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CERUTTI Monica (Consigliere f.f. di Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200700709/02, presentata in data 6 febbraio 2007, avente per oggetto: "Cimitero Parco - Abbonamenti insostenibili e incredibili per gli arredi vegetali" CERUTTI Monica (Consigliere f.f. di Vicepresidente) La parola, per la risposta, al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) L'interpellanza mi consente di fare il punto rispetto ad un problema che, apparentemente, è individuale, in realtà, come si potrà evincere - credo - dalla mia risposta, è, invece, molto più complesso che riguarda una serie di situazioni. La comunicazione al cittadino in questione è stata redatta dagli Uffici dell'AFC di Torino che, dal 1° gennaio 2006, ha la completa gestione dei cimiteri. Fra le mission di AFC vi è anche quella di avviare gradatamente un programma di normalizzazione delle anomalie pregresse, sulla base anche degli indirizzi contenuti nella Carta dei Diritti e dei Doveri del Comune, delle imprese funerarie e dei cittadini, approvata dal Consiglio Comunale con deliberazione dell'8 novembre 2004 e recepite dal Contratto di Servizio tra la Città di Torino e AFC. Le condizioni economiche del Servizio di Ornamentazione praticate sono quelle decise dal Comune e non appaiono gravose. La tariffa prevista per la fornitura e la manutenzione decennale di una pianta ornamentale è di 332 Euro, di cui 277 sono la tariffa e 55,40 l'IVA e non 400 Euro, come ha erroneamente riferito il Consigliere Carossa nella sua interpellanza. La tariffa appare - su questo si può discutere - abbordabile, per usare le parole dell'interpellanza. Si tratta di meno di 25 Euro l'anno per la cura dell'arredo vegetale. È, inoltre, compresa la sostituzione gratuita della pianta se, eventualmente, si disseccasse. La fornitura e manutenzione della pianta di arredo è, poi, una delle tariffe che, in questi anni, è sempre rimasta al riparo anche dai recuperi dell'inflazione. Basti pensare che, nel 2001, l'onere era di 500 mila Lire. La sepoltura del defunto Pietro Brunetti presenta - come da ricognizione fotografica che, poi, consegnerò al Consigliere - molti elementi difformi dalle tipologie normali di sistemazione dell'arredo vegetale, quali il traliccio per la rosa rampicante e vasi di fiori posati ai lati della pietra e non risultano registrati presso gli Uffici Cimiteriali ragguagli né scritti, né telefonici richiesti dai familiari del defunto Pietro Brunetti - devo presumere che si tratti di lui, essendo stato citato da Torino Cronaca -, mentre risulta essere stata inviata alla moglie del defunto una comunicazione chiara riguardo all'abusività della sistemazione in atto ed un invito a provvedere entro un congruo termine. Evidenti appaiono i motivi a suffragio di questa scelta degli Uffici; infatti, dare la facoltà ad ognuno di arredare la sepoltura con essenze vegetali non controllate, con il rischio di importare parassitosi o infestanti, oppure, lasciare che la manutenzione delle piante sia liberamente gestita dai familiari, significherebbe costituire le cause di una difficile praticabilità delle aree ed aumentare in modo ingiustificato alla collettività i costi di ripristino dell'incuria. Non contestare con le dovute forme questo abusivismo avrebbe avuto, come conseguenza, l'emulazione da parte di altri che, come si vede bene nelle due foto che le darò, non ha tardato a manifestarsi, perché abbiamo una situazione simile accanto. Gli Uffici dell'AFC, al posto di promuovere un accertamento amministrativo da parte degli organi preposti per violazione del Regolamento Comunale e dell'ordinanza sindacale, che avrebbe comportato la comminazione di sanzione di importo superiore alla tariffa dell'arredo, hanno preferito (in questo caso, AFC, ma io sono d'accordo con questa soluzione) la strada dell'invito a provvedere entro un tempo congruo e si sono messi a disposizione della famiglia (come si evince dalla comunicazione che le è stata inviata). La procedura fin qui seguita mi pare, quindi, in linea con gli indirizzi espressi dalla Carta dei Diritti e dei Doveri e non lesiva della sensibilità della famiglia e delle famiglie, a meno che questo sentimento - umanissimo - non voglia essere invocato come scudo per fare quanto ciascuno ritiene meglio. È evidente che questo discorso avviene in questo contesto e comunico, infine, che è in corso, in questo periodo, un piano di rilevazione delle anomalie e che, progressivamente, si ripristinerà una condizione ordinata delle aree cimiteriali, nel senso che è un lavoro in progress e speriamo che dia i suoi frutti, il cui scopo è quello di avere un cimitero abbastanza ordinato, pur consentendo un rapporto con i cittadini per decidere che cosa fare sulle situazioni, ma senza lasciare che ognuno decida di fare sulla propria situazione esattamente cosa vuole. Siccome ho anche la parte fotografica a colori, credo che sia giusto consegnarla al Consigliere, così può prenderne atto e vedere, senza recarsi sul posto, la situazione che si era venuta a creare. CERUTTI Monica (Consigliere f.f. di Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Grazie Vicesindaco per la spiegazione - devo rendergliene atto - assolutamente puntuale. La ringrazio anche per le fotografie. A prescindere che sarei più per un discorso di dare leggermente più libertà, specialmente in simili situazioni. Lo so che è difficile, perché si rischia veramente di passare dall'avere più libertà all'anarchia e, quindi, non andrebbe bene, però, secondo me, si riuscirebbe a fare meno - mi permetto di dire - i burocrati, soprattutto in una situazione del genere. Voglio soltanto dire ancora una cosa e finisco, perché, su questo argomento, penso che lei abbia già detto tutto. Se l'importo che i cittadini devono pagare è così basso come lei dice, cioè, per 10 anni si pagano 25 Euro l'anno, mi permetto di dire, signor Vicesindaco, dato che noi cittadini quando, purtroppo, ci capita, paghiamo già fior di quattrini per l'inumazione, o per la tumulazione nei loculi o nella terra - e, in questi casi, sicuramente non sono cifre basse -, togliamo questa spesa, comprendiamola nell'inumazione e finito il discorso. In parte, però, contesto la sua affermazione, non mi sembra un costo così basso, perché lei sa benissimo che l'intervento su questa piantina sarà di una volta l'anno - se va bene - e, quindi, moltiplicando per le decine e le centinaia che ci sono nello stesso luogo, lei mi insegna che, a quel punto, non so se sia, poi, così basso. Potrebbero essere pochi - come ha detto giustamente lei - 25 Euro l'anno. Effettivamente, 25 Euro l'anno (50 mila Lire) non sono niente. I rapporti di basso o alto nelle cifre cambiano quando vado a fare il conto e, a dir tanto, ci sarà un intervento all'anno, quindi io, giardiniere, non devo andare da un giardino all'altro dei miei clienti, ma in quel luogo posso fare cento interventi. Dato che paghiamo fior di quattrini per le inumazioni, penso che, venendo incontro a quanto dice l'Assessore, sarebbe il caso di conglobare tutto: se si vuole mettere la rosa fornita dagli uffici, al costo dell'AFC della Città, si chiude il discorso. Nell'interpellanza non era mia intenzione (spero che non sia stato evidenziato) contestare le modalità con le quali l'AFC ha scritto al cittadino che ci ha sottoposto la questione, perché, quando si parla di cimiteri, qualsiasi passaggio scritto diventa una burocrazia esagerata; sono sicuro che, se una lettera del genere fosse stata redatta per un'occupazione di suolo pubblico in un'altra situazione, sarebbe stata considerata una lettera normalissima, ma parlando di questi argomenti, purtroppo, si sconfina subito nell'eccessivo burocratismo. Oltre a non contestare quanto scritto dall'AFC, non ho nemmeno citato alcuni passaggi della comunicazione scritta che questa famiglia ha fatto agli uffici stampa, perché non li ritenevo corretti. Ho voluto fare, come dicevo prima all'Assessore Borgogno, da cassa di risonanza a un problema che, secondo me, esiste ed è difficile da risolvere; bisognerebbe giungere ad una via di mezzo nella gestione di queste situazioni, senza essere troppo fiscali, ma non permettendo a chiunque di fare ciò che vuole, perché neanche così andrebbe bene. CERUTTI Monica (Consigliere f.f. di Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |