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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 4 Febbraio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2013-00024
"I TURISTI A TORINO, QUANDO I DATI NON SONO DATI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 7 GENNAIO 2013.
Interventi

LEVI Marta (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201300024/002, presentata in data
7 gennaio 2013, avente per oggetto:
"I turisti a Torino, quando i dati non sono dati"

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Nel rispondere a questa interpellanza, credo sia necessario compiere una riflessione,
ovviamente un po' più organica, su un tema che mi pare importante e che consiste nello
stabilire se esiste, o meno, una connessione tra le attività di ordine culturale, gli eventi
programmati e l'afflusso turistico.
Questo è un argomento che necessita di alcuni strumenti che devono essere costruiti e
perfezionati, perché quando ci si riferisce genericamente al termine "turisti", si intende
una platea di persone che ha diverse modalità di frequentazione della nostra Città.
Si può essere turisti cosiddetti giornalieri, quindi persone che arrivano per visitare la
Città o specificatamente qualche sito, sede di eventi culturali, ma che non pernottano
per esempio nelle strutture alberghiere o ricettive della Città stessa.
Si può essere turisti facenti parte di viaggi organizzati con pullman, che hanno, per
esempio, una permanenza nella nostra Città ascrivibile all'arco temporale della singola
giornata o essere turisti che decidono di venire a Torino e di permanere nella nostra
Città anche per più tempo.
Con la deliberazione assunta dal Consiglio, disponiamo di un sistema che stabilisce il
meccanismo della tassa di soggiorno. Abbiamo un cruscotto di dati, sempre
migliorabili, relativo alla categoria dei turisti che pernottano nelle nostre strutture
ricettive, mentre manca qualsiasi tipo di strumentazione, allo stato, per andare a
individuare il turismo cosiddetto giornaliero, perché i metodi di indagine relativi a
questa fetta di attività sono più complessi da organizzare.
Come richiesto nella premessa e anche nelle questioni poste per quanto riguarda
l'investimento culturale e il correlato ritorno in termini turistici, rispondo che è
ulteriormente complicato stabilire una connessione.
Vorrei ricordare che una Città, a prescindere dal proprio andamento turistico, credo
abbia la necessità, per i propri cittadini e per la tenuta del collante sociale, di dotarsi di
un investimento culturale, a prescindere dalla propria incidenza in termini di ritorno
turistico. Da questo punto di vista, credo che questa continua correlazione tra
investimenti sostenuti dalla nostra Amministrazione, spesso in concorso con altre
istituzioni pubbliche (Regione, Provincia e Fondazioni bancarie, tese a sostenere
l'insieme delle attività culturali), debba essere esaminata, a prescindere dal ritorno
concreto in termini turistici. È chiaro che si tratta di un'analisi molto più sofisticata che
deve cercare di distinguere le diverse iniziative culturali rispetto all'attrattività turistica.
Vi sono indagini scrupolose, recentemente pubblicate, soprattutto dalla Camera di
Commercio, che attestano con chiarezza come alcuni eventi culturali abbiano avuto una
correlazione diretta con il fenomeno turistico e mi riferisco al "Salone Internazionale del
Libro", al "Salone del Gusto", a "Terra Madre", a "Torino Film Festival", ossia ad
alcuni eventi che, per la loro particolarità e per il prestigio di carattere nazionale e
internazionale, sono più vocati ad attrarre turisti giornalieri o permanenti nelle nostre
strutture alberghiere durante l'anno.
Vi sono investimenti nella cultura (penso per esempio alle Associazioni culturali, ai
finanziamenti legati al nostro sistema museale, alle stagioni a cui noi concorriamo in
termini di finanziamento, come quella del Teatro Regio, del Teatro Stabile, di
Torinodanza, eccetera), che - a mio avviso - devono essere esaminati come utili e
necessari, soprattutto nei confronti dei cittadini del territorio e per poter garantire loro
una frequentazione con un'offerta culturale che ne migliori non solo la condizione
individuale, ma anche il collante che fa sì che un insieme di individui diventino un
corpo vivo partecipante alla vita della Città.
Gli unici dati che possono stabilire una correlazione (dopo quanto ho detto in generale,
che mi pare importante), rispetto all'andamento del flusso turistico nella nostra Città,
sono inevitabilmente gli elementi concreti relativi alle percentuali di occupazione delle
stanze messe a disposizione dal nostro sistema di accoglienza alberghiero.
Da questo punto di vista, al di là dei dati che raccogliamo, a partire dall'aprile 2012 per
quanto riguarda la tassa di soggiorno, i dati sono forniti dalla Camera di Commercio e
sono relativi all'Osservatorio sugli alberghi.
Questi dati storicamente hanno tre elementi di valutazione. Il primo elemento riguarda
la percentuale delle stanze occupate nei singoli periodi dell'anno ed è da porre in
relazione al totale delle stanze disponibili a Torino e provincia. Considerando, per
esempio, 100 stanze teoricamente disponibili, si tiene conto di quante sono state oggetto
di frequentazione.
Il secondo dato è di natura prettamente economica e riguarda l'incidenza del tipo di
frequentazione, ossia della percentuale di stanze occupate, in relazione al ricavo
ottenuto in termini economici.
Questo secondo indicatore tiene conto, com'è inevitabile, anche dell'aumento delle
tariffe alberghiere, perché a parità teorica di numero di stanze occupate in un
determinato periodo, si può avere una resa in termini economici la cui differenza
fondamentale è data non tanto dalla quantità delle persone, bensì dal meccanismo
tariffario in atto in quel periodo, in riferimento al periodo precedente.
Purtroppo, i dati dell'Osservatorio arrivano sempre in grande ritardo. Cito, per esempio,
a riferimento, che noi godremo dei dati rispetto all'occupazione alberghiera, per fare un
raffronto dell'anno 2012 sull'anno 2011, sostanzialmente a primavera.
Questi sono dati la cui raccolta è regolamentata da un Regolamento che è stato adottato,
soprattutto per Torino e provincia, dalla Provincia di Torino. Quindi, per avere dei dati
rispetto all'occupazione alberghiera del totale anno 2012 rispetto al totale anno 2011
dovremo - ahimè - attendere la prossima primavera. Però, alcuni indicatori importanti
sono già a disposizione.
Al termine di questa illustrazione, vorrei in particolare citare una lettera che è pervenuta
il 17 gennaio 2013, indirizzata al Sindaco della Città e dallo stesso Sindaco girata anche
al mio Assessorato, e che è stata firmata dall'Associazione Italiana Albergatori di
Torino. Leggo i primi due capoversi, perché gli ultimi due sono invece dedicati al tema,
ancora per qualche verso irrisolto, dei meccanismi relativi alla tassa di soggiorno;
l'incipit della lettera dice testualmente: "Egregio signor Sindaco, a conclusione di un
anno non certo facile, desidero scriverle alcune righe di ringraziamento per la sensibilità
e l'attenzione che nel corso del 2012 la sua Amministrazione ha voluto dedicare al
nostro settore. I vari progetti turistici e le diverse iniziative culturali organizzate sul
territorio cittadino hanno sicuramente contribuito al rafforzamento del ruolo di Torino
come meta turistica nazionale ed internazionale.
Tali risultati, peraltro, hanno consentito alle nostre aziende di mantenere risultati
economici apprezzabili, tali da rendere possibili quegli investimenti che ci hanno
permesso di creare un'offerta alberghiera tra le migliori in Italia.
La nostra speranza, per evitare di disperdere i risultati raggiunti, è che tutti i possibili
investimenti siano rinnovati anche per il 2013, consolidando così la posizione della
nostra Città tra le più attraenti ed interessanti". Poi, nella lettera si approfondisce il tema
relativo alla tassa di soggiorno. Lo dico perché, quando, nel giugno del 2011, ho assunto
la responsabilità dell'Assessorato alla Cultura ed al Turismo, tutti noi avevamo una
grande preoccupazione - a completamento dell'anno relativo alle manifestazioni per
l'Unità d'Italia - su quello che sarebbe successo nel 2012.
Ritengo che le politiche adottate, anche in riferimento all'insieme delle manifestazioni,
abbiano consentito alla nostra Città - ma spero che i dati lo confermeranno - di avere
una linea sostanzialmente equivalente a quella del 2011 e credo che questo sia un
ulteriore elemento che ci spinge a considerare come questa connessione indiretta tra
l'investimento culturale, gli eventi ed il ritorno turistico sia ormai diventata un elemento
su cui fondare anche la nostra azione per il prosieguo.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessore per la lunga risposta.
Mi permetta solo una battuta iniziale: se i dati non ci sono, mi sembra poco prudente
andare a dichiarare in pompa magna sui giornali che l'affluenza turistica è stata
maggiore; evidentemente, come immaginavo, i dati ufficiali non ci sono ancora e mi
chiedo come lei possa dichiarare pubblicamente che c'è stato un aumento dell'afflusso
turistico.
Tolta questa piccola nota, forse anche un po' polemica, entro nel merito. Condivido in
parte quanto ha detto: se è vero che comunque un'offerta culturale ci deve essere (è
evidente che ci debba essere per la Città), è anche vero - e lo dimostra il fatto che lei ha
in capo le deleghe, e ne sono ben contenta, sia della cultura che del turismo - che oggi
non si può prescindere (visto anche il problema delle risorse) dal fare un'analisi del
ritorno sul territorio dell'investimento; nel senso che ogni grande evento comunque
comporta (per quanto sia coperto da sponsorizzazioni private e poi entrerò anche in
merito a ciò) un investimento di risorse, che, a mio avviso, devono avere un ritorno
adeguato.
Quando leggo che è stato speso un milione di Euro per il Jazz Festival, che ha portato
50.000 persone, mentre, dall'altra parte, il concerto dei Coldplay (faccio un esempio,
non sto dicendo che il Jazz Festival sia un'offerta culturale migliore dei Coldplay) di
fatto ha comportato costi molto ridotti per la Città ed ha portato lo stesso numero di
persone (se non ricordo male si parla circa di 50.000 persone), penso che comunque un
ragionamento debba essere fatto. Il ragionamento deve essere fatto proprio perché, se ci
costa 20,00 Euro ogni persona arrivata qui a Torino, bisogna capire come si può ridurre
quel costo.
Non voglio essere polemica sul Jazz Festival e infatti non voglio parlarne in questa
sede, però - lei ha concluso così l'interpellanza - penso che il ritorno sul territorio debba
essere un indicatore fondamentale e - lei me lo insegna quando parla, tra l'altro, di
visibilità e in Commissione spesso ci dice che è molto importante che l'evento abbia
visibilità e che abbia importanza a livello internazionale, perché altrimenti i soldi non
arrivano dagli sponsor -, anche a fronte di questo, penso che un ragionamento andrebbe
fatto nello specifico di ogni singolo investimento fatto per ogni singolo grande evento.
Con questo concludo il mio intervento, perché non ho altro da dire, se non ribadire che,
come ho già detto in altre sedi, ho delle perplessità su questi grandi eventi, anche perché
(come ho già avuto modo di dire) forse lei non era presente in Aula quando, ad ottobre -
se non sbaglio -, discutevamo con l'Assessore Passoni la verifica degli equilibri di
Bilancio, da cui è emerso che, rispetto al previsto, mancano circa 2 milioni di Euro
sull'imposta di soggiorno; ciò mi fa pensare che evidentemente non ci sia stato
l'afflusso turistico che si pensava e che, quindi, a sua volta - faccio un secondo
passaggio - forse quelle risorse non sono state investite nel modo migliore. Chiusa
questa parentesi, mi ritengo soddisfatta della risposta, ma, se fosse possibile, le
chiederei, quando ci saranno i dati - non mi riferisco a lei, ma devo dire che per gli
amministratori, per lei e per tutti penso che sia anche complicato poter valutare le
attività se poi i dati per quanto riguarda l'afflusso turistico arrivano 4, 5, 6 o 12 mesi
dopo -, di poterne discutere nel merito (eventualmente farò una richiesta al Presidente di
Commissione), anche perché vorrei, anche se ormai praticamente siamo già in quella
condizione - perché so che sul Jazz Festival la Città si sta già muovendo, per poter
programmare in tempo utile -, poter fare un'analisi seria. Ribadisco anche in Aula che
abbiamo un'interrogazione, che è scaduta ad agosto, nella quale chiediamo questi dati e
non sono ancora arrivati.

LEVI Marta (Vicepresidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Siccome mi interessa molto approfondire i temi citati dal Consigliere, vorrei però
cogliere anche questa occasione - anche da parte mia senza alcun tipo di polemica - per
richiamare l'attenzione su 2 elementi delle cose che ho sentito.
In primo luogo, credo che ci sia una grande differenza tra il meccanismo del concerto
dei Coldplay ed un meccanismo come quello adottato dalla Città per il Torino Jazz
Festival. Innanzitutto, nel primo caso stiamo parlando di un complesso estero, per
quanto di grande fama, e di un concerto organizzato da un privato, ovviamente con una
chiara finalità di ordine commerciale - assolutamente rispettabile - e con un ingresso a
"pagamento", tra virgolette, per una cifra rilevante (che, vista anche la notorietà del
gruppo, non ha consentito neppure a tutti coloro che avrebbero voluto partecipare di
potervi assistere), rispetto ad un festival del jazz che, mi dispiace, nonostante il tempo e
nonostante coloro che lo ritengono un "errore" - tra virgolette -, ha visto la
partecipazione, in 5 giorni di programmazione, di oltre 100.000 persone, che hanno
partecipato, tra virgolette, alla frequenza, alla conoscenza ed al contatto con un genere
musicale a tutto tondo ed in modo gratuito, avvicinandosi quindi ad un'operazione che
credo sia di alto profilo culturale.
