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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201202874/002, presentata in data 1° giugno 2012, avente per oggetto: "Prigionieri all'estero: non li aspettiamo più?" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, al Sindaco. SINDACO Rassicuro naturalmente il Consigliere Marrone. È evidente che tutti noi auspichiamo che la vicenda dei nostri due marò trovi un esito positivo. Come il Consigliere Marrone sa, c'è stata e c'è un'azione costante e continua del Governo italiano il quale ha condotto una lunga, delicata e complessa trattativa con le autorità indiane per cercare di arrivare ad una soluzione che consenta il rientro di questi due marò. Il passaggio essenziale di questo percorso complesso e accidentato è stato (come sappiamo nella fase natalizia) l'accordo per il rientro temporaneo dei due militari presso le loro famiglie e successivamente il ritorno in India. Come tutti sanno, al rientro in India è corrisposta anche una nuova allocazione dei soldati i quali, in questo momento, non si trovano in una condizione di detenzione classica, ossia in una prigione, ma in una sede, ovviamente vigilata e custodita dalle autorità indiane. Anche questo, mi pare un segno di una evoluzione che, seppure nella complessità del tema, sta maturando. Inoltre, negli ultimi giorni, abbiamo potuto prendere atto - credo con soddisfazione - del fatto che, il processo, a cui dovranno essere sottoposti i nostri due militari, si svolgerà presso una Corte di Giustizia non dello Stato, fino a questo momento titolare della vicenda, ma presso una Corte di Giustizia di carattere nazionale e speciale. Speriamo che anche questo sia un segnale della volontà delle autorità indiane di sottrarre questo giudizio a qualsiasi fattore di condizionamento, di pregiudizio o di emozione che possa pesare su di esso. Come Città, non possiamo che continuare ad auspicare, insieme a tantissime altre in Italia, che questa vicenda abbia un esito positivo e concorrere, per le forze e le responsabilità che ha una Città, a un movimento di simpatia, di solidarietà e di sostegno alla condizione dei nostri due militari. Lo striscione, che era stato esibito, faceva riferimento oltre che ai due militari, anche ad altre due persone, che nel frattempo sono state restituite alla loro attività e alle loro famiglie e quindi liberate. Per questo, quindi, è stato rimosso. La rimozione era soltanto un elemento di aggiornamento di una vicenda in itinere. Mi pare del tutto evidente che la nostra sensibilità non cambi. Il nostro auspicio è che questi nostri militari possano tornare e tutto ciò che una Città può fare, per concorrere a questo esito, la Città di Torino è pronta a farlo, come ho detto anche recentemente al sottosegretario De Mistura, che era a Torino nei giorni scorsi e che, come sappiamo, ha seguito direttamente questa vicenda. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio il Sindaco per aver sottolineato e ribadito questa posizione che, peraltro - gliene avevo già reso merito in quell'occasione -, aveva già reso pubblica a verbale, quindi nel Consiglio Comunale in cui si era discusso dell'opportunità di affiggere uno striscione. Proprio perché prendo atto della volontà di continuare, da parte della Città, a esprimere un sentimento anche soltanto di auspicio e di simpatia, avevo ritenuto molto azzeccata la frase: "Vi aspettiamo a casa" nella misura in cui effettivamente era delicata e non dava adito a sospetti di forzature nei confronti di decisioni che fanno capo ad altre Istituzioni rispetto alla Città di Torino. Proprio per questo, mi trovo a invitare ulteriormente il Sindaco a valutare la possibilità, che auspico, di rimettere di nuovo qualcosa (che sia uno striscione o anche qualcosa di meno costoso come ad esempio un manifesto all'ingresso), qualunque cosa - perché non c'è la volontà di strumentalità e di polemica - che espliciti, in modo visivo e visibile a tutti, l'auspicio, le sensazioni e la sensibilità che ha espresso anche in questa sede il Sindaco. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |