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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201300481/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 1° febbraio 2013, avente per oggetto: "Deliberazione di programmazione economica e finanziaria volta ad assicurare pieno equilibrio tra entrate e spese nel Bilancio Pluriennale 2013-2015" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Comunico che in data 08/02/2013 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Questa proposta di deliberazione, come illustrato compiutamente nelle due sedute di I Commissione, alla fine è un atto di programmazione intermedio nell'attesa del Bilancio Preventivo 2013 e del Bilancio Pluriennale 2013-2015. Come ho spiegato, la nuova procedura prevista dal controllo esterno, visto che siamo in tema di controlli (infatti, nella proposta di deliberazione precedente abbiamo visto il controllo interno), si riferisce agli organismi giurisdizionali sull'operato degli Enti ed è prevista una programmazione di controlli a cadenza semestrale sugli atti compiuti e, nelle more dell'entrata in vigore del nuovo controllo semestrale esterno, naturalmente viene proceduralizzato anche il controllo precedente; mi riferisco all'attività di controllo sui Bilanci Preventivi e Consuntivi dell'Ente del 2013 e del 2012. In tal senso, la proposta di deliberazione sinteticamente prende atto - perché non può che prendere atto - della relazione allegata a firma del Sindaco e dei Revisori dei Conti, che non è che la fotografia a riscontro delle attività intraprese nel Bilancio 2012 in osservanza delle pronunce della Corte dei Conti del 2011 e del 2012 e che naturalmente fa osservare significativi segni di tendenza al miglioramento rispetto ad indicatori di criticità esposti nell'attività del controllo ordinario della Corte dei Conti. In particolare, mi riferisco al rapporto delle entrate non ripetitive con le spese non ripetitive, alle cosiddette entrate una tantum, alla tendenza dell'indebitamento, all'andamento del fondo cassa ed all'andamento dei residui attivi e passivi; si tratta, quindi, di parametri importanti che, poi, in qualche modo determinano anche l'attività di stabilità dei conti negli anni successivi. In prospettiva, per il passaggio alla nuova contabilità pubblica prevista dal 2015, anche l'attività di riaccertamento dei residui attivi e passivi deve essere rafforzata, in quanto verranno contabilizzati con criteri differenti rispetto a quelli attuali, oltre al fatto che, per ragioni di prudenza, l'Ente ha dovuto, ottemperando alla norma - ma lo ha fatto già a preventivo, prima che intervenisse un obbligo di Legge -, accantonare adeguate risorse ad un fondo svalutazione crediti destinato all'eventuale assorbimento, senza disavanzo, dei residui attivi dichiarati di difficile esigibilità. In questo quadro, il Consiglio, che è l'organo di programmazione economica e finanziaria, indica 3 obiettivi fondamentali, che vengono dati a prescindere dall'inserimento normativo di obblighi o divieti. Nella fattispecie, il primo è il mantenimento della tendenza di riduzione dello stock del debito, come già avvenuto nel 2012 e nel 2013, e che tra i 2 anni è stato ridotto di oltre 120 milioni di Euro, il secondo è il limitato ricorso ad entrate una tantum, se non per finanziare spese della stessa natura - questo dato è passato dai 180 milioni in negativo del 2011, ai 26 milioni in negativo del 2012, arrivando a zero nel 2013 - e, infine, l'opportunità e la necessità che, nell'attività di trasmissione delle funzioni di bilancio al nuovo sistema di contabilità, il rafforzamento dell'attività di riaccertamento dei residui attivi e passivi consentano di accantonare adeguate risorse al fondo svalutazione anche in casi di dubbia esigibilità, cioè nei casi in cui il credito o il debito eventualmente non sia inesigibile o dichiarato tale, ma sia anche solo di dubbia esigibilità; ovvero nel caso vi siano ragionevoli dubbi o prudenza per cui sia opportuno accantonare risorse tali da compensare l'eventuale radiazione anche in esercizi futuri, senza avere un impatto economico sul Bilancio dell'Ente. Queste 3 linee guida, unite alla relazione di fotografia dei provvedimenti già adottati, sono il corredo che l'Ente trasmette alla Corte dei Conti a conclusione della fase di controllo del Rendiconto 2011 e del Bilancio Preventivo 2012, salvo ovviamente il fatto che dobbiamo abituarci ad un sistema e ad un modello di controlli interni ed esterni - come abbiamo visto prima - che cadenzi in modo più frequente e molto più efficace sia l'attività degli organismi di controllo interno (Revisori dei Conti, controllo di legittimità e controllo amministrativo e strategico), sia, dall'altra parte, il controllo esterno, legato all'attività dell'Ente monitorata dagli organismi giurisdizionali preposti. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Come ha detto bene l'Assessore, ne prendiamo atto, nel senso che ne abbiamo ampiamente discusso in I Commissione. Sostanzialmente, in questa proposta di deliberazione non vedo atti programmatici, ma semplicemente al secondo punto registriamo i 3 sottopunti in cui si invita a non ricorrere a nuovo indebitamento, a non fare ricorso alle entrate una tantum ed a registrare quella che è la revisione rispetto ai residui attivi ed ai residui passivi. Nei primi 2 punti ci limitiamo ad adottare un adeguamento normativo, mentre, rispetto al terzo punto, agiamo come farebbe qualsiasi padre di famiglia. Entrando nel merito della relazione da lei firmata, signor Sindaco, sulla quale ho avuto modo di discutere con l'Assessore Passoni, alcune volte ho riscontrato dei dati che posso definire parziali; probabilmente, a scusante di ciò c'è il fatto che i nuovi 3 Revisori dei Conti che hanno firmato il provvedimento