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LEVI Marta (Vicepresidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di mozione n. mecc. 201300275/002, presentata dai Consiglieri Grimaldi, Ventura, Centillo, Marrone, Genisio e Nomis in data 21 gennaio 2013, avente per oggetto: "Fondo salva sfratti". e della proposta di mozione n. mecc. 201204019/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 19 luglio 2012, avente per oggetto: "Reperimento o requisizione di appartamenti sfitti per fronteggiare l'emergenza abitativa". LEVI Marta (Vicepresidente) Per quanto riguarda la proposta di mozione n. mecc. 201300275/002 è stata esaminata in IV più II Commissione il 29 gennaio 2013 e il testo è coordinato con un emendamento di Commissione firmato dai Consiglieri Grimaldi, Ventura, Centillo e Ricca. La proposta di mozione n. mecc. 201204019/002 invece non è stata esaminata - credo per un disguido - in Commissione e la troviamo oggi in Aula per poter fare una discussione congiunta; a questa proposta di mozione sono stati presentati 2 emendamenti dal Consigliere Marrone. Ricordo che i tempi di intervento per quanto riguarda le proposte di mozione sono i seguenti: 5 minuti per uno dei presentatori, 5 minuti per un solo Consigliere per Gruppo, mentre gli altri Consiglieri avranno a disposizione 3 minuti. La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Ho lavorato per mesi con i Consiglieri Ventura e Centillo sul tema dell'emergenza abitativa. Abbiamo cercato un confronto nella Commissione che con il Consigliere Ventura ho seguito ogni lunedì ed ogni mercoledì in queste settimane; si tratta di una Commissione che analizza più di 1.000 casi all'anno e che, da tempo, vede crescere il numero delle persone sfrattate in questa Città. Le fornisco dei dati, Presidente. Nel 2003 erano più o meno 2.000, nel 2005 erano 2.200, così come nel 2008 e nel 2009; negli ultimi anni il dato è abbastanza inquietante: erano 2.700 nel 2009, 3.100 nel 2010 e 3.200 nel 2011. Nel 2012 abbiamo visto oltre 1.947 sfratti nel primo semestre e più di 1.800 nel secondo semestre. Come sapete, il Regolamento dell'emergenza abitativa prevede un'assegnazione "su riserva": per far fronte a situazioni di emergenza, la Commissione Emergenza Abitativa assegna fino al 25% degli alloggi al di fuori delle graduatorie da bando, come previsto dalla Legge Regionale. Oggi sono quasi un migliaio gli sfratti che passano dalla CEA e, più o meno, si riesce a dare risposta al 35% dei nuclei familiari. Ovviamente, non tutti possono accedere all'aiuto, perché si può andare - come diciamo spesso - fin dove la Legge lo consente, come sulla morosità incolpevole, legata alla perdita di un lavoro in nero o ai contratti non registrati regolarmente. Il Regolamento non scioglie tutti i nodi dell'emergenza abitativa, come ad esempio quello dei profughi o dei senza fissa dimora. L'andamento dell'assegnazione degli alloggi di edilizia sociale evidenzia come, dal numero di 388 del 2003, le assegnazioni si sono stabilizzate negli ultimi 4 anni su una media di circa 600. Il crescente bisogno di edilizia pubblica in rapporto alle disponibilità e di abitazioni a costi contenuti rende ormai sempre più necessaria l'espansione ulteriore di nuove politiche orientate anche al mercato privato e realizzate attraverso una mediazione pubblica degli interessi. Per questo motivo in questa proposta di mozione, fra le altre cose, oltre ad arrivare al tema in oggetto, chiediamo che non venga cancellata quell'esperienza incredibile che è stata Lo.C.A.Re. e chiediamo che diventi sempre di più uno strumento a livello provinciale. È, quindi, urgente rivolgere i servizi anche a quelle famiglie che, pur se generalmente non considerate al di sotto della soglia di povertà, si trovano in condizioni di alta vulnerabilità sociale e che, anche quando versano in condizioni socio-economiche migliori di quelle previste per l'accesso all'edilizia pubblica, non sono tuttavia in grado, senza aiuto, di accedere o permanere sul mercato privato della locazione. Vorrei fornire altri dati: all'ultima edizione del Fondo Nazionale per il sostegno alla locazione hanno partecipato 7.628 famiglie, ma attualmente i fondi del 2013 sono bloccati. Questo è un appello che rivolgo a tutte le forze, anche dell'opposizione, perché, in questo caso, non possiamo pensare di chiedere in una mozione un nuovo fondo "salva sfratti" senza chiedere prima di tutto al Governo nazionale di ripristinare i fondi per il sostegno alla locazione. Per questo motivo abbiamo accolto anche alcune richieste dei Gruppi di minoranza, che proponevano di attivarsi insieme alla Regione per chiedere la restituzione di quel fondo nazionale; mi auguro però che questo atteggiamento porti anche alla votazione unanime della proposta di mozione. Dall'altra parte, però, bisogna dirci che proroghe e solidarietà non sono sufficienti ed è urgente, in accordo con la Regione e le Fondazioni di origine bancaria, aggiungere proprio un fondo "salva sfratti". Ringrazio il Consigliere Marrone per aver aggiunto la sua firma a questo atto, però ribadisco un secondo punto, che non è di polemica politica, ma è un discorso di condivisione delle responsabilità: tanto vale per il fondo nazionale per il sostegno alla locazione e tanto vale per quello che fa attualmente la Regione per il sostegno al fondo Lo.C.A.Re. ed alle morosità incolpevoli della Legge n. 3/2010. Per capirci, c'è, come dicevo... LEVI Marta (Vicepresidente) Il tempo a sua disposizione sta terminando, Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Utilizzerò anche i cinque minuti del Gruppo, visto che ne ho la facoltà. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Cinque minuti per il presentatore e cinque minuti per il Gruppo. LEVI Marta (Vicepresidente) Prego, Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Come dicevo al Consigliere Ricca, è possibile istituire un fondo nazionale per la morosità incolpevole, è possibile sostenere di fatto il sostegno alla locazione, ma oggi sarebbe impossibile fare un fondo torinese senza avere le risorse della Regione Piemonte sulle morosità incolpevoli. Se non sostenessimo il punto n. 3 di questa proposta di mozione, avremmo circa 800-900 persone che escono dalle ex IACP, dall'ATC, e, in qualche modo, non potrebbero né partecipare all'emergenza abitativa, né ripresentare la domanda a bando, per cui si troverebbero fuori. Credo che bisognerà ragionare anche su questo ed è per questo motivo che, quando qualcuno nelle Commissioni ci ha chiesto di far sì che le ATC non pagassero l'IMU, siamo arrivati ad un emendamento molto chiaro, cioè dicendo che ci faremo promotori, anche tramite l'ANCI, presso il prossimo Governo nazionale di azioni volte ad ottenere adeguati trasferimenti di fondi nazionali che consentano di evitare l'applicazione dell'IMU sui patrimoni di Enti Locali, ATC ed ex IACP vincolati ad edilizia sociale e di destinare specifiche risorse per investimenti di edilizia residenziale pubblica, onde fronteggiare la crescente emergenza abitativa. A cosa serve il fondo? Il fondo è una misura che può servire alle 7.000-8.000 famiglie che chiedono il Fondo Nazionale per la locazione, assieme alle risorse che la Regione dà per le morosità incolpevoli dentro le ATC. Questo fondo, però, non serve né alle 8.000 famiglie poc'anzi dette, né alle 810, ma serve alle 1.000 persone che presentano ogni anno domanda di emergenza abitativa dentro la CEA; 300 di esse avranno la casa popolare, ma per tutti quei casi a cui, di fatto, questa Commissione non arriva a dare l'esito sperato dalle famiglie, bisogna cercare (come ha fatto il Comune di Bologna ed altre città e come abbiamo cercato di fare noi nel 2009, con un piccolo fondo di 100.000,00 Euro) di dare quei 3.000,00 Euro a famiglia (1.500,00 Euro se è un semestre) per evitare che venga eseguito lo sfratto. Qualcuno dice - lo leggevo nella proposta di mozione presentata dal Movimento 5 Stelle - che bisogna evitare i blocca-sfratti; certamente, se il blocca-sfratto è tutto sulle spalle del proprietario, è difficile che questa politica vada avanti. Ma, attenzione, perché, da una parte, come si fa sulle finite locazioni, si possono chiedere delle proroghe, come abbiamo proposto al Governo, e, in qualche modo, queste famiglie non finiranno in strada; dall'altra parte, un piccolo fondo "salva sfratti" - e dico così perché stiamo parlando di un milione di Euro e, rispetto alle risorse nazionali che sono di 8-9 milioni