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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Gennaio 2013 ore 10,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2012-07735
"AEROPORTO DI CASELLE, SEMPRE PIU' ALLO SBANDO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 17 DICEMBRE 2012.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201207735/002, presentata in
data 17 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Aeroporto di Caselle, sempre più allo sbando"

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Abbiamo quattro domande riguardo al tema dei collegamenti e della situazione
attuale dell'aeroporto.
La prima domanda riguarda il tema del volo Alitalia su Amsterdam. La cancellazione
del collegamento Torino-Amsterdam deriva da una decisione di Alitalia, che il
vettore ha rappresentato a SAGAT come una scelta commerciale di riallineamento
alle proprie strategie nell'ambito dei suoi rapporti di alleanza, come vettore di
bandiera, con il gruppo Air France KLM.
Bisogna tener conto del fatto che il livello di utilizzo del volo era al 64,4%, una
percentuale buona, ma non tale da consentirne il mantenimento, almeno per le
ragioni e per le verifiche che, ovviamente, attengono all'Alitalia medesima.
La seconda domanda riguarda il taglio delle rotte Ryanair. Si precisa che i
collegamenti da Torino, attualmente in vendita nei mesi estivi da parte del vettore
Ryanair, comprendono gli aeroporti di Bari, Brindisi, Bruxelles Charleroi, Ibiza,
Londra Stansted, Trapani, Malta e Barcellona El Prat.
Dal confronto con i voli operanti nei mesi invernali in corso, vengono a mancare
quindi Girona, Parigi e Madrid, ma si aggiungono i voli su Ibiza e su Barcellona El
Prat, lo scalo principale della città catalana, che rappresenta un importante
miglioramento dell'offerta rispetto allo scalo di Girona, che è a circa 60 chilometri.
Secondo le previsioni, questo volo dovrebbe partire per fine marzo (lo so perché mi è
stata chiesta un'informazione).
Come ampiamente commentato dagli organi di stampa, gli accordi di co-marketing
tra Ryanair e la Regione Piemonte sono recentemente terminati; questo fattore ha
influenzato le decisioni del vettore, che, tuttavia, sono fondate principalmente sui
risultati ottenuti dalle rotte in questione e dal contesto presente negli aeroporti
collegati.
In particolare, la perdita del volo Torino-Madrid è collocabile nell'ambito del
ridimensionamento adottato in Spagna da parte della Compagnia irlandese, che ha
visto 11 rotte cancellate dalla capitale spagnola.
Per quanto riguarda il collegamento con Parigi, viene invece rilevato che il
coefficiente di riempimento medio si è attestato a 60,9% nel 2012, un valore
decisamente carente per il mantenimento del volo.
La terza domanda riguarda le ragioni del taglio occupazionale nei servizi di
ristorazione. Nel maggio 2012 la gara per la subconcessione delle aree di
ristrutturazione a livello mezzanino era andata deserta.
Le aziende, contattate per sapere le ragioni della mancata partecipazione, hanno
lamentato forti criticità connesse alla gestione, condizionata dagli elevati costi del
personale, già allo stato attuale in misura nettamente superiore alla media del settore,
anche per quanto riguarda l'incidentalità.
Da parte dell'aeroporto, sono quindi proseguiti i contatti con le singole aziende che
avevano manifestato interesse, per individuare, nell'ambito di una trattativa
commerciale, le condizioni a cui fosse possibile sottoscrivere un contratto di
subconcessione per l'area del food. Ad oggi, però, non è ancora stato possibile
individuare il subconcessionario.
Dal punto di vista occupazionale, ho affrontato la questione: ci siamo visti con il
sindacato, c'è stata una discussione con l'impresa ed è stato fatto un accordo per cui
c'è un accompagnamento di questa situazione, dovuta ovviamente a un calo generale
di tutte le attività aeroportuali, compresa l'area mensa e l'area ristorazione, per cui
oggi è presente la cassa integrazione.