sono appena subentrati, perché siamo stati in fase di nomina. Detto questo, per onestà intellettuale devo ammettere che l'Assessore Passoni è entrato decisamente nel merito ed ha approfondito tutte quelle che, evidentemente, erano le nostre richieste. Per quanto riguarda le relazioni, ho avuto modo di focalizzare la mia attenzione su 3 punti: il primo riguarda la sostenibilità finanziaria del debito e, in maniera particolare, faccio riferimento ai contratti derivati. Dico questo perché considero ancora troppo sbilanciato, in termini di percentuale, il rapporto nozionale derivati- debito netto, che è oltre il 25%, e, nonostante abbia appreso - anche con un po' di sorpresa - dalla simulazione richiesta dalla stessa Corte dei Conti per verificare quali sarebbero stati i processi ad un tasso di interesse maggiore - che nella relazione è simulato al 2% - ed aver compreso che con quel meccanismo strano di ammortamento alla francese il rimborso degli interessi in una prima fase va a sostituirsi in una fase successiva a quella del capitale, registro un nuovo elemento - che è ancora quello che la Corte dei Conti ci ha dato - che fa riferimento all'inaugurazione dell'anno della Corte dei Conti, in cui continua a definire rischiosi ed imprevedibili i contratti derivati e, inviando un monito agli stessi Enti Locali, li invita a doverose iniziative volte alla risoluzione dei contratti eccessivamente onerosi. Questa è una possibilità. Stiamo parlando di non indebitarci più, ma, probabilmente, se nella fase di riduzione del debito potessimo valutare se vi sono dei contratti derivati che in qualche modo possano essere estinti in fase preventiva, questo sarebbe un segnale di attenzione ulteriore a quanto ci suggerisce la stessa Corte dei Conti. Per quanto riguarda i residui attivi, come abbiamo già detto, è stato un cavallo di battaglia durante il dibattito sul Bilancio; è stato chiesto da tutti i Gruppi della minoranza, anche dal Gruppo del PdL. È chiaro che noi vogliamo una maggiore celerità per un semplice motivo: ci piacerebbe non vederli più iscritti a Bilancio, perché il tema dell'esigibilità dei residui attivi lo abbiamo affrontato in tutte le salse. L'ultima riflessione riguarda le anticipazioni di Tesoreria; registriamo un decremento significativo nell'Esercizio 2012, ma, forse, è incompleta la relazione quando attribuisce a questo decremento la sola dismissione del patrimonio mobiliare, come ci ha spiegato l'Assessore. Se consideriamo il nostro dibattito aperto... FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Per cortesia. GRECO LUCCHINA Paolo …sul conto unico del Comune (chiaramente l'Assessore ha fatto esplicito riferimento al gettito IMU e via dicendo), possiamo dire che, se a questo documento fosse stata apposta la firma dell'Assessore, sarebbe stato sicuramente più completo in termini di credibilità. In conclusione, ribadisco che non ci vedo nulla di programmatico, ma è una presa d'atto; la nostra speranza è che le riflessioni portate, soprattutto in merito ai contratti derivati, siano accolte da questa Giunta. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei rispondere, più che replicare, ed analizzare quanto detto dal Consigliere Greco Lucchina, che peraltro ringrazio per l'approfondimento e anche per l'atteggiamento tenuto in Commissione, che è stato costruttivo e nell'interesse dell'Ente. Vorrei inoltre sottolineare che il lavoro che si fa in I Commissione - e ne approfitto per ringraziare il Presidente Altamura - su questa materia non ha necessariamente un'impronta programmatico-politica, ma spesso è anche un lavoro che viene richiesto dall'autorità di controllo interno e che in qualche modo necessita di uno sforzo anche di comprensione e non sempre è facile, perché una materia come quella dei derivati è molto ostica anche per noi; quindi, è stato sicuramente un atto importante aver voluto esaminare e ragionare nel merito sui meccanismi. Mi limito a dire che, in passato (se ricordo bene, 2 anni fa), è stata esperita anche la strada dell'estinzione dei contratti derivati, ma naturalmente bisogna sempre bilanciare (proprio per non creare un danno all'Ente) affinché questo avvenga senza oneri aggiuntivi per l'Ente. Questa è la ragione per la quale spesso si è intervenuti, ma non in modo massivo. Devo però ricordare che, da quando sono in essere i contratti ad oggi, ho potuto testimoniare che la massa nozionale oggetto di contratti derivati si è anche asciugata, non solo - in alcuni casi - per l'estinzione, ma anche per il pagamento di quote capitali; nel 2007, quando ho assunto questo incarico, erano circa 1,2 o 1,3 miliardi, mentre, di fatto, adesso sono sotto i 900 milioni. È certamente un processo lento, che naturalmente richiede parecchi anni di attività e di monitoraggio, ed è questa la ragione per la quale gli atti di programmazione hanno il senso di stabilizzare l'impronta dell'Ente, cioè di dare degli indirizzi che non valgono per questi 6 mesi, ma sono un po' nell'ottica della stabilità dei conti; si tratta, in senso europeo, di dare un tracciato temporale o un sentiero su cui poi, qualunque sia il governo o le scelte tecniche fatte su di esso, rimanga sempre l'impronta dei principi cardine, che sono ridurre l'indebitamento, ridurre il rischio e l'esposizione dell'indebitamento medesimo e, naturalmente, gestire con prudenza le entrate ordinarie nell'ottica della riscossione. In questo senso, ringrazio l'Aula e la Commissione per il dibattito e, se verrà approvato, sarà nostra cura trasmettere il provvedimento alla competente sezione regionale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: Presenti 23, favorevoli 23. La proposta di deliberazione è approvata. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 23, favorevoli 23. L'immediata eseguibilità è concessa. |