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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 19 Dicembre 2012 ore 15,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2012-07695
VENDITA PARTECIPAZIONE AZIONARIA DETENUTA IN SAGAT S.P.A. PARI AL 28% - MODIFICAZIONI STATUTO: APPROVAZIONE.
Interventi

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201207695/064,
presentata dalla Giunta Comunale in data 15 dicembre 2012, avente per oggetto:
"Vendita partecipazione azionaria detenuta in SAGAT S.p.A. pari al 28% -
Modificazioni Statuto: approvazione".

FERRARIS Giovanni Maria (Presidente)
La parola al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
Brevemente. La prima cosa. Voglio dire al Consigliere Bertola che il problema non è
nella crisi degli aeroporti. La crisi sta nel trasporto aereo e il trasporto aereo
necessita, ancor prima della crisi degli aeroporti, la crisi delle compagnie. Sono le
compagnie sostanzialmente che oggi, in rapporto al numero, riducono voli, hanno
difficoltà sul piano economico e basta leggere i giornali a riguardo.
Per quanto riguarda invece gli altri interventi, Consigliera Appendino, non c'è ombra
di dubbio che, dal punto di vista dell'onestà intellettuale - vale per tutti noi, però - io
non ho nessun problema ad affermare il fatto che la dismissione dell'aeroporto non
era prevista dall'articolo 4. L'abbiamo detto e ripeto, non c'è problema.
Abbiamo detto che, al di là dell'articolo 4, vale per l'aeroporto, così lo facciamo per
invece le società che erano dentro, che riguardavano i servizi pubblici, questo l'ho
chiamato servizio di utilità pubblica, in realtà, noi lo facciamo, perché come tutto
questo Paese, sta cercando di rientrare all'interno del Patto di Stabilità, di darsi con
mezzi propri la possibilità di proseguire in termini di investimento, perché altrimenti
non si capisce gli investimenti come li andiamo a finanziare, detto che non si può
fare mutui. Perché bisogna anche qui dirci le cose come stanno.
Altra questione. Non c'è ombra di dubbio che nel momento in cui uno ha il 10%, non
può pensare di governare la società. Nel senso tra di noi faremmo un'offesa
all'intelligenza di ciascuno di noi, se noi dicessimo questo.
Il fatto che però preserviamo il Presidente, non stiamo sminuendo la nostra
partecipazione dal punto di vista della governance, che avevamo, in realtà, anche con
il trentotto.
Perché in realtà adesso il Presidente convoca il Consiglio d'Amministrazione,
sicuramente quello che ha tutte le informazioni ed è quello che può decidere da solo
di convocare il Consiglio d'Amministrazione in rapporto al momento in cui lo
ritiene, oltre che ovviamente su richiesta, come è sempre previsto dai Regolamenti,
da un certo numero dei membri o da un certo numero dei soci.
Due. Nel momento in cui, in realtà in maniera molto equilibrata, perché si dà la
possibilità di spendere fino a 500.000,00 Euro, in alcuni casi fino a 5 milioni
all'Amministratore Delegato, però si dice sostanzialmente all'Amministratore
Delegato: guarda che sulle questioni fondamentali della società, dismissioni,
acquisizioni, fusioni, contratti di un certo valore devono passare dal CdA.
Nel momento in cui diciamo che devono passare dal CdA, in realtà andiamo a
rafforzare la presenza del CdA, e per cui del precedente, ma così come degli altri
membri soci che ci saranno a livello dell'aeroporto.
Vorrei evitare, da questo punto di vista che, a seconda del momento che ne
discutiamo, cambiamo parere, perché per un altro Statuto l'osservazione era l'esatto
contrario.
Allora, anche qui, per onestà intellettuale, siamo tutti onesti, in realtà nel momento in
cui con il 10% preserviamo il Presidente, credo che facciamo un'operazione
importante.
Nel momento in cui diamo maggior potere al CdA, diamo maggiore potere anche alla
nostra presenza e sulla possibilità di incidere, tenendo conto che ovviamente poi noi
sempre abbiamo, perché questa è una differenza che abbiamo rispetto ad altri
territori, del fatto che la concessione che ha l'aeroporto, è in mano comunque alla
Città di Torino. Stessa cosa vale per il Presidente, così come per i revisori.
E rispondo in particolare alla questione sollevata dal Consigliere Marrone. In realtà,
se noi non dicessimo che sul tema revisore il nostro deve rappresentare un terzo in
rappresentanza dei soci pubblici, questo in realtà metterebbe sostanzialmente nella
condizione del fatto che noi, preservato uno, secondo il Codice Civile così come
diciamo, per cui con designazione diretta del Sindaco, in realtà vuol dire
sostanzialmente del fatto che poi gli altri, la Regione e la Provincia con 8 più 5% non
sono in grado di portarsi a casa sostanzialmente, neanche di codecidere rispetto ad un
revisore. Perché la differenza è questa, sia per il revisore, sia per il Presidente di
nomina diretta secondo il Codice Civile, cioè non si va in lista, non si va in
assemblea, gli altri, cioè tutti gli altri soci che non sono soci pubblici, voteranno
invece in assemblea.
Per cui, se uno poi determina una condizione di maggioranza, può prendere anche di
più della sua rappresentanza, se fa un patto di sindacato, ma se non lo fa, può perdere
tutto. Mi pare che ovviamente, io credo per collaborazione istituzionale, lo considero
un dovere, mi sembra utile che noi invece preserviamo la presenza pubblica e non
solo la Città di Torino, ma anche la possibilità di un rapporto corretto nel rapporto
con Provincia e Regione.
Per cui, mi sembra che sostanzialmente se siamo intellettualmente onesti, in realtà
credo che siano alcune modifiche di assoluto buonsenso che vanno sostanzialmente a
ricercare una presenza del pubblico e, nella presenza del pubblico, di ricercare una
maggioranza e una governance all'interno per gestire al meglio l'aeroporto di Torino.
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