È evidente che, dal punto di vista occupazionale, c'è qualche problema anche per il
futuro. Per il momento la questione è gestita in questo modo.
L'ultima domanda chiede quali siano i piani di sviluppo per l'aeroporto di Caselle.
Prima di tutto, ovviamente, corre l'obbligo di contestualizzare gli avvenimenti che
abbiamo affrontato fino adesso nell'ambito della crisi economica generale e delle
difficoltà del mercato del trasporto aereo - che a Torino e in Piemonte hanno
particolarmente abbattuto la propensione ai viaggi di aziende e privati -, che si sono
riflesse nella diminuzione di passeggeri e nel taglio dei voli offerti dalle compagnie.
D'altra parte, questo oggi è visibile andando in qualsiasi aeroporto e non solo da noi,
la questione che dicevo prima di Madrid è un esempio, lo hanno fatto tutte le
compagnie.
In tale contesto, i progetti di sviluppo del traffico della SAGAT hanno l'obiettivo di
recuperare quote di traffico in tutti i segmenti che lo compongono (business e low
cost, sia incoming che outgoing), sia ripristinando i collegamenti recentemente
cancellati, che sviluppando nuove rotte, attualmente non offerte all'Aeroporto di
Torino.
Ovviamente, questo sarà il compito che dovrà assumere, in primo luogo, anche il
nuovo gestore dell'Aeroporto.
Allo stato attuale siamo ancora nel mezzo del cammino che porta verso l'altra
gestione. Venerdì è stata fatta l'assemblea per la modifica statutaria. A partire dal 5,
invece, dovrebbe ripristinarsi un nuovo Consiglio d'Amministrazione e, di fatto,
dovrebbe avvenire il passaggio della gestione.
Ovviamente, credo che fra un po' di tempo potremo interloquire anche con il nuovo
gestore rispetto al tema aeroportuale.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. Noi abbiamo presentato questa interpellanza
verso la fine dello scorso anno, quando, in un periodo di poche settimane, sono
arrivate tutte queste notizie insieme: il taglio del volo su Amsterdam, il taglio delle
rotte Ryanair e la crisi occupazionale della ristorazione. Quando le notizie
cominciano ad accumularsi, uno inizia a chiedersi se siano i segnali di una crisi più
generale, tenendo presente anche questo passaggio di gestione, che allora era ancora
in fieri, adesso è stato sostanzialmente deciso con la vendita e deve soltanto essere
implementato.
Naturalmente, per quanto riguarda i dati che lei ha dato, io mi devo fidare, però devo
dire che, ad esempio per quanto riguarda il volo su Amsterdam, quello che è stato
segnalato anche dalle associazioni attorno all'aeroporto e dagli utenti di questo volo
era che questo volo era sostanzialmente sempre pieno; quindi non so, immagino che
il load factor fosse veramente il 64%, non è che posso contestare i dati di Alitalia,
però chiaramente, mentre altri voli del pacchetto originale di Alitalia, concordati e
anche sponsorizzati pesantemente dagli Enti Locali (cioè i voli su Mosca e Berlino)
effettivamente avevano problemi di load factor e sono spariti abbastanza
velocemente, il taglio di questo collegamento su Amsterdam è piuttosto
preoccupante, anche perché Amsterdam è comunque un hub da cui si poteva volare
in mezzo mondo.
Quindi, è vero che - come ha anche detto lei - Alitalia, nell'ambito delle strategie con
Air France KLM, può aver deciso che era meglio che i torinesi andassero a volare da
Fiumicino piuttosto che da Amsterdam - vedo che annuisce -, perché,
sostanzialmente, credo che la motivazione vera sia essenzialmente quella, però
diciamo che per i torinesi questo taglio non è tanto bello, perché comunque da
Amsterdam c'erano molte più destinazioni che da Fiumicino. Per cui, vedremo se
con la nuova gestione, magari con un'azione di lobbying su Alitalia, si possa
riottenere un collegamento con Amsterdam adatto anche al feederaggio verso altri
scali, perché questo aprirebbe veramente molti collegamenti verso tutto il mondo.
