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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Febbraio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2013-00184
"CENTRO D'INCONTRO VIPACCO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GRECO LUCCHINA E LIARDO IN DATA 16 GENNAIO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201300184/002, presentata in
data 16 gennaio 2013, avente per oggetto:
"Centro d'incontro Vipacco"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'interpellanza fa riferimento all'incendio del Centro d'incontro di via Vipacco, area
che è stata recentemente dissequestrata, accennando ad un presunto contenzioso tra
la Città di Torino e le compagnie assicurative e, sostanzialmente, alla risposta alla
precedente interpellanza; conclude chiedendo a quanto ammonti il risarcimento di
cui all'accordo, se si intendano rispettare le mozioni approvate in Circoscrizione 3 e
come si intenda impiegare diversamente, eventualmente, la somma versata a
risarcimento del danno.
Intanto, l'incendio determinò la distruzione sostanziale degli edifici coinvolti,
comprendenti un capannone in gestione alla "Fondazione Teatro Stabile" e la sede
del Centro d'incontro. L'area è stata dissequestrata il 14 ottobre 2010 e da tale data si
è proceduto all'interessamento della compagnia assicurativa.
Nonostante una breve proroga accordata da parte del Teatro Stabile, il legale della
"Fondazione Teatro Stabile" negava la liberatoria per la conclusione della
demolizione di reliquati e la rimozione delle macerie tese a conseguire la pulizia
dell'area. Inoltre, la Fondazione informa di aver avviato, presso il Tribunale di
Torino, istanza per l'accertamento tecnico preventivo in merito alla responsabilità e
alla quantificazione dei danni occorsi alla Fondazione stessa.
La Città, pertanto, di fronte a questa procedura, non poteva fare altro che attendere,
onde evitare di perdere i diritti risarcitori e naturalmente attendendo l'esito del
procedimento.
L'avvio di quest'ultimo, la cui prima udienza fu fissata il 7 novembre 2011,
paralizzava anche l'iter risarcitorio della Città. Peraltro, si innestava un procedimento
penale a carico del datore di lavoro della "Fondazione Teatro Stabile".
Il 6 aprile 2012 il legale della Fondazione informava ogni accertamento tecnico
concluso, comunicando il nullaosta agli interventi sulle aree ritenuti opportuni.
La Città da un lato provvedeva ad intervenire con interventi essenziali per la
sicurezza dell'area, a sollecitare l'iter del percorso assicurativo e, a seguito dei
contatti con la compagnia assicuratrice, è stato possibile sottoscrivere in data 24
ottobre 2012, in contraddittorio con il perito competente, il verbale di quantificazione
dei danni.
La somma definita per l'indennizzo del valore dei fabbricati allo stato d'uso al
momento del sinistro è pari a 839.186,00 Euro, già accettata dalla Città e in via di
erogazione da parte della compagnia assicuratrice.
In merito alla polizza è previsto, in caso di ricostruzione di edifici entro dodici mesi
dalla data di accettazione della liquidazione, che la Città consegua al valore a nuovo
del fabbricato per un importo incrementale fissato nella misura massima del 30%
della somma su citata.
Circa l'iter del procedimento conseguente, a questo punto di fine anno, perché la
somma è stata quantificata ed è in corso di erogazione (la nota che ho letto è
recentissima, quindi non sono aggiornato se da allora, fine gennaio, sia stato pagato
effettivamente l'indennizzo, ma questo lo accerteremo nei prossimi giorni),
sostanzialmente è emerso che è possibile provvedere alla ricostruzione, previo
naturalmente l'avvio di procedure tecniche, quali progettazione preliminare e
quant'altro. È stato convocato recentemente un Consiglio di Circoscrizione 3 aperto,
mi pare per la settimana prossima, per trattare l'argomento e a cui io ho aderito
garantendo la mia presenza, perché le alternative per valutare lo scenario sono: la
prima, che non si dia corso a ricostruzione; la seconda, che si dia corso a
ricostruzione con due modalità differenti. La prima riguarda la ricostruzione
tradizionale, cioè la riedificazione del Centro d'incontro da zero, essendo comunque
necessario innanzitutto rimuovere macerie e ripristinare l'area; importo che dovrebbe
ammontare a circa 100/150.000,00 Euro solo per l'estinzione dell'area senza
ricostruzione. È pervenuta alla Città la richiesta di un operatore che ha acquisito
l'area adiacente per realizzare un intervento edilizio e che aveva chiesto la
disponibilità dell'area per realizzare un deposito di cantiere.
La valutazione è anche capire se tutto, in parte, o per niente - questo, naturalmente, lo
decideremo anche sulla base dell'opinione della Circoscrizione - sia abbinabile o
coinvolgibile al ripristino dell'area la riedificazione dentro gli interventi legati al
cantiere dell'area limitrofa.
Diversamente, occorrerebbe negare quest'istanza, procedere alla progettazione e
ricostruirlo con i tempi tecnici, quindi con la progettazione preliminare e quant'altro.
Se ricordo bene - vado a memoria - questo Centro d'incontro, in realtà, derivava da
un'istanza del Consiglio Comunale che aveva riconvertito una vecchia sezione della
Polizia Municipale che era in quel giardino, peraltro con una tipologia di fabbricato
abbastanza complessa, in quanto molto pesante e difficilmente riconvertibile.
Quindi, si tratterebbe comunque di un'opera totalmente nuova e, naturalmente, è in
corso di valutazione quale potrebbe essere l'onere e la spesa relativa.
Se e qualora non si dovesse dar corso alla ricostruzione immediata, si dovrebbe
comunque accantonare la somma per finanziare eventualmente la ricostruzione, a
fine dell'area di cantiere limitrofa.
Qualora, invece, si addivenisse alla non ricostruzione, scenario che io sinceramente
credo che non verrà percorso, perché mi sembra che ci siano le condizioni per andare
incontro all'istanza dei cittadini, naturalmente darò trasparenza e contezza della
destinazione delle somme che naturalmente sarà per manutenzione straordinaria di
altro genere.
Però, in linea di massima, potrebbero essere degli interventi di ricostruzione almeno
parziale del fabbricato precedente o all'interno di questo intervento con area di
cantiere privata, oppure tout court da parte dell'Amministrazione pubblica.
Ne parleremo la settimana prossima e decideremo di conseguenza.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ringrazio l'Assessore per la puntualità con cui ha risposto all'interpellanza, che ha
ad oggetto un evento che è ben noto evidentemente all'Amministrazione Comunale.
È intercorso un elemento di novità, che è la risoluzione del contenzioso ed era su
questo che compiutamente, insieme al Consigliere Liardo, intendevo sottoporre
alcune riflessioni a lei e presentare questa interpellanza.
Non le nascondo che insieme al Consigliere Liardo, ma anche al Consigliere Lo
Russo, ci siamo recati anche sul posto nelle settimane scorse per incontrare i cittadini
che evidentemente manifestavano un grave disagio; cercando di fare una scala di
quelle che sono le priorità per i cittadini della zona, il primo punto è sicuramente
relativo alla pulizia e alla messa in sicurezza.
Di fatto, in questo momento, l'area è semplicemente transennata. Ci sono brutti
odori, macerie e la zona è oggettivamente impraticabile.
Ci rendiamo conto, evidentemente, che, nel momento in cui la cifra verrà erogata,
questa Amministrazione dovrà decidere quale sarà la destinazione migliore e,
nonostante siano state approvate, sia in Circoscrizione 3 che in Comune, mozioni che
compiutamente chiedevano la ricostruzione del Centro d'incontro, abbiamo anche
fatto la riflessione che, intanto, magari, tutto questo dovesse passare per esempio per
il Piano Triennale delle Opere Pubbliche; abbiamo pensato che, probabilmente,
potessero essere fatte riflessioni diverse destinando l'area magari ad edilizia e magari
riservando una parte al Centro d'incontro. Insomma, gli scenari erano i più diversi.
Detto questo, l'unica cosa che ci siamo dimenticati è che, di fatto, uno studio di
fattibilità per la ricostruzione c'è già, nel senso che l'allora Assessore Viano,
rispondendo a un'interpellanza il 4 novembre 2010, ammettendo che il Centro di
Incontro non poteva essere recuperato, aveva disposto questo studio di fattibilità.
In conclusione, ringraziandola per le risposte, ci rimettiamo a quello che sarà il
Consiglio aperto della Circoscrizione 3, tenuto conto di tutte le riflessioni fatte oggi e
che faremo anche con i cittadini al Consiglio aperto.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Intervengo non per aggiungere qualcosa - perché il Consigliere Greco Lucchina ha
espresso sicuramente al meglio ogni cosa, visto che lui è il primo firmatario -, ma per
fare una dichiarazione, che spero sia raccolta anche dagli organi di stampa, se sono
presenti.
Ci avviamo a discutere, nelle prossime settimane, l'eventuale nuovo Regolamento
dei Centri di Incontro. Si è già sparsa la voce che il Consigliere del PdL Enzo Liardo
vuol far chiudere i Centri di incontro. Non mi sembra proprio che sia così,
considerando la direzione in cui va questa interpellanza.
Perciò, volevo che questo fosse a verbale, perché se si è già messa in moto la
macchina denigratoria riguardo al fatto che il Consigliere Liardo vuol far chiudere i
Centri di incontro. Questo è quanto. Volevo solo dichiararlo.
Ringrazio tantissimo il Presidente, che mi ha dato questa opportunità.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Vorrei soltanto aggiungere alcune precisazioni tecniche. La prima è che,
naturalmente, lo studio di fattibilità era legato alla verifica di un'equivalenza
possibile tra indennizzo e ricostruzione.
Innanzitutto, va detto che intanto, per poter progettare ed appaltare un'opera, bisogna
avere la disponibilità dell'area e, a tale proposito, c'era il grande problema del
dissequestro e, quindi, della quantificazione.
Nel mese di novembre questa fase è stata attuata, pertanto adesso dichiaro che è
possibile prendere le penne in mano, però naturalmente è necessario almeno un
progetto che, dalla fattibilità, passa ad un progetto preliminare e poi definitivo per
andare poi eventualmente in appalto.
Purtroppo - è bene dirlo affinché non si creino false aspettative -, comunque sia,
trattandosi di opera pubblica, la ricostruzione, già soltanto per la procedura, necessita
di 7-8 mesi di progettazione e gara d'appalto, per poi procedere eventualmente con i
lavori. Quindi, questo lo dico perché immagino anche le aspettative, pertanto
anticipo che questa vicenda costitutivamente è lunga per via del contenzioso
dell'assicurazione e sostanzialmente, per quanto possiamo accelerare i tempi, non
sarà immediata.
Rassicuro il Consigliere Liardo che in città mi risulta si parli anche di altro, non solo
della sua opinione sui Centri di incontro.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Ringrazio l'Assessore Passoni per aver contribuito a mantenere sereni gli animi.
L'interpellanza è discussa.
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