di Euro, è sicuramente un piccolo fondo - può servire a 300-600 famiglie che, grazie a questa piccola leva pubblica, possono non finire in strada. Come abbiamo detto, sarebbe meglio che questo fondo avesse anche una leva rotativa, cioè che fosse in qualche modo inserito dentro le politiche del lavoro pubblico, dentro i cantieri e dentro le politiche attive del lavoro, però - come dicevamo con i Consiglieri Ventura e Centillo - in realtà vogliamo che nelle prossime settimane la Città apra una discussione con le fondazioni bancarie e possa in fretta prevenire quello che sta succedendo in città, cioè l'occupazione illegale di alcuni edifici privati, che mette a rischio sia quelle famiglie, sia alcune tenute sociali dentro i quartieri. Ritengo che possiamo porre in campo questa possibilità attraverso una leva pubblica, che può mettere in contatto sia questi privati cittadini, che, in qualche modo, il servizio Lo.C.A.Re., che da anni svolge attentamente questo ruolo. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Sono d'accordo con questa proposta di mozione, ma non la sottoscrivo perché ritengo che ci sia un punto che è inaccettabile. Nonostante il fatto che io condivida quelli che sono stati gli interventi precedenti, però non credo che da parte dell'Ente Regione ci sia la volontà politica di non ridare quei soldi, che sono chiaramente dovuti. È un problema diverso ed è per questo motivo che ringrazio il Presidente della Commissione per aver accolto anche le mie proposte di emendamento, che vedo integrate nell'atto. Proporrò all'Aula la votazione per parti separate di questa proposta di mozione (la votazione dei punti 1, 2, 4 e 5 e l'emendamento di cui sono cofirmatario), perché ritengo fondamentale che si faccia un percorso di questo tipo, cioè che si chieda al Governo centrale di restituire dei soldi, in quanto sappiamo perfettamente che i fondi si trovano per altre cose, mentre vi sono quantitativi minori di denaro per questioni fondamentali (ad esempio fare in modo che cittadini - che ovviamente sono incolpevoli - subiscano degli sfratti per morosità e che questi vengano messi in atto). Ribadisco che bisogna fare un ragionamento fondamentale. Ad oggi, non c'è da parte di nessuno la volontà di bloccare questo tipo di finanziamenti e - lo dico per riportare il discorso della Commissione - sono convinto che, mediando con la Regione, si possa trovare una soluzione in tempi immediati. Per questo motivo ho proposto l'audizione dell'ATC, perché è l'ATC stessa che ha dei notevoli problemi, avendo dovuto pagare 8 milioni di Euro di IMU e avendo dovuto sottrarre quei soldi a quella che poteva essere un'eventuale possibilità di creazione di un fondo "salva sfratti" e anche a quella che è la manutenzione ordinaria; infatti, non dimentichiamo che, oggi, l'ATC ha il grande problema di trovare i fondi per effettuare la manutenzione ordinaria. È il problema più grande, perché, poi, andiamo a dare la casa a persone che ne hanno necessità e non possiamo metterli nella condizione di potervi entrare perché non riusciamo ad eseguire i lavori; questo è il paradosso più grande. Non vi è alcuna volontà politica - ne sono convinto - di andare a tagliare o di non dare soldi destinati (per quanto siano pochi soldi). Ribadisco che, secondo me, con un'opera di mediazione (e non con un'opera dove si va ad agire in maniera politicamente forzata) si può trovare una sintesi su un tema sul quale - a quanto pare - siamo tutti d'accordo. Mi sento di condividere questo atto, ad eccezione del punto n. 3; per questo motivo, come concordato in Commissione con la Presidenza, chiedo di votare la proposta di mozione per parti separate e, in tal caso, voterò favorevolmente. Sarebbe davvero un brutto segnale condividere degli emendamenti - io ho sottoscritto l'emendamento che riguarda la richiesta di restituzione dell'IMU - e poi dover votare contro un atto per una questione di questo tipo. LEVI Marta (Vicepresidente) Invito il Consigliere Ricca a presentare la richiesta di votazione per parti separate della proposta di mozione. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio il Consigliere Grimaldi per l'illustrazione, perché giustamente ha ricordato nuovamente - e credo che sia sempre molto utile farlo - quello che è il lavoro della Commissione Emergenza Abitativa; si tratta di un lavoro duro ed anche ingrato rispetto a tutti i "no" che questa Commissione deve poi rifilare di fronte a situazioni familiari e personali drammatiche e di fronte all'esiguità delle risorse. Però non posso esimermi anche dallo stigmatizzare un po' il contegno dell'Aula rispetto a questa discussione, vedendo, nel corso di una discussione che concentra così tanta convergenza, l'assenza di tanti Consiglieri, che però sono presenti, e - mi permetto di dirlo anche al Presidente Centillo, che so che capirà che cosa vuol dire - anche un po' a tratti del Sindaco, nella misura in cui noi, addirittura, chiedevamo che il Sindaco presenziasse alle Commissioni congiunte sul tema; visto che capisco che l'attenzione mediatica si concentra sui casi lampanti (come, per esempio, quello di CSEA, che coinvolge qualche centinaio di persone), questo problema coinvolge migliaia di famiglie torinesi. Per cui, io ringrazio intanto il Sindaco e, come lo critico, poi gli rendo anche l'onore del fatto di partecipare, in ogni caso, a questa discussione. Sarebbe bello che il suo esempio venisse seguito anche dagli altri Consiglieri, perché il tema richiede veramente una grande attenzione politica e anche mediatica, per quanto possibile. Io sento di condividere - infatti, ho apposto anche la mia firma - il documento elaborato dai Colleghi, perché va nella direzione meritoria di sforzarsi di trovare delle soluzioni di breve periodo, perché queste sono emergenze immediate, quindi è ovvio che un tema come l'emergenza abitativa ci deve trovare pronti ad elaborare soluzioni strutturali di lungo periodo, però nell'immediato dobbiamo dare una risposta a queste persone o quantomeno dobbiamo sforzarci di darla. Io però approfitto del dibattito per indicare anche altri due elementi, perché il tema è pertinente; da un lato, il fatto che, purtroppo, noto, ma come dinamica di livello superiore anche alle nostre forze, che, però, voglio sottolineare, è che la Commissione Emergenza Abitativa, in generale tutte le Istituzioni, spesso si ritrova a dare delle risposte negative sulla base di paletti burocratici, che noi stessi abbiamo deliberato di fronte alla scarsità delle risorse disponibili per far fronte all'emergenza, e ad inviare i casi o a suggerirli per la soluzione ad Enti esterni, per quanto avendo un rapporto anche di partecipazione rispetto al Comune di Torino, come l'Ufficio Pio o altri Enti benefici, che menomale che ci sono e che aiutano, perché quantomeno aiutano a dare delle soluzioni. Però - devo dire la verità -, da Consigliere mi sento frustrato dal fatto che un percorso che dovrebbe nascere ed essere soprattutto pubblico, perché si tratta di garantire un diritto, poi debba eccedere nell'appoggiarsi a Enti esterni; sarebbe bello che fosse l'Ente pubblico, anche magari non con sue risorse o con un suo protagonismo diretto, a decidere quali siano i casi che possano o, meglio, siano meritevoli di una risposta all'emergenza abitativa. Ritengo che tutti noi siamo portatori di interessi pubblici, legittimati dalla nostra elezione, quando invece ci sono degli Enti - ribadisco, più che meritori - che però chiaramente decidono in completa autonomia, senza doverci rendere conto. Sinceramente, ritengo che il protagonismo di questa funzione dovrebbe rimanere prevalentemente nel pubblico, ma non per un'apologia del pubblico ideologico di per sé, però che passi quantomeno dal procedimento decisionale dei Consiglieri, che comunque hanno, bene o male, voce in capitolo e hanno titolo per potersi esprimere. Faccio un'altra riflessione rispetto alla soluzione, ovvero l'affitto sta presentando gravi problemi perché è una soluzione di per sé precaria e, quindi, ogni volta che il sistema va in crisi in generale, quindi c'è una diminuzione di reddito dei cittadini appartenenti alle fasce più deboli, l'innalzamento dei costi dei canoni dovuti a politiche fiscali o all'andamento dell'economia, è ovvio che una soluzione, che è di per sé precaria, come la locazione sia il primo gradino a cadere e a far cadere tante persone. Ora, io volevo ricordare che, quando abbiamo approvato le linee di indirizzo politico del mandato del Sindaco, è stato approvato un emendamento che richiamava anche - chiaramente in termini di indirizzo - l'inserimento di strategie che vertessero anche sulla proprietà, o quantomeno sul favorire l'acquisto della proprietà rispetto ai soggetti deboli esposti all'emergenza abitativa. Volevo ricordare anche esperienze passate portate avanti dall'allora Assessore Tricarico rispetto all'assistenza del Comune nel garantire i mutui; tutte soluzioni che quantomeno alla giovane famiglia, all'anziano, alla persona esposta all'emergenza abitativa, dà un titolo di proprietà che, per quanto sia, comunque, in forma di mutuo e in forme contrattuali esposto alla crisi, lascia però in capo sulla sua testa un titolo molto più stabile e sicuro di titolarità di questo bene fondamentale e irrinunciabile che è la casa. Per cui, capisco che l'emergenza al momento verta sugli affitti e noi dobbiamo dare una risposta a chi sta venendo sfrattato dalle locazioni, quindi non pretendo che l'ideologia scavalchi le esigenze pratiche; però, in una sede di elaborazione di soluzioni più a lungo periodo, chiedo che si dia seguito a quell'indirizzo approvato da quest'Aula nella misura in cui, soprattutto parlando di giovani, chi acquista una proprietà, di sicuro, non diventerà poi anche un costo o un peso per l'Amministrazione e per il pubblico in futuro, perché sarà al sicuro da un'emergenza abitativa, almeno sui grandi numeri. Concludo, dando il pieno sostegno a questa iniziativa, però inquadrandola come risposta emergenziale doverosa, ma emergenziale e provvisoria rispetto invece ad un problema che dev'essere ridiscusso a 360 gradi, con strategie di lungo respiro. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Anch'io vorrei esprimere la mia opinione, visto che anche noi abbiamo una proposta di mozione sul problema della casa, che è un problema gravissimo e temo che, purtroppo, gran parte delle Istituzioni lo sottovaluti, oppure ci si arrende un pochino, nel senso che anche il rimpallo di responsabilità - corretto, peraltro - tra la Città, la Regione, il Governo, l'ATC, eccetera, è inevitabile, però è segno forse del fatto che non si vedono tante soluzioni e forse ognuno cerca di rimpallare un po' verso l'altro, mentre invece quello che dovremo cercare di capire è cosa può fare ognuno per risolvere questo problema. Quindi, ben venga l'idea di un fondo "salva sfratti". Va benissimo riproporre quello che era stato fatto 4 anni fa, anche se, almeno per le cifre di cui si è parlato, non crediamo sia una soluzione sufficiente per gestire un problema che - le cifre sono già state fatte - riguarda 4.000 sfratti, più o meno, per morosità all'anno, ma a cui rischiano di aggiungersi adesso le espulsioni dalle case popolari per gli effetti del nuovo Regolamento, più forse ancora altri se verranno tagliati altri fondi a livello nazionale. Cioè, rischiamo veramente di trovarci, nel giro di due o tre mesi, con migliaia e migliaia di famiglie in mezzo ad una strada, a cui le Istituzioni non sanno dare una risposta. Quindi, ben venga il fondo "salva sfratti". Se il problema è trovare 100.000,00 Euro, forse potremmo tagliare delle spese inutili come il Direttore Generale o il portavoce del Sindaco, così magari metteremo quei soldi a disposizione di un'iniziativa per un problema senz'altro più grave. Non ci piace tanto l'idea onestamente di andare a mendicare alle Fondazioni bancarie. Se le Fondazioni bancarie vorranno metterci dei soldi sono, come sempre, le benvenute, però sono le Istituzioni che, nell'allocazione delle proprie spese, devono trovare le risorse anche per gestire il problema della casa, perché, altrimenti, mi sembra che stiamo tornando verso un modello ottocentesco di beneficenza, in cui c'è il grande benefattore che gentilmente dona dei soldi per dare le case ai poveri. Invece, noi dovremmo essere nel XXI secolo, in cui le persone hanno dei diritti e si crea un sistema sociale con cui questi diritti possono essere garantiti. Per questo, noi abbiamo presentato anche una nostra proposta di mozione, che è lì da sei mesi e adesso la possiamo anche portare in Aula, che a prima vista sembrerà senz'altro una mozione, se volete, estremista, o forse addirittura provocatoria, però propone due canali concreti tramite cui si possono reperire delle abitazioni. Intanto, noi crediamo che sia sbagliata l'idea del blocco degli sfratti, perché non è detto che il proprietario della casa occupata, che chiede lo sfratto, sia un miliardario che non ha bisogno e che vuole solo avere dei soldi; spesso è una persona che, magari, ha soltanto quell'appartamento, oltre al proprio, e ne ha bisogno per un figlio o ne ha bisogno perché dal reddito di quell'affitto dipende la stabilità finanziaria della famiglia, quindi è ingiusto scaricare il costo dell'assistenza della casa sul singolo proprietario che si trova lì per caso ad avere una famiglia che non può più pagare e quindi dire: "Adesso ti prendi tu i costi dell'assistenza alla casa di questa famiglia". Quello che è giusto, semmai, è chiedere un sacrificio a chi può permetterselo. Per questo, noi abbiamo individuato due canali di reperimento di appartamenti che si possono trovare in abbondanza a Torino: uno è quello degli edifici abbandonati, perché, come dimostrano anche le occupazioni abusive a Torino, non sono uno o due, ma sono decine i palazzi interamente abbandonati da proprietari che sostanzialmente non sanno che farsene. Evidentemente, non ne hanno bisogno. Sto parlando non di abbandono da sei mesi, ma di abbandono da dieci, venti, trent'anni. Allora perché non trovare una formula per recuperare questo patrimonio abitativo e metterlo a disposizione di chi ne ha bisogno, magari dandogli la possibilità poi autonomamente di fare dei lavori e quindi anche di andare a risanare delle situazioni di degrado che ci sono in giro per la città e che, se non gestite, provocano degrado, occupazioni abusive e così via? Questo è sicuramente un canale. Il secondo canale è quello del grande patrimonio invenduto, costruito e mai utilizzato che c'è a Torino. Abbiamo autorizzato una devastazione urbanistica della città per costruire decine di migliaia di appartamenti ancora completamente vuoti. È possibile che queste società, che spesso hanno centinaia, migliaia di appartamenti non utilizzati, non possano metterne una quota a disposizione degli sfrattati, invece di lasciarli in mezzo alla strada? Credo che il nostro compito sia quello di trovare le formule per arrivare a questo risultato. Chiaramente, l'ideale è una formula in cui si trova un accordo, per cui il Comune magari ci mette le garanzie, ci mette un'assicurazione, si fa garante del fatto che, magari, finito un periodo temporaneo di emergenza, questi edifici e questi appartamenti vengano liberati ed eventualmente ci sia un'assicurazione che copra i costi di ripristino se chi ci va ad abitare magari li danneggia. Però, noi abbiamo voluto scrivere nella nostra mozione anche la parola "requisizione", perché la Legge e l'articolo n. 42 della Costituzione dicono che la proprietà privata non è un diritto infinito. La proprietà privata è limitata alla funzione di assicurarne una funzione sociale. Questo è previsto anche da una serie di leggi che permettono al Sindaco, e questo è già stato fatto addirittura a Roma dai Presidenti dei Municipi, di requisire appartamenti inutilizzati per utilizzarli per l'emergenza abitativa per un tempo determinato; addirittura, questi atti sono stati impugnati, sono andati in Tribunale e quelli che l'hanno fatto, hanno vinto. Quindi, il Presidente del Municipio che l'ha fatto non è stato condannato. Si è riconosciuto che aveva perfettamente il diritto di fare questa azione. Noi non auspichiamo che si cominci ad andare in giro a dire: "Quell'appartamento non lo prendo, quell'altro lo prendo", perché non è questo il modello di società che abbiamo in mente, però non crediamo neanche che sia civile una città che, da una parte, ha migliaia di persone e migliaia di famiglie in mezzo alla strada e, dall'altra, ha decine di migliaia di appartamenti vuoti. In qualche modo, che sia volontario o che sia coercitivo, si deve riuscire a trovare una forma di accordo tra il patrimonio disponibile e le famiglie che ne hanno bisogno, perché, altrimenti, il risultato sarà la crisi sociale. Allora, il risultato è proprio dare spazio alle occupazioni abusive, politicizzate, quello che volete, che magari servono anche a trasmettere sfiducia nelle Istituzioni, ma, d'altra