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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 26 Febbraio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 2
INTERPELLANZA 2007-00707
?SENTENZA A FAVORE DEI VIGILI URBANI CONTRO IL COMUNE DI TORINO - I LAVORATORI HANNO VINTO PER LA TERZA VOLTA!? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 6 FEBBRAIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200700707/02, presentata in data 6 febbraio 2006, avente per oggetto:
"Sentenza a favore dei Vigili Urbani contro il Comune di Torino -
I lavoratori hanno vinto per la terza volta!"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
A parte l'enfasi del titolo, che è preso da un volantino.
La Città, nel luglio 1986, ha applicato un accordo sindacale che riguardava la turnazione degli appartenenti alla Polizia Municipale, quindi, tutto trae origine da questo. A giudizio degli Uffici, quell'accordo non presenta profili di illegittimità. La peculiarità dell'articolazione oraria consente (sempre a giudizio degli Uffici) ampiamente il recupero - com'è detto negli aspetti di norma - delle energie psico-fisiche, in quanto il riposo non è soppresso, bensì differito e su questa materia si è espresso il Tribunale di Torino nel 2004. Il servizio è compensato da tre giorni di riposo nelle due settimane successive alla cadenza del settimo giorno, oltre che da vantaggi e benefici di altra natura. La Città, quindi, ha applicato questo accordo sindacale, che prevede una turnazione particolare comprensiva di servizi, riposi e reperibilità.
La ratio dell'accordo e della conseguente articolazione dei riposi stava nel contemperare le esigenze pubbliche per garantire lo svolgimento dell'attività di Polizia Urbana che, in quanto rivolta alla tutela della collettività, deve essere espletata in modo continuativo 24 ore su 24, con turnazione, quindi, che consenta il recupero in tempi brevi, posto che le due settimane successive al settimo giorno lavorativo risultino meno gravose ed abbiano, al loro interno, la concentrazione di ben sei giorni di riposo.
La necessità di contemperare le esigenze che ho elencato ha determinato, quindi, quell'accordo, in modo tale da prevedere una turnazione secondo la quale in un turno, su cinque settimane, tutti i Vigili Urbani potessero godere di quattro riposi che cadevano di domenica. Questa era l'organizzazione.
Sempre a giudizio degli Uffici, considerata la disciplina vigente in materia di danno alla Finanza pubblica, non appaiono, allo stato, ravvisabili comportamenti viziati da colpa grave o da dolo in capo a dirigenti o agli amministratori firmatari dell'accordo in parola.
In ogni caso, sulla base di quanto ho detto, l'Amministrazione intende ricorrere nei confronti di questa sentenza e, quindi, la verifica ulteriore resta in capo all'Organo giurisdizionale, ovvero, è intendimento dell'Amministrazione arrivare ad una pronuncia della Suprema Corte, confidando in un esito favorevole per la Città per quanto riguarda la vicenda.
A proposito del punto 3, nel momento in cui l'interpellanza è stata presentata non erano pendenti altri ricorsi, ma è possibile, naturalmente, che se ne aggiungano altri e non è pensabile di estendere gli effetti della sentenza su chi non ha ricorso. Questo sulla base di quanto stabilisce la Finanziaria del 2005.
Voglio aggiungere una cosa che il Consigliere Carossa ha già sentito, perché nella nota che era stata distribuita durante la I Commissione c'era un riferimento a questo argomento: c'è stata la sentenza, c'è il giudizio dei nostri Uffici, ricorreremo e vedremo che cosa dirà la Suprema Corte. Tuttavia, personalmente, ritengo che, in ogni caso, a prescindere anche da questa sentenza, esistono due necessità, a questo punto, coincidenti: una - come ho detto anche in Commissione - è quella di rivedere le tabelle dei riposi della Polizia Municipale, in modo tale da avere una maggiore disponibilità di personale nei fine settimana, in particolare, il sabato e la seconda è quella di dare alla norma applicazioni che siano chiare e, comunque, non contraddittorie. La prima è una necessità, la seconda è una considerazione ed entrambe rafforzano la necessità, per quanto possibile, di rivedere in ogni caso l'organizzazione attuale della tabella dei riposi, che, come ho detto, nasce da un'esigenza della città manifestata già da tempo ed è, ora, rafforzata dalla necessità, invece, di applicare la norma in modo chiaro e non equivoco, qualunque sia l'esito del ricorso alla Corte Suprema.