Oltretutto, dato che questo volo è stato ampiamente sovvenzionato negli anni, è un
po' brutto che appena finisce la sovvenzione, sparisca anche il volo; specialmente il
volo che bene o male ha preso.
Per quanto riguarda Ryanair, capisco tutte le riorganizzazioni, eccetera, però anche
qui c'è un taglio sostanzialmente di metà delle rotte europee. Sono contento di
sentire che poi nel frattempo, a fronte del taglio di Girona è arrivato El Prat, che è
sicuramente meglio di Girona, però Parigi e Madrid sono comunque due destinazioni
importanti; quindi, speriamo che anche lì si riesca a recuperare qualcosa.
Però il problema fondamentale con Ryanair rimane l'annosa questione della base, per
cui anche qui speriamo che con la nuova gestione si riesca a ottenere almeno un paio
di aerei di base qui a Torino, in modo da migliorare un po' il collegamenti di
Ryanair, perché è vero che c'è una crisi generale del traffico aereo, tutto quello che
vogliamo, però non è concepibile che l'aeroporto di Torino sia il quattordicesimo
aeroporto d'Italia per passeggeri.
Senza voler reiterare una polemica che ci fu anche con il Sindaco, durante le
discussioni in Aula sulla vendita delle quote SAGAT, però possiamo anche dire che
Cagliari è su un'isola e sicuramente c'è più traffico aereo per abitante di quanto ne
abbia Torino. Però è evidente che Torino non attira a sé tutto il traffico che potrebbe
attirare, perché è pieno di torinesi e piemontesi che vanno a volare da Malpensa o da
Bergamo.
Devo dire che ultimamente capita anche a me di prendere spesso aerei per
destinazioni italiane, europee e così via, e regolarmente se uno fa il confronto, da
Malpensa o da Bergamo c'è un volo che costa la metà, se non addirittura meno della
metà. Quindi, tra il costo del trasferimento, il tempo perso, eccetera, alla fine tutti
vanno a volare da Malpensa o da Bergamo, se non per quelle poche destinazioni
gestite con voli diretti.
Per cui, credo che questo sia il vero snodo, cioè saremmo tutti contenti di avere un
aeroporto che riparta, anche dal punto di vista occupazionale; ad esempio nel settore
della ristorazione, che è la tipica attività che dipende dalla quantità di passeggeri che
passano attraverso lo scalo, e in tutte le altre attività collegate allo scalo. Quindi,
auspichiamo che questo possa creare occupazione, recuperando magari i posti di
lavoro persi negli ultimi anni. Sarebbe un volano per l'aeroporto e anche per tutto il
territorio, perché poi gli aeroporti e i collegamenti sono un elemento essenziale della
competitività del territorio.
Per cui sembra un po' assurda l'idea di migliorare i collegamenti ferroviari
spendendo 160 milioni di Euro per il tunnel di Corso Grosseto e non spenderne
magari due o tre per fare la base Ryanair. Per cui forse ci vorrebbe una strategia un
pochino più integrata.
Capisco che tra l'altro non dipende soltanto dal Comune, ma anche dalla Regione,
però noi siamo sempre qui a sollecitare l'attenzione verso il nostro scalo.
Quindi, adesso vedremo. Confidiamo che se un privato ci investe dei soldi, compra le
quote, eccetera, abbia voglia di investire e recuperare questa situazione. Quindi,
siamo anche noi in attesa di conoscere i piani della nuova gestione. Confidiamo che
siano piani di crescita adeguati e non soltanto dei piani di sopravvivenza, come
purtroppo è stato in questi ultimi dieci anni, almeno secondo noi, con il socio privato
Sintonia/Benetton.
Quindi, ben venga anche l'invito a incontrare la nuova gestione, quando sarà pronta,
perché ritengo che questo sia un elemento essenziale per la competitività della Città e
del territorio.

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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