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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 200607843/02, presentata in data 25 ottobre 2006, avente per oggetto: "Convenzione con gli Istituti di Vigilanza Privati" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia per l'illustrazione. GHIGLIA Agostino Il nostro Gruppo ha presentato questa proposta di mozione, stante il fatto che, oggettivamente - poi, c'è un manipolo di cittadini, tra cui il Sindaco, che la pensa in maniera diversa -, il 90% dei cittadini ritiene che a Torino esista un problema sicurezza, esista un problema criminalità ed è un dato altrettanto oggettivo quello per cui a Torino ci sia una carenza di organico, che interessa sia le forze dell'ordine, che il Corpo di Polizia Municipale. Più volte noi abbiamo chiesto di incrementare il Corpo di Polizia Municipale, di destinare più fondi a nuove assunzioni, ma abbiamo anche ripetutamente richiesto un uso diverso del Corpo della Polizia Municipale, dicendo che deve avere funzioni maggiori, nei limiti di quanto è consentito dalla legge (la legge consente molto di più di essere armati di un blocchetto per dare multe), per impegnarsi, appunto, a coadiuvare le forze dell'ordine nel controllo del territorio ed assicurare una vivibilità alle nostre strade ed ai nostri quartieri. Tutte queste richieste sono rimaste, finora, lettera morta; il numero dei Vigili, sostanzialmente, non aumenta. Ci è stato detto che, poi, sarebbero entrati in ruolo quelli che erano stati assunti temporaneamente per il periodo olimpico, ci troviamo ancora, però, in una situazione di grave deficienza, proprio perché ci sono i pensionamenti, eccetera; insomma, non si arriva mai ad un numero sufficiente. Il controllo notturno del territorio è assolutamente inesistente; non è che sia carente, è inesistente. Provate a chiamare la centrale dei Vigili di notte, anche solo per i compiti che piacciono al Sindaco, cioè dare le multe. Provate a far togliere una macchina davanti ad un passo carrabile, ad esempio, o a farla rimuovere da un incrocio dove ostruisce il traffico. Con le pattuglie che non ci sono di notte a Torino, non si riesce a fare neppure questo. Ci viene detto, poi, dal Sindaco, che è anche andato apposta a Roma a farsi dire: "No" dal Ministro dell'Interno (così ci ha detto e noi ci fidiamo). Stante la carenza del Corpo di Polizia Municipale e delle forze dell'ordine, noi avevamo pensato - com'è avvenuto già in altri Comuni del territorio regionale ed anche in Comunità Montane o consorzi di Comuni - sempre, ovviamente, nel rispetto della normativa vigente, che si potessero stipulare delle convenzioni (di cui, ovviamente, dovrebbero meglio essere determinati i punti)con Istituti di Vigilanza Privati, i quali dispongono di centinaia di uomini sul territorio, sono automuniti o, comunque, motorizzati ed hanno a disposizione radio, eccetera. L'aumento del controllo anche attraverso gli Istituti di Vigilanza Privati, oltretutto, avrebbe un costo sicuramente inferiore, perché mi rendo conto che ci siano problemi di Bilancio, quindi, non si possono, per esempio, assumere duemila Vigili in più (poi, bisognerebbe anche impiegarli bene). Facciamo delle convenzioni con Istituti di Vigilanza, assegniamo loro compiti di ausilio al controllo del territorio: avremmo così centinaia di occhi in più sul territorio torinese Mi sembra una proposta non ideologica, economicamente sostenibile, ma, soprattutto, utile, perché, grazie ai mezzi di cui sono dotate le pattuglie di questa vigilanza, noi potremo assicurare ai nostri cittadini un maggior controllo delle strade, dei quartieri e di quanto ivi avviene. Chiedo, ovviamente, di prendere in considerazione questa mozione con la dovuta serietà. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea La proposta del Consigliere Ghiglia e degli altri firmatari sembra, ad una prima lettura, di buonsenso, perché immagina un incremento delle forze (in questo caso, difficili da qualificare) di pubblica sicurezza, le quali, attraverso una convenzione, verrebbero chiamate a svolgere anch'esse una funzione di controllo, di repressione e, quindi, di tutela della sicurezza. Però, per quanto possa sembrare ragionevole, è una proposta che rischia di mettere in discussione un principio fondamentale di qualsiasi ordinamento statuale, vale a dire, il monopolio dell'uso legittimo della forza in capo allo Stato e, in particolare, rischia di incrinare il principio secondo il quale l'attività di pubblica sicurezza è esercitata esclusivamente da forze incardinate nell'apparato dello Stato. Ritengo che questa messa in discussione di un principio cardine di tutti gli ordinamenti statuali, di tutti gli ordinamenti sovrani non sia una soluzione, o non sia una proposta desiderabile. A me pare che, il pur importante obiettivo di aumentare la dotazione degli organici delle forze di pubblica sicurezza e il pur apprezzabile obiettivo di garantire un sempre maggiore controllo e presidio del territorio non debba essere perseguito a discapito di un principio fondamentale che, se noi, oggi, mettessimo, anche solo in questo caso, in discussione, potremmo, poi, domani trovarci ad avere, in maniera ancora più significativa ed ancora più preoccupante, messo da parte. Non sottovalutiamo il tema della sicurezza, ma non arriviamo, neanche in questi termini (che sono, tutto sommato, abbastanza circoscritti), a mettere in discussione un vero e proprio principio fondamentale dell'ordinamento. La Polizia, come i Carabinieri e tutte le forze di pubblica sicurezza devono essere esclusivamente incardinate nell'ambito degli apparati pubblici. Non ci può essere nessuna forma privata o semiprivata di esercizio del controllo del territorio e di tutela della pubblica sicurezza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Se fossi un giurista di professione come il Consigliere Giorgis, tra i principi cardine dell'ordinamento dello Stato moderno che stanno cadendo in disuso, mi preoccuperei di più di un diritto che ormai non è più territoriale, ma sta diventando personale, perché è diverso a seconda del soggetto, che, davanti alla legge, non è più uguale agli altri. Sarebbe interessante se, per fare un esperimento, noi cinque occupassimo uno stabile pubblico, lo riempissimo di molotov e bastoni, e vedere come saremmo trattati dai pubblici poteri o dalla Giustizia; mi auguro che, in quell'ipotesi quantomeno improbabile, la risposta sia dura, diretta e rapida, al contrario di come accade per una serie di soggetti che sono lasciati liberi di commettere reati senza che nessuno li persegua. Questo è uno dei principi dello Stato moderno che sta cadendo in disuso. Se fosse vero quanto teorizzato dal Consigliere Giorgis, al quale non riconosciamo la facoltà di distribuire patenti di buonsenso o di mancanza di buonsenso, non avremmo neanche le autorizzazioni di Prefetture, Ministero degli Interni e Questura agli Istituti di Vigilanza che, oggi, fanno servizio di scorta valori, sicurezza e protezione delle proprietà, portano un'arma e, in molti casi, vengono coinvolti in scontri a fuoco con malviventi e delinquenti, ma in quel caso nessuno dice "siamo al Far West!". Mi pare strano, quindi, che si chiamino in causa categorie del tutto estranee ad una proposta che non nasce dalla mente dotata di poco buonsenso del Consigliere Ghiglia, ma che riguarda una pratica ormai largamente usata nei Paesi occidentali e non mi riferisco soltanto a quelli con una tradizione consolidata di sussidiarietà, autogoverno e partecipazione della società anche all'offerta di beni caratteristici del pubblico, quale la tutela del diritto alla sicurezza, ma anche a Paesi, quali Gran Bretagna o Stati Uniti, dove le polizie private sono saldamente incardinate nei sistemi di controllo del territorio e di presidio degli obiettivi. Penso che, se il Consigliere Giorgis fosse andato in Spagna, Paese con una radice giuridica più simile alla nostra, avrebbe visto che le società di vigilanza privata sono saldamente incardinate, in particolare in ambito urbano, in un sistema di sicurezza, e i loro dirigenti si rapportano regolarmente alle autorità di Polizia locale. Se avesse ragione il Consigliere Giorgis, dovremmo smantellare gli Istituti di Vigilanza privata e chiedere la presenza di un Carabiniere o di un Poliziotto di scorta e di tutela anche ai privati, ai cittadini che se lo possono permettere, a coloro che pensano di essere bersaglio di tentativi di sequestro, alle banche e alla scorta valori e poi avremo il Consigliere Giorgis che se la prenderà con il Governo (anche quando accessoriamente è il "suo" Governo), perché non dà sufficienti uomini per la sicurezza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Il mio Gruppo voterà contro questa proposta di mozione, perché ci pare che il suo contenuto ammetta l'impotenza dello Stato di fronte alla delinquenza. Credo che quando, sulle questioni dell'ordine pubblico, si ceda ad un ragionamento che mira a privatizzare l'ordine pubblico, si possano creare le condizioni per tornare al Far West; francamente, questa proposta di mozione non mi convince. Ricordo ai Colleghi di Alleanza Nazionale che 8 mesi fa governavano loro e che le condizioni dell'ordine pubblico erano grosso modo le stesse; in 8 mesi la recrudescenza della violenza non ha scardinato l'ordine pubblico, non mi pare che lo Stato abbia dichiarato il suo fallimento. Mi pare, invece, che nella nostra città vi siano alcune situazioni serie che sono già all'attenzione dell'Amministrazione Comunale, come il famoso Parco Lungo Stura, per il quale un progetto di riqualificazione è all'ordine del giorno della discussione politica; mi pare che la Città stia facendo di tutto per riuscire a riportare nelle zone critiche ordine, equilibrio ed un modo di vivere che rientri nei canoni della legalità. Mi pare che questa proposta di mozione annunci la resa dello Stato e delle Amministrazioni Pubbliche di fronte ad una delinquenza che, invece, va contrastata con gli strumenti legittimi, che sono Istituzioni dello Stato e degli Enti Pubblici. Pertanto, penso che i Colleghi di Alleanza Nazionale commettano un errore politico, presentando questa proposta di mozione. Ripeto che in determinate aree della città vi sono delle condizioni difficili, ma non mi pare che vi sia un'assenza di interventi; le forze dell'ordine, in particolare i Vigili Urbani, stanno facendo la loro parte in maniera molto seria a tutela dei cittadini che hanno necessità di vivere in tranquillità. Penso che affrontare la questione ordine pubblico con un simile intervento sia come arrendersi ed è sbagliato, oltre che per una questione di storia istituzionale, perché non possiamo consegnare ai privati il mantenimento dell'ordine pubblico. Il personale privato è utilizzato da settori privati che non hanno a che fare con il pubblico: una guardia giurata non può essere assimilata ad un poliziotto, perché sta svolgendo una funzione di tutela di una parte privata. Questi ragionamenti ci spingono a votare contro la proposta di mozione presentata dai Colleghi di Alleanza Nazionale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Ricordo alcuni dei dibattiti che hanno caratterizzato i primi Consigli Comunali di fronte all'evolversi di una situazione, dal punto di vista della criminalità e dell'ordine pubblico, tale da giustificare il timore che ci si trovasse in emergenza e ricordo anche qualche risposta dai banchi della maggioranza. In particolare, ricordo che il Consigliere Giorgis, qualche mese fa, disse che noi, Consiglieri di Alleanza Nazionale, avevamo torto, perché la città non si trovava in emergenza sicurezza, ma visto che lui è saggio e magnanimo, ci concedeva di poter trattare il tema in apposite sedute di Commissione, anche se non mi risulta che vi sia una Commissione Permanente con competenza in materia di sicurezza ed ordine pubblico. Da chi aveva dimostrato una chiara disponibilità al dialogo e all'affrontare il problema mi aspettavo qualcosa di più che un'analisi superficiale di questa proposta di mozione, che, come già detto dal Consigliere Ghiglia, non vuole essere una mozione ideologica, ma uno di quei tanti atti amministrativi spinti dal buonsenso e dal senso di un bisogno. Il problema è che non si è bene interpretato quale sia l'obiettivo, che è quello di cercare di utilizzare gruppi organizzati e società private che prestano un servizio e non perché questi possano fare uso della forza nella nostra città, ma semplicemente perché possano offrire uno strumento di controllo in più rispetto a quelli che sono già a disposizione, per controllare come si evolvono gli eventi nelle zone e negli orari particolarmente a rischio. Quello che mi preoccupa è che la maggioranza che amministra questa Città non sappia cogliere la differenza sostanziale tra uso della forza e controllo del territorio, tra repressione e prevenzione e deterrenza. È chiaro che avere degli uomini, armati anche solo di "baracchino", che abbiano la possibilità di contattare prontamente una qualunque centrale operativa, avrebbe una chiara ed evidente funzione di deterrenza nei confronti di qualunque fenomeno di degrado e di criminalità. Però, mi lascia perplesso il fatto che forse non ci si renda bene conto che quanto proponiamo è già ampiamente in uso. Il Collega Ventriglia ha già fatto alcuni esempi, riguardo alla scorta ai trasporti valori. Pensiamo, però, alle partite di calcio, per le quali vigono leggi che prevedono che il controllo all'interno degli stadi venga affidato a società di sorveglianza private, oppure ai controlli agli imbarchi dell'Aeroporto, dove mi pare vi sia in atto, e sia evidente, una convenzione tra l'Aeroporto, controllato dalla Città di Torino, e società di vigilanza private che sostengono il lavoro delle Forze dell'Ordine le quali evidentemente, a causa delle carenze di organico, non possono riuscire ad assolverlo nel migliore dei modi. Chiediamo l'estensione, quindi, di qualcosa che già esiste. Quella che lanciamo oggi non è né una rivoluzione culturale né una provocazione destrorsa, ma una semplice proposta operativa per fare fronte ad esigenze chiaramente richiamate dal territorio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Sarò breve, anche perché i Colleghi che mi hanno preceduto hanno anticipato alcuni argomenti di cui avrei voluto parlare. Invito (anche se so che sarà un invito inutile e vano) i Colleghi della maggioranza (dico questo tranquillamente, nel senso che questa proposta di mozione non è della Lega Nord, ma di Alleanza Nazionale) a leggere queste proposte di mozione, dimenticando che provengano da partiti dell'opposizione, perché a me pare che alcuni atti non vengano nemmeno letti, ma bocciati perché provenienti dalle file delle minoranze. Precedentemente, ho sentito parlare (e mi sembra una banalità) di Forze dell'Ordine, di uomini armati, di pattuglie e di resa dello Stato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Carossa mi perdoni, perché poi mi rimprovera che non sono attento... CAROSSA Mario No, assolutamente. Stavo per rimproverare il Consigliere Giorgis. Volevo che il suo nome rimanesse a imperituro ricordo a verbale. INTERVENTI FUORI MICROFONO. L'ho detto in perfetta amicizia e lo sa. Come ha detto il Consigliere Ravello, ci sono luoghi in cui la vigilanza viene compiuta da forze che non sono di Polizia , gli aeroporti e gli stadi. In questi giorni, si sta parlando in lungo e in largo, forse anche esagerando il discorso, del modello inglese, secondo il quale, all'interno degli stadi ci sono pochissimi poliziotti, ma strutture private che controllano i tifosi. Non penso, quindi, che questione debba essere cassata in questa maniera. Invito i Colleghi a leggere bene questa mozione, soprattutto l'impegnativa, che recita: "...nel controllo del territorio come supporto alle forze di Polizia, attraverso un'adeguata suddivisione delle mansioni". Non dice che qualche strana forza privata debba sostituire le Forze di Polizia, i Carabinieri o i Vigili Urbani e che qualcuno, che non si saprà nemmeno chi sarà, verrà a chiederci i documenti, ma sta chiedendo, come è stato detto, di incrementare il controllo! Mi fa specie che ai Colleghi di maggioranza non importi che ci siano altri "occhi" o altre "orecchie" sul territorio, quindi mi domando se a costoro interessi qualcosa (non uso altri termini, perché sono già stato rimproverato in sede di Commissione da un Assessore qui presente) della sicurezza dei cittadini, oppure no. Mi permetto di riprendere un attimo quanto detto dal Consigliere Gallo Domenico, ossia il fatto che una proposta di mozione simile non possa essere presentata dalle forze di maggioranza. Dalla risposta ho capito ancora meglio quello che vi interessa sulla sicurezza dei cittadini! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello A me pare che la proposta dei Colleghi di Alleanza Nazionale sia, da una parte provocatoria e, dall'altra, di buonsenso. Provocatoria fino a un certo punto, perché avendo seguito con attenzione il dibattito, condivido, per certi aspetti, il principio enunciato dal Consigliere Giorgis. Mi pare, però, che, nella mozione dei Colleghi di Alleanza Nazionale, si parli esclusivamente di controllo del territorio e di null'altro. È ovvio che stiamo parlando di una mozione estremamente delicata, perché sappiamo che queste deleghe sono e devono essere esclusivo patrimonio del livello nazionale, però penso che la sicurezza non abbia colore. Visto che in questo Consiglio Comunale (lo dico, in particolare, al Consigliere Gallo Domenico), in questi ultimi mesi abbiamo dibattuto spesso di una situazione di emergenza, innegabile in questa città, penso che qualsiasi proposta che vada nella direzione di garantire i cittadini di questa città, debba essere valutata con attenzione e non con la superficialità che molti colleghi di questa maggioranza (non tutti) hanno dimostrato verso la mozione. Per il motivo inverso, invece, ossia perché l'abbiamo letta con attenzione, considerando che si parla di esclusivi controlli del territorio, e quindi, con questa garanzia, tranquillizzando anche le preoccupazioni ventilate dal Consigliere Giorgis, esprimeremo parere positivo alla mozione di Alleanza Nazionale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Buquicchio. BUQUICCHIO Andrea Su questo argomento abbiamo discusso diverse volte, per cui conoscete l'opinione del sottoscritto e del partito che rappresenta, relativamente ai problemi, che non si possono sicuramente sottacere, dell'Ordine Pubblico. Ho sempre detto che su questo argomento non si devono e non si possono assumere posizioni ideologiche; che questo problema non può essere ascrivibile ad una parte politica, rispetto all'altra; che il problema dell'Ordine Pubblico non può riguardare la destra a differenza della sinistra e che deve riguardare gli Amministratori in quanto responsabili di ciò che avviene in termini, soprattutto, di vivibilità del territorio che amministrano. Ciò detto, a me piacerebbe considerare provocatoria la mozione dei Colleghi di Alleanza Nazionale, perché, sotto un profilo prettamente e squisitamente di merito, mi permetto (forse mi sbaglio), di ritenere non che non sia ammissibile (come qualcuno può aver detto), ma che potrebbe non essere conveniente. Mi spiego. Se è vero, ed è vero, che l'ordine pubblico è attribuibile a determinate forze di pertinenza statale (quindi, Carabinieri, Polizia, Finanza e quant'altro), è anche vero che alla Polizia Municipale è possibile attribuire particolari funzioni in determinate situazioni. Quindi, un ente locale come il Comune (e così questo può valere per la Provincia e per la Regione), anziché pensare di investire in strutture di vigilanza privata, perché - la mia forza politica se lo è sempre chiesto e si è sempre battuto per ottenere un minimo risultato in questo - non si cerca di investire maggiormente - mi dispiace che non ci siano né l'Assessore Borgogno, né l'Assessore Passoni - nella Polizia Municipale? Sarebbe di competenza di questo Ente Locale, quindi sarebbe perfettamente pertinente alle richieste avanzabili verso questo ente. Alla Polizia Municipale si potrebbero attribuire anche mezzi - e il Sindaco può farlo, d'accordo con il Prefetto -, in particolare situazione, oltre che compiti di Polizia Giudiziaria e, quindi, di ordine pubblico. Sappiamo benissimo che i Vigili non dispongono di mezzi adeguati, nell'esercizio delle funzioni a cui facevo riferimento prima, ma dispongono di una rivoltella che, Dio ce ne liberi, è bene che non utilizzino mai. Non hanno neanche quello che, invece, in altre Città, anche governate dal centrosinistra, hanno e cioè il cosiddetto bastone tattico, che è un bastone che può servire come difesa in un'azione contro elementi malavitosi che effettuino azioni criminali. Quindi, mi permetto di dire, con onestà intellettuale, agli amici di Alleanza Nazionale, anziché pensare ad investire nella polizia privata, chiediamo tutti insieme - e anche dalle forze della maggioranza ci sarebbe chi darebbe una mano in tal senso - di investire maggiormente in un potenziamento della Polizia Municipale, cosa che anche voi, in altre occasioni, avete fatto. La richiesta di spendere maggiore denaro pubblico per la polizia privata potrebbe far sorgere, oltre che dubbi, anche qualche perplessità in termini di convenienza. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione della proposta di mozione: Presenti 42 favorevoli 14 contrari 28 La proposta di mozione è respinta. |