Il jazz può piacere o meno, ma, quando si realizza una manifestazione che mette in
connessione oltre 100.000 persone con questo genere musicale in questo modo, a mio
avviso - ma qui siamo ovviamente di orientamento diverso - si compie prioritariamente
un investimento di carattere culturale. Credo che questo investimento, per il semplice
risultato di partecipazione che ha avuto, abbia meritato l'impegno e l'investimento -
peraltro molto parziale - di denaro pubblico, a fronte di molte risorse di soggetti privati
che ci hanno consentito la prima edizione e che ci consentiranno anche la seconda.
Quando avremo modo - mi auguro il prima possibile - di discutere anche
dell'evoluzione di questo Festival, credo che sarà comprensibile ai più, se sono animati
- come io ritengo sia animato il Consigliere Appendino - di una vera attenzione verso le
iniziative che spingono ad una maggiore conoscenza culturale (anche da parte del
territorio) e sarà ancora più tondo il risultato verso il quale vorremo tendere proprio
nell'organizzare questo tipo di manifestazioni. Altra cosa è fare gli organizzatori di
concerti a pagamento all'interno di una struttura privata, con un'unica ed ovvia finalità
di guadagno sull'operazione. Mi paiono due mondi completamente separati.
L'altra osservazione che vorrei fare - poi ci sarà modo di discuterne anche in
Commissione, non credo solo in Commissione Cultura - è l'"attesa", tra virgolette,
derivante dalla cosiddetta tassa di soggiorno. La cifra di 5.000.000,00 - se io ho ben
capito -, iscritta a Bilancio, credo sia legata a quello che era l'andamento previsto
dall'applicazione di un'imposta su un anno solare.
Non possiamo trascurare che, come voi sapete, la tassa di soggiorno è in vigore
dall'aprile dell'anno 2012.
Io credo che i dati, almeno relativi ai primi 6 mesi di applicazione (manca ancora, tra
virgolette - salvo che gli Uffici non ce l'abbiano in questi giorni - anche il dato relativo
all'ultimo trimestre dell'anno), segnalino, a mio avviso - perché sono in linea con ciò -,
anche l'obiettivo, in ordine a un anno completo, dei 5.000.000,00 di Euro di possibile
raccolta di questa tassa.
È chiaro che questa tassa, a sua volta - ed è uno dei grandi temi affrontati nel merito
dall'Associazione Italiana Albergatori nella lettera che citavo prima -, è una tassa
cosiddetta di scopo. Il Consigliere Appendino, come tutto il Consiglio, ricorderà che era
una tassa legata ad una restituzione, in qualche modo, degli importi ricavati, proprio per
favorire il finanziamento di eventi di natura culturale, eccetera, tesi a mantenere alto
l'ingaggio turistico. Infatti, non possiamo pensare che, da una parte, mettiamo una tassa
basata sulla permanenza dei turisti nella nostra città e, dall'altra parte, immaginare che
questi turisti arrivino da soli, senza essere attirati anche dalla continuità di alcune
esperienze culturali e da alcuni eventi, tra i quali il Torino Jazz Festival, ma non solo,
che abbiamo cercato di attivare nel corso di quest'anno.

LEVI Marta (Vicepresidente)
Vorrei ricordare all'interpellante, ma soprattutto all'Assessore, che il tempo per la
discussione delle interpellanze in Aula è di 5 minuti.
Siccome questa mattina non c'è grande affollamento, ho lasciato qualche minuto in più,
ma vorrei evitare di discutere due interpellanze in più di un'ora.
La parola al Consigliere Appendino.

APPENDINO Chiara
Ricordo benissimo l'imposta di soggiorno, tant'è che io sono uno dei Consiglieri che ha
votato a favore dell'imposta di soggiorno. Forse, siamo stati gli unici Consiglieri
dell'opposizione a votare a favore dell'inserimento di un'imposta.
Ricordo, però, altrettanto che, in realtà, visto che il Bilancio Previsionale è stato
approvato dopo giugno, se non ricordo male, quella previsione di 6,5 milioni teneva
conto del fatto che il primo trimestre non avrebbe avuto quell'introito.
Io ricordo così. Verificherò, però, comunque, siamo a fronte - almeno così si era detto
nell'ultimo assestamento di Bilancio - di 6,5 milioni, che di fatto non si verificheranno e
ci saranno 2 milioni in meno.
Poi, verificherò e avremo modo di discuterne ancora.

LEVI Marta (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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