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FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201207695/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 15 dicembre 2012, avente per oggetto: "Vendita partecipazione azionaria detenuta in SAGAT S.p.A. pari al 28% - Modificazioni Statuto: approvazione". FERRARIS Giovanni Maria (Presidente) La parola al Vicesindaco. DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco) Brevemente. La prima cosa. Voglio dire al Consigliere Bertola che il problema non è nella crisi degli aeroporti. La crisi sta nel trasporto aereo e il trasporto aereo necessita, ancor prima della crisi degli aeroporti, la crisi delle compagnie. Sono le compagnie sostanzialmente che oggi, in rapporto al numero, riducono voli, hanno difficoltà sul piano economico e basta leggere i giornali a riguardo. Per quanto riguarda invece gli altri interventi, Consigliera Appendino, non c'è ombra di dubbio che, dal punto di vista dell'onestà intellettuale - vale per tutti noi, però - io non ho nessun problema ad affermare il fatto che la dismissione dell'aeroporto non era prevista dall'articolo 4. L'abbiamo detto e ripeto, non c'è problema. Abbiamo detto che, al di là dell'articolo 4, vale per l'aeroporto, così lo facciamo per invece le società che erano dentro, che riguardavano i servizi pubblici, questo l'ho chiamato servizio di utilità pubblica, in realtà, noi lo facciamo, perché come tutto questo Paese, sta cercando di rientrare all'interno del Patto di Stabilità, di darsi con mezzi propri la possibilità di proseguire in termini di investimento, perché altrimenti non si capisce gli investimenti come li andiamo a finanziare, detto che non si può fare mutui. Perché bisogna anche qui dirci le cose come stanno. Altra questione. Non c'è ombra di dubbio che nel momento in cui uno ha il 10%, non può pensare di governare la società. Nel senso tra di noi faremmo un'offesa all'intelligenza di ciascuno di noi, se noi dicessimo questo. Il fatto che però preserviamo il Presidente, non stiamo sminuendo la nostra partecipazione dal punto di vista della governance, che avevamo, in realtà, anche con il trentotto. Perché in realtà adesso il Presidente convoca il Consiglio d'Amministrazione, sicuramente quello che ha tutte le informazioni ed è quello che può decidere da solo di convocare il Consiglio d'Amministrazione in rapporto al momento in cui lo ritiene, oltre che ovviamente su richiesta, come è sempre previsto dai Regolamenti, da un certo numero dei membri o da un certo numero dei soci. Due. Nel momento in cui, in realtà in maniera molto equilibrata, perché si dà la possibilità di spendere fino a 500.000,00 Euro, in alcuni casi fino a 5 milioni all'Amministratore Delegato, però si dice sostanzialmente all'Amministratore Delegato: guarda che sulle questioni fondamentali della società, dismissioni, acquisizioni, fusioni, contratti di un certo valore devono passare dal CdA. Nel momento in cui diciamo che devono passare dal CdA, in realtà andiamo a rafforzare la presenza del CdA, e per cui del precedente, ma così come degli altri membri soci che ci saranno a livello dell'aeroporto. Vorrei evitare, da questo punto di vista che, a seconda del momento che ne discutiamo, cambiamo parere, perché per un altro Statuto l'osservazione era l'esatto contrario. Allora, anche qui, per onestà intellettuale, siamo tutti onesti, in realtà nel momento in cui con il 10% preserviamo il Presidente, credo che facciamo un'operazione importante. Nel momento in cui diamo maggior potere al CdA, diamo maggiore potere anche alla nostra presenza e sulla possibilità di incidere, tenendo conto che ovviamente poi noi sempre abbiamo, perché questa è una differenza che abbiamo rispetto ad altri territori, del fatto che la concessione che ha l'aeroporto, è in mano comunque alla Città di Torino. Stessa cosa vale per il Presidente, così come per i revisori. E rispondo in particolare alla questione sollevata dal Consigliere Marrone. In realtà, se noi non dicessimo che sul tema revisore il nostro deve rappresentare un terzo in rappresentanza dei soci pubblici, questo in realtà metterebbe sostanzialmente nella condizione del fatto che noi, preservato uno, secondo il Codice Civile così come diciamo, per cui con designazione diretta del Sindaco, in realtà vuol dire sostanzialmente del fatto che poi gli altri, la Regione e la Provincia con 8 più 5% non sono in grado di portarsi a casa sostanzialmente, neanche di codecidere rispetto ad un revisore. Perché la differenza è questa, sia per il revisore, sia per il Presidente di nomina diretta secondo il Codice Civile, cioè non si va in lista, non si va in assemblea, gli altri, cioè tutti gli altri soci che non sono soci pubblici, voteranno invece in assemblea. Per cui, se uno poi determina una condizione di maggioranza, può prendere anche di più della sua rappresentanza, se fa un patto di sindacato, ma se non lo fa, può perdere tutto. Mi pare che ovviamente, io credo per collaborazione istituzionale, lo considero un dovere, mi sembra utile che noi invece preserviamo la presenza pubblica e non solo la Città di Torino, ma anche la possibilità di un rapporto corretto nel rapporto con Provincia e Regione. Per cui, mi sembra che sostanzialmente se siamo intellettualmente onesti, in realtà credo che siano alcune modifiche di assoluto buonsenso che vanno sostanzialmente a ricercare una presenza del pubblico e, nella presenza del pubblico, di ricercare una maggioranza e una governance all'interno per gestire al meglio l'aeroporto di Torino. |