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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201207735/002, presentata in data 17 dicembre 2012, avente per oggetto: "Aeroporto di Caselle, sempre più allo sbando" FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Abbiamo quattro domande riguardo al tema dei collegamenti e della situazione attuale dell'aeroporto. La prima domanda riguarda il tema del volo Alitalia su Amsterdam. La cancellazione del collegamento Torino-Amsterdam deriva da una decisione di Alitalia, che il vettore ha rappresentato a SAGAT come una scelta commerciale di riallineamento alle proprie strategie nell'ambito dei suoi rapporti di alleanza, come vettore di bandiera, con il gruppo Air France KLM. Bisogna tener conto del fatto che il livello di utilizzo del volo era al 64,4%, una percentuale buona, ma non tale da consentirne il mantenimento, almeno per le ragioni e per le verifiche che, ovviamente, attengono all'Alitalia medesima. La seconda domanda riguarda il taglio delle rotte Ryanair. Si precisa che i collegamenti da Torino, attualmente in vendita nei mesi estivi da parte del vettore Ryanair, comprendono gli aeroporti di Bari, Brindisi, Bruxelles Charleroi, Ibiza, Londra Stansted, Trapani, Malta e Barcellona El Prat. Dal confronto con i voli operanti nei mesi invernali in corso, vengono a mancare quindi Girona, Parigi e Madrid, ma si aggiungono i voli su Ibiza e su Barcellona El Prat, lo scalo principale della città catalana, che rappresenta un importante miglioramento dell'offerta rispetto allo scalo di Girona, che è a circa 60 chilometri. Secondo le previsioni, questo volo dovrebbe partire per fine marzo (lo so perché mi è stata chiesta un'informazione). Come ampiamente commentato dagli organi di stampa, gli accordi di co-marketing tra Ryanair e la Regione Piemonte sono recentemente terminati; questo fattore ha influenzato le decisioni del vettore, che, tuttavia, sono fondate principalmente sui risultati ottenuti dalle rotte in questione e dal contesto presente negli aeroporti collegati. In particolare, la perdita del volo Torino-Madrid è collocabile nell'ambito del ridimensionamento adottato in Spagna da parte della Compagnia irlandese, che ha visto 11 rotte cancellate dalla capitale spagnola. Per quanto riguarda il collegamento con Parigi, viene invece rilevato che il coefficiente di riempimento medio si è attestato a 60,9% nel 2012, un valore decisamente carente per il mantenimento del volo. La terza domanda riguarda le ragioni del taglio occupazionale nei servizi di ristorazione. Nel maggio 2012 la gara per la subconcessione delle aree di ristrutturazione a livello mezzanino era andata deserta. Le aziende, contattate per sapere le ragioni della mancata partecipazione, hanno lamentato forti criticità connesse alla gestione, condizionata dagli elevati costi del personale, già allo stato attuale in misura nettamente superiore alla media del settore, anche per quanto riguarda l'incidentalità. Da parte dell'aeroporto, sono quindi proseguiti i contatti con le singole aziende che avevano manifestato interesse, per individuare, nell'ambito di una trattativa commerciale, le condizioni a cui fosse possibile sottoscrivere un contratto di subconcessione per l'area del food. Ad oggi, però, non è ancora stato possibile individuare il subconcessionario. Dal punto di vista occupazionale, ho affrontato la questione: ci siamo visti con il sindacato, c'è stata una discussione con l'impresa ed è stato fatto un accordo per cui c'è un accompagnamento di questa situazione, dovuta ovviamente a un calo generale di tutte le attività aeroportuali, compresa l'area mensa e l'area ristorazione, per cui oggi è presente la cassa integrazione. È evidente che, dal punto di vista occupazionale, c'è qualche problema anche per il futuro. Per il momento la questione è gestita in questo modo. L'ultima domanda chiede quali siano i piani di sviluppo per l'aeroporto di Caselle. Prima di tutto, ovviamente, corre l'obbligo di contestualizzare gli avvenimenti che abbiamo affrontato fino adesso nell'ambito della crisi economica generale e delle difficoltà del mercato del trasporto aereo - che a Torino e in Piemonte hanno particolarmente abbattuto la propensione ai viaggi di aziende e privati -, che si sono riflesse nella diminuzione di passeggeri e nel taglio dei voli offerti dalle compagnie. D'altra parte, questo oggi è visibile andando in qualsiasi aeroporto e non solo da noi, la questione che dicevo prima di Madrid è un esempio, lo hanno fatto tutte le compagnie. In tale contesto, i progetti di sviluppo del traffico della SAGAT hanno l'obiettivo di recuperare quote di traffico in tutti i segmenti che lo compongono (business e low cost, sia incoming che outgoing), sia ripristinando i collegamenti recentemente cancellati, che sviluppando nuove rotte, attualmente non offerte all'Aeroporto di Torino. Ovviamente, questo sarà il compito che dovrà assumere, in primo luogo, anche il nuovo gestore dell'Aeroporto. Allo stato attuale siamo ancora nel mezzo del cammino che porta verso l'altra gestione. Venerdì è stata fatta l'assemblea per la modifica statutaria. A partire dal 5, invece, dovrebbe ripristinarsi un nuovo Consiglio d'Amministrazione e, di fatto, dovrebbe avvenire il passaggio della gestione. Ovviamente, credo che fra un po' di tempo potremo interloquire anche con il nuovo gestore rispetto al tema aeroportuale. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio il Vicesindaco per la risposta. Noi abbiamo presentato questa interpellanza verso la fine dello scorso anno, quando, in un periodo di poche settimane, sono arrivate tutte queste notizie insieme: il taglio del volo su Amsterdam, il taglio delle rotte Ryanair e la crisi occupazionale della ristorazione. Quando le notizie cominciano ad accumularsi, uno inizia a chiedersi se siano i segnali di una crisi più generale, tenendo presente anche questo passaggio di gestione, che allora era ancora in fieri, adesso è stato sostanzialmente deciso con la vendita e deve soltanto essere implementato. Naturalmente, per quanto riguarda i dati che lei ha dato, io mi devo fidare, però devo dire che, ad esempio per quanto riguarda il volo su Amsterdam, quello che è stato segnalato anche dalle associazioni attorno all'aeroporto e dagli utenti di questo volo era che questo volo era sostanzialmente sempre pieno; quindi non so, immagino che il load factor fosse veramente il 64%, non è che posso contestare i dati di Alitalia, però chiaramente, mentre altri voli del pacchetto originale di Alitalia, concordati e anche sponsorizzati pesantemente dagli Enti Locali (cioè i voli su Mosca e Berlino) effettivamente avevano problemi di load factor e sono spariti abbastanza velocemente, il taglio di questo collegamento su Amsterdam è piuttosto preoccupante, anche perché Amsterdam è comunque un hub da cui si poteva volare in mezzo mondo. Quindi, è vero che - come ha anche detto lei - Alitalia, nell'ambito delle strategie con Air France KLM, può aver deciso che era meglio che i torinesi andassero a volare da Fiumicino piuttosto che da Amsterdam - vedo che annuisce -, perché, sostanzialmente, credo che la motivazione vera sia essenzialmente quella, però diciamo che per i torinesi questo taglio non è tanto bello, perché comunque da Amsterdam c'erano molte più destinazioni che da Fiumicino. Per cui, vedremo se con la nuova gestione, magari con un'azione di lobbying su Alitalia, si possa riottenere un collegamento con Amsterdam adatto anche al feederaggio verso altri scali, perché questo aprirebbe veramente molti collegamenti verso tutto il mondo. Oltretutto, dato che questo volo è stato ampiamente sovvenzionato negli anni, è un po' brutto che appena finisce la sovvenzione, sparisca anche il volo; specialmente il volo che bene o male ha preso. Per quanto riguarda Ryanair, capisco tutte le riorganizzazioni, eccetera, però anche qui c'è un taglio sostanzialmente di metà delle rotte europee. Sono contento di sentire che poi nel frattempo, a fronte del taglio di Girona è arrivato El Prat, che è sicuramente meglio di Girona, però Parigi e Madrid sono comunque due destinazioni importanti; quindi, speriamo che anche lì si riesca a recuperare qualcosa. Però il problema fondamentale con Ryanair rimane l'annosa questione della base, per cui anche qui speriamo che con la nuova gestione si riesca a ottenere almeno un paio di aerei di base qui a Torino, in modo da migliorare un po' il collegamenti di Ryanair, perché è vero che c'è una crisi generale del traffico aereo, tutto quello che vogliamo, però non è concepibile che l'aeroporto di Torino sia il quattordicesimo aeroporto d'Italia per passeggeri. Senza voler reiterare una polemica che ci fu anche con il Sindaco, durante le discussioni in Aula sulla vendita delle quote SAGAT, però possiamo anche dire che Cagliari è su un'isola e sicuramente c'è più traffico aereo per abitante di quanto ne abbia Torino. Però è evidente che Torino non attira a sé tutto il traffico che potrebbe attirare, perché è pieno di torinesi e piemontesi che vanno a volare da Malpensa o da Bergamo. Devo dire che ultimamente capita anche a me di prendere spesso aerei per destinazioni italiane, europee e così via, e regolarmente se uno fa il confronto, da Malpensa o da Bergamo c'è un volo che costa la metà, se non addirittura meno della metà. Quindi, tra il costo del trasferimento, il tempo perso, eccetera, alla fine tutti vanno a volare da Malpensa o da Bergamo, se non per quelle poche destinazioni gestite con voli diretti. Per cui, credo che questo sia il vero snodo, cioè saremmo tutti contenti di avere un aeroporto che riparta, anche dal punto di vista occupazionale; ad esempio nel settore della ristorazione, che è la tipica attività che dipende dalla quantità di passeggeri che passano attraverso lo scalo, e in tutte le altre attività collegate allo scalo. Quindi, auspichiamo che questo possa creare occupazione, recuperando magari i posti di lavoro persi negli ultimi anni. Sarebbe un volano per l'aeroporto e anche per tutto il territorio, perché poi gli aeroporti e i collegamenti sono un elemento essenziale della competitività del territorio. Per cui sembra un po' assurda l'idea di migliorare i collegamenti ferroviari spendendo 160 milioni di Euro per il tunnel di Corso Grosseto e non spenderne magari due o tre per fare la base Ryanair. Per cui forse ci vorrebbe una strategia un pochino più integrata. Capisco che tra l'altro non dipende soltanto dal Comune, ma anche dalla Regione, però noi siamo sempre qui a sollecitare l'attenzione verso il nostro scalo. Quindi, adesso vedremo. Confidiamo che se un privato ci investe dei soldi, compra le quote, eccetera, abbia voglia di investire e recuperare questa situazione. Quindi, siamo anche noi in attesa di conoscere i piani della nuova gestione. Confidiamo che siano piani di crescita adeguati e non soltanto dei piani di sopravvivenza, come purtroppo è stato in questi ultimi dieci anni, almeno secondo noi, con il socio privato Sintonia/Benetton. Quindi, ben venga anche l'invito a incontrare la nuova gestione, quando sarà pronta, perché ritengo che questo sia un elemento essenziale per la competitività della Città e del territorio. FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) L'interpellanza è discussa. |