono stati recepiti ed
accettati dalla Presidenza, ma chiedo gentilmente a chi li ha presentati di illustrarne
la ratio, perché uno va a sostituire...

CASSIANI Luca
Posso, Presidente?

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Sì.

CASSIANI Luca
Secondo me sarebbe meglio illustrare prima le proposte di mozione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Stiamo parlando delle due proposte di mozione.
Se vogliamo procedere con l'illustrazione delle due proposte di mozione, poi
potremo analizzare gli emendamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, li
ho accettati tutti e due. Durante l'intervento, se si tratta di un presentatore degli
emendamenti, vorrei che illustrasse anche il loro contenuto.
La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Questa sera discutiamo queste 2 proposte di mozione che hanno suscitato un ampio
dibattito, come si nota anche dalla mole emendativa; essendo presentatore di
subemendamenti agli emendamenti, in seguito mi riserverò di illustrare i
subemendamenti. Adesso, invece, mi preme partire dall'illustrazione delle proposte
di mozione. Sono 2 atti - tra l'altro uno dei due è firmato da 6 Consiglieri della
minoranza e da 5 Consiglieri della maggioranza - che incidono su 2 grandi questioni
che riguardano la crisi dell'ex Consorzio CSEA. Da un lato, c'è la grande questione
che riguarda il tema dei lavoratori e dei loro diritti, di un contenzioso aperto in
questo momento presso il Tribunale del Lavoro da parte dei 77 ex lavoratori della
Città di Torino, oggetto di una convenzione fra la CSEA e la Città di Torino,
rinnovata nel 2007, che, all'articolo 5, prevedeva con precisione il reintegro dei
lavoratori alla cessazione della convenzione stessa. La proposta di mozione che viene
presentata interviene in 2 direzioni: da un lato, impegnando la Città a svolgere 3
azioni. La prima è quella di avviare un'azione di responsabilità atta a tutelare gli
interessi economici dell'Ente nei confronti dell'ex Amministratore Delegato e del
management di CSEA (su questo era stato presentato un emendamento che verrà
ritirato in sede di dibattito).
La seconda è quella di segnalare all'autorità competente un eventuale danno erariale
rispetto all'attività del Consorzio, in particolare in merito alla costituzione e
all'attività della controllata CSEA Med (questa è un'impegnativa chiaramente
all'organo esecutivo, quindi alla Giunta), mentre la terza azione (che sarà oggetto
della discussione) è quella di tutelare la situazione dei lavoratori con delle
formulazioni diverse. A tal proposito, Presidente, mi preme fin da subito sottolineare
che questo oggetto è stato dibattuto diverse volte in quest'Aula, in particolare il 5
marzo scorso con un atto di indirizzo approvato all'unanimità dal Consiglio che
cominciava ad individuare la richiesta da parte di quest'Aula di un'azione di garanzia
nei confronti del management di quell'azienda, che veniva ritenuto responsabile del
fallimento in tutte le sedi di dibattito di questo Consiglio (sia nelle Commissioni
Consiliari, che nei numerosi dibattiti che si sono svolti in Aula). Già in quell'atto di
indirizzo, così come nell'atto di indirizzo del novembre dell'anno scorso,
l'Amministrazione veniva orientata a farsi carico della situazione lavorativa in
particolare degli ex dipendenti comunali. A mio parere, è importante ricordare che
l'atto che mi auguro che oggi approveremo in questa sede è in continuità con quegli
atti, che ad oggi sono sostanzialmente disattesi, anche perché - come dicevo poc'anzi
- c'è un'azione di contenzioso da parte dei lavoratori nei confronti della Città di
Torino; si tratta di un contenzioso sul quale abbiamo svolto una riunione della III
Commissione, che si è svolta a porte chiuse. Naturalmente, per questa ragione non
possiamo riferire in Aula quanto è stato detto, ma credo che gli emendamenti a
questo atto di indirizzo riportino ed aggiornino la discussione.
Per quanto mi riguarda, c'è un emendamento che, a mio parere, è molto chiaro e che
presento in questa sede; ritengo che sia l'unico emendamento in grado di tutelare
questi lavoratori e recita: "A riassumere personale e funzioni all'interno della pianta
organica comunale nel rispetto delle normative". Presidente, parlo di "personale e
funzioni" perché, se li disgiungiamo, indeboliamo i lavoratori e rischiamo di rendere
l'articolato di quella convenzione non un fatto di rispetto nei confronti dei lavoratori,
ma un atto, diciamo, ridotto al rapporto fra CSEA e l'Amministrazione.
L'altro atto che dibattiamo oggi - e che è stato oggetto di attenzione in questi giorni
da parte degli organi di informazione - riguarda l'istituzione di una Commissione di
indagine su CSEA. L'articolo n. 73 e l'articolo n. 74 del Regolamento del Consiglio
Comunale individuano questo strumento come uno strumento adeguato proprio ad
accertare - lo voglio sottolineare, Presidente - non le responsabilità penali (perché
queste sono in capo alla Magistratura e sarebbe assurdo da parte di questo Consiglio
Comunale scimmiottare il ruolo della medesima), ma ad accertare, tanto per
cominciare, la verità (ed è un'altra operazione doverosa e necessaria). La verità
storicizzata, la verità che ha portato un Consorzio (che, nel 1997, ha avuto in
dotazione dalla Città di Torino 30 miliardi di Lire, 4 sedi pubbliche e 300 dipendenti
e che ha vissuto per 15 anni) a ricevere - nonostante una capitalizzazione ridicola di
104.000,00 Euro, con soltanto 90.000,00 Euro di quote sottoscritte - tutti gli anni una
media di 15, 16, 17 o 18 milioni di Euro di fondi pubblici. Lo scorso anno, questo
Consorzio ha chiuso con un crack di 15-20 milioni di Euro. Come dicevamo lunedì
scorso, in sede di dibattito consiliare, leggendo gli stralci dell'ordinanza del Giudice
per le Indagini Preliminari, il Consorzio probabilmente era già fallito in data 31
dicembre 2007. In altri termini, stiamo parlando di un soggetto giuridico non a scopo
di lucro che è riuscito ad accumulare in questi anni perdite per 30, 40 o 50 milioni di
Euro - sono cifre impressionanti - e, inoltre, i magistrati dicono: "Interesse di azioni
distrattive da parte del management", il che configura il reato di bancarotta
fraudolenta. Capire questa cosa vuol dire tutelare l'Ente, perché gli stessi magistrati
dicono che l'aggravio nell'aver dilazionato con falsificazioni contabili la morte del
Consorzio stesso ha generato 4 milioni di Euro di danni; sono fondi pubblici e,
quindi, è configurabile come un danno erariale.
Una Commissione di inchiesta su questi fatti è un atto di dignità di questo Consiglio
Comunale nella sua azione di sindacato ispettivo tesa a valutare la tutela dell'Ente
stesso, per restituire alla dimensione civile il dibattito politico, il dibattito
amministrativo ed il dibattito gestionale rispetto alla CSEA.
Vorrei anche sottolineare che la scelta della Commissione di inchiesta è una scelta
responsabile da un punto di vista politico, perché la lettura dell'articolato del nostro
Regolamento è molto chiara: "I componenti della Commissione, ed i soggetti da essa
uditi, sono vincolati al segreto d'ufficio. Tale obbligo viene meno alla conclusione
dell'indagine, salvo che per le questioni per le quali il segreto d'ufficio sia disposto
da altre norme. I componenti della Commissione devono astenersi, sino alla
conclusione dell'indagine, da qualsiasi dichiarazione pubblica sull'oggetto
dell'indagine.
Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte dal Segretario Generale, o
dal Vicesegretario, appositamente delegato - cioè, al massimo livello dell'Ente -. La
Commissione, ai fini dello svolgimento dell'indagine, può effettuare l'audizione dei
Consiglieri Comunali, del Sindaco, di Assessori, di membri del Collegio dei
Revisori, del Direttore Generale, del Segretario Generale, di dirigenti e funzionari
comunali, dei rappresentanti del Comune in altri Enti ed Istituzioni, nonché degli
amministratori di Enti dipendenti dal Comune e dei concessionari - come in questo
caso - di servizi comunali. Tali soggetti, se invitati per l'audizione, non possono
rifiutarsi di partecipare". Il nostro Regolamento dice ancora: "La Commissione può
anche procedere all'audizione di soggetti esterni all'Amministrazione".
Questo configura con chiarezza la validità dello strumento, uno strumento che
sottrarrà un caso così grave dal dibattito politico cogente, restituendolo invece a una
sfida per questo Consiglio Comunale, quella di accertare la verità, di tutelare quei
lavoratori, ma soprattutto di tutelare l'interesse pubblico di questo Ente.
Concludo, Presidente, dicendo che abbiamo un caso precedente. Non è la prima
volta, sarebbe la seconda nella storia di questo Comune. Era il 2 luglio del 2004
quando questo Consiglio Comunale deliberò una Commissione Consiliare di
inchiesta sul tema delle esumazioni nei cimiteri cittadini.
Fu una Commissione importante; una Commissione che ebbe un mandato chiaro e
che svolse compiutamente la propria attività. Una Commissione che, come diceva
quella delibera istitutiva, aveva tra i propri compiti - così è chiaro anche il compito
che abbiamo, per adesso, articolato nella mozione istitutiva, senza ridondanze e
anche senza giri di parole, anche se è sempre necessario ricordare l'articolato del
nostro Regolamento - quello di "verificare i rapporti intercorsi tra l'Amministrazione
e le Società, cui sono stati affidati i compiti di esumazione", in questo caso, di
formazione (abbiamo seppellito la formazione professionale in questo caso), "e poi
individuare eventuali responsabilità politiche, organizzative, gestionali ed
amministrative".
Credo, Presidente, che questo sia il medesimo caso ed è l'unico modo, a mio parere e
a parere dei Colleghi che hanno sottoscritto la proposta di mozione, per tutelare la
verità e soprattutto per evitare che per fatti così gravi, che sono sicuramente
responsabilità di qualcuno, alla fine poi a pagare siano i lavoratori e le lavoratrici
dello CSEA, i cittadini e le cittadine di questa città e, alla fine di tutto, il nostro Ente,
il buon Comune di Torino.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'ho lasciata continuare, ma mi ero scordato di dire che il tempo a disposizione è di
5 minuti.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Non vorrei che questo Consiglio questa sera facesse lo stesso errore che fece circa un
anno e mezzo fa, non facendo passare quella mozione che io presentai per quanto
riguardava la rimozione dei vertici CSEA.
Questo lo voglio dire in anticipo, perché vedo tantissimi emendamenti che sfrecciano
da una parte all'altra dell'Aula e non vorrei che volessero depauperare quella che è la
Commissione d'inchiesta che oggi noi vogliamo iniziare a costruire. Non voglio fare
un percorso storico e neanche di tipo economico, visto che chi mi ha preceduto l'ha
già fatto e perché l'abbiamo detto in tutte le sedi.
Vorrei proprio che questo non accadesse, perché ci sono degli emendamenti che
vanno in contraddizione l'uno con l'altro e non vorrei che questo fosse fatto ad arte
da una parte della maggioranza - sottolineo una parte, anche perché fu una parte della
maggioranza che votò contro la mia proposta di mozione -. Quindi, non vorrei che
ripetessimo lo stesso errore.
Di conseguenza, se noi dovessimo riscontrare un totale depauperamento - e lo stiamo
valutando - di questa Commissione, allora a quel punto daremo di nuovo la
responsabilità a chi dovesse determinare questa situazione.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Intervengo per presentare gli emendamenti alla proposta di mozione n. mecc.
2013000503/002. Avrei pensato di sostituire il punto n. 3 dell'impegnativa, dove si
dice: "valutare e conseguentemente promuovere un accordo", con: "ricercare, nel
termine più breve possibile, soluzioni occupazionali per la ricollocazione dei
lavoratori ex CSEA, attraverso la riqualificazione professionale, così come previsto
dalle normative vigenti". Aggiungerei un ulteriore punto, il n. 4: "a promuovere,
compatibilmente ai vincoli normativi, soluzioni occupazionali all'interno della pianta
organica comunale". Questo è nell'impegnativa al punto 3.
Ovviamente, questo emendamento è sostitutivo di quello precedentemente
presentato, che, a questo punto, ritiro e sul quale poi riferirà il Consigliere Curto,
mantenendo il suo subemendamento n. 4.
Il testo definitivo è il punto 3 e il punto 4 di quello presentato. Rimane in piedi la
sostituzione presentata dal Consigliere Curto, che, sostanzialmente, integra il punto 4
(ma su questo, trattandosi di un suo subemendamento, sarà lui ad intervenire).

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi, Consigliere, non ho capito quale emendamento ritira.

CASSIANI Luca
Ritiro quello precedentemente depositato alle ore 18.26, per sostituirlo con quello
depositato alle ore 18.27.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Allora, lei ritira questo emendamento...

CASSIANI Luca
No, perché il subemendamento del Consigliere Curto rimane in piedi perché si
riferisce al punto 4 del mio emendamento.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Scusi, lei ritira un emendamento che però non mi è stato presentato.

CASSIANI Luca
Come no? È firmato.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Lei vede che quell'emendamento a firma del Consigliere Cassiani in realtà è un
emendamento a firma del Consigliere Curto, che emenda...

CASSIANI Luca
Sì, infatti, il subemendamento...

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Lei non può ritirare un emendamento che non ha presentato.

CASSIANI Luca
No, ma l'ha presentato il Consigliere Curto. Lo spiegherà lui.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non lo può ritirare lei.

CASSIANI Luca
No, ho solo detto che quello lì non è più il mio testo. Era solo per chiarire.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Non abbiamo bisogno di capirlo, perché i Colleghi non hanno
quell'emendamento.
Io avevo chiesto ai Colleghi che hanno presentato gli emendamenti di illustrarli per
essere di aiuto, per cui bisognerebbe capire l'ordine cronologico degli emendamenti
presentati e quelli no. Visto che io ne ho due, quindi lei non ritira nessun
emendamento perché non c'è un emendamento in più.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, mi è arrivato un emendamento sottoforma di fotografia ed è una cosa
nuova.
Volevo capire, essendo una fotografia, se è ammissibile. Visto che non è firmato,
cioè è firmato ciò che è fotografato e non il documento, volevo capire, anche per il
futuro, se questo tipo di emendamento sia ammissibile, nel caso in cui non voglia
provvedere a far riformulare l'emendamento su un pezzo di carta normale, con una
firma normale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Il subemendamento presentato dal Consigliere Curto è siglato in originale. Per cui,
non ci sono problemi.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo per sollevare due questioni. La prima è che io contesto il fatto che
l'emendamento che ho presentato non sia messo a disposizione dei Consiglieri.
Ritengo, inoltre, ci sia un'interpretazione del Regolamento che dev'essere verificata.
La seconda questione è un invito, Presidente, a sospendere i lavori per 5 minuti,
vedere i presentatori degli emendamenti, perché è abbastanza curioso, al di là del
merito, che alle ore 18.26 venga presentato un subemendamento a un emendamento
non ancora presentato.
Io vedo un subemendamento presentato alle ore 18.26, che è questo, che riproduce
un emendamento non ancora presentato e successivamente, alle ore 18.27, viene
presentato un altro emendamento simile, ma diverso. Quindi, il subemendamento
iniziale non esiste.
Quindi, l'emendamento che il Consigliere Curto mi sembra abbia illustrato, in realtà,
non esiste. A meno che lo ripresenti, non essendo ancora trascorsa un'ora dalla
presentazione. Lo sta facendo.
Allora, io direi, per cominciare seriamente una discussione, di definire il quadro; una
volta definito il quadro, poi, ognuno dice la sua, perché altrimenti rischiamo di
parlare non sapendo nemmeno di che cosa si sta parlando e di prenderci in giro, un
po' per la scena e un po' per il gusto che in fondo ci piace stare qui ed è un po' il
nostro lavoro.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'emendamento non è stato considerato ammissibile in quanto mancano le firme
sufficienti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, l'argomento è sempre lo
stesso.
Consigliere Viale, in merito alla sua richiesta sull'inammissibilità, la risposta è legata
al fatto che, intanto, l'emendamento interessa la seconda proposta di mozione, la
quale ha ricevuto 11 firme, e, inoltre, non ha le firme necessarie e sufficienti perché
venga inserito nel provvedimento.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Visto che si è chiesto di fare il quadro, vorrei che ci interrogassimo noi tutti sul
nostro livello di consapevolezza - penso basso - per quanto riguarda la figura patetica
che stiamo facendo come Aula in generale (visto che rimane registrato tutto a
verbale, anche per i posteri), ma forse anche come esempio di un iter amministrativo
di approvazione così ridicolo da non essersi mai visto neanche nell'ultimo Consiglio
Comunale (ultimo nel senso di dimensione, di storia e di tradizione) nato ieri sul
cocuzzolo della montagna; e siamo il Comune di Torino.
E soprattutto la stiamo facendo di fronte ai lavoratori, discutendo peraltro del loro
destino e anche sostanzialmente di quello che è avvenuto sull'accertamento delle
responsabilità.
Per cui, io appellandomi a un senso di decoro della conduzione, che lei ha come
Presidente, le chiedo: visto che in questa fase si stanno elaborando e rielaborando gli
emendamenti e i subemendamenti agli emendamenti e che tutto ciò avviene fuori
tempo regolamentare, lei veramente - Presidente, mi presti attenzione, perché lo
doveva fare prima di guardare quegli emendamenti - intende accettare in via
eccezionale tutta questa massa di proposte e controproposte che si stanno
assommando sul suo tavolo? Io, in tal caso, vorrei che mi spiegasse come lo
giustifica, perché ci sono state delle Commissioni che dovevano fare questo lavoro e,
ancora una volta, invece, nelle Commissioni finisce a tarallucci e vino, con un testo
aperto a dinamiche intramaggioranza - perché vorrei ricordare che queste proposte e
controproposte sono tutte interne alla maggioranza -, e il risultato è che non si
capisce più niente e un testo che dovrebbe dare degli indirizzi politici diventa
incomprensibile. Poi, sta avvenendo tutto nell'impegnativa, neanche nelle premesse.
Per cui, sinceramente, io veramente mi appello al ruolo che lei ha nell'ammettere o
meno questa dinamica che sta degenerando nel ridicolo. Altrimenti, a questo punto,
si votano; se lei ha il coraggio di fare questo, io la sfido a mantenere i testi originali e
si votano quelli e lei non accetti più niente, perché sta veramente diventando ridicola
questa situazione! Rimangono i testi originali e si votano; se uno non li condivide, li
boccia e si assume la responsabilità di bocciarli!

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Convoco un istante i Capigruppo qui al banco della Presidenza.
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