parte, se le Istituzioni non riescono a farsi carico di un problema basilare come quello della casa, ci si chiede che tipo di fiducia potrebbero mai avere i cittadini nelle Istituzioni. MAGLIANO Silvio (Vicepresidente) La parola al Consigliere Centillo. CENTILLO Maria Lucia Questa proposta di mozione, come diceva il Consigliere Grimaldi, sta in un contesto più ampio, che è quello di un lavoro che abbiamo iniziato in modo trasversale sul tema dell'abitare. Infatti, sono davvero molto lieta sia della sottoscrizione da parte del Consigliere Marrone del testo della mozione, sia del fatto che adesso il Consigliere Bertola ci ha detto che voterà favorevolmente, ma devo dire anche del lavoro fatto in Commissione - lo richiamava il Consigliere Ricca - che ha permesso di arricchire e di modificare il testo della proposta di mozione. Non so se esista un termine che superi il termine "emergenza", perché in sanità, quando c'è emergenza, vuol proprio dire che bisogna intervenire immediatamente e in un certo modo. Quindi, già il termine "emergenza abitativa" implica una serie di condizioni di intervento. Ad oggi, l'emergenza sfratti si aggiunge all'emergenza abitativa e ha delle caratteristiche che vanno a toccare e a minare addirittura la coesione sociale. Quindi, io credo che si debba intervenire tempestivamente e a 360 gradi, visti anche i tempi di crisi e i tanti sfratti per morosità. Penso anche ai giovani; mi risultano parecchi casi di persone giovani che stanno tornando presso le abitazioni dei propri genitori, perché non riescono più a mantenersi l'appartamento. Quindi, serve un ampio piano che dia risposte un po' a tutte le condizioni. Una delle cose che abbiamo deciso di fare in Commissione riguarda l'audizione congiunta dell'Assessore Tisi e del Vicesindaco Dealessandri, per capire anche quelli che sono i nessi tra l'aspetto della crisi, quindi la perdita del lavoro e la possibilità di avere un'occupazione, con la situazione degli sfratti. Allo stesso modo, confermo che faremo presto - è già calendarizzata - un'audizione del Presidente dell'ATC anche sulla questione legata agli sfratti dell'ATC. In Commissione, il Consigliere Ricca ci aveva chiesto l'impegno a votare per parti separate. Credo che nulla osti a fare questa procedura per fare in modo che ci sia il più ampio consenso su questo testo, anche se, devo dire, in realtà, non capisco molto la posizione del Consigliere Ricca, però la rispetto. Riferendomi anche a quanto diceva il Consigliere Bertola, credo che vadano tenute insieme la questione degli alloggi sfitti con quella delle locazioni concordate. Abbiamo più volte affrontato la questione dicendo che non è pensabile che ci siano dei costi così elevati di IMU, che impediscono e comunque demotivano le persone a dare in locazione concordata l'appartamento, e questo indebolisce la parte pubblica nel poter dare risposte significative. Ritengo, però, di non votare la proposta di mozione del Movimento 5 Stelle, perché, in parte, ci sono alcune cose che sono contenute anche in questo testo, però - capisco lo spirito -, tra come ha detto il Collega e come c'è scritto, sulla requisizione degli alloggi, penso che noi in questo momento non possiamo fare una cosa così, preferisco invece agire attraverso accordi e un mandato pieno alla nostra Giunta, proprio per poter andare in quella direzione. Per cui, io dico che personalmente mi asterrò sulla proposta di mozione del Movimento 5 Stelle, mentre vorrei dare corpo a quest'altra iniziativa, verificandola al più presto per capire come siamo riusciti ad affrontarla non in termini caritatevoli, ma in termini proprio di organizzazione complessa, mettendo tutti i soggetti che sono nella Città e nelle Istituzioni intorno ad un problema, che è sempre stato sottovalutato. Anche nelle aule, il più delle volte ci troviamo a discutere prevalentemente con chi ha partecipato o fa parte della Commissione Emergenza Abitativa, quindi un po' più di sensibilizzazione da parte di tutti credo che potrebbe essere utile. LEVI Marta (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio In realtà, ammetto, è colpa mia, non avevo capito che la discussione fosse congiunta sui due atti di indirizzo. Nel commentare la proposta di