Io non so se questo rappresenti un elemento di garanzia o meno nei confronti dell'interpellante o del ragionamento e del documento sindacale che sta all'origine di questa interpellanza. A questo punto - ripeto -, comunque vada la vicenda della Corte Suprema, la ritengo una necessità inevitabile che, naturalmente, fa i conti anche con quanto il prossimo Bilancio (che arriverà, tra qualche settimana, in Aula) ci renderà possibile fare; tuttavia, io la considero, ormai, una necessità non più rinviabile.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Non entro assolutamente nel discorso dei tecnicismi, perché non sono all'altezza. Le riconosco un'unica cosa e penso che lo dovrò fare diverse volte nei mesi che seguiranno, ossia, tutte queste interpellanze io le faccio a lei perché, in questo momento, è l'Assessore pro-tempore che deve occuparsi di questi temi. Sono tutte eredità; d'altronde, oneri e onori, questi sono oneri che lei ha ereditato. Non discuto nemmeno il fatto che ritengo corretto il discorso che bisogna addivenire ad una presenza di Vigili Urbani, di più personale sul territorio. Ne discutiamo in tutte le riunioni. Quanto affermo, però, lo dico non come cinghia di trasmissione di un certo sindacato (col quale - lei lo sa benissimo, la sua era una battuta - io non ho nulla a che fare politicamente), ma come cassa di risonanza per la cittadinanza (nei limiti, naturalmente). Lei capisce che di questi temi, se non presentassi un'interpellanza, nessuno ne saprebbe niente. Così, magari, qualcuno ne sa qualcosa, anche perché rimane comunque a verbale, va su internet, qualcuno guarda, sempre di più, per fortuna, i cittadini guardano.
Mi limito solamente a leggere la sentenza, e lo dico con enfasi, come il volantino, perché questa sentenza del Tribunale Ordinario di Torino - Sezione Lavoro non è verso Mario Carossa, datore di lavoro molto piccolo, ma verso il Comune di Torino, che è un datore di lavoro - con tutto il rispetto per gli altri - molto grande. Mi limito solamente a leggerla, poi, lascio trarre le conseguenze a chi ascolta. "Condanna il Comune di Torino al risarcimento del danno per l'attività lavorativa prestata dai ricorrenti nel settimo giorno consecutivo dal 1° luglio 1998 al 31 agosto 2004. Condanna il Comune di Torino al risarcimento del danno per l'attività lavorativa per il settimo giorno consecutivo.": quello che lei ha detto.
Il Comune di Torino è stato condannato e dovrà pagare - ed è questo che interessa a quei pochi o tanti che ci ascoltano - qualche centinaia di migliaia di Euro - temo - per cosa? Per "inettitudine" - tra virgolette - di qualche dirigente? Per avere fatto le cose alla leggera? Io questo non lo so, però, c'è un dato di fatto: il Comune di Torino è stato condannato il 26 gennaio e questa condanna, se non verrà ribaltata da un ricorso (che, tra l'altro, costerà di nuovo al Comune di Torino e, quindi, sempre a noi contribuenti), lo obbligherà a pagare qualche centinaio di migliaio di Euro.
È una domanda sui generis, perché so benissimo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). So benissimo che nessuno, né di voi, né dei dirigenti, pagherà. Se il datore di lavoro fosse Mario Carossa, pagherebbe Mario Carossa datore di lavoro, ma in questo caso pagano tutti i cittadini di Torino e coloro che ci ascoltano devono sapere che il Comune di Torino, per colpa di qualcuno (se c'è una condanna, vuol dire che qualcuno ha sbagliato, è lapalissiano), dovrà pagare qualche centinaia di migliaia di Euro.
Vedremo come andrà a finire, intanto io continuerò a fare non da cinghia di trasmissione, ma da cassa di risonanza, che è diverso!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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