mozione del Movimento 5 Stelle, volevo esporre quelle che sono, secondo me, le criticità presentando l'emendamento che, sempre a mio modesto modo di vedere, va a sanarle. Anch'io capisco e posso condividere lo spirito, ovvero un senso di insofferenza e di rabbia per l'ingiustizia di vedere tanti immobili, che oggettivamente non sono utilizzati, spesso anche a fini speculativi, quando invece c'è anche una grande domanda di alloggi, nella misura in cui ci sono tante persone in emergenza abitativa che non rientrano nei canoni di assistenza. Io però vorrei richiamare a tutti noi, ed è per questo che in termini anche meramente normativi mi trovava sorpreso questa mozione, quello che è il valore di un tema come la proprietà privata ed è anche il campo pubblico/privato della realizzazione dei diritti acquisiti, perché io sono primo ad affermare che il diritto alla casa è un diritto irrinunciabile, però devono essere le Istituzioni a garantirlo. Non si può pensare di scaricare - l'ha detto anche il Consigliere Bertola, anche se incidentalmente - sul privato il costo sociale della garanzia di un diritto. Per cui, come sono contrario quando persone, che siano inquilini o invece elementi dei centri sociali, occupano abusivamente un edificio privato e vanno quindi a creare un sopruso nei confronti di un altro privato, sono invece dell'idea che questa richiesta di razionalizzazione sia ben accolta e da accettare nel campo del pubblico. Volendo veramente riassumere, sono dell'idea che un edificio lasciato al degrado, lasciato anche solo all'abbandono, se è del privato, possa essere una criticabile, ma tutto sommato legittima scelta che ricade nel campo della proprietà privata. Per cui, se un privato ha diritto di proprietà su un bene, è anche un esercizio del suo diritto non approfittarne e non utilizzarlo. Invece, sono dell'idea che la stessa condotta esplicata rispetto a un bene pubblico diventi uno spreco, perché si parla di un bene che è di tutti noi, non è che appartiene a un'entità astratta. Sono anche dell'idea che, finché ci sarà anche solo un cittadino - e io ci sono, per dirne uno, ma penso tutti noi - che non è d'accordo che un bene residenziale pubblico sia lasciato inutilizzato, quando in realtà l'utilizzo sarebbe auspicabile e sarebbe possibile (quindi c'è uno spreco), sia necessario un indirizzo politico che, invece di "requisire", che non è il termine più appropriato, porti a riadibire a un utilizzo di edilizia popolare, fosse anche provvisorio, un bene residenziale. Ha ragione il Consigliere Bertola quando dice che sono tanti quelli non utilizzati o, addirittura, dimenticati. Sapete tutti che non sono per niente tenero con le occupazioni, soprattutto se portate avanti dai centri sociali, ma vorrei ricordare il tema della palazzina di corso Vercelli, che era destinata a social housing, quindi a finalità abitative, il cui bando nel 2008 è andato deserto. Pensare che, per 5 anni, una palazzina con dentro 8 potenziali appartamenti sia stata lasciata nel dimenticatoio mi fa quasi dire che, forse, in questo unico limitato caso gli autonomi ci hanno ricordato che, invece, poteva essere utilizzata diversamente e doveva andare a chi ne ha bisogno. Però, qui faccio un inciso: non decidono gli autonomi chi è che ha bisogno, ma lo decidono le Istituzioni, che hanno accesso agli ISEE, alle situazioni reddituali e a tutti quegli indicatori di equità sociale che fanno in modo che, in un certo alloggio di edilizia popolare, vada chi ha più bisogno e non l'amico dell'amico o il compagno. Per cui, mi limito a dire che in questi emendamenti ho solo aggiunto "pubblici" a tutti gli alloggi cui fanno riferimento chiaramente i Colleghi del Movimento 5 Stelle; questo per dare una demarcazione, che immagino fosse da loro non voluta appositamente, di limitazione al patrimonio residenziale pubblico, perché ritengo che, nel campo di proprietà privata, noi non abbiamo titolo di andare a requisire o di andare a dire come devono essere utilizzati certi immobili, soprattutto finché ne esisterà solo uno pubblico che viene abbandonato allo spreco e non viene adibito alla giusta finalità sociale che gli dovrebbe essere consona. LEVI Marta (Vicepresidente) Non ci sono altri iscritti